I rischi di radioattività della USS Independence

8 Luglio 2015
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Ricercatori del Berkeley Lab hanno valutato i rischi di radioattività del relitto della portaerei USS Independence. La nave fu utilizzata come bersaglio durante i test nucleari dell’atollo di Bikini nel 1946 (Operazione Crossroads), ed è sorprendentemente intatta.
Né il team né il sottomarino utilizzato erano a rischio di contaminazione. L'acqua è un ottimo scudo contro le radiazioni, con il sottomarino che è rimasto a centinaia di piedi di distanza dal relitto, mentre si correvano rischi solo a diversi pollici. Gli effetti delle radiazioni vengono poi molto diluiti. Inoltre, dopo oltre 60 anni, gli isotopi in questione erano decaduti in modo consistente.
Link:  Lawrence Berkeley National Laboratory.
USS Independence a fuoco durante il test atomico dell’Operazione Crossroads, test del 1° Luglio 1946. Foto (USNU.S. Naval History Center http://www.history.navy.mil/photos/sh-usn/usnsh-i/cvl22.htm http://www.history.navy.mil/photos/images/g600000/g627502.jpg) da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Common Good.


La fregata Hermione di Lafayette arriva in America

4 Luglio 2015
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Il primo Luglio è arrivata negli Stati Uniti la replica della fregata francese Hermione, che nel 1780 trasportò il Generale e Marchese Lafayette, eroe della Rivoluzione Americana.
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Svizzera: manufatti dalla battaglia di Morgarten?

19 Giugno 2015
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La battaglia di Morgarten si svolse esattamente il 15 Novembre di 700 anni fa: servì a consolidare le basi della nascente nazione svizzera. Nell'area si sono ritrovati manufatti (armi, coltelli, frecce, monete) che potrebbero indicare che la battaglia ebbe effettivamente luogo.
Una selezione degli oggetti sarà in mostra prima presso il Museum Burg Zug, fino al 31 Luglio, e poi a partire dal 22 Agosto e fino al 30 Settembre presso il Bundesbriefmuseum (Federal Charter Museum) in Schwyz.
Link: The Local; The Zug Post; The History Blog
Il cantone di Zug, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Tschubby.
 


Quel che sale deve scendere: breve storia della brachetta (codpiece)

30 Aprile 2015

Quel che sale deve scendere: breve storia della brachetta (o braghetta, codpiece in Inglese)

In voga solo per un breve periodo di tempo, la brachetta ha lasciato una ricca eredità nell'arte, nella letteratura e – più di recente – nei drammi televisivi in costume. Concentrando l'attenzione su questo accessorio maschile di ostentazione, la candidata al Dottorato Victoria Miller ha sviluppato alcune nuove idee sulla sua evoluzione (e declino) come simbolo di virilità

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Nella commedia elisabettiana Wily Beguiled, un personaggio chiamato Will Cricket si vanta del fatto che le donne lo trovino attraente perché ha “un viso dolce, una barba elegante, un corpo attraente e una brachetta ubriacante”. Cose meravigliose si sono dette sulla brachetta (o braghetta), non ultime quelle in risposta alla drammatizzazione televisiva del Wolf Hall di Hilary Mantel. Spiegando la deliberata riduzione della brachetta di Thomas Cromwell, l'attore Mark Rylance ha espresso l'opinione che il pubblico moderno, specialmente in America, “potrebbe non sapere esattamente cosa succede laggiù”.
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Un oggetto del vestiario maschile che è stato per breve tempo  de rigeur cinque secoli fa circa, la brachetta al contempo copriva e attirava attenzione su di una parte dell'anatomia che non poteva neppure essere nominata in società. Scrivendo negli anni ottanta del Cinquecento, il filosofo francese Michel de Montaigne (dalla traduzione di Donald Frame) riassunse il curioso caso della brachetta come summed up the curious case of the codpiece as “vuoto e inutile modello di un membro che per decenza non possiamo neppure chiamare per nome, e che però ostentiamo e del quale facciamo pubblica parata”.
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Le inondazioni nei Paesi Bassi, tra guerre ed eventi naturali

9 - 10 Giugno 2015
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Secondo un nuovo studio, opera dell'olandese Adriaan M. de Kraker, un terzo delle inondazioni verificatesi nelle regioni sud occidentali dei Paesi Bassi, negli ultimi cinquecento anni, sarebbero state determinate dall'uomo.
Particolarmente rilevanti sarebbero, in tal senso, gli eventi bellici, sia per perseguire una strategia difensiva che offensiva. Si consideri ad esempio la Guerra degli Ottant'anni, anche nota come rivolta olandese. I ribelli olandesi, guidati da Guglielmo d'Orange, utilizzarono a loro vantaggio il paesaggio, cercando di sfruttare le inondazioni per liberare Bruges, Ghent e Anversa dal dominio spagnolo. Le inondazioni strategiche sono però ad alto rischio, e anche in quel caso vi furono innumerevoli danni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, tanto i Tedeschi (a fini difensivi) quanto gli Alleati (per velocizzare l'offensiva) utilizzarono le inondazioni come arma.
[Dall'Abstract: ] Questo studio guarda alle inondazioni negli ultimi 500 anni, nel Sud Ovest dei Paesi bassi, occupandosi del problema della tipologia di inondazioni verificatesi, e di quali abbiano cause principalmente naturali e quali invece siano indotte dall'uomo in modo predominante. Gli eventi sono classificati in due categorie principali: (a) inondazioni causate durante le onde di tempesta (NdT: storm surge nel testo) e (b) inondazioni avvenute durante periodi di guerra.  Da entrambe le categorie una selezione di eventi è stata presa in considerazione. Ogni evento è discusso in termini di collocazione temporale e geografica, ed estensione dell'area inondata, oltre che per le condizioni specifiche. [...] Le inondazioni durante il tempo di guerra sono rilevanti sia a fini di strategie offensive che difensive; lo studio dimostra che, anche se questi erano ovviamente determinati dall'azione umana, le caratteristiche naturali, che si tratti di acqua dolce o salata, giocarono un ruolo centrale anche in questi eventi. Le inondazioni verificatesi durante le onde di tempesta possono avere un'ovvia causa naturale, ma l'estensione dell'inondazione e i danni causati furono ampiamente determinati dall'uomo.
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I test nucleari segnarono l'inizio dell'Antropocene?

11 Maggio 2015
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Continuano ad essere formulate le proposte per una data che sancisca l'inizio dell'Antropocene, che secondo la definizione di Eugene F. Stoermer è l’era geologica segnata dalle attività umane, il cui impatto sugli ecosistemi del pianeta è rilevante. L'ultima proposta viene da un team di ricercatori internazionali, guidati da  Dr Colin Waters del British Geological Survey, e prende in considerazione come indicatori quelli generati dai test nucleari tra la fine degli anni quaranta e l'inizio degli sessanta del secolo scorso. La prima detonazione di un ordigno nucleare avvenne nel New Mexico, con il test Trinity, il 16 Luglio 1945.
[Dall'Abstract: ] Molti scienziati notano che l'umanità vive in una nuova era geologica, l'Antropocene, ma non c'è accordo su quando questa epoca sia cominciata. L'inizio potrebbe esser definito da un evento storico, come il principiare della Rivoluzione Industriale alimentata dai combustibili fossili, o la prima esplosione atomica nel 1945. La comune pratica stratigrafica, ad ogni modo, richiede una firma più significativa, diffusa a livello globale e brusca, e il fallout nucleare, derivante dai test delle armi atomiche appare più adatto allo scopo. L'apparizione del plutonio 239 (utilizzato nei test delle armi atomiche al di sopra del livello del mare post 1945) è un buon riferimetno: questo isotopo è raro in natura ma costituisce una componente significativa del fallout nucleare. L'indicatore ha altre caratteristiche che per raccomandarlo sulla base della stabilità negli stadi di roccia e terreno sedimentario, includendo: lungo tempo di dimezzamento, bassa solubilità, e alta reattività della particella. Può essere utilizzato in congiunzione con altri isotopi radioattivi come l'americio 241 e il carbonio 14, per categorizzare diverse firme di fallout nei sedimenti e nelle cappe glaciali. Su scala globale, la prima comparsa del plutonio 239 nelle sequenze sedimentarie corrisponde ai primi anni cinquanta del secolo scorso. Mentre il plutonio è facilmente distinguibile sull'intero pianeta utilizzando moderne tecniche di misurazione, un sito per definire l'Antropocene (noto come "golden spike") sarebbe idealmente collocato tra i 30 e i 60 gradi a nord dell'equatore, dove il fallout nucleare è massimo, con ambienti marini e lacustri indisturbati.
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Pietro Mocenigo e l'attacco a Gallipoli del 1473

10 Maggio 2015
Coriolano Cippico, nobile dalmata di lingua italiana, seguì il doge Pietro Mocenigo a Gallipoli, dal 1470 al 1474, mettendo anche per iscritto nel periodo immediatamente successivo le azioni compiute dal Doge in quegli anni. Quel testo è stato recentemente tradotto in Inglese, e Medievalists propone oggi estratti relativi all'attacco a Gallipoli del 1473.
Link: Italica Press; Medievalists


Canuto il Grande ~ Re Danese d'Inghilterra

Canuto il Grande ~ Re Danese d'Inghilterra

(si ringrazia Susan Abernethy, il cui testo inglese da The Freelance History Writer è stato qui tradotto)

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Canuto il grande sul dritto di una moneta

Ci sono ben poche informazioni storiche su Re Canuto II di Danimarca e I d'Inghilterra, noto come Canuto il Grande, anche se si tratta del più potente Re nell'Europa settentrionale nei primi anni dell'undicesimo secolo. Fu Re di Danimarca ed Inghilterra, per un certo periodo Re di Norvegia e probabilmente signore di una parte della Svezia.
L'Inghilterra aveva sofferto col debole ed inefficace regno di Etelredo II d'Inghilterra, detto lo Sconsigliato, che durò quasi trentotto anni. Il Regno d'Inghilterra era in rovine e il popolo era pronto per la pace. Dopo la morte del figlio di Re Etelredo II, Edmundo II detto Fiancodiferro, il popolo Inglese approvò il Danese Canuto come proprio Re. Canuto cominciò il suo regno nella paura. Non esitò ad uccidere coloro che provavano a mettere in dubbio la sua autorità. Alla fine allentò la sua morsa. Legittimò la sua autorità rimuovendo i rivali indigeni, sposando la regina del suo predecessore, mantenendo la continuità di governo e comportandosi in ogni modo come un sovrano giusto ed equo. conquistando il supporto di Danesi e Inglesi, e lo si potrebbe definire il primo Re degli Inglesi.
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I video dal relitto del sommergibile portaerei giapponese I-400

28 Aprile 2015
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Nel Dicembre del 2013, l'università delle Hawaii e il NOAA, insieme a NHK, unirono le forze e scoprirono il relitto del sommergibile portaerei giapponese I-400, al largo della costa di Oʻahu. Si tratta della classe di sottomarini più grandi fino alla costruzione di quelli nucleari.
Più di recente si sono individuate e filmate la campana, la torre di comando e l'hangar del sommergibile, che poteva contenere fino a tre bombardieri idrovolanti. Leggere di più


La fregata Hermione di Lafayette salpa di nuovo verso l'America

1 - 21 Aprile 2015
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È partita per gli Stati Uniti la replica della fregata francese Hermione, che nel 1780 trasportò il Generale e Marchese Lafayette, eroe della Rivoluzione Americana. Il progetto intende replicare quel viaggio, per una durata prevista di 27 giorni, prevedendo anche altri eventi in seguito, come una nuova rappresentazione teatrale di Ian Curteis intitolata al Generale francese. Di seguito, immagini e video dagli account social del progetto.
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