Vivien Leigh in mostra alla Casa del Cinema con scatti, locandine e riviste

La diva Vivien Leigh raccontata dagli scatti, dalle locandine e dalle riviste in mostra alla Casa del Cinema

Dal 10 dicembre 2018 al 10 gennaio 2019 una selezione di immagini dell’attrice con una sezione speciale dedicata a Via col Vento

Vivien Leigh Casa del Cinema Roma mostre

Roma, 7 dicembre 2018 – L'Associazione Teatroantico è felice di presentare alla Casa del Cinema di Roma un omaggio a una delle attrici più famose della storia del cinema: Vivien Leigh. Attraverso foto, locandine, fotobuste, manifesti, brochure, libri e riviste la mostra Aspettando Via col vento…Vivien Leigh(10 dicembre 2018 – 10 gennaio 2019), curata da Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore, ripercorrerà la carriera teatrale e cinematografica della diva hollywoodiana con una sezione dedicata alla realizzazione di Via col vento, capolavoro che compirà 80 anni nel 2019.

Nella sua trentennale carriera Vivien Leigh fu un’attrice prolifica non solo nel cinema ma anche e soprattutto nel teatro dove venne  diretta più volte dal secondo marito Laurence Olivier. È a teatro che interpreta ruoli molto differenti, che vanno dalle eroine delle commedie di Noël Coward e George Bernard Shaw, a quelle delle tragedie shakespeariane anche se il suo volto sarà per sempre legato a Rossella O'Hara, la protagonista di Via col vento con cui si aggiudicò uno dei dieci Oscar vinti dal film.

Affascinata dalla lettura di Via col vento, popolare romanzo di Margaret Mitchell, nel febbraio 1938 Vivien chiese al suo agente americano di segnalarla al produttore David O. Selznick, che stava preparando una riduzione cinematografica dell'opera e che aveva organizzato un'imponente campagna pubblicitaria per trovare l'interprete adatta al ruolo della protagonista Rossella O'Hara.

Vivien Leigh arrivò sul set il 10 dicembre 1938, mentre avvenivano le primissime riprese del film, ovvero l'incendio della città di Atlanta, e venne presentata  a David O'Selznick e al regista George Cukor. Il produttore rimase entusiasta della bellezza di Vivien Leigh, del suo temperamento e della vitalità con cui affrontò i provini. L'attrice sbaragliò la concorrenza delle ultime tre candidate che ancora ambivano al ruolo dell'indomita Rossella (Paulette Goddard, Jean Arthur e Joan Bennett), e dopo pochi giorni ottenne la parte, iniziando a lavorare con impegno e determinazione per modificare il proprio accento inglese.

Le riprese del film furono molto lunghe ed estenuanti, soprattutto dopo che il regista George Cukor venne sostituito da Victor Fleming, con il quale sia Vivien Leigh che la partner Olivia de Havilland ebbero frequenti discussioni, al punto che entrambe le attrici si rivolsero più volte di nascosto a Cukor, nei fine settimana o addirittura di notte, per ricevere consigli e suggerimenti sulle loro rispettive interpretazioni. Vivien Leigh fece comunque amicizia, oltre che con Olivia de Havilland, anche con Leslie Howard mentre litigò spesso con Clark Gable  nonostante le intense scene che i due girarono insieme (l’attrice riuscì addirittura a  tagliare alcune scene in cui avrebbe dovuto baciare Rhett Butler).

GONE WITH THE WIND, Clark Gable, Vivien Leigh, 1939

 Nel 1941 girò, insieme a Laurence Olivier, Il grande ammiraglio una delle tante pellicole che Hollywood realizzò con l'obiettivo di spingere il pubblico americano a un sentimento pro-britannico. Il film, in cui Olivier e Leigh interpretarono i ruoli di Horatio Nelson e della sua amante Emma Hamilton, ebbe grande successo al punto che Winston Churchill ne organizzò una proiezione privata durante una festa cui partecipò anche Franklin Delano Roosevelt.

Nel 1945,dopo una parentesi teatrale, l'attrice tornò a recitare sul grande schermo con le pellicole Cesare e Cleopatra (1945) e Anna Karenina (1948).

la valse dans l'ombre
Waterloo Bridge
1940
rŽal : Mervyn Leroy
Vivien Leigh
Robert Taylor
Collection Christophel

Nel 1949 ottenne a teatro la parte di Blanche Dubois in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams e, dopo 326 repliche, venne scritturata per interpretare Blanche anche nella versione cinematografica, accanto a Marlon Brando, con il quale stringerà un buon rapporto professionale, grazie al suo irriverente e talvolta piccante senso dell'umorismo. Vivien ebbe invece frequenti dissapori con il regista Elia Kazan, al punto che egli riconoscerà pubblicamente il suo effettivo talento di attrice solo verso la fine delle riprese.

L'intensa e memorabile interpretazione di Blanche procurò all'attrice il secondo Premio Oscar e altri prestigiosi riconoscimenti, ma anche un morboso e inscindibile legame con il suo personaggio, che la condusse lentamente nel baratro della follia.

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La vita di Giorgio Arlorio alla Casa del Cinema di Roma

La Casa del Cinema di Roma presenta la vita e il lavoro dello sceneggiatore, regista e autore televisivo Giorgio Arlorio

Lunedì 10 alle ore 16.20 proiezione del film La patata bollente seguita da un incontro e dalla presentazione del libro Viaggi non organizzati. La vita e il cinema di Giorgio Arlorio

 

Roma, 6 dicembre 2018 –  Protagonista del cinema italiano dal dopoguerra in poi, lo sceneggiatore e autore Giorgio Arlorio verrà omaggiato lunedì 10 dicembre alla Casa del Cinema con una giornata a lui dedicata. Si comincerà alle ore 16.20 con la proiezione del film La patata bollente di Steno. A seguire, alle ore 18.00, andrà in scena un incontro moderato da Felice Laudadio in cui parteciperanno Francesco BruniIvan CotroneoFabio FerzettiFilippo GravinoFrancesca ManieriCaterina Taricano. Durante l’appuntamento verrà presentato il volume di Giorgio Arlorio e Caterina Taricano, Viaggi non organizzati. La vita e il cinema di Giorgio Arlorio (Quaderni della Cineteca Nazionale n.10, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Iacobelli Editore).

Arlorio ha lavorato con grandi maestri (Gillo Pontecorvo, Dino Risi, Mario Camerini, Mario Monicelli, Mauro Bolognini) e ha scritto film di genere di grande successo (La patata bollente di Steno, L’arciere delle mille e una notte di Antonio Margheriti, Ilmercenario di Sergio Corbucci, Zorro di Duccio Tessari). È stato un importante autore televisivo (con Nanni Loy è il curatore diSpecchio segreto, una delle trasmissioni di culto della televisione anni Sessanta) e ha a lungo insegnato sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia (1999-2016). Si è distinto per l’impegno politico e civile (nelle battaglie dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici) ed è stato anche uno stupendo narratore dei fatti e dei misfatti del cinema. La sua biografia è un viaggio nel cinema italiano che ci aiuta a superare la storica divisione tra cinema d’autore e cinema di genere, tra film di impegno politico e opere decisamente commerciali: Arlorio ha avuto lo stesso approccio da grande professionista quando scriveva Queimada per Gillo Pontecorvo e Marlon Brando o Il giorno più corto per Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Attraverso una preziosa carrellata di storie, aneddoti e informazioni, raccontati con la sottile ironia che è parte integrante del suo modo di raccontare il cinema e la vita, Arlorio ci aiuta a capire meglio la natura del cinema italiano, la sua essenza più vera e profonda.

ore 16.20 La patata bollente di Steno (1979, 100’)

L’operaio verniciatore Bernardo Mambelli detto Gandhi (Renato Pozzetto), comunista di ferro ed ex pugile, ospita nel suo appartamento Claudio (Massimo Ranieri), picchiato dai fascisti, ignorando che è gay. Quando la verità viene a galla, i colleghi e la fidanzata (Edwige Fenech) cominciano a pensare male. «Inizialmente doveva essere un film unico, diretto da Nanni Loy, diviso in due episodi. I protagonisti scelti per questi due episodi erano Nino Manfredi e Renato Pozzetto, che avrebbero dovuto apparire, l’uno nel film dell’altro, con un piccolo cameo. All’ultimo momento però Manfredi si è tirato indietro dicendo chiaramente che non voleva lavorare con un attore che a suo avviso non poteva avere un futuro nel cinema. Si sbagliava…» (Arlorio).

ore 18.00 Incontro moderato da Felice Laudadio con Francesco BruniIvan CotroneoFabio FerzettiFilippo GravinoFrancesca ManieriCaterina Taricano. Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume di Giorgio Arlorio e Caterina Taricano,Viaggi non organizzati. La vita e il cinema di Giorgio Arlorio, Quaderni della Cineteca Nazionale n.10, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Iacobelli Editore, Roma, 2018.

CASA DEL CINEMA

Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale

Gestione Zètema Progetto Cultura

Direzione Giorgio Gosetti

in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution

 

INDIRIZZO Largo Marcello Mastroianni, 1

INFO tel. 060608 www.casadelcinema.it www.060608.it

INGRESSO GRATUITO

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Roma: la Casa del Cinema ricorda Bernardo Bertolucci

Casa del Cinema ricorda Bernardo Bertolucci

con la proiezione gratuita del film Il conformista

Mercoledì 28 novembre ore 20.30

ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Roma, 26 novembre 2018 – Sedici film, un genio che attraversa come una cometa la storia del cinema, un uomo buono e gentile, sempre affamato di cinema e di giovinezza, sempre a casa alla Casa del Cinema di Roma, Bernardo Bertolucci se ne è andato e la Casa del Cinema lo saluta con l’affetto che si riserva a un amico e a un grande artista, con uno dei suoi film più emozionanti e personali. Mercoledì 28 novembre alle 20.30 ritorna sul grande schermo di Sala Deluxe Il conformista (Italia, Francia, Germania, 1970, 112').

“Stupore e sgomento - dice Giorgio Gosetti - ci prendono alla gola pensando a questo grande uomo che se ne va e che mercoledì vogliamo accompagnare ricordando il suo sorriso e la sua passione. La parola che amava di più era ‘compassion’, una partecipazione alla vita che aveva imparato dalla pratica del Buddha. E compassion resterà la sua lezione per tutti noi che restiamo orfani del suo genio e della sua dolcezza”.

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Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso, scomparso improvvisamente lo scorso 26 settembre

Il 16 novembre dalle ore 19 verrà celebrato l’artista con un incontro alla presenza di colleghi e amici e la proiezione del suo ultimo film Le Cicale

 Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari Le Cicale

Roma, 14 novembre 2018 – A circa un mese dalla sua scomparsa, la Casa del Cinema di Roma porge i suoi saluti ad uno dei più apprezzati fotografi e documentaristi italiani: Emiliano Mancuso. Il prossimo 16 novembre alle ore 19 verrà ricordato in un incontro moderato dal vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini durante il quale interverranno i colleghi che lo hanno affiancato nella lavorazione del suo ultimo documentario Le cicaleFederico Romano, co-regista dell’opera, la montatrice Aline Hervé, il montatore del suono Giuseppe D’Amato, la produttrice Giulia Tornari e uno dei protagonisti Giuseppe Ricciardi. Al termine seguirà, per la prima volta a Roma, la proiezione del film.

 Nato a Roma nel 1971, dopo una laurea in filosofia e una specializzazione in estetica, Emiliano Mancuso sceglie la fotografia come mezzo espressivo per documentare la società contemporanea e le sue criticità. Dal 2009 entra all'Agenzia Contrasto e negli anni collabora con importanti testate nazionali e internazionali.

Nel 2011 pubblica il libro Stato d’Italia, un affresco in bianco e nero del nostro Paese durante gli anni della crisi nell’era berlusconiana. Nello stesso anno si dedica all’insegnamento e diventa direttore del Master in Fotogiornalismo contemporaneo presso Officine Fotografiche a Roma.

Nel 2012 è membro fondatore dell'associazione Zona e il suo percorso professionale evolve verso il linguaggio dell'audiovisivo e del documentario. Nel 2014 realizza il suo primo documentario Il diario di Felix sulla comunità di Casa Felix, nella periferia est di Roma, che ospita minori con problemi familiari e penali. Il lungometraggio viene selezionato al Festival dei Popoli edizione 2015 nella sezione Panorama ed è nominato nello stesso anno al Globo d’oro  come miglior documentario.

Nel 2018 realizza con Federico Romano il documentario Le cicale (doc, Italia, 2018, 70'), film dedicato agli anziani che vivono con la pensione minima nella città di Roma, selezionato in concorso al Festival Visioni dal mondo.

Quando l'estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha  sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l'inverno?

Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena "età del riposo". Per tutti, quando l'inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste 'cicale' loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi.

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Casa del Cinema Percorsi di Cinema

Alla Casa del Cinema la quindicesima edizione dei Percorsi di Cinema dedicata agli sceneggiatori

Alla Casa del Cinema la quindicesima edizione dei Percorsi di Cinema dedicata agli sceneggiatori

Si parte martedì 6 novembre alle ore 16 con l’omaggio a Leo Benvenuti e la proiezione del film Amici per la pelle

 

Roma, 5 novembre 2018 – La Casa del Cinema torna ad ospitare Percorsi di Cinema, la rassegna  ideata e organizzata da Alessandro Rossetti per l’ANAC  Associazione Nazionale Autori Cinematografici giunta alla 15esima edizione. La programmazione di quest’anno, a cura del critico Raffaele Meale, sarà dedicata agli sceneggiatori che hanno reso immortale il cinema italiano.

 Si inizia con l'appuntamento di martedì 6 novembre, alle ore 16 alla Casa del Cinema di Roma, quando a essere omaggiato sarà Leo Benvenuti, tra i soci storici dell’ANAC.  Dopo la proiezione di “Amici per la pelle”, teen-movie decisamente in anticipo sui tempi – il film è del 1955 – che Benvenuti scrisse insieme al fedele sodale Piero De Bernardi, a Ottavio Alessi, Ugo Guerra, Giandomenico Giagni e al regista Franco Rossi (che lo firma), la serata continuerà con un incontro sull'arte di Benvenuti coordinato da Meale e con ospite Nicola Guaglianone, che fu allievo proprio di Benvenuti all'epoca dei seminari di sceneggiatura ospitati dall'ANAC.

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Mickey Mouse Topolino Walt Disney

Topolino compie 90 anni! Un'anteprima della grande mostra in arrivo

Topolino compie 90 anni!

Dal 6 novembre la Casa del Cinema celebra il compleanno con un’anteprima della grande mostra che si terrà a Desenzano del Garda dal 10 novembre 2018 al 10 febbraio 2019

Roma, 2 novembre 2018 – Da martedì 6 novembre la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma presenta Mickey 90 – L’Arte di un Sogno: Topolino e il cinema, un affascinante e ricco percorso narrativo che, attraverso ingrandimenti, foto, manifesti e immagini dei pezzi più prestigiosi esposti a Desenzano del Garda mostrerà al pubblico la carriera cinematografica di Topolino, dal suo debutto ad oggi e alcuni momenti fondamentali del suo rapporto con il grande cinema, comprese le  incarnazioni fumettistiche pubblicate in albi Panini Comics come “Topolino e Minnie in: Casablanca”, “La strada” e “Metopolis”.

 Il percorso, curato dall’esperto Disney Federico Fiecconi, visitabile a ingresso libero fino al 7 dicembre,rappresenta un’anteprima della grande mostra Mickey 90 - L’Arte di un Sogno allestita, con le opere originali, nelle sale del castello di Desenzano Del Garda da sabato 10 novembre 2018 a domenica 10 febbraio 2019 e inserita ufficialmente nelle iniziative che The Walt Disney Company Italia sta organizzando per celebrare i 90 anni di Topolino.

 Era il 18 novembre 1928 quando Walt Disney presentò per la prima volta al pubblico del Colony Theater di New York la sua creazione più celebre, il personaggio destinato a renderlo famoso in tutto il mondo e a diventare un’icona intramontabile, l’eroe amato da generazioni di grandi e piccini: Mickey Mouse, per noi Topolino. Fin dal debutto nel cortometraggio animato “Steamboat Willie”, appena 7 minuti, uno dei primi cartoon con sonoro sincronizzato della storia, il Topolino fischiettante “doppiato” da Disney in persona conquistò subito pubblico e critica, passando presto dal cinema animato ai fumetti, fino a diventare simbolo della The Walt Disney Company e incarnazione del sogno fantastico in cui lo stesso Walt si identificò per tutta la vita.

Novant’anni dopo, Topolino è ancora l’icona più nota e amata in tutto il mondo: a lui e alla sua strepitosa “carriera artistica” è dedicato questo affascinante percorso attraverso 14 riproduzioni di rari e preziosi materiali originali che ripercorrono tutte le sue performance da star: dai cortometraggi comici degli Anni d’Oro di Hollywood, al mitico “Fantasia”, fino agli omaggi a fumetti a capolavori della Settima arte come “La strada” di Federico Fellini.

Il weekend del 10 e 11 novembre dalle 10.00 alle 13.00 sarà interamente dedicato alle celebrazioni del compleanno di Topolino con una ricca programmazione di cortometraggi alla Casa del Cinema presentati dal curatore, l’esperto di cartoon classici Andrea Ippoliti. Tra i titoli Plane crazy (1928), The mad doctor (1932),Mickey’s service station (1935), The band concert (1935), Mickey’s fire brigade (1935), Thru the mirror (1936),Moose hunters (1937), Lonesome ghosts (1937), Brave little tailor (1938), The pointer (1939), Symphony hour(1940), Mickey’s birthday party (1942), Runaway brain (1995).

Domenica 18 novembre, invece, nell’adiacente Casina di Raffaello in programma un’iniziativa speciale dedicata ai più piccoli. Lo spazio arte e creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidalegestita in collaborazione con Zètema Progetto Cultura vedrà infatti l’intervento dell’artista Disney Marco Gervasio il quale terrà un’attività didattica dal titolo Laboratorio Topolino: lezioni di disegno su come nasce un fumetto e come si disegnano Topolino e gli altri personaggi Disney. Il laboratorio gratuito per i bambini dai 6 agli 11 anni si realizzerà nelle fasce orarie dalle 15 alle 16 e dalle 16 alle 17 (Info e prenotazioni allo 060608). 

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Roma: "Le Stagioni di Florestano". Ricordando Vancini a dieci anni dalla scomparsa

Le Stagioni di Florestano alla Casa del Cinema.

Ricordando Florestano Vancini a dieci anni dalla sua scomparsa

Dall’8 all’11 una rassegna dedicata al maestro ferrarese con i migliori lungometraggi, una selezione di corti e un incontro con molti ospiti

 

Roma, 5 ottobre 2018 – Il Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con la Casa del Cinema, organizza una commemorazione e una riflessione critica su uno dei registi italiani che maggiormente ha inciso sulla conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia italiana, a partire dalle radici storiche del Risorgimento fino all’avvento del fascismo e all’emergente crisi della sinistra, alla diffusione della malavita e della mafia, determinanti per la formazione di una coscienza civile e morale profonda, senza mai trascurare l’importanza che i sentimenti rivestono nell’esistenza di ogni essere umano. Partendo dai film a carattere documentario, è programmata dall’8 all’11 ottobre, nelle sale della Casa del Cinema un’ampia rassegna del cinema di Vancini, che sarà preceduta da un incontro con critici, storici del cinema, attori, collaboratori e familiari del grande regista ferrarese.

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Roma: mostra e rassegna "Lele Luzzati e Giulio Gianini: due maestri del cinema d’animazione italiano"

Lele Luzzati e Giulio Gianini: due maestri del cinema d’animazione italiano in mostra alla Casa del Cinema.

Il 10 ottobre alle ore 20 inaugurazione aperta al pubblico dell’esposizione.

Al via anche una rassegna con le proiezioni dei più importanti cartoni animati

 

Roma, 4 ottobre 2018 – Due amici, due compagni di viaggio uniti dalla passione per il cinema. Emanuele Luzzati e Giulio Gianini si sono conosciuti per gioco verso la metà degli anni ’50 davanti ad un teatrino di burattini e da lì hanno intrapreso un viaggio che lì ha portati, per ben due volte, fino alla cerimonia degli Oscar, consacrandoli definitivamente come due personalità decisive per l’affermazione del cinema d’animazione italiano nel mondo.

 Oggi, la Casa del Cinema di Roma rende loro omaggio con una grande esposizione dal titolo Lele Luzzati e Giulio Gianini: cinema di animazione, in programma dal 10 ottobre al 7 novembre, che comprende circa trenta ingrandimenti fotografici estrapolati dalle scenografie e dai personaggi creati a mano da Luzzati e animati (e mossi registicamente) da Gianini. Una magnifica selezione con bozzetti relativi a La Gazza LadraPulcinellaPapageno e PapagenaAli Babà e tanti altri messa a disposizione da Carla Rezza Gianini, dal Museo Luzzati e dalla Fondazione Teatro della Tosse, accompagnata da una rassegna cinematografica, in programma durante il mese di ottobre, con i più interessanti film di animazione ideati e prodotti dai due grandi artisti. L’esposizione e la rassegna sono state volute e prodotte dalla A.S.C. (Associazione Italiana Scenografi, Costumisti, Arredatori) nelle persone dei suoi curatori Alida CappelliniGiovanni LicheriLucia Nigri e Carla Rezza Gianini.

 Luzzati, genovese della buona borghesia ebraica, si diploma all’Ecole des Beaux Arts di Losanna dove nel frattempo era stato costretto a rifugiarsi a causa delle leggi razziali introdotte dal fascismo. Insieme ad altri “esuli” rientra in Italia nel 1945, all’indomani della liberazione e inizia la sua attività di scenografo e costumista in teatro. È nella seconda metà degli anni ’50 che incontra, grazie ad amici in comune, Giulio Gianini, scenografo romano diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, già attivo nel mondo del cinema come direttore della fotografia, soprattutto quella a colori (fu uno dei pionieri della nuova tecnica). Il teatrino di burattini che Gianini possedeva e con il quale si dilettava in spettacoli ad uso di parenti e amici, fornì l’occasione di una prima collaborazione tra i due. Gianini chiese allo scenografo di dipingere un boccascena per quel prezioso giocattolo, Luzzati che condivideva la stessa passione, non se lo fece ripetere due volte.

Nel tempo Luzzati e Gianini si sono affermati come la coppia d’oro del cinema d’animazione italiano. Accomunati dalle medesime passioni, la loro genialità si è messa al servizio di un fortunato  sodalizio che ha generato una serie di opere dalle immagini estremamente divertenti e di una bellezza eccezionale, due delle quali hanno ottenuto la nomination agli Oscar come Miglior Cortometraggio d’Animazione: La gazza ladra (1966) e Pulcinella (1974).

Grazie alla tecnica del découpage, il cinema di Luzzati e Gianini ha inglobato tutta la cultura del teatro: i personaggi, sebbene siano solamente pezzetti di carta che si spostano sui fondali, sembrano uscire da questi stessi scenari per diventare colore in movimento. Una poesia animata che, tramite l'utilizzo di tinte accese e luminose e il gioco di sfumature, ha creato una profusione di colori sgargianti che rendono vivi i protagonisti, quasi come se tendessero le loro mani verso gli spettatori.

 

Insieme, Luzzati e Gianini hanno realizzato alcuni dei capolavori della storia del cinema d'animazione italiano che li hanno resi due degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo. Grazie alla rassegna che accompagnerà la mostra per tutto il mese di ottobre sarà possibile apprezzare parte di questo immenso lavoro e scoprire dei gioielli di rara bellezza come i tre film ispirati alla musica di Gioacchino Rossini La gazza ladra del 1964, L’italiana in Algeri del 1968, Pulcinella del 1973 o l’opera Il flauto magicodel 1978, basato sull'omonimo singspiel del 1791 musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder. E poi ancora Pulcinella e il pesce magicoL’uccello di fuocoI Paladini di FranciaLa casa dei suoni fino ad arrivare a Jerusalem, opera carica di colori e fantasia, commissionata dal sindaco della città israeliana, che in 14’ racconta tremila anni di storia della città, tra battaglie, lotte e speranze.

“La cultura italiana – dichiara Giorgio Gosetti – e, a suo modo anche il nostro cinema, non potrà mai ricambiare la creatività, la generosità, l’originalità e l’invenzione che Lele Luzzati ha portato in dono con la sua arte. Ma se dal teatro, dalla pittura, dall’arte povera passiamo al cinema, il vero “traghettatore”, il regista e inventore è senz’altro Giulio Gianini che di questo omaggio alla Casa del Cinema è in fondo il “padrone di casa”. Impossibile scindere le due personalità, impossibile dire dove comincia l’uno e finisce l’altro. Difficile anche rintracciare un’eredità per un momento così smagliante per la nostra cultura visiva come sono stati gli anni di Gianini&Luzzati. Il vero regalo sta, una volta ancora, nella freschezza e nella novità che ogni loro lavoro, ogni disegno, ogni sequenza, riesce ancora a restituirci sia che siamo bambini, anziani, spettatori o semplici curiosi che – magari catturati per caso dai loro film – non sappiamo poi staccarcene e “trattener la meraviglia”

“Giugi e Lele come tutti li chiamavano – continua Carla Rezza Gianini – avevano due personalità molto diverse e perciò complementari, unite da una grande sintonia, che passava attraverso canali misteriosi, noti solo a loro due. Li accomunava la straordinaria abilità artistica e professionale, oltre a una componente di entusiasmo candido e disarmante. A parte il loro dono di riuscire a guardare il mondo con lo sguardo di un bambino, una altra cosa che li univa molto era un grande senso dello humour, e quella incapacità di prendersi troppo sul serio anche quando erano diventati famosi, e la critica mondiale ne tesseva le lodi, elogiandone la fantasia, l’immaginazione e il mondo poetico”.

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Appuntamenti dal 1° ottobre alla Casa del Cinema e alla Casa della Memoria e della Storia

Dalla Cina con furore.

Quattro storie di crimine e vendetta alla Casa del Cinema

Dall’1 al 4 ottobre una rassegna con quattro capolavori

per comprendere la Cina di oggi

 

Un viaggio nella Cina di oggi attraverso quattro modelli di cinema molto diversi tra loro. E’ la proposta della nuova rassegna Dalla Cina con furore curata dal Direttore della Casa del Cinema Giorgio GosettiFrancesca Nigro e Lorenza Micarelli in programma dall’1 al 4 ottobre. Le quattro pellicole scelte fotografano l’attualità della produzione cinese d’autore, particolarmente attenta e disponibile nell’usare il genere come strumento per narrare la contemporaneità.

Quando si parla di cinema cinese si hanno subito riferimenti diversi e contraddittori rispetto a quella che oggi sta diventando la prima potenza mondiale dell’audiovisivo in termini di schermi, pubblico, risorse e investimenti. Alle spalle ormai definitivamente c’è il cinema di propaganda che, in tempi di nazionalismo maoista e di rivoluzione culturale, era destinato solo al mercato interno con sempre meno favore popolare. Si è per molto tempo celebrato la rinascita di una “nouvelle vague” creativa, la famosa Quinta Generazione dei dissidenti, da Zhang Yimou a Chen Kaige fino a Ning Ying. In parallelo, nella “colonia” Hong Kong fiorisce il grande cinema dei generi dopo la stagione di Bruce Lee e del kung fu, con personalità come Tsui Hark, John Woo, Wong Kar-Wai, fino a Johnnie To e Andrew Lau. Infine arriva l’ora di Jia Zhang-Ke e di una nuova libertà creativa nella Cina continentale che, di fatto, ha assorbito anche i fermenti innovativi di Hong Kong e molte voci originali cresciute a Taiwan.

Questa trasformazione passa, caso raro nei regimi, per un genere come il thriller (o il noir) poco apprezzati dalla censura ufficiale. Sono storie di vendetta, rabbia, crimine e riscatto che mettono insieme la critica sociale e lo spettacolo puro; sono registi che hanno ben presenti i modelli occidentali, talvolta li citano, ma con una purezza e un’originalità di sguardo apprezzata in tutto il mondo.

Film premiati in tutto il mondo, distribuiti anche in Italia (e per questo ringraziamo di cuore gli aventi diritto che ci hanno permesso questa “riscoperta”), ma capaci di sorprendere, divertire, emozionare.

“Ciascuno di questi capolavori – dice Giorgio Gosetti – ha un segno particolare: Jia Zhang-Ke affronta di petto le contraddizioni della società cinese attuale con una denuncia-manifesto che passa per la rabbia esplosiva di tre personaggi emblematici; Johnnie To rende omaggio al suo maestro Jean-Pierre Melville con una dolorosa “chase” sul filo della memoria affidata all’ultima, grande apparizione sullo schermo di Johnny Hallyday;  Tsui Hark si conferma come il tycoon dell’epica avventurosa rileggendo a modo suo il cinema popolare dei tempi di Mao; il più giovane Yinan Diao firma il primo, autentico noir prodotto nella Cina del nuovo leader Xi Jinping. Sono quattro assi di una cultura che si apre oggi al mondo e che ne racconta tutta la potenza espressiva. Al centro delle loro storie ci sono donne assassine, poliziotti coraggiosi, killer nostalgici, femmes fatales, minatori oppressi, banditi senza futuro. In comune hanno però una fragilità nascosta e un’umanità dolente che li rende  eroi e vittime dei nostri tempi”. Leggere di più


Roma: mostra fotografica "Il tempo di uno scatto: ’58–’68–’78"

Il tempo di uno scatto: ’58–’68–’78: il racconto di un’epoca nelle foto di Marcello Geppetti in mostra alla Casa del Cinema

fino al 9 settembre in mostra gli attimi salienti di un Paese, dalla rinascita del 1958 fino al rapimento di Aldo Moro del 1978

 

 

Roma, 27 agosto 2018 – La Casa del Cinema di Roma è lieta di ospitare fino al 9 settembre Il tempo di uno scatto: ’58-’68-’78, una mostra fotografica a ingresso libero a cura di Made in Tomorrow e Marcello Geppetti Media Company che ripercorre due decenni di storia italiana attraverso gli occhi e i racconti di chi c’era e ne ha vissuto in prima persona i cambiamenti, i tumulti, le svolte storiche. Il cinema è sempre grande protagonista e interprete di queste vicende e mutamenti sociali e culturali, e Marcello Geppetti, autore degli scatti in mostra, ne ha saputo raccontare molti aspetti. Tutti questi avvenimenti sono infatti rimasti ben impressi sulla pellicola di Geppetti, oltre che nei titoli in prima pagina dei giornali e nei manifesti che riempivano le città.

Cronologicamente si parte dal 1958, anno di rinascita e desideri. Roma ospita il più grande fenomeno di costume del Novecento, la Dolce Vita. Ma la luce di tutti quei riflettori finirà per accecare i Sessanta. Dal ’62 in poi, infatti, l’entusiasmo si spegne e si accendono i tumulti nei cuori dei più giovani. Non basteranno le danze scatenate nel neonato Piper (1965) di Via Tagliamento a placarli. Arriverà quel 1 marzo 1968, con i suoi scontri a Valle Giulia, a cambiare le carte in tavola e a relegare in secondo piano la leggerezza del periodo precedente.

Si apre così una delle finestre più buie della storia del nostro Paese, quella degli “Anni di piombo”. Un climax di violenze che culminerà nel 9 marzo 1978, giorno del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta. Uno spartiacque incolmabile, ancora oggi pieno di interrogativi.

Foto Marcello Geppetti © MGMCdolceVita GALLERY. Caso Aldo Moro. 1978

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