Teatro San Ferdinando Totò

Il Teatro San Ferdinando tra Napoli, Eduardo e la Leggenda

Il Teatro San Ferdinando tra Napoli, Eduardo e la Leggenda

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Teatro San FerdinandoIn genere le frontiere sono posti fortemente contraddittori che assorbono in sé elementi di ciascuno dei mondi a cui fanno da confine: Piazza Eduardo De Filippo è a tutti gli effetti una frontiera tra la Napoli turistica del Duomo e dei Decumani e quella verace del Rione Sanità; eppure la sensazione che si prova arrivandoci è quella di entrare in una zona franca dove le diverse confusioni che imperversano da un lato e dall'altro della trincea si annullano a vicenda. Nell'esedra della piazza, come vuole un abusato luogo comune, il tempo pare essersi fermato: il rumore del traffico è attenuato, lontano, sostituito dal tintinnio di cucchiaini e tazzine del vicino caffè, dall'esultanza dei bambini che giocano a calcio inneggiando a Maradona, che probabilmente nemmeno avranno mai visto in campo se non su YouTube, ma che a Napoli è invocato più di san Gennaro. A bambini come questi si rivolgeva Eduardo quando, nel 1947, in una splendida poesia li invitava a prestare attenzione a non distruggere con le pallonate i lampioni del Teatro San Ferdinando, all'epoca appena riaperto.

Eccolo qui, il San Ferdinando: inglobato in una palazzina moderna, con la sua semplice facciata che dà sulla Piazza, ha ben poco di sfarzoso e quasi nulla che tradisca la sua secolare età e le numerose volte che è stato distrutto e ricostruito.

“Il Teatro nasce intorno al 1790 per volontà di Ferdinando IV di Borbone” spiega Andrea, giovanissimo cicerone volontario per Open House Napoli: secondo le leggende, la vera intenzione del sovrano (quarto Re di Napoli e primo delle Due Sicilie) era costruire un luogo deputato a ospitare una figlia malata o a incontrare le sue numerose amanti; quest'ultima versione è stata immortalata nel film del 1959 Ferdinando I Re di Napoli, interpretato dai fratelli Titina, Peppino ed Eduardo De Filippo: una singolare coincidenza che si rivela solo uno dei molti legami tra la storia del Teatro alla celebre famiglia di attori. In effetti, dopo essere stato quasi distrutto durante un bombardamento nel 1943, il San Ferdinando fu fatto ricostruire dallo stesso Eduardo De Filippo: sotto la sua direzione esso visse splendide stagioni che lo portarono ben presto a godere di un ritrovato prestigio. Caduto nuovamente in disuso dopo la morte dell'attore, fu donato al Comune di Napoli dal figlio Luca; restaurato e riaperto nel 2007, il Teatro San Ferdinando è oggi tornato a essere il tempio della commedia partenopea, onore ben esplicitato nelle formelle sugli antiporta che separano l'ingresso dal foyer, sulle quali sono raffigurati i tre numi tutelari del Teatro: un'allegoria della Commedia, la sirena Partenope e lo stesso Eduardo, ritratto in uno stile che ricorda gli ex-voto in una scena del suo atto unico Sik-Sik, l'artefice magico.

Teatro San Ferdinando“Eduardo aveva fatto riaprire il San Ferdinando con l'intenzione di donarlo al popolo di Napoli” spiega Andrea, “per questo previde diverse fasce di prezzo per i biglietti, la più economica delle quali era accessibile anche ai meno abbienti”. Dettaglio non da poco: negli anni '40 del Novecento la stratificazione sociale era ancora ben tangibile e si rifletteva anche nella vita mondana; era normale, ad esempio, che il foyer di un teatro si articolasse in più livelli, in modo che nobili e borghesi potessero occupare i piani superiori per rimanere ben separati dai ceti più bassi. Al San Ferdinando i due livelli sono invece connessi tra loro da un'elegante scalinata a tenaglia, quasi un abbraccio che permette a ciascun mondo di invadere pacificamente l'altro.

Eduardo De FilippoNelle teche in passato utilizzate per pubblicità e propaganda oggi trovano collocazione cimeli dei grandi attori che hanno calcato il palco del San Ferdinando: difficile descrivere il batticuore che si prova nel trovarsi di fronte agli abiti di scena di Eduardo e Peppino De Filippo, al bustino indossato da Pupella Maggio nella celebre messa in scena televisiva di Natale in Casa Cupiello registrata proprio in questo teatro; ancora, ecco il frac di Eduardo Scarpetta, padre dei fratelli De Filippo nonché pioniere del dramma partenopeo; i baffi finti di Nino Taranto, gli abiti indossati da Peppe e Concetta Barra nella scena della 'sciantosa' in Signori, io sono il comico, un Pulcinella in marmi policromi realizzato da Titina De Filippo la quale negli ultimi anni della sua vita lasciò la recitazione per dedicarsi all'arte. Non mancano poi foto e abiti di scena di attori attivi anche ai nostri giorni che qui hanno fatto gavetta, come Toni Servillo, Vincenzo Salemme, Lina Sastri e Isa Danieli, a testimonianza di quanto il San Ferdinando sia stato importante per la loro carriera spesso sfociata nella cinematografia. A proposito di cinema, sembra strano che il cimelio più riconoscibile, l'iconica bombetta di Totò, occupi una teca più piccola in posizione arretrata: “Questa è una scelta intenzionale” ci dice la nostra guida “al San Ferdinando nessun attore è più importante degli altri”.

Teatro San Ferdinando TotòL'interno del Teatro riprende le linee curve e i colori tenui del foyer: i 500 posti di cui è capace si dividono tra platea, due ordini di palchi e un loggione. A differenza degli altri teatri, i palchi non sono numerati ma portano il nome di un attore napoletano del passato.

Sul palcoscenico, neanche a farlo apposta, è montata la scenografia de La grande magia, commedia di Eduardo in scena in questi giorni. Visto da qui il boccascena sembra enorme e maestoso; eppure, dice Andrea, non è affatto tra i più grandi di Napoli: “l'illusione ottica è data dalla vicinanza con la platea, anche questa voluta da Eduardo per ridurre la distanza tra attori e spettatori”; in effetti la buca per l'orchestra è ridotta al minimo indispensabile e sopra di essa corrono due scalette fisse che permettono agli attori di scendere agevolmente tra il pubblico.

Un'altra particolarità del palcoscenico è che sipario, graticcio e quinte sono manovrati mediante un sistema artigianale a corde e contrappesi, che negli altri teatri è quasi sempre sostituito da meccanismi automatizzati. Anche nel sottopalco l'immenso telaio dei montacarichi è quello originale in legno degli anni '40, in utilizzo ancora oggi dopo attento restauro. L'unica concessione alla modernità è stata la sostituzione del macchinario ad argano con un dispositivo automatico, necessaria per motivi pratici e di sicurezza: “Ma l'argano, la cui leva è visibile poco lontano, è ancora perfettamente funzionante!” assicura Andrea.

La giovane guida ci porta infine letteralmente “dietro le quinte”, in un labirinto di camerini e depositi dove è facile imbattersi in singolari elementi: bacheche con i turni per le prove sui quali gli attori sottoposti a orari stressanti hanno scritto i loro commenti sarcastici; costumi appesi agli stendiabiti o gettati alla rinfusa sulle sedie nel corridoio; una macchina del caffè appoggiata a una panchina per evitare ulteriori intralci. Viene da pensare che il caos pre-spettacolo sia esso stesso uno spettacolo con propri ritmi e immancabili rituali: si vedono, ad esempio, mucchietti di sale gettati in un angolo delle quinte dagli attori prima di entrare in scena. “Prima e durante uno spettacolo, molte cose possono andare storte” dice Andrea “per questo i riti scaramantici sono sempre osservati. E poi, ricordiamo che gran parte degli attori che recitano qui sono napoletani, abituati a temere e prevenire la malasciorta!”

Sarà forse questo il motivo per cui si è reso necessario sostituire la carta da parati nel camerino di Eduardo, adiacente all'ingresso del palcoscenico, tuttora in uso e in genere destinato al primo attore della compagnia di scena. La mobilia, lo specchio dove si truccava, perfino i sanitari nel bagno: tutto è stato lasciato intatto tranne, appunto, la tappezzeria, sostituita con una carta identica nella decorazione ma con colori più chiari. Pare che gli attori venissero colti da uno strano disagio nel guardare quella originale: se ciò sia dovuto a una maledizione o all'emozione di occupare lo stesso camerino di una leggenda del teatro, non è dato sapere. Al suo ingresso è di solito esposto un baule pieno dei costumi dismessi del grande attore: esso si trova temporaneamente a Castel dell'Ovo, esposto in una bellissima mostra dedicata ai De Filippo che avrebbe dovuto chiudere i battenti a marzo 2019 ma che è stata prorogata diverse volte fino a oggi, a testimonianza dell'affetto che i napoletani nutrono ancora oggi per questa famiglia che ha fatto grande il teatro partenopeo.

Affetto che oggi sembra non venire meno: Andrea e le sue due compagne d'avventura di stanza presso l'ingresso del Teatro ci dicono che le visite promosse da Open House sono state più che gradite dal pubblico, che nell'aggirarsi per il San Ferdinando si è commosso, ha sognato e rievocato la magia di un tempo lontano; tuttavia, le nostre impeccabili guide non nascondono una punta d'amarezza.

“Abbiamo avuto moltissime prenotazioni” dichiarano “ma anche tante defezioni, soprattutto nei turni mattutini. Alla visita delle 10 di domenica, delle venti persone che attendevamo se ne sono presentate solo quattro. Sembra quasi che i napoletani non vogliano interessarsi a questo Teatro, che per sua stessa concezione è il 'loro' Teatro...”

La smentita a questa constatazione, ci auguriamo, viene da una coppia che, al termine della visita, fa incetta di materiale informativo sulla stagione del San Ferdinando, promossa dal Teatro Stabile di Napoli: “Non sapevamo nemmeno che ce ne fosse una” dicono “ma grazie a questa visita adesso non vediamo l'ora di venire a vedere uno spettacolo!”

Spettacolo che, dopo questo splendido viaggio attraverso il San Ferdinando e la sua leggenda strettamente annodata alla storia della sua città, avrà di sicuro un gusto più intenso.

Foto di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo


metro Open House Napoli

Un giro in metro con Open House Napoli

Un giro in metro con Open House Napoli: alla scoperta delle periferie

Se vogliamo paragonare la vita a qualcosa, dobbiamo paragonarla a un volo attraverso la metropolitana lanciata a ottanta chilometri all’ora… per approdare all’altra estremità senza più una sola forcina nei capelli! Sparati ai piedi di Dio completamente nudi! Capitombolati a testa in giù sui prati di asfodeli come pacchetti avvolti in carta marrone, incanalati lungo lo scivolo di un ufficio postale! Con i capelli che volano indietro come la coda di un cavallo da corsa. 

(Virginia Woolf, Il segno sul muro, 1917)

In una città proteiforme e unica come Napoli la vita scorre veloce tra i sedimenti della sua storia millenaria; spesso scorre velocissima come una sorgente e poi, d’improvviso, si cheta, e come l’acqua del temporale te ‘nfonne e va.

Ll’acqua fragne ‘nterr’â rena/saglie, sciùlia e se ne va…, recita la Campagnata Napulitana di Ernesto Murolo ma nel 1919, quando la scrisse, non c’era ancora la metropolitana a Napoli a toglierci le forcine dai capelli, come dice la Woolf, e a spararci da un capo all’altro della città alla ricerca di una Nénna, né’.

A Napoli devono aver pensato, allora, che sottrarre la vista e il profumo del mare agli sventurati passeggeri della metro sotterranea dovesse essere in qualche modo compensato e così hanno chiamato gli artisti più creativi dell’arte contemporanea a trasformare le stazioni in scatole di emozioni, luoghi della follia di Muse. Tutti noi conosciamo quelle più celebri e riuscite come Museo, Toledo, Garibaldi, ma, se proseguiamo per i moderni cunicoli borbonici, anziché trovarci tra le domus di Pompei ed Ercolano usciamo a riveder le stelle a Piscinola, Miano o Scampia.

Proprio nelle periferie sono riposte le energie più vitali della Napoli di oggi - come peraltro avviene anche in molte altre città - e qui le azioni della rigenerazione urbana sono più forti perché più convinte e sentite dagli abitanti. Qui, Open House Napoli ci offre l’occasione, il 26 e 27 ottobre, di scoprire luoghi inediti e ricchissimi di un’energia inedita e, finalmente, emersa alla luce del sole.

metro Open House NapoliSul sito di Open House Napoli www.openhousenapoli.org sono indicati gli orari, l’accessibilità, la possibilità di portare gli amici animali, l’eventuale necessità di prenotazione, di 100 luoghi unici dove troverete oltre 400 volontari a guidarvi alla loro scoperta. Ma adesso, siamo al termine della linea 1 della metro e siamo pronti per scoprire come la rigenerazione urbana veda l’arte e l’architettura tra i protagonisti di una società che si rinnova e che, anziché degrado, produce qualità urbana; proprio come quella che scoprirete alla Stazione Metro ANM Piscinola.

Dal 2013 la stazione Piscinola della Metropolitana Linea 1 di ANM - Azienda Napoletana Mobilità è dedicata a Felice Pignataro, maestro muralista e fondatore del GRIDAS di Scampìa. FELImetrò è infatti il nome dell’intervento artistico diffuso negli spazi della stazione ed è composto da dodici grandi pannelli fotografici, dall’atrio della stazione ai corridoi, fino alle scale mobili che conducono in banchina.


A raccontare il progetto artistico e la sua fusione con l’infrastruttura e il territorio sarà presente una guida d’eccezione: la moglie di Felice, Mirella La Magna Pignataro, che racconterà dell’impegno civile e culturale dell’artista scomparso e mai dimenticato, attraverso i suoi murales e le fotografie dei momenti del carnevale del GRIDAS di Scampia riprodotti nelle gigantografie che compongono la grande installazione FELImetrò.

Qui, allora, capiamo come l’architettura della stazione sia fatta, è vero, di matericità, ma anche dell’arte di un grande maestro contemporaneo nonché dalle idee, dalle istanze civili, dalla voglia di riscatto e rinascita portata avanti dal GRIDAS e dagli abitanti del quartiere.

Il GRIDAS, gruppo risveglio dal sonno (qui il riferimento è alla frase di una delle incisioni della "Quinta del sordo" di Francisco Goya: "el sueño de la razon produce monstros"), è un’associazione culturale senza scopi di lucro fondata nel 1981 da Felice Pignataro, Mirella La Magna, Franco Vicario e altre persone riunite dall’intento comune di mettere le proprie capacità artistiche e culturali al servizio del prossimo per un risveglio delle coscienze assopite e per stimolare una partecipazione attiva alla società.

L'opera del GRIDAS si è caratterizzata, in oltre 30 anni, soprattutto con i murales realizzati da Felice Pignataro con gli altri membri del gruppo e con le scuole o i soggetti attivi che si sono rivolti all'associazione per avere un supporto "visibile" alle proprie battaglie sul territorio del napoletano e non solo. Dal 1983 organizza il Carnevale di quartiere a Scampìa con la finalità di dare un supporto creativo e culturale a tutte le realtà in lotta per il rispetto dei diritti dei più deboli (http://www.felicepignataro.org/home.php?mod=gridas).

Info visita:

Via Miano a Piscinola, 8, 80145 Napoli NA

Sabato 10:00 > 11:00

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 30
Accessibilità disabili: parziale
Bambini: si
Animali: si
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=54

metro Open House NapoliDa Piscinola a Scampia sono pochi passi e qui Open House Napoli ha organizzato un’altra visita che, gratuitamente, permette di scoprire realtà che anni addietro spaventavano e che oggi, grazie alla riqualificazione urbana in corso e grazie anche ad opere strategiche come le stazioni della metropolitana, generano la vita di Napoli, dei suoi centri e delle sue periferie. Raggiungiamo, allora, la Stazione Metro Scampìa.

Il nodo trasportistico Piscinola-Scampia è, infatti, la rappresentazione materiale del progetto di riqualificazione attivato dalla Regione Campania attraverso l’EAV - Ente Autonomo Volturno. È un modello di sviluppo territoriale delle periferie che, attraverso arte, luci, colori ed ecologia contribuisce ad attivare processi di inclusione sociale, rigenerazione urbana, innovazione culturale.


L’opera che visitiamo si compone di un nuovo edificio di collegamento tra il quartiere di Scampìa e le stazioni EAV e ANM - Azienda Napoletana Mobilità che, posto ad una quota superiore nel quartiere di Piscinola, realizza l’integrazione tra la linea su ferro e quella su gomma. Ad accompagnare i visitatori, insieme ai volontari di Open House Napoli, saranno anche i cittadini del quartiere e le associazioni del territorio, insieme ai progettisti e ai curatori artistici della stazione per una visita davvero unica.

All’esterno della stazione, all’imbocco di via Piero Gobetti sono i due straordinari murales dedicati a Pierpaolo Pasolini e Angela Davis realizzati dallo street-artist partenopeo Jorit (Jorit Agoch).

Come tutti i ritratti prodotti da Jorit, anche Pasolini e la Davis sono marchiati con strisce rosse sulle guance che, come dice lui stesso: “richiamano i rituali africani, in particolare la procedura della scarnificazione, cerimonia che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è legata al momento simbolico dell’entrata dell’individuo nella tribù”. Il volto, allora, diventa uno strumento per narrare la storia dell’umanità intera, l’espressione della nobiltà d’animo che sconfigge i soprusi della vita: “Non possiamo illuderci che l’arte cambi il mondo, che sia la soluzione ai problemi. Ma la street art è un mezzo per migliorare l’aspetto delle periferie. E per sostenerne il recupero sociale”. Osservate bene i ritratti perché, molto da vicino, potrete scorgere le cripto-scritte che l’artista ha nascosto tra i colpi di bomboletta carpendole dalle voci delle persone che passavano di lì mentre realizzava i murales…

Info visita:

Via Oliviero Zuccarini, 125, 80145 Napoli NA

Sabato 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30 | 15:30 > 16:30 | 16:30 > 17:30 |

Domenica 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30 | 15:30 > 16:30 | 16:30 > 17:30

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 20
Accessibilità disabili: si
Bambini: a partire dai 6 anni
Animali: si
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=55

metro Open House NapoliDalla stazione di Scampìa, attratti dai murales di Jorit, potremmo proseguire su via Gobetti e andare alla nuova Facoltà di Infermieristica disegnata da Vittorio Gregotti, altro pezzo forte delle scoperte di Open House Napoli, ma, visto che seguiamo il fiume carsico delle metropolitane, preferirei fare un salto al cantiere della Stazione Miano, non molto distante.

Quello della stazione di Miano è uno dei cantieri in avanzato stato realizzativo, inserito nell’ambito dei lavori per il completamento della chiusura dell’anello della linea 1 della Metropolitana di Napoli, che prevede altre tre stazioni: Secondigliano, Di Vittorio e Regina Margherita. Il completamento del progetto realizzerà un’unica linea circolare senza soluzione di continuità Piscinola-Dante-Capodichino-Piscinola, inserendo l’aeroporto nel sistema di linee urbane ed extraurbane su ferro, ed eliminando la “rottura di carico” a Piscinola tra il sistema extraurbano (Aversa-Piscinola) e il sistema urbano (linea 1 della Metropolitana di Napoli). Questo è uno dei due cantieri aperti da EAV - Ente Autonomo Volturno per Open House Napoli (l’altro è Monte Sant’Angelo), per far conoscere e toccare con mano la città in divenire.

Dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo, ma tra poco, da Miano potremo tornare alla nostra base con la metro, rivedere il mare e… ritrovare la nostra Nénna, né’.

Info visita:

Via Miano, 212, 80145 Napoli NA
Sabato 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 10
Accessibilità disabili: no
Bambini: a partire dai 13 anni
Animali: no
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=53


Due passi a Napoli tra memoria, viaggio e conoscenza

Due passi a Napoli tra memoria, viaggio e conoscenza

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

«E chi lo sa! Chi lo sa come è Napoli veramente. Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c'era bisogno di un poco di Napoli.»

Le insuperabili parole di Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista descrivono efficacemente Napoli nella veste di vero e proprio unicum nel mondo intero: non c'è altra città in cui nel corso dei millenni si siano sommati così tanti elementi, così tanti concetti talvolta in contraddizione tra loro che abbiano dato come risultato questo insieme armonico il quale, come tutti sanno, lo si vede una volta e poi si muore. Fortuna vuole che in questo caso il senso del proverbio sia tutt'altro che letterale: una ragione in più per evitare di trapassare è infatti poter tornarci tutte le volte che vogliamo per esplorare uno degli ingredienti di questo pastiche, al quale corrisponde un nuovo volto della città inaspettato e tutto da scoprire. Una vita sola non basta a scoprirli tutti, ma il 26 e 27 ottobre, grazie a Open House, avremo modo di fare due passi in luoghi dov'è possibile entrare in contatto con tre dei pilastri dell'identità di Napoli, città figlia della memoria, del viaggio e della conoscenza.

“Due passi” davvero letterali: i percorsi che abbiamo elaborato sono agili, adatti a chi vuole muoversi a piedi, senza lunghi e faticosi spostamenti, mossi esclusivamente dalla voglia di scoprire, riscoprire o anche essere contraddetti, requisiti fondamentali per godersi il meglio di Napoli.

A spasso nella memoria

Quanto a Napoli sia essenziale conservare e valorizzare la memoria lo si vede nelle strade, nei palazzi, nei volti e nei gesti dei napoletani: nulla del retaggio dei tempi antichi è andato perduto, tutto si è mescolato e stratificato in un immenso archivio vivente e pulsante. Nei luoghi che scopriremo la preservazione del ricordo è particolarmente evidente.

Partiamo dalla Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia, resa celebre da Matilde Serao che, nel suo Leggende Napoletane, ha tramandato la vicenda delle tre sorelle Romita, Regina e Albina le quali, sedotte dallo stesso uomo e impossibilitate a ferire le altre due, decisero di prendere i voti e investire la loro eredità nella fondazione di una chiesa per ciascuna. Dal secolo XIII a oggi, questo splendido edificio ha resistito alle devastazioni, all'incuria e al sopravanzare della città che ha tentato di fagocitarlo senza mai riuscirci. Donnaregina vecchia è il chiaro esempio di come la memoria, a Napoli, riesca sempre a sopravvivere, in questo caso nella forma di sfavillante monumento gotico.

Scendiamo lungo via Duomo e insinuiamoci in via San Biagio dei Librai, la rutilante Spaccanapoli dei turisti e dei presepi: qui, tra panni stesi e tristi negozietti di souvenir che hanno soppiantato quelli più tipici, si apre Palazzo Marigliano, dal 2016 sede della Soprintendenza Archivistica della Campania. L'importanza di questo luogo trascende la sua bellezza già di per sé notevole, visibile appena varcato l'uscio nelle sembianze di un'elegante scala a doppia tenaglia che scende nella corte. È qui, infatti, che ogni giorno i soprintendenti lavorano alacremente perché la memoria non vada perduta, è qui che si prendono provvedimenti di salvataggio per gli archivi di enti privati e famiglie: è necessario comprendere che queste operazioni, di vitale importanza, sono oggi messe in pericolo dal sentire comune che vede gli archivi come beni culturali di seconda scelta, nella migliore delle ipotesi. Delle soprintendenze archivistiche a malapena si conosce la definizione, non le si distingue dagli archivi propriamente detti e anche in un contesto del genere stupisce trovarne una come seconda tappa di un itinerario.

Ancora più sorprendente sarà dunque la visita all'Archivio Storico del Banco di Napoli, poco distante da Palazzo Marigliano, dov'è stata compiuta una coraggiosa operazione di valorizzazione con l'ausilio delle nuove tecnologie. In questo archivio non solo ci si perde tra i faldoni incolonnati, non solo si fruga tra carte polverose: è qui che è possibile vedere la storia di Napoli farsi corpo, percorso tangibile e fruibile anche da chi ritiene erroneamente che i documenti siano beni passivi, per cercare, tra le pieghe della Storia, la nostra identità comune.

In latino documentus e monumentus sono sinonimi: è arrivato il momento di comprendere quanto anche nella nostra lingua i due termini possano essere accostati; Napoli, col suo bisogno di salvare la memoria, può essere il punto di partenza per una nuova consapevolezza circa i beni archivistici.

Un viaggio nel Viaggio

Napoli non sarebbe Napoli senza i viaggi dei mille popoli che l'hanno fondata, colonizzata, dominata o scelta come casa; è una città di frontiera dove le frontiere sono in realtà molto labili, grazie anche alla capacità dei napoletani di portare con sé, al ritorno dalle loro traversate, di usi, costumi, sapori, culture diverse dalla propria. Eppure nell'ultimo secolo Napoli è diventata tristemente nota come una metropoli caotica, dentro, verso o al di fuori della quale è praticamente impossibile muoversi. Dopo molti anni di spostamenti difficili, però, i cittadini stanno finalmente riscoprendo la loro identità di viaggiatori, e la città si sta dotando di un sistema di trasporto all'avanguardia che consentirà di spostarsi agevolmente da una zona all'altra della città e anche nel suo hinterland. Open House rappresenta in questo senso una buona occasione per sbirciare dietro le quinte di questa trasformazione.

Il nostro viaggio nel viaggio parte quindi da Palazzo san Giacomo, sede del Municipio di Napoli: ammettiamo che sia banale e forse anche un po' enfatico iniziare il nostro percorso dal luogo da cui convergono le idee e si prendono le decisioni per rendere la città sempre più efficiente, ma in realtà il motivo per cui vi portiamo qui è un altro: nel visitare il Palazzo, guardate fuori dalle finestre, in direzione del Golfo, al di là della Fontana del Nettuno che finalmente ha trovato la collocazione definitiva dopo circa un secolo di peregrinazioni. A colpo d'occhio vedrete auto, mezzi pubblici, le navi del porto: è l'immagine di una Napoli sempre più efficiente e in linea con le esigenze di mobilità dei nostri tempi.

Castel Nuovo visto dall'alto. Foto di Little john

Scendiamo quindi in direzione della Stazione della Metropolitana “Municipio”, a ridosso della quale si apre il cantiere per l'ingrandimento della stessa. Da quanto quest'ultimo sia esteso e pulsante si può avere un'idea di come la nuova stazione sarà un fondamentale punto di snodo per Napoli; per il momento, tra le altre meraviglie dell'attuale stazione work in progress ma già molto interessante possiamo osservare come in essa siano stati efficacemente inglobati gli elementi architettonici del Maschio Angioino, altro monumento visitabile durante Open House.

Usciti dalla stazione possiamo dirigerci verso via Toledo, la strada dello shopping e della movida; saliamo nei pittoreschi Quartieri Spagnoli per trovare la Stazione di Montesanto Petru Birlanendau. In questo punto si incontrano Circumvesuviana, Circumflegrea e il sistema della Funicolare di Napoli; in pochi minuti, da qui è possibile raggiungere zone piuttosto lontane dentro e fuori la città. La zona in cui sorge corrisponde a molti degli stereotipi circa le vie cittadine, con la ragnatela di curve strette e salite ardite; la stazione, invece, ha subito un notevole restyling che ha coniugato armoniosamente le strutture originarie dei primi del '900 con la modernità di una stazione contemporanea.

Torniamo su via Toledo e prendiamo la Funicolare. Ora, già questo è di per sé un'avventura in grado di entusiasmare tutte le volte: approfittiamo di questo entusiasmo per godere appieno la bellezza della Stazione della Funicolare di Piazza Fuga. Possiamo lasciarci incantare dal sistema a cremagliera che fa salire e scendere le funicolari, straordinario nella sua semplicità; sembra quasi che esso abbia il potere di trasportare in un'altra città e in un altro tempo: la stazione, con le sue inferriate liberty e la struttura ottocentesca, ben si sposa all'atmosfera tranquilla e silenziosa che si respira sul Vomero. Da così in alto, il panorama sulla città è straordinario: Napoli è una promessa che sta lottando per essere mantenuta, e forse dopo questo giro siamo un po' più certi che ce la farà.

Le case della conoscenza

Si narra che la Sirena Partenope, prima di morire sull'isolotto di Megaride, abbia deposto un uovo (eh sì, le sirene classiche non erano pesci ma volatili!) in grado di sostenere da solo tutta la città, ma anche di assicurare a chi ne fosse in possesso un formidabile sapere in tutti i campi dello scibile umano. Troviamo il famigerato fondo di verità in questa leggenda nel renderci conto che Napoli, legittima proprietaria di quest'uovo, dall'antichità ai giorni nostri ha dato al mondo una quantità impressionante di menti geniali tra letterati, artisti, ingegneri, architetti e matematici. La conoscenza, qui a Napoli, ha sempre trovato casa in luoghi appositi dove era ed è tuttora possibile crearla, masticarla, rielaborarla, adoperarla: il nostro terzo e ultimo percorso ci porterà a scoprire alcuni di questi posti, che grazie a Open House sono resi fruibili, alcuni per la prima volta.

Il paradigma di questo itinerario è sicuramente il Cantiere del Braccio Nuovo del Museo Archeologico Nazionale: il MANN ha in progetto da circa un secolo questo ampliamento, il quale, a causa di una sequela di annosi tira e molla, è stato continuamente rimandato; oggi, finalmente, siamo alla vigilia della sua apertura e grazie a Open House potremo avere l'imperdibile occasione di vederlo in anteprima. Avremo così modo di scoprire come questo museo, il primo nel mondo di pubblica fruizione, si stia evolvendo in maniera rapida e funzionale, procedendo a grandi passi verso il posto che gli spetta tra i principali musei del mondo.

Dal Museo muoviamo verso il Convitto Vittorio Emanuele II, che con la sua esedra fa da quinta scenografica alla celebre Piazza Dante. Molte sono le vicende che, dall'alto Medioevo a oggi, hanno visto questo edificio trasformarsi da luogo di culto a conservatorio musicale e infine a luogo d'accoglienza per migliaia di studenti che scelgono di effettuare il loro percorso di studi a Napoli; una storia millenaria che si riflette nelle forme del Convitto, nelle quali convivono armoniosamente stili e linguaggi diversi come quelli dei convittori che vi abitano.

Open House Napoli Basilica Complesso Spirito Santo
La Basilica dello Spirito Santo in via Toledo a Napoli. Foto di Giuseppe Guida, CC BY-SA 2.0

Da qui è facilissimo arrivare al Complesso dello Spirito Santo, sempre su via Toledo, efficace esempio di conversione di un edificio conventuale in luogo della conoscenza: qui oggi ha sede la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Federico II di Napoli. Nell'ampio atrio che introduce all'edificio, prestate attenzione all'orologio che guarda all'ingresso: si tratta del primo orologio installato a Napoli, che ancora oggi funziona col meccanismo originale. Non è un caso che, in questo luogo dove antico e moderno si danno reciproco equilibrio, Open House abbia scelto di allestire la mostra Napoli e modernità: un rapporto complesso.

La nostra ultima tappa sarà il Palazzo delle Poste, che a prima vista sembrerebbe stonare con gli altri luoghi visitati perché non è un luogo della conoscenza, ma non è così. In effetti, in questo edificio le conoscenze nel campo di architettura e tecnologia, più che una casa trovano applicazione: nella sua architettura, nei sistemi adoperati per costruirlo e per gestire poste e telecomunicazioni furono adottati sistemi e linguaggi all'avanguardia, che lo rendono tuttora un grandioso esempio di come a Napoli la sapienza non sia mai fine a sé stessa.

Non è un caso, inoltre, che questa sia la tappa finale delle nostre visite napoletane: in questo compendio di conoscenza, memoria e viaggio, la sensazione è di aver scoperto solo alcuni degli infiniti volti di questa splendida città; e allora, come si faceva una volta, fermiamoci a mandare una cartolina per condividere questa scoperta con coloro a cui vogliamo bene, nella certezza di propiziarci un prossimo ritorno... magari per l'edizione 2020 di Open House.

Ove non indicato diversamente, le foto sono cortesemente fornite da Open House Napoli.


Festival delle Mongolfiere Parco Archeologico di Paestum

Al via oggi il Festival delle Mongolfiere al Parco Archeologico di Paestum

Al via oggi l'undicesima edizione del Festival delle Mongolfiere, che si terrà nel meraviglioso pianoro del Parco Archeologico di Paestum, fino al 6 ottobre.
La manifestazione, che nel corso dei precedenti 10 anni ha riscosso un sempre crescente successo di presenze, si colloca certamente fra gli eventi imperdibili dell’intero panorama regionale. A detta degli organizzatori, il festival si pone quest'anno uno scopo ambizioso e ben preciso: quello di contribuire fortemente alla destagionalizzazione dei flussi turistici, soprattutto provenienti dall’estero, verso un territorio, quello cimentano, che offre tutte le opportunità di vivere esperienze di viaggio indimenticabili in qualsiasi periodo dell’anno.
Quella del volo in aerostato è una esperienza certamente coinvolgente e che stuzzica le fantasie di grandi e piccini che hanno anche quest’anno la possibilità di sorvolare un luogo, il Parco Archeologico pestano, di grande fascino e bellezza, vivendo in tal modo emozioni e sensazioni difficilmente ripetibili altrove.
Durante la conferenza stampa del 24 settembre a Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno, presenti tra gli altri il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri e il presidente dell’associazione "Vivere Paestum", Michele Torlo, si è dato ufficialmente il via a questa XI edizione del Festival delle Mongolfiere che come ogni anno si tiene nel meraviglioso pianoro del Parco Archeologico di Paestum.
L’accesso allo spazio destinato alle mongolfiere avviene in un area ricadente all’interno dell’antica cinta muraria pestana attraverso un ticket del costo di 2 euro.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito www.viverepaestum.it o al numero 333-5601504.
Festival delle Mongolfiere Parco Archeologico di Paestum

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico  a Paestum dal 14 al 17 novembre

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
a Paestum dal 14 al 17 novembre

Borsa Mediterranea del Turismo ArcheologicoLa XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum presso il Centro Espositivo Savoy Hotel, la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019.
Obiettivo dell’iniziativa è promuovere i siti e le destinazioni di richiamo archeologico, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche. Da sottolineare, inoltre, lo sviluppo della cooperazione tra i popoli che l’evento persegue con la presenza annuale di Paesi non solo del Mediterraneo e attraverso il confronto e lo scambio di esperienze con la partecipazione di 300 relatori, 100 giornalisti accreditati, 120 operatori dell’offerta e lo svolgimento di 60 tra conferenze e incontri.

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

12 EVENTI UNICI AL MONDO TUTTI IN UNA BORSA


SALONE ESPOSITIVO


La Borsa, con i suoi 100 espositori di cui 25 Paesi esteri (presente per la prima volta l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari), è sede del più grande Salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati all’archeologia e al turismo e occasione di incontro per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori, appassionati, mondo scolastico e universitario.

WORKSHOP 

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
Il Workshop è un’opportunità di business tra la domanda e l’offerta del turismo culturale: gli operatori potranno incontrare buyer selezionati dall’ENIT provenienti da 8 Paesi Europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera) e, per la prima volta, un tour operator australiano specialista di viaggi culturali in Europa per College e High School.
Inoltre, nell’intento di favorire l’incontro anche con la domanda nazionale, la Borsa ha invitato i tour operator impegnati nella promozione delle destinazioni turistico-archeologiche italiane a partecipare al Workshop nell’ambito della nuova sezione ArcheoIncoming.


LE SEZIONI


ArcheoExperience, Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate dall’uomo nel realizzare i manufatti di uso quotidiano.
ArcheoIncoming, spazio espositivo e Workshop con protagonisti i tour operator che promuovono le destinazioni italiane per sviluppare l’incoming del turismo archeologico.
ArcheoIncontri, per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale.
ArcheoLavoro, orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone.
ArcheoStartUp, per la prima volta in collaborazione con l’Associazione Startup Turismo che riunisce le migliori realtà che offrono nuovi prodotti e servizi digitali nei settori del turismo e della cultura. 


ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR.
Conferenze, nelle quali Organizzazioni Governative e di Categoria, Istituzioni ed Enti Locali, Associazioni Culturali e Professionali si confrontano su promozione del turismo culturale, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio.
Incontri con i Protagonisti, nei quali il grande pubblico interviene con i più noti Divulgatori culturali, Archeologi, Soprintendenti, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio. Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate alla vittoria della quinta edizione del Premio sono:
- Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo
- Egitto: a Saqqara a sud del Cairo un antico laboratorio di mummificazione
- Giordania: nel Deserto Nero il pane più antico del mondo
- Italia: l’iscrizione e le dimore di pregio scoperte a Pompei
- Svizzera: la più antica mano in metallo trovata in Europa
Premi “Antonella Fiammenghi” e “Paestum Archeologia”
, assegnati rispettivamente a laureati con tesi sul turismo archeologico e a personalità impegnate a favore dell’archeologia e del dialogo interculturale.

ALLA BMTA CON ARCHEOTRENO

Oltre alla rinnovata partnership con Trenitalia, vettore ufficiale, che riserverà ai visitatori il 30% di sconto, nei giorni della Borsa sarà disponibile per la prima volta il servizioArcheoTreno, a cura della Fondazione FS Italiane, che permetterà di raggiungere Paestum da Napoli e Salerno a bordo di un treno storico composto dalle “Centoporte” carrozze degli anni ’30 e dalle “Corbellini” carrozze degli anni ’50, trainate da una locomotiva elettrica degli anni ’60 in livrea d’origine.



I RELATORI AD OGGI DELLA XXII EDIZIONE

Paolo Attanasio Direttore Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia
Gabriella Battaini-Dragoni Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa
Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO
Gerardo Capozza Segretario Generale ACI Automobile Club d’Italia
Caterina Cittadino Capo Dipartimento Turismo MIPAAFT Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo
Mauro Febbo Coordinatore Commissione Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Assessore Attività produttive, Turismo, Beni e attività culturali e di spettacolo Regione Abruzzo
Alessandro Garrisi Presidente ANA Associazione Nazionale Archeologi
Gianfranco Gazzetti Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia
Maria Annunziata Giaconia Direttore Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia
Renzo Iorio Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria e Amministratore Delegato Nugo SpA
Franco Iseppi Presidente Touring Club Italiano
Ivana Jelinic Presidente FIAVET Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo di Confturismo Confcommercio
Antonino La Spina Presidente Nazionale UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d’Italia
Mara Manente Direttore CISET Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica Università Ca’ Foscari Venezia
Massimo Osanna Direttore Generale Parco Archeologico di Pompei
Giorgio Palmucci Presidente ENIT Agenzia Nazionale del Turismo
Taleb Rifai già Segretario Generale UNWTO
Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo
Ken Smith Presidente Council for British Archaeology

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico


Cina Locride Tra la Cina e la Locride

Incontro "Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali"

Tra la Cina e la Locride

Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio

Locri (Reggio Calabria)

Lunedì 1 luglio 2019 – Ore 18.00

Cina Locride Tra la Cina e la Locride
Tra la Cina e la Locride - Locandina

Lunedì 1 luglio 2019, alle ore 18.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà un interessante incontro sul tema Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali.

L’iniziativa è organizzata dai Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri in sinergia con l’associazione  HistoriCal  per sensibilizzare il territorio a nuove collaborazioni finalizzate a far conoscere il patrimonio storico archeologico della Locride oltreoceano ed in mercati oggi molto importanti. Un impegno che vede i Musei e parco archeologico di Locri presenti e pronti a collaborare con operatori turistico-culturali e associazioni di categoria a 360°.

Interverranno all’incontro locrese: Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria; Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Attilio Varacalli, presidente associazione HistoriCal; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Nicola Irto, presidente consiglio regionale della Calabria; Cosimo Pellegrino, presidente A.L.B.; Francesco Belligerante, referente per la Cina – associazione HistoriCal; Domenico Creazzo, vicepresidente Parco Nazionale d’Aspromonte; Gianluca Colaci, Confartigianato e Mario Diano, presidente albergatori della Locride.

Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

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sovraffollamento turistico Venezia Ca' Foscari workshop

Sovraffollamento turistico: Ca' Foscari riunisce esperti e città mediterranee

Centro Artigianelli, 15 novembre dalle ore 9.45

SOVRAFFOLLAMENTO TURISTICO:

CA’ FOSCARI RIUNISCE ESPERTI E CITTÀ MEDITERRANEE

Studiosi, istituzioni e imprenditori a confronto sui casi di Valencia, Dubrovnik, Malaga, Rodi, Venezia e Genova

 sovraffollamento turistico Venezia Ca' Foscari workshop

VENEZIA –  Nell'ambito del progetto europeo Interreg Alter Eco finanziato dal programma MED 2017-2020 e di cui il Dipartimento di Economia è partner scientifico, giovedì 15 novembre 2018  dalle ore 9.45 presso il Centro Culturale Don Orione Artigianelli un workshop dedicato alle problematiche dell'overtourism dal titolo "Overtourism Mediterranean Cities in Comparison".

Un tema attuale che sta coinvolgendo un numero sempre maggiori di città europee e che verrà affrontato durante questo evento attraverso interventi di rappresentanti di istituzioni locali ed europee,  imprenditori dell’industria turistica e le testimonianze dei partner del progetto Alter Eco tra cui città di Valencia, Dubrovnik, Malaga, Rodi, Venezia e Genova.

Nel pomeriggio una specifica sessione sarà dedicata al caso di Venezia e alla recente nuova offerta di ricettività turistica che sta interessando l’area di Mestre.

Programma OVERTOURISM(pdf)

Testi da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia


BMTA XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Paestum

Al via la XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum

Alla XXI BMTA, dal 15 al 18 novembre a Paestum

(tra Parco Archeologico e Centro Espositivo Savoy Hotel),

i 20 anni dei siti Unesco di Paestum e Troia, la Grotta di Chauvet,

il sito cambogiano di Angkor, il gemellaggio tra Paestum e Palmira,

la Mostra ArcheoVirtual sul digitale nei Musei Archeologici italiani,

il Premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato a Khaled al-Asaad

BMTA XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico PaestumLa XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà da giovedì 15 a domenica 18 novembre 2018 a Paestum: per migliorare i servizi a espositori e visitatori, per la XXI edizione la location per il Salone Espositivo e il Programma Conferenze sarà il Centro Espositivo del Savoy Hotel, a soli 2 km dal Parco Archeologico, dal Museo e dalla Basilica, dove avranno luogo le altre sezioni (ArcheoExperience, ArcheoLavoro, la Mostra ArcheoVirtual, le Visite Guidate, il Workshop ENIT e AIDIT).

Un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali UNESCO e UNWTO oltre che da 12.000 visitatori, 120 espositori di cui 25 Paesi esteri, circa 50 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati.

Paestum celebrerà il 20° Anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO dell’area archeologica (alla presenza di Irina Bokova già Direttore Generale UNESCO e Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO) così come Troia, presente con Rüstem Aslan Responsabile dell’area archeologica.

Protagonisti, inoltre, saranno la Grotta di Chauvet, a rappresentare il grande successo della Preistoria in Francia, con la Conservatrice Marie Bardisa e il sito di Angkor con Azedine Beschaouch Segretario Scientifico dell’ICC-Angkor, il Comitato Internazionale di Coordinamento per la Salvaguardia e lo Sviluppo. Poi, le presenze prestigiose per le loro grandi scoperte, quali Paolo Matthiae, che portò alla luce l’antica città di Ebla in Siria, e Dan Bahat, per decenni l’archeologo ufficiale di Gerusalemme.

Il dialogo interculturale avrà i suoi appuntamenti di punta nel gemellaggio tra Paestum e Palmira e nell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (alla 4a edizione) che premierà la “piccola Pompei francese” di Vienne quale scoperta archeologica più significativa del 2017 alla presenza di Omar archeologo e figlio di Khaled al-Asaad.

ArcheoVirtual, Mostra e Workshop internazionali dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con CNR ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali, presenterà lo stato dell’arte del digitale nei musei archeologici a cura della Direzione Generale Musei del MiBAC.

Il Direttore Ugo Picarelli: “Da quest’anno cercheremo di valorizzare le destinazioni turistico-archeologiche quali fattori di sviluppo locale e di promozione dei territori, oltre che di rendere merito agli archeologi che prestano la loro opera di studio dell’antichità al servizio dei viaggiatori attuali e futuri. Inoltre, la BMTA continuerà a dedicare particolare attenzione al sito di Palmira, che tornerà fruibile dal 2019 come da poco annunciato dai media, con la presenza di una delegazione dalla Siria, tra cui il Governatore di Homs. Per quanto riguarda l’aspetto economico, nel rispetto del nome Borsa, il Workshop si arricchirà dei buyer nazionali, che si aggiungono a quelli europei selezionati dall’ENIT, con la partecipazione degli associati dell’AIDIT Associazione Italiana Distribuzione Turistica di Federturismo Confindustria”.

Nel Salone previsti espositori provenienti da diverse regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia. Inoltre, a livello internazionale, da segnalare la presenza di Etiopia e Perù e il forte interesse della penisola balcanica con Albania, Croazia, Montenegro, Serbia, Slovenia.

Numerose le sezioni speciali: ArcheoExperience con i Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate nell’antichità per realizzare i manufatti di uso quotidiano; ArcheoIncontri conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con la presentazione dell’offerta formativa, a cura delle Università, e delle figure professionali; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni archeologici; Incontri con i Protagonisti, quali noti archeologi e divulgatori della TV; Premio “Antonella Fiammenghi” alla migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio “Paestum Archeologia” a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; visite guidate ed educational per giornalisti.

La BMTA si conferma, quindi, un evento originale nel suo genere: sede dell’unico Salone Espositivo al mondo delle destinazioni turistico-archeologiche; luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e alla valorizzazione; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati; opportunità di business con il Workshop tra la domanda, rappresentata da buyer esteri selezionati dall’ENIT e nazionali dell’AIDIT, e l’offerta del turismo culturale e archeologico.

Istituzioni, Enti, Paesi Esteri, Regioni, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Aziende e Consorzi Turistici saranno presenti nel Salone Espositivo, per vivere da protagonisti quattro giorni straordinari in occasione della XXI edizione dal 15 al 18 novembre 2018.

PROGRAMMA PRELIMINARE

XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

BMTA XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico PaestumGIOVEDÌ 15 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 10.00 - 12.00

CONFERENZA DI APERTURA

indirizzi di saluto

Ciro Miniero Vescovo di Vallo della Lucania

Francesco Palumbo Sindaco di Capaccio Paestum

Gabriel Zuchtriegel Direttore del Parco Archeologico di Paestum

Tommaso Pellegrino Presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO

coordina

Ugo Picarelli Fondatore e Direttore della Borsa

intervengono

Corrado Matera Assessore Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania

Andrea Prete Vice Presidente Vicario di Unioncamere e Presidente Camera di Commercio di Salerno

sono stati invitati a concludere

Vincenzo De Luca Presidente della Regione Campania

Giovanni Panebianco Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

*****

GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 12.00 - 14.00

BUONE PRATICHE DI ORIENTAMENTO E ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO PER LA PROMOZIONE DEL TURISMO CULTURALE

a cura della Direzione Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Campania MIUR

introducono

Luisa Franzese Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Campania MIUR

Corrado Matera Assessore Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania

partecipano

i Dirigenti Scolastici delle Scuole Secondarie Superiori

*****

GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 15.00 - 17.00

SEDUTA PUBBLICA DELLE COMMISSIONI CONGIUNTE DEGLI ASSESSORI AL TURISMO E DEGLI ASSESSORI AI BENI E ALLE ATTIVITÀ CULTURALI DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME CON I PRESIDENTI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

Le Regioni e le nuove Camere di commercio insieme per la valorizzazione dei beni culturali e la promozione del turismo”

a cura della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e di Unioncamere

indirizzo di saluto

Corrado Matera Assessore Sviluppo e Promozione del Turismo Regione Campania

intervento introduttivo

Roberto Di Vincenzo Presidente IS.NA.R.T. Istituto Nazionale Ricerche Turistiche

ne discutono

Tiziana Gibelli Coordinatore Commissione Beni e Attività culturali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Assessore alla cultura e allo sport Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Giovanni Lolli Coordinatore Commissione Turismo e industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Vice Presidente Regione Abruzzo

Andrea Prete Vice Presidente Vicario di Unioncamere

intervengono

Giorgio Palmucci Presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi

Costanzo Iaccarino Vice Presidente Nazionale Federalberghi

Angelo Tortorelli Presidente Associazione Mirabilia Network

è stato invitato a concludere

Gian Marco Centinaio Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo

*****

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 10.00 - 12.00

CONFERENZA DI CELEBRAZIONE DEL 20° ANNIVERSARIO DELL’ISCRIZIONE DI PAESTUM NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ DELL’UNESCO (1998-2018)

indirizzi di saluto

Francesco Palumbo Sindaco di Capaccio Paestum

Gabriel Zuchtriegel Direttore del Parco Archeologico di Paestum

Tommaso Pellegrino Presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Francesca Casule Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino

partecipano il Presidente della Provincia, il Soprintendente Archeologico di Sa, Av, Bn, il Direttore del Museo Archeologico, il Soprintendente Regionale per i Beni Culturali, il Direttore del World Heritage Centre, l’Ambasciatore Rappresentante permanente d’Italia presso l’UNESCO protagonisti della candidatura e del riconoscimento nel 1998:

Alfonso Andria, Giuliana Tocco, Marina Cipriani, Stefano De Caro, Mounir Bouchenaki, Francesco Caruso

interviene

Irina Bokova già Direttore Generale UNESCO

concludono

Corrado Matera Assessore Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania

Salvatore Micillo Sottosegretario all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare

a seguire consegna del Premio “Paestum Archeologia” a

Irina Bokova già Direttore Generale UNESCO

*****

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

Sala Velia ore 11.30 - 13.30

IL PATRIMONIO CULTURALE IN AFRICA ORIENTALE.

LA FARNESINA E LE RICERCHE ITALIANE IN ETIOPIA ED ERITREA

a cura della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

introduce e coordina

Ettore Janulardo Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese MAECI

intervengono

Andrea Manzo Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Rosalia Gallotti “Sapienza” Università di Roma
Giuseppe Domenico Schirripa “Sapienza” Università di Roma

Lorenzo Rook Università degli Studi di Firenze

Alessia Nava “Sapienza” Università di Roma

Serena Massa Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

*****

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 16.00 - 18.00

IL DIALOGO INTERCULTURALE VALORE UNIVERSALE DELLE IDENTITÁ E DEL PATRIMONIO CULTURALE

#pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015 e #unite4heritage for Palmyra

indirizzo di saluto

Esma Cakir Presidente Associazione Stampa Estera in Italia

coordina

Stefania Battistini Giornalista Tg1 Rai

intervengono

Moncef Ben Moussa Direttore per lo Sviluppo dei Musei INP Istituto Nazionale del Patrimonio - Tunisia, già Direttore del Museo del Bardo di Tunisi

Irina Bokova già Direttore Generale UNESCO

Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale Unesco

Silvia Costa Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo

Mariarita Sgarlata Consigliere del Ministro per i Beni e le Attività Culturali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale

a seguire consegna del Premio “Paestum Archeologia” a

Paolo Verri Direttore Generale Fondazione Matera-Basilicata 2019

CERIMONIA DI GEMELLAGGIO TRA CAPACCIO PAESTUM E PALMYRA

coordina

Ugo Picarelli Fondatore e Direttore della Borsa

interviene

Paolo Matthiae Archeologo e Direttore Missione archeologica in Siria “Sapienza” Università di Roma

partecipano

Talal al-Barazi Governatore di Homs - Siria

Mouhamed Al Khaddour Chairman of the Board of the Federation of the Syrian Chambers of Tourism

Francesco Palumbo Sindaco di Capaccio Paestum

Mohamad Saleh Ultimo Direttore per il Turismo di Palmira

CERIMONIA DI CONSEGNA DELL’INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “KHALED AL-ASAAD”

in collaborazione con Archeo

coordina

Andreas M. Steiner Direttore di Archeo

partecipa

Omar Asaad Archeologo e figlio di Khaled al-Asaad

ritira il Premio per la scoperta della “piccola Pompei” a Vienne (Francia)

Benjamin Clément Responsabile degli scavi

*****

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 18.00 - 19.30

INCONTRO CON I BUYER ESTERI SELEZIONATI DALL’ENIT E NAZIONALI DELL’AIDIT

in collaborazione con ENIT, AIDIT di Federturismo e Trenitalia

introduce

Corrado Matera Assessore Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania

partecipano

Gianni Bastianelli Direttore Esecutivo ENIT

Domenico Pellegrino Presidente AIDIT Federturismo Confindustria

Maria Annunziata Giaconia Direttore Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia

Paolo Attanasio Direttore Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia

in occasione dell’Incontro, la Divisione Passeggeri Regionale presenta il Travel Book

UNESCO - 32 siti italiani da raggiungere comodamente in treno”

è stato invitato a concludere

Luigi Fiorentino Capo di Gabinetto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo

a seguire consegna del Premio “Paestum Archeologia” a

Gianfranco Battisti Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 15.00 - 16.00

INCONTRI CON I PROTAGONISTI “GERUSALEMME E IL TURISMO ARCHEOLOGICO”

in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo

conduce

Andreas M. Steiner Direttore di Archeo

interviene

Dan Bahat Archeologo degli scavi di Gerusalemme, del Tunnel e di Masada

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 16.00 - 16.45

INCONTRI CON I PROTAGONISTI “IL COLOSSEO INCONTRA ANGKOR WAT”

conduce

Paolo Conti Giornalista del Corriere della Sera

intervengono

Azedine Beschaouch Segretario Scientifico ICC-Angkor Comitato Internazionale di Coordinamento per la Salvaguardia e lo Sviluppo, Cambogia

Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo

a seguire consegna del Premio “Paestum Archeologia” a

Sackona Phoeurng Ministro della Cultura del Regno di Cambogia

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Cerere ore 16.00 - 19.00

WORKSHOP ARCHEOVIRTUAL “ARCHEOLOGIA E DIGITALE: LO STATO DELL’ARTE”

in collaborazione con CNR ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali e la Direzione Generale Musei del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

introduce

Augusto Palombini Direttore Scientifico ArcheoVirtual

modera

Cinzia Dal Maso Giornalista

conclude

Gianluca Vacca Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali

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SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Velia ore 16.30 - 18.00

PATRIMONI VIVENTI. LA PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ LOCALI
a cura del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali – Ravello

intervengono

Alfonso Andria Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali – Ravello
Francesco Caruso già Rappresentante permanente d’Italia presso l’UNESCO
Fabio Pollice Ordinario di Geografia Economico-Politica e Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo Università del Salento

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 16.45 - 18.00

INCONTRI CON I PROTAGONISTI

TROIA. STORIA DI UNA CITTÀ DAL MITO ALL’ARCHEOLOGIA”

in collaborazione con l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia

indirizzo di saluto

Serra Aytun Direttrice Ufficio Cultura e Informazioni Ambasciata di Turchia

conduce

Andreas M. Steiner Direttore di Archeo

interviene

Rüstem Aslan Direttore degli Scavi di Troia e Docente di Archeologia Çanakkale Onsekiz Mart University - Turchia

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 18.00 - 18.45

INCONTRI CON I PROTAGONISTI “L’ARTE DELLA PREISTORIA PER IL TURISMO ARCHEOLOGICO: LA FRANCIA E LE SUE GROTTE”

conduce

Silvestro Serra Direttore di Touring

interviene

Marie Bardisa Conservatrice Grotta di Chauvet

*****

SABATO 17 NOVEMBRE

Sala Nettuno ore 18.45 - 19.30

INCONTRI CON I PROTAGONISTI “PALMIRA DOPO LA CRISI”

intervengono

Talal al-Barazi Governatore di Homs - Siria

Mouhamed Al Khaddour Chairman of the Board of the Federation of the Syrian Chambers of Tourism

Mohamad Saleh Ultimo Direttore per il Turismo di Palmira


Firenze, TourismA: "Obiettivo Calabria – Itinerari Paesaggi Musei"

Obiettivo Calabria – Itinerari Paesaggi Musei

TourismA – Salone archeologia e turismo culturale

Firenze – Palazzo dei Congressi

Sabato 17 febbraio 20189.30/13.00

Il Polo Museale della Calabria parteciperà al TourismA – Salone archeologia e turismo culturale – che si terrà a Firenze, con il patrocinio del MiBACT, dal 16 al 18 febbraio 2018.

Sabato17 febbraio prossimo, infatti, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, è in calendario l’iniziativa Obiettivo Calabria – Itinerari Paesaggi Musei coordinata da Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria.

Questi, di seguito indicati, i direttori di alcuni musei afferenti al Polo Museale della Calabria che con le loro attese relazioni metteranno in evidenza, nella prestigiosa assise fiorentina, i tanti Beni storici, artistici e archeologici che contraddistinguono la nostra Regione.

Adele Bonofiglio, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza); del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza) e del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

Il Castello di Vibo e il Parco archeologico di Sibari: maestà di un paesaggio silenzioso

Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria); del Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria); del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria) e del Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

I fari della Calabria tra Capo Colonna e Punta Stilo

Gregorio Aversa direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone); del Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone); del Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro) e del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

I fari della Calabria tra Capo Colonna e Punta Stilo

Rossana Baccari direttore Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone); Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria) e La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Territorio, paesaggi e monumenti: identità, salvaguardia e valorizzazione. La Cattolica di Stilo, San Francesco a Gerace, Le Castella di Isola Capo Rizzuto

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Report Unione Nazionale Pro Loco d’Italia alla fine del 2017

Report UNPLI

Provincia di Cosenza

Ad Amantea, ridente cittadina del Tirreno cosentino, in un noto hotel di Campora San Giovanni, si è svolto un incontro indetto dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) provinciale per evidenziare lo stato dell’arte del sodalizio e per definire le prospettive future.

Alla presenza di delegati dell’associazione e di istituzioni di vario livello Antonello Grosso La Valle, presidente provinciale e consigliere nazionale dell’UNPLI, ha tracciato le linee guida ed ha esortato i politici presenti, su tutti il consigliere regionale Mauro D’Acri, ad un impegno mirato alla valorizzazione dei nostri paesi ricchi di storia, tradizioni e cultura, meritevoli di attenzione e di adeguato supporto.

L’impegno dell’UNPLI provinciale di Cosenza è quello di cooperare con la P.A., le Istituzioni Scolastiche e Religiose, con le associazioni di Volontariato, con il Terzo Settore, con le organizzazioni di categoria, con altri enti, con l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, per la promozione e la valorizzazione dell'Italia, della Calabria e della Provincia di Cosenza, in campo sociale, turistico, culturale, ambientale, ecologico, naturalistico, paesaggistico, sportivo, nell’ambito della solidarietà, del volontariato e delle politiche giovanili. È necessario tener presente l’appeal del brand UNPLI / Pro Loco che cresce a livelli esponenziali considerando la presenza capillare e i tanti percorsi di cittadinanza attiva nei territori calabresi; la molteplicità delle iniziative culturali, sociali, turistiche, ambientali per la promozione e valorizzazione dell’immenso patrimonio materiale e immateriale; il percorso dedicato ai Borghi (2017 Anno dei Borghi); Anno internazionale del turismo sostenibile (2017) per lo sviluppo, per favorire l'ambiente e le economie in difficoltà; l’impegno costante per la valorizzazione delle risorse umane (progetti servizio civile, artisti: musica, arte, pittura, teatro, ecc…); il percorso dei Cammini; il percorso itinerari per l’ampliamento della offerta turistica; la volontà di partecipare e condividere il percorso di sinergie e di coesione attraverso lo scambio di idee/progetti, e un costante confronto per una maggiore conoscenza dei territori/comunità con la logica integrata (bottom up), innovativa nell’attuazione delle politiche di inclusione sociale, per lo sviluppo dell’economia sociale e per tutte le forme di Turismo (accessibile/sociale, scolastico, culturale, naturalistico, ecc…).

In particolare sono stati enunciati i seguenti obiettivi:

  • creazione di dipartimenti con il coinvolgimento di personalità anche esterne; - il coinvolgimento dei calabresi in Italia e all’Estero con la realizzazione di un osservatorio/dipartimento; - il recupero di economie dal basso anche con lo strumento delle tecnologie (crowdfunding, ecc..); - nuovo portale web; - partecipazione a meeting e fiere; - responsabilità sociale d’impresa; - convenzioni con le imprese per rafforzare le eccellenze dei territori; - guida dei territori; - circuito degli artisti locali / artigianato tipico.

Ha sottolineato, altresì, il presidente provinciale, la necessità del sostegno da parte della politica e dagli imprenditori attivi nel territorio per dare slancio, entusiasmo e motivazioni ai nostri centri e per renderli sempre più competitivi e aperti.

Nel corso dell’iniziativa sono stati, inoltre, consegnati attestati di merito a persone che si sono distinte nell’espletamento delle proprie funzioni.

Amantea (Cosenza), 30 dicembre 2017

SILVIO RUBENS VIVONE

Report UNPLI

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