Sogno di una notte di mezza estate al Silvano Toti Globe Theatre

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

Dal 10 al 21 agosto 2016 ore 21.15

Lunedì riposo

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

regia di Riccardo Cavallo

traduzione di Simonetta Traversetti

Prodotto da Politeama Srl

Claudia Balboni e Gerolamo Alchieri
Claudia Balboni e Gerolamo Alchieri

Per il decimo anno consecutivo torna l’appuntamento cult del Silvano Toti Globe Theatre: il SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, a firma dell’indimenticabile Riccardo Cavallo (traduzione di Simonetta Traversetti) che quest’anno andrà in scenda dal 10 al 21 agosto ore 21.15. Una storia che non smette mai di emozionare e che continua a far sognare grandi e piccoli raccontando il tempo breve della felicità con un sottile sottofondo di malinconia. L’opera è stata scritta in occasione di un matrimonio e rappresenta, come una scatola cinese, un mondo stregato in cui dominano il capriccio e il dispotismo. Linguaggi diversi che si intrecciano: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, e quello degli artigiani, in cui la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso raffinato.

Foto ©MarcoBorrelli
Foto ©MarcoBorrelli

La stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre di Roma - unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti - è promossa da Roma Capitale con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Anche quest’anno nelle sere di spettacolo sarà attivo il Globar.

Foto ©MarcoBorrelli
Foto ©MarcoBorrelli

Note di Regia

La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. È comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.

Sogno di una notte di mezza estate”, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge. Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia. E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie.

La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico.
Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.

Riccardo Cavallo

Interpreti

(in ordine alfabetico)

Nick Chiappa

GEROLAMO ALCHIERI

Titania

CLAUDIA BALBONI

Elena

FEDERICA BERN

Tassello

ROBERTO DELLA CASA

Demetrio

SEBASTIANO COLLA

Teseo

MARTINO DUANE

Lisandro

MARCO PAPARELLA

Puck

FABIO GROSSI

Ermia

VALENTINA MARZIALI

Tom Beccuccio

CLAUDIO PALLOTTINI

Fata

ANDREA PIROLLI

Oberon

RAFFAELE PROIETTI

Egeo

CARLO RAGONE

Peter Zeppa

ALESSIO SARDELLI

Francis Ciufolo

MARCO SIMEOLI

Francis Ciufolo

ROBERTO STOCCHI

Ippolita

DANIELA TOSCO

COSTUMI

Manola Romagnoli

SCENE

Silvia Caringi e Omar Toni

DISEGNO LUCI

Umile Vainieri

PROGETTO FONICO

Franco Patimo

ASSISTENTI ALLA REGIA

Elisa Pavolini

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Il Mercante di Venezia di scena in laguna dal 26 Luglio al 1 Agosto

Dal 26 luglio all’1 agosto l’opera di Shakespeare viene per la prima volta messa in scena in Campo del Ghetto a Venezia dove è idealmente ambientata

“IL MERCANTE DI VENEZIA” DI SCENA IN LAGUNA

SEI SPETTACOLI DAL 26 LUGLIO AL 1 AGOSTO

Da un’idea dell’Università Ca’ Foscari e Compagnia de’ Colombari in partnership con il Comune di Venezia e il brand The Merchant of Venice. Biglietti in vendita sul sito http://www.themerchantinvenice.org

Foto: ©Andrea Messana
Foto: ©Andrea Messana

VENEZIA –  È cominciato il countdown per la prima, storica messinscena del Mercante di Venezia di Shakespeare in campo di Ghetto, da un’idea dell’Università Ca’ Foscari Venezia e della Compagnia de’ Colombari.

Dal 26 luglio all’1 agosto (eccetto sabato 30) Shylock ‘ritorna’ nel Ghetto, 500 anni dopo. Il quartiere ebraico più antico del mondo, a Venezia, diventa un esclusivo palcoscenico, per sei notti di luglio, eospiterà per la prima volta nel Ghetto (dove l'opera è idealmente ambientata) The Merchant of Venice, la celebre opera di Shakespeare scritta alla fine del Cinquecento. Per il personaggio principale, l’ebreo Shylock, la regista Karin Coonrod metterà in scena cinque diversi attori in cinque differenti scene.

Gli attori della Compagna de' Colombari stanno finalmente provando a Venezia, alternandosi tra il Teatro di Santa Marta e il Ghetto stesso, dove hanno provato i costumi del maestro Stefano Nicolao. Sotto l'intensa direzione della regista americana Karin Coonrod, lavorano attori di sette nazionalità diverse, e le lingue e le formazioni attoriali così disparate diventano un valore aggiunto per uno spettacolo che sarà in lingua inglese ma farà risuonare il multilinguismo che caratterizzava il Ghetto di Venezia alla sua creazione. 

Foto: ©Andrea Messana
Foto: ©Andrea Messana

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Il Mercante di Venezia al Silvano Toti Globe Theatre

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

22 luglio – 7 agosto ore 21.15

lunedì riposo

IL MERCANTE DI VENEZIA

Regia di Loredana Scaramella

Traduzione di Loredana Scaramella

Prodotto da Politeama Srl

Mercante di Venezia (5)

Dal 22 luglio al 7 agosto ore 21.15 sul palco del Silvano Toti Globe Theatre va in scena IL MERCANTE DI VENEZIA (regia e traduzione di Loredana Scaramella) un testo dai toni contrastanti, in cui si affronta il tema della tolleranza e lo scontro fra clemenza e giustizia. Loredana Scaramella presenta un allestimento che vuole mantenere il carattere di commedia, allontanandosi dai toni drammatici delle più recenti messe in scena del testo. Lo fa puntando sul racconto di una grande storia sull'amore e spostando l'ambientazione negli anni a cavallo fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, anni euforici, pieni di cambiamenti di costume, di novità e luminosi progressi, che accolgono però i germi silenziosi di un buio futuro.

La stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre di Roma - unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti - è promossa da Roma Capitale con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Anche quest’anno nelle sere di spettacolo sarà attivo il Globar.

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“Il Mercante di Venezia” di scena in Laguna

Dal 26 al 31 luglio l’opera di Shakespeare viene per la prima volta messa in scena in Campo del Ghetto a Venezia dove è idealmente ambientata. Il 12 luglio a Ca’ Dolfin il convegno “The Ghetto as Global Metaphor. An international Symposium”

“IL MERCANTE DI VENEZIA” DI SCENA IN LAGUNA

SEI SPETTACOLI DAL 26 LUGLIO ALL’1 AGOSTO

Da un’idea dell’Università Ca’ Foscari e Compagnia de’ Colombari in partnership con il Comune di Venezia e il brand The Merchant of Venice. Biglietti in vendita sul sito http://www.themerchantinvenice.org

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VENEZIA –  Shylock ‘ritorna’ nel Ghetto, 500 anni dopo, e si fa in cinque. Il quartiere ebraico più antico del mondo, a Venezia, diventa un esclusivo palcoscenico, per cinque magiche notti di luglio, eospiterà per la prima volta nel Ghetto (dove l'opera è idealmente ambientata) Il Mercante di Venezia, la celebre opera di Shakespeare scritta alla fine del Cinquecento. Per il personaggio principale, l’ebreo Shylock, la regista Karin Coonrod metterà in scena cinque diversi attori in cinque differenti scene.

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Roma: Gigi Proietti in Omaggio a Shakespeare e Intestamè

8-9-12-13-15-16-17 luglio ore 21.15

Gigi Proietti in

OMAGGIO A SHAKESPEARE

brani da EDMUND KEAN di Raymund FitzSimons

Adattamento e regia Gigi Proietti

Regista assistente Loredana Scaramella

lunedì 11 luglio ore 21.15

INTESTAMÈ

di Carlo Ragone e Loredana Scaramella

Omaggio a Shakespeare GIGI PROIETTI (3)
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Roma: Mariano Rigillo in Lear, la storia

 

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

dal 23 giugno al 3 luglio ore 21.15

Mariano Rigillo

in

LEAR

la storia

Adattamento e regia di Giuseppe Dipasquale

Traduzione di Masolino d’Amico

RE LEAR (7)

La stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre parte giovedì 23 giugno con Mariano Rigillo in LEAR. La storia (fino al 3 luglio ore 21.15) con l’adattamento e la regia di Giuseppe Dipasquale (traduzione di Masolino d’Amico). Il grande attore napoletano approda al ruolo shakespeariano con l’autorevolezza acquisita in oltre sessant’anni di straordinaria carriera. Dipasquale porta sul palco di Villa Borghese la più apocalittica delle tragedie del Bardo che declina l'inganno insieme all'ingratitudine, la follia insieme alla malattia, la corruzione insieme alla superbia e al delirio del “Re sacro”. Una tragedia in cui il bene fa fatica ad affermarsi per mezzo della ragione o del disvelamento dei personaggi negativi.

RE LEAR (3)

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Roma: stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre

23 giugno | 9 ottobre 2016

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

Re Lear
Re Lear

A 400 anni dalla morte di Shakespeare (23 aprile 1616) il Silvano Toti Globe Theatre di Roma, unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti, presenta una stagione speciale,promossa da Roma Capitale con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura.
Anche quest’anno nelle sere di spettacolo sarà attivo il Globar.
Per la stagione 2016 si è scelto di privilegiare quei testi che, oltre ad un'ambientazione italiana, hanno come asse portante la giustizia e l'esercizio della legge, temi sempre attuali che oggi più che mai può essere interessante osservare attraverso la lente di ingrandimento fornita dal Bardo.
In occasione delle celebrazioni per il quattrocentenario shakespeariano, il pubblico del Silvano Toti Globe Theatre potrà finalmente assistere ad un evento atteso da anni: per la prima volta Gigi Proietti sale sul palco di Villa Borghese in veste di attore e presenta un omaggio a Shakespeare con brani da Edmund Kean di Raymund FitzSimons, curando anche l’adattamento e la regia dello spettacolo.
©MarcoBorrelli
Romeo e Giulietta ©MarcoBorrelli

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Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

ECCO SPARSAR, IL SOFTWARE CHE DECLAMA

I SONETTI DI SHAKESPEARE

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Innovazione per l’analisi letteraria, risultati pubblicati su Linguistics and Literary Studies e evento pubblico alla Biblioteca Marciana il 12 maggio

VENEZIA – Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software. Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.

La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.
Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.
Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.
Online è possibile ascoltare i sonetti 20 e 66 letti dalle voci di Sparsar (Alex per l'inglese moderno e Daniel e Fiona per quello antico) e confrontarle con la recitazione del software text-to-speach in dotazione sui dispositivi Apple (indicato come voce raw).
Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.
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Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software.

Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory di Ca’ Foscari. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.
La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.
Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.
Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.
Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.
Enrico Costa
Testo dall'Università Ca' Foscari - Venezia
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
 


Ungaretti traduce Shakespeare - (testi inediti ) Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

Stephen Greenblatt, Patrick Spottiswoode, Gigi Proietti, Antonio Calbi, Masolino d’Amico, Giorgio Gosetti, Fabio Cavalli, Gary Taylor, Robert Miola, Andrew Hadfield e i più importanti studiosi internazionali tra gli ospiti delle due settimane di celebrazione
 

Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

7 aprile ore 10,30 – Presentazione alla stampa e al pubblico - Aula Magna Rettorato Sapienza Università di Roma

Nel quadricentenario dalla morte di William Shakespeare le tre università pubbliche di Roma - Sapienza Università di Roma, Università di Roma "Tor Vergata", Università Roma Tre – promuovono la manifestazione che si svolgerà dal 7 al 20 aprile attraverso una serie di iniziative dirette a evidenziare il significato profondo della presenza di Roma nell’opera shakespeariana.
Tra gli appuntamenti in programma: il convegno internazionale “Shakespeare 2016. Memoria di Roma”, conferenze, seminari, lectio magistralis, tavole rotonde, 2 mostre bibliografiche di cui una con le traduzioni originali di Giuseppe Ungaretti, 3 esperimenti scenici nel Foro di Cesare (apertura straordinaria), 2 spettacoli di musica danza e recitazione, un reading dello Shakespeare’s Globe Theatre di Londra, 3 concerti, 6 proiezioni cinematografiche, una mostra fotografica.
 
Ungaretti traduce Shakespeare
Le traduzioni autografe del poeta di “M’illumino d’immenso” dei 40 sonetti shakespeariani in mostra alla Biblioteca Alessandrina nell’ambito della manifestazione dedicata ai 400 anni dalla morte del drammaturgo inglese
Mostra bibliografica dedicata a William Shakespeare
7-20 Aprile 2016 -  Sapienza Università di Roma piazzale Aldo Moro 5
Aula Magna e Biblioteca Alessandrina

Lettera manoscritta di Ungaretti a Falqui (1941.1942) parziale trascrizione  Lavoro molto, sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione
Lettera manoscritta di Ungaretti a Falqui (1941.1942) parziale trascrizione
Lavoro molto, sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione

Le traduzioni autografe di Giuseppe Ungaretti dei 40 Sonetti di Shakespeare saranno presentate nel corso della mostra bibliografica allestita, dal 7 al 20 aprile, presso la Biblioteca Alessandrina e l’Aula Magna della Sapienza, nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte del poeta e drammaturgo inglese.
La mostra testimonia, attraverso l’esposizione dei documenti conservati presso l’Archivio del Novecento della Sapienza, diretto da Francesca Bernardini Napoletano, e nell’Archivio di Enrico Falqui, l’interesse di Ungaretti per Shakespeare. Le traduzioni shakespeariane sono corredate da 33 carte, per lo più bozze di stampa, di grandi dimensioni e intensamente lavorate, persino con l’aggiunta di ampi cartigli.
In una lettera (inedita) a Enrico Falqui della primavera 1941 dal Brasile, Ungaretti tra l’altro scrive: “Lavoro molto. Sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla della sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora”.
L’interesse di Giuseppe Ungaretti per Shakespeare, in particolare per i Sonetti, e il progetto di tradurli risalgono al 1931, come testimonia il poeta nella Nota introduttiva a XXII Sonetti di Shakespeare, pubblicati a Roma, presso l’Editore Libraio Documento nel 1944, motivati da esigenze interne all’elaborazione della sua poetica e alla sperimentazione.
Giuseppe Ungaretti fu legato al critico Enrico Falqui per quasi cinquant’anni da profonda amicizia e stima, che Falqui ricambiò con venerazione e con una fedele collaborazione; questo rapporto spiega la straordinaria ricchezza e importanza della documentazione, in massima parte inedita, dell’Archivio Falqui costituita da una fitta corrispondenza (circa 115 lettere dalla parte di Ungaretti), fotografie e fascicoli che raccolgono centinaia di manoscritti di poesie, di traduzioni, bozze di stampa, appunti, plaquette.
Carte a stampa, molto lavorate, con numerose correzioni manoscritte. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione
Carte a stampa, molto lavorate, con numerose correzioni manoscritte. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione

Testo e immagini dall’Ufficio Stampa e Comunicazione Università La Sapienza di Roma.