Il tesoro del Capitano Kidd? Solo piombo e detriti per l'UNESCO

14 Luglio 2015
William_Kidd
Per l'UNESCO, quello ritrovato al largo del Madagascar il mese scorso,  il cosiddetto “tesoro” del famoso Capitano William Kidd, sarebbe solo zavorra in piombo, e il relitto relativo (la Adventure Galley) non sarebbe che quanto rimane delle costruzioni del porto di Sainte Marie, detriti insomma.
L'UNESCO aveva già espresso dubbi e critiche al momento della presunta scoperta, stigmatizzando la mancanza di archeologi professionisti a supervisionare.
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Mali: vicino il completamento delle ricostruzioni dei mausolei di Timbuctù

30 Giugno - 7 Luglio 2015
800px-Donkeys,_Timbuktu
Il progetto di restauro e ricostruzione di 14 mausolei di Timbuctù, distrutti tre anni fa, terminerà alla fine di Luglio. Il sito fu inserito nella lista di quelli a rischio. E se i lavori sono stati un successo, grazie alla collaborazione tra artigiani locali ed enti internazionali, allo stesso modo il Mali guarda con ottimismo al futuro.

Link: UNESCO; Hurriyet Daily News
Timbuktu, foto di Emilio Labrador Santiago de Chile (http://www.flickr.com/people/3059349393/ - Flickr: http://www.flickr.com/photos/3059349393/3331431933/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da MGA73bot2.
 


UNESCO: Palermo, Cefalù e Monreale e nuovi siti patrimonio dell'umanità

2 - 7 Luglio 2015
Chapelle_Palatine
La Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale rientrano nell'elenco dei nuovi siti, patrimonio dell'umanità UNESCO. Con questi nuovi monumenti, l'Italia arriva a contarne ben 51. Tra gli altri ricordiamo in particolare Efeso in Turchia.
I nuovi siti sono 24. Oltre a quello di carattere misto (naturalistico e culturale) delle Montagne Blue and John Crow in Giamaica, vi sono i seguenti: Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale (Italia), l'Acquedotto del Sistema Idraulico Padre Tembleque (Messico), le aree storiche di Baekje Historic Areas (Repubblica di Corea), il sito battesimale “Betania oltre il Giordano” (Al-Maghtas) (Giordania), Christiansfeld, insediamento clericale della Moravia (Danimarca), i Climats, terroirs della Burgundia (Francia)Colline dello Champagne, case e cantine (Francia)Paesaggi culturali di Maymand (Repubblica Islamica dell'Iran)Fortezza di Diyarbakir e  paesaggio culturale dei giardini di Hevsel (Turchia), Efeso (Turchia), il ponte di Forth (Regno Unito)il paesaggio culturale-industriale di Fray Bentos (Uruguay), la grande montagna reat Burkhan Khaldun e il paesaggio sacro circostante (Mongolia), Necropoli di Beth She’arim—pietra miliare del Revival Ebreo (Israele)il paesaggio Par Force Hunting in Nuova Zelanda (Danimarca)Arte rupestre nella regione Hail dell'Arabia SauditRegion of Saudi ArabiaGiardini Botanici di Singapore (Singapore)sito di patrimonio industriale Rjukan-Notodden (Norvegia), San Antonio Missions (Stati Uniti d'America)Cammini di Santiago de Compostela: Camino Francés e strade della Spagna SettentrionaleSiti della Rivoluzione Industriale Meiji: ferro e acciaio, cantieri navali ed estrazione del carbone (Giappone), Speicherstadt e Distretto Kontorhaus con Chilehaus (Germania)Susa (Repubblica Islamica dell'Iran)siti Tusi (China).
Sulla lista dei siti a rischio c'è stata l'aggiunzione di Hatra (Iraq) e della Città Vecchia di Sana’a (Yemen), insieme alla Città Vecchia Murata di Shibam (Yemen). Rimosso dalla lista invece il sito di Los Katíos in Colombia.
Link: UNESCO 1, 2, 3, 4, 5, 6; Repubblica - PalermoPast Horizons; Daily Mail; The Globe and Mail; Israel Ministry of Foreign Affairs; Hurriyet Daily NewsArchaeology News Network via AFP
La Cappella Palatina a Palermo, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Urban~commonswiki.
 
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L'UNESCO controllerà i siti a rischio grazie al satellite

2 Luglio 2015
L'UNESCO potrà ora utilizzare satelliti per effettuare un monitoraggio dei siti archeologici a rischio, grazie a un nuovo accordo con UNITAR-UNOSAT (United Nations Institute for Training and Research- United Nations Operational Satellite Applications Program).
Il problema si è reso più evidente negli ultimi mesi, in particolare a causa dell'instabilità politica in Siria, Iraq, Libia e Yemen.
Link: The GuardianUPI; Archaeology News Network


India: crollano file di colonne nel sito di Hampi

18 Giugno 2015
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Crollano le saalu mantapa (cioè file di colonne) presso il Bazaar di Krishna, nell'antica città di Hampi, inserita dall'UNESCO tra i siti Patrimonio dell'Umanità. Il crollo sarebbe avvenuto a causa delle forti piogge, ma pure in conseguenza delle attività agricole nell'area.
Hampi si trova nello stato di Karnataka ed era la capitale dell'Impero Vijayanagara (quattordicesimo - sedicesimo secolo).
Link: The Times of India; UNESCO; Wikipedia
Lo stato di Karnataka, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Nayvik (Karnataka_locator_map.svg: by User:Planemad derivative work: User:Nayvik - Karnataka_locator_map.svg, Census India ).
 


Yemen: distrutti edifici storici nella Capitale Sana'a

12 - 18 Giugno 2015
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I bombardamenti relazionati alla Guerra Civile in Yemen, hanno colpito pesantemente anche la capitale Sana'a. Oltre alle gravi perdite in vite umane, pure la Città Vecchia sta subendo danni irreparabili: distrutti almeno quattro edifici storici datati all'undicesimo secolo. Sana'a è un sito UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Link: UNESCOThe Telegraph; Archaeology News Network via ANSAmed; NBC News; Wikipedia 1, 2
Sana'a prima della Guerra Civile, di [email protected] da Flickrda WikipediaCC BY 2.0, caricata da Mac9.
 


Zimbabwe: il sito di Mapela tra quelli Patrimonio dell'Umanità?

29 Maggio 2015
journal.pone.0111224.g002
Un nuovo sito potrebbe aggiungersi a quelli già Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Si tratta dell'insediamento di Mapela, collocato nella regione Shashi-Limpopo, nella parte meridionale dello Zimbabwe, ai confini col Botswana.
Una comunità esistette in quest'area dall'ottavo al diciottesimo secolo. A renderla importante, nonostante la collocazione in un'area quasi inaccessibile, è la compresenza delle tre culture e l'interrelazione tra umani e cambiamento climatico.
Per saperne di più, si veda lo studio "Zimbabwe Culture before Mapungubwe: New Evidence from Mapela Hill, South-Western Zimbabwe", di Shadreck Chirikure, Munyaradzi Manyanga, A. Mark Pollard, Foreman Bandama, Godfrey Mahachi, Innocent Pikirayi, pubblicato su PLOS One.
Link: University of Oslo; Past Horizons
Una sezione della Collina di Mapela vista da Nord, foto da PLOS One, © 2014 Chirikure et al., Creative Commons Attribution License.


UNESCO - Candidatura "Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreal"

6 Maggio 2015

UNESCO - CANDIDATURA “PALERMO ARABO-NORMANNA E LE CATTEDRALI DI CEFALU’ E MONREALE” RACCOMANDATA PER ISCRIZIONE LISTA PATRIMONIO UMANITA’.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha ricevuto notizia della valutazione positiva della candidatura UNESCO “Palermo arabo normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” giunta dall’ICOMOS, l’organismo internazionale consultivo di riferimento  per il patrimonio culturale.
La candidatura, svoltasi con il coordinamento ed il supporto tecnico- scientifico del Segretariato Generale del MiBACT, è stata promossa dalla Regione Siciliana e dalla Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia. Essa ha per oggetto un sito seriale composto da 7 complessi monumentali palermitani e dai 2 complessi delle Cattedrali di Cefalù e Monreale a testimoniare l’altissimo valore del sincretismo culturale arabo-normanno che generò uno stile architettonico ed artistico eccezionale in grado di rappresentare, ancora oggi, l’esempio tangibile di convivenza, interazione e interscambio tra culture eterogenee.
La raccomandazione dell’ICOMOS rappresenta un risultato fondamentale ai fini dell’iscrizione, giunto a seguito di un lungo e complesso iter per la valutazione della candidatura che, dopo la presentazione della proposta nel 2014, ha compreso fasi interlocutorie con gli organismi internazionali ed ispezioni sul campo da parte di esperti di fama mondiale.  Per l’effettiva iscrizione nella World Heritage List si attende, dunque, la conferma del Comitato del Patrimonio Mondiale che si riunirà dal 28 giugno all’8 luglio 2015 a Bonn, a seguito della quale l’Italia avrà annoverato il suo 51° sito UNESCO.
Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone


Notizie dall'Unesco per Ani, Filippi, Hatra, Nimrud e Pompei

2 - 7 Marzo 2015
Alcune novità relative all'UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) per l'ultima settimana.
Si lavora per permettere alla città di Ani di avere il suo posto nella lista dei siti patrimonio dell'umanità. Ani è nota come la città delle 1001 chiese, ha 5000 anni ed è localizzata in Turchia, ai confini con l'Armenia. Anche Filippi, in Grecia, punta ad essere inserita nella lista: fondata dal re Filippo II di Macedonia, la città conserva molti notevoli monumenti e fu il luogo dell'importante battaglia che vide Ottaviano Augusto vincitore.
Si ricorderà che, a partire dal 2013, l'UNESCO aveva espresso preoccupazione per lo stato di Pompei, minacciando addirittura che, in caso di mancati provvedimenti, la si sarebbe rimossa dalla lista delle città patrimonio dell'umanità. Il 5 Marzo, l'Unesco ha riconosciuto che “Ci sono miglioramenti tangibili e significativi nello stato di conservazione di Pompei. L'Italia ha compiuto sforzi considerevoli nell'adottare le raccomandazioni dell'Unesco World Heritage Committee". Il ministro Dario Franceschini ha espresso soddisfazione per questo riconoscimento del lavoro compiuto col Grande Progetto Pompei, che sarà esteso a tutto il 2016.
Brutte notizie provengono invece dall'Iraq. Grande preoccupazione viene espressa per la distruzione di Hatra e Nimrud, che viene denunciata come operazione di pulizia culturale: per l'UNESCO sarebbe un vero e proprio crimine di guerra.
Link: UNESCO 1, 2Hurriyet Daily News; Protothema; ANSA 1, 2, 3, 4; MIBACT


Scienziati polacchi con il drone nella città natale di Buddha

27 Febbraio 2015

Kasper Hanus (sx) e Wojciech Ostrowski (rx) pilotano il drone. Foto di E. Smagur.
Kasper Hanus (sx) e Wojciech Ostrowski (rx) pilotano il drone. Foto di E. Smagur.

Nel villaggio di Tilaurakot in Nepal, identificato come la Kapilavastu, città nella quale Buddha trascorse i primi 29 anni della sua vita, ricercatori da Varsavia e Poznań stanno conducendo delle ricognizioni utilizzando il mezzo del drone.
Emilia Smagur nel museo locale informa gli studenti di Katmandu sulle monete ritrovate a  Tilaurakot. Foto di Jennifer Tremblay-Fitton.
Emilia Smagur nel museo locale informa gli studenti di Katmandu sulle monete ritrovate a Tilaurakot. Foto di Jennifer Tremblay-Fitton.

Il lavoro fa parte di un progetto per la conservazione del luogo di nascita di Buddha, nato sotto gli auspici dell'UNESCO, finanziato con fondi giapponesi e guidato dal Prof. Robin Coningham dell'Università di Durham, da Kosh Acharya del Pashupati Area Development Trust, in collaborazione col Dipartimento Nepalese di Archeologia e il Lumbini Development Trust.
Kasper Hanus prepara il drone per il volo. Foto di E. Smagur.
Kasper Hanus prepara il drone per il volo. Foto di E. Smagur.

Lo scopo è quello di documentare il panorama archeologico dei luoghi legati ai primi anni di vita di Buddha, e in aggiunta alla ricognizione aerea, Inglesi e Nepalesi si stanno occupando degli scavi. Si sono ritrovate oltre 500 monete d'argento in un contenitore in ceramica, probabile sacrificio di fondazione del tempio. Grazie alle fotografie aeree, invece, si è riusciti a localizzare gli elementi dell'antica città: stupa, fossati e luoghi per la fusione dell'acciaio. Si sono svolte ricerche anche nel vicino forte di Aurorakot, a dodici km di distanza.
Preparazione del drone per il volo. Foto di E. Smagur.
Preparazione del drone per il volo. Foto di E. Smagur.

Link: PAP - Science & Scholarship in Poland