Centuripe mostra Segni

Centuripe: inaugurato il primo centro espositivo con la mostra Segni

Inaugurato il primo centro espositivo di Centuripe con la mostra SEGNI. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del '900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe

Centuripe 

Centro Espositivo “L’Antiquarium” – Riparo Cassataro

4 luglio – 17 ottobre 2021

A Centuripe, cittadina a metà strada tra Enna e Catania, sabato 3 luglio 2021, è stato  inaugurato, con la presenza dell’Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità Siciliana Alberto Samonà, il primo centro espositivo con la mostra SEGNI. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del '900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe, a cura di Simona Bartolena, che illustra la straordinaria produzione grafica dei più importanti artisti del Novecento europeo.

Centuripe mostra SegniCenturipe, dall’incredibile pianta a forma di stella, è arroccata su un sistema montuoso che si affaccia di fronte all’imponente mole dell'Etna. Il progetto del nuovo centro espositivo ha l’ambizione di diventare uno dei fiori all’occhiello della nuova politica culturale del paese, un luogo di produzione artistica per le prossime generazione, cosa inimmaginabile fino ad oggi. Lo spazio, storicamente uno dei più interessanti del territorio, è nel chiostro di un ex convento agostiniano, costruito nel Cinquecento, che nel corso dei secoli ha cambiato destinazione ed è stato anche, fino al 2000, sede dell’Antiquarium comunale.

“Sono molto orgoglioso - sostiene il Sindaco Salvatore La Spina - non solo per aver dotato il paese di un centro espositivo comunale ma anche per aver inaugurato lo spazio con una mostra che permette da un lato di poter ammirare le opere grafiche dei più importanti artisti moderni ma anche di valorizzare il nostro territorio. Un progetto che mette in rete tanti attori da ogni parte d’Italia con i nostri giovani di Centuripe, ed è stato reso possibile grazie al supporto di tante aziende del nostro territorio che hanno creduto in noi.  Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una vera rinascita”.

L’idea di questa esposizione nasce non solo per inserire Centuripe nel circuito dei grandi centri espositivi siciliani, ma anche con l’idea di valorizzare il patrimonio culturale ereditato. La mostra ha come obiettivo quello di mettere in relazione i maestri del ‘900 con le importanti testimonianze storiche ed antropologiche del territorio, in particolare con il sito archeologico Riparo Cassataro, fino ad ora sconosciuto, che viene mostrato per la prima volta al mondo, e che custodisce le uniche testimonianze in Sicilia sud-orientale di pitture rupestri preistoriche, fonte di ispirazione per molti artisti presenti alla mostra.

Le opere esposte, 82 opere tutte originali (alcune molto rare, quando non uniche), propongono un percorso nell’opera dei Peintres-graveures (pittori-incisori) dalla fine dall’Ottocento al secondo dopoguerra, con l’intenzione di sottolineare il ruolo delle tecniche di stampa nell’evoluzione dei linguaggi, degli stili e delle modalità espressive dei movimenti avanguardistici europei del secolo scorso e dei loro esponenti. È una sorta di “riassunto” della storia dell’arte del primo Novecento europeo che inizia simbolicamente alla fine dell’Ottocento, con l’opera di personaggi chiave per gli sviluppi dell’arte nei decenni successivi – su tutti Paul Cézanne e Toulouse-Lautrec – per proseguire poi tra i vari movimenti d’avanguardia e i loro principali interpreti: da Picasso Matisse, da Pechstein a Dix, da Kandinskij a Klee, da Miró a Giacometti, da Hartung a Dubuffet, da Vedova a Fontana. Una panoramica esaustiva della scena artistica europea di questo periodo storico, che testimonia, attraverso i fogli di alcuni autori del tempo, l’importanza della stampa d’arte come mezzo espressivo autonomo, uno strumento prezioso nella loro ricerca a cui affidare le sperimentazioni tecniche più ardite e importanti passaggi stilistici.

Gli artisti selezionati per la mostra non considerano la stampa come un semplice mezzo di riproduzione e diffusione di un’immagine ma come un’opera d’arte tout-court. Esiste una definizione, coniata da Ambroise Vollard, che ben identifica gli artisti del XX secolo che hanno prodotto stampe di invenzione e non di riproduzione: Peintres-graveures. E proprio di questo si tratta, di artisti che usano le tecniche di stampa con la medesima mentalità e la medesima intenzione con cui usano il pennello, la tavolozza, i colori a olio. La questione di “proseguire la ricerca oltre alla pittura” è un tema molto sentito dagli artisti che hanno frequentato le tecniche a stampa. Per Picasso, Rouault, Miró, Morandi o il gruppo degli artisti di Die Brücke, per citare solo i primi casi che vengono in mente, la realizzazione di opere a stampa costituisce un momento importante di sperimentazione creativa.

“In Italia, purtroppo, la stampa d’artista è ancora poco considerata dal grande pubblico” sottolinea la curatrice Simona Bartolena. “Vittima di pregiudizi senza fondamento, l’opera grafica è poco raccontata. Le collezioni di molti musei internazionali, ad esempio quella del Moma di New York, vantano una sezione di opere a stampa di migliaia di esemplari, in dialogo con la pittura, la scultura, la fotografia, l’editoria e il design. Questa esposizione offre una straordinaria opportunità di seguire l’esempio internazionale e considerare l’opera grafica come una parte importante, talvolta fondamentale, della ricerca dei maestri del Novecento. La preferenza di una tecnica sulle altre, la scelta di un metodo di stampa, l’approccio stesso alla matrice da incidere e alla carta da imprimere rivelano sfumature interessantissime della ricerca di un artista o del linguaggio di un movimento, offrendo un punto di vista diverso da quello, più noto, della pittura e della scultura. La mostra è quindi uno splendido “viaggio” nella storia dell’arte del Novecento attraverso i suoi protagonisti, ma anche un’occasione per scoprire le tecniche e i processi di stampa e le loro peculiarità. Curarla è stato entusiasmante. Spero lo sarò anche visitarla!”.

Per Centuripe, SEGNI acquisisce, inoltre, un significato speciale, offrendo un ulteriore spunto di riflessione. I massimi protagonisti delle Avanguardie storiche di inizio Novecento si sono ispirati all’arte africana e primitiva, dando vita al fenomeno del cosiddetto Primitivismo. Le pitture rupestri preistoriche del Riparo Cassataro, eccezionale sito scoperto nel 1976, creano un inedito confronto con alcune delle opere esposte, su tutte il celebre Toro di Picasso. La relazione strettissima tra la ricerca di un nuovo codice estetico e i linguaggi primigeni di civiltà diverse e distanti nello spazio e nel tempo, emerge con chiarezza, suggerendo nuovi percorsi di lettura e motivi di approfondimento.

All’interno del Riparo Cassataro, anfratto roccioso costituito dall’accatastamento di enormi blocchi di arenaria, si individuano due serie di pitture: una più evidente in ocra rossa e l’altra più sbiadita di colorazione nera. Quest’ultima, più visibile in foto all'infrarosso, rappresenta un bue con lunghe corna e una figura antropomorfa che abbraccia un tamburello ed è ritenuta la più antica, databile al neolitico sia per lo stile sia per i ritrovamenti ceramici nei pressi della rocca.

La scena in ocra rossa sembrerebbe appartenere a un periodo più tardo, con buona probabilità all’età del bronzo. Si individuano una serie di figure antropomorfe, da sinistra verso destra, con un grado di semplificazione e astrazione crescente. Le figure prima provviste di arti vengono poi semplicemente raffigurate come dei quadrati smussati muniti di testa all'interno. La curiosa forma sembra dovuta ad una stilizzazione di persone oranti o in festa con le braccia alzate. Le figure antropomorfe si distribuiscono attorno ad un grande disegno centrale che ne costituisce il fulcro, molto complesso che al momento non ha fornito elementi chiari di decifrazione. Potrebbe rappresentare una grande costruzione, forse una capanna/sacello oppure una figura importante come una divinità o una persona di rilievo della comunità. Il disegno ha alcuni tratti in comune con le figure stilizzate antropomorfe ma presenta una maggiore ricchezza e complessità dovuta anche ad una struttura a reticolo che potrebbe rappresentare le maglie di una veste.

Nel riparo si distingue una parte del basamento dove è evidente una numerosa serie di coppelle scavate di probabile utilizzo cultuale. Il Riparo Cassataro, custodito all’interno di una proprietà privata, sarà eccezionalmente visibile per la prima volta durante l’intera durata della mostra, previa prenotazione.

La mostra, patrocinata dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana, dall’Assessorato regionale turismo Regione Sicilia e dal Comune di Centuripe, nasce da un progetto di Enrico Sesana, è prodotta da Vidi Cultural srl ed è realizzata grazie al contributo dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) e dell’Assessorato regionale turismo Regione Sicilia. Si ringraziano per la sponsorizzazione LuxEsco e Barbera International,  per il supporto Verzì Caffè e il Consorzio Utenza Acqua “Aragona”, e Crimi per l’edilizia per il supporto tecnico. Si ringrazia infine l’Istituto Alberghiero “Don Pino Puglisi” per il servizio di catering.

 

Testo, immagini e video dall'Ufficio Stampa della mostra.


Apre la mostra "Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière" alla Villa Reale di Monza

Da oggi alla Villa Reale di Monza

Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière
10 aprile – 29 settembre 2019

Le prestigiose sale della Villa Reale di Monza, dal 10 aprile al 29 settembre 2019, ospitano 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene per celebrare il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle Époque: Henri De Toulouse-Lautrec (1864-1901).

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril (Before Letters), 1893. Color Lithography, 124x91,5 cm. © Herakleidon Museum, Athens Greece

Parigi, fine Ottocento: la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. É questo l’accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un’epoca rimanendo ben impressi nell’immaginario collettivo.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne, riportando i visitatorai indietro nel tempo.

Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

Curata da Stefano Zuffi e con il patrocinio del Comune di Monza, la mostra Toulouse- Lautrec. La Ville Lumière è prodotta e organizzata da Arthemisia con Nuova Villa Reale di Monza, in collaborazione con l’Herakleidon Museum di AteneL’evento è consigliato da Sky Arte. Il catalogo è edito da Arthemisia Books.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec, Yvette Guilbert, 1893. Watercolor, 23x12,6 cm. © Herakleidon Museum, Athens Greece

La Villa Reale di Monza

Villa Reale di Monza aperta al pubblico da cinque anni, dopo 25 mesi di un attento e impegnativo restauro che ha rilevato uno stato generale di grande degrado che nascondeva un tesoro di straordinaria bellezza, ha attirato un grande numero di visitatori, per la sua storia, ma anche per le mostre proposte.

Una meravigliosa e unica cornice in cui immergersi, ricca di fascino e storia, che racconta, in ogni suo elemento decorativo, letteratura, musica, arte, architettura e tanto altro. Dal genio del Piermarini che l’ha progettata, dalla lungimiranza di Maria Teresa D’Austria che l’ha commissionata, alla sapienza della regina Margherita che l’ha amata, arricchita e modernizzata, fino a tutti noi oggi, che la sosteniamo, ammiriamo, amiamo, facciamo conoscere e che ascoltiamo ciò che ha sempre avuto da dire: la Villa Reale di Monza è un bene da vivere.

Henri de Toulouse-Lautrec, Eldorado, A. Bruant dans son Cabaret, 1892. Color Lithography, 138x96 cm. © Herakleidon Museum, Athens Greece

LA MOSTRA

L’itinerario dell’esposizione, dopo alcune dense introduzioni sul personaggio e sulla sua epoca, è scandito in 11 sezioni tematiche, sempre in rapporto con i grandi cambiamenti storici, tecnologici, sociali e architettonici di Parigi alla fine del XIX secolo, al tempo scintillante della Belle Époque.

  • Lo studio dell’incisione e la tecnica della litografia

2 I protagonisti delle notti parigine: Jane Avril

3 I protagonisti delle notti parigine: Aristide Bruant

4 I protagonisti delle notti parigine: Yvette Guilbert

5 I disegni dall’adolescenza alla maturità

6 Le riviste satiriche

7 Il Moulin Rouge e gli spettacoli parigini

8 Cavalli e cavalieri

9 Libri e collaborazioni editoriali

10 La Revue Blanche

11 Toulouse e le donne

Prima sezione – Lo studio dell’incisione e la tecnica della litografia

La prima sezione introduce il visitatore alla massima passione artistica di Toulouse-Lautrec: l’incisione, e più esattamente la litografia. Attraverso una serie eccezionale di opere e di oggetti (disegno preliminare, pietra litografica, prima stampa senza scritte, versione definitiva) è possibile seguire il processo creativo che porta alla realizzazione di una celebre incisione, destinata a fare da copertina a uno spartito: il protagonista dell’immagine è l’autore della musica, Desiré Dihau, suonatore di fagotto nell’orchestra dell’Opéra e parente di Toulouse-Lautrec. Lo vediamo impegnato in un assolo di fagotto nella litografia Pour Toi!... (1893).

Seguono le tre sezioni dedicate alle Notti parigine, con la sequenza delle sale dedicate a singoli indiscussi protagonisti delle più famose scene francesi di fine Ottocento: Jane Avril, Aristide Bruant e Yvette Guilbert.

Uno degli aspetti maggiormente conosciuti della produzione di Toulouse-Lautrec è la pubblicità realizzata per i locali notturni: con un’innovativa intuizione promozionale, Henri decide di mettere in evidenza i nomi degli artisti che si esibiscono sul palcoscenico, fissando in modo formidabile i tipi e i personaggi. É, in fondo, il vero inventore dello star-system.

Toulouse-Lautrec intreccia relazioni amichevoli con la celebre stella del cabaret parigino Jane Avril (1868-1943), al punto da farsi immortalare in una celebre, ironica fotografia in cui indossa i vestiti della cantante. Toulouse- Lautrec la raffigura come una sofisticata mentre frequenta un caffè-concerto sul manifesto Divan Japonais (1893), ma anche scatenata nel can-can insieme ad altre ballerine in La compagnia di Mademoiselle Eglantine (1896).

Uno dei massimi estimatori dei manifesti di Toulouse-Lautrec è il cantautore e cabarettista Aristide Bruant (1851- 1925): Henri definisce la figura del cantante attraverso una serie di stampe e di litografie, tra cui Aristide Bruant nel suo cabaret (1893), dove lo rappresenta con il suo mantello voluminoso, cappello a larga tesa e una sciarpa rossa intorno al collo. La modernità delle rappresentazioni stilizzate, strutturate in superfici di colore omogenee gli procura una immediata e inaspettata celebrità. Indimenticabile è la figura di Yvette Guilbert (1868-1944), soprannominata la Diseuse (la fine dicitrice): in scena il suo segno distintivo erano lunghi guanti neri fino al gomito. Affascinato dalla personalità dell’attrice e cantante, Toulouse-Lautrec le dedica un album di litografie, integralmente presente in mostra, oltre a vari disegni e incisioni (Album Yvette Guilbert, 1894). Nella sala viene riprodotta una rarissima incisione di una canzone intonata dalla Guilbert (“A l’hotel du numero trois”).

Quinta sezione – I disegni dall’adolescenza alla maturità

Nel cuore del percorso, la mostra presenta una serie di disegni a matita e a penna, di travolgente freschezza e mordente incisività.

Davvero per tutta la vita Toulouse-Lautrec ha trovato nel disegno un mezzo di espressione immediato, insostituibile. La matita è la compagna fedele nella lunga obbligata immobilità durante le convalescenze dopo le fratture; il modo per vincere la noia delle stazioni termali; la piccola condanna negli esercizi

obbligati durante la fase di formazione accademica; lo strumento per vedere e interpretare il mondo; la divertente complice nel fissare la chiave per evadere dalla clinica per malattie mentali in cui resta chiuso per circa tre mesi, quasi identificandosi con l’analogo destino toccato all’amico Van Gogh.

I disegni sono soprattutto schizzi di personaggi: volti, atteggiamenti, silhouettes, caricature. In mostra anche il ritratto del padre, conte Adolphe de Toulouse-Lautrec, e l’arguto foglio in cui il pittore si rappresenta impietosamente nudo (Toulouse-Lautrec Nu, 1894).

Sesta sezione – Le riviste satiriche

Un aspetto importante dell’arte di Toulouse-Lautrec è la collaborazione editoriale. La rapida diffusione delle riviste illustrate è un segno di come i parigini della Belle Époque avessero sempre più tempo libero da dedicare alla lettura. I " journaux humoristiques ", di cui Le Rire è stato probabilmente il maggior successo, puntano sulla satira politica, sulla corruzione e gli scandali militari, insieme al gossip sui personaggi più in vista, fra cui i protagonisti delle serate e parigine.

Nel 1893 Toulouse Lautrec pubblica alcune vignette sul settimanale L’Escaramouche (la scaramuccia), che ha come redattore Georges Darien, di tendenze anarchiche. Compaiono soggetti teatrali, fra cui la scena della tragedia che ha come protagonista Sarah Bernhardt, ma anche immagini di satira policia e sociale. In una, dall’esplicita didascalia “Un rozzo! Un autentico rozzo!” compare il padre di Toulouse Lautrec, il conte Alphonse, che trangugia avidamente e volgarmente un panino. Le Rire (Risate) viene fondata da Felix Juven nell’ottobre del 1894. La rivista prevedeva acqueforti a colori su entrambe le copertine e nel paginone centrale.

Settima sezione – Il Moulin Rouge e gli spettacoli parigini

Una sezione sul mondo degli spettacoli, dal Moulin Rouge all’Opéra, dedicata al variegato mondo dell’intrattenimento di fine Ottocento, dalle scene popolari del cabaret fino alle rappresentazioni più impegnative di tragedie greche o di concerti all’Opéra. Diceva Toulouse-Lautrec: “Non importa quale sia lo spettacolo. A teatro sto sempre bene!”, e le opere dedicate al mondo delle rappresentazioni sono sempre affascinanti, trasmettono gioia e piacere. Nelle sue scene teatrali Lautrec riesce a rendere l’intensità dei drammi e delle commedie con movimenti efficaci ed energici contrasti di luci e ombre che traggono ispirazione sia dalle xilografie giapponesi sia dai palchi teatrali di Daumier. Fra le opere in mostra, la serie di argute litografie nel 1893 per la raccolta Le café- concert.

Ottava sezioneCavalli e cavalieri

L’amico editore Thadée Natanson ricorda: “Henri amava gli animali meno delle donne ma più degli uomini. Andava pazzo per i cavalli e non si era mai consolato di non poterli montare”. Cresciuto nell’ambiente dell’alta aristocrazia di provincia, Toulouse-Lautrec ha una grande passione per i cavalli. Il padre del pittore, il conte Alphonse, era un provetto cavallerizzo, fautore della vita all’aria aperta affidata a lunghe passeggiate a cavallo e battute di caccia con il falcone. Alcuni disegni di questa sezione risalgono agli anni dell’adolescenza, e dimostrano la straordinaria precocità dell’artista.

Diversi anni dopo, nella primavera del 1899, il pittore era stato ricoverato in una clinica per malattie mentali per disintossicarsi dall’alcol e liberarsi dai pesanti attacchi di delirio. Per ottenere la dimissione dalla casa di cura, Toulouse-Lautrec realizza numerosi disegni, spesso dedicati ai prediletti cavalli. La litografia Il fantino (1899) è tratta da uno di questi lavori.

Merita di essere segnalato infine il “ritratto” de The pony Philibert (1898). Negli ultimi due anni di vita le condizioni fisiche di Toulouse-Lautrec declinano penosamente e il pittore ha sempre maggiori difficoltà nel muoversi. Per spostarsi nelle vie di Parigi utilizza un calessino, tirato dal paziente Philibert, l’ultimo dei numerosi cavalli conosciuti da Toulouse-Lautrec a partire dalla sua prima infanzia.

Nona sezione – Libri e collaborazioni editoriali

Dopo aver trascorso la notte facendo il giro dei caffè e cabaret di Montmartre, Toulouse-Lautrec si metteva al lavoro con insospettabile energia e lucidità, in grado di gestire parecchi incarichi contemporaneamente. Merito in parte della prodigiosa velocità inventiva e realizzativa, ma anche della passione per le tecniche della riproduzione a stampa, di cui seguiva tutte le fasi. Per queste ragioni, oltre che per i manifesti pubblicitari, il talento di Toulouse Lautrec è molto richiesto in campo editoriale, nelle riviste umoristiche a grande diffusione ma anche libri di pregio e copertine per spartiti musicali. Un particolare impegno editoriale coinvolge Toulouse Lautrec per le illustrazioni di Au Pied du Sinaï una

raccolta di racconti che descrive – a volte con umor nero – la vita nelle comunità ebraiche di vari paesi europei del giornalista. L’autore è Georges Clemenceau, futuro presidente della Repubblica francese. Nel 1897 Toulouse-Lautrec realizzò le litografie per la copertina e le illustrazioni del libro. L’edizione di lusso conteneva dieci litografie, ciascuna stampata quattro volte su carta diversa, e quattro litografie supplementari che erano state rifiutate per l’edizione corrente.

Decima sezione – La Revue Blanche

Questa parte della mostra è dedicata alle frequentazioni intellettuali di Toulouse-Lautrec: il rapporto con poeti, editori, facoltosi mecenati è in un certo senso l’altra faccia dell’artista bohemien, perso nei bicchieri di assenzio delle notti parigine. Nell’ufficio e nelle abitazioni dei direttori della Revue Blanche si svolge gran parte della vita sociale parigina e qui Toulouse-Lautrec stringe diverse amicizie con scrittori e intellettuali e nel 1895 disegna un manifesto per la rivista (La Revue Blanche, 1895), in cui compare l’affascinante Misia Natanson, moglie dell’editore.

Undicesima sezione – Toulouse e le donne

Sotto l’occhio ironico di Toulouse- Lautrec scorre la vita parigina fin du siécle: balli, spettacoli, svaghi serali, luci, teatri, risate e applausi grazie a cabarettisti, ballerine e chansonniers. Ma questa è solo una parte della produzione del pittore: forse ancor più intense e personali sono i ritratti di donne sole, silenziose, osservate senza la minima intenzione caricaturale o di vignetta cronachistica; attimi di riflessione, nubi che corrono sull’anima, ombre fuggevoli che passano sul viso.

La mostra si chiude con le delicate opere dedicate a questo tema. Nessun artista, prima Toulouse-Lautrec, aveva saputo cogliere le passioni represse, la solitudine, il desiderio di una vita migliore che si nasconde sotto la sensualità forzata e la seduzione “professionale” di cantanti, attrici o prostitute, osservate senza ironia o moralismi. Come avviene nella letteratura francese contemporanea (dai romanzi di Flaubert alle novelle di Maupassant), soggetti e personaggi solitamente considerati scandalosi o immorali, sono riscattati dall’arte. A Toulouse- Lautrec piace l’ambiente frivolo dei bordelli e tra il 1892 e il 1895 trascorre intere settimane nelle maison closes vicine all’Opéra e alla Borsa di Parigi. Qui osserva le ragazze per ore, mentre riposano, giocano a carte o si truccano: soprattutto, in loro compagnia non deve vergognarsi del suo aspetto. La disinibita spontaneità di queste donne le rende ai suoi occhi le modelle ideali.

Il ciclo più completo è costituito dalle litografie a colori dell’album Elles (“Loro”) del 1896 capolavori della incisione francese del tardo Ottocento: in mostra il frontespizio e la meravigliosa litografia Donna alla tinozza.

Tra le immagini femminili evocate da Toulouse- Lautrec, affiora infine anche il sogno di un amore impossibile, la misteriosa signora incontrata in un viaggio per nave ed evocata con grande delicatezza nella litografia intitolata La passeggera della cabina 54 (1896).

Villa Reale di Monza

Viale Brianza, 1 – Monza

Orari

dal martedì alla domenica 10.00 - 19.00 lunedì chiuso

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti

Intero € 12,00

Ridotto € 10,00

Ridotto Speciale € 5,00

Info e Prenotazioni

T. 039 2240024

Biglietteria online

www.vivaticket.it

Sito

www.villarealedimonza.it

Herakleidon Museum, Athens, Greece

www.herakleidon-art.gr

PAN Art Connections Inc.

www.pan-art-connections.com

SCHEDA TECNICA

Titolo

Orari apertura

Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière

dal martedì alla domenica 10.00 > 19.00

Sede

lunedì chiuso

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Villa Reale di Monza

Aperture straordinarie

Viale Brianza, 1 - Monza

Date al pubblico

Domenica 21 aprile 10.00 > 19.00

Lunedì 22 aprile 10.00 > 19.00

10 aprile 2019 – 29 settembre 2019

Giovedì 25 aprile 10.00 > 19.00

Con il patrocinio del

Mercoledì 1 maggio 10.00 > 19.00

Domenica 2 giugno 10.00 > 19.00

Comune di Monza

(la biglietteria chiude un'ora prima)

Prodotta e organizzata da

Biglietti

Arthemisia

Appartamenti Privati Secondo Piano Nobile +

con

Mostra

Intero 12,00

Nuova Villa Reale Monza

In collaborazione con

Ridotto 10,00 (gruppi di almeno 15 persone,

insegnanti, under 25, tesserati FAI, ACI, ARCI,

Herakleidon Museum, Atene, Grecia

TOURING CLUB, dipendenti Comune di Monza,

Media coverage by

Dipendenti BNL, Associati Confindustria Monza

e Brianza)

Sky Arte

Ridotto speciale 5,00 bambini dai 6 ai 17

Mostra a cura di

anni compiuti

Stefano Zuffi

Ridotto Gruppi 10,00 (gruppi di min 15 pax)

Progetto di allestimento

Ridotto Scuole 5,00

Corrado Anselmi con Andrea Damiano

Omaggio

Immagine coordinata

Bambini minori di 6 anni;

disabili e invalidi riconosciuti dalla legge con un

e grafica di mostra

accompagnatore;

Angela Scatigna

2 insegnanti per scolaresca;

con Doretta Rinaldi

giornalisti con tesserino;

Catalogo

guide turistiche regolarmente autorizzate

all’esercizio della professione;

Arthemisia Books

tesserati ICOM;

Audioguide

tesserati Abbonamento Musei Lombardia;

Possessori coupon invito e Arthemisia Vip

Orpheo Group

Card

Cumulativo (Appartamenti Reali + Appartamenti Privati Secondo Piano Nobile + Mostra

Intero 19,00

Ridotto 16,00 (gruppi di almeno 15 persone, insegnanti, under 25, tesserati FAI, ACI, ARCI, TOURING CLUB, dipendenti Comune di Monza, Dipendenti BNL, Associati Confindustria Monza e Brianza, Trenord

Ridotto speciale 6,00 bambini dai 6 ai 17 anni compiuti

Ridotto Gruppi 16,00 (gruppi di min 15 pax) Ridotto Scuole 6,00

Omaggio

Bambini minori di 6 anni;

disabili e invalidi riconosciuti dalla legge con un accompagnatore;

2 insegnanti per scolaresca; giornalisti con tesserino;

guide turistiche regolarmente autorizzate all’esercizio della professione; tesserati ICOM;

tesserati Abbonamento Musei Lombardia; Possessori coupon invito e Arthemisia Vip Card

Audioguida

Per adulti e ragazzi € 1,00 (italiano e inglese)

Diritti di Prenotazione e Prevendita Singoli € 1,50

Gruppi € 1,50 per persona Scuole € 1,50 per studente

Visite guidate

(tariffa biglietto escluso, prenotazione obbligatoria)

  • 70,00 (max 25 persone) visita solo mostra per adulti in italiano

  • 100,00 (max 25 persone) visita solo mostra per adulti in lingua straniera

Visite guidate Scuole

(tariffa biglietto escluso, prenotazione obbligatoria)

  • 60,00 (max 25 alunni)

  • 70,00 visita guidata + laboratorio didattico mostra (max 25 alunni)

Informazioni e prenotazioni T. 039 2240024* [email protected]

*Attivo lunedì – venerdì ore 9-18. Sabato ore 9-13. Non attivo domenica e festivi

Sito

www.villarealedimonza.it

Hashtag ufficiale

#MostraToulouse

Henri de Toulouse, visconte di Lautrec, barone di Montfa, barone di Labruguière, barone di Ferrats, barone di Puy-Saint-Pierre, barone di Castayrac, signoredella Roquette: ultima fronda di un albero genealogico che affonda nel Medioevo cavalleresco.

Cresciuto in un castello con un padre appassionato di cavalli e di caccia col falcone, Henri pareva destinato a una vita aristocratica, fatta di passatempi sofisticati e lunghi intervalli di noia. Una forma di nanismo, aggravata da rovinose fratture alle gambe, indirizza invece l’esistenza di Toulouse-Lautrec verso una prospettiva del tutto diversa.

Per ingannare l’immobilità e la noia durante le monotone e dolorose convalescenze, l’adolescente Henri si esercita con il disegno, mostrando un talento eccezionale. Prende avvio una carriera che all’inizio sembra seguire tappe quasi convenzionali: il trasferimento a Parigi, la vita a Montmartre, la diligente formazione presso pittori accademici, il rapporto con gruppi di artisti già consolidati.

Ben presto però il percorso deraglia e diventa del tutto autonomo. Con le sue gambe corte e storte, Henri attraversa la notte di Parigi fra alcol e donne, fra serate in costume e autocaricature, fra coraggiose scelte di soggetti scabrosi e innovative ricerche espressive, di cui è uno straordinario precursore: la litografia a colori, il manifesto pubblicitario, la grafica promozionale, le vignette satiriche, le illustrazioni per i giornali.

Lontanissimo dalla solarità degli impressionisti, il suo è un mondo illuminato dalla cruda luce elettrica e dai fari della ribalta: ci appare sempre equivoco nei colori troppi accesi, nel trucco pesante, nelle grazie esibite, nei gesti eccessivi; eppure intensamente umano, capace di offrire, nonostante tutto, l’emozione pura della bellezza, i sentimenti sotto il cerone, il desiderio della tenerezza. Come quello di Degas (l’altro grande aristocratico, suo vicino di casa), il segno di Toulouse-Lautrec è rapido e sicuro, talvolta spiritoso e ironico, talvolta irresistibilmente triste. Il circo e il Moulin Rouge, l’amore a pagamento e le stelle effimere del cabaret, l’ultimo bicchiere di assenzio e il sorriso tirato di un’attricetta: l’aristocratico visconte di Lautrec lascia la scena alle soglie del XX secolo, il 9 settembre 1901. Non ha ancora trentasette anni: un’epoca si chiude con lui.

Stefano Zuffi

curatore della mostra

Monza, 09 aprile 2019. Il Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza dichiara che Henri Toulouse-Lautrec fu un innovatore del XIX secolo capace di segnare la cultura europea. La mostra è di altissimo profilo culturale e rientra nel più ampio piano di promozione della Reggia del Piermarini.

Ma il valore dell’artista, spiega il Presidente, va oltre il suo talento. Toulouse-Lautrec, infatti, era affetto da una particolare malattia genetica alle ossa. Conobbe l'emarginazione a cui era sottoposta allora una persona disabile, ma trovò nell’arte uno strumento di rivincita e affermazione.

Un percorso, conclude il Presidente, che ogni giorno con fatica tanti ragazzi speciali intraprendono e mi piace pensare che tra di loro ci possa essere qualche artista del futuro che grazie all’arte riesca a rompere il cerchio di isolamento che troppo spesso, ancora oggi, lo separa dal resto del mondo. Come ci riuscì il grande Henri Toulouse-Lautrec.

La Villa Reale di Monza è certamente un bene artistico del territorio italiano dalla fondamentale importanza culturale, architettonica e artistica, ma per me che ho imparato a conoscerla dalle sue fondamenta, che l’ho apprezzata dal disciplinare di gara, dapprima come esecutore del restauro e poi come suo riferimento per la gestione futura, come regista per la sua nuova vita dopo 25 anni di un restauro complesso ma gratificante, la Villa è un prezioso gioiello, la cui straordinaria storia e bellezza non può che valorizzare e sublimare le opere in esposizione, oltre a lasciare un segno profondo in coloro che si avvicinano per conoscere il suo passato. Questa mostra apre un nuovo capitolo nella sua storia e nel nostro percorso per valorizzarla.

Toulouse Lautrec e la Villa Reale si completeranno, si esalteranno a vicenda, a volte provocando a volte sublimando l’amore per l’arte.

La collaborazione con Arthemisia ci ha insegnato molto professionalmente, dobbiamo ringraziarli per averci proposto un’esposizione di alto valore artistico, curando ogni dettaglio e presentando una proposta di allestimento intelligente e sorprendente. Siamo certi che la mostra porterà nuova linfa al territorio, diffondendo solo gli effetti positivi del fermento artistico che si respira nelle opere di questo straordinario artista, interprete eccellente degli scalpitanti umori artistici dell’Ottocento. Tutti noi ne trarremo sicuramente un nuovo emozionante insegnamento arricchendoci grazie all’incontro con le opere di uno degli artisti più innovativi dell’arte moderna.

Attilio Maria Navarra

Amministratore Delegato Nuova Villa Reale Monza

Testi e immagini da Ufficio Stampa Arthemisia