Nel Medio Evo le donne vestivano meglio degli uomini

3 Maggio 2016
800nc_ex_leg
Nel Medio Evo, le donne avrebbero portato vestiti di qualità migliore di quella degli uomini: queste le conclusioni della ricerca di Chrystel Brandenburgh, dell'Università di Leida, che difenderà il 10 Maggio la sua tesi di dottorato.
Chrystel Brandenburgh ha studiato i vestiti dal 400 al 1000 d. C., verificando pure molte variazioni regionali nell'uso dei tessuti. Lo studio si è soffermato sui Paesi Bassi, un'area in precedenza poco toccata dalla ricerca in merito.
Nelle tombe è possibile pure notare diversi strati di vestiti, ma purtroppo dai resti non è possibile azzardare ipotesi su forma e taglio. Ad ogni modo, ci forniscono informazioni sulle persone sepolte e sulla loro condizione.
Link: AlphaGalileo via Universiteit Leiden
Geografia dei Paesi Bassi, 800 d. C., da WikipediaCC BY-SA 3.0 (RACM & TNO - RACM & TNO. Developed for the Nationale Onderzoeksagenda Archeologie www.noaa.nl).


Straordinari reperti da un relitto del diciassettesimo secolo a Texel

18 Aprile 2016

Credits: Kaap Skill
Credits: Kaap Skill

Dal relitto di una nave del diciassettesimo secolo, presso Oudeschild (vicino Texel nel Mare dei Wadden), si sono recuperati straordinari reperti, come una lussuosa gonna, appartenuta ad aristocratici e forse persino a reali. Tra gli altri reperti, un mantello, calze, un corsetto in seta e raso con fili d'argento e oro.
Tra gli altri oggetti: ceramiche dall'Italia, un calice d'argento dorato, profumi da Grecia e Turchia, copertine di libri con lo stemma della casa reale degli Stuart.
I reperti sono oggetto di una mostra, "Garde Robe", aperta al pubblico dal 14 Aprile (e fino al 16 Maggio), presso il Museo Kaap Skil a Texel.

Link: AlphaGalileo via Universiteit van Amsterdam (UVA)


Quel che sale deve scendere: breve storia della brachetta (codpiece)

30 Aprile 2015

Quel che sale deve scendere: breve storia della brachetta (o braghetta, codpiece in Inglese)

In voga solo per un breve periodo di tempo, la brachetta ha lasciato una ricca eredità nell'arte, nella letteratura e – più di recente – nei drammi televisivi in costume. Concentrando l'attenzione su questo accessorio maschile di ostentazione, la candidata al Dottorato Victoria Miller ha sviluppato alcune nuove idee sulla sua evoluzione (e declino) come simbolo di virilità

Tiziano Carlo V

Nella commedia elisabettiana Wily Beguiled, un personaggio chiamato Will Cricket si vanta del fatto che le donne lo trovino attraente perché ha “un viso dolce, una barba elegante, un corpo attraente e una brachetta ubriacante”. Cose meravigliose si sono dette sulla brachetta (o braghetta), non ultime quelle in risposta alla drammatizzazione televisiva del Wolf Hall di Hilary Mantel. Spiegando la deliberata riduzione della brachetta di Thomas Cromwell, l'attore Mark Rylance ha espresso l'opinione che il pubblico moderno, specialmente in America, “potrebbe non sapere esattamente cosa succede laggiù”.
320px-Hans_Eworth_Henry_VIII_after_Holbein
Un oggetto del vestiario maschile che è stato per breve tempo  de rigeur cinque secoli fa circa, la brachetta al contempo copriva e attirava attenzione su di una parte dell'anatomia che non poteva neppure essere nominata in società. Scrivendo negli anni ottanta del Cinquecento, il filosofo francese Michel de Montaigne (dalla traduzione di Donald Frame) riassunse il curioso caso della brachetta come summed up the curious case of the codpiece as “vuoto e inutile modello di un membro che per decenza non possiamo neppure chiamare per nome, e che però ostentiamo e del quale facciamo pubblica parata”.
Parmigianino,_ritratto_di_pier_maria_rossi_di_sansecondo_01