Genetica conferma circostanze della morte di Alberto I del Belgio

22 Luglio 2016
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Alberto I del Belgio morì il 17 Febbraio del 1934 a seguito di un incidente durante la scalata di una vetta a Marche-les-Dames, nella regione delle Ardenne, vicino a Namur. Non essendoci testimoni al momento della morte, emersero numerose teorie del complotto sulle "reali" cause dietro la stessa. Ancora oggi queste teorie circolano, indicando omicidi di carattere politico o passionale. La popolarità del sovrano ovviamente ha contribuito ad alimentarle.

Un nuovo studio, pubblicato su Forensic Science International: Genetics, conferma ora che il sangue ritrovato sul luogo dell'incidente era proprio quello del sovrano.

Alberto I del Belgio fu sovrano dal 1909: era assai popolare, anche per il suo ruolo durante la Prima Guerra Mondiale e per i suoi modi, al punto da guadagnarsi soprannomi come "il re soldato" o "il re cavaliere". Fu padre dell'ultima regina d'Italia, Maria Josè del Belgio.

Credit © KU Leuven - Maarten Larmuseau
Credit © KU Leuven - Maarten Larmuseau

Dopo la sua morte, Marche-les-Dame divenne virtualmente un luogo di pellegrinaggio, con cacciatori di souvenir e i resti insanguinati che venivano recuperati come reliquie. Più di recente, Reinout Goddyn, giornalista per VTM e conduttore del programma televisivo Royalty, si recò in quei luoghi raccogliendo tre foglie insanguinate. Nel 2014, il prof. Dieter Deforce dell'Università di Gent confermò che si trattava di sangue umano. 

Si sono quindi individuati due distanti parenti del sovrano, ancora viventi: Re Simeone II di Sassonia-Coburgo-Gotha e Anna Maria Freifrau von Haxthausen, che hanno fornito campioni di DNA per le analisi. L'analisi è stata complicata dalla necessità di salvaguardare informazioni sensibili, e i profili genetici non sono stati pubblicati per ragioni di privacy, anche se sono stati verificati da esperti indipendenti. Gli studiosi si sono insomma concentrati solo sull'identificazione delle tracce di sangue ritrovate, confermando l'autenticità della versione ufficiale e confutando così le speculazioni.

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Ricerca forense e abusi sui bambini nel passato

14 Gennaio 2016
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L'esperienza ottenuta negli anni dalla moderna ricerca forense può permetterci di comprendere un ulteriore aspetto delle società del passato: quello del lavoro minorile, degli abusi sui bambini e degli omicidi relativi.
Gli scheletri dei bambini non sono però semplicemente più piccoli, ma differenti. Un nuovo studio ha quindi cercato di fornire agli antropologi i metodi clinici per interpretare  i resti scheletrici relativi che ci vengono dal passato.
Tipicamente, la presenza di fratture multiple alle costole con diversi stadi di guarigione è sintomo di abusi. In alcuni casi, però, quelle che sembravano violenze erano in effetti le conseguenze della negligenza, e di malattie come rachitismo e scorbuto. Anche in questo caso vi è chiaramente un abuso nei confronti dei bambini, ma da un punto di vista criminale si tratta pure di un profilo differente.
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Imprint Project: l'impronta della società britannica dietro i sigilli di cera

5 Gennaio 2016
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Un nuovo progetto, chiamato Imprint, coniugherà ora moderne analisi forensi e ricerca storica, al fine di indagare le impronte digitali e del palmo della mano, lasciate sui sigilli in cera dei documenti britannici dal dodicesimo al quattordicesimo secolo.
I sigilli di cera erano nel passato l'equivalente delle moderne firme. Per la fine del Quattrocento, uomini e donne della società britannica ne possedevano al fine di convalidare i documenti. Le impronte da 1500 sigilli saranno quindi esaminate e caricate su un apposito database.
Il progetto sarà utile sia alla scienza forense (ad esempio nel dibattito sull'unicità delle impronte digitali), sia per fornire informazioni statistiche e sull'identità dei soggetti coinvolti.
Link: University of Lincoln; Imprint Project - University of Lincoln; The History Blog.
Due sigilli pendenti dall'Abbazia scozzesse di Inchaffray, tardo tredicesimo secolo, ora al British Museum, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Ealdgyth.
 


Firenze, Egitto: ricostruzione forense del volto di Kent

27 - 28 Agosto 2015
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Il dott. Matteo Borrini, antropologo forense della Liverpool John Moores University (LJMU), ha ricostruito il volto della mummia nota come Kent, la più antica ad essere preservata nel Museo Egizio di Firenze. Kent era una persona di alto rango vissuta ai tempi della XVIII Dinastia. Il busto è visibile nei link.
https://twitter.com/maf_firenze/status/454186060357332992
Link: News.Cision via Liverpool John Moores University (LJMU); Phys.org.
Entrata del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Sailko.
 


Animali carnivori e ominidi: anche i Neanderthal potevano avere la peggio

15 - 18 Maggio 2015
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Nella storia dell'evoluzione umana, gli incontri anche violenti con gli animali carnivori sono sempre stati presenti con costanza. Un nuovo studio ha applicato i metodi della scienza forense a questi incontri, e in particolare ha determinato che i Neanderthal, notoriamente abili cacciatori, erano spesso anche vittime degli attacchi dei predatori.
[Dall'Abstract: ] L'interazione tra ominidi e carnivori è stata comune e costante durante l'evoluzione umana e ha generato pressioni reciproche e simili a quelle presenti nei moderni conflitti umano-carnivori a livello globale. Questa interazione attuale è alle volte violenta e può riflettersi in patologie scheletriche permanenti e altre modificazioni ossee. Nello studio in questione si sono portati avanti esami su 125 casi forensi di incontri pericolosi tra umani e carnivori. L'obiettivo è quello di dedurre i confronti diretti tra ominidi e carnivori durante il Pleistocene, tema importante per comprendere i cambiamenti comportamentali durante l'evoluzione umana. In aggiunta a ciò, il caso dei Neanderthal è esaminato per offrir prova di attacchi passati, utilizzando le osservazioni forensi. I risultati ottenuti presentano dei Neanderthal potenzialmente coinvolti in incontri pericolosi durante il Pleistocene, convalidando la metodologia utilizzata di affrontare gli attacchi passati da una prospettiva forense.
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