Giulio Romano Experience: così Mantova ricorda il discepolo prediletto di Raffaello Sanzio

A quasi cinquecento anni dal suo arrivo a Mantova, nel lontano 1524 per volere del duca Federico II Gonzaga, Giulio Romano (Giulio Pippi de’ Jannuzzi, 1499 ca. – 1546) viene omaggiato dalla città che lo accolse negli ultimi vent’anni di vita. Allievo prediletto di Raffaello, urbanista e artista di corte, esponente dell’arte rinascimentale e manierista, ha costituito una figura di grande versatilità. Il pittore e architetto, romano di nascita e mantovano d’adozione, è attualmente oggetto di un programma di eventi e mostre avviato a settembre 2019 e terminante a giugno 2020.

Conclusasi la mostra trimestrale “Arte e Desiderio”, si è appena avviata l’esposizione multimediale “Giulio Romano Experience”: ideata da Punto Rec Studios e Visilab, consente di percepire direttamente l’esperienza artistica della sua bottega, toccandone i materiali adoperati, ascoltandone i suoni e avvertendone gli odori. La multimedialità interviene nel narrare la biografia del pittore/architetto attraverso varie tappe che fanno uso di schermi di realtà aumentata, visori di realtà virtuale, audio di prossimità e proiettori ad alta definizione, strumentazione finalizzata a ricreare l’atmosfera originaria della bottega e della corte in cui operava, una tra le più celebri del Rinascimento europeo. È perciò un itinerario espositivo insolito che esalta la maestria dell’artista ed il suo legame con la città di Mantova, luogo di adozione intermedio tra la natìa Roma e l’Europa.

Le sue opere riottengono così vita e volume attraverso la motion grafica di immagini rielaborate in post-produzione. Al centro di ciascuna sala sono inserite delle postazioni multimediali perfettamente integrate nell’ambiente, che illustrano aspetti insoliti e poco noti dell’operato di Romano, anche per i precedenti visitatori di Palazzo Te che ospita l’evento nelle sue sale monumentali. La scelta del sito non è casuale, in quanto l’edificio è stato realizzato proprio dall’artista per Federico II Gonzaga. Usufruendo della documentazione storica disponibile e delle innovative tecnologie applicabili ai beni culturali, si apprende la storia della struttura attraverso mappe tridimensionali che ne mostrano l’estetica e la planimetria originarie, antecedenti alle modifiche apportate dal tempo alla struttura e al paesaggio circostante.

La realtà virtuale è accostata ad effetti sonori che facilitano l’immersione spaziale, primo caso in eventi sui beni culturali; essa consente altresì di vedere il progetto originario dell’artista nello studio delle sue opere. Per esempio, la sala di Ovidio accoglie l’affresco di Palazzo Te rielaborato in un’immagine immersiva a 360° che ne mostra texture e pennellate, fornendo la sensazione di immersione nel paesaggio ventoso raffigurato. La camera dei Giganti riprende i disegni di Giove nell’atto di scagliare saette dall’Olimpo durante la caduta dei Giganti, immagini animate in post-produzione per immergersi pienamente nella scena.

Dunque, iniziando dalla descrizione della sua carriera si prosegue il percorso con l’analisi di Palazzo Te sino a giungere alla narrazione dell’impronta da lui lasciata su Mantova. Si susseguono, così, tre ambienti descrittivi differenti: uno tratta l’aspetto biografico con la formazione presso la bottega di Raffaello Sanzio (affiancato nelle sue maggiori commissioni), la fase mantovana con la realizzazione di opere di grande pregio sia in ambito pittorico che architettonico, e la successiva diffusione del suo stile nel contesto italiano ed europeo; l’altro esamina la location dell’evento, dallo stile innovativo benché caratterizzato da un’architettura di chiara ispirazione classica, associata ad elementi naturali e a rievocazioni archeologiche; l’ultimo illustra l’interconnessione tra Romano e la sua città d’adozione, visibile ad esempio negli affreschi dalle nuvolosità caratteristiche del mantovano. Qui egli ricevette importanti riconoscimenti, come le nomine di Prefetto delle fabbriche dei Gonzaga e di Superiore delle vie urbane, ossia sovrintendente di qualsiasi produzione artistica e architettonica di corte, adornando Mantova di decorazioni fastose e ingegnose che tutt’ora la caratterizzano.

Giulio Romano Experience

La mostra multimediale è inserita nel programma di eventi “Mantova: Città di Giulio Romano”, coinvolgente varie realtà culturali territoriali come la locale Camera di Commercio, della Fondazione Banca Agricola Mantovana, della Fondazione Comunità Mantovana Onlus. Organizzata in collaborazione con Electa Editore, è esito della promozione attuata proprio da Fondazione Palazzo Te e dal Comune di Mantova. Il programma espositivo e culturale “Giulio Romano è Palazzo Te”, di cui fa parte la suddetta mostra, è realizzato anche col contributo della Regione Lombardia, della Fondazione Cariverona e della Banca Monte dei Paschi di Siena. A supporto del progetto vi sono anche gli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, gli sponsor Aermec, Smeg Agroittica Lombarda e infine Trenitalia come travel partner.

Giulio Romano Experience

Un’ampia organizzazione a supporto di un progetto che propone un modo diverso e completo di ammirare una figura ingegnosa che ha segnato la città di Mantova. Un ravvicinato approccio all’arte che sarà disponibile sino al prossimo 30 giugno.

Giulio Romano Experience

Giorni e orari di apertura: lunedì 13.00 – 19.30, da martedì a domenica 09:00 – 19:30 (ora legale). Lunedì 13.00 – 18.30, da martedì a domenica 09:00 – 18:30 (ora solare).

Biglietto d’ingresso: 12 euro (intero), 9 euro (ridotto).

Per informazioni e prenotazioni: +39 0376 1979020; www.giulioromanomantova.it ; www.fondazionepalazzote.it ; www.electa.it

 

Foto Ufficio Stampa Mondadori Electa


Giuseppe Scalarini mostre Milano

Milano: la mostra per celebrare il 70° anniversario della scomparsa di Giuseppe Scalarini

Cultura

Apre domani la mostra per celebrare il 70° anniversario della scomparsa di Giuseppe Scalarini

Allestita in tre diverse sedi, Palazzo Moriggia, Palazzo Morando, Unione Femminile Nazionale, è in programma dal 6 dicembre al 6 gennaio 2019

Milano, 5 dicembre 2018 – Da domani, giovedì 6 dicembre, tre diverse sedi espositive ospiteranno i disegni, le vignette e le pagine d’epoca di Giuseppe Scalarini, un omaggio al grande illustratore in occasione del 70° anniversario della sua scomparsa, avvenuta a Milano il 30 dicembre 1948.

Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Milano-Cultura, ideato e realizzato dalla Fondazione Anna Kuliscioff in collaborazione con Unione Femminile Nazionale con il patrocinio di Regione Lombardia, rientra nel palinsesto “Novecento Italiano”, il programma promosso e coordinato dal Comune di Milano dedicato all’approfondimento delle manifestazioni creative che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Il percorso, distribuito su tre sedi, presenta vignette e disegni del grande illustratore lombardo nella nuova formula di “raccolte” tematiche scelte tra i suoi lavori meno conosciuti. A Palazzo Moriggia|Museo del Risorgimento è possibile ammirare le raccolte “Il Bestiario”, “Marionette e burattini”, “Miniature”, “Prospettive”, “La Scuola” e “Il ‘Dante’ di Scalarini”. Palazzo Morando | Costume Moda Immagine presenta “La Milano di Giuseppe Scalarini”, che è la Milano del Duomo, del periodo bellico e del Sindaco Caldara, ma anche dei bozzetti pubblicitari inediti e sconosciuti per il “Panettone Alemagna”. Infine, l’Unione Femminile Nazionale ospita la raccolta “Le donne nella penna di Giuseppe Scalarini”.

Il cuore della mostra è Palazzo Moriggia, con la seguente scansione del percorso espositivo:

Il Bestiario: Scalarini era solito rappresentare le tematiche umane attraverso gli animali. I predatori diventano simboli di conquista, sopraffazione e violenza, così come gli animali domestici e mansueti diventano vittime di quella stessa violenza e avidità.

L’elemento umano e quello animale si fondono, creando forti suggestioni che portano il lettore a riflettere sugli eventi della quotidianità.

Dalle miniature al disegno: a partire da uno schizzo grande come un francobollo avviene la realizzazione di un disegno che, con la tecnica del collage e il continuo apporto di nuovi elementi, si amplia nella forma e nel contenuto.

La raccolta completa delle miniature comprende 302 fogli - circa 1800 disegni - che hanno avuto la funzione di promemoria per la redazione di altri disegni. Oltre alle “miniature” sono esposti gli originali e le pagine d’epoca a testimonianza dell’opera finita.

Marionette e burattini: Scalarini spesso utilizza la metafora della marionetta per illustrare la condizione in cui versa l’umanità, protagonista di un teatro manovrato da chi detiene il potere. Gli uomini, infatti, sono strumenti delle manovre politiche, economiche e sociali di chi governa.

La scuola: per Scalarini la scuola rappresenta un’istituzione importante e da difendere in quanto luogo di formazione. Ma la scuola è anche l’ambiente che meglio si presta alla raffigurazione sarcastica ed irriverente di un determinato momento storico-politico.

In questa raccolta particolare importanza è data al periodo degli anni trenta, quando Scalarini illustrava, utilizzando il tema della scuola, le strisce del “Corriere dei Piccoli”. In queste circostanze è stato costretto a modificare il suo tratto e a firmare con pseudonimi non potendo, per proibizione di Mussolini, usare la sua celebre firma a rebus.

Quasi nessuna delle strisce disegnate per il “Corriere dei Piccoli” è mai stata esposta al pubblico.

Le Prospettive: contrariamente a quanto affermato da alcuni commentatori, Scalarini possedeva una visione architettonica ben precisa, sicuramente derivata dalla sua formazione come disegnatore tecnico.

Le strade, con la loro prospettiva, accolgono importanti fenomeni politici e sociali; da un lato rappresentano la condizione umana, dall’altro comunicano un messaggio di speranza che si staglia all’orizzonte.

La mostra, aperta fino al 6 gennaio 2019 in tutte le sedi interessate, è a ingresso libero, mette a disposizione dei visitatori una guida gratuita e propone un programma di visite guidate dedicate alle scuole.

Biografia

Giuseppe Scalarini nasce a Mantova il 29 gennaio 1873. A quindici anni si diploma alle scuole tecniche, manifestando un precoce interesse per l’arte e il disegno. Tiene la prima mostra a Mantova nel 1890 e in questa occasione conosce il coetaneo, futuro socialista e capo del governo Ivanoe Bonomi, con cui fonda nel 1891 la Società Letteraria. Si trasferisce poi a Venezia, dove si iscrive al terzo corso dell’Accademia di Belle Arti. Tornato a Mantova, il primo novembre 1896 fonda con altri amici il “Merlin Cocai”, settimanale di impronta radicale e socialista. Si trasferisce poi a Bologna, per lavorare presso la litografia Wenk.

Il 1898 è l’anno dei moti di piazza per l’abolizione del dazio sul grano, che finiranno repressi a colpi di cannone dal generale Bava Beccaris.

Scalarini il primo maggio fonda “La Terra”, primo giornale socialista mantovano, insieme a Bonomi e Giovanni Zibordi. In seguito a disegni antimilitaristi e antigovernativi, scatta la condanna per reato contro lo Stato ed è costretto a rifugiarsi in prima in Austria, poi a Berlino, dove collabora con giornali satirici di prestigio, quali il “Fliegende Blätter” di Monaco e il “Lustige Blätter” di Berlino.

L’amnistia, seguita alla salita al trono di Vittorio Emanuele III, gli consente nel 1901 di tornare a Mantova dove conoscerà Carolina Pozzi, sua inseparabile compagna, che gli darà cinque figlie.

Continua a disegnare sul rifondato “Merlin Cocai”, del quale è proprietario e direttore.

Trasferitosi a Milano, il 22 ottobre 1911, in piena guerra di Libia, pubblica la sua prima vignetta sull’”Avanti!”, diretto da Claudio Treves.

Inizia così una collaborazione quotidiana che durerà fino al 10 gennaio 1926, anno delle famigerate “leggi eccezionali” censorie del regime fascista, producendo oltre 3700 inconfondibili vignette (di cui circa 3000 in prima pagina).

I bersagli, più che i singoli personaggi politici, sono temi universali e d’attualità: la guerra, la voracità del capitalismo, lo sfruttamento del proletariato, lo squadrismo fascista, la monarchia imbelle.

La sua attività satirica gli procura tra il 1911 e il 1922 svariati processi.

Pubblica diversi testi antibellici accompagnati da disegni: “La guerra nella caricatura” (1912), “Il processo della guerra” (1913), “La guerra davanti al tribunale della storia” (1920) e “Abbasso la guerra”(1923).

Giuseppe Scalarini è stato anche l’autore di più di 150 articoli, alcuni dei quali corredati da piccole vignette. Dal 1913 fino al 1926 la sua attività di elzevirista e giornalista si colloca sull’”Avanti!”, ma i suoi scritti compaiono anche su “L’Asino”, “Il Proletario”, “La Difesa delle Lavoratrici”,  il “Cuore”,  sugli “Almanacchi Socialisti” e su “Compagni per la propaganda socialista”.

Il 1921 è l’anno di maggior produzione artistica e Scalarini infatti collabora in contemporanea a una decina di testate, tra le quali, in particolare, la nuova serie de “l’Asino”.

Nel  novembre del 1926,  viene picchiato a Milano da una squadra di camicie nere.

L’aggressione gli procurerà la frattura della mandibola e una commozione cerebrale; appena uscito dall’ospedale, viene arrestato e trasferito davanti al Tribunale speciale che lo condanna a cinque anni di confino. Un confino che trascorrerà prima a Lampedusa, poi a Ustica, dove resta fino al novembre 1929, quando ritorna a Milano, restando comunque “sorvegliato speciale”.

Scalarini scriverà sull’esperienza del confino un diario, pubblicato postumo, dal titolo “Le mie isole” (Edizioni De Angeli, 1992).

Per ordine di Mussolini gli viene impedito di firmare “qualunque suo lavoro di qualsiasi genere”, divieto che non viene mai revocato.

Scalarini quindi si dà alla letteratura per l’infanzia, pubblicando nel 1933 “Le avventure di Miglio”, che esce a firma della figlia Virginia Chiabov. Disegna anche per il “Corriere dei piccoli”, il “Giornale dei Giochi” e la “Domenica del Corriere”.

Nuovamente arrestato nel luglio del 1940 viene prima internato nel campo di concentramento di Istonio (oggi Vasto) e trasferito poi a Bucchianico (Chieti)- Il 22 dicembre l’internamento viene revocato ma ripristinata la vigilanza. Nel 1943 sfugge all’arresto della polizia di Salò.

Nel dopoguerra riprende la collaborazione con l’”Avanti!” e lavora anche per “l’Umanità”, il “Codino Rosso” e il “Sempre Avanti!”. Muore a Milano il 30 dicembre 1948.

INFO

SEDI ESPOSITIVE E DATE

Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento – piano terra, spazi espositivi

via Borgonuovo 23, Milano

martedì – domenica, 9:00 -13:00 / 14:00 -17:30

Lunedì chiuso

Ingresso gratuito

Palazzo Morando|Costume Moda Immagine – primo piano

via Sant’Andrea 6, Milano

martedì – domenica, 9:00 -13:00 / 14:00 -17:30

Lunedì chiuso

Ingresso gratuito

Unione Femminile Nazionale

corso Porta Nuova 32, Milano

lunedì – sabato, 9:00 -13:00 / 14:00 -18:00

Domenica chiuso

Ingresso gratuito

 

Come da Comune di Milano.


Mantova: visite accompagnate alle carceri dei Martiri di Belfiore

Mantova: In ottobre visite accompagnate alle carceri dei Martiri di Belfiore nel Castello di San Giorgio

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Il 2016 è l'anno in cui ricorre il 150° anniversario dell'annessione di Mantova e del Veneto al Regno d'Italia avvenuta nel 1866, da considerarsi una delle tappe fondamentali nel quadro degli eventi che portarono, in poco più di dieci anni (1859-1870), all'unificazione di gran parte della penisola.
L'importante ricorrenza verrà onorata anche in Palazzo Ducale, con la riapertura straordinaria di uno dei luoghi simbolo di tutta l'epopea risorgimentale, vale a dire le carceri del castello di San Giorgio.
Al secondo piano vi furono rinchiusi, a partire soprattutto dagli anni Trenta dell'Ottocento, molti cospiratori politici, provenienti in gran parte dalle aree venete e lombarde, tra cui anche i nove patrioti impiccati appena fuori Mantova, fra il dicembre del 1852 e il marzo del 1853, nella valletta di Belfiore -don Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Angelo Scarsellini, Bernardo de Canal, Giovanni Zambelli, Tito Speri, don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari e Pietro Frattini- che vennero poi da sempre ricordati come i "Martiri di Belfiore". A questi si aggiungono anche don Giovanni Grioli che, sempre a Belfiore, fu fucilato nel novembre del 1851 e il veneto Pier Fortunato Calvi, patriota del Cadore, impiccato nella zona extraurbana di Lunetta, non lontano dalla rocchetta di Sparafucile, nel luglio del 1855.
Il progetto di visita era stato da tempo inserito, con il sostegno del Prof. Maurizio Bertolotti Presidente dell'Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, nel calendario degli altri eventi commemorativi previsti per tutto il 2016 da enti pubblici e importanti istituti culturali cittadini e nell'ambito più generale di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016. E' il caso di ricordare che nel calendario delle manifestazioni di Palazzo Ducale è pure prevista, per il 7 dicembre 2016, anche la presentazione del volume scritto nel 1852 da Angelo Poma, fratello di Carlo, dal titolo "Visione. A conforto della madre. Poemetto in ottave", rimasto sinora del tutto inedito e sconosciuto.
Le visite alle carceri dei Martiri di Belfiore si svolgeranno, su prenotazione, per tutto il prossimo mese di ottobre, dal 4 al 28 del mese. Esse si terranno, con accesso gratuito, nei giorni infrasettimanali di martedì, mercoledì, giovedì e venerdì.
Le prenotazioni sono aperte anche alle scuole di ogni ordine e grado.
Giornalmente saranno effettuate 5 visite, per gruppi di non più di 20 persone ciascuno, accompagnati da volontari del personale interno del Palazzo Ducale che illustreranno il percorso. Ogni visita sarà della durata di circa 50 minuti e si svolgerà lungo un itinerario prefissato, che interesserà il secondo piano del castello di San Giorgio in cui si concentrano tutte le prigioni.
Per la mattinata sono previste tre visite, dalle ore 9,00 alle ore 13 circa, con partenze alle ore 9,00, alle ore 10,15, alle ore 11,30; nel pomeriggio due visite, dalle ore 14,30 alle ore 17,00, con partenze alle ore 14,30 e alle ore 15,50. Per i gruppi che supereranno le 20 unità, l'amministrazione prevede un secondo accompagnatore che partirà con la seconda metà del gruppo 10/15 minuti dopo la partenza del primo nucleo di visitatori. Le partenze avranno inizio da piazza Castello, presso l'accesso al castello di San Giorgio.
Per le prenotazioni contattare Elena Montanari, dalle ore 9 alle ore 16, ai nr. tel. 0376/352145, cellulare 370/3032527, o inviare un e-mail al seguente indirizzo: [email protected]

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone

Castello di San Giorgio a Mantova, foto di Anna Zanchi (User:AnnaZac), da WikipediaCC BY 2.5.


Mantova, Palazzo Ducale - Pasqua e Lunedì dell'Angelo, apertura e visite guidate

Mantova, Palazzo Ducale - Pasqua e Lunedì dell'Angelo, apertura e visite guidate

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Il Museo di Palazzo Ducale sarà aperto nei giorni festivi di Pasqua e Lunedì dell’Angelo con il consueto orario continuato 8.15 -19.15 (chiusura cassa 18.20).
Sia domenica 27 che lunedì 28 marzo sarà attivo il servizio di visite guidate ad orario fisso con partenze alle ore 10.00, 11.00, 12.00 e ore 15.00 e 16.00, mentre sabato 26 marzo le visite partiranno alle ore 11.00 e alle ore 15.00.
Il servizio guida costa € 5,00 a persona e si prenota alla biglietteria tel. 0376 224832.
Biglietto d’ingresso ordinario.

Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, un milione di euro dal MiBACT

MANTOVA È LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2016
Un milione di euro dal MiBACT per la realizzazione dei progetti

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Martedì 27 ottobre, al termine dei lavori della Giuria di selezione presieduta da Marco Cammelli, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha annunciato nell’affollato Salone del Consiglio Nazionale del MiBACT la vittoria di Mantova a Capitale Italiana della Cultura 2016.  Dal premio Mantova riceverà un milione di euro e l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari per realizzare i progetti. A concorrere per il titolo del 2016 insieme alla città lombarda, le città finaliste di Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni che avranno la possibilità di partecipare alle selezioni per il 2017.
“Oggi è una giornata molto importante - ha spiegato il ministro Franceschini - questo è l'inizio di un percorso virtuoso, che ha messo in moto le capacità di progettazione complessiva, coinvolto il territorio e che rafforza l'Italia come museo diffuso. Mantova è una bellissima città con una grande tradizione. Lo erano anche le altre – ha proseguito – e mi auguro che di anno in anno il riconoscimento diventi sempre più importante e ambito, perché crescerà di certo il numero delle città concorrenti”.
“Non me l'aspettavo - ha commentato a caldo la vittoria Mattia Palazzi, sindaco di Mantova da appena quattro mesi – non è solo un milione di euro che ci arriverà e che naturalmente di questi tempi non fa male, ma il riconoscimento di una città straordinaria, unica. Una piccola città che però ha una vocazione internazionale e un patrimonio straordinario". “Stiamo cercando di aprirla al mondo – ha spiegato Palazzi - investendo sul recupero del patrimonio, sulla rigenerazione urbana, sulla fiducia di una città che ha voglia di esserci”. 
Video Conferenza proclamazione

Video Mantova

Scheda di approfondimenti

Mantova, semplicemente meravigliosa | Città di cultura | Un viaggio tra le mura | Enogastronomia d'eccellenza | Città del buon vivere | Eventi tutto l'anno | Patrimonio Unesco | (documento in formato pdf)

Che cos’è la Capitale Italiana della Cultura
L’iniziativa di selezionare ogni anno la “Capitale italiana della cultura” è stata introdotta con la legge Art Bonus e mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Mantova, Capitale Italiana della Cultura 2016

MANTOVA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2016
Le dieci città finaliste: Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni

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L'evento è stato trasmesso in diretta streaming dalle ore 16.45 nel canale TV del MiBACT https://youtu.be/wPz0K7jZrKk   (la registrazione sarà disponibile prima possibile)
Ieri, martedì 27 ottobre, al termine dei lavori della Giuria di selezione, il presidente Marco Cammelli ha comunicato al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, MANTOVA capitale italiana della cultura 2016.
Le dieci città finaliste:
Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni

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Mantova: Una notte al museo e concerto conclusivo Suoni e prospettive

Mantova, Museo di Palazzo Ducale, Una notte al museo, concerto conclusivo Suoni e prospettive

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Sabato 17 ottobre 2015 il Museo di Palazzo Ducale sarà aperto anche alla sera dalle ore 20.10 alle ore 23.45 (chiusura biglietteria ore 22.50) con biglietto d'ingresso ordinario e che alle ore 21.00 nella splendida cornice della Sala degli Specchi si terrà il concerto conclusivo della breve rassegna musicale Suoni & Prospettive, curata dal gruppo vocale Lusit Orpheus e promossa dalla direzione del museo.

Eventi al Museo di Palazzo Ducale di Mantova: 9-11 Ottobre

9 - 11 OTTOBRE EVENTI AL MUSEO DI PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

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Art Bonus, il road show comincia da Prato

ART BONUS: Siamo tutti mecenati
Comincia da Prato, il 5 ottobre, il road show MiBACT-Arcus-ANCI per far conoscere le agevolazioni fiscali previste dalla Legge 106.

Prato, Mantova, Parma e Ascoli Piceno. Sono le prime quattro tappe per promuovere i benefici del mecenatismo in Italia, che la Legge ART BONUS, emanata il 29 luglio 2014, ha dotato di un credito d’imposta tra i più alti in Europa per interventi di manutenzione, protezione, restauro e valorizzazione.

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Palazzo Ducale di Mantova: attività sabato 26 e domenica 27

25 Settembre 2015

PALAZZO DUCALE DI MANTOVA . Sabato 26 e domenica 27 settembre 2015 Visite guidate ad orario fisso e UNA NOTTE AL MUSEO

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Ogni sabato e domenica è attivo il servizio di visite guidate ad orario fisso alle ore 11.00 e alle ore 16.00.

Servizio visita guidata € 5,00, prenotazioni allo 0376 224832.
Sabato 26 settembre il museo sarà aperto anche alla sera dalle ore 20.10 alle ore 23.45 (chiusura biglietteria ore 22.50, ultimo ingresso alla Camera degli Sposi ore 23.10).
Biglietto d’ingresso ordinario.

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