Egitto: arte rupestre scoperta in Assuan

16 Marzo 2016

Arte rupestre scoperta in Assuan————————————————————————————————————

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Un gruppo artistico di epoca predinastica presso l'Area delle Tombe dei Nobili – Aswan è stato recentemente scoperto durante i lavori di scavo effettuati dalla Missione dell'Università di Bonn – Germania. Così ha dichiarato il dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
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La scoperta è molto importante, ha commentato Eldamaty, perché prova l'occupazione del sito in epoca preistorica, aggiungendo che le iscrizioni ritrovate sono considerate le più antiche finora per il sito stesso.
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Da parte sua, il Direttore del Settore Antico Egiziano del Ministero delle Antichità ha affermato che la missione è riuscita a scoprire più di 15 rappresentazioni di arte rupestre predinastica, relative ad animali selvaggi (Ibex, vacche e cervi) e scene di rituali religiosi riguardanti struzzi e giraffe.
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Amr Alhawary, Direttore della Missione Tedesca al lavoro presso il sito, ha affermato che l'arte rupestre scoperta rappresenta rituali di caccia ed è prova del controllo dell'uomo sulla natura selvaggia. Si credeva che queste iscrizioni potessero aiutare i cacciatori nella loro missione.
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Link: Ministry of Antiquities – Egypt
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Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto dal Ministero delle Antichità Egizie.
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Turchia: resti di tartarughe e testuggini nei riti funerari a Kavuşan Höyük

25 Febbraio 2016
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Scavi presso Kavuşan Höyük, nella Provincia di Diyarbakır (Turchia meridionale), hanno evidenziato l'utilizzo di tartarughe, testuggini e tartarughe palustri nei costumi funerari di epoca post-Assira. Di particolare rilevanza sarebbero in particolare i resti di tartaruga dal guscio molle dell'Eufrate (Rafetus euphraticus), che si distinguono per quantità e trattamento.
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In particolare, una tomba conteneva i resti (aventi oltre 2500 anni) di un bambino di 6-7 anni (il cui sesso non è stato determinato dagli archeologi), di una donna di età compresa tra i 45 e i 55 anni, e di diverse tartarughe macellate. Una fibula in ferro potrebbe indicare che si trattava di una bambina.
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Spagna: legami molto stretti in una comunità neolitica ad Alto de Reinoso

20 - 21 Gennaio 2016
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Il sito neolitico di Alto de Reinoso, nella provincia di Burgos nella Spagna settentrionale, ci mostra una comunità agricola che visse lì seimila anni fa circa, e caratterizzata da legami molto stretti.
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Le prove vengono da una tomba, nella quale almeno 47 tra adulti e adolescenti sono stati sepolti durante un periodo di un centinaio di anni. Al di sotto del monumento megalitico, i resti scheletrici però ci forniscono ulteriori informazioni: arti e teschi sono mancanti. La comunità viveva di agricoltura (cereali) e pastorizia (pecore e capre), e soffriva di relativamente poche malattie. Alcuni individui erano legati da parentela e nella maggior parte dei casi vissero crebbero nell'area.
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[Dall'Abstract:] L'analisi dei resti umani dalla tomba megalitica presso Alto de Reinoso rappresenta il più ampio studio integrato di una sepoltura collettiva neolitica in Spagna. Combinando archeologia, osteologia, genetica molecolare e analisi degli isotopi stabili (87Sr/86Sr, δ15N, δ13C) si sono ottenute ricche informazioni su numero minimo di individui, età, sesso, altezza corporea, patologia, profili del DNA mitocondriale, relazioni di parentela, mobilità e dieta. La tomba fu in uso per circa un centinaio d'anni attorno al 3700 a. C. (anni calibrati), datando così al Tardo Neolitico della cronologia iberica. Al fondo della tomba collettiva, sei scheletri completi e sei parziali giacciono in posizioni anatomicamente corrette. Sopra di loro, ulteriori corpi rappresentano un utilizzo successivo e differente della tomba, con quasi tutti gli scheletri che esibiscono segni di manipolazione, come parti scheletriche mancanti, in particolare teschi. Il monumento megalitico comprende almeno 47 individui, comprendendo maschi, femmine, e subadulti, anche se i bambini tra 0 e 6 anni sono sottorappresentati. I resti scheletrici esibiscono un numero moderato di patologie, come malattie degenerative articolari, fratture guarite, traumi cranici, e una bassa intensità di carie. I profili di DNA mitocondriale rivelano un pattern che punta a una comunità locale strettamente correlata con pattern di parentela matrilineari. In alcuni casi gli individui adiacenti nello strato sottostante mostravano relazioni familiari. Secondo i loro rapporti relativi all'isotopo dello stronzio, solo pochi individui spesero la loro prima infanzia in un ambiente geologico diverso, mentre la maggioranza degli individui crebbe lì, localmente. L'analisi degli isotopi di carbonio e azoto, che è stata intrapresa per ricostruire le abitudini alimentari, indica che questo era un gruppo omogeneo con accesso egalitario al cibo. Cereali e piccoli ruminanti erano la principale fonte di nutrizione. Questi dati si sposano bene con lo stile di vita tipico delle popolazioni agricole sedentarie della Meseta spagnola durante questo periodo del Neolitico.
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Carnivori in cattività già a Teotihuacán

17 Dicembre 2015
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In antichità, gli animali non sono stati semplicemente una risorsa alimentare, ma hanno svolto un ruolo che si manifestava anche a livello sociale e rituale. Si pensi alle mummie animali egizie o ai combattimenti dei gladiatori contro le belve. In Mesoamerica, poi, contribuirono ad esprimere l'ideologia dello stato e il militarismo. Un esempio di questo ci è fornito dai resoconti dei conquistadores nella capitale azteca di Tenochtitlan: tra gli elementi di meraviglia e di splendore, per loro, vi erano pure questi "zoo".
Un nuovo studio si spinge ora più in là, verificando le radici di queste abitudini a Teotihuacán, dove puma, giaguari, lupi e aquile sarebbero stati tenuti in cattività mille anni prima circa. Si tratta di animali dall'evidente valore simbolico e rituale per queste culture. I ricercatori hanno esaminato i resti animali (ritrovati insieme ad altri umani), determinandone la cattività. Questi carnivori sarebbero stati nutriti con mais, o con animali a loro volta nutriti con mais, e forse pure con cani e umani.
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[Dall'Abstract:] Dai combattimenti gladiatori dei Romani alle mummie animali egizie, la cattura e manipolazione di carnivori è stata strumentale nel contribuire a modellare le gerarchie sociali in tutto il mondo antico. Lo studio investiga il punto di flesso, quando gli umani cominciarono a controllare animali non solo come risorse alimentari, ma come simboli rituali e attori sociali nel Nuovo Mondo. A Teotihuacán (1-550 d. C.), una delle più grandi città preispaniche, i resti animali furono componenti integrali di depositi rituali che esprimono l'ideologia dello stato e il militarismo durante la costruzione delle piramidi della Luna e del Sole. I depositi contengono i resti di quasi 200 animali carnivori, vittime umane sacrificali, e altri manufatti simbolici. Lo studio sostiene che la presenza di patologie scheletriche determinate da malattie infettive e ferite manifeste sui resti dei carnivori dimostri la prova diretta della cattività. L'analisi stabile degli isotopi (δ13C e δ15N) delle ossa e dei denti conferma che alcuni di questi carnivori stavano consumando alti livelli di cibi contenenti C4, riflettendo probabilmente una catena alimentare antropocentrica fondata sul mais. Questi risultati spostano indietro l'antichità del mantenimento in cattività di carnivori per scopi rituali, quasi mille anni prima che i conquistadores spagnoli descrivessero lo zoo di Moctezuma nella capitale azteca. Riflettendo questi documenti, i risultati indicano che un gruppo selezionato di carnivori a Teotihuacán possa essere stato nutrito con onnivori che mangiavano mais, come cani e umani. Al contrario delle registrazioni storiche, lo studio in questione fornisce la prima (e diretta) prova archeologica per questa pratica nella Mesoamerica. Rappresenta pure la prima esplorazione isotopica sistematica di una popolazione archeologica di aquile (n = 24) e felidi (n = 29).
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Messico: Conquistador e alleati sacrificati nel 1520 dagli Acolhua

9 Ottobre 2015
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Un anno dopo l'arrivo di Hernán Cortés in Messico, nel 1520, gli Spagnoli subirono una grave sconfitta. Centinaia di persone (15 di origine spagnola, 45 soldati dalle colonie, 10 bambini, 50 donne e 350 alleati) furono catturate dagli Acolhua, alleati della città azteca di Tetzcoco.
Nei sei mesi successivi sarebbero state sacrificate, secondo modalità diverse a seconda della divinità per la quale avveniva il rituale (e in base alla quale la vittima era scelta). Queste le conclusioni alle quali sono giunti gli archeologi, i cui lavori si svolgono presso la città di Zultepec/Tecoaque (nuovo nome della città, che significa "il luogo dove li mangiammo"), sulla base di resti e reperti lì ritrovati. Al momento si suggerisce però cautela, prima di confermare pratiche di cannibalismo in questa occasione.
Link: The GuardianFox News Latino, CBS NewsArchaeology News Network via Associated Press; Archaeology.wiki
Statua che raffigura Ehécatl, dio del vento presso gli Acolhua, dal Musée du quai Branly, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Shonagon.
 


Scozia: una sauna dell'Età del Bronzo dalle Isole Orkney

30 Settembre 2015
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Una sauna dell'Età del Bronzo è stata scoperta a Links of Notland, nelle Isole Orkney. Si tratta di una scoperta notevole perché la struttura è rara e al contempo molto ben preservata. Si ritiene avesse importanza rituale. Nel sito si sono ritrovati resti di trenta edifici datati al periodo tra il 4000 e il 1500 a. C.
Link: Historic ScotlandPast Horizons
Le Isole Orkney, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Nilfanion (Contains Ordnance Survey data © Crown copyright and database right).
 


Svezia: rituali dall'isola di Blå Jungfrun

22 Settembre 2015
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Da secoli circolano leggende sull'isola di Blå Jungfrun ("la vergine blu", o Blåkulla), nel Mar Baltico. Vista come un luogo magico e maligno, Olaus Magnus nel 1555 riferisce di riunioni di streghe, e pure Carlo Linneo nel 1741 appare impressionato dall'apparenza orribile del luogo.
Adesso gli archeologi hanno ritrovato presso due grotte dell'isola prove di rituali dell'Età della Pietra, di novemila anni fa. I resti includono ossa animali, comprese quelle di foca.
Link: Live Science 12.
Il labirinto di pietre a Blå Jungfrun, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Mingusrude.
 


La più antica decapitazione in America

23 Settembre 2015
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Quando gli Europei giunsero in America, furono certo impressionati dall'esposizione di parti del corpo umano da parte dei Nativi. Non di rado questo comportava la decapitazione, sempre per motivi rituali e simbolici.
Si tratta di pratiche diffuse e molto antiche nelle Americhe. A confortarlo, sarebbe ora l'interpretazione di quella che sembra essere la più antica decapitazione rituale dalla sepoltura 26 a Lapa do Santo. Il sito si trova nella regione di Lagoa Santa, nello stato di Minas Gerais, nota per essere la culla della paleontologia brasiliana.
A colpire, e a indicare in modo abbastanza inequivocabile l'attività rituale nel caso in questione, è l'amputazione delle mani e la loro disposizione rispetto al cranio nella sepoltura.
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Cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Occuparsi di cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Studi in Malawi e Zambia evidenziano che le credenze mutevoli influenzano il modo con cui le comunità fronteggiano il cambiamento climatico

New York| Heidelberg, 15 Settembre 2015 (testo Inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)
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Gli esperti dovrebbero prendere nota delle conoscenze e credenze locali quando pianificano come aiutare le popolazioni a fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico. Questo assicurerà che tali interventi e finanziamenti siano ben spesi, e che non siano culturalmente insensibili: questo il suggerimento di Conor Murphy dell'Università Irlandese di Maynooth. Insieme a un team di ricerca interdisciplinare dalle Università in Malawi, Zambia e Irlanda ha intervistato i membri della comunità nel Malawi e nello Zambia per valutare quanto fossero bene in grado di adattarsi alle modalità di produrre cibo in un contesto di sistemi mutevoli di credenze e cambiamento climatico. I risultati sono stati pubblicati nel periodico di Springer, Climatic Change.
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Homo Naledi, un nuovo ominide dal Sud Africa

10 Settembre 2015
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Annunciata la scoperta di una nuova specie di ominide, l'Homo Naledi, in seguito al ritrovamento di 15 individui, per un totale di 1550 ossa. Si tratta del più grande ritrovamento di fossili di ominidi in Africa.
La scoperta è avvenuta presso la camera di Dinaledi, nel complesso di grotte Rising Star/Westminster vicino Krugersdorp, nella Municipalità distrettuale di West Rand in Sud Africa. Naledi significa appunto stella in Sesotho, il linguaggio locale sudafricano. Il sito è collocato nella cosiddetta Culla dell'Umanità, un'area che rientra nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Gli studiosi non posseggono ancora la datazione del sito, ma la si stima tra il Tardo Pliocene e il Primo Pleistocene, e quindi attorno ai 2,5 milioni di anni fa.
Anche per questo motivo è complicato assegnare questi resti alle specie conosciute di Homo, per le caratteristiche evidenziate dalle ossa. L'Homo Naledi presenta caratteristiche comuni a Homo habilis, Homo rudolfensis, Homo erectus e Homo sapiens, per quanto riguarda la morfologia craniale e mandibolare. Differisce però per la combinazione unica della morfologia della volta craniale, mascellare e mandibolare.
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Lo studio suggerisce che l'Homo naledi assomigli maggiormente all'Homo erectus, a causa della dimensione corporale e del cervello molto piccolo. La dimensione è stimata tra 560cc e 465cc circa, sovrapponibile piuttosto agli australopitechi, e nel genere Homo solo agli esemplari più piccoli di Homo habilis, a un solo esemplare di Homo erectus, e all'Homo floresiensis.
Come accennato, il gran numero di fossili è in effetti inusuale, e sembra che i corpi fossero intatti prima di cominciare a decomporsi. La camera non era accessibile ai non ominidi. Le prove preliminari sono coerenti con una disposizione deliberata in un luogo unico, da parte di una specie diversa dall'Homo sapiens, in data non nota. Si specula la possibilità di un comportamento rituale.

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