Roma: Gigi Proietti in Omaggio a Shakespeare e Intestamè

8-9-12-13-15-16-17 luglio ore 21.15

Gigi Proietti in

OMAGGIO A SHAKESPEARE

brani da EDMUND KEAN di Raymund FitzSimons

Adattamento e regia Gigi Proietti

Regista assistente Loredana Scaramella

lunedì 11 luglio ore 21.15

INTESTAMÈ

di Carlo Ragone e Loredana Scaramella

Omaggio a Shakespeare GIGI PROIETTI (3)
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Roma: Mariano Rigillo in Lear, la storia

 

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

dal 23 giugno al 3 luglio ore 21.15

Mariano Rigillo

in

LEAR

la storia

Adattamento e regia di Giuseppe Dipasquale

Traduzione di Masolino d’Amico

RE LEAR (7)

La stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre parte giovedì 23 giugno con Mariano Rigillo in LEAR. La storia (fino al 3 luglio ore 21.15) con l’adattamento e la regia di Giuseppe Dipasquale (traduzione di Masolino d’Amico). Il grande attore napoletano approda al ruolo shakespeariano con l’autorevolezza acquisita in oltre sessant’anni di straordinaria carriera. Dipasquale porta sul palco di Villa Borghese la più apocalittica delle tragedie del Bardo che declina l'inganno insieme all'ingratitudine, la follia insieme alla malattia, la corruzione insieme alla superbia e al delirio del “Re sacro”. Una tragedia in cui il bene fa fatica ad affermarsi per mezzo della ragione o del disvelamento dei personaggi negativi.

RE LEAR (3)

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Roma: stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre

23 giugno | 9 ottobre 2016

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

Re Lear
Re Lear

A 400 anni dalla morte di Shakespeare (23 aprile 1616) il Silvano Toti Globe Theatre di Roma, unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti, presenta una stagione speciale,promossa da Roma Capitale con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura.
Anche quest’anno nelle sere di spettacolo sarà attivo il Globar.
Per la stagione 2016 si è scelto di privilegiare quei testi che, oltre ad un'ambientazione italiana, hanno come asse portante la giustizia e l'esercizio della legge, temi sempre attuali che oggi più che mai può essere interessante osservare attraverso la lente di ingrandimento fornita dal Bardo.
In occasione delle celebrazioni per il quattrocentenario shakespeariano, il pubblico del Silvano Toti Globe Theatre potrà finalmente assistere ad un evento atteso da anni: per la prima volta Gigi Proietti sale sul palco di Villa Borghese in veste di attore e presenta un omaggio a Shakespeare con brani da Edmund Kean di Raymund FitzSimons, curando anche l’adattamento e la regia dello spettacolo.
©MarcoBorrelli
Romeo e Giulietta ©MarcoBorrelli

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Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

ECCO SPARSAR, IL SOFTWARE CHE DECLAMA

I SONETTI DI SHAKESPEARE

800px-Shakespeare

Innovazione per l’analisi letteraria, risultati pubblicati su Linguistics and Literary Studies e evento pubblico alla Biblioteca Marciana il 12 maggio

VENEZIA – Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software. Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.

La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.
Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.
Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.
Online è possibile ascoltare i sonetti 20 e 66 letti dalle voci di Sparsar (Alex per l'inglese moderno e Daniel e Fiona per quello antico) e confrontarle con la recitazione del software text-to-speach in dotazione sui dispositivi Apple (indicato come voce raw).
Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.
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Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software.

Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory di Ca’ Foscari. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.
La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.
Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.
Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.
Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.
Enrico Costa
Testo dall'Università Ca' Foscari - Venezia
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
 


Ungaretti traduce Shakespeare - (testi inediti ) Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

Stephen Greenblatt, Patrick Spottiswoode, Gigi Proietti, Antonio Calbi, Masolino d’Amico, Giorgio Gosetti, Fabio Cavalli, Gary Taylor, Robert Miola, Andrew Hadfield e i più importanti studiosi internazionali tra gli ospiti delle due settimane di celebrazione
 

Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

7 aprile ore 10,30 – Presentazione alla stampa e al pubblico - Aula Magna Rettorato Sapienza Università di Roma

Nel quadricentenario dalla morte di William Shakespeare le tre università pubbliche di Roma - Sapienza Università di Roma, Università di Roma "Tor Vergata", Università Roma Tre – promuovono la manifestazione che si svolgerà dal 7 al 20 aprile attraverso una serie di iniziative dirette a evidenziare il significato profondo della presenza di Roma nell’opera shakespeariana.
Tra gli appuntamenti in programma: il convegno internazionale “Shakespeare 2016. Memoria di Roma”, conferenze, seminari, lectio magistralis, tavole rotonde, 2 mostre bibliografiche di cui una con le traduzioni originali di Giuseppe Ungaretti, 3 esperimenti scenici nel Foro di Cesare (apertura straordinaria), 2 spettacoli di musica danza e recitazione, un reading dello Shakespeare’s Globe Theatre di Londra, 3 concerti, 6 proiezioni cinematografiche, una mostra fotografica.
 
Ungaretti traduce Shakespeare
Le traduzioni autografe del poeta di “M’illumino d’immenso” dei 40 sonetti shakespeariani in mostra alla Biblioteca Alessandrina nell’ambito della manifestazione dedicata ai 400 anni dalla morte del drammaturgo inglese
Mostra bibliografica dedicata a William Shakespeare
7-20 Aprile 2016 -  Sapienza Università di Roma piazzale Aldo Moro 5
Aula Magna e Biblioteca Alessandrina

Lettera manoscritta di Ungaretti a Falqui (1941.1942) parziale trascrizione  Lavoro molto, sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione
Lettera manoscritta di Ungaretti a Falqui (1941.1942) parziale trascrizione
Lavoro molto, sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione

Le traduzioni autografe di Giuseppe Ungaretti dei 40 Sonetti di Shakespeare saranno presentate nel corso della mostra bibliografica allestita, dal 7 al 20 aprile, presso la Biblioteca Alessandrina e l’Aula Magna della Sapienza, nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte del poeta e drammaturgo inglese.
La mostra testimonia, attraverso l’esposizione dei documenti conservati presso l’Archivio del Novecento della Sapienza, diretto da Francesca Bernardini Napoletano, e nell’Archivio di Enrico Falqui, l’interesse di Ungaretti per Shakespeare. Le traduzioni shakespeariane sono corredate da 33 carte, per lo più bozze di stampa, di grandi dimensioni e intensamente lavorate, persino con l’aggiunta di ampi cartigli.
In una lettera (inedita) a Enrico Falqui della primavera 1941 dal Brasile, Ungaretti tra l’altro scrive: “Lavoro molto. Sto anche traducendo i Sonetti di Shakespeare: è stato per rimettermi all’arte dei versi, e m’accorgo che la mia mano non ha perduto nulla della sua antica perizia. Ne risulta una cosa di rara forza. E quante incomprensioni negli antichi traduttori! Vedrai quando sarà l’ora”.
L’interesse di Giuseppe Ungaretti per Shakespeare, in particolare per i Sonetti, e il progetto di tradurli risalgono al 1931, come testimonia il poeta nella Nota introduttiva a XXII Sonetti di Shakespeare, pubblicati a Roma, presso l’Editore Libraio Documento nel 1944, motivati da esigenze interne all’elaborazione della sua poetica e alla sperimentazione.
Giuseppe Ungaretti fu legato al critico Enrico Falqui per quasi cinquant’anni da profonda amicizia e stima, che Falqui ricambiò con venerazione e con una fedele collaborazione; questo rapporto spiega la straordinaria ricchezza e importanza della documentazione, in massima parte inedita, dell’Archivio Falqui costituita da una fitta corrispondenza (circa 115 lettere dalla parte di Ungaretti), fotografie e fascicoli che raccolgono centinaia di manoscritti di poesie, di traduzioni, bozze di stampa, appunti, plaquette.
Carte a stampa, molto lavorate, con numerose correzioni manoscritte. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione
Carte a stampa, molto lavorate, con numerose correzioni manoscritte. Foto Stefania Sepulcri – Sapienza -ufficio stampa e comunicazione

Testo e immagini dall’Ufficio Stampa e Comunicazione Università La Sapienza di Roma.


Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016: presentazione al pubblico

Stephen Greenblatt, Patrick Spottiswoode, Gigi Proietti, Antonio Calbi, Masolino d’Amico, Giorgio Gosetti, Fabio Cavalli, Gary Taylor, Robert Miola, Andrew Hadfield e i più importanti studiosi internazionali tra gli ospiti delle due settimane di celebrazione 

Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

7 aprile ore 10,30 – Presentazione alla stampa e al pubblico - Aula Magna Rettorato Sapienza Università di Roma

800px-ShakespeareNel quadricentenario dalla morte di William Shakespeare le tre università pubbliche di Roma - Sapienza Università di Roma, Università di Roma "Tor Vergata", Università Roma Tre – promuovono la manifestazione che si svolgerà dal 7 al 20 aprile attraverso una serie di iniziative dirette a evidenziare il significato profondo della presenza di Roma nell’opera shakespeariana. 
Tra gli appuntamenti in programma: il convegno internazionale “Shakespeare 2016. Memoria di Roma”, conferenze, seminari, lectio magistralis, tavole rotonde, 2 mostre bibliografiche di cui una con le traduzioni originali di Giuseppe Ungaretti, 3 esperimenti scenici nel Foro di Cesare (apertura straordinaria), 2 spettacoli di musica danza e recitazione, un reading dello Shakespeare’s Globe Theatre di Londra, 3 concerti, 6 proiezioni cinematografiche, una mostra fotografica.
L’evento si aprirà giovedì 7 aprile nell’aula magna della Sapienza con gli interventi dei tre Rettori delle università romane: Eugenio Gaudio, Sapienza Università di Roma, Giuseppe Novelli, Università di Roma "Tor Vergata" e Mario Panizza, Università di Roma Tre. Parteciperanno inoltre i membri del Comitato Promotore dei tre Atenei: Rosy Colombo (Sapienza), Maria del Sapio Garbero (Roma Tre), Daniela Guardamagna (“Tor Vergata”).
Ad aprire i lavori della giornata sarà Franco Piperno, Delegato del Rettore della Sapienza alle Iniziative culturali. Durante l’incontro verrà proiettato il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani alla presenza di Fabio Cavalli, regista della rappresentazione teatrale originale realizzata nella Casa circondariale di Rebibbia. Dopo la proiezione sarà realizzata una diretta streaming con Rebibbia, un’assoluta novità attraverso la quale, grazie ad un permesso speciale del Ministero della Giustizia, i detenuti interpreti della pellicola saluteranno in diretta il pubblico della Sapienza. Le tre università romane sono da tempo impegnate a offrire a decine di detenuti-studenti di Rebibbia corsi a distanza e moltissimi tra di loro hanno raggiunto la laurea in varie discipline.
Sabato 9 aprile al Teatro Palladium (Università di Roma Tre) si potrà assistere, su prenotazione, allo spettacolo di musica, danza e recitazione a cura di Luca Aversano dal titolo “Della rovina, di tempo e di bellezza. Shakespeare e il destino di Roma”.
Lunedì 11 aprile presso l’Università di Roma “Tor Vergata” è prevista la Lectio Magistralis di Alessandro Serpieri, professore emerito dell'Università di Firenze e uno dei massimi esperti di Shakespeare, dal titolo “Entra la folla: Giulio Cesare e Coriolano”. Seguirà la proiezione del Coriolanus per la regia di Ralph Fiennes
Cuore delle celebrazioni un Convegno Internazionale di altissimo profilo scientifico che si aprirà in Campidoglio mercoledì 13 aprile con la relazione inaugurale di Stephen Greenblatt della Harvard University; il 15 aprile, al Teatro Palladium, si terrà uno spettacolo – reading con attori dello Shakespeare Globe Theatre di Londra; i lavori si concluderanno sabato 16 aprile al Teatro Argentina con un breve spettacolo, proiezioni e interventi di Antonio Calbi, Laura Caretti, Antonio Calenda, Masolino d’Amico, Luigi Proietti, Daniele Salvo, Patrick Spottiswoode.
 
Altri incontri si terranno all’Accademia dell’Arcadia, al Foro di Cesare, alla British School at Rome. La manifestazione si chiuderàmercoledì 20 aprile alla Casa delle Letterature presso il cortile degli Aranci con letture di Sonetti shakespeariani a cura di Fabio Cavalli nella traduzione di Giuseppe Ungaretti e con le musiche di MuSa Coro diretto dal maestro Paolo Camiz. Tre le mostre previste: all’interno della Città universitaria della Sapienza l’Aula Magna e la Biblioteca Alessandrina ospiteranno una mostra bibliografica dedicata a William Shakespeare, mentre al Teatro Argentina si potrà visitare una mostra fotografica di Renato Rizzi dedicata al teatro shakespeariano di Danzica, infine nella Casa delle Letterature sarà possibile vedere i manoscritti delle traduzioni ungarettiane dei Sonetti di William Shakespeare.
 
 
Shakespeare 2016 Memoria di Roma ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Tutte le informazioni sulla manifestazioni possono essere consultate sul sito della manifestazione http://www.shakespeare2016.it oppure scrivendo a [email protected]
 

Focus
Roma nelle opere di Shakespeare
Nell’Inghilterra Elisabettiana, quella in cui Shakespeare nasce e si forma, la funzione svolta della cultura classica è una funzione di primo piano. Il latino è la lingua della scienza, della medicina, della politica ed è la lingua stessa elettiva del Sovrano. Ne è perfino la lingua privata: alcune lettere familiari della Regina Elisabetta sono redatte in latino.È la lingua dei testi su cui gli scolari delle classi dirigenti si formano sin dai primi anni; è la lingua delle università. Le opere di Ovidio, Virgilio, Livio, Tacito sono oggetto di conoscenza diffusa tra le persone colte. Roma e l’immagine di Roma, al di là delle tensioni religiose, dello scisma e delle contese civili, sono un modello costante di splendore e di universalità -- la storia romana permea con la sua immagine la cultura di vasti strati sociali. È proprio la drammaturgia shakespeariana a portare la storia romana sulle scene: Tito Andronico, Giulio Cesare, Antonio e Cleopatra, Coriolano non sono solo opere immortali del teatro di tutti i tempi, ma sono anche un mezzo col quale, arditamente ripercorrendo la chiarissima distinzione aristotelica tra storia e teatro, Shakespeare, sulla scorta di Plutarco, ricostruisce sulle scene del suo teatro un’immagine vivissima e pulsante della Roma antica, che dimostra una profonda e attenta conoscenza delle fonti. D’altra parte, anche il giovane Shakespeare dei poemetti Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia dà ampia prova dello stretto rapporto con Ovidio e con Livio, un rapporto che si conserva nella raccolta dei suoi Sonetti. Certamente in ciò Shakespeare non si distacca molto dal fervere degli studi umanistici propri dell’Inghilterra Elisabettiana, ed anche, in parte, del precedente periodo Tudor, quando si moltiplicano le traduzioni dal latino, dal greco antico, dall’italiano, dal francese e dallo spagnolo – un’intensa temperie intellettuale che attraversa l’epoca.
Influenza del teatro di Shakespeare
Roma ha nell’opera shakespeariana un ruolo particolare, non è solo un luogo dove ambientare vicende umane; il drammaturgo infatti interpreta Roma e la storia romana come metafora dell’universalità, quella stessa universalità che costituisce la chiave di tutta la sua drammaturgia. Per la prima volta si celebra a Roma un centenario shakespeariano, anche se il poeta inglese non ha mai visitato la città. Roma rappresenta il luogo della contemporaneità – non solo per il pubblico elisabettiano, ma per gli spettatori dei nostri giorni. Il teatro shakespeariano ha largamente permeato la cultura tardo illuminista, le poetiche romantiche, l’Ottocento, il nostro melodramma e, nel nostro dopoguerra, la miriade di traduzioni e di messe in scena ha portato questa grande drammaturgia a collegarsi intimamente ad esponenti importanti della nostra letteratura come Montale, Ungaretti, Sanguineti, ma soprattutto all’opera di grandi registi come Visconti, Strehler, Squarzina. L’università italiana ha largamente contribuito nel tempo agli studi shakespeariani sul piano internazionale e in particolare la scuola romana si è largamente affermata con studiosi che nel mondo hanno illustrato con i loro studi shakespeariani e col loro magistero, tenuto proprio all’Università di Roma, la cultura italiana contemporanea, Agostino Lombardo, Giorgio Melchiori, Vanna Gentili, la cui memoria questa manifestazione vuole anche implicitamente onorare.

Comitato Promotore, composto dai professori Rosy Colombo (Sapienza), Maria Del Sapio Garbero (Roma Tre), Daniela Guardamagna (“Tor Vergata”) e Giuseppe Massara (Sapienza).
Comitato scientifico: Silvia Bigliazzi (Università di Verona), Piero Boitani (Sapienza Università di Roma), Laura Caretti (Università di Siena), Masolino d’Amico (Università Roma Tre), Laura Di Michele (Università dell’Aquila), Roger Holdsworth (University of Manchester), Michele Marrapodi (Università di Palermo), Alessandra Marzola (Università di Bergamo), Stephen Orgel (Stanford University), Viola Papetti (Università Roma Tre), Stanley Wells (Shakespeare Institute, University of Birmingham). Con lo speciale contributo di Keir Elam e Nadia Fusini.
Patrocini: UNESCO, Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIBACT, MIUR, Ambasciata del Regno Unito, British Council Italy, American Academy in Rome, ESRA (European Shakespeare Research Association), ANDA (Associazione Nazionale Docenti di Anglistica), IASEMS (Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies).
Collaborazioni: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, London Shakespeare’s Globe Theatre, Silvano Toti Globe Theatre di Roma, Teatro di Roma, Teatro Palladium, Teatro di Villa Torlonia, British School at Rome, Zètema progetto cultura, Accademia dell’Arcadia, Fondazione Roma Sapienza, Biblioteca Alessandrina, Conservatorio Santa Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti, Music Theatre International, Roma nel Rinascimento, e in particolare l’Istituto Italiano per la Storia Antica.

Event partners: ‘Around Shakespeare’ (Casa del Cinema), ‘Shakespeare Lives’ (British Council, Great Britain)
Sponsor: AIA (Associazione Italiana di Anglistica), Fondazione Silvano Toti, Lions Club Roma Sistina, ATAC, Banca Mediolanum, Sergio Allegra, Luigi Gemma.
 
 
800px-Innenhof_des_Palazzo_della_Sapienza
Testo dall’Ufficio Stampa e Comunicazione Università La Sapienza di Roma.
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
Il cortile del Palazzo della Sapienza, foto di Anthony Majanlahti (antmoosehttp://www.flickr.com/photos/antmoose/14694803/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Foundert~commonswiki.


Nella tomba di Shakespeare manca il suo teschio

23 - 27 Marzo 2016
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Il teschio di William Shakespeare non sarebbe nella sua tomba, presso la Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon.
Queste le conclusioni di scansioni effettuate sulla tomba stessa, che darebbero così credito a una notizia del 1879 nel magazine The Argosy. Lì si documenterebbe che cacciatori di trofei avrebbero rimosso il cranio dalla tomba (che effettivamente non risulta indisturbata) nel 1794.
Link: BBC News 1, 2The GuardianNational GeographicThe Vulture; The Telegraph; USA Today; Quartz; Vox.
La tomba di Shakespeare a Stratford-upon-Haven, foto di David Jones (originally posted to Flickr as And curst be he yt moves my bones), da WikipediaCC BY 2.0.


Nelle sale l'Amleto di Shakespeare, diretto da Lindsay Turner e con Benedict Cumberbatch

Nelle sale l'Amleto di Shakespeare diretto da Lindsay Turner e con Benedict Cumberbatch

di Antonella Lobraico

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Dopo il clamoroso successo ottenuto lo scorso 25 ottobre, l’Amleto di Skakespeare, torna nelle sale italiane per la gioia di appassionati di cinema, teatro e letteratura. Un record straordinario se si considerano i 225.000 spettatori che ad ottobre hanno avuto la possibilità di vedere una piccola perla in diretta via satellite dal National Theatre di Londra. E ora, a distanza di sei mesi, la tragedia di William Shakesperare, (ri)trova spazio al cinema solo per due giorni, il 19 e il 20 aprile, diretta da Lindsey Turner. Un successo di critica incredibile quello dell’Amleto che ora torna come evento in occasione del quattrocentesimo anniversario dalla morte di Shakespeare (1564-1616). Lo spettacolo distribuito da Nexo Digital, fa parte del progetto National Theatre Live che propone sul grande schermo il meglio della produzione teatrale londinese in lingua originale e con sottotitoli in italiano.

Protagonista di Amleto è il pluripremiato Benedict Cumberbatch, noto al pubblico per la magistrale interpretazione del matematico e crittoanalista Alan Turing, nonché per la serie di successo Sherlock della BBC.

 L’appuntamento al cinema con Amleto rientra nella campagna Shakesperare Lives, un programma internazionale promosso dal British Council e che celebra il lavoro e l’influenza che il drammaturgo ha avuto sulla cultura e sulla società.

Nel cast anche Barry Aird, Eddie Arnold, Leo Bill, Nigel Carrington. Le scenografie sono ideate da Es Devlin, I disegni dei costumi da Katrina Lindsay, musiche di Jon Hopkins.
L’elenco delle sale è disponibile su www.nexodigital.it
 
Amleto e il fantasma, di Henry Fuseli (1789 This image is available from the United States Library of Congress's Prints and Photographs division under the digital ID cph.3c15274), da WikipediaPubblico Dominio.


Nel quadricentenario dalla morte, "Shakespeare 2016. Memoria di Roma", 7-20 aprile

SAVE THE DATE

Roma nel mondo di Shakespeare 7-20 aprile
800px-Shakespeare

Nel quadricentenario dalla morte di William Shakespeare, la Capitale ricorda il grande drammaturgo e poeta inglese analizzando il significato profondo della presenza di Roma nel complesso della produzione shakespeariana.

Presentazione giovedì 7 aprile alle ore 10,30 - Aula Magna del Rettorato
piazzale Aldo Moro 5, Roma

Giovedì 7 aprile 2016 si terrà l’incontro di apertura dell’evento internazionale “Shakespeare 2016. Memoria di Roma” promosso dai tre atenei pubblici romani (Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", Università degli Studi Roma Tre) e da Roma Capitale, in occasione del quadricentenario dalla morte di Shakespeare.
L'inaugurazione dell'evento si terrà presso l’Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma.

Alla presentazione parteciperanno i tre Rettori delle università romane: Eugenio Gaudio, Sapienza Università di Roma, Giuseppe Novelli, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e Mario Panizza, Università degli Studi Roma Tre. Saranno presenti i membri del Comitato Promotore dei tre Atenei.

Ad aprire i lavori della giornata sarà Franco Piperno, Delegato del Rettore della Sapienza alle Iniziative culturali. Durante l’incontro verrà proiettato il film Cesare deve morire alla presenza di Fabio Cavalli, regista della rappresentazione teatrale originale realizzata nella Casa circondariale di Rebibbia.

La manifestazione, che si terrà dal 7 al 20 aprile, prevede una serie di iniziative dedicate al drammaturgo e poeta inglese, concentrandosi in particolare sul significato della presenza di Roma antica nelle sue opere.
In calendario: reading, spettacoli, rassegne cinematografiche e concerti. A testimonianza del carattere internazionale dell’iniziativa interverranno esperti e artisti della drammaturgia shakespeariana italiani e stranieri. 
800px-Innenhof_des_Palazzo_della_Sapienza
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