«Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio», il libro-inchiesta di Giovanna Cucè e Nadia Furnari

Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio, il libro-inchiesta di Giovanna Cucè e Nadia Furnari, pubblicato da Edizioni Mesogea (2026) nella collana Petrolio. Foto di Francesco Saverio Mongelli

«Il viso rotondo della ragazza guarda la strada, immerso nel sangue che esce a fiotti dalla bocca e si spande per terra. Ha una vestaglia addosso, d’un rosa pallido, ora macchiata dal rosso dell’agonia. Il braccio sinistro è accanto al volto, il destro, invece, segue la linea del corpo. Ai piedi non ha scarpe»1.

Ci sono storie che più di altre abbisognano di essere raccontate, come quella di Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio. Il libro-inchiesta, uscito per le edizioni siciliane Mesogea nella bellissima collana Petrolio, è firmato dalla cronista del Tg1 Giovanna Cucè e da Nadia Furnari, informatica, attivista, vicepresidente e co-fondatrice dell’Associazione Antimafie Rita Atria.

la copertina del libro. Foto di Francesco Saverio Mongelli

Nata a Erice nel 1974, Rita cresce a Partanna, sempre nel trapanese, in una famiglia mafiosa: suo padre e suo fratello, ai quali è affezionatissima, verranno ammazzati dai clan rivali. Lei sceglierà di denunciare gli affari illeciti di cui per anni ha sentito parlare, e non solo. Incontrerà nel suo percorso di testimone di giustizia un grande magistrato che diverrà presto un punto di riferimento: Paolo Borsellino.

Il libro, frutto della caparbietà, della passione e della sete di verità delle autrici, ripercorre la breve seppur intensa vita della picciridda, cominciando con un’analisi accurata e utilissima del contesto storico-sociale e criminale in cui si sono svolti i fatti. Molto toccante e significativo è il capitolo «Giovane donna senza nome» nel quale, con efficacia e incisività, è raccontato il disvelarsi dei diciassette anni partendo dalla fine, cioè dal ritrovamento del suo corpo, a Roma, in viale Amelia.

È nelle ultime quaranta pagine che il volume diventa davvero ‘scomodo’, poiché ripercorre il ruolo che hanno avuto le persone intorno a Rita, dagli affetti ai membri delle istituzioni, sviscerando episodi, relazioni, telefonate, verbali. «Un abbandono di Stato» è, non a caso, il titolo del capitolo conclusivo. Sorgono quindi una serie di dubbi, ampiamente documentati, che riguardano specialmente la casa e la finestra da cui la ragazza si sarebbe buttata e che accompagnano il lettore in un viaggio avvincente quanto drammatico.

Tra i tanti, due documenti citati molto rilevanti e forse poco conosciuti sono l’audizione di Paolo Borsellino, all’epoca procuratore della Repubblica presso il tribunale di Marsala, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, nel settembre 1991, e l’audizione dello stesso Borsellino davanti al Consiglio superiore della magistrature nel dicembre del medesimo anno.

Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio, il libro-inchiesta di Giovanna Cucè e Nadia Furnari, pubblicato da Edizioni Mesogea (2026) nella collana Petrolio
la copertina del libro. Foto di Francesco Saverio Mongelli

Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio è un testo che parla di mafia ma anche di antimafia, o meglio di quella che avrebbe dovuto essere e forse non è stata. Giovanna Cucé e Nadia Furnari hanno svolto un lavoro importantissimo, lo si percepisce dal modo in cui è scritto e da quanto è dettagliato, aprendo un varco necessario e smentendo una narrazione ormai stantia. Il libro è inoltre arricchito da due documenti: una lettera di Rita alla sorella Anna, sinora rimasta inedita, e il tema della sua maturità, del 5 giugno 1992, sulla morte del giudice Giovanni Falcone, terminato con una frase divenuta celebre e di cui bisogna fare tesoro:

«Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo»2.

«Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio», il libro-inchiesta di Giovanna Cucè e Nadia Furnari, pubblicato da Edizioni Mesogea (2026) nella collana Petrolio
Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio, il libro-inchiesta di Giovanna Cucè e Nadia Furnari, pubblicato da Edizioni Mesogea (2026) nella collana Petrolio

Note: 

1 Giovanna Cucé, Nadia Furnari, Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio, Mesogea, Messina 2026, p. 49.

2 Ivi, p. 124.

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.

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