Le rocce vulcaniche dei Campi Flegrei, ispirazione del cemento dei Romani?

9 Luglio 2015
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I Romani si sono forse ispirati alle rocce vulcaniche dei Campi Flegrei, per la creazione del loro celebre cemento, visibile nel Pantheon e nel Colosseo, oltre che in diversi porti nel Mediterraneo (Alessandria, Cesarea, e a Cipro).
Già con Seneca (e con Vitruvio prima di lui) si notava che la cenere a Puteoli diventava pietra, a contatto con l'acqua. I Romani erano degli attenti osservatori della natura: utilizzarono la pozzolana per il loro cemento, e tuttavia una fonte diversa per la calce. E queste considerazioni potrebbero pure permettere oggi lo sviluppo di nuove tipologie di cemento, a partire da elementi simili.
Queste sono alcuni dei risultati di un nuovo studio pubblicato su Science da Tiziana Vanorio e Waruntorn Kanitpanyacharoen. Gli studiosi sono partiti dall'analisi delle rocce fibrose, simili al cemento, che si trovano nella caldera del supervulcano dei Campi Flegrei. Tiziana Vanorio era una delle 40 mila persone residenti a Pozzuoli, che furono evacuate nel 1982, in seguito all'innalzamento del terreno e a piccoli terremoti che seguirono. L'esperienza lasciò un segno vivido che l'ha spinta poi ad esaminare questa sorta di coperchio roccioso che sigilla la caldera.

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Ercolano è stata chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza questo lunedì

29 Giugno - 8 Luglio 2015
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Con il numero ridotto di custodi ad Ercolano, è bastata una malattia perché si dovesse chiudere il sito al pubblico, "per ragioni di sicurezza", questo lunedì pomeriggio.
Link: ANSARepubblicaIl Mattino; Adrian Murdoch; Gazzetta del Sud
L'entrata nord di Ercolano, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Dommaria.
 


La fine dei Neanderthal non fu determinata dall'eruzione del Vesuvio di 40 mila anni fa

20 - 21 Marzo 2015
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Non sarebbe stata l'eruzione di 39 - 40 mila anni fa circa, che disseminò per i Campi Flegrei l'Ignimbrite Campana, a determinare la fine dei Neanderthal in Europa.
Anche se i due eventi tendono a coincidere temporalmente, infatti, uno studio pubblicato su Geology nota che gli effetti dell'eruzione sarebbero stati insufficienti a determinare da soli la fine dei Neanderthal, non andando a toccare direttamente le aree nelle quali questi vivevano. Il raffreddamento seguente la stessa avrebbe però potuto avere conseguenze sulla vita dei Neanderthal e sulle popolazioni degli umani moderni di allora. Ai tempi dell'eruzione, tuttavia, questi ultimi erano già arrivati e insediati in Europa, mentre i primi già declinavano costantemente.
Lo studio "Campanian Ignimbrite volcanism, climate, and the final decline of the Neanderthals", di Benjamin A. BlackRyan R. Neely e Michael Manga, è stato pubblicato su Geology.
Link: Geology; The Geological Society of AmericaScience Daily; Past Horizons
Vista satellitare dei Campi Flegrei, foto della NASA, da WikipediaPubblico dominio, caricata da AlMare.
 


Rotoli carbonizzati da Ercolano, letti di nuovo dai tempi dall'eruzione del Vesuvio

21 - 24 Gennaio 2015
Per la prima volta dall'eruzione del Vesuvio, nel 79 d. C., è stato possibile leggere alcune parole dai rotoli di papiro carbonizzati e appartenenti all'unica biblioteca dell'antichità, conservatasi integralmente ad Ercolano.
La biblioteca apparteneva a Lucio Calpurnio Pisone, console e suocero di Caio Giulio Cesare. L'operazione di lettura è stata possibile grazie a un team italo - francese, guidato da Vito Mocella del CNR. Non si è reso necessario srotolare i fragilissimi rotoli, ma è stato possibile identificare lettere e due parole intere, grazie alla tomografia di contrasto di fase mediante luce di sincrotrone.

Lo studio "Revealing letters in rolled Herculaneum papyri by X-ray phase-contrast imaging", di Vito MocellaEmmanuel BrunClaudio Ferrero & Daniel Delattre, è stato pubblicato su Nature Communications.
Link: Nature Communications; CNR; Le ScienzeDiscovery News; Past Horizons; Daily MailThe Economist; ANSA; Wired; Il Fatto Storico.


I tesori di Oplontis presto in mostra a Torre Annunziata

3 Settembre 2014
L'antica Oplonti fu anch'essa vittima del Vesuvio, insieme a Pompei ed Ercolano. I tesori di questa città, finora chiusi nei depositi, partiranno ora per un tour negli Stati Uniti, in quanto non esiste ancora un museo che li possa contenere.
Il tour durerà due anni, alla fine dei quali i manufatti verranno ospitati nella sede del Comune di Torre Annunziata, secondo quanto affermato dal neo-assessore alla Cultura, Antonio Irlando. Lo scopo più ampio è quello della valorizzazione dei tesori dell'antica Oplonti.
Link: MIBACT; Il Velino