Palermo: presentato il primo cartellone del Salinas Culture Hub 

PALERMO | UNA CALL PER LA CITTÀ

IL SALINAS  CULTURE HUB ACCOGLIE 14 PROGETTI

APRILE 2019. Teatro, musica, danza, workshop, eventi legati alla multiculturalità, alla memoria e alla sostenibilità. È questo il primo cartellone del Salinas Culture Hub presentato al Museo Archeologico Salinas, alla presenza degli operatori e artisti coinvolti. Tutto nasce da una CALL che il museo e CoopCulture, hanno lanciato il 24 novembre per ricevere proposte legate al territorio. La call è andata oltre le aspettative, visto che sono giunti 82 progetti, sottoposti ad una giuria di sette esperti. Che si sono confrontati e hanno selezionati 14 proposte che coinvolgeranno tutti gli spazi del museo e che sono in linea con la sua mission: aprire il museo alla città, condividere gli spazi, progettare insieme. Ma la CALL resta aperta: i prossimi progetti saranno realizzati in autunno e si stanno già ricevendo le nuove proposte.

Il Salinas si prepara anche alla sua #domenicaalmuseo: ogni prima domenica del mese l’ingresso è gratuito e sono in programma visite guidate da un archeologo – con colazione o brunch - alla scoperta del museo e della mostra temporanea (prorogata fino al 30 giugno) sul lascito dei Borbone nel campo dell’arte. Sarà organizzato anche un laboratorio in inglese, pensato per i bambini e legato a miti ed eroi greci.

SALINAS CULTURE HUB è dunque un ricco calendario di eventi che mette insieme diverse forme espressive, coinvolgendo pubblici e temi diversi.

“Abbiamo scelto idee che aderissero all’identità culturale del museo, ma che fossero anche sostenibili – dice Letizia Casuccio, direttore di CoopCulture - : non è un libro dei sogni, ma progetti chiavi in mano pronti ad essere realizzati, da un punto di vista culturale, economico ed organizzativo”. “La mission del Salinas è quello di aprirsi alla città come luogo sociale – interviene la direttrice Francesca Spatafora -: il museo vuole rinsaldare i rapporti con il territorio e mettere a disposizione i suoi spazi. Da vivere”. “Abbiamo scelto progetti che mantenessero aderenza alla specificità del luogo e, nello stesso tempo, si aprissero il più possibile alla trasversalità dei linguaggi  - spiega Cristina Da Milano di ECCOM, che fa parte della giuria che ha scelto i progetti, con il compositore Marco Betta, il giornalista Davide Camarrone, il critico d’arte Helga Marsala e il direttore del Centro di Cinematografia Ivan Scinardo, con il Salinas e CoopCulture.

Il progetti sono racchiusi in macroaree e saranno un modo per trattare temi attuali: migrazioni, donne, sostenibilità, ecologia, memoria, scrittura e archeologia. Attraverso la musica e il teatro, la danza e gli incontri a tema, i laboratori di scrittura e le visite pensate per i bambini.  Calendario in definizione, intanto ecco i progetti con le date indicative (suscettibili di variazioni).

I 14 progetti (pre)selezionati si svolgeranno tra maggio e giugno

 

Ø  Teatro: “Le metamorfosi”, liberamente tratto dai tre libri di Ovidio nella messinscena di Sandro Dieli nella sala delle Metope (17 maggio);  “Melodia primordiale” di Paola Pace (che lo interpreta) nell’Agorà, tratto da un inno omerico a Demetra e “Il ratto di Proserpina” di Ovidio. Percussioni di Sergio Calì (21 giugno).

 

Ø  Musica: “Vedere la musica” di Mario Bajardi, una performance sensoriale e uditiva di musica elettro-acustica, itinerante e coinvolgente nello spazio dell’Agorà. Video e danza (31 maggio).

 

Ø  Danza: “Il mito di Eos e Cefalo”, performance di Silvia Scalici, Davide Cannata, ispirata al mito riportato su una delle Metope del tempio di Selinunte, parte della collezione del Salinas. (14 giugno)

 

Ø  Workshop e incontri“Drum Circle”, un intervento per 70 persone, a cura de La bottega delle Percussioni: un evento ritmico comune basato sull’improvvisazione su tamburi e percussioni di ogni genere. “La gestione dei Beni culturali” a cura di Salvare Palermo, tavoli tematici per 80 partecipanti con interventi di esperti di settore (28 giugno).

 

Maggio è il Mese del libro: in tutto il museo e nel chiostro, si parlerà di pagine, caratteri tipografici, restauro di beni librari, e diproduzione editoriale tradizionale con l’Associazione Culturale Malicaratteri (24 maggio). E sempre nello stesso mese, nel bookshop, “Intersezioni, l’obiettivo racconta”, laboratorio creativo di scrittura di Gabriella Maggio, a partire dagli scatti del fotografo palermitano Nicola Scafidi, a cura della associazione Culturale Volo. Si partirà invece dalle metope per  “Mimiamo il mito, visita al museo e laboratorio per bambini, a cura di Korai (4 maggio).

 

Eventi. Alle donne saranno dedicate le giornate su “Jole Bovio Marconi”, la storia della grande archeologa del primo trentennio del ‘900, attraverso lettere e documenti dall’Archivio di Stato, a cura di Archivia – Donne in relazione. In collaborazione con la Settimana delle Culture (18 maggio).  “Donne di Mare, Mare di Donne” a cura di Come una marea Onlus, storie al femminile legate in maniera diversa, al mare, con proiezioni e performance di danza (10 maggio). Siciliando Style - Associazione Culturale che nasce per raccontare la sicilianità al mondo – proietta il documentario “Io sono qui” di Gabriele Gravagna sull’immigrazione minorile e i centri di accoglienza per minori non accompagnati. Al tema memoria si dedica Francesco Ficarotta, giovane fotografo palermitano che propone una mostra su “I luoghi abbandonati in Sicilia” con un focus sul sito abbandonato di Poggioreale: le foto in loop nel bookshop del museo. Di  sostenibilità si parlerà invece durante una giornata del Club Unesco in cui verranno approfonditi alcuni dei temi trattati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Tante attività saranno gratuite. Per gli spettacoli, un biglietto tra 7 e 10 euro. Laboratori da 5 euro.

Il Salinas Culture hub è dedicato ai cittadini, alle associazioni, agli operatori e agli istituti culturali di Palermo che sono stati chiamati a progettare insieme, collaborare alla costruzione e alla promozione degli eventi. I progetti e le proposte saranno valutate, ogni sei mesi, da un gruppo di esperti di cui fanno parte – oltre a CoopCulture e alla direzione del Museo - il compositore Marco Betta, il giornalista Davide Camarrone, il presidente di ECCOM Cristina Da Milano, il critico d’arte Helga Marsala e il direttore del Centro di Cinematografia Ivan Scinardo.

Per partecipare ai prossimi Salinas Culture HUB è sufficiente compilare il formulario di iscrizione sul sito www.palermo.cultureconceptstore.it, e consegnarlo alla biglietteria del Culture Concept Store del Museo Salinas. I progetti potranno riguardare arte; arti di strada; cibo; cinema; danza; formazione e mediazione; fotografia; lettura scrittura; musica; teatro. Saranno privilegiate proposte legate a storia e memoria, dialogo interculturale; integrazione e legalità. Gli eventi – pensati per massimo 150 partecipanti – si svolgeranno negli spazi del museo Salinas. CoopCulture coprirà i costi per comunicazione, accoglienza, service e Siae.

Salinas Culture Hub Museo Archeologico Salinas PalermoTesti e immagini da Ufficio stampa CoopCulture Sicilia

 


I Borbone e l'archeologia a Palermo, Napoli e Pompei

Prorogata al 30 giugno la mostra “Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”

Da Palermo Capitale del Regno a Palermo Capitale della Cultura

Una mostra racconta i Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei

Mostra prorogata fino al 30 giugno 2019

Museo archeologico Salinas | PALERMO

Domenica ingresso gratuito

I Borbone e l'archeologia a Palermo, Napoli e PompeiLeggi la recensione su ClassiCult (Alessandra Randazzo): https://www.classicult.it/il-salinas-racconta-i-borbone-e-larcheologia-vesuviana/

PALERMO. 04.04.2019. Poco più di due secoli fa Palermo visse un anno da Capitale del Regno: oggi quella storia viene raccontata da una mostra che riunisce reperti, ricongiunge città, salda debiti e ringrazia, nel segno dei Borbone. Una storia che inizia nel 1734, quando Carlo di Borbone muove alla conquista del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia sottraendoli alla dominazione austriaca; e si conclude nel 1860, con lo sbarco dei Mille a Marsala e il governo dittatoriale di Giuseppe Garibaldi che portò la Sicilia all’annessione al neonato Regno d'Italia. Un passo indietro: dopo il Congresso di Vienna, il sovrano Borbone Ferdinando IV (che dopo l’unificazione avrebbe assunto il nome di Ferdinando I) aveva riunito in un unico Stato, il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, grazie alla Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell'8 dicembre 1816. La capitale del nuovo Regno fu inizialmente Palermo, sede secolare del Parlamento Siciliano, ma già l’anno successivo (1817) la capitale viene spostata a Napoli. Palermo visse quindi soli dodici mesi da “capitale” del Regno, ma tanto bastò a segnarla a vita. Perché il lascito dei Borbone si trova in ordinamenti e leggi a salvaguardia del patrimonio culturale, e in reperti archeologici che giunsero a Palermo su indicazione della casa regnante.

Oggi, a distanza di poco più di duecento anni, l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e il Dipartimento dei Beni Culturali promuovono la mostra Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei, prorogata fino al 30 giugno.

Organizza il Museo archeologico Salinas in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e CoopCulture. La curatela è del direttore del Salinas, Francesca Spatafora.

Orari: dal martedì al sabato 9.30 > 18,30. Domenica e festivi: 9.30 > 13.30. Chiuso il lunedì. La mostra fa parte del percorso di visita del museo; biglietto: 3 euro. Prima domenica del mese: ingresso gratuito.

La mostra occupa tre saloni al primo piano del museo archeologico e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dai Parchi Archeologici di Pompei ed Ercolano.

Tre le sezioni: la prima, dedicata a Pompei, comprende l’intero complesso di opere e materiali provenienti dalla Casa di Sallustio (una parte è ricostruita fedelmente in scala) donati al Museo di Palermo nel 1831 da Ferdinando II; spicca tra questi “Ercole in lotta con il cervo”, gruppo scultoreo in bronzo che abbelliva originariamente l’atrio della domus e che oggi fa parte della collezione del Salinas. Completeranno l’esposizione dedicata alla città vesuviana (sala con tono predominante rosso) alcune sculture, vasellame quotidiano in terracotta e bronzo, decorazioni architettoniche rinvenute a Pompei nel corso degli scavi realizzati dai Borbone o recuperate nei cunicoli di scavo ottocenteschi.

Una seconda sezione è dedicata a Ercolano: sono esposte, con il grande plastico del teatro di Ercolano realizzato nel 1808, diverse pitture parietali, oggetti di uso quotidiano, bronzi e sculture provenienti dagli scavi ottocenteschi.

Pittura parietale da Villa Sora a Torre del Greco. Foto Vittorio Fazio

Dell’ultima sezione fanno parte opere e pitture rinvenute nella villa di Contrada Sora a Torre del Greco: alcune furono portate a Palermo e donate al museo nel 1831 da Ferdinando II, in fuga da Napoli nel 1798 (e tra queste spicca una splendida copia romana in marmo dell’originale in bronzo del Satiro versante di Prassitele); altre, provenienti da scavi ottocenteschi o dei primi anni Novanta dello scorso secolo, provengono dallo stesso contesto e testimoniano la raffinatezza dell’apparato decorativo della villa.

Menade I-II sec a.C. dalle Terme di Caracalla

Ad introdurre la mostra è una statua monumentale di Menade rinvenuta a Roma, nelle Terme di Caracalla, tra il 1545 e il 1546, durante gli scavi archeologici promossi da Alessandro Farnese (papa Paolo III); la scultura, confluita nella collezione di famiglia dei Farnese, fu eredita dai Borbone e trasferita a Napoli con altre importanti opere della stessa raccolta. In seguito, nel 1827, venne trasportata a Palermo al seguito del re, fuggito a causa dell’invasione di Napoli da parte dei Francesi: era destinata ad abbellire il Reale Parco della Favorita.

Palermo vive dunque un anno da capitale del Regno dal 1816 al 1817: e fu proprio in questo periodo (precisamente un anno prima, tra il 1814 e il 1815), che, grazie alle donazioni di Giuseppe Emanuele Ventimiglia, principe di Belmonte e dello zio, Carlo Cottone, principe di Castelnuovo, nasceva il primo nucleo del Museo di Palermo annesso alla Regia Università della città e ospitato nella Casa dei Padri Teatini di San Giuseppe. I due nobili – uomini di larghissima cultura, viaggiatori, convinti assertori dei diritti dei contadini contro i feudatari, autori della prima Carta Costituzionale siciliana – erano appassionati collezionisti e, come molti altri studiosi ed eruditi del periodo, rivolsero la loro attenzione al mondo antico. Il Museo di Palermo nacque quindi senza contorni precisi, ma già con un’ottima collezione. Una storia già iniziata nel secolo precedente sulla scia dei cambiamenti che la politica dal modernizzatore Carlo III, aveva innescato anche in Sicilia. Nel 1817, con Real Decreto, la Sicilia, veniva suddivisa in sette Valli o Province governati da altrettanti Intendenti: il nuovo assetto ebbe immediati effetti anche sulla giovanissima istituzione museale palermitana. L’esistenza a Palermo di un museo pubblico era infatti perfettamente in linea con la nuova politica di promozione delle arti introdotta da Ferdinando che, nel 1806, aveva fondato il Museo Reale di Napoli, simbolo tangibile del prestigio della casata borbonica, ma anche centro di elaborazione e produzione culturale. Il sovrano aveva anche dimostrato il suo interesse donando al neonato museo napoletano, parte delle sue collezioni private.

Perché dunque anche Palermo non doveva avere un’istituzione museale aperta al pubblico, che potesse ospitare il patrimonio artistico isolano? Sono gli anni del regno di Francesco I, succeduto a Ferdinando I nel 1825; fu il nuovo sovrano che nel 1828 donò al Museo di Palermo diversi reperti e opere provenienti dagli scavi realizzati a Pompei tra il 1821 e il 1825. Pochi anni dopo, nel 1831, fu invece Ferdinando II ad effettuare una seconda donazione: giunsero così a Palermo gli arredi della domus di Sallustio a Pompei; e alcune opere provenienti dalla villa di Contrada Sora a Torre del Greco. Gli stessi che sono oggi in mostra.

 

 

Tutte le foto della mostra (e quindi quelle presenti in questo articolo) sono state scattate da Vittorio Fazio

I Borbone delle Due Sicilie

Il ramo è quello dei Borbone di Napoli: i Borbone della Real Casa delle Due Sicilie, fondato nel 1734 dal figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, ovvero Carlo di Borbone, asceso al trono di Spagna nel 1759 con il nome di Carlo III, sovrano illuminato e amato per le sue riforme. Gli succedette il figlio terzogenito Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, che tornò in possesso dei due Regni in seguito al Trattato di Casalanza firmato a Capua il 20 maggio 1815: e infatti resse i due regni unificati nel dicembre 1816, con il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie; Ferdinando IV regnò fino al 1825, tranne che per due brevi interruzioni,: nel 1799 quando fu instaurata la Repubblica Partenopea; e tra il 1806 e il 1815, sotto i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat. A lui seguirono fino al 1860 - anno in cui il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno di Sardegna -  Francesco I (1825-1830), Ferdinando II(1830-1859) e Francesco II (1859- 1860), ultimi sovrani che guidarono il regno meridionale d'Italia, prima dell'Unità.

La dinastia BORBONE

  • Carlo (1716 - 1788), Re di Napoli e della Sicilia dal 1734 al 1759

  • Ferdinando IV (1751 - 1825), Re di Napoli e III di Sicilia dal 1759 al 1815, diviene Re delle Due Sicilie col nome di Ferdinando I dal 1816 al 1825.

  • Francesco I (1777 - 1830), Re delle Due Sicilie dal 1825 al 1830

  • Ferdinando II (1810 - 1859), Re delle Due Sicilie dal 1830 al 1859

  • Francesco II (1836 - 1894), Re delle Due Sicilie dal 1859 al 1860, quando viene esiliato

  • Alfonso (1841 - 1934), Conte di Caserta dal 1841, Capo della Real Casa e Duca di Castro dal 1894 al 1934

  • Ferdinando Pio (1869 - 1960), Duca di Calabria dal 1894 al 1934, Capo della Real Casa e Duca di Castro dal 1934 al 1960

  • Ranieri (1883 - 1973), Capo della Real Casa e Duca di Castro dal 1934 al 1973.

  • Ferdinando (1926 – 2008), Duca di Calabria dal 1934 al 1973, Capo della Real Casa e Duca di Castro dal 1973, sposa nel 1949 Chantal de Chevron-Villette (1925 - 2005)

  • Carlo (1963), Duca di Noto dal 1963 al 1973, Duca di Calabria dal 1973

Museo Archeologico A. Salinas

Il Museo Archeologico A. Salinas di Palermo, già Museo Nazionale, è la più importante istituzione pubblica museale della Sicilia e il museo archeologico più antico dell’isola. Conserva una delle più ricche e importanti collezioni d’arte greca e punica del Mediterraneo. Formatosi nel 1814 come Museo dell’Università, dove erano confluite alcune delle principali collezioni archeologiche e storico-artistiche siciliane, nel 1860 divenne Museo Nazionale. Fulcro dell’esposizione rimane la sala che ospita da 150 anni le famose metope dei Templi selinuntini, il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d'Occidente. Dal 2009 al luglio 2016 il seicentesco complesso monumentale dei Padri Filippini, è stato sottoposto a un integrale lavoro di restauro. Attualmente è possibile visitare il nuovo allestimento del piano terra – rinnovato nelle forme e nei contenuti – che ospita la parte più rilevante delle collezioni arricchita dalla recente apertura della terza corte “la nuova agorà del Salinas” dove sono esposti il monumentale frontone del Tempio C di Selinunte e il complesso scultoreo delle gronde leonine del tempio di Himera. Il nuovo percorso si sviluppa attorno a due chiostri e comprende anche le celle aperte verso il portico della corsia settentrionale del Chiostro Maggiore, adibite a nuovi spazi espositivi. Al loro interno e lungo il portico trovano posto, oltre a importanti opere – il torso dello Stagnone, i famosi sarcofagi fenici della Cannita e la colossale statua di Zeus proveniente da Solunto– anche le splendide oreficerie dalla necropoli di Tindari, diverse epigrafi e una originale meridiana di marmo; il complesso di vasi, epigrafi e sculture da Centuripe, i materiali dalla necropoli di Randazzo, alcuni vasi figurati dalla necropoli di Agrigento e sculture architettoniche  e materiali votivi dai santuari agrigentini, oltre alla collezione del console inglese Robert Fagan che comprende anche un frammento del fregio orientale del Partenone. Sul lato occidentale del Chiostro Maggiore inoltre una saletta racconta la storia della scrittura attraverso alcuni preziosi reperti, tra cui la famosa Pietra di Palermo con la cronaca di circa 700 anni di vita egiziana e gli annali delle prime cinque dinastie (3100-2300 a.C.) e tre degli otto Decreti entellini iscritti su tavolette di bronzo.  L’intera ala orientale dell’edificio è dedicata a Selinunte, con le sue otto sale che ruotano intorno al Terzo cortile, o nuova agoràdel Salinas. Attraverso i reperti esposti è possibile ricostruire la vita della più occidentale delle città greche di Sicilia: con i suoi culti, l’architettura, la scultura, l’ideologia funeraria.

SCHEDA MOSTRA

Palermo capitale del Regno

I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei

a cura di Francesca Spatafora

Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas

Piazza Olivella – 90133 PALERMO

2 dicembre 2018 30 giugno 2019

Comitato Scientifico
Paolo Giulierini, Clemente Marconi, Massimo Osanna,

Elisa Chiara Portale e Francesco Sirano

Promossa da:

Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana

Dipartimento dei Beni Culturali

Organizzazione:

Museo archeologico Salinas

In collaborazione con Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Parco Archeologico di Pompei

CoopCulture

Orari: martedì | sabato 9.30 > 18,30.

Domenica e festivi: 9.30 > 13.30| chiuso il lunedì |

Ingresso gratuito con il biglietto del Museo: 3 euro

Ingresso gratuito al Museo: fino a 18 anni e ogni prima domenica del mese

Info e prenotazioni: CoopCulture

tel. +39.091.7489995 | www.coopculture.it

Museo Salinas | tel. +39.091.6116805/7

[email protected] | [email protected]

http://www.regione.sicilia.it/bbccaa/salinas/