Pompei. Ecco i nuovi percorsi di visita tra edifici e giardini storici

Dopo due settimane dalla riapertura, il Parco Archeologico di Pompei si avvia ad inaugurare nuovi percorsi di visita tra edifici e giardini storici. Sempre con attente misure di sicurezza, secondo le norme del Ministero della Salute, dal 9 giugno sarà possibile accedere al sito anche dall'ingresso di Porta Marina da dove sarà possibile, tramite percorsi unidirezionali e differenziati, ammirare nuovi edifici riaperti dopo alcuni interventi di manutenzione.

Proprio da questo ingresso i visitatori potranno ammirare le suggestive Terme Suburbane, un tempo posizionate con vista panoramica sul mare e note in letteratura per la presenza, all'interno dell'apodyterium, lo spogliatoio, di scene erotiche che contrassegnavano le cassette poggia vestiti.

Le scene, raffiguranti un poeta erotico e una serie di atti sessuali di vario tipo, sono collocate al di sopra di capsae numerate ma sul significato da attribuire a questo tipo di scene presenti in luoghi termali ancora si discute molto.

Terme Suburbane

Vari studiosi hanno proposto di riconoscervi un originario sistema di individuazione del luogo in cui erano state sistemate le capsae utilizzate dai bagnanti o ad un'allusione esplicita dei servizi di prostituzione che potevano essere richiesti nell'edificio, come testimonierebbe la presenza di numerosi graffiti di carattere erotico sulle pareti di questi edifici sia a Pompei che ad Ercolano e la presenza di un vasto settore al piano superiore, accessibile anche dall'apodyterium, nel quale si trovavano stanze da letto di varia grandezza.

Inedito e interessante è anche il percorso del verde che si sviluppa dall'ingresso di Piazza Anfiteatro e aggiunge alcune novità rispetto al percorso precedente della fase 1 proposta dal Parco. Si potrà passeggiare nel Giardino della Palestra Grande o dell'Anfiteatro, si potrà attraversare la bella abitazione di Giulia Felice ricca di verde, di alberi e di fiori, o la Casa di Octavio Quartio al cui centro dello spazio verde spicca l'euripo longitudinale la cui restituzione architettonica fu resa possibile dagli approfonditi studi di Spinazzola seguiti da quelli di Maiuri e Pane.

Giardino Nave Europa

Da qui sarà possibile raggiungere la Domus della Nave Europa che per la prima volta riapre il suo vigneto, sul retro dell'abitazione, utilizzato un tempo dai suoi proprietari per la produzione e il commercio della vite. La casa, che prende il nome da un graffito raffigurante una nave chiamata Europa fu scavata nel suo intero complesso nel 1957 ma ancora negli anni '70 fu possibile rilevare, nell'area verde distribuita su due livelli, i calchi di 146 radici.

Di queste molte appartenevano a viti, altre ad alberi da frutto che, dai semi ritrovati, sono stati identificati con fichi, noccioli e mandorli. Ripristinata anche l'antica coltivazione della vite ricostruita grazie ai trattati storici sull'agricoltura di Plinio il Vecchio e Columella, e in epoca moderna studiati dalla grande esperta del verde di Pompei, Wilhelmina Jashemski. E’ restituito al suo splendore anche il giardino interno, grazie al recente progetto di ricostruzione storica, con l’impianto della vite maritata, una tecnica che prevede la coltivazione della vite su altro albero che funge da sostegno, utilizzata fin dai tempi antichi e fino a tutto l’800 nel territorio vesuviano.

Casa del Menandro

“Queste due settimane ci hanno consentito di monitorare l’impatto dei visitatori  e  il rispetto delle  misure sanitarie, registrando un positivo riscontro. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna -  Anche gli accessi al sito, benché’ limitati ai visitatori campani, sono progressivamente cresciuti con alcune giornate di sold out, come il 2 giugno,  a conferma della grande voglia di tornare a godere di questi luoghi.

Vigneto Nave Europa

Con l’apertura dei confini regionali ci aspettiamo un ulteriore incremento dei flussi. In questa nuova fase si aggiungono alcune novità ai percorsi, rese possibili grazie agli interventi di manutenzione e restauro portati avanti durante il lockdown, Abbiamo approfittato per intervenire anche sul decoro degli ingressi, in particolare a Porta Marina e Piazza Esedra, che sono stati oggetto di alcuni interventi di sistemazione. In particolare si è provveduto alla riqualificazione pavimentale del viale delle Ginestre, per migliorare il percorso di accesso al quartiere dei teatri.

Giardino Nave Europa

E sono proseguiti gli interventi sul verde, che in tutta la città antica è oggetto di monitoraggio da parte degli esperti dei giardini del Parco. Se in alcuni casi è stato inevitabile l’abbattimento di alcuni alberi, a tutela delle strutture archeologiche e dell’incolumità dei visitatori, a seguito di indagini fitostatiche, deputate alla verifica della stabilità e delle condizioni di vita delle piante – come nel caso del pino posto all’ingresso del quadriportico, che non è stato in nessun modo possibile recuperare - contestualmente si sta portando avanti il piano di ripristino dei giardini delle domus, con la ricostruzione storica e l’ integrazione delle diverse specie vegetali”.

Carro, Casa del Menandro

Altra novità è costituita dal percorso che conduce ad alcuni ambienti servili della Casa del Menandro dove sarà possibile ammirare un cisium, un carro con ruote alte che in antico veniva utilizzato per poter superare con agilità gli alti attraversamenti stradali nelle vie della città. Il mezzo presenta ancora delle parti originali che sono state oggetto di restauro e che, grazie alla ricostruzione proposta negli anni '30 da Maiuri, restituisce un'immagine perfetta di come doveva essere.

Dall’Anfiteatro è possibile anche attraversare la necropoli di Porta Nocera e visitare l’orto dei Fuggiaschi con il suo vigneto. E lungo via dell’abbondanza visitare la Domus di Cornelio Rufo con il bel peristilio, riaperta di recente.

Villa Regina Boscoreale

Anche i siti minori riapriranno in maniera scaglionata nelle prossime settimane. Si riparte con Villa Regina a Boscoreale che dal 10 giugno accoglierà i visitatori dalle 9,00 alle 19,00 (ultimo ingresso 17,30). Il numero di visitatori per fascia oraria è di massimo 15 persone, ogni 30 minuti al costo di 2€ (più prevendita on-line 1€). L’Antiquarium sarà accessibile in un secondo momento. Il sito resterà chiuso il martedì.

Per info sulle modalità di visita: http://pompeiisites.org/info-per-la-visita/percorsi-dal-9-giugno/

Foto: Parco Archeologico Pompei

 


Dopo i lavori di restauro torna fruibile Villa Regina a Boscoreale

Dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza, riapre Villa Regina a Boscoreale. Il complesso fu scoperto nel 1977, a seguito di alcuni lavori edilizi, e poi portata in luce grazie a numerose campagne di scavo concluse nel 1980. Villa Regina, ad oggi, costituisce l’unica villa rustica interamente visitabile delle numerose fattorie produttive presenti sul territorio pompeiano. Il cortile scoperto ospita la cella vinaria dove sono stati trovati diciotto dolia che servivano per la conservazione del vino.

Villa Regina

L’attività principale della villa era proprio la produzione del vino. Vari sono gli ambienti pregiati della villa: il triclinio con pareti decorate in III e IV stile pompeiano, la cucina, in disuso al momento dell’eruzione con forno in muratura e focolare al centro della stanza, un vano di servizio con cisterna per la conservazione dell’acqua, un granaio per il fieno, la conservazione di cereali e legumi. Di particolare bellezza anche il torcularium con i calchi del torchio ligneo ed i fori e pozzetti per l’ancoraggio al suolo, la vasca di premitura e il contenitore per la premitura e la raccolta del mosto.

Villa Regina

La villa presentava anche un secondo piano, databile nel suo impianto originario al I secolo a.C. e ampliato successivamente in fase augustea e poi giulio-claudia. In una stradina adiacente alla villa furono trovati i solchi lasciati dalle ruote di un carro da trasporto (plaustrum), mentre il piano di calpestio dell’area circostante la villa che si data al 79 d.C. conserva le tracce  delle antiche coltivazioni da cui poi sono stati eseguiti i calchi delle radici di vite.

Un bell’esempio di stratigrafia è possibile essere visionata lungo le pareti dello scavo che mostra la successione dei depositi piroclastici che si sono alternati durante la catastrofica eruzione del 79 d.C.

Villa Regina

Con l’apertura al pubblico della villa, dal 20 settembre 2019, avranno inizio anche le visite guidate serali nell’ambito di Campania by night, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale campano promosso dalla Regione Campania, ideato e curato da Scabec. Le visite guidate in programma ogni giovedì dal 19 al 24 ottobre a partire dalle ore 19 prevedono un percorso guidate sia alla Villa che all’Antiquarium di Boscoreale che raccoglie propriamente reperti del territorio in epoca romana e alcuni reperti provenienti dalla scavo della villa.

Villa Regina

Tutte le informazioni su costi, orari e prenotazioni su www.campaniabynight.it

L’accesso alla Villa e all’Antiquarium sarà, inoltre, possibile il venerdì e il sabato sera, dalle 20,30 alle 23 (ultimo ingresso fino alle 22,45)    fino al 12 ottobre, al costo di 2€, nell’ambito dei progetti di valorizzazione del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo.


Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei

Apre il cantiere di Villa Regina a Boscoreale

Villa Regina, apre le porte del suo cantiere venerdì 14 giugno, in occasione delle Giornate dell’Archeologia  per raccontare gli interventi di messa in sicurezza e restauro che la stanno interessando, offrendo al contempo l’opportunità di visita alla Villa rustica, in attesa della sua riapertura definitiva.

Le visite al cantiere si svolgeranno alle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle 13:00 alle 16:30, con ingresso gratuito ai  visitatori, che saranno accolti da un responsabile dell'Impresa ACF Restauri e da un funzionario del Parco Archeologico

Le Giornate dell’archeologia, in programma dal 14 al 16 giugno 2019 nei luoghi di cultura statali e non, promosse dal Mibac, nascono su  iniziativa dell’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva(INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives), che per il decimo anniversario ha coinvolto tutti i paesi Europei, come occasione per  promuovere il patrimonio e far conoscere il lavoro dell’archeologo,attraverso conferenze, spettacoli, laboratori didattici e visite guidate a cantieri di scavo.

Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei
Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei

Villa Regina è l’unica villa rustica interamente scavata delle numerose fattorie specializzate nella produzione agricola presenti sul territorio  pompeiano. Fu scoperta nel 1977, a seguito di lavori edilizi, e poi portata in luce con accurate campagne di scavo concluse nel 1980.

E’ composta da vari ambienti disposti sui tre lati di un cortile scoperto che ospita la cella vinaria con diciotto dolia (orci per la conservazione del vino). L’attività principale era infatti la produzione del vino.

Nella villa si conservano alcuni calchi degli infissi in legno di porte e finestre.  Gli ambienti pregiati della Villa, oltre  all’ampio porticato, al torcularium con i calchi del torchio ligneo ed i fori e pozzetti per il suo ancoraggio al suolo, la vasca di premitura ed il contenitore per la raccolta del mosto; includono il triclinio, dalle pareti decorate da pitture attribuite alla fase di transizione tra il III e il IV stile; la cucina, in disuso al momento dell’eruzione, con forno in muratura e focolare al centro della stanza, un vano di servizio con la cisterna per l’acqua, sormontata da un vaso di argilla ; il granaio per la conservazione di fieno, cereali e legumi, adiacente all’aia scoperta.

La villa, che presentava anche un piano superiore, è databile nel suo impianto originario al I sec. a.C. e fu ampliata in almeno due fasi successive in età augustea e giulio-claudia. Nel portico venne ritrovato durante lo scavo un carro da trasporto (plaustrum), di cui restano evidenti, in una stradina adiacente alla villa, i solchi lasciati dalle ruote nel terreno.

Il piano di calpestio dell’area circostante la villa è costituito dal terreno agricolo del 79 d.C., che conserva le tracce delle antiche coltivazioni e di cui sono stati eseguiti i calchi delle radici di vite. Accanto ad esse sono state ripiantate le viti per la ricostruzione dimostrativa dell’impianto del vigneto.
Lungo le pareti dello scavo la stratigrafia del terreno mostra chiaramente la successione dei depositi di materiale piroclastico determinati dall’eruzione del 79 d.C. che causò la distruzione della piccola fattoria

 
Gli interventi  finalizzati alla messa in sicurezza dell’edificio e alla futura fruizione da parte del pubblico, hanno previsto la sistemazione e  ripristino delle coperture, oltre ad interventi conservativi di pulitura degli apparati decorativi.
 
L’ingresso all’adiacente Antiquarium di Boscoreale permane a pagamento.