10 – 11 Febbraio 2015
Arms_and_Armor
È spesso necessario effettuare campionamenti sui manufatti provenienti dal passato, al fine di effettuare analisi e ottenere informazioni. Uno studio guidato dall’italiana Elisa Barzagli, mette a confronto tecniche distruttive e tecniche non distruttive nella metallurgia, che permettono di non danneggiare i preziosi e scarsi oggetti a noi pervenuti.
[Dall’Abstract:] L’evoluzione della metallurgia è uno dei temi più interessanti in Archeometria. La produzione dell’acciaio e i metodi per forgiare, per produrre armi e utensili, sono tra gli argomenti più interessanti della storia della metallurgia. Nella produzione di armi, troviamo quasi sempre il più alto livello di tecnologia. Queste sono di solito prodotte da abili artigiani che utilizzavano i materiali della miglior qualità disponibile. Le spade indiane sono un esempio straordinario in questo campo e una delle classi di oggetti più interessanti per lo studio dell’evoluzione della metallurgia. […] Lo studio presenta le analisi effettuate su una Shamsheer resa disponibile dalla collezione Wallace a Londra, per determinare composizione, microstruttura, livello e distribuzione della tensione residua sulla lama.  Per far ciò, si è utilizzata una tecnica classica (la metallografia) e una innovativa e non distruttiva (diffrazione neutronica), mostrando le differenze e i vantaggi delle due tecniche.
Lo studio “Characterization of an Indian sword: classic and noninvasive methods of investigation in comparison”, di E. Barzagli, F. Grazzi, A. Williams, D. Edge, A. Scherillo, J. Kelleher, M. Zoppi, è stato pubblicato su Applied Physics A.
Link: Applied Physics A – Materials Science & Processing; Past Horizons
Una spada shamsheer, dal Metropolitan Museum of Art, inazakira (originally posted to Flickr as Arms and Armor)CC BY-SA 2.0, caricata da Johnbod
 

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