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Touch, film di Baltasar Kormákur

Touch, film di Baltasar Kormákur

TOUCH, film diretto da Baltasar Kormákur

con Egill Ólafsson, Kôki, Palmi Kormákur, Masahiro Motoki

IN ANTEPRIMA AL TAORMINA FILM FESTIVAL E DAL 29 AGOSTO 2024 AL CINEMA

 

Universal Pictures International Italy è lieta di distribuire nelle sale italiane dal 29 agosto l’emozionante romantic drama TOUCH, che sarà presentato in anteprima in Italia al Taormina Film Festival il 18 luglio alla presenza del regista e del cast, per arrivare successivamente nei cinema italiani dal 29 agosto con Universal Pictures International Italy.

Basato sull’omonimo romanzo di Olaf Ólafsson del 2022 Touch (Snerting), il film TOUCH è diretto da Baltasar Kormákur – tra i più importanti registi provenienti dall’Islanda e che ha diretto tra gli altri Jar CityCani Scioli, Everest, Resta con me, Beast – e racconta una storia romantica ed emozionante che abbraccia diversi decenni e continenti seguendo il viaggio emotivo di un uomo vedovo alla ricerca del suo primo amore scomparso 50 anni fa, prima che scada il suo tempo.

“Leggendo il romanzo Touch, ho capito che questa era la storia d’amore che stavo cercando” – racconta il regista Baltasar Kormákur. “Il film inizia in modo abbastanza semplice, con il vedovo Kristofer alla ricerca del suo primo amore, una donna scomparsa 50 anni fa. Man mano che la storia si svolgeva, sono rimasto totalmente affascinato dal modo in cui l’autore viaggia indietro nel tempo e nello spazio per collegare i suoi lettori a uno degli eventi più orribili della storia. Concentrandosi su una coppia il cui amore e la cui vita insieme sono andati perduti, il libro esplora come il trauma del conflitto possa avere un impatto sulle generazioni a venire. La storia di Kristofer mi ha colpito a molti livelli. Dalla mia esperienza, so che le cose che si possono fare all’inizio della vita, possono tornare a perseguitarti. La necessità di chiudere con il passato diventa un pesante fardello. Spero che TOUCH possa parlare sia ai giovani che agli anziani, a coloro che hanno perso l’amore e a coloro che sono ansiosamente alla ricerca di trovarlo.”

Touch, film di Baltasar Kormákur. Gallery

Touch, film di Baltasar Kormákur

Sinossi: Dopo aver ricevuto una diagnosi di demenza allo stadio iniziale all’inizio della pandemia di COVID-19, il vedovo Kristofer si lascia alle spalle la sua casa di Reykjavik sperando di risolvere il più grande mistero della sua vita. Da studente a Londra cinquant’anni prima, Kristofer si era innamorato di Miko, il cui padre possedeva il ristorante giapponese dove entrambi lavoravano. Ma al culmine della loro vorticosa relazione, Miko scomparve improvvisamente. Ora, mentre il panico per il virus si diffonde in tutto il mondo, Kristofer si mette alla ricerca della sua anima gemella, decidendo di seguire le sue tracce ovunque possa portare, anche alla città natale di Miko, Hiroshima, prima che i suoi ricordi del loro singolare legame vadano persi per sempre nel tempo.

Dall’acclamato regista islandese Baltasar Kormákur arriva un racconto che abbraccia il mondo, osservato con sensibilità e magnificamente realizzato, sulla complessità dell’amore e sui legami indissolubili che possono legare due persone attraverso i secoli.

 

NOTE DEL REGISTA

Leggendo il romanzo Touch (Snerting) ho realizzato di avere in mano la storia d’amore che cercavo da sempre. Le premesse sono molto semplici, con il vedovo Kristofer impegnato nella ricerca del primo amore, una donna scomparsa 50 anni prima. Con l’evolversi della storia, sono stato completamente agganciato dal modo in cui l’autore Ólafur Jóhann Ólafsson conduce il lettore fra tempo e spazio creando una connessione con uno dei più terribili eventi della storia. Concentrandosi su una coppia il cui amore è destinato a dissolversi, fra le migliaia di conseguenze di una guerra terminata da tempo, il libro esplora l’impatto dei traumi legati ai conflitti sulle generazioni future.

Ho molto apprezzato l’approccio delicato scelto per raccontare questa storia, evitando opinioni polarizzate e accusatorie. Credo che sia uno straordinario messaggio su quanto gli eventi presero una piega catastrofica alla fine della Seconda Guerra Mondiale e su quanto stiamo ripetendo oggi gli stessi errori del passato. Essendo cresciuto ai margini della Guerra Fredda, ho sempre percepito la bomba atomica come una minaccia perpetua. Non sono convinto che le generazioni più giovani ne comprendano pericoli e ripercussioni, come fu per noi all’epoca.

Essendo probabilmente conosciuto per film d’azione realizzati negli Stati Uniti, gli spettatori potrebbero interpretare una drammatica storia d’amore come un nuovo capitolo della mia carriera. Ma la realtà è che ai miei inizi ho recitato e diretto a teatro lavori di Shakespeare, Ibsen e Čechov, fino a Peccato che Sia una SgualdrinaTis a Pity She’s a Whore di John Ford. La mia filmografia negli anni islandesi include commedie nere, thriller drammatici e opere focalizzate sui personaggi e spesso sulle loro famiglie.

Conosco molte storie vere di persone che hanno deciso di ritrovare un amore perduto o una figura cara negli ultimi anni della propria vita. Lo stesso Egill Ólafsson, che interpreta la versione anziana di Kristofer in TOUCH, mi ha raccontato che la madre divorziò dal padre per cercare il primo amore, con cui poi spese gli ultimi anni della sua vita. Questo fatto ha reso la narrazione del film ancora più reale per tutti noi. Dopo aver ricevuto una diagnosi di sindrome di Parkinson Plus, le condizioni fisiche e mentali di Egill hanno reso le riprese di TOUCH più complesse, ma hanno anche permesso al viaggio di andare ancora più in profondità. La consapevolezza che Egill vivesse gli stessi problemi di salute del proprio personaggio ci ha portato ad accettare le sue condizioni e ad affrontare con più decisione ogni sfida. Lavorare al suo fianco è stata una meraviglia: il suo corpo ha sicuramente pagato la stanchezza in più di un’occasione, ma l’artista che vive dentro di lui si è mantenuto giovane, alimentando il film di una sconfinata energia creativa.

La storia di Kristofer si è connessa in molteplici modi alla mia vita. Dalla mia vicenda personale ho imparato che le cose che uno dovrebbe fare da giovane, per inesperienza o assenza di empatia, possono tornare e ripresentarsi in seguito. La necessità di chiudere alcuni capitoli della propria vita può diventare un peso insostenibile. Il mio augurio è che TOUCH possa parlare a giovani e anziani, a coloro che hanno perso un amore e quelli che lo stanno cercando.

Testo e immagini dagli Uffici Stampa del Film, Echo Group e Universal Pictures.

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