Cosa ci raccontano i pozzi dei nostri antenati?

8 Febbraio 2016

Cosa i pozzi ci raccontano dei nostri antenati

Uno dei pozzi studiati a Kwiatków. Foto di E. Schellner
Uno dei pozzi studiati a Kwiatków. Foto di E. Schellner
Un vero e proprio raggruppamento di pozzi risalenti approssimativamente a 1800 anni fa è stato scoperto dagli archeologi a Kwiatków, vicino Koło, nella Grande Polonia. In un insediamento preistorico hanno contato esattamente 101 pozzi. Un simile addensamento è unico nell'Europa Centrale.
"È un vero mistero" - ha riferito a PAP Magdalena Piotrowska dell'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz University a Poznań, che ha ricevuto un finanziamento dal Centro Nazionale della Scienza per la risoluzione dell'enigma. "L'insediamento era collocato molto opportunamente vicino a sorgenti d'acqua, incluso il fiume Warta che scorre nelle vicinanze" - ha aggiunto. Ha riferito che in anni recenti il numero di pozzi scoperti presso siti archeologici è molto aumentato, il che è da associarsi a una ricerca su larga scala e a operazioni di recupero. Ad ogni modo, uno studio che ordini e aggiorni la conoscenza sui pozzi non è stato ancora pubblicato. Come parte del finanziamento dal Centro Nazionale della Scienza, la ricercatrice guarderà al problema in maniera esaustiva, ma concentrandosi principalmente sull'esempio di Kwiatków.
Kwiatków è situato nella valle del Warta, nella Valle Kolska, attraverso la quale, secondo alcuni ricercatori, poteva condurre una delle varianti della "via dell'ambra". Si trattava di una presunta via mercantile che collegava l'Impero Romano al Barbaricum - termine col quale i Romani chiamavano le terre al di là dei loro confini. Gli Archeologi sono stati in grado di identificare gli abitanti del villaggio; in termini tassonomici (sula base di manufatti specifici e costumi relativi alla sepoltura) la comunità si definisce come relativa alla cultura Przeworsk. Secondo alcuni ricercatori, i suoi rappresentanti dovrebbero essere identificati coi Germani.
Scavi a Kwiatków. Foto di E. Schellner
Scavi a Kwiatków. Foto di E. Schellner

"Un numero di oggetti dedicati senza precedenti, e si tratta di una categoria di ritrovamenti unica - in aggiunta a numerosi frammenti di ceramiche - che comprendono monete, gettoni, frammenti di oggetti esclusivi in terra sigillata e numerose decorazioni nella forma di fermagli, mostrano che quello localizzato a  Kwiatków era un vasto e ricco insediamento che operò per diversi secoli" - ha affermato la dott.ssa Piotrowska.
Gli Archeologi credono che i pozzi siano fonti di conoscenza molto preziose per quanto riguarda le antiche popolazioni. I rivestimenti preservati dei pozzi permetteranno di ottenere datazioni degli alberi abbattuti, che a loro volta permetteranno di determinare il periodo di operatività dell'intero insediamento. Queste analisi sono ancora di là da venire per i ricercatori. "A causa dell'assenza di siti simili in Polonia avremo bisogno di confrontarlo con le fonti dal Barbaricum Centrale" - ha aggiunto la dott.ssa Piotrowska. La ricercatrice non limiterà il suo progetto all'analisi dei pozzi e del loro interno - per comprendere pienamente le loro funzioni proverà a ricostruire il funzionamento dell'insediamento e il suo carattere.
Non è chiaro per quanto ciascuno dei pozzi sia stato in uso. Ma gli scienziati hanno notato che i pozzi sono stati creati utilizzando vari metodi; questo potrebbe indicare diverse tempistiche di costruzione, o diverse funzioni. Ci sono molte domande simili. In molti pozzi gli archeologi hanno ritrovato macine e resti animali.
"Crediamo che queste pratiche possano essere associate con la +chiusura+ simbolica di queste strutture una volta cessato il funzionamento. Ulteriori analisi dei reperti ritrovati nei pozzi potrà rivelare di più sulle credenze degli abitanti del villaggio" - ha aggiunto la ricercatrice.
È sua opinione che sia possibile che alcuni degli oggetti identificati come pozzi a Kwiatków, in realtà non siano affatto pozzi. "Sembra che l'analisi geochimica contribuirà a rispondere alla domanda: se, nel caso degli oggetti dal sito presso Kwiatków, l'acqua dai pozzi fosse sicura da bere, o utilizzata solo per scopi +industriali+" - ha aggiunto. Questo è un altro indizio da investigare per gli scienziati. I risultati preliminari indicano che i pozzi erano necessari per le attività estensive di produzione. All'interno dell'insediamento, gli archeologi hanno ritrovato numerosi reperti associati alla tessitura - fino a 160 fusi, molti pesi e strumenti in legno che assomigliano a remi - l'ultima categoria di oggetti non è comune nell'archeologia polacca.
"Lo scopo economico dei pozzi potrebbe, ma non deve necessariamente essere associato alla tessitura" - ha affermato prudentemente la dott.ssa Piotrowska. Ha anche attirato l'attenzione sul fatto che l'acqua potrebbe aver avuto proprietà speciali a causa della presenza di una foresta fossile al di sotto dell'insediamento. Questo è un altro argomento delle analisi peritali in corso.
È già noto che alcuni dei pozzi scoperti erano collocati nei pressi di piccoli edifici costruiti con pali e lievemente incassati, che si crede fossero laboratori, il che potrebbe indicare la loro associazione con una produzione specializzata.
La dott.ssa Piotrowska ha enfatizzato l'eccellente stato di conservazione dei rivestimenti dei pozzi che permetteranno lo studio delle abilità nella carpenteria da parte degli abitanti dell'insediamento, analizzeranno le modalità della progettazione e delle preferenze nella selezione delle materie prime. "Finora, nessun sito presenta così tante soluzioni di progettazione diverse come Kwiatków" - ha notato.
Gli Scienziati programmano di ricostruire l'ambiente dell'insediamento in dettaglio - effettueranno pure analisi palinologiche (dei pollini), analisi della carbonella (per determinare la specie degli alberi). Guarderanno pure ai resti di semi ritrovati nei pozzi. L'età dei pozzi sarà determinata dalla datazione dell'isotopo del carbonio C14 e da analisi dendrocronologiche. Gli Archeozoologi, a loro volta, determineranno le specie animali sulla base delle ossa.
L'antico insediamento a Kwiatków è stato scoperto nel 1996. Gli scavi cominciarono nel 2012 e sono proseguiti per alcuni anni, perché il luogo era minacciato dall'espansione programmata della vicina miniera di carbone a cielo aperto.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Polonia: microstorie di oltre 4000 anni fa da Bruszczewo

30 Dicembre 2015

Microstorie di oltre 4000 anni fa

Resti di strutture lignee bruciate. Foto di Mateusz Cwaliński
Resti di strutture lignee bruciate. Foto di Mateusz Cwaliński
Recenti studi dell'insediamento fortificato dell'Età del Bronzo a Bruszczewo (Grande Polonia) permetteranno una comprensione molto dettagliata dell vita quotidiana dei suoi abitanti.
Tutto questo sarà dovuto ai numerosi campioni organici raccolti per la datazione al radiocarbonio. Questa è la modalità più comune per determinare l'età dei ritrovamenti scoperti dagli archeologi. Ad ogni modo, più antica la posizione rilevata, meno accurate saranno le datazioni stimate - col tempo, la possibilità di stimare precisamente l'età viene ridotta.
"Utilizzeremo statistiche bayesiane, che tengono conto di diverse variabili riferite al tempo. Otterremo un'immagine piena e molto dettagliata di ogni parte dell'insediamento dopo l'abbinamento dei dati che vengono dalle analisi di stratigrafia, contesto, tipologia dei ritrovamenti e datazioni C14" - ha spiegato il prof. Janusz Czebreszuk, a capo della ricerca a Bruszczewo per l'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań.
Oggi gli archeologi sanno che l'insediamento fortificato fu fondato da rappresentanti di comunità della cultura Unetice poco dopo il 2000 a. C. e che operarono per circa 350-400 anni. Le statistiche bayesiane permetteranno di guardare alle microstorie all'interno dell'insediamento, non solo alla cornice cronologica e alla determinazione dell'esistenza dell'insediamento "dal / al". Finora, gli scienziati hanno ottenuto circa 100 risultati di datazioni al C14, ma grazie al programma Beethoven in corso, e implementato dall'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań insieme a partner tedeschi, ne otterranno almeno 100 in più, il che costituirà un buon complemento.
Gli scavi presso Bruszczewo cominciarono negli anni sessanta, quando gli archeologi dal Museo Archeologico di Poznan lavorarono nell'area. Entrarono in una fase interdisciplinare e internazionale nei tardi anni novanta, quando cominciò un progetto di ricerca ad ampio raggio dell'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz e dell'Università di Kiel.
"Quello che scaviamo è importante per l'analisi degli esordi dell'Età del Bronzo in Europa" - afferma il prof. Czebreszuk.
Profilo del fossato. Foto di Mateusz Cwaliński
Profilo del fossato. Foto di Mateusz Cwaliński

L'insediamento ovale occupava un'area di 1,5 ettari e misurava approssimativamente 120m di diametro. Aveva al massimo 100 residenti. Era protetto da un profondo fossato e almeno due linee di palizzate in legno. Le fortificazioni erano l'obiettivo di quest'anno di scavi.
"Abbiamo trovato segni di bruciature che chiaramente indicano che le fortificazioni furono distrutte dal fuoco diverse volte durante l'esistenza dell'insediamento. A questo punto non possiamo dire se il fuoco contribuì all'abbandono dell'insediamento" - ha affermato il prof. Czebreszuk. C'erano anche numerose tracce di riparazioni e alterazioni nell'arco dei secoli. In aggiunta, l'analisi ambientale effettuata negli anni precedenti mostra chiaramente che la regione attorno a Bruszczewo, attorno al 1500 a. C., fu pesantemente sfruttata in termini ecologici. Secondo i ricercatori, la fine dell'insediamento potrebbe essere associata con un disastro ambientale locale. Indizio aggiuntivo è la scoperta di dozzine di punte di freccia in selce in vari luoghi dell'insediamento - più che in tutti gli altri insediamenti della Cultura Unetice combinati. Forse un disastro ecologico coincise con un'invasione - suggeriscono gli scienziati.
Tra gli ultimi ritrovamenti degli archeologi ci sono anche sensazionali scoperte riguardanti laboratori in bronzo esistenti all'interno dell'insediamento. L'analisi di tutti gli oggetti fatti di metallo permette di dire che i metallurghi lavorarono qui continuativamente per centinaia di anni. "È difficile determinare se fosse un commercio familiare, o se un maestro addestrasse apprendisti in questo commercio, ma una conoscenza continua, passata di generazione in generazione è certa - prodotti finiti non arrivavano qui dall'esterno" - ha spiegato l'archeologo. Nuova è pure la scoperta di tracce della lavorazione dell'oro sugli strumenti litici.
Bruszczewo è stata inserita nel registro dei monumenti dal conservatore della Grande Polonia. Ad ogni modo, a causa del lavoro agricolo intensivo, il sito preistorico è minacciato dalla distruzione. Ad oggi, gli archeologi hanno esaminato circa il 20% della superficie dell'insediamento. Fortunatamente, è anche parzialmente nella torba, che preserva efficacemente monumenti e strutture, come nel caso del famoso Biskupin lusaziano.
"Mantenere le proporzioni dell'acqua all'interno dell'insediamento è cruciale. Sfortunatamente, l'area è costantemente prosciugata e adattata a una coltivazione più intensiva, che potrebbe mettere a rischio il mantenimento dei monumenti. È importante che i resti dell'insediamento sopravvivano per le future generazioni di ricercatori" - così crede il prof. Czebreszuk, che ha il supporto del governo locale riguardo ciò.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.