Epifania al MANN. Tra iniziative e sorprese per i più piccoli

L'Epifania si festeggia al MANN: per lunedì 6 gennaio, in occasione delle aperture straordinarie degli istituti culturali nazionali promosse dal Mibact, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli organizzerà una giornata a misura dei bambini (e delle loro famiglie).

Per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, come fantasioso pensiero per la Befana, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permetterà ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico, scoprendo le opere del MANN: i capolavori, inclusi nella mostra “Thalassa”, saranno in dialogo con i reperti normalmente esposti nelle collezioni del Museo.

La sceneggiatura "Tra mare e stelle" proporrà due temi che il MANN intende valorizzare: l'ambiente e l'intercultura; se, ad inizio della storia, un Poseidone adirato non riconoscerà il Mare nostrum oggi invaso dalla plastica, un’attenzione particolare sarà  dedicata  alle antiche migrazioni, che avvenivano soprattutto attraverso i mari, con un esplicito riferimento alle vicende della fondazione greca di Napoli.
L'efficacia didattica della guida sarà confermata dalla proposta di alcuni simpatici giochi enigmistici (crucipuzzle, "unisci i puntini" e labirinti, anch'essi tematici), pensati per fissare informazioni storiche e mitologiche, veicolandole in maniera semplice e divertente.
Sempre per il 6 gennaio, previsto un ulteriore regalo della Befana: accompagnando i bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Sarà variegata l'offerta culturale del MANN per le feste: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Anticipo di conclusione delle festività anche il 5 gennaio, data della #Domenicalmuseo per gli istituti culturali nazionali: per l'occasione, il Mibact promuoverà la nuova edizione della campagna sui "Fumetti nei Musei", valorizzando la mostra in programma all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma.

Si segnala, infine, che sino al 12 gennaio sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro).


2019 da record per il Museo Archeologico di Napoli

673mila visitatori nel 2019: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli segna un trend in crescita del 10% rispetto alle presenze del 2018, raggiungendo il numero più alto di ingressi mai registrati.

Alle statistiche annuali si aggiunge la compagine fidelizzata degli abbonati OpenMann: sono ottomila, infatti, i titolari di card.

Si chiude  l'anno del record assoluto di visitatori nella storia del MANN, con un incremento del 10 per cento nel 2019  rispetto al già straordinario dato del 2018. Con orgoglio, che voglio condividere con la città e il mio staff,  possiamo definirci sempre più 'il Museo Archeologico Nazionale' , il primo del paese come forza attrattiva, custode dell’antichità classica  e ambasciatore dell’Italia del mondo. I nostri tesori, per lo più provenienti dagli sterminati depositi, quest'anno sono stati ammirati in tutti i continenti da 4 milioni di persone, dalla Russia agli States ed alla Cina, grazie ad una politica che ci porta quotidianamente a dialogare con le più grandi istituzioni internazionali. Nel 2020, saremo testimonial anche alle olimpiadi di Tokyo. Tornando a Napoli, che sta vivendo un felice momento per il turismo, proprio in virtù di essere il museo pubblico  largamente più visitato, abbiamo puntato molto sulla rete con i tanti siti Extramann. L'obiettivo è  di crescere insieme, e i risultati già si vedono. Un ringraziamento va alla Regione Campania per aver sostenuto mostre importanti come ‘Canova e l’antico’ e alla Direzione Generale Musei del Mibact.  Per concludere, abbiamo lavorato quest'anno con otto cantieri aperti, per costruire un MANN più bello, fruibile al 100 per cento, ed anche in questi giorni di festa non si è fermata l' opera di riallestimento delle sale pompeiane. Nel 2020, vi aspettiamo con la nuova sezione preistoria, le grotte di Lascaux per la prima volta in Italia, gli Etruschi al MANN e la grande mostra sui Gladiatori. Mi fa piacere inoltre ricordare la nascita di MANN in Campus con la Federico II, progetto pilota in Italia definito con il rettore e neo ministro Gaetano Manfredi. Apriremo le porte agli studenti già nel corso di questo anno accademico”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Prosegue, intanto, l’intensa programmazione delle feste natalizie al MANN: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Sempre per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, a partire dal 6 gennaio, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permette ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico attraverso le opere del MANN (una selezione di capolavori sia inclusi nella mostra “Thalassa”, sia normalmente esposti nelle collezioni del Museo).

In occasione della giornata dell’Epifania, previsto un ulteriore regalo: per favorire la presenza di famiglie con bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Possibile ammirare collezioni permanenti ed esposizioni del MANN durante tutte le giornate festive: aperture straordinarie il 31 dicembre (ore 9-14) ed il 1° gennaio (ore 14-19.30), consueti orari (ore 9-19.30) nelle altre date.

Il 5 gennaio, per l’iniziativa ministeriale #Domenicalmuseo, l’ingresso sarà gratuito.

Sino al 12 gennaio, inoltre, sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro). 


I reperti di Ercolano in mostra a Napoli per "Thalassa"

L’antica Ercolano, distrutta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C., era sicuramente una città sul e di mare, lo dimostrano l’esplorazione archeologica approfondita nel settore delle Terme Suburbane, che ha messo in luce la sabbia vulcanica dell’antica spiaggia, dando prova in modo incontrovertibile della posizione del litorale davanti all’area urbana, oltre alle molte testimonianze materiali legate alle attività marinaresche rinvenute nel corso degli anni nel sito archeologico.

Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa alla mostra “Thalassa meraviglie sommerse dal Mediterraneo” con un contributo che aiuta a conoscere da vicino la vita di quanti al mere erano legati per professione o per soddisfare bisogni primari. Questo contributo si inserisce in un percorso espositivo al Museo Archeologico di Napoli con circa quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali (tra queste, il Museo Archeologico di Atene, che presta circa trenta opere provenienti dal famoso relitto di Antikythera, prima imbarcazione scoperta nel Mediterraneo proprio agli albori del Novecento) per tracciare la natura polisemantica di un Mare nostrum che, già nell’antichità, aveva un profondo valore simbolico, culturale ed economico

E dal Parco Archeologico di Ercolano, in esposizione a Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneoin programma sino al 9 marzo 2020, reperti di rara fattura, esclusivi esempi del mondo antico, legati alla vocazione marinaresca dell’antica città: un timone, un fasciame con corde arrotolate e cuoio sul quale si distinguono punti di cucitura, ami da pesca, pesi da rete in piombo, galleggianti provenienti dall’area degli scavi nuovi della Villa dei Papiri e dell’antica spiaggia.

La vicinanza e la connessione al mare è un forte elemento caratterizzante dell’antica Ercolano, tanto che i reperti rinvenuti nel tempo sono stati esposti in un luogo dedicato: il Padiglione della barca, dove i visitatori possono ammirare anche lo scafo di una barca della lunghezza di 10 m. e una larghezza di 2,20 m circa; si trattava probabilmente di un grosso gozzo marinaro. Prevedeva la presenza di tre scalmi per lato e poteva quindi essere mossa da tre coppie di remi, si ipotizza quindi che possa esser una lancia militare con un equipaggio di tre rematori per lato e un timoniere forse utilizzata per portare soccorsi alla popolazione al momento dell’eruzione del 79 d.C.. Straordinariamente ben conservata è la zona di poppa, dove è stata ritrovata la forcella d’appoggio per il timone, che era del tipo a remo esterno ed era bloccato alla forcella da una corda, anch’essa rinvenuta durante lo scavo.

Nel Padiglione, accanto alla barca, alcune vetrine espongono preziosi oggetti in legno e altri materiali deperibili – conservatisi grazie alle particolari condizioni del seppellimento di Ercolano – che rivelano quanto fosse stretto il rapporto della città con il mare.

Il Padiglione della barca è visitabile negli orari di apertura del Parco Archeologico ed è accessibile con lo stesso biglietto di inresso al sito.

"Prosegue  la mobilitazione dei reperti del Parco, testimoni itineranti del nostro passato - dichiara il Direttore Francesco Sirano - e mi piace sottolineare la rarità e quasi unicità per esempio del timone che verrà esposto, oltre che del rotolo di corda e resti di un telone in cuoio, nel quale si possono distinguere i punti di cucitura, evidentemente utilizzato per proteggere le barche o le attrezzature. Ercolano racconta un mare quotidiano, la vita sull’incantevole Golfo di Napoli, ma almeno parte dei cittadini dovevano svolgere attività marinare più complesse come indica in uno dei due templi del santuario affacciato proprio sulla spiaggia il culto della dea Venere come protettrice della navigazione.  Ercolano conferma dunque la sua funzione di trasmissione di fondamentali dati storico archeologici ma anche di  valori umani, i materiali legati al mare sono in tal senso messaggeri di un passato di uomini e donne che li hanno maneggiati ed utilizzati, la natura, la cura nella ricerca e nella conservazione hanno poi fatto il resto, con le vicende accadute che ne hanno determianto l’eccezionale stato di preservazione ".


"Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo" dal 5 dicembre al MANN

Thalassa non è solo una mostra sul Mediterraneo antico ma è, soprattutto, un esempio di metodo. Al centro del nostro lavoro  ci sono la ricerca scientifica, il sostegno tra enti statali e territoriali, l'apporto delle Università, le professionalità dei giovani archeologi, le azioni innovative di aziende tecnologiche private. Le costellazioni del cosmo celeste dell'Atlante Farnese, simbolo della mostra, non sono dunque solo un riferimento alle rotte nel mondo antico ma, per noi, equivalgono ad una guida verso un nuovo corso. Nelle molte sezioni troverete  temi legati al Mediterraneo antico, nelle quali dialogano reperti archeologici riemersi dalle acque, tecnologia, ricostruzioni: dai tesori al commercio, dal mito all'economia, dalla vita di bordo alle ville d'otium fino ai rinvenimenti nelle acque profonde il visitatore potrà avere un quadro aggiornato dello stato dell'arte dell'archeologia subacquea del Meridione. Vi saranno naturalmente anche  le nuove scoperte provenienti dall'area portuale di Neapolis. Thalassa disegna, nel complesso, rotte culturali tra tanti siti campani, del Meridione  e di altri paesi mediterranei. Si tratta di una connessione storica che però deve rafforzare l'idea che il Mare Nostrum sia un ponte e non una separazione. In questo senso vanno intese anche le mostre collaterali, che ci parlano di migranti napoletani e Ischitani fra fine Ottocento e primi del Novecento”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, che sarà presente alla cerimonia di apertura della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ed inaugurerà, domattina alle ore 10, lo stand del MANN.

Thalassa. Nereide su pistrice da Villa del pauslypon, età augustea, MANN

Molteplici, dunque, i filoni tematici che saranno approfonditi dalla mostra “Thalassa”: se un focus ad hoc sarà dedicato all’archeologia subacquea, dagli albori degli studi negli anni Cinquanta del Novecento (tra i primi ritrovamenti, le statue del porto di Baia, le migliaia di lucerne dal porto di Pozzuoli, l’elmo dal relitto di Albenga) alla sperimentazione tecnologica del terzo millennio (grazie a robot e strumentazioni raffinate, è possibile oggi conoscere la ricchezza degli abissi del Tirreno), l’esposizione si connoterà come una vera e propria enciclopedia, per immagini, della vita e della cultura antica dedicata al mare.

Indispensabile, per delineare questa summa di significati, l’analisi dei carichi delle imbarcazioni che sono affondate in epoca antica: in “Thalassa”, sarà possibile ammirare raffinati gioielli in oro, pregiate coppe di vetro, parti di statue bronzee ed oggetti della vita di bordo del relitto di Antykithera, così come sezioni di nave ed anfore vinarie del relitto rinvenuto nel 1990 a largo di Punta Licosa.

Thalassa. Cratere a figure rosse. seconda metà V sec. a. C., MANN

Il mare era, dunque, la via per eccellenza dei commerci, la sconfinata distesa d’acqua che veniva solcata da costa a costa o con traversate più lunghe: a questa dimensione sarà legata la presenza, nel percorso di visita, di utensili per la preparazione e conservazione del cibo, anfore per il trasporto di olio, vino e garum, così come di lingotti di piombo che, dalla penisola iberica, raggiungevano Roma, testimoniando la ricchezza dei più importanti mercati delle province romane; eccezionale l’esposizione di lingotti in oricalco, prezioso materiale citato da Platone nei racconti su Atlantide.

Eppure il Mediterraneo era, per gli antichi, non soltanto trait d’union, reale e simbolico, tra popolazioni diverse (testimoniano una suggestiva prassi di contaminazione culturale l’applique d’oro del sito protostorico di Vivara, le coppette del II millennio a.C. provenienti dal relitto di Lipari, la dea Lakshmi in avorio proveniente da Pompei), ma base per il sostentamento delle comunità locali: nella sezione dedicata a “Il mare e le sue risorse”, saranno esposti strumenti provenienti da Pompei, Ercolano e dalle acque di Pantelleria, utilizzati per pesca di cetacei, tonno e corallo; su un’anfora saranno leggibili addirittura resti di pesce, forse garum.

Naturalmente, iMare Nostrum sarà anche raccontato attraverso i luoghi dell’otium, grazie alle sculture ritrovate sui fondali della Grotta Azzurra, ninfeo di età romana, così come ai raffinati affreschi provenienti da Pompei, Ercolano e Stabiae.

Eppure la mostra “Thalassa” andrà oltre la matrice archeologica, per promuovere un messaggio dall’alto valore culturale e didattico, ben incardinato nella programmazione culturale dell’Archeologico, come sottolinea il Direttore Paolo Giulierini: “Il mare è anche avventura, fascino dell'esotico, crocevia di culture: per questo 'Verso thalassa' abbiamo ospitato  la mostra su Corto Maltese nel quadro del progetto Obvia e questo spiega il calendario di eventi che accompagnerà i giorni iniziali dell' esposizione. Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel percorso si succedono le fasi antiche e quelle future del Mediterraneo mentre, praticamente a fianco, la mostra -Capire il cambiamento climatico-, realizzata con il National Geographic, ci parla di quanto le plastiche e le altre forme di inquinamento insidino le nostre acque".

Il progetto espositivo di “Thalassa” è nato nel più ampio framework di collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana: questa rete di ricerca è stata resa possibile dall’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019.

“Teichos. Servizi e tecnologie per l’archeologia”, ancora, ha promosso l’esposizione, che è stata realizzata anche in sinergia con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia).