23 Aprile 2015 1024px-Woolly_mammoth
Un team di ricercatori internazionali ha quasi completato il sequenziamento dell’intero genoma di due mammuth lanosi (Mammuthus primigenius) provenienti dalla Siberia. Per Hendrik Poinar, questa scoperta implica la possibilità di riportare in vita specie estinte, che sarebbe teoricamente realizzabile entro alcuni decenni. A molti verrà probabilmente in mente il film Jurassic Park, mentre gli studiosi utilizzano il termine de-estinzione.
Lo studio ha peraltro permesso di investigare altri problemi. Innanzitutto, le ragioni dietro l’estinzione della specie, che sarebbero complesse e  non limitate al cambiamento climatico e alla caccia da parte dell’uomo. Il declino delle popolazioni e della loro diffusione comporterebbe la perdita di diversità genetica e l’accoppiamento tra consanguinei. Proprio la perdita di diversità genetica è apprezzabile tra il primo mammuth proveniente dalla Siberia nord orientale e datato a 44800 anni fa, e il secondo, datato a 4300 anni fa e proveniente dall’Isola di Wrangel, l’ultimo rifugio dell’animale. Il declino dei mammuth lanosi si sarebbe verificato in particolare tra i 250 mila e i 300 mila anni fa, e poi nuovamente alla fine dell’Era Glaciale.

Lo studio “Complete Genomes Reveal Signatures of Demographic and Genetic Declines in the Woolly Mammoth”, di Eleftheria Palkopoulou, Swapan Mallick, Pontus Skoglund, Jacob Enk, Nadin Rohland, Heng Li, Ayça Omrak, Sergey Vartanyan, Hendrik Poinar, Anders Götherström, David Reich, Love Dalén, è stato pubblicato su Current Biology.
Link: Current Biology; The Globe and Mail; The National; Canadian Press; National Post; Hamilton Spectator; The IndependentArchaeology News Network e Science Daily via McMaster University 

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