Firenze - Basilica di San Lorenzo - Spostamento per restauro della Pala Martelli di Filippo Lippi

19 Dicembre 2014

Firenze - Basilica di San Lorenzo - Spostamento per restauro della Pala Martelli di Filippo Lippi - Il restauro finanziato dai Friends of Florence

Firenze - Basilica di San Lorenzo - Spostamento per restauro della Pala Martelli di Filippo Lippi - Il restauro finanziato dai Friends of Florence
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“L’ ANNUNCIAZIONE” DI FILIPPO LIPPI, COLLOCATA NELLA CAPPELLA MARTELLI DI SAN LORENZO, RESTAURATA GRAZIE AI FRIENDS OF FLORENCE
Un nuovo e importante progetto realizzato in favore della città di Firenze
Lo scorso 12 novembre, dalla Cappella dei Martelli situata nella Basilica di San Lorenzo, è stata rimossa “L’ Annunciazione” di Filippo Lippi, per permettere un doveroso e urgente restauro finanziato, con la consueta generosità, dalla Fondazione non profit Friends of Florence.
La tavola dipinta da Filippo Lippi, che rappresenta uno dei capolavori del Rinascimento fiorentino, fu commissionata al pittore da Niccolò Martelli, il quale volle con essa omaggiare la chiesa, che aveva di recente eletto a propria parrocchia.
“Siamo felici che la parrocchia di San Lorenzo possa essere beneficiata dal restauro di questo capolavoro straordinario – sottolinea Enrico Bocci, Presidente dell’Opera Medicea Laurenziana – e speriamo che molti altri mecenati e donatori contribuiscano al mantenimento di una delle chiese e dei complessi più importanti di Firenze”.
“Data la sua grande importanza nel panorama storico artistico italiano, l’opera non poteva essere lasciata in balia delle sue condizioni precarie – afferma Simonetta Brandolini d’Adda Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence - per questo abbiamo accolto l’invito a sostenere il restauro del dipinto che ci è arrivato a più voci. Già due anni fa nel 2012 con la prima edizione del Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del restauro di Firenze – continua la Presidente - fu presentato dalla restauratrice Lucia Biondi il progetto di intervento sull’opera. Il restauro dell’Annunciazione di Filippo Lippi, che costerà 40.000,00 euro, è il primo intervento che noi sosteniamo a San Lorenzo, ma ci auguriamo che possa essere l’inizio di una proficua collaborazione” conclude Simonetta Brandolini d’Adda.
Per non lasciare la cappella spoglia della sua immagine devozionale, la tavola è stata sostituita, per il tempo necessario del restauro, da una fotoriproduzione  a grandezza naturale, offerta dall’Opera Medicea Laurenziana.
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"Modi di restaurare a confronto. Due affreschi dai depositi della Galleria Nazionale dell'Umbria"

5 Dicembre 2014

"Modi di restaurare a confronto. Due affreschi dai depositi della Galleria Nazionale dell'Umbria"

Galleria Nazionale dell'Umbria, Sala Conferenze

7 dicembre 2014, ore 17.00
In occasione delle giornate di presentazione dell'attività del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dedicate al restauro, all'archeologia e al patrimonio storico-artistico, domenica 7 dicembre 2014, alle ore 17.00 la dott.ssa Paola Passalacqua presenterà due affreschi distaccati, provenienti dalla demolita chiesa di Santa Elisabetta di Perugia e ora conservati nei depositi della Galleria Nazionale dell'Umbria.
I due frammenti di affreschi, eccezionalmente visibili al pubblico per l'intera giornata, raffigurano san Giacomo e due sante.
Rimossi dalla sede originaria nel 1904, hanno conservato per lungo tempo l'aspetto assunto con il restauro dell'epoca, fornendo così l'opportunità di mettere a confronto le metodologie del restauro di allora con quelle di oggi.
La dott.ssa Passalacqua presenterà, inoltre, le diverse tipologie di intervento adottate con l'ultimo restauro sulla base delle pecularietà conservative dei due frammenti.
Il miglioramento della leggibilità delle immagini dipinte conseguita con il restaro offre l'opportunità di approfondimenti per gli studi storico-artistici.

Come da MIBACT, Redattrice Carla Ravaioli


Il Restauro Librario alla Biblioteca Nazionale di Napoli

5 Dicembre 2014
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Il Restauro Librario alla Biblioteca Nazionale di Napoli

Post Fata Resurgam, questo il titolo della mostra allestita  nella Sala Leopardi, in occasione dell'apertura straordinaria dalle ore 11,00 alle ore 14,30 della Biblioteca nazionale di Napoli  domenica 7 dicembre -Giornata Nazionale dell'Archeologia, del patrimonio artistico e del Restauro. In esposizione antichi e preziosi
codici, documenti manoscritti e disegni di pregio così come appaiono dopo il sapiente restauro. Un interessante percorso video, fotografico e digitale illustra le fasi degli interventi eseguiti per ridonare alle opere l’antico splendore.Sarà possibile visitare il "Laboratorio di Restauro"apprendendo le minuziose e sofisticate tecniche chepermettono di far rivivere antichi testi e mirabili legature.

Come da MIBACT, Redattrice Lidia Tarsitano


Tecniche originali per conservare un manoscritto illuminato

15 Settembre 2014
Medievalists segnala lo studio "Learning from the past: using original techniques to conserve a twelfth-century illuminated manuscript and its sixteenth-century Greek-style binding at the Monastery of St Catherine, Sinai", di Andrew Honey e Nicholas Pickwoad, precedentemente pubblicato nel testo Conservation and the Eastern Mediterranean: contributions to the Istanbul Congress 20-24 September 2010, ed. Christina Rozeik, Ashok Roy and David Saunders (London, 2010).
Link: University of Oxford; Medievalists
 


La casa di Augusto riaprirà al pubblico a breve

13 Settembre 2014
Segnaliamo l'articolo di Repubblica sulla casa di Augusto, che tra pochi giorni riaprirà al pubblico, dopo due anni di restauri. L'articolo presenta anche una gallery con gli affreschi e le statue.
Link: Repubblica


Villa di Livia a Prima Porta - novità per il Bimillenario Augusteo

11 Settembre 2014
Il restauro dei dipinti murali, dei pavimenti in mosaico e in opus sectile. La completa risistemazione del lauretum, il famoso giardino di allori già noto nelle fonti antiche perché forniva i ramoscelli per le corone trionfali. Il riallestimento dell’Antiquarium con i reperti di scavo e la narrazione della storia del sito.
Questi i lavori curati dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in occasione del Bimillenario augusteo, che riportano l’attenzione sulla Villa di Livia a Prima Porta, lungo la via Flaminia. L’amata residenza della moglie di Augusto si conferma come luogo di straordinaria rilevanza storica e archeologica, ancora capace di raccontare una storia, con un grande cuore verde che ha saputo arginare la dirompente crescita della città contemporanea.
Accoglie il visitatore l’Antiquarium. Qui si raccontano le vicende della residenza di riposo e otium della famiglia imperiale. La villa, infatti, costituisce un classico esempio delle abitazioni extra-urbane concepite come proprietà terriera destinata sia ad attività produttiva, sia a residenza di riposo e di otium, inteso come allontanamento dalle frenetiche attività cittadine, unito al desiderio di coltivare studi ed interessi, di godere del panorama della campagna e della vegetazione. L’allestimento dell’antiquarium è così concepito come un cabinet pédagogique dove le vetrine sono scatole della memoria che restituiscono, conservandoli, i reperti del sito che, dall’alto terrazzamento si affaccia sulle rive del Tevere. Lo spazio espositivo, dipinto nei colori degli antichi intonaci augustei, è incentrato sul plastico in gesso della villa sul quale vengono proiettate immagini storiche, reperti, motivi decorativi che consentono di identificare le varie fasi di vita della residenza, fino in età severiana. Il giardino, leit motiv della villa non solo per l’esistenza del boschetto di alloro, ma anche del giardino piccolo interno agli appartamenti privati dove la stessa Livia coltivava piante medicinali per decotti e tisane, viene raccontato sempre nell’Antiquarium, propedeutico alla visita del verde che circonda la villa.
All’uscita dell’Antiquarium si percorre l’antico basolato del diverticolo della via Flaminia che conduce al lauretum. La grande terrazza è stata suddivisa in quattro spazi di 9 X 9metri, misura che corrisponde a 30 piedi romani. In questi campi sono state disposte 64 piante di alloro alte 3 metri e contenute in grandi olle d’argilla realizzate appositamente. Un’idea nata dalle ollae perforatae ritrovate lungo la bordura del giardino e che hanno consentito di identificare, e piantare adesso, le essenze presenti in antico. Le olle erano di due tipi: il primo con un singolo foro sul fondo utilizzato per trasportare pianticelle cresciute altrove, il secondo con più fori impiegato per le margotte aeree. Il principio che ha dettato il progetto è che tutto sia smontabile in caso di indagini archeologiche nell’area del terrazzamento. La notevole estensione della terrazza, una sorta di giardino pensile, suggerisce la presenza anche di altri alberi, decorativi e da frutta.
Dal giardino si accede alla villa che conserva splendidi mosaici pavimentali in bianco e nero, a motivi geometrici e figurati, e ambienti decorati in opus sectile. Tutti sottoposti a pulitura, così come gli intonaci dipinti che ancora restano. Per questi si è provveduto alla reintegrazione pittorica, eseguita ad acquarello con velature ad abbassamento di tono, procedimento che ha restituito l’unità formale e l’equilibrio cromatico corretto. L’impianto originario del quartiere residenziale di età augustea rimase pressoché immutato nel tempo con limitati interventi di restauro nel II e III secolo d.C., forse per rispetto alla memoria di Livia e Augusto, mentre la natatio - ben riconoscibile - è stata realizzata in età flavia, contestualmente alle due piscinae calidae (piscine di acqua calda) di un primo impianto termale. A protezione degli scavi e dei mosaici, negli anni ottanta fu costruita una copertura oggi sfruttata a vantaggio della lettura delle stanze del complesso. I soffitti sono stati dipinti azzurro cielo, nella stessa tonalità del famoso affresco di giardino proveniente dall’ambiente ipogeo della villa, staccato negli anni cinquanta e oggi conservato al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo. In questo modo le coperture diventano disegni stratigrafici di dimensioni reali e suggeriscono allo stesso tempo la chiusura delle stanze.
La visita termina con l’ambiente ipogeo dove nel 1863 venne alla luce l’affresco di giardino già citato, e conservato a Palazzo Massimo. Fu realizzato nel 38 a.C. nella zona più rappresentativa della villa per volontà di Livia e Augusto, nell’ambito del programma di ristrutturazione della precedente residenza repubblicana. Il nuovo allestimento, concepito come una scenografia teatrale, consente in alternanza la lettura della muratura originale - dove si identificano ancora le tracce delle grappe che fissavano l’antico affresco - e, grazie a un doppio sistema di illuminazione temporizzato, proietta su un telo di garza l’immagine della parete dipinta.
Aperture straordinarie in occasione dell’inaugurazione dei nuovi percorsi della villa sono fissate nei giorni di sabato 13 - 20 - 27 settembre, dalle 9.30 alle 18.30. Visita guidata a pagamento alle ore 11.00.
La villa, ad ingresso gratuito, per il resto dell’anno seguirà i seguenti orari di visita: giovedì - venerdì 9.30 - 13.30, sabati dispari (I - III - V eventuale) 9.30 - 13.30; domeniche dispari (I - III - V eventuale) da aprile a ottobre 9.30 - 18.30 / da novembre a marzo 9.30 - 16.30. Ogni III domenica del mese alle ore 11.00 visita guidata a pagamento.
Come da Comunicato Stampa MIBACT