Nel volume Costantinopoli. I luoghi dell’archeologia (Carocci), Enrico Zanini propone un lavoro di grande rigore e originalità, capace di andare oltre la tradizionale guida monumentale per offrire una visione complessa e dinamica della capitale bizantina. L’autore restituisce l’immagine di una città viva, quasi un organismo in continua evoluzione, attraversandone oltre mille anni di storia, dal 330 al 1453 d.C.

Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di affrontare una realtà in gran parte invisibile: la Costantinopoli odierna giace infatti nascosta sotto la stratificazione della moderna Istanbul. Nonostante ciò, Zanini riesce a far emergere un quadro estremamente vivido, grazie a una narrazione chiara ed elegante, che coniuga rigore scientifico e notevole efficacia divulgativa.

Il fulcro del volume risiede nel metodo adottato: l’autore intreccia con grande abilità le poche testimonianze materiali superstiti — come le mura teodosiane o le cisterne sotterranee — con le fonti scritte bizantine. Ne deriva una ricostruzione convincente non solo degli spazi urbani, ma anche delle logiche politiche, sociali e simboliche che li hanno determinati.
![Abdullah Frères, Les Murs (1880). Foto dalla Biblioteca del Congresso, LOT 13549-1, no. 10 [P&P], senza restrizioni note](https://www.classicult.it/wp-content/uploads/2026/07/service-pnp-ppmsca-03700-03799v.jpg?x73619)
Il libro accompagna così il lettore in un viaggio che non si limita alla descrizione dei monumenti, ma indaga anche il funzionamento quotidiano della metropoli: dalla gestione delle risorse idriche all’approvvigionamento alimentare, fino all’uso simbolico degli spazi del potere. Ne emerge il ritratto di una città capace di adattarsi e reinventarsi di fronte a crisi e trasformazioni, in modo sorprendentemente moderno.
Nel complesso, l’opera di Zanini rappresenta uno strumento prezioso sia per studenti sia per appassionati, offrendo una chiave di lettura originale per comprendere la profondità storica dell’attuale Istanbul. Una lettura consigliata a chi desidera guardare oltre la superficie della città contemporanea e coglierne le tracce invisibili del passato bizantino.

