Roberto Alonge, Dacci oggi il nostro desiderio quotidiano

 Roberto Alonge, DACCI OGGI IL NOSTRO DESIDERIO QUOTIDIANO, Edizioni di Pagina, Bari 2021

Recensione a cura di Esther Celiberti

Sottraendosi ad un genere definito, il libro di Alonge mette a fuoco il tema del desiderio e ne analizza alcune varianti generalmente oscure e censurate. Dalla introduzione si passa alla declinazione della figura materna al motivo del desiderio triangolare, dal “fascino discreto della pedofilia” sino al “mostro dell’incesto”.

Eppure il titolo cita la nota preghiera del Padre Nostro, ma non vi è contraddizione, le sirene cattoliche del desiderio sono legate all’albero maestro del peccato. Un catalogo di trasgressioni, tassonomia di tentazioni e perversioni, “fornicazioni” tra molteplici codici espressivi. Una ars meccanica sadiana che si concentra sulla scena verbale, non verbale, iconica dunque dipinta. Alla radice la cosiddetta scena primaria, una incalzante scopofilia o magari nulla di tutto questo, forse l’intenzione/tensione compulsiva di passare in rassegna i misteri del desiderio, monumento o memento per allontanare la morte, the dark side dell’eros.

Il corposo testo è, per assunti e tesi, parzialmente riuscito o a causa della mole del duello intrapreso o per la natura sfuggente degli argomenti o per un telaio che ogni tanto cede.

Gustav Klimt, Judith II (Salome), olio su tela, International Gallery of Modern Art. Foto Flickr di Jean-Pierre Dalbéra, CC BY 2.0

Tra pruderie e slanci, iperdeterminando l’oggetto, Alonge svolge il filo in un amalgama che allinea affondi esegetici di pregio (Ovidio, Goldoni, Ibsen, Degas, Pirandello) a cadute interpretative (Amleto, Medea di Eschilo, il misunderstanding della figura anomica del teatro elisabettiano, l’analisi del ’68) o a sopravvalutazioni. Spesso mancano le ragioni della storia in questo crogiolo intertestuale ove l’affastellarsi degli episodi lede la misura e il centro del bersaglio.

Il linguaggio è un’interlinea fra soggettività e drammaturgia, talora la volontà di attualizzazione comporta l’uso di termini impropri e se lo studioso si fosse, di sua volontà, “amputato”, lungaggini, ovvietà e ridondanze non vi sarebbero.

E poi, come si fa a scrivere che “in ogni caso la donna appare più docilmente disposta dell’uomo a muoversi nell’ottica del desiderio di desiderio (...) si preoccupa di farsi attraente per l’altro”? Pur se questa riflessione fosse stata valida in passato, non è sostenibile oggi. L’immaginario di Marcello Snaporaz, protagonista della felliniana Città delle donne, si librava oniricamente, questa affermazione non vola.

Il femminile e il maschile sono due rappresentazioni differenti ed allora, come lo stesso autore con schiettezza esplicita, riemergono il fascino dell’actio in distans di Betsabea al bagno, quella lontananza di cui Derrida scrive circa la liaison fra Nietzsche e l’essere femminile, varie sfumature di horror vacui. Ma, in semplicità, sempre a detta di Alonge, il sogno tutto maschile di essere donna. E la paura dell’altro sesso secondo un andante purtroppo non smentito.

Scabroso infatti è un piano non liscio.

Roberto Alonge desiderio quotidiano
La copertina del libro di Roberto Alonge, Dacci oggi il nostro desiderio quotidiano, pubblicato da Edizioni di Pagina (2021) nella collana Duepunti

Incroci di civiltà 2019

Jonathan Coe inaugura la dodicesima edizione di Incroci di Civiltà

JONATHAN COE INAUGURA

INCROCI DI CIVILTÀ

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA

A VENEZIA

Mercoledì 3 aprile alle ore 17.30 al Teatro Goldoni di Venezia

la dodicesima edizione del Festival

Incroci di civiltà 2019VENEZIA - Sarà lo scrittore inglese Jonathan Coe l’autore di La casa del sonnoLa banda dei brocchi, Circolo Chiuso, La pioggia prima che cada e, più recentemente, di quello che è considerato il libro emblema della Brexit, Middle England ad inaugurare al Teatro Carlo Goldoni mercoledì 3 aprile alle ore 17.30 la dodicesima edizione di Incroci di civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia – in collaborazione con Fondazione di VeneziaComune di Venezia all’interno del programma ‘le Città in Festa’ e Città Metropolitana di Venezia, con la partnership di BAUER Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia  e Marsilio.

 L’inaugurazionemercoledì 3 aprile alle ore 17.30, al Teatro Carlo Goldoni, vedrà la consegna del Premio BAUER – Ca’ Foscari a Jonathan Coe che dialogherà con Flavio Gregori. I temi saranno quelli di Middle England (Feltrinelli), suo ultimo romanzo appena tradotto che descrive la parabola che ha portato l’Inghilterra alla Brexit e lo smarrimento della classe media di fronte a questo nuovo ordine di cose. L’inaugurazione vedrà anche la consegna del Premio BAUER – Giovani alla scrittrice cilena Paulina Flores, autrice giovanissima insignita del premio Bolaño con il suo libro di esordio Che vergogna (Marsilio).

Sempre nello spirito del Festival, anche in questa dodicesima edizione autori prestigiosi e scrittori emergenti verranno accostati in un susseguirsi di presentazioni, dibattiti, riflessioni in cui protagonista è la letteratura in tutte le lingue del mondo. Un palcoscenico che offrirà al vasto pubblico di lettori appassionati una prospettiva privilegiata sulla letteratura contemporanea mondiale.

Dal 3 al 6 aprile 2019 si incontreranno a Venezia ventotto scrittori provenienti da diciannove Paesi: Gran Bretagna, Cina, Russia, Islanda, Germania, Italia, Spagna, Messico, Giamaica, Francia, Stati Uniti, Lituania, Sudafrica, Australia, Svezia, Cile, Svizzera, Iran, Norvegia.

Tanti ospiti, notissimi e appena affacciatisi sul panorama letterario internazionale, tante tematiche in un incrocio di vite, opinioni e culture come nella tradizione di questo festival internazionale.

Università Ca’ Foscari, Marsilio Editori e Fondazione di Venezia annunceranno inoltre, durante l’inaugurazione, l’istituzione del Premio Manuzio dedicato a Cesare De Michelis la cui prima edizione coinciderà con Incroci di Civiltà 2020. Il premio andrà di anno in anno a quegli editori internazionali che si sono distinti per aver saputo interpretare al meglio con progetti editoriali innovativi lo spirito di confronto e dialogo tra culture che sta alla base di Incroci.

PRENOTAZIONI

Tutti gli appuntamenti di Incroci sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria online su www.incrocidicivilta.org

 

COLLABORAZIONI

Anche per l’edizione 2019, il Festival Incroci di civiltà si giova di una ricca rete di collaborazioni:

 

Partner BAUER Venezia / Fondazione Musei Civici Venezia / Marsilio.

Con il sostegno di Beit Venezia. Casa della cultura ebraica / Center for the Humanities and Social Change / Centro Tedesco di Studi Veneziani / Collegio Internazionale Ca’ Foscari / Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Milano / Consolato generale di Svizzera a Milano - Consolato di Svizzera a Venezia / Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati / Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea / Fondazione Querini Stampalia / Fondazione svizzera per la Cultura Pro Helvetia / Grafiche Veneziane / Icelandic Literature Center / Il Volta Pagina / Istituto Confucio Venezia / LEI–Center for Women’s Leadership / L’Incaricata del Governo Federale di Germania per la Cultura e i Media / Lithuanian Culture Institute / NORLA–Norwegian Literature Abroad / Palazzo Grassi–Punta della dogana / Poetry Vicenza / San Servolo s.r.l. / Science Gallery Venice / Società Dante Alighieri / Swedish Arts Council / TBA21-Academy / T Fondaco dei Tedeschi–DFS / University of Warwick / Waterlines–Residenze letterarie e artistiche a Venezia.

In collaborazione con Casa di Reclusione Femminile della Giudecca / Closer–Associazione Culturale / Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali / EDT / Fondazione

Il Campiello / Giangiacomo Feltrinelli Editore / Giulio Einaudi editore / Iperborea / Laboratorio sulla Traduzione delle Lingue Orientali / lineadacqua, "Ristorante Riviera".

Librerie partner Cafoscarina / Libreria MarcoPolo / Libreria

Studium / Punto Einaudi Venezia.

Organizzazione Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia.

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Università Ca’ Foscari Venezia