"Anima barocca. Variazioni attraverso i secoli" per Teatri di Pietra a Malborghetto

Area Archeologica - Arco di Malborghetto

danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia

 

26 Luglio 2018 

ECOVANAVOCE 

ANIMA BAROCCA 

variazioni attraverso i secoli

 

Gabriella Aiello voce

Marco Horvat voce e tiorba

Giordano Antonelli lira greca e ribeca

Carlo Gizzi voce e percussioni

Carlo Travierso sax soprano

Paolo Fontana chitarrino rinascimentale e viola da gamba basso

Fabio Lorenzi chitarra barocca e viola da gamba contralto

Massimo Ceccarelli contrabbasso

Paolo Margutta percussioni

Emanuele Bertolini live electronics

 

musiche di Bellerofonte Castaldi, Carlo Milanuzzi, Honoré d’Ambruys, Giulio Caccini, Stefano Landi e della tradizione del Sud Italia rielaborate da Paolo Fontana e Fabio Lorenzi

musiche originali di Paolo Fontana e Fabio Lorenzi

 

 Ecovanavoce è una compagnia musicale con una prospettiva ampia che tende ad esaltare i legami che uniscono repertori diversi e lontani, spaziando tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale. Fondata da Paolo Fontana e Fabio Lorenzi ha iniziato la sua attività nel 2004, i suoi progetti hanno partecipato ad importanti eventi nazionali ed internazionali.

Il percorso artistico compiuto da Ecovanavoce, negli oltre dieci anni di attività, è stato sempre ispirato, nonostante le diverse declinazioni di ogni progetto, dalla musica antica. Dalle rielaborazioni di canzoni del primo seicento italiano e francese, passando per la tradizione italiana del Sud, arrivando fino alla canzone “d’autore” originale o liberamente tratta da testi di poeti contemporanei.

Ed è proprio l'Anima Barocca che ha informato il lavoro di quest'ultimo decennio che viene svelata nello sviluppo del concerto, dalle composizioni originali intorno alla tradizione del nostro Sud, alla rivisitazione delle più belle canzoni dei repertori di musica barocca lavorate come “standard” per una percezione attuale, attraverso un approccio che restituisce loro un nuovo respiro, in parallelo con quanto è già praticato dalla world music con la musica tradizionale di tutto il mondo: brani di Giulio Caccini, Stefano Landi, Bellerofonte Castaldi, Carlo Milanuzzi, Honoré d’Ambruys, sublimati mediante l’uso di linguaggi musicali attuali, sono ravvivati con nuovo pathos capace di toccare direttamente l’ascoltatore contemporaneo, senza passare per la serie di riferimenti storico-culturali che un concerto di musica antica richiama inevitabilmente.

Anima Barocca mira, attraverso un approccio musicale originale, a recuperare l'essenza e la proposta iniziale dei repertori antichi, a isolare il palpito ancora presente nelle opere, giunte fin qui come sentiero muto, fino al punto di toccare l’universale in ognuno di noi.

Attraverso un approccio inedito, quale è quello proposto nel concerto, si potrebbero aprire le porte rimaste chiuse fino ad ora e arrivare, come in fisica, ad una "teoria unificata" che possa mettere d'accordo l'attuale due correnti che oggi sembrano in contraddizione tra loro: quelli che amano la musica del passato e i seguaci della musica contemporanea.

Anima Barocca mette insieme le energie e le competenze di artisti con carriere atipiche: Paolo Fontana e Fabio Lorenzi compositori e direttori artistici di Ecovanavoce e strumentisti (viole da gamba e chitarre rinascimentale, barocca e classica) insieme a Gabriella Aiello (voce), Carlo Gizzi (voce), Carlo Travierso (sax soprano), Paolo Margutta (percussioni), Emanuele Bertolini (live electronics) e ad artisti di chiara fama quali Marco Horvat (voce), Giordano Antonelli (ribeca e lira greca) e Massimo Ceccarelli (contrabbasso).

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Teatri di Pietra: "‘U Ciclopu, Giufà e Firrazzanu"

Antiquarium - Arco di Malborghetto

13 Giugno 2018

 

Retablo

 

U CICLOPU

GIUFA' E FIRRANZANU

 

di e con Gaspare Balsamo

 

‘U Ciclopu, Giufà e Firrazzanu è uno spettacolo di cunto, liberamente ispirato al libro IX dell’Odissea. Intreccia, attraverso una drammaturgia originale scritta e orale, alcuni racconti tipici della narrazione siciliana. Tutta la performance, sia nelle forme che nei contenuti, si basa sui modelli e sulle tecniche di rappresentazione tipiche della matrice teatrale siciliana: il cunto, la narrazione epica, la recitazione con le voci dell’opera dei pupi, la declamazione e alcuni dei repertori tipici della letteratura popolare orale. Infatti, dentro il noto episodio del Ciclope, particolarmente originali sono gli innesti dei racconti di Giufà e Ferrazzano. Ed è proprio ad opera dei personaggi principali del racconto guida, che i fatti dello stolto Giufà e del furbo Ferrazzano vengono narrati. Saranno proprio il Ciclope e Ulisse a diventare essi stessi cuntisti e a narrarne alcune storie. La drammaturgia sui personaggi e lo stile della performance sono in linea sia con il modello classico del canto dell’Odissea, sia con il tono parodistico del dramma satiresco, sia con gli elementi tipici del cunto. Tali combinazioni di elementi reali e fantastici, tragici e grotteschi, permettono alla performance di avvalersi di codici espressivi diversi, a forte matrice sud mediterranea.

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XIX edizione di Teatri di Pietra

DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

Parco di Malborghetto e Villa di Livia

dal 1 al 26 Giugno

TEATRI DI PIETRA

Antiquarium Arco di Malborghetto

dal 28 Giugno al 4 Luglio

OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA

Villa di Livia (Prima Porta)

dal 5 al 29 Luglio

TEATRI DI PIETRA

Area Archeologica di Malborghetto

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia. Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.

Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.

La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella, che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo. A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

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Teatri di Pietra: "Sogno di una notte di mezza estate" all'Arco di Malborghetto

ARTIPELAGO

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Fairy Queen” di Henry Purcell

Musica Fairy Queen di H. Purcell

Bach Atelier Choir – Coro giovanile Artipelago

Orchestra Barocca Italiana

Direzione Riccardo Martinini

21 Luglio 2017

Visita ore 20,15

Spettacolo ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

Chiude in bellezza la rassegna Teatri di Pietra all’Arco di Malborghetto con la musica, protagonista dell’ultimo appuntamento di questa edizione: Sogno di una notte di mezza estate.

Fairy Queen, La regina delle fate, una masque o semi-opera di Henry Purcell, che si inserisce nel genere di allestimenti tipici della Restaurazione inglese noti come Restoration spectacular. Il libretto è un adattamento anonimo della commedia nuziale di William Shakespeare A Midsummer Night's Dream e, a dispetto del nome, non ha nulla a che vedere con il poema epico omonimo di Edmund Spenser, La regina delle fate. Eseguita per la prima volta nel 1692, La regina delle fate fu composta tre anni prima della morte di Purcell, all'età di 35 anni. Dopo la sua scomparsa la partitura andò perduta e fu ritrovata solo agli inizi del XX secolo. Purcell non ha musicato tutto il testo di Shakespeare; ha invece composto musica per brevi masque in ogni atto, tranne il primo. La commedia stessa è stata anche leggermente modernizzata in armonia con le convenzioni drammatiche secentesche, ma nel complesso il testo parlato è come Shakespeare lo ha scritto.

Riccardo Martinini, violoncellista e Direttore tra i primi in Italia ad occuparsi di esecuzioni con strumenti originali, guiderà i solisti, l'ensemble strumentale e i Cori Artipelago e Bach Atelier Choir nell'esecuzione della movimentata e coloratissima opera tra Poeti ubriachi, Fate, Il mitico Puk e i personaggi del mondo degli uomini e del mondo fantastico.

Tra gli interpreti il basso Roberto Curioni, la soprano Carla Tavares e il debutto della giovane Anna Macheda nella celebre aria The Plaint.

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Teatri di Pietra: "Odissea" all'Arco di Malborghetto

NUTRIMENTI TERRESTRI

ODISSEA

Gli dei e gli umani. Il mare e il tempo

da Omero

a cura di Blas Roca Rey

con Blas Roca Rey e Monica Rogledi

musicisti Flavio e Livia Cangialosi

costumi Mimmo Tuccillo j-cube

20 Luglio 2017

Visita ore 20,15

Spettacolo ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

L'Odissea, il viaggio più famoso del mondo. Dopo 10 anni di guerra a Troia, i Re Achei ed i loro alleati fanno ritorno in patria, vincitori. Colui che con la sua proverbiale furbizia ha reso possibile la vittoria, grazie ad un immenso cavallo di legno dalle viscere avvelenate, riparte, anche lui, verso la "petrosa Itaca", il suo regno. È Ulisse l'astuto. Ma il fato e gli Dei hanno deciso di complicargli la vita. Comincia "Nostos”, il ritorno. Il viaggio che farà rimbalzare Ulisse ed i suoi uomini da un angolo all'altro del Mediterraneo, facendogli affrontare avventure, creature mitologiche e popoli fantastici per altri 10 lunghi anni. Il ciclope Polifemo, la maga Circe, il pericoloso ed irresistibile canto delle sirene. In un susseguirsi di racconti, monologhi e dialoghi, con l'accompagnamento di musica dal vivo, vivremo di nuovo la storia mille volte raccontata e che mille volte vorremmo riascoltare. Quando finalmente Ulisse arriverà nel suo regno, dove lo aspettano la moglie Penelope e il figlio Telemaco, avrà ancora bisogno di tutta la sua forza per cacciare i Proci e riconquistare ciò che è suo. Un uomo e il viaggio. Gli dei e gli umani. Il mare e il tempo. L'eterna lotta fra l'eroe e i suoi limiti, alla ricerca di se stesso.

Blas Roca Rey

Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma nel 1982. Lavora stabilmente in teatro, cinema e televisione. In teatro ha lavorato in spettacoli scritti o diretti da: Aldo Trionfo, Maurizio Scaparro, Gianfranco De Bosio, Pino Quartullo, Gianni Clementi, Duccio Camerini, Angelo Longoni....Ha girato fiction con Luca Manfredi, Lino Banfi, Gigi Proietti, partecipando a Serie tv come la Squadra, Distretto di Polizia e per due anni la sitcom un Posto al Sole. In cinema è stato diretto da Francesco Maselli, Ettore Scola, Gabriele Muccino e Pupi Avati.

Monica Rogledi

Nel 2007 si diploma al Teatro della Tosse di Genova. Ancora allieva debutta a teatro con la regia di Giorgio Diritti. Lavora con Nicola De Buono (casa Vianello), con la compagnia catalana “La Fura Dels Baus” in lingua spagnola e con la compagnia “Teatro Garage” di Genova. Lavora presso il Teatro Stabile di Genova e il Teatro dell’Archivolto come assistente alla regia di Giorgio Gallione, Andrea Liberovici, Matteo Alfonso. Nel 2011 si trasferisce a Roma. Debutta nella capitale sul palco del Teatro Valle Occupato. Lavora con l'autore e regista Edoardo Erba, Nicola Pistoia, Marco Mattolini, Lorenzo Costa. Nel 2014 esordisce al cinema nel film “Come ti vorrei” per la regia di Giorgio Molteni che la vuole nel ruolo della protagonista “Milly”. Lavora con Pupi Avati nel film per la tv “Il bambino cattivo” e “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. Numerose le apparizioni nell’entertainment RAI.

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Teatri di Pietra: "L'uomo dal cervello d'oro" all'Arco di Malborghetto

RITMI SOTTERRANEI - MATRICE N

L’UOMO DAL CERVELLO D’ORO

regia e coreografia Alessia Gatta

drammaturgia Marco Angelilli

musica Mokadelic

aiuto regia/artista visuale Viola Pantano

disegno luci Daniele Davino

danzatori Giacomo Sabellico, Gioele Coccia, Lorenzo Da Silva Dasse, Marco Grossi, Noemi Dalla Vecchia , HeaMin Jung, Vanessa Guidolin, Viola Pantano

16 Luglio 2017

ore 21,15

Parco Archeologico, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

ore 9:56, 31 Luglio 1992, una giovane donna – anni 17 -, un’isola, il KSC, uno space shuttle: l’Atlantis , un uomo, lo spazio, un padre, un evento, il fumo improvviso, lo stupore negli occhi, il rumore assordante, le fiamme e il volo.” A. Gatta

Come ci si prepara a un momento del genere? Come si sarà preparato l’adulto ad essere uno degli autori e come si è preparata la ragazza ad essere spettatrice di questo evento? Quali domande si erano posti prima, quali pensieri hanno avuto durante e quali risposte si sono dati dopo? Quale può essere la condizione di chi studia, di chi conosce, di chi progetta e quale la condizione di chi si ritrova a vivere un momento così unico senza una particolare preparazione scientifica ma con la fantasia e il desiderio giovanile di conoscere? Da queste domande sono nate delle immagini, dei percorsi e una linea di confine tra la scienza e la meraviglia. È nata la voglia di esplorare le distanze e i punti di incontro tra una danza da laboratorio fatta di tempo, materia e spazio, di ragionamento e di rigore e una danza interna, organica, emotiva. Una danza che vuole essere architettura e una danza che vuole essere circolazione sanguigna. Vogliamo partire da un movimento semplice: alzare la testa e guardare in alto. E da questa nuova prospettiva, tra il poco che sappiamo e il tantissimo che ignoriamo, vedere quali nuove domande possono nascere e abitare la mente e il corpo.

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Teatri di Pietra: Edipo Re all'Arco di Malborghetto

Bottega del pane

EDIPO RE (MAKE)

da Seneca

drammaturgia e regia Cinzia Maccagnano

con Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano, Raffaele Gangale

Scene e costumi Monica Mancini

Musiche a cura di Lucrezio de Seta

14 Luglio 2017

Visita ore 20,15

Spettacolo ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

Quello di Edipo è il dramma della conoscenza, il dramma di un uomo vinto dalla fatalità malgrado la sua volontà e la sua ribellione. E innanzitutto la ribellione avviene in se stesso: è lui che evoca la ragione e poi l’istinto, creando dialoghi serrati, che diventano sempre più interrogatori, con Creonte e con Tiresia, quasi fossero voci interiori che lo tormentano e lo inducono a scavare nel conscio e nell’inconscio affinché la verità si palesi accecante come la luce.

Edipo sa e ha dimenticato, perciò intraprende un percorso dall’interno verso l’esterno che riporta se stesso e lo spettatore a quella Verità inevitabile, già presente. Il dentro e il fuori: il male è fuori come rappresentazione del dentro, e il dentro emerge e incalza.

Il Coro sin dall’inizio è il fuori che spinge Edipo a trovare la causa di tanto male. La peste dilaga a Tebe come una coltre senza speranza che si spande per chiedere il suo tributo. La peste è un nero che tutto invade, come la visione della realtà da parte di chi ha un malessere. È la non-speranza. Edipo appare, nel cuore della notte, ai piedi del talamo nuziale, tormentato da incubi, pensieri ed echi di voci di popolo. Così comincia il suo viaggio iniziatico dal buio della sua esistenza al bagliore accecante del vero.

La scena, ad ogni nuova informazione aggiunta, si compone di nuovi colori e nuove strade sulle quali i personaggi agiscono loro malgrado; percorsi forzati che conducono ad un luogo preciso, lì dove tutto comincia e dove tutto finisce. E’ nera la peste che dilaga e che ammorba gli animi; rossa la scia di Giocasta che ha partorito dalle sue viscere il suo stesso desiderio, sangue del suo sangue; viola il colore dell’avvento che, improvviso, taglia la scena come un evento inatteso e incancellabile da cui non si potrà più prescindere; giallo è il cammino della verità, splendente come la luce del sole; bianco è il colore dell’oblio a cui segue, come inesorabile prassi, un immediata rinascita ed un nuovo regno.

Edipo vuole sapere. Vuole sapere a dispetto di tutto rifiutando compromessi ai quali spesso ricorre l’umanità, cui appartiene anche la regina che più volte cerca di indurlo a non approfondire le oscure origini della sua nascita e a non badare ai desideri nascosti. Tu non avere paura delle nozze con tua madre: già molti si sono congiunti con la madre, in sogno. Chi non dà importanza a queste cose vive meglio di tutti.

Ma non voler sapere, forse, è più tragedia di quella tragica consapevolezza che tutto precipita verso la soluzione.

Io la mia stirpe, per oscura che sia, voglio vederla” grida Edipo quando ormai è tutto rivelato e la luce abbagliante del vero non può che lasciare spazio alle tenebre. La vita finisce dove comincia.

Cinzia Maccagnano

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Teatri di Pietra: Caligola all'Arco di Malborghetto

Mda Produzioni Danza

CALIGOLA

Homme Absurde e Homme Révolté

da Svetonio e Camus

in coproduzione con Teatri di Pietra

drammaturgia Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti

regia e coreografia Aurelio Gatti

musica originale Lucrezio de Seta

scena e costumi Capannone Moliere

con Carlotta Bruni, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Elisabetta Ventura, Vittoria Faro, Cinzia Maccagnano e Sebastiano Tringali

9 Luglio 2017

Visita ore 20,15

Spettacolo ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

...Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. [...] E’ vero‚ ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna‚ o della felicità o dell'immortalità‚ di qualcosa che sia demente forse‚ ma che non sia di questo mondo.

Dal “Caligola” opera teatrale di Albert Camus‚ elaborato in diverse versioni dal 1937 al 1958.

Camus lavorò a questo testo, incentrato sul delirio del potere e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1945, nel corso di vent'anni – dal 1937 fino alla versione "definitiva" pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea‚ filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore.

L'opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell'imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con un difetto: amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell'imperatore...Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi: costringe a pensare, mette in pericolo la normalità...il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile, ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura in eterno.

In questa sintesi la libertà è il non essere più soggetto ai ricordi o alle illusioni‚ ma anche la consapevolezza del “vuoto”: Caligola si rende conto di essere vuoto‚ di non possedere niente‚ nemmeno la paura della morte dura molto e ciò che gli resta‚ come dice lui stesso‚ è solo “un grande buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni”.

La messinscena in forma di danza teatro, è scabra e tutta al femminile: Caligola, interpretato da Cinzia Maccagnano (in doppio con la figura della sorella/amante Drusilla), Scipione (il giovane poeta innamorato di Caligola), due soldati/guardie, quasi amazzoni (Carlotta Bruni e Rosa Merlino) e la devota e sacrificata sposa Cesonia (Luna Marongiu). Sebastiano Tringali, unica presenza maschile, veste i panni di Cherea (il senatore/filosofo che guida la congiura contro Caligola). Quindi sei donne e un uomo: le prime incarnano la dinamica, la passione, la necessità di cambiamento, la determinazione (seppure sfigurata e paradossale come quella di Caligola); il secondo è la staticità della forma, l'aspirazione ad una vita “felice” seppure tra mille compromissioni e un subordine costante ad un ordine sempre più estraneo...Comunque Caligola non è - né si può ridurre - alla “evidente” rappresentazione del potere…molti temi, come quello della libertà, della dignità dell'uomo e della persona, il rischio dell'omologazione sociale decontestualizzati dal periodo storico dell'autore, diventano qualcosa di più che una riflessione sul malessere contemporaneo... un grido lacerante e un Je t'accuse, anche se proviene da un palazzo di marmo piuttosto che da una baracca da casba.

Evidenza sensibile ed evocativa a sottolineare parola e azione è la musica di Lucrezio de Seta, non colonna sonora ma altro personaggio: folla, senato e fin'anco luna.

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Teatri di Pietra: Labirinto/Labirinti alla Villa di Livia

MDA/Produzioni

LABIRINTO/LABIRINTI

Di Valeria Moretti

Con Gianni De Feo

7 Luglio 2017

18,30 visita alla Villa

19,00 spettacolo

Villa di Livia

Via di Villa Di Livia, Capolinea ATAC e fermata stazione Roma Nord, Prima Porta/Roma

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Teatri di Pietra: Medea di Antonio Tarantino all'Arco di Malborghetto

Verso Argo

MEDEA

di Antonio Tarantino

regia Manuel Giliberti

con Cristina Borgogni e Annalisa Insardà

6 Luglio 2017

Ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

Ristretta in uno spazio claustrofobico che divide con una vigilatrice. Ristretta anch’essa. Una donna, straniera. Disperata. Imbarbarita. Forse un carcere. Forse una scatola cranica. La cattività induce alla parola. Il mito greco è solo un ricordo, tutto è già avvenuto. O forse non è avvenuto niente. L’identità viene rimodulata”.

(Antonio Tarantino a proposito della sua “Medea”)

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