La Frontiera e il governo di periferie remote

14 Marzo 2016
Frederick_Jackson_Turner
In molti paesi, le regioni di frontiera possono essere popolate in epoca più recente e ritardare anche da un punto di vista economico, in confronto al centro della nazione. Questo vale, ad esempio, per la Russia.
La tesi è nota a storici e antropologi, e fu formulata per la prima volta con la teoria della frontiera di Frederick Turner. Un nuovo studio, pubblicato su Governance, l'ha però esaminata empiricamente, applicandola a Russia, Brasile, Stati Uniti e Canada.
Le zone di frontiera si definiscono in base alla distanza dal governo centrale, alla densità inferiore e arrivo recente di nuovi coloni. Le zone di frontiera posseggono livelli inferiori di ordine pubblico, e forniture di merci anche carenti.
La maggior parte delle terre di frontiera in Russia sono scarsamente popolate, e posseggono tassi superiori relativamente a suicidi e criminalità, e uno sviluppo socioeconomico inferiore. Per la Siberia, questo si può spiegare anche storicamente, con il flusso di criminali: la regione fu pure attivamente colonizzata, a partire dalla metà del diciannovesimo secolo e in epoca sovietica.
La teoria che il centro amministrativo possa avere difficoltà a governare periferie remote può rimanere valida, però non spiegherebbe variazioni nello sviluppo territoriale.
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Riportata ai colori originari l'icona della Theotókos del principe Bogolyubsky

24 Febbraio 2016
Andrey_Bogolubskii
Restaurata una delle più importanti icone russe, l'icona della Theotókos che il principe Andrei I Yuryevich (noto col suo soprannome di Andrei Bogolyubsky) portava in battaglia. Theotókos (colei che genera Dio) è un titolo attribuito dal Concilio di Efeso (431) alla Madonna.
Si riteneva che non fosse più possibile salvare l'icona, che in realtà è stata riportata ai suoi colori originari. È una delle circa trenta icone del dodicesimo secolo a sopravvivere ancora oggi, ed è attualmente al Museo Vladimir-Suzdal della città russa di Vladimir.
L'icona bizantina fu realizzata nel 1131 a Costantinopoli, ma la si riteneva dipinta dall'Evangelista Luca. Nel 1155 il Principe Bogolyubsky la portava con sé in battaglia, per i poteri protettivi che le si attribuivano. Si racconta che - sulle rive del fiume Klyaz'ma - i cavalli del Principe si sarebbero fermati, e che questi in seguito avrebbe ricevuto una visione della stessa Madonna. A seguito di questa visione, Andrei Bogolyubsky costruì una chiesa e un chiostro nel luogo dell'apparizione.
Link: The History Blog; The Art Newspaper.
Icona di Sant’Andrei Bogolyubsky, Осип Чириков (http://expertmus.livejournal.com/35064.html), da WikipediaPubblico Dominio.


Migliaia di reperti in oro da tomba di un sovrano nomade dalla Repubblica di Tuva

11 - 16 Febbraio 2016
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Oltre 9.300 reperti in oro, oltre a un numero non determinato di grani dorati, testimoniano la straordinaria ricchezza di una tomba regale di 2.600 anni fa, nota come Arzhan 2, nella Repubblica siberiana di Tuva.
All'interno del tumulo, per un'ampiezza di 80 metri, un sovrano nomade risulta sepolto, insieme a 14 cavalli. Una donna, probabilmente una moglie o una concubina, si ritiene sia stata sacrificata per l'occasione della morte dell'uomo, secondo il costume dei nomadi sciti narrato da Erodoto. Era insieme ad altre 33 persone, tra le quali 5 bambini. Tra i reperti in oro vi sono orecchini, pendenti, spille, decorazioni, per oltre 20 kg. Il vicino sito di Arzhan 1 risultava invece saccheggiato.
Link: Siberian TimesDaily Mail; Archaeology.wiki; The Sun.
La Repubblica di Tuva, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Russia edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).


Un ulteriore e più antico mescolamento tra moderni umani e Neanderthal

17 - 18 Febbraio 2016

Scenario del mescolamento tra umani e Neanderthal. Il DNA presente nei moderni umani fuori dall'Africa ha la sua origine nel mescolamento tra 47 e 65 mila anni fa (freccia verde). Ma il DNA dei moderni umani nei Neanderthal è probabilmente dovuto a un contatto risalente a 100 mila anni fa (freccia rossa). Credit: © Ilan Gronau
Scenario del mescolamento tra umani e Neanderthal. Il DNA presente nei moderni umani fuori dall'Africa ha la sua origine nel mescolamento tra 47 e 65 mila anni fa (freccia verde). Ma il DNA dei moderni umani nei Neanderthal è probabilmente dovuto a un contatto risalente a 100 mila anni fa (freccia rossa). Credit: © Ilan Gronau

I sentieri di moderni umani e Neanderthal si sono incrociati a lungo. Ed è pure noto (dal 2010) che individui delle due specie si siano accoppiati: questi eventi vengono fatti risalire al periodo tra 47 e 65 mila anni fa, al periodo della migrazione umana "fuori dall'Africa".
Un nuovo studio, pubblicato su Nature, ha utilizzato diversi metodi di analisi del DNA e ha rilevato l'esistenza di forti prove a sostegno di un ulteriore evento di mescolamento, più antico e stimato a 100 mila anni fa. Le prove sarebbero da ritrovarsi nella presenza di DNA dei moderni umani negli stessi Neanderthal. Gli autori fornirebbero le prove di uno scenario nel quale i moderni umani abbandonarono il continente africano, mescolandosi con membri arcaici (e ora estinti) della famiglia umana. Questo sarebbe successo prima della migrazione "fuori dell'Africa" da parte dei moderni non Africani, avvenuta non meno di 65 mila anni fa.
Un altro elemento interessante di questa ricerca è che essa mostra un segnale di mescolamento nella direzione "opposta", cioè si mostra DNA dei moderni umani in quello dei Neanderthal, piuttosto che il contrario. Questi risultati sono stati ottenuti dal confronto del genoma completo di parecchie centinaia di umani contemporanei e di quattro provenienti da umani arcaici.
Questo flusso genetico si applicherebbe a un determinato Neanderthal, ritrovato nei Monti Altai, nella Siberia meridionale, al confine tra Russia e Mongolia. Il moderno umano che contribuì a questo flusso nel Neanderthal dell'Altai deve esser migrato ben prima di 60 mila anni fa. Al contrario, i Neanderthal nelle grotte europee di Spagna e Croazia non presenterebbero DNA derivato da moderni umani. Nello studio è stato incluso anche un Denisovan, che visse nella stessa grotta dell'Altai. Anche se questi ultimi tre casi non presentano tracce di DNA da moderni umani, per gli autori dello studio questo non significa che non vi sia stato in assoluto mescolamento tra le specie in questione.
Le sequenze umane nei Neanderthal deriverebbero da un gruppo di moderni umani dall'Africa che si separò in precedenza dagli altri umani, attorno a 200 mila anni fa (che è più o meno il tempo della divergenza tra le odierne popolazioni africane).
L'analisi comprende pure il genoma di 500 moderni Africani, per vedere se nel Neanderthal dell'Altai vi sono regioni con sequenze simili a quelle nei moderni umani. Coerentemente con l'ipotesi proposta, nel genoma del Neanderthal dell'Altai si sarebbero rilevate mutazioni che è possibile ritrovare nei moderni Africani ma non nel Denisovan o negli altri Neanderthal di Spagna e Croazia.
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Credenze religiose e cooperazione nelle società umane

10 Febbraio 2016
Durga_idol
Un nuovo studio, pubblicato su Nature, sottolinea come le credenze relative a divinità onniscienti e castigatrici possano aver giocato un ruolo chiave nella cooperazione tra popolazioni distanti e nello sviluppo dei moderni stati.
La ricerca, che ha visto una collaborazione tra antropologi e psicologi, ha guardato alle modalità con cui la religione influenza la volontà di cooperare, al di là della propria cerchia sociale. Si sono effettuati colloqui ed esperimenti in molti paesi: Vanuatu, Fiji, Brasile, Mauritius, Siberia e Tanzania. Le credenze religiose in queste nazioni sono varie e comprendono quelle del Cristianesimo, dell'Induismo, dell'animismo e della venerazione degli antenati.
Certe tipologie di credenze, come quelle che implicano divinità che sono coscienti delle interazioni umane, possono influenzare la volontà di cooperazione. Se si è convinti di essere osservati, e di essere puniti da una divinità - ad esempio per avarizia o per furto - si può essere meno inclini a simili comportamenti antisociali. Coloro che hanno simili credenze possono anche essere più inclini a comportamenti più corretti nei confronti degli appartenenti alla stessa religione, sebbene distanti.
Secondo gli autori, questo genere di comportamenti può dunque contribuire a sostenere strutture che sono alla base della società moderna: istituzioni, mercati, collaborazioni. Le religioni avrebbero dunque svolto un ruolo importante nello sviluppo e per la stabilità di organizzazioni statali complesse, come gli stati.
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La Piccola Era Glaciale tardo antica

8 Febbraio 2016
 
 

Temperature estive ricostruite a partire dagli anelli degli alberi dell'Altai in Russia (rosso) e delle Alpi Europee (blu). Le barre orizzontali, le ombre e le stelle si riferiscono ad epidemie di peste, rivolte e cadute di imperi, migrazioni umane su larga scala e disordini politici. Credit: Past Global Changes International Project Office
Temperature estive ricostruite a partire dagli anelli degli alberi dell'Altai in Russia (rosso) e delle Alpi Europee (blu). Le barre orizzontali, le ombre e le stelle si riferiscono ad epidemie di peste, rivolte e cadute di imperi, migrazioni umane su larga scala e disordini politici. Credit: Past Global Changes International Project Office

Attorno a 1500 anni fa ci sarebbe stato un periodo di raffreddamento dell'emisfero settentrionale senza precedenti, ribattezzato Piccola Era Glaciale Tardo Antica (In Inglese LALIA: Late Antique Little Ice Age). L'abbassamento delle temperature seguì tre grandi eruzioni, verificatesi nel 536, nel 540 e nel 547*. Le eruzioni vulcaniche possono determinare un abbassamento delle temperature, con la considerevole emissione di particelle nell'atmosfera che impediscono il filtrare della luce solare.
Questi alcuni dei risultati pubblicati con un nuovo studio, che ha considerato contestualmente le analisi derivanti dalla misurazione degli anelli degli alberi sui Monti dell'Altai e sulle Alpi europee. È risultata una significativa corrispondenza tra le due distinte misurazioni. Gli studiosi sono rimasti colpiti in particolare dalle temperature del periodo tra il 536 e il 660, che si sono rivelate persino inferiori di quelle della Piccola Era Glaciale (periodo compreso tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo, o secondo altri tra il 1300 e il 1850 circa).
Lo studioso Ulf Büntgen, pur invitando alla cautela nel correlare cause ambientali ed effetti, sottolinea come quel periodo sia stato anche un periodo di grandi sconvolgimenti in tutta la regione. La ricerca, che ha carattere multidisciplinare (coinvolgendo naturalisti, storici, linguisti e climatologi), ha quindi evidenziato il carattere turbolento del periodo. Già in passato altri studi avevano suggerito un ruolo del clima nella riorganizzazione delle società in Europa e Asia: sorgere e cadere di imperi, pandemie, migrazioni e instabilità politica.
Le eruzioni possono aver influenzato la disponibilità di cibo, e alle carestie seguì la pandemia (la Peste di Giustiniano). Nella Penisola Arabica, al contrario, l'aumento delle precipitazioni facilitò la vegetazione, e i ricercatori suggeriscono questo possa correlarsi all'espansione araba. Diverse tribù poi migrarono verso est, verso la Cina, a causa della mancanza di pascoli nell'Asia Centrale: avrebbero quindi contribuito alla caduta dell'Impero Sassanide. Di questo periodo è pure la dispersione dei popoli protoslavi.
*Per quanto riguarda le tre eruzioni, il comunicato dello Swiss Federal Institute for Forest, Snow and Landscape Research WSL rimanda al recente post "Volcanic eruptions that shook the world", con studio relativo. In esso si spiega che si tratta di tre eruzioni presunte, e fino a quel momento non ancora quantificate, che sono state oggetto di analisi.
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Russia: iscrizione dei 20 cospiratori contro Sant'Andrei Bogolyubsky

19 Gennaio 2016
Andrey_Bogolubskii
Scoperta un'iscrizione con l'indicazione dei 20 dei cospiratori e assassini del principe Andrei I Yuryevich, noto col suo soprannome di Andrei Bogolyubsky. Nato attorno al 1111, fu ucciso nella notte tra il 28 e il 29 Giugno 1174. Fu quindi canonizzato come santo dalla Chiesa Ortodossa Russa.
Si ritiene che l'iscrizione, ritrovata sul muro della Cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore di Pereslavl-Zalessky, a 60 km da Mosca, sia stata una sorta di annuncio ufficiale e condanna.
Link: Discovery NewsLive Science; International Business Times.
Icona di Sant'Andrei Bogolyubsky, Осип Чириков (http://expertmus.livejournal.com/35064.html), da WikipediaPubblico Dominio.


Un mammuth segnala la presenza umana nell'Artico 45 mila anni fa

15 Gennaio 2016

Fino ad oggi, le prime prove della presenza umana nell'Artico dell'Eurasia risalivano a 30 - 35 mila anni fa. Una carcassa di mammuth congelato, con segni di ferite dovute a strumenti litici impiegati nella caccia, testimonierebbe la presenza umana nell'Artico siberiano ben dieci millenni prima di quanto ritenuto finora, e cioè 45 mila anni fa.

La carcassa presenta segni sulla mandibola, e dovuti ad armi acuminate (probabilmente lance) tra le costole, oltre a un buco nel cranio. Segni ci sono pure sulla zampa e sulle ossa della spalla. Tagli presso la zanna destra indicano che si tentò di rimuoverla, probabilmente per ricavarne strumenti in avorio. Il mammuth aveva circa 15 anni al momento dell'uccisione.
Il sito si trova nei pressi della Baia di Yenisei del Mare di Kara, e recentemente un osso di lupo coevo segnalò pure l'attività di caccia umana ad est. Probabilmente si trattava inoltre di appartenenti alla nostra specie, più che di Neanderthal.
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Russia: arsenale del sedicesimo secolo scoperto vicino Zvenigorod

1 Gennaio 2016
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Un arsenale militare di un comandante dell'epoca di Ivan IV di Russia (1530-1584) è stato scoperto vicino Zvenigorod, nell'Oblast' di Mosca.
Nel sedicesimo secolo sorgeva qui il villaggio di Ignatievskoe, casa dei boiardi Dobrynin/Dobrynsky, che formavano una delle élite al servizio del sovrano.
I reperti comprendono i tipici elmetti da cavaliere russo (dorati, sferici e chiodati), corazze (kolchug), parti di sciabole, frammenti di maglia metallica, foderi delle spade, cinture, frecce. Ritrovati anche resti di sessanta edifici.
Link: Phys.org via Russian Academy of Sciences; Sputnik News; The History BlogAncient Origins.
Ivan IV, ritratto di Viktor Vasnetsov (1897) presso la Galleria Tretyakov di Mosca; da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Sameboat (Viktor M. Vasnetsov - Scanned from A. K. Lazuko Victor Vasnetsov, Leningrad: Khudozhnik RSFSR, 1990, ISBN 5-7370-0107-5).
 


Russia: luce su alcuni momenti importanti della città di Fanagoria

16 Dicembre 2015
800px-Phanagoria_excavations_(2008)
Fanagoria, l'antica città della penisola di Taman, pure capitale del Regno del Bosforo Cimmerio nel quarto e quinto secolo a. C., sarebbe stata distrutta da un terribile incendio attorno al 480-470 a. C. Questo sarebbe da vedersi in relazione al colpo di stato e alla transizione che portò al potere la dinastia degli Spartocidi, e ponendo fine a quella degli Archeanactidi. Scoperto anche un santuario, un edificio di mattoni del sesto secolo a. C.
Queste le conclusioni alle quali è giunta la dodicesima stagione di scavi presso il sito. Si sono ricavate anche informazioni sulla caduta della città, nel decimo secolo: allora era parte del khanato khazaro, e sarebbe stata assediata dal leader slavo Helgu/Oleg, che pare permettesse ai locali di abbandonare la loro città.
Link: Volnoe Delo Oleg Deripaska Foundation
Resti di Fanagoria (2008), foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Janmad (kmorozov - en:File:Phanagoria excavations (2008).JPG, uploaded on 11:15, 25 September 2008)