Pantagruel Alissa Ciccarelli pane 4

In principio era “Il pane”: il nuovo libro-rivista Pantagruel

Pantagruel” è il nome di una rivista decisamente inusuale, nuova nata in casa (editrice) La Nave di Teseo; inusuale è anche la scelta di iniziare col numero zero della prima pubblicazione: zero, non uno, poiché indica l'origine di un'idea, anarchica nel suo genere.

Il titolo stesso racchiude in sé diversi significati e influssi. Come scrive la direttrice Elisabetta Sgarbi nelle prime pagine, esso richiama alla memoria la storica rivista “Panta”, fondata tra gli altri da lei e Pier Vittorio Tondelli agli inizi degli anni novanta; il rimando rabelesiano, inoltre, mette in chiaro l’intento di non circoscrivere argomenti, stili e temi trattati in un unico filone ma, al contrario, di svilupparli in ogni maniera possibile e da vari punti di vista (romanzato, saggistico, fotografico, pittorico). Dunque “vocazione al disordine” e “voracità” sono inevitabilmente caratteristiche intrinseche di ogni numero tematico del libro-rivista.

Come primo argomento scelto, o argomento “zero”, troviamo “Il pane”: il pane come elemento essenziale ma che contemporaneamente racchiude in sé innumerevoli storie e culture; malleabile di fatto ma statuario in senso ideologico, esso viene così rappresentato dai diversi autori, invitati a contribuire con una propria personalissima variazione sul tema.

Pantagruel Alissa Ciccarelli pane 4

A riprova di questa “fusione tra diverse arti”, per la copertina viene scelta una rappresentazione di Giorgio De Chirico ("Le salut de l'ami lointain", 1916, olio su tela, collezione privata), avente come soggetto il tipico pane ferrarese, la cosiddetta “coppia”. Il pittore stesso, nelle sue Memorie, risale alle origini della sua metafisica: quando, passeggiando per le strade della sua città natale, si imbatteva nelle vetrine dei forni, allestite con biscotti e dolci dalle forme più disparate (un rimando degno della madeleine proustiana); l’immagine in copertina ci si concede allora come la fessura di una porta dalla quale poter sbirciare all’interno.

E così, per questo innovativo progetto editoriale, si potrebbe concludere (o iniziare, a seconda della prospettiva) esclamando: “in principio era il pane, e luce fu!”

Pantagruel Alissa Ciccarelli pane
La copertina del numero zero di Pantagruel, dedicato al tema Il pane, pubblicato dalla casa editrice La Nave di Teseo

 

Tutte le foto del numero zero di Pantagruel, dedicato al tema del pane, sono di Alissa Ciccarelli


Ferrara: Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi

ORLANDO FURIOSO 500 ANNI. COSA VEDEVA ARIOSTO QUANDO CHIUDEVA GLI OCCHI
2 giorni di maratona di lettura dell’Orlando

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Il 2 e 3 dicembre tutti potranno assistere ad un evento davvero speciale: la lettura integrale e continua dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nella città dove questo capolavoro è nato. Maratona Orlando si svolgerà dalle 9.30 di venerdì 2 dicembre alla mezzanotte di sabato 3 dicembre nel Salone d’Onore della Pinacoteca Nazionale, al piano nobile di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, monumento che, al piano terra, ospita fino all’8 gennaio 2017 anche la grande mostra Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi.

L'evento, che si svolgerà nell’arco di circa 38 ore, coinvolgerà attori e non, studenti, insegnanti e tutti i cittadini desiderosi di partecipare a un’esperienza collettiva. I 46 canti dell'Orlando furioso sono stati suddivisi fra quasi 1.000 partecipanti: voci soliste si alterneranno a cori, a letture a canone, a libere interpretazioni. La sfida è quella di ridare vita al poema a 500 anni dalla sua nascita, ma anche riscoprire il piacere di leggere, assaporare e condividere la forza di uno dei capolavori della letteratura.

A Cento la mostra "Le guerre di Aroldo Bonzagni"

Presentata a Palazzo Marino

A Cento "Le guerre di Aroldo Bonzagni"

Con la mostra riapre al pubblico la 'Galleria d'Arte Moderna Aroldo Bonzagni' di Cento dopo oltre tre anni di chiusura

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Milano, 11 dicembre 2015 – Presentata a Palazzo Marino la mostra "Le guerre di Aroldo Bonzagni", che sarà ospitata nella Galleria d'Arte moderna di Cento (Ferrara) fino al 28 febbraio.
La collezione di opere di Bonzagni, centese di nascita ma che a Milano ha vissuto gli anni più significativi della sua produzione artistica, è stata illustrata dal Sindaco di Cento, Piero Lodi, dall'assessore alla Cultura e al Turismo Claudia Tassinari e dal curatore Giuseppe Virelli.
La mostra documenta l'influenza dei primi conflitti del Novecento sull'opera dell'artista, per offrire un'inedita indagine del suo contributo iconografico alla 'narrazione' della guerra italo-turca e della Grande Guerra. I curatori, Paola Pallottino, Fausto Gozzi e Giuseppe Virelli, rimarcano come questa mostra, differenziandosi da tutte le precedenti dedicate all'artista, focalizzi il coincidere delle guerre nella vicenda di un pittore che, pur essendo scomparso appena trentunenne nel 1918, ha lasciato una traccia significativa nel panorama artistico del Novecento.

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MiBACT: nascono le Gallerie Estensi; esteso il Parco Archeologico di Paestum

Nascono oggi le Gallerie Estensi nel territorio emiliano di Modena e Ferrara. In Campania, viene invece esteso il Parco Archeologico di Paestum. Di seguito i due comunicati stampa del MiBACT.
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NASCONO LE GALLERIE ESTENSI
Franceschini, grande opportunità per Modena e Ferrara

Il Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha firmato oggi il decreto che integra la composizione della Galleria Estense aggiungendo la Biblioteca Estense di Modena e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che si uniscono quindi al Museo Lapidario Estense di Modena a al Palazzo Ducale di Sassuolo che già ne facevano parte.
“Questa decisione – dichiara il Ministro Franceschini - di far nascere le Gallerie Estensi è una grande opportunità per un territorio vasto che ha nell’anima i caratteri originali di una delle più importanti signorie del Rinascimento italiano. Ci sono legami storici, affinità culturali, un patrimonio architettonico e artistico identitario. Unire in un unico museo autonomo, guidato da una direttrice di esperienza internazionale come Martina Bagnoli tornata in Italia per questo impegno, le principali istituzioni culturali delle due città significa ricomporre una gran parte del patrimonio artistico degli Estensi e offrire a Modena e Ferrara una significativa opportunità di sviluppo anche in termini di promozione turistica. Ora ci sono le premesse – conclude il Ministro - per aprire la sfida dei fondi europei e arrivare a finanziare con risorse comunitarie interventi sia nella valorizzazione culturale che nel riassetto e la riqualificazione delle infrastrutture”.
Roma, 14 ottobre 2015
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone
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FRANCESCHINI: ESTESO IL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM
Inclusione della cinta muraria e dello stabilimento Cirio è grande opportunità per la valorizzazione del sito

“Ho appena firmato un decreto – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – che estende il parco archeologico di Paestum includendo all’area archeologica la cinta muraria e l’edificio Ex stabilimento Cirio. Si tratta di una decisione importante che permette lo sviluppo di significativi progetti di valorizzazione di un sito straordinario, già reso un museo autonomo dalla riforma del ministero e affidato con bando internazionale alla gestione del giovane archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel che ora ha la possibilità di compiere dei concreti passi in avanti per il rilancio di questa realtà”.
Roma, 14 ottobre 2015
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone


Piano unitario per i beni pubblici nel centro storico di Ferrara

CULTURA, NASCE "'MODELLO FERRARA" PER SUPERARE GINEPRAIO COMPETENZE PA
Franceschini, Giannini, Pinotti, Bocci, Bonaccini, Reggi firmano accordo per valorizzazione beni demaniali

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Un piano unitario per valorizzare e razionalizzare i beni pubblici di particolare pregio situati nel centro storico della città di Ferrara. Questo è quanto prevede l’accordo firmato oggi dai ministeri dell'Interno, della Difesa, dell'Istruzione e dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo insieme alla Regione Emilia Romagna, al Comune di Ferrara, all'Agenzia del Demanio e alla Agenzia delle Entrate per la riqualificazione e valorizzazione  di beni pubblici di particolare pregio storico e architettonico tutelati dall’Unesco, in particolare lungo gli assi dell’Addizione erculea e del Quadrivio rossettiano.
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Primo maggio a tutta cultura. Zone archeologiche dell'Emilia-Romagna aperte per festa

29 Aprile 2015

Primo maggio a tutta cultura. Zone archeologiche dell'Emilia-Romagna aperte per festa

Venerdì 1 maggio 2015 apertura straordinaria per l’intera giornata dei siti archeologici di Marzabotto, Russi e Veleia

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L’etrusca Marzabotto e le romane Russi e Veleia. Anche quest’anno il 1 Maggio fa rima con cultura e come ormai da copione il pubblico troverà aperti tutti i siti archeologici gestiti dalla Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna, con tante visite guidate gratuite e un biglietto d’ingresso da 2 a 3 euro
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A Pasqua e Pasquetta tutti aperti i musei archeologici statali dell'Emilia-Romagna

26 Marzo 2015

A Pasqua e Pasquetta tutti aperti i musei archeologici statali dell'Emilia-Romagna

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Domenica 5 e Lunedì 6 aprile tutti aperti i Musei Archeologici Nazionali di Marzabotto (BO), Parma, Ferrara, e Sarsina (FC) e gli scavi della Villa Romana di Russi (RA) e della città romana di Veleia (PC)
Ingresso gratuito il giorno di Pasqua, prima domenica del mese

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[Recensione] Pasolini di Abel Ferrara (2014)

“Pasolini” di Abel Ferrara è un film mal riuscito sotto ogni punto di vista.
Per me, che conosco molto bene opere e biografia di Pasolini, è stato come vedere un bignami fatto male; per chi, invece, non maneggi benissimo le opere (soprattutto quelle dell’ultimo periodo: Petrolio, Scritti Corsari, Lettere Luterane e Porno-Teo-Kolossal) il film diventa difficile da capire e si riduce a una noiosa sequenza di dialoghi didascalici molto raffazzonati e di scene vuote.
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Già da subito si indovinano quali scene Ferrara riprenda dalle opere incompiute; la scelta è la più banale possibile (il pratone della Casilina, la meta narrazione dell’incidente aereo); la realizzazione di alcune scene da Porno-Teo-Kolossal non ricorda neanche vagamente la filmografia pasoliniana, né ci fa capire il punto di vista di Ferrara su Pasolini, ma diventa una prova narcisistica venuta male.Leggere di più