Astor Piazzolla Paola Crisigiovanni

Terni, ritorna l'omaggio a Piazzolla: intervista a Paola Crisigiovanni

Terni, con TangOpera ritorna l'omaggio a Piazzolla: intervista a Paola Crisigiovanni

Fusione tra tango argentino e opera lirica, ne scrissi del 2019 su Vivo Umbria dopo che al Teatro Nuovo di Spoleto avevo assistito allo spettacolo allora inedito TangOpera. Una produzione artistica di Ag.or.à. a cura dell’associazione Amici della Lirica di Terni, con un’orchestra di dieci elementi formata dal Nuevo Tango Ensemble, ispirato a Piazzolla, (Prisca Amori al violino, Simone Marini al bandoneón, Alessandro Paris alla chitarra, Matteo Gaspari al contrabbasso, Paola Crisigiovanni al pianoforte e per gli arrangiamenti) insieme alla Estro String Orchestra (Francesco Negroni alla viola, Angelo Santisi al violoncello, Daniel Myskiv, Luca Bagagli e Francesca Sbaraglia al violino), due cantanti liriche (la soprano Désirée Giove e la mezzosoprano Ilaria Ribezzi) e due ballerini di tango argentino (Sara Paoli e Samuele Fragiacomo).

Un evento di contaminazione tra generi che ricordo al pubblico piacque, tanto è che, quando venni a sapere della replica ternana che si svolgerà il prossimo 26 agosto nell’Anfiteatro di Terni, mi incuriosii nel voler approfondire la conversazione musicale con una delle sue protagoniste: Paola Crisigiovanni.

TangOpera Astor Piazzolla Paola Crisigiovanni
Terni, ritorna l'omaggio a Piazzolla, con Paola Crisigiovanni. La locandina ufficiale dell'evento - Ag.or.à Umbria

Quando ricevetti la telefonata ero reduce dall’aver guardato un documentario sulla vita di Carly Simon e ciò che mi era rimasto più impresso della sua storia era stata la vocazione che lei ha sempre avuto per la musica. Allo stesso modo mi è sembrato, leggendo la biografia della pianista e compositrice Crisigiovanni, qui prestata alle fatiche di TangOpera. Eclettismo che ben si ravvede nelle composizioni originali di, ad esempio, Agnus Dei ma anche di Suite Mediterranea e di Moz’art jazz. Sulla sua vocazione, avendo iniziato a comporre a 10 anni, non ho dubbi ma glielo chiedo per sfatarne qualcuno:

“Sono entrata in Conservatorio che avevo dodici anni, allora era il vecchio ordinamento dove si studiava per dieci anni lo strumento. Non l’ho abbandonata mai la musica e non ho pensato mai di fare altro. Da subito ho avuto l’idea di voler scrivere e di voler suonare, contemporaneamente, fin da ragazzina. Ricordo quando sentivo le colonne sonore dei film e dicevo ‘io voglio fare questo’.”

E poi l’ha fatto, sempre con l’intento di migliorarsi, anche se come dice lei non è stata la sua attività principale. Eppure, oltreché sotto il profilo della prosa, del cinema e della base concertistica, è riuscita a soddisfare alcune collaborazioni importanti quali quella con Alessandro Preziosi, Fabrizio Bosso nonché con l’attore Stefano Fresi con cui ha avviato un progetto sul rapporto tra arte e autismo insieme alla professoressa Monica Mazza della Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila.

Astor Piazzolla Paola Crisigiovanni
Terni, ritorna l'omaggio a Piazzolla - Foto proprietà riservata Paola Crisigiovanni

Quanto credi ti abbiano influenzato le tue esperienze musicali passate in questo lavoro?

“Direi totalmente, come in ogni lavoro. Io sono stata innamorata di tutti i generi musicali che ho studiato, che ho indagato: la musica classica in primis, poi il jazz, poi le composizioni di musica etnica, popolare, ma anche la musica pop, leggera che suonavo da ragazzina, tutto ha influito. Perché poi la musica per me è una. Può essere una musica di qualità, che può piacere o che non può piacere, ma la musica è una, non mi piacciono le divisioni in musica come in generale. Per cui ha influito in maniera totale, quindi quando poi è nata anche TangOpera è stata una bella sfida: unire le arie a Piazzolla senza toccare le arie, è stata una bellissima esperienza. È stata una produzione organizzata tra l’altro in modo eccellente, ci siamo divertiti, abbiamo trovato una grande ospitalità e una grande professionalità”.

Quindi quando nella prima edizione ti hanno proposto questa cosa, come l’hai presa?

“Quando Silvia Racanicchi [responsabile Ag.or.à., n.d.r.] mi ha proposto di fare questa cosa con il tango l’ho presa benissimo, nel senso che lavorare con delle partiture preesistenti, per poi sovrapporne delle altre, mi piace molto. Ad esempio, le melodie delle arie d’Opera sono lasciate esattamente così come sono e hanno un accompagnamento strumentale che invece è diverso, anche se contiene sempre delle citazioni alle partiture originali. Questo cambia tutto, nelle armonie e nella ritmica”.

Puoi spiegare questo concetto di sovrapposizione anche ai non addetti ai lavori?

“È come se si facesse una sorta di quadro dove alcune immagini vengono prese dai grandi pittori della storia e a queste vengono sovrapposte delle altre originali. In musica a volte gli arrangiamenti consistono nel citare il tema principale del pezzo che si sta eseguendo e poi improvvisare sopra, a volte cambiando le note del canto stesso. Qui ad esempio le arie di Puccini vengono lasciate esattamente come Puccini le ha scritte, però sotto c’è una composizione nuova fatta nello stile del tango”.

Terni, ritorna l'omaggio a Piazzolla - Foto proprietà riservata Paola Crisigiovanni

Contaminazioni evidenti che le piacciono e mentre ascolto, la suggestione mi porta a Saint-Saëns e a Gillespie e allora curiosando ancora un po' le chiedo: in origine di chi fu l’idea di TangOpera?

“L’idea si è generata, forse, insieme. Nel senso che parlando di una possibile produzione che si poteva fare, io ho esposto le varie situazioni musicali di cui potevo disporre e quindi quando poi è uscito il tango argentino di Piazzolla, è uscito dalla parte di Ag.or.à la voglia di fare qualche cosa che unisse il canto lirico a produzioni nuove, allora l’idea è scaturita subito. È stata, come dire, una chiacchierata molto produttiva tra loro e il mio modo di fare la musica, perché spesso ho fatto delle elaborazioni di materiale classico (Bach, Chopin, Mozart) unendolo appunto a delle mie composizioni originali, sempre sovrapponendo i brani. Le idee convergevano abbastanza sul mio modo di scrivere ed è quello che aveva in mente Ag.or.à quando voleva produrre TangOpera”.

Terni, ritorna l'omaggio a Piazzolla - Foto proprietà riservata Paola Crisigiovanni

Un omaggio ad Astor Piazzolla, nel centenario della sua nascita, che l’Umbria dunque attende con meraviglia, ancor più di questi tempi dove tra mille ristrettezze si tornerà a fare musica dal vivo. Proprio su questo punto torna e conclude la Crisigiovanni:

“Siamo sempre felici quando ci sono delle nuove produzioni che aspirano a creare qualcosa di bello perché questo mantiene la musica viva. Oggi c’è tanta massificazione, c’è tanto apparire. Si va a vedere un concerto perché arriva il personaggio famoso, il fenomeno da baraccone, quando ci sono tantissime realtà di giovani e meno giovani che hanno tanto da dire, al di là del fatto che usino o meno i mezzi di pubblicità che oggi comanda il mercato ed è un grande pericolo”, ha un messaggio importante da ribadire e le diamo voce: “Avere persone che magari ne usufruiscano meno e che sappiano dire o dare delle cose è bene che ci sia qualcuno che li faccia parlare in qualche modo, dare spazio alle prime esecuzioni e alle produzioni di musiche originali senza chiudere con il passato”.

 

Per avere maggiori informazioni:

Sito ufficiale di Paola Crisigiovanni

Pagina Facebook di Ag.or.à.

 

 


Primo Chiostro Complesso Monumentale di San Pietro Università degli studi di Perugia

Torna a splendere il “primo Chiostro” del Complesso Monumentale di San Pietro 

Torna a splendere il “primo Chiostro” del Complesso Monumentale di San Pietro 

Rettore Oliviero: “L’armonia estetica di un luogo influenza positivamente chi lo frequenta” 

 

Primo chiostro San Pietro
Il Rettore Maurizio Oliviero e la progettista Giulia De Leo

Primo chiostro San Pietro
Il taglio del nastro

Taglio del nastro, nella giornata del 9 Ottobre, per il restaurato “primo Chiostro” del Complesso Monumentale di San Pietro, in Borgo XX Giugno, a Perugia, in occasione dell’apertura di Umbrialibri 2020, alla presenza del Magnifico Rettore dello Studium Prof. Maurizio Oliviero. 

Primo chiostro San Pietro
Il “primo Chiostro” del Complesso Monumentale di San Pietro

Un diffuso sentimento di ammirazione per la bellezza del luogo ha caratterizzato la cerimonia: uno splendido sole autunnale, infatti, ha fatto risaltare l’armonia delle forme dello storico edificio abbaziale il quale, grazie a questo intervento filologico, è stato riportato al colore originario, che come scrisse nel 1778 Padre Galassi era – ed oggi è tornato ad essere - “un grazioso colore tendente al verdognolo con tutti li risalti, conci, e ornati del colore di travertino, che tutto insieme faceva un’ottima lega”. 

Il Rettore dell'Università di Perugia, Maurizio Oliviero

“L’armonia estetica di un luogo ha la capacità di influenzare positivamente chi lo frequenta – ha evidenziato il Rettore, con una punta di emozione, in apertura della cerimonia -. Lo splendido lavoro di restauro del primo chiostro del complesso monumentale di San Pietro non restituisce semplicemente la dovuta dignità a un luogo di indiscusso valore storico-artistico. Grazie al certosino lavoro di indagine archivistica e diagnostica compiuto dagli addetti ai lavori e alla preziosa collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che voglio ringraziare pubblicamente, rappresenta soprattutto un gesto di amorevole attenzione al prossimo e agli spazi del vivere comune, affinché la bellezza ci circondi sempre più. Il tema della manifestazione di quest’anno di Umbria Libri è ‘“Prossimo contatto’: un augurio che è di buon auspicio per il futuro”. 

I lavori nel chiostro, la cui edificazione, avviata nel 1614 da Valentino Martelli (1550-1630), venne ultimata dal Lorenzo Petrozzi nel 1705, sono iniziati nel maggio 2019 e si sono conclusi nello scorso mese di settembre 2020. L’esecuzione è stata affidata alla spoletina COO.BE.C SOCIETA COOPERATIVA.  

L’intervento ha riguardato il restauro degli intonaci, delle antiche pietre – principalmente granito e travertino, ma anche varia diverse tipologie - e degli stucchi, oltre che la realizzazione di nuovo impianto elettrico, per un investimento complessivo di quasi 500 mila euro (472.350 Euro più iva). 

il Prof. Paolo Belardi, Delegato rettorale per il settore Patrimonio

Ad accompagnare il Rettore in occasione del significativo evento il Prof. Paolo Belardi, Delegato rettorale per il settore Patrimonio. “Nel Piano della Comunicazione che è stato recentemente adottato – ha sottolineato il Prof. Belardi -, la ‘visione’ dell’Università degli Studi di Perugia è sintetizzata mediante un elenco di parole-chiave nel cui ambito risaltano ‘patrimonio’ e ‘ricerca’. Credo che l’inaugurazione odierna coniughi mirabilmente queste due parole, in quanto restituisce alla città una parte importante del patrimonio universitario, quale il primo chiostro del complesso monumentale di San Pietro, dopo averlo restaurato con il rigore scientifico di un’attività di progettazione in cui i confini tra professione e ricerca sono stati labili”. 

Primo chiostro San Pietro
da sinistra, Dom Elías Candelaria García, Valeriana Mazzasette, Maurizio Oliviero, Martino Belardi

Sono inoltre intervenuti l’Arch. Valeriana Mazzasette, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, la restauratrice Dott.ssa Paola Passalacqua, il Prof. Gaetano Martino, che ha dato il benvenuto ai presenti quale Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, Dom Elías Candelaria García (Osb), presbitero della basilica abbaziale di San Pietro di Perugia, il quale ha ringraziato a nome della Comunità benedettina il Magnifico Rettore per lo splendido lavoro realizzato e l’Arch. Giulia De Leo, progettista dei lavori di restauro, la quale ha dettagliatamente descritto le fasi della ricerca archivistica che ha permesso la ricostruzione dell’aspetto originario del chiostro e le attività di analisi di tutti i materiali costruttivi realizzata al fine di progettare  l’intervento. 

l’Arch. Giulia De Leo, progettista dei lavori di restauro

L’Arch. Valeriana Mazzasette ha quindi sottolineato l’accuratezza del lavoro realizzato dalle maestranze altamente specializzate incaricate nel restauro, esprimendo il suo plauso per l’ottimo lavoro di gruppo fra i professionisti e le istituzioni coinvolte.  

  I tecnici hanno illustrato in dettaglio le opere effettuate, ovvero il ripristino delle parti d’intonaco e tinteggiatura ammalorati, la verifica della stabilità delle decorazioni e delle parti architettoniche aggettanti rispetto alle facciate e la conservazione delle superfici architettoniche storico – artistiche. Ciò ha consentito il ripristino delle ottimali condizioni conservative delle superfici del portico e del prospetto al piano primo nei suoi intonaci, stucchi e paramenti lapidei, al fine di ottenere la piena godibilità delle strutture architettoniche e degli spazi, grazie anche alla nuova illuminazione.  

Primo chiostro San Pietro
Aula Magna

 

Testo e foto dall'Ufficio Stampa dell'Università degli Studi di Perugia


Festival per la Libertà di Espressione: la seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

FESTIVAL FREE WOR(L)D PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

La seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

 

Dopo il successo della prima edizione il Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione - nato a Spoleto l’anno scorso con l’idea di rimettere al centro le persone attraverso la cultura e l’informazione - giunge a una seconda edizione ricca di contenuti e di relazioni. È sfidando le difficoltà imposte dall’attuale emergenza sanitaria da Covid-19 che il Direttivo coordinato da Valentina Tatti Tonni ha voluto, con impegno e dedizione, proporre in quattro giornate dal 15 al 18 ottobre 2020 un Festival tematico intitolato alla Disinformazione per essere così presente sul territorio, in modo itinerante, con una serie di eventi pensati per la collettività.

Si inizia a pieno ritmo la mattina di giovedì 15 ottobre 2020 con un incontro, pur a distanza, con le scuole: in collaborazione con il Centro Anti Violenza di Spoleto il confronto con gli studenti dei primi due anni delle superiori sarà tenuto dalla pedagogista Adelaide Coletti e dalla presidente di GIULIA Giornaliste Silvia Garambois sul tema dei linguaggi sessisti e discriminatori e sul Manifesto di Venezia. Nel pomeriggio presso l’Albornoz Hotel verrà presentato il libro La lingua disonesta di e con Edoardo Lombardi Vallauri, docente di linguistica presso l’Università Roma Tre; in serata sempre all’Albornoz è previsto il concerto del noto e apprezzato Trio Francioli, Marino, Scarabottini.

La mattinata con le scuole verrà replicata venerdì 16 ottobre 2020 alla presenza della docente e scrittrice Lorella Zanardo e del regista Cesare Cantù con l’obiettivo di fornire agli studenti degli ultimi tre anni delle superiori strumenti utili all’interpretazione e all’educazione dei mass media. Il format della Zanardo – Schermi, se li conosci non li eviti – esportato in tutta Italia come incontro e spettacolo proseguirà in serata presso l’Albornoz Hotel e diretto ad un pubblico più ampio interessato all’uso consapevole dei media. Nel pomeriggio nella sala comunale sita in via del Mercato sarà invece inaugurata la mostra Il pozzo dei desideri della fotografa pluristimata nella regione Emanuela Duranti.

Nel fine settimana si entrerà nel vivo del Festival e della Disinformazione come tema conduttore con due convegni, entrambi presso l’Albornoz Hotel. Ad aprire i lavori, sabato 17 ottobre 2020, sarà un confronto aperto a cui parteciperanno nello stile dinamico dei Ted Talks (rispondendo tutti dal loro punto di vista alla domanda Cosa è vero e cosa realmente è falso?) la Vicesegretaria generale di CittadinanzAttiva Anna Lisa Mandorino, la sociolinguista Vera Gheno, la giornalista e presidente di “Cittadini Reattivi” Rosy Battaglia, la giornalista collaboratrice de Il Sole 24Ore su Viaggi e Turismo Sara Magro, l’avvocato esperta di diritto internazionale Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza. Nel pomeriggio seguirà il convegno sui diritti umani in pratica con il direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci. Sempre sul tema, in serata alla Sala Frau, verrà proiettato il film (prezzo del biglietto: 5 euro) diretto da Mick Jackson La verità negata.

Festival Libertà espressione seconda

Domenica 18 ottobre 2020, ultima giornata del Festival Free Wor(l)d 2020, in mattinata alla Sala Pegasus un omaggio ad Andrea Camilleri a un anno dalla sua scomparsa con la partecipazione del regista e drammaturgo Lorenzo Salveti: verranno letti brani scelti a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini con un contributo video di don Luigi Ciotti. A seguire alla Sala Frau si svolgerà la cerimonia di premiazione della prima edizione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni” destinato alle terze e quarte classi delle scuole superiori di secondo grado, proseguito nonostante le misure di contenimento da Covid-19 solo grazie alla tenacia e alla passione dei docenti che negli studenti hanno profuso interesse, promosso dall’Associazione Il Contrappunto e dall’IIS Sansi Leonardi Volta. Infine, alle ore 18 presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Festival è lieto di proporre a conclusione di questa sua seconda edizione lo spettacolo teatrale (prezzo del biglietto: 10 euro) Aletheia: teatro di voci e corpi di donne con la regia di Fabiana Vivani, insieme a una mostra d’arte di Maura Coltorti.

Festival Libertà espressione seconda

soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera con il presidio “Angela Fiume”, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con la collaborazione della sezione umbra di Amnesty International, con il partenariato di Spoleat, con il sostegno della Fondazione Loreti Onlus e dello Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno, con la media partnership di Classicult e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

Si rammenta che tutte le iniziative, ove non specificamente indicato, sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Nel rispetto delle disposizioni vigenti anti-Covid nei luoghi chiusi è fatto obbligo di indossare la mascherina mantenendo la distanza di sicurezza.

La prenotazione ai singoli eventi è obbligatoria: inviando una mail a [email protected]

Per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a [email protected]

Per contribuire alla raccolta fondi attiva su Buona Causa >buonacausa.org/cause/festival-freeworld-2020

 

Si può scaricare il programma qui.

 

Comunicato stampa e immagini (foto edizione 2019) dal Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione


Spoleto Due Mondi fratellanza

Spoleto Due Mondi, giù il sipario nel segno della fratellanza

Giù il sipario della sessantatreesima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto: la manifestazione si è conclusa ieri sera nel segno della fratellanza, come ha sapientemente sottolineato il maestro Riccardo Muti riferendosi alla nona Sinfonia di Beethoven e a cui, con la direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini da lui fondata nel 2004, è stato affidato in piazza Duomo il concerto finale.

I movimenti del compositore tedesco, di nuovo celebrato nel duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita e dopo che l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova due giorni prima aveva eseguito Le creature di Prometeo (concerto in forma scenica che abbinava le suggestive creature dello stilista Roberto Capucci, n.d.r.), si trova a fornire il vero significato all’intera edizione.

28/08/2020 - 63a edizione del Festival dei Due Mondi, Piazza Duomo, Le creature di Prometeo. Le creature di Capucci. Foto copyright Kim Mariani

 

28/08/2020 - 63a edizione del Festival dei Due Mondi, Teatro Romano, Maria Callas. Lettere e Memorie. Foto copyright Kim Mariani

Un anno particolare questo, nel quale a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19, fino all’ultimo non era neanche sicuro che il Festival si potesse fare. Per questo Umberto De Augustinis, sindaco della Città e presidente della Fondazione Festival, ha più volte ringraziato il direttore artistico uscente, Giorgio Ferrara, per il coraggio e il sacrificio.

Sebbene questa edizione abbia subito ristrettezze dal punto di vista precauzionale (uso di mascherine, pulizia delle mani, distanziamento sociale), dei posti a sedere ridotti (così come del pubblico anche della stampa), dei prezzi dei biglietti (per i più troppo alti), dei luoghi messi a disposizione (solo due, il Teatro Romano e la piazza del Duomo che all’aperto, potessero garantire sicurezza e permettere a quante più persone di assistere agli spettacoli) e la durata dell’intera kermesse (solo otto serate, seppur con nomi di più richiamo quali Dante, Ferrari, Bellucci e Zingaretti) il bilancio conclusivo non può che essere positivo: la prospettiva che il Festival dovesse saltare un’edizione – cosa mai avvenuta da quando Gian Carlo Menotti lo aveva fondato nel 1958 – per gli avventori era di fatto impensabile.

20/08/2020 63a edizione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Romano, Spettacolo - Concerto da Euripide e Sofocle I Messaggeri regia di Emma Dante, nella foto Elena Borgogni. Foto copyright Maria Laura Antonelli/AGF
21/08/2020 63a edizione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Piazza Duomo, 3 Monodrammi per attrice, coro femminile e orchestra. Arianna, Fedra, Didone Ovidio – Epistulae Heroidum, musica di Silvia Colasanti; adattamento e traduzione di Rene' de Ceccatty, nella foto il direttore Roberto Abbado, Orchestra Giovanile Italiana International Opera Choir, maestro del coro Gea Garatti con Isabella Ferrari. Foto copyright Maria Laura Antonelli/AGF

Il repertorio francese con cui il maestro Daniele Gatti aveva concluso l’edizione dello scorso anno, in questo ha ceduto il passo ad un più formale classicismo (Mozart, Cimarosa e Mercadante) che nel romanticismo (Schubert) ha poi conosciuto la grande opera con Verdi e Bellini (con arie interpretate dalla soprano Rosa Feola) grazie ad un’orchestra che è sempre preghiera e compimento per l’armonia. Ecco perché Riccardo Muti sprona affinché la Chiesa e lo Stato non dimentichino quale “colonna portante” rappresenti per il Paese “la storia della musica”.

23/08/2020 63a edizione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Romano, spettacolo Pianoforte con la pianista Beatrice Rana. Foto copyright Maria Laura Antonelli/AGF

Nel fare questo – anche ricalcando il tentativo della pianista Beatrice Rana in concerto solista nella prima settimana del Festival, nella messa in scena dell’Orfeo di Monteverdi che ne aveva inaugurato le gesta, o anche nel termine della trilogia del mito con musiche della Colasanti - con gli applausi finali è stato il maestro Muti, accompagnato da Maria Teresa Venturini Fendi, a dare all’infermiera Elena Pagliarini il premio Carla Fendi 2020 perché con il suo lavoro ha consacrato la sua vita al servizio dell’umanità senza in nessun caso abbandonare il malato (parafrasi dal “Giuramento degli Infermieri” tratto dal testo di Florence Nightingale, ndr.).

19/08/2020 63a edizione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Piazza Duomo, prova generale teatro con l'Opera de L'Orfeo, regia del maestro Pier Luigi Pizzi, nella foto il direttore Ottavio Dantone con l' Accademia Bizantina. Foto copyright Maria Laura Antonelli/AGF
Spoleto Due Mondi fratellanza
30/08/2020 63a edizione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto: un messaggio di fratellanza. Piazza Duomo, Concerto Finale, nella foto il direttore Riccardo Muti, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Foto copyright Maria Laura Antonelli/AGF

Al sacrificio e alla fratellanza si è infine aggiunto l’augurio di un futuro prospero, ieri in una conferenza stampa pomeridiana, della nuova direttrice artistica del Festival dei Due Mondi di Spoleto, Monique Veaute, il cui mandato inizia oggi per cinque anni: tra le anticipazioni quella di voler coinvolgere di più il territorio di Spoleto e di voler far tornare la musica protagonista. Il Festival 2021 che si svolgerà dal 24 giugno all’11 luglio, si prepara dunque ad affrontare nuovi impegni: ”Le tre parole d’ordine saranno novità, rarità e originalità. Spero di essere all’altezza delle aspettative”, ha concluso la Veaute a margine dell’incontro.

 

Spoleto Due Mondi fratellanza
30/08/2020 - Spoleto, Palazzo Comunale, conferenza stampa di presentazione della nuova direttrice artistica del Festival dei Due Mondi Monique Veaute. Da sinistra: Daniela D'Agata del collegio dei revisori dei conti, Dario Pompili vice presidente della Fondazione Festival, Maria Teresa Venturini Fendi, il sindaco Umberto De Augustinis, Monique Veaute e la direttrice amministrativa Paola Macchi. Foto da Ufficio Stampa del Comune di Spoleto.

La storia genetica della popolazione dell’Umbria

La storia genetica della popolazione dell’Umbria, studio dei ricercatori degli Atenei di Perugia, Pavia e Firenze

Un nuovo articolo dal titolo “The mitogenome portrait of Umbria in Central Italy as depicted by contemporary inhabitants and pre-Roman remains” e pubblicato dall’autorevole rivista internazionale “Scientific Reports” ricostruisce per la prima volta la storia genetica della popolazione dell’Umbria. Dall’analisi del DNA di campioni antichi e moderni, i ricercatori delle Università di Perugia, Pavia e Firenze hanno evidenziato molteplici input genetici da parte di diverse popolazioni che nel tempo hanno plasmato il pool genico mitocondriale degli antichi Umbri, compresi flussi genici con l'Europa centrale.

genetica Umbria Umbri DNA antico genoma mitocondriale
Origine dei campioni Umbri analizzati e distribuzione delle principali linee genetiche mitocondriali identificate nei campioni antichi e moderni

Recenti studi di genetica di popolazione hanno evidenziato una straordinaria complessità del patrimonio genetico degli Italiani, molto maggiore di quella che si osserva nel resto d’Europa. In questo contesto i ricercatori hanno voluto affrontare uno studio a livello micro-geografico focalizzando l’attenzione, per la prima volta, sull’Umbria. Situata nel cuore dell’Italia, questa regione ha rappresentato fin dalla preistoria un punto nodale della comunicazione tra il mar Tirreno e il mare Adriatico. Seppur annoveri una delle più antiche popolazioni italiche di cui si abbia traccia, con una identità culturale forte e ben definita, quello degli Umbri rimane ancora un popolo sottovalutato, soprattutto se confrontato con i “vicini” Etruschi e Piceni.

Professori Hovirag Lancioni e Alessandro Achilli

La ricerca è frutto di una collaborazione tra gruppi di ricercatori, coordinati dai Professori Alessandro Achilli (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”, Università di Pavia) e Hovirag Lancioni (Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie, Università degli Studi di Perugia), a cui hanno contribuito anche genetisti dell’Università di Firenze, di Porto (Portogallo) e i genetisti forensi di Innsbruck (Austria). A sottolineare l’aspetto multidisciplinare della ricerca, va menzionato il prezioso apporto (sia in termini di materiale da analizzare che di conoscenze storiche) di esperti archeologi, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e il contributo degli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale Foligno 5 (Perugia) e di tutti i volontari che hanno partecipato alla ricerca.

genetica Umbria Umbri DNA antico genoma mitocondriale
Alcuni reperti ossei rinvenuti nella necropoli di Plestia, Colfiorito, utilizzati per l’analisi del DNA antico

La Prof. Hovirag Lancioni sottolinea come “grazie all’Archeogenetica, una nuova disciplina che associa dati genetici a studi storici e preistorici, i ricercatori hanno messo a confronto i dati genetici di 545 volontari Umbri con quelli ottenuti da 19 reperti ossei umani rinvenuti nella necropoli pre-Romana di Plestia, Colfiorito, risalenti tra il IX e III secolo a. C.” La Dott.ssa Alessandra Modi aggiunge che “dall’analisi diacronica della variazione di sequenza di interi genomi mitocondriali è emerso il quadro genetico della popolazione umbra, come risultato di una lunga e complessa storia di migrazioni e mescolamenti favoriti dalla posizione geografica al centro della penisola Italiana.”

Dottori Irene Cardinali e Marco Rosario Capodiferro

La Dott.ssa Irene Cardinali riassume che i risultati ottenuti indicano che “alcune varianti mitocondriali sono state introdotte nella regione dagli antenati degli Umbri antichi e mantenute fino ai tempi nostri nelle aree più orientali, probabilmente per il loro isolamento geografico. Questi antenati ebbero origine da diverse popolazioni che in tempi diversi raggiunsero l'Umbria a partire dai primi agricoltori neolitici che si diffusero attraverso il Mediterraneo.” Inoltre, precisa il Dott. Marco Rosario Capodiferro, “le successive connessioni risalenti all’età del Bronzo e periodi medievali con gli europei centro-orientali, probabilmente includendo anche alcuni gruppi di nomadi (Yamnaya) dalle steppe pontico-caspiche sono a sostegno dell'ipotesi di un input genetico da nord-est fin da tempi antichi, come confermato anche dall'origine indoeuropea della lingua degli antichi Umbri”.

Conclude il Prof. Alessandro Achilli, dicendo che “il lavoro dimostra ancora una volta come il genoma mitocondriale sia uno strumento indispensabile per analizzare tracce genetiche e riscoprire eventi storici e preistorici che rimarrebbero altrimenti sconosciuti. In particolare, questi risultati genetici rappresentano un primo passo verso la ricostruzione della storia genetica della popolazione dell’Umbria e dei complessi rapporti di interscambio con le popolazioni confinanti (come gli Etruschi e i Piceni prima, e i Romani poi), ma anche con quelle più lontane. Più in generale questo approccio multidisciplinare basato su dati archeologici, storici e genetici rappresenta uno strumento indispensabile per la conoscenza del nostro patrimonio storico-culturale e quindi per la valorizzazione del nostro territorio.”

Alcuni tra gli autori principali delle Università di Perugia e Pavia coinvolti nel lavoro, da sinistra: Hovirag Lancioni, Irene Cardinali, Marco Rosario Capodiferro, Alessandro Achilli

“The mitogenome portrait of Umbria in Central Italy as depicted by contemporary inhabitants and pre-Roman remains”, di Alessandra Modi#, Hovirag Lancioni#, Irene Cardinali#, Marco R. Capodiferro#, Nicola Rambaldi Migliore, Abir Hussein, Christina Strobl, Martin Bodner, Lisa Schnaller, Catarina Xavier, Ermanno Rizzi, Laura Bonomi Ponzi, Stefania Vai, Alessandro Raveane, Bruno Cavadas, Ornella Semino, Antonio Torroni, Anna Olivieri, Martina Lari, Luisa Pereira, Walther Parson, David Caramelli, Alessandro Achilli è pubblicato sulla rivista Scientific Reports 10:10700. doi.org/10.1038/s41598-020-67445-0 www.nature.com/scientificreportsEqual contribution

 

Testo e foto sullo studio della storia genetica della popolazione dell'Umbria dall'Ufficio Stampa dell'Università degli Studi di Perugia


Mostra: Germanico Cesare… a un passo dall’Impero

Dal 10 Ottobre 2019 al 31 Gennaio 2020, presso il Museo Archeologico di Amelia è in programma Germanico Cesare… a un passo dall’Impero, mostra – installazione sul talentuoso generale, personaggio tanto sfortunato quanto importante nelle complicate vicende della successione di Augusto e della dinastia Giulio-Claudia. Nerone Claudio Druso Germanico, figlio di Druso Maggiore e nipote di Tiberio, doveva succedergli alla guida dell’Impero dopo essere stato adottato nel 2 d.C. per volontà di Augusto: invece, morì improvvisamente in Siria il 10 Ottobre del 19 d.C., in un momento di grande popolarità, dopo i successi della spedizione in Germania del 15-16 d.C.

Germanico racconta
Installazione mutimediale "Germanico racconta" - mostra "Germanico Cesare... a un passo dall'Impero" Credits: Comunicazione Sistema Museo

La mostra – curata da Marcello Barbanera e inaugurata il 10 Ottobre al Museo Archeologico e Pinacoteca di Amelia- celebra il talentuoso generale in un luogo e periodo non casuali: ad Amelia, nel 1963, fu ritrovata l’unica statua in bronzo di Germanico, e proprio quest’anno ricorre il bimillenario della sua morte. La mostra esplora i diversi aspetti della vita di Germanico - la famiglia, l’adozione e l’appartenenza alla famiglia Giulio-Claudia, i successi militari, la morte prematura - attraverso proiezioni immersive e percorsi multisensoriali pensati per diversi tipi di visitatori. Tra le opere scelte per raccontare la vita del personaggio figurano un quadro di Poussin raffigurante la morte di Germanico, un quadro di Benjamin West che ritrae Agrippina che sbarca a Brindisi con le ceneri del condottiero e, naturalmente, la statua in bronzo, protagonista nell’installazione multimediale “Germanico racconta”, dedicata alle vicende personali e ai successi militari di Germanico. Alcuni video con le ricostruzioni della città di Ameria (Amelia) in età romana completano il percorso, insieme ad una serie di iniziative collaterali a tema organizzate durante il periodo della mostra (workshop, degustazioni, spettacoli, presentazioni di libri).

Installazione multimediale presso la mostra "Germanico Cesare... a un passo dall'Impero"
Installazione multimediale presso la mostra "Germanico Cesare... a un passo dall'Impero" Credits: Comunicazione Sistema Museo

 

La mostra è organizzata dal Comune di Amelia, dal Comitato Nazionale per le celebrazioni della morte di Germanico Cesare e dalla Regione Umbria, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con il sostegno e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Il progetto multimediale è di Progetto Katatexilux, mentre la mostra è stata prodotta da Sistema Museo.

 


Madonna con Bambino Pinturicchio

La “Madonna col Bambino” del Pinturicchio torna a Perugia dopo 30 anni

Pinturicchio torna a Perugia dopo 30 anni

 

L’opera “Madonna col Bambino” esposta fino a gennaio 2020 alla Galleria Nazionale dell’Umbria

PERUGIA, 9 AGOSTO 2019 – Torna a Perugia il dipinto su tavola “Madonna col Bambino”, trafugato nel 1990 e attribuito al Pinturicchio.

L’opera, che resterà esposta nella Galleria Nazionale dell’Umbria dal 10 agosto al 26 gennaio prossimo, è rientrata in Italia grazie all’efficace opera di diplomazia culturale condotta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e all’attività investigativa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale.

Madonna col Bambino Pinturicchio"Questo ennesimo recupero mi rende particolarmente contento - ha detto in un video messaggio il Ministro Bonisoli - sia perché un altro frammento del nostro immenso patrimonio culturale è tornato nel nostro Paese, sia perché sarà possibile renderlo fruibile, per un periodo di tempo, ai cittadini e ai turisti che andranno a visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’evento di oggi sottolinea, ancora una volta, quanto sia importante che questo Paese porti avanti, nel modo più efficace, costante e determinato possibile, le iniziative di diplomazia culturale".

“Grazie alla diplomazia culturale – ha dichiarato il Ministro plenipotenziario Marco Ricci, intervenuto su delega del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli - si restituiscono alle culture di appartenenza opere d’arte illecitamente sottratte, ma, altresì, si contribuisce a promuovere un mercato dell’arte internazionale basato su principi e valori etici universalmente accettati”.

Per il Generale di brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale “ancora una volta, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, anche a distanza di quasi trent’anni, è stato possibile individuare il dipinto rubato, che da oggi fa ufficialmente il suo ritorno”.

“Questo recupero - ha aggiunto il Generale Parrulli - dimostra, ancora una volta, da un lato il carattere sempre più transnazionale delle attività criminali in questo settore e dall’altro l’importanza dello scambio di informazioni, anche tra le Forze di polizia di diversi Paesi, come sistema consolidato di cooperazione internazionale per contrastare efficacemente i reati in danno del patrimonio culturale”.

Madonna col Bambino Pinturicchio
La Madonna col Bambino del Pinturicchio

Il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini ha sottolineato: “Il Museo è il luogo dove le opere sottratte al territorio, un tempo con violenza, adesso per amorevole premura, trovano una nuova casa e assumono una funzione e un valore diversi”.

“È bello - ha concluso - che anche opere abituate da sempre a mostrarsi nell’intimità delle raccolte private possano godere di un pubblico più vasto, come accadrà per qualche mese alla splendida ‘Madonna col Bambino’ la cui pertinenza con la raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria è palesemente testimoniata dalle tante consorelle che la accolgono dalle pareti del museo”.

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Sala Stampa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale


Reperti di Campo della Fiera esposti al Museo di Orvieto

Allestita al Museo archeologico nazionale di Orvieto una sala con numerosi pezzi , in terracotta e bronzi, provenienti dagli scavi di Campo della Fiera. Ne hanno parlato nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Museo archeologico nazionale di Orvieto la direttrice del museo Luana Cenciaioli, la direttrice degli scavi Simonetta Stopponi e l’archeologo Marco Cruciani. Si tratta di una selezione tra un migliaio di reperti che abbraccia il periodo etrusco, il romano e quello medioevale.

Come si sa, il sito archeologico di Campo della Fiera è stato identificato con l’antico “Fanum Voltumnae”, il santuario federale dedicato al dio Veltune (Voltumna o Vertumnus per i Romani) dove, come riportato dallo storico romano Tito Livio, si riunivano i rappresentanti delle dodici maggiori città etrusche. L’indagine archeologica avviata nel 2000 ha riguardato un vasto periodo che va dal VI sec. a.C. al XIV, cioè dal santuario etrusco alla chiesa di San Pietro “in vetere”. Trasformatosi successivamente in luogo di culto cristiano, il “Fanum Voltumnae” fu in epoca medievale adibito allo svolgimento di mercati stagionali.

Dopo lo straordinario successo in Lussemburgo della mostra “Il luogo celeste. Gli Etruschi e i loro dei. Il santuario federale di Orvieto”, dove sono stati presentati per la prima volta al mondo in modo organico circa 1300 pezzi provenienti dagli scavi orvietani, è stata annunciata per la primavera 2019 ad Orvieto una mostra di risonanza internazionale organizzata da Polo museale dell’Umbria, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria e Comune di Orvieto.

 


Quinta edizione del Festival del Medioevo: "Donne, l'altro volto della Storia"

"Donne, l'altro volto della Storia"

sarà il tema della quinta edizione del Festival del Medioevo

in programma a Gubbio dal 25 al 29 settembre 2019

Festival del Medioevo 2019 Donne. L'altro volto della storia Medio Evo Gubbio UmbriaIldegarda, Christine de Pizan e le altre. “Donne, l'altro volto della Storia” sarà il tema della quinta edizione del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 25 al 29 settembre 2019.

Un viaggio intorno alla condizione femminile alla radice dei pregiudizi e degli stereotipi. La voce delle donne nella vita quotidiana e nei palazzi del potere: sante e regine, streghe e madonne, artiste e intellettuali, muse e medichesse. Sussurri e grida su vicende sconosciute, rimosse o dimenticate. Un lungo racconto tra l'arte e la letteratura, la politica e la filosofia.

Il Festival del Medioevo è giunto alla quinta edizione.

La manifestazione, centrata sulla divulgazione storica, incrocia il passato con i grandi temi del mondo contemporaneo e coinvolge autori provenienti da oltre venti università italiane e straniere: più di cento gli appuntamenti a ingresso libero con storici, scrittori, architetti, scienziati e giornalisti.

Molti altri eventi collaterali arricchiscono i cinque giorni dedicati all'Età di Mezzo: la "Fiera del libro medievale", con le grandi case editrici e gli editori specializzati; "Miniatori dal mondo", l'appuntamento durante il quale esperti calligrafi italiani e stranieri trasmettono le arti degli scriptoria medievali a studenti ed appassionati; la "Tolkien session", dedicata alla vita e alle opere del grande scrittore britannico autore del “Signore degli anelli”; le "Botteghe delle arti e dei mestieri", una mostra-mercato con prodotti dell'artigianato e "Il Medioevo dei bambini" con giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli. E ancora, giochi di ruolo, esibizioni di rievocatori, recital, concerti di musica medievale e lezioni-spettacolo con approfondimenti culturali su alcuni temi legati alla storia contemporanea.

Il Festival del Medioevo, organizzato dalla Associazione Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio, si avvale dei patrocini scientifici dell’ISIME, l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e della SAMI, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani e di quelli istituzionali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Umbria.

Principali sostenitori delle edizioni precedenti, oltre al Comune di Gubbio, impegnato con risorse finanziarie, logistiche e di coordinamento per la partecipazione delle realtà associative cittadine, il GAL Alta Umbria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Camera di Commercio di Perugia e la Fondazione Giuseppe Mazzatinti, che rappresenta anche un partner attivo nel settore dell'educazione.

La RAI, con i canali tematici Rai Storia e RAI Radio3, è il principale media partner dell'evento culturale. Il mensile di approfondimento storico MedioEvocollabora con il Festival del Medioevo fin dalla prima edizione, insieme a Italia Medievale, portale web impegnato nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e MediaEvi, la pagina Facebook specializzata nell’analisi dei medievalismi.

Il sito web del Festival del Medioevo (www.festivaldelmedioevo.it) e la relativa pagina Facebook sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

(12 dicembre 2018)

Web: www.festivaldelmedioevo.it
Facebook: @FestivalDelMedioevo
Instagram: festival_medioevo
YouTube: Festival del Medioevo


Festival del Medioevo: oltre cento eventi per la grande manifestazione eugubina

Sono davvero tantissimi gli appuntamenti di questa IV edizione del Festival del Medioevo che si terrà a Gubbio dal 26 al 30 settembre. Il tema di questa quarta edizione è Barbari. La scoperta degli altri, il cui programma potete trovare qui o scaricare qui.

Un viaggio tra i popoli e gli individui. In mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia: segni che indicano un limite comune. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l'alterità e l'identità, l'amico e lo straniero, l'estraneo e il diverso. Una parola che contiene in sé l'idea di un territorio definito, di una separazione. Ma che indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare.

In pochi anni il Festival del Medioevo è diventata la più importante manifestazione nazionale di divulgazione storica intorno ai secoli della cosiddetta Età di Mezzo. L'appuntamento annuale a Gubbio è insieme colto e popolare. Propone più di cento eventi. Oltre duecento i protagonisti:  storici, scrittori, artisti, architetti, scienziati e giornalisti.

Il Festival del Medioevo 2018 è quindi ricco di eventi collaterali al programma delle Lezioni di Storia: sono previste numerose attività come incontri con gli autori, la Fiera del libro medievale, mostre,
dimostrazioni, living history, spettacoli e concerti, visite guidate e attività per i più piccoli.

Ritroverete parte dei suddetti eventi in questo post in aggiornamento quotidiano.

Indice:

  • Trekking letterari gratuiti tra le meraviglie eugubine
  • Due spettacoli sotto gli affreschi di Ottaviano Nelli nella chiesa di Sant'Agostino
  • Tre spettacoli di falconeria al Festival del Medioevo
  • Il Gruppo Sbandieratori Gubbio per due esibizioni coinvolgenti
  • Bambini e ragazzi protagonisti tra letture, giochi di ruolo e teatro delle ombre
  • Laboratorio di danze medievali
  • Con la funivia per salire in cima al "Colle Eletto"

Leggere di più