terza XI Rassegna Licodia

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea

https://www.classicult.it/etiopia-lontano-lungo-il-fiume/

È stato il film di Lucio Rosa, Etiopia. “Lontano” lungo il fiume ad aprire la terza giornata del Festival documentaristico di Licodia Eubea. Il film, presentato in prima regionale, racconta di un’Africa profonda, nel sud della valle dell’Omo, in cui il tempo resta sospeso e si cela nel lungo passato, dal quale emergono tracce ancora vivide.

terza XI Rassegna Licodia
Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea. Alessandra Cilio (direttore artistico), Dionysia Kopana (regista) e Vincenzo Palmieri (traduttore)

https://www.classicult.it/the-trace-of-time/

Il pomeriggio di sabato 16 è continuato con la proiezione di The trace of time, della regista greca Dionysia Kopana, che ha presentato personalmente il film, proposto in prima nazionale e dedicato al tempo, alla memoria e alla nostalgia, in cui la bellezza dell’archeologia e dello scavo rivivono attraverso il ricordo postumo di Yannis Sakellarakis.

https://www.classicult.it/ecco-che-cominciamo-a-dipinger-con-la-pietra/

L’ultimo film della sessione pomeridiana di Cinema e archeologia è stato Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra di Massimo D’Alessandro, prodotto dal Parco archeologico di Ostia, che racconta il complesso lavoro di restauro eseguito su un mosaico pavimentale delle terme di Portus, tra Roma e Ostia.

https://www.classicult.it/songs-of-the-water-spirits/

La sessione serale è stata, invece, dedicata a Cinema e antropologia, con la proiezione di Songs of the Water Spirits, di Nicolò Bongiorno, che ritorna a Licodia dopo aver vinto la IX edizione del Festival, con un racconto sulla regione indiana del Ladakh e sul percorso di rigenerazione culturale che il territorio sta affrontando, tra il richiamo di una tradizione arcana e quello di uno sviluppo rampante, che rischia di minacciare l’ambiente e di snaturare gli abitanti.

Nicolò Bongiorno (regista)

Durante il pomeriggio, si è svolta anche la prima delle performance dell’attrice Margherita Peluso e della scultrice Pamela Vindigni, in piazza Stefania Noce, che si lega al progetto Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo, di cui fa parte anche la mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa, esposta da giovedì presso i locali del Museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione”. Il progetto si ispira alla concezione della Grande Madre, intesa come energia creatrice della natura e degli uomini, che ha assunto nomi diversi al cambiare delle culture e dei tempi. Le performance, previste anche per domenica mattina alle ore 10 al Castello Santapau, combinano materia e corpo in azione, mettendo a contatto l’uomo e la natura.

terza XI Rassegna Licodia
Margherita Peluso (attrice e performer), Pamela Vindigni (scultrice)

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Seconda giornata della XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

Seconda giornata della XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

La seconda giornata della XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica, si è aperta con la sezione Ragazzi e archeologia.

https://www.classicult.it/it-s-naxos/

Ospiti del Festival sono stati gli studenti della prima media dell’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Verga” di Licodia Eubea, che hanno assistito alla proiezione del video It’s Naxos, di Francesco Gabellone, che ricostruisce digitalmente la colonia greca omonima durante il regno di Ierone di Siracusa, intorno al V secolo a. C., e della docufiction Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia, prima internazionale, firmata e prodotta da Paolo Gallo, che, prendendo spunto da alcuni reperti ritrovati a Francavilla, racconta la storia di Kala, fanciulla enotria, e le vicissitudini del suo popolo.

https://www.classicult.it/lagaria-tra-epeo-e-kleombrotos-storia-e-leggenda-di-una-citta-della-magna-grecia/

seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
La seconda giornata della XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. L'archeologa Concetta Caruso

La mattinata è stata conclusa con il laboratorio, coordinato dall’archeologa Concetta Caruso, dal titolo Greci e indigeni: incontro o scontro?, nel quale gli studenti, attraverso lo scavo simulato, hanno appreso come la coesistenza tra popoli diversi, possa passare anche attraverso un pacifico scambio di doni e di conoscenza. L’archeologa Stefania Berutti ha poi invitato gli studenti a immaginare degli archeo-racconti, prendendo spunto dalle immagini di alcuni vasi greci e indigeni.

L'archeologa Stefania Berutti

https://www.classicult.it/le-refuge-oublie/

In apertura della sessione pomeridiana, dedicata a Cinema e archeologia, è stato presentato il teaser del documentario Storia dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita, prodotto dall’Università di Macerata, in collaborazione con Fine Art Produzioni. Sono stati, quindi, proposti al pubblico tre documentari. Il primo è stato il francese Le refuge oublié, di David Geoffroy, presentato in prima nazionale e dedicato allo studio di un’estesa cava sotterranea all’interno della periferia di Caen, in Francia.

https://www.classicult.it/the-antikythera-cosmos/

È seguito il film britannico The Antikythera Cosmos, di Martin Freeth, anch’esso in prima nazionale, nel quale un team di ricerca tenta di ricostruire il complesso meccanismo di Antikythera, tra elementi astronomici e matematici.

https://www.classicult.it/thalassa-il-racconto/

L’ultimo documentario del pomeriggio è stato Thalassa. Il racconto, di Antonio Longo, presentato per la prima volta ad un Festival alla presenza del coautore del film, l’archeologo Salvatore Agizza, che rappresenta in modo inedito la ricerca archeologica nei mari del Sud Italia.

L'archeologo Salvatore Agizza

Nel pomeriggio la storica Maria Stupia, all’interno dello spazio Incontri di archeologia, ha presentato il suo libro Clavdio. L’imperatore fra opposizione e consenso. Dinamiche di esclusione e di integrazione, dedicato alla figura dell’imperatore Claudio, spesso sottostimato dalla storiografia senatoria, che in realtà fu un raffinato politico, capace di comprendere a fondo le dinamiche di corte e di attuare un processo di integrazione e consenso tra le comunità provinciali romane.

seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Alessandra Cilio con Maria Stupia

https://www.classicult.it/poggiodiana-sicilia-svelata/

La seconda giornata si è conclusa con la sessione serale, nella quale sono stati presentati il documentario di Gabriele Gismondi, Poggiodiana, appartenente alla serie “Sicilia Svelata” e dedicato alla scoperta del castello medievale nei pressi di Ribera (AG) e il film Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre, presentato, in prima internazionale, dal regista Francesco Bocchieri, che rappresenta il viaggio, attraverso la Sicilia, riscoprendo uno dei cammini più antichi d’Italia.

https://www.classicult.it/antica-trasversale-sicula-il-cammino-della-dea-madre/

Il regista Francesco Bocchieri

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno

Le memorie del comandante.

Plinio il Vecchio da Como a Miseno

(Bacoli, Napoli 22-25 ottobre 2021)

Comandante in capo della flotta imperiale di stanza a Miseno, celebre naturalista, autore della più antica enciclopedia conosciuta, la Naturalis Historia, storico, retore, grammatico, uomo di pensiero e d’azione perito durante la disastrosa eruzione vesuviana del 79 d.C. nel tentativo di soccorrere gli abitanti delle zone colpite, Plinio il Vecchio è oggi considerato come ineguagliabile storico dell’arte antica (Silvio Ferri), antesignano della Protezione civile (Flavio Russo), “protomartire delle scienza sperimentale” (Italo Calvino), “un uomo che dimostra una attenzione senza precedenti all’umanità” (Michel Onfray).

Quale figura meglio di Plinio il Vecchio può allora segnare il riscatto dopo oltre un anno di pandemia? Certo non molti possono unire l’Italia con un esempio più efficace del suo: nato a Como, dopo una lunga parentesi a Roma e in quasi tutta l’Europa romana, fu prefetto della flotta a Miseno e morì a Stabiae (odierna Castellammare di Stabia) nella tragica eruzione vesuviana che distrusse anche Pompei ed Ercolano.

Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno
La locandina dell'evento Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno

L’evento Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno, che si svolgerà a Bacoli e Napoli e dal 22 al 25 ottobre 2021, mira proprio a mettere in luce i diversi aspetti di una figura eccezionale. E lo fa legandoli ai luoghi della sua vita: a Como, dove nacque; a Miseno, dove esercitò il suo ultimo comando militare; a Stabia, dove morì.

All’evento, organizzato dai Comuni di Bacoli e Como, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dall’Accademia Pliniana, dalla Biblioteca Universitaria di Napoli, dalla Fondazione Alessandro Volta di Como, dall’Associazione Stabiae 79 A.D., e coordinato dall’archeologo e scrittore Alessandro Luciano, parteciperanno alcuni dei principali studiosi nazionali e internazionali di Plinio il Vecchio. Prevista la diretta Facebook sulla pagina del Comune di Bacoli.

La quattro giorni, ad ingresso libero, si articolerà in un ciclo di conferenze e presentazioni di libri, visite guidate ai luoghi “pliniani” e spettacoli dal vivo, nonché in un’esposizione bibliografica e una mostra con video-installazioni, fotografie e riproduzioni artistiche.

Link alla Pagina Facebook.

Testo, locandina e video dall'Ufficio Comunicazione dell'evento.


XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

cominciata XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Da sinistra, Lorenzo Daniele, Giacomo Caruso e Alessandra Cilio

Ha preso vita nella giornata di giovedì 14 ottobre la nuova edizione del festival documentaristico che ha trasformato, ormai da undici anni, la piccola cittadina di Licodia Eubea, nella capitale del cinema archeologico.

La cerimonia di apertura, introdotta dai direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha visto la partecipazione del sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga, e del vicesindaco, Santo Cummaudo, con un intervento di Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub cittadino.

Da sinistra, Lorenzo Daniele, Santo Cummaudo, Giovanni Verga, Alessandra Cilio

Sono, quindi, iniziate le proiezioni della sessione pomeridiana, con un video promozionale dedicato al decennale del ritorno in Italia della Dea di Morgantina, a cui è seguita l’apertura della sezione Cinema e archeologia.

https://www.classicult.it/sulle-tracce-del-patrimonio-le-ragioni-dellarcheologia/

Sono stati presentati due documentari italiani. Il primo, Sulle tracce del patrimonio. Le ragioni dell’Archeologia, di Eugenio Farioli Vecchioli, è stato prodotto da RAI Cultura, e guarda al rapporto tra archeologia, industria, agricoltura e lottizzazione edilizia, mentre il secondo, Cahuachi. Labirinti nella sabbia, è stato trasmesso in prima internazionale alla presenza della regista Petra Paola Lucini e rappresenta un viaggio nel tempo e tra i paesaggi peruviani, alla scoperta delle antiche civiltà del deserto di Cahuachi.

https://www.classicult.it/cahuachi-labirinti-nella-sabbia/

https://www.classicult.it/nos-vestiges-our-remains/

A concludere la sessione, il documentario francese Nos vestiges di Pierrick Chilloux, proposto in prima nazionale, che pone degli interrogativi sulle possibili e diverse destinazioni dei resti umani, frutto dei ritrovamenti archeologici.

https://www.classicult.it/inter-lapides/

Protagoniste della sezione serale dedicata a Cinema e antropologia, sono state le proiezioni di Inter lapides, documentario dedicato all’arte dei muri a secco, proiettato per la prima volta a un Festival, che porta la firma di Antonio Sarzo e di Renato Stedile, e di Il monte interiore di Michele Sammarco, dedicato al rapporto affettivo tra un anziano contadino e il suo asino malato, per il quale il protagonista intende chiedere l’intercessione di Sant’Antonio Abate.

https://www.classicult.it/il-monte-interiore/

Da sinistra Vincenzo Palmieri (traduttore e inteprete), Giovanni Jay Cavallaro e Alessandra Cilio

Si è tenuto anche il primo degli Incontri di Archeologia, con la presentazione della mostra Cà semu. La terra madre del fotografo e documentarista italoamericano Giovanni Jay Cavallaro, ospitata all’interno dell’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, nella quale avvengono anche le proiezioni del Festival.

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

cominciata XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica. I direttori artistici della Rassegna, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


“Il festival STORIAE tra passato, presente e futuro”: intervista ad Alessandra Vuoso

Il festival STORIAE tra passato, presente e futuro”: intervista ad Alessandra Vuoso

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

Le esperienze, le eredità, i moniti che ci offrono i monumenti storici costituiscono preziose risorse su cui impiantare il nostro presente e progettare il nostro futuro”:

questo è il manifesto di STORIAE - archeologia e narrazioni, il festival ischitano organizzato dal CeiC - Istituto di studi storici e antropologici/Ong Unesco col supporto del Ministero della Cultura e dei Comuni di Ischia e Lacco Ameno, giunto nel 2021 alla sua terza edizione.

Storiae Alessandra Vuoso
Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e Alessandra Vuoso , durante l'ultima edizione di STORIAE. Foto di Antonello De Rosa

Quest'anno la rassegna è stata caratterizzata da numerose novità, a cominciare da un lieve ma significativo cambio di denominazione:

“Il nome Arkeostoriae, adoperato per le edizioni 2019 e 2020, è stato trasformato in STORIAE – archeologia e narrazioni”, spiega l'archeologa Alessandra Vuoso, ideatrice e organizzatrice della kermesse; “questo esprime un ampliamento del focus originario sulla storia antica, che abbiamo deciso di declinare in diverse discipline allo scopo di offrire spunti sulla contemporaneità e, perché no, sul futuro”.

https://www.classicult.it/storiae-archeologia-e-narrazioni-conclusasi-ledizione-2021-della-manifestazione/

Storiae Alessandra Vuoso
Al centro, sulla destra, Alessandra Vuoso durante uno degli eventi enogastronomici di STORIAE. Foto di Antonello De Rosa

L'edizione 2021 di STORIAE è stata particolarmente raffinata e ambiziosa: circa trenta gli eventi che, tra 29 agosto e 5 settembre, hanno animato non solo Ischia Ponte, storica “culla” del festival, ma anche i comuni limitrofi Lacco Ameno e Forio (alcuni dei quali in partenariato con A.I.Par.C. e col festival Forio InChiostro); impressionante inoltre il vasto assortimento delle attività proposte: dalle presentazioni di libri alle visite guidate, dalle tavole rotonde ai percorsi enogastronomici, passando per l'hiking e i percorsi musicati; un risultato notevole per un festival che, come afferma Alessandra,

“è completamente autofinanziato; il suo successo si basa sulla cooperazione con i nostri partner, nonché su una progettazione capillare che mette al primo posto la qualità scientifica dei contenuti”.

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

E il pubblico ha premiato questa dedizione aderendo massicciamente a tutte le attività: non era scontato che ciò avvenisse, considerando che gli eventi di STORIAE sono stati tra i primi in presenza dopo il lungo periodo di silenzio imposto dal COVID-19; le norme di contenimento, tutte rigorosamente rispettate, non hanno però costituito alcun ostacolo al felice svolgimento della kermesse.

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

Un tale successo offre l'occasione per tirare le somme dei primi tre anni di vita del festival:

“L'idea per STORIAE è nata molti anni fa” racconta Alessandra, “all'inizio era poco più di un progetto, uno di quelli a cui si pensa continuamente con tanto entusiasmo e che attendono solo l'occasione giusta per concretizzarsi”;

e l'occasione giusta è arrivata nel 2019, quando le associazioni Medusa e Marina di Sant'Anna hanno avanzato la proposta di organizzare la VI edizione degli Incontri culturali della Baia di Cartaromana. Da questa collaborazione nacque Arkeostoriae, una tre giorni di presentazioni di libri (tra cui Gli ultimi giorni del comandante Plinio di Alessandro Luciano, diventato poi uno degli amici storici del festival) e tavole rotonde sui temi delle archeomafie e dell'educazione alla salvaguardia del patrimonio.

“La prima edizione aveva in sé tutti gli elementi che poi sono stati mantenuti negli anni seguenti, anche se in nuce; era una sorta di promessa nata dall'entusiasmo e dal desiderio di portare a termine un progetto a cui tenevamo molto”, racconta Alessandra.

Una promessa mantenuta l'anno successivo: pur nelle incertezze dovute alla fase acuta della pandemia, l'edizione 2020 di Arkeostoriae riscosse ottimi consensi.

“La seconda edizione è stata in realtà la prima realizzata in autonomia e col supporto del CeiC” spiega Alessandra; “abbiamo ampliato il focus al patrimonio archeologico di Ischia, organizzando attività collaterali quali visite guidate e percorsi enogastronomici, che sono stati riproposti quest'anno. Anche i webinar, novità dovuta alle contingenze pandemiche, si sono rivelati un valore aggiunto: quelli del 2021 sono stati visualizzati da numerosi partecipanti”.

Si è realizzato, in altre parole, quello che è sempre stato l'obiettivo dichiarato del progetto:

“Aprire le porte dell'archeologia e dei beni culturali a un ampio e variegato pubblico, perché possano essere il più possibile fruiti, apprezzati e rivalutati”.

https://www.classicult.it/arkeostoriae-archeologia-autenticita/

Foto di Antonello De Rosa

Fatto il punto sulle prime tre edizioni e in particolare sul successo dell'ultima, è lecito domandarsi quale sia il futuro di STORIAE.

“I progetti in campo sono tanti” rivela Alessandra, “tra essi c'è quello di organizzare una sessione invernale del festival, dedicata agli studenti delle scuole di ogni grado; c'è anche l'ipotesi di riunire gli atti dei convegni delle prime tre edizioni in una pubblicazione per uso scientifico”,

a riprova della grande qualità dei contenuti offerti.

Foto di Sara Silvestri

Quanto al festival estivo, prosegue Alessandra,

“stiamo lavorando perché diventi un appuntamento annuale consolidato in grado di attrarre in egual modo turisti e residenti”.

STORIAE Alessandra Vuoso
Marileda Maggi, Mariano Rizzo e Alessandra Vuoso, durante l'ultima edizione di STORIAE. Foto di Laura Del Verme

Le idee in tal senso sono molto chiare:

STORIAE non sarà mai un'autocelebrazione di studiosi, ma un momento di reale offerta culturale, un contenitore di eventi che partano da Ischia, dalla sua storia e dalla sua cultura per far innamorare tanto chi ci abita quanto chi non la conosce”.

Perché quando si parla di cultura, a fare la differenza è sempre quanto cuore ci si mette... e dentro STORIAE di cuore ce n'è tanto.

Foto di Paolo De Palma
Foto di Antonello De Rosa

Népmese napja, la Giornata della fiaba popolare ungherese

Népmese napja, la Giornata della fiaba popolare ungherese

 

Csontváry Kosztka Tivadar, Magányos cédrus ("Il cedro solitario"), olio su tela (1907), Csontváry Museum. Foto di Szilas in pubblico dominio

Il 30 settembre ricorre l’anniversario della nascita di Benedek Elek (1859-1929), scrittore, traduttore, giornalista, pedagogista ed etnografo ungherese che dedicò la sua vita alla raccolta delle fiabe popolari da lui definite «tesori dell’anima del popolo ungherese». Per la sua intensa attività di raccolta, scrittura e traduzione di fiabe popolari, Benedek viene ancora oggi ricordato come il nagy mesemondó, il grande narratore di fiabe. Dal 2005, su iniziativa della Magyar Olvasástársaság (“Società ungherese di lettura”), il 30 settembre è divenuto, proprio in onore di Benedek, la Giornata della fiaba popolare (népmese napja), che coincide con la Giornata mondiale della traduzione.

Cresciuto ascoltando i racconti popolari degli anziani della natia Kisbacon, paesino della Transilvania passato alla Romania in seguito al Trattato di Trianon (4 giugno 1920), Benedek maturò ben presto uno spiccato interesse per la cultura popolare, in particolar modo per la favolistica ungherese. Fin da giovane prese parte ad alcune spedizioni etnografiche in compagnia dell’amico Sebesi Jób grazie al quale entrò in contatto con la Kisfaludy Társaság, società letteraria di cui divenne membro dal 1900. Le fiabe raccolte in questo frangente vennero pubblicate nel 1882 in Székelyföldi gyűjtés (“Raccolta della terra dei secleri[1]”). Benedek si dedicò anche alla traduzione e alla riscrittura di fiabe classiche, tratte principalmente dalle Mille e una notte e dalle Kinder- und Hausmärchen dei Gebrüder Grimm che confluirono in varie raccolte intitolate Kék, Piros, Ezüst, Arany mesekönyv (“Libro di fiabe azzurro, rosso, argento, d’oro”). La sua opera monumentale fu Magyar mese- és mondavilág (“Mondo delle fiabe e delle leggende ungheresi”), raccolta originariamente in cinque volumi, pubblicata tra il 1894 e il 1896 in occasione dei festeggiamenti del Millennium, i mille anni di presenza degli ungheresi nel Bacino dei Carpazi.

Benedek Elek, foto di ignoto (1924) in pubblico dominio

Il contributo di Benedek Elek fu fondamentale per promuovere il rinnovamento della letteratura ungherese nei secoli XIX e XX: a lui spetta il merito di aver creato il vero e proprio canone della fiaba popolare ungherese. Il suo primo pensiero fu quello di rendere le fiabe popolari ungheresi accessibili a tutti, in modo che potessero essere lette con diletto da giovani e anziani che ne avrebbero tratto «beneficio per l’anima». Si chiese pertanto quale fosse la lingua da impiegare nei testi delle fiabe, in quanto ciascuna era trasmessa in una variante dialettale differente. All’epoca non erano ancora stati pubblicati studi sulle tecniche traduttologiche, ma ciononostante Benedek rese unitari i testi delle fiabe sia dal punto di vista stilistico che linguistico e lo fece non impiegando la lingua ungherese standard in sostituzione ai dialetti, bensì si adoperò per creare una nuova variante che potremmo chiamare Benedek Elek-i népnyelv (la “lingua popolare di Benedek Elek”). Essa ha come base l’ungherese moderno di uso comune ma viene arricchita con un gran numero di elementi dialettali, quali modi di dire, proverbi, oppure semplicemente con espressioni arcaicizzanti tipiche della cultura popolare. Per Benedek era essenziale “consegnare” alle nuove generazioni la favolistica ungherese quale testimone della quotidianità, degli affanni e delle gioie del proprio popolo. “Consegnare” è volutamente rimarcato, in quanto è lo stesso Benedek a impiegare questa espressione (átad in ungherese) nel peritesto di chiusura alla raccolta Magyar mese- és mondavilág, intitolato Itt a vége (“Questo è tutto”). Consegnare le fiabe alle nuove generazioni è un modo per sensibilizzare la loro anima e trasmettere i valori del popolo ungherese in quanto:

Il popolo ungherese ha riversato anche nelle fiabe le eccellenti caratteristiche che lo contraddistinguono da ogni altro popolo: la sua immaginazione coraggiosa che vola in alto, ma tenendo ben saldi sani princìpi lontani dalla smoderatezza e dall’esagerazione; il suo umorismo inesauribile, le sue narrazioni geniali; il suo amore per il linguaggio costumato che offende molto di rado la pudicizia e il sentimento morale; […].[2]

Secondo Benedek le pubblicazioni rivolte ai ragazzi costituivano uno dei generi letterari più difficili, in quanto anche lo scrittore più geniale avrebbe fallito se al talento non avesse affiancato un profondo sentimento e un immenso amore per il mondo fanciullesco. Nella sua teoria pedagogica che ebbe modo di formulare “operando sul campo” come editore di riviste per ragazzi, i giovani dovevano incontrare la letteratura tradizionale in compagnia di genitori, pedagoghi e scrittori ai quali spettava il compito di favorire la loro lelkesítés, ovvero entusiasmarli e incoraggiarli nella lettura. In questo ambito Benedek affermò si operare come magvető (“seminatore”) e gyűmölcsfaültető (“piantatore di alberi da frutto”) in grado di fornire al seme o alla pianticella il giusto nutrimento letterario affinché possa sviluppare radici profonde e dare buon frutto, forgiando la propria identità. Era pertanto fondamentale che la letteratura fosse di alta qualità, in modo che potesse essere impiegata non solo tra le mura domestiche, ma anche negli istituti scolastici che allora non disponevano di testi adeguati per la formazione dei ragazzi. Durante la sua breve esperienza politica (1887-1902), Benedek ebbe modo di presentare in Parlamento le questioni che più gli stavano a cuore, ovvero quelle relative alla letteratura giovanile, poesia popolare, lingua nazionale e all’istruzione pubblica. Nello specifico egli insistette nella necessità di finanziare la scuola pubblica e le case editrici, settori che versavano in condizioni misere, nonché la necessità di disporre di buone traduzioni di opere letterarie straniere in ungherese, al fine di educare i ragazzi alla fratellanza attraverso un’educazione multiculturale.

In onore all’operato di Benedek, desidero proporvi una fiaba popolare ungherese da lui raccolta e da me tradotta in lingua italiana, unendo pertanto le due passioni (la favolistica e la traduzione) che fino all’ultimo sostennero la “stanca mano” di Elek apó (“nonno Elek”) per trasmettere la letteratura e il folklore ungherese.

 

 

Réka királyné sírja (“La tomba della regina Réka”), contenuta in Magyar mese- és mondavilág

 Nel famoso bosco di Rika[3], sulla sponda del ruscello Rika[4], sotto una gigantesca roccia riposa Réka, la moglie di Attila.

Vi ho già raccontato che il potente re degli unni, ogni volta che ritornava dalla battaglia, si ritirava nel bosco di Rika. Gli piaceva abitare qui. Nel bosco di Rika si trovava il colle di Hegyes-tető[5]: qui si ergeva il palazzo di Attila dove abitava con la moglie Réka e i tre figli belli e prodi.

Un giorno Réka fece attaccare quattro focosi puledri alla carrozza dorata foderata di velluto e si fece condurre tra le siepi e i fossati del bosco di Rika.

Proprio mentre i destrieri stavano galoppando sulla collina di Bikás-tető[6], un toro inferocito venne incontro alla carrozza, muggendo in modo terribile. I destrieri si spaventarono, galopparono per monti e valli, attraverso siepi e fossati, ad un tratto la carrozza si capovolse, e la regina Réka precipitò nel ruscello di Rika, morendo di una morte orribile.

Ad Attila fu portata la notizia, come pure il corpo morto della regina Réka. Un panno nero a lutto avvolse la corte di Attila: era morta la regina che il popolo amava intensamente.

La camera ardente per la regina Réka durò tre giorni. Nel frattempo la triste novella venne portata in ogni luogo abitato dagli unni: da ogni dove venivano uomini, donne, bambini per vedere ancora una volta, seppur nella bara, la buona regina.

La regina Réka fu sepolta il quarto giorno e nel momento della sepoltura tutte le persone vennero allontanate dal bosco di Rika, affinché nessuno sapesse dove Réka sarebbe stata sepolta. Il corpo venne posto in una tripla bara: la prima era dell’oro più puro, la seconda di bell’argento chiaro e la più esterna di metallo.[7] Dopodiché quattro schiavi sollevarono la tripla bara e la portarono giù, lungo la sponda del ruscello di Rika, e qui la misero sotto l’enorme roccia dove ancora oggi si trova – la può vedere chiunque vi si rechi –, scavarono una fosse molto profonda e vi posero la tripla bara. Poi ricoprirono per bene la fossa, nascondendola con zolle erbose: non rimase traccia che qualcuno vi fosse stato sepolto.

Nel frattempo Attila se ne stava sul colle di Hegyes-tető da solo e quando si presentarono al suo cospetto i quattro schiavi, li abbatté con la propria spada, gettandoli giù dalla cima.

La regina Réka poteva dormire in pace, nessuno avrebbe disturbato la sua tomba. Prima che giungesse qualcuno, le belve del bosco avevano già divorato i cadaveri dei quattro schiavi e di essi non era rimasta neppure la polvere.

Questa enorme roccia si trova ancora oggi lungo la sponda del ruscello Rika, sotto di essa dorme pacificamente la regina Réka, nessuno turberà la sua silenziosa tranquillità.

 

 

Bibliografia di riferimento

Zanchetta 2020. Benedek Elek, C’era una volta o forse non c’era. Fiabe cosmologiche ungheresi, traduzione e cura di Elisa Zanchetta, Vocifuoriscena, Viterbo 2020.

La copertina del libro C’era una volta o forse non c’era… Fiabe cosmologiche ungheresi che traduce e analizza fiabe popolari con testo ungherese a fronte, tratte dall’opera Magyar mese- és mondavilág di Benedek Elek: il volume è a cura di Elisa Zanchetta e pubblicato da Vocifuoriscena nella collana Bifröst

Note:

[1] Ungherese székely (plurale székelyek). A differenza della concezione occidentale di Attila, gli ungheresi, e in particolare i secleri, sono molto fieri delle loro supposte origini unne. Molte e svariate sono infatti le ipotesi relative alle origini dei secleri, alcune delle quali vorrei menzionare brevemente. Anonymus nei Gesta Hungarorum (1200-1210 ca.) scrisse che i secleri facevano parte delle genti di re Attila che avevano aiutato i magiari a stabilitisi nel bacino dei Carpazi, precedendoli e sconfiggendo i popoli presenti in quest’area; secondo un’altra leggenda, i secleri sarebbero stati i tremila prodi che Csaba, il figlio prediletto di Attila, avrebbe lasciato nel Bacino dei Carpazi (definito Attila földje, “terra di Attila”) affinché occupassero il suolo mentre lui sarebbe ritornato in Scizia a prendere i magiari che non avevano voluto in precedenza seguirlo (cfr. la fiaba A Hadak útja, “La via delle schiere”, contenuta nel volume Magyar mese- és mondavilág).

[2] Zanchetta 2020, pp. 349-350

[3] Rika-erdő.

[4] Rika-patak.

[5] Letteralmente “cima del monte”, rilievo (482 m) situato lungo l’ansa del Danubio dal quale si può godere di una splendida vista del territorio circostante.

[6] Letteralmente “cima del toro”, collina (300 m) che si trova nella città di Eger in Ungheria settentrionale, capoluogo della provincia di Heves.

[7] Secondo Prisco di Panio, fu Attila a essere posto in una tripla bara, l’interna d’oro massiccio, l’intermedia d’argento massiccio e l’esterna di ferro e poi adagiata in una semplice fossa di cui non sarebbe rimasta traccia alcuna. Anche Jordanes riferì che nottetempo «seppellirono il suo corpo in terra, sigillando le sue bare, la prima con l’oro, la seconda con l’argento e la terza con la forza del ferro» (cit. in Scalabrini 1997). Questa informazione è ripresa anche nella fiaba intitolata A hadak útja (“La via delle schiere”), anch’essa contenuta nella raccolta di Benedek Elek, la quale narra invece che la bara sarebbe stata posta sul fondale di un corso d’acqua (probabilmente il ruscello di Rika?). Nella riscrittura della leggenda di Attila fornita da Komjáthy István (1917-1963) nel suo Mondák könyve (“Libro delle leggende”, 1964), sarebbe stato un sogno di Réka (qui nella variante Ríka) a predire come sarebbe stata la sepoltura del marito: «Attila koporsója: Napkirály hajfonata, Hold mosolya és Éjfél pillantása legyen» («La bara di Attila dovrà essere [come] la treccia del Re del Sole, il sorriso della Luna e l’occhiata della Mezzanotte»). Al che il saggio Torda, che secondo alcune leggende sarebbe stato il capo unno padre di Bendegúz, nonché nonno di Attila, fornisce la seguente interpretazione: «Attilának a föld alatt is palotát kell epíteni. Koporsóba kell tenni. Hármas koporsóba. Aranyba, ezüstbe és vasba. Ezt jelenti Napkirály hajfonata, Hold mosolya és Éjfél szempillantása» («Bisogna costruire un palazzo per Attila anche sottoterra. Deve essere sepolto in una bara, una tripla bara d’oro, d’argento e di ferro. Questo sta a significare treccia del Re del Sole, sorriso della Luna e occhiata della Mezzanotte»).

Népmese napja
Népmese napja, la Giornata della fiaba popolare ungherese

Premio Nebbiagialla 2021

Vince il Premio NebbiaGialla 2021 per la letteratura noir e poliziesca Fausto Vitaliano con La mezzaluna di sabbia

Vince il Premio NebbiaGialla 2021 per la letteratura noir e poliziesca Fausto Vitaliano con La mezzaluna di sabbia (Bompiani)

Dodicesima edizione

Premio NebbiaGialla 2021
Una giuria di cinquanta lettori ha assegnato, alla presenza del Direttore del festival NebbiaGialla Paolo Roversi, il Premio NebbiaGialla 2021 per la letteratura noir e poliziesca a Fausto Vitaliano con La mezzaluna di sabbia (Bompiani)

Suzzara (MN), 18 settembre 2021 – Questo pomeriggio presso il Cinema Dante di Suzzara, una giuria di cinquanta lettori ha assegnato, alla presenza del Direttore del festival NebbiaGialla Paolo Roversi, il Premio NebbiaGialla 2021 per la letteratura noir e poliziesca Fausto Vitaliano con La mezzaluna di sabbia (Bompiani).

Al vincitore è stata assegnata un’opera realizzata dall’artista Maria Priya Grimaldi.

La mezzaluna di sabbia si è aggiudicato il premio con un totale di 21 voti.

Ecco la classifica completa:

Fausto Vitaliano - La mezzaluna di sabbia (Bompiani)
Elisabetta Cametti - Muori per me (Piemme)
Rosa Teruzzi - La memoria del lago (Sonzogno)
Paolo Nori - Che dispiacere (Salani)

Nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Roversi, con il contributo del Comune di Suzzara e di Piazzalunga Cultura, il Premio è giunto quest’anno alla dodicesima edizione e nell'albo d'oro dei vincitori figurano, tra gli altri, autori come Maurizio De Giovanni, Claudio Paglieri, Giovanni Negri, Massimo PolidoroGiuliano PasiniGianni Farinetti, Barbara Baraldi e Romano De Marco vincitore della scorsa edizione.

Durante la cerimonia di premiazione è stato inoltre assegnato il Premio NebbiaGialla per racconti inediti, realizzato in collaborazione con il Giallo Mondadori, a Patrizia Lello con Peccati capitali.

Si aggiudica invece il Premio NebbiaGialla per romanzi inediti, realizzato in collaborazione con la casa editrice Laurana – Calibro 9Daniela Piazza con La morte non ha rispetto.

I vincitori saranno pubblicati da Giallo Mondadori e Laurana – Calibro 9 entro febbraio 2022.

Cogliamo inoltre l'occasione per annunciare che il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival torna dal 4 al 6 febbraio 2022.

 

 Testo e foto dall'Ufficio Stampa Nebbiagialla Suzzara Noir Festival


Storiæ, archeologia e narrazioni: conclusasi l'edizione 2021 della manifestazione

STORIÆ - ARCHEOLOGIA E NARRAZIONI 2021

Storiae archeologia e narrazioni 2021

Si è conclusa lo scorso 5 settembre la terza edizione di STORIÆ, archeologia e narrazioni, il festival tematico promosso dal Ceic Istituto di Studi Storici e Antropologici. Un’edizione contraddistinta da un ottimo riscontro in termini di pubblico e di critica. La manifestazione, suddivisa in sette sezioni, ha ospitato conferenze, visite guidate, incontri, presentazioni di librI e laboratori che hanno coinvolto in attività applicative anche quel pubblico infantile solitamente estraniato da questo tipo di  proposte culturali. Alessandra Vuoso, coordinatrice del festival,  tira così le fila dei sette giorni di eventi:

“Il Festival si prefiggeva di raggiungere un pubblico variegato, attraverso un’ampia scelta di esperienze e di proposte, e sono entusiasta della risposta ricevuta. La cosa che più mi ha colpito, in positivo, è stata la buona presenza di giovani, aspetto per me molto significativo perché la valorizzazione della memoria storica e del passato è fondamentale per le giovani generazioni e il loro futuro."

Asse portante della rassegna sono stati gli ambiti tematici del rapporto fra le isole e la storia universale, un tema appartenuto alla storiografia dell'ultima parte del secolo scorso e che da qualche tempo è tornato all'attenzione di ricercatori e studiosi. L'itinerario esplorativo ha incluso tanto Creta quanto Sant'Elena (una delle tre isole che hanno cadenzato la vita di Napoleone), o Vivara (descritta nei suoi aspetti archeologici, naturalistici, geologici che ne hanno sottolineato l'unicità e l'importanza storico-ambientale) e, ovviamente, anche Ischia. La storia dell'antica isola di Pithecusa (o Pitchecusæ) è stata narrata nel corso di svariate visite a siti storici e paesaggistici, centri antichi e musei da guide turistiche professionali dell'isola. Negli intenti del festival anche la creazione di una rete territoriale di enti e organismi sociali operanti nel settore culturale e del volontariato. STORIÆ, archeologia e narrazioni ha così intessuto rapporti e convenzioni collaborative con A.i.Parc. l'associazione nazionale dei parchi culturali, con il neo-festival foriano di "InChiostro", con l'Istituto Europeo del Restauro e con istituzioni come i comuni di Ischia e Lacco Ameno, l'Area Marina Protetta, il Liceo Statale "Ischia", per citarne alcuni.

Lungo il tracciato dell'approfondimento e del divertimento culturale, sono stati proposti eventi intensamente partecipati, come il contest rivolto ai giovani artisti grafici (che hanno lavorato sul tema di una auspicata e rinata socialità) o come l'archeocucina antico-romana interpretata dallo chef Giancarlo Lo Giudice a chiusura della manifestazione.

Entusiasti dell'esperienza ischitana anche gli ospiti illustri che hanno animato il festival, come Paolo Giulierini (direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli), Giuseppe Caridi (storico dell'Università di Messina), Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Laura Del Verme (archeologa e museografa), Lucia Borrelli (direttrice del Museo di antropologia di Napoli), Luigi Mascilli Migliorini (noto storico dell'età moderna dell'Università L'Orientale di Napoli) e vari altri ricercatori, scrittori, studiosi, divulgatori.

Comunicato per l'edizione 2021 della manifestazione dall'Ufficio Stampa Festival STORIÆ, archeologia e narrazioni


Mythos III

Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Il 30 e il 31 luglio, a Genzano di Roma, presso l’idilliaco contesto del parco e del palazzo Sforza Cesarini, si è tenuto il seminario “Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy”. L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso avviato nel 2019 dal Museo col fine di aprire un dibattito nel mondo accademico italiano circa la possibilità di analizzare la produzione di fantascienza e fantasy quale documento storico.

Sono stati presi in analisi romanzi fantasy considerati capisaldi della letteratura di questo genere come Queste oscure materie del geniale Philip Pullman, cui la ricercatrice Laura Bressan ha analizzato il substrato mitologico e quello religioso con riferimenti a Lucrezio e suggestioni provenienti dalla cosmogonia e cosmologia cristiana.

 

Mythos III
La locandina del seminario Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Le associazioni con il pensiero cristiano sono state prese in considerazione anche da Gloria Larini, la quale ha sottolineato l’importanza del sacrificio di Cristo e la sua diretta corrispondenza nella morte del leone Aslan nelle Cronache di Narnia. Paolo Pizzimento nell’affrontare l’opera immensa di Tolkien e nello specifico la profezia di Mandos ha suggerito dei precisi parallelismi con l’Apocalisse giovannea e con il Ragnarok della tradizione norrena. Tolkien ha avuto un grande spazio, grazie anche all’intervento di Roberto Arduini e Cecilia Barella, entrambi appartenenti all’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, i quali hanno presentato un volume da loro curato dal titolo Paesaggi della Terra di Mezzo. La natura nelle opere di Tolkien.

Ma non si è trattato solo dei classici della letteratura fantastica contemporanea. Infatti, durante la prima giornata, hanno preso la parola anche due scrittori: Livio Gambarini, che ha parlato della quadrilogia fantasy Eternal War, da lui ideata, sottolineando l’interdipendenza con il mondo dantesco; e Valerio La Martire che ha ricostruito attraverso i suoi romanzi una trasposizione contemporanea dei miti della città di Roma. Le affascinazioni dantesche sono state le protagoniste anche dell’intervento di Gianni F. Trapletti che è intervenuto sul romanzo Terre Divise di Francesco Gungui.

Gregorio Nazianzeno in un Carme sosteneva: “E il sommo Logos gioca in forme di ogni genere, giudicando il suo mondo come vuole, in un senso o in un altro”. Massimo il Confessore commenta questa frase dicendo che Dio introduce nel gioco la rivelazione di verità più alte. Il gioco, perciò, diventa lo strumento attraverso cui la divinità comunica con gli uomini. Qualcosa di apparentemente fino a sé stesso prende una dignità di natura celeste. In tal senso l’importanza del gioco è fondamentale. In un seminario incentrato sul fantasy non poteva venir meno un momento di studio su questo aspetto della vita e, infatti, gli ultimi due studiosi hanno incentrato le loro esposizioni su questo. Enzo Franchini ha preso in analisi la figura di Zeus e dei centurioni e la loro rilevanza nei videogame. Michele Campopiano, invece, ha parlato di un gioco da tavolo, Lex Arcana, il quale è stato concepito come una reinvenzione fantasy della religione romana.

Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni "Raffaele Pettazzoni"

Sono state giornate molto stimolanti, ricche di spunti di riflessione. Il clima come sempre è stato conviviale. I pasti sono stati consumati insieme e si è degustata la ricca cucina locale. L’estate purtroppo è giunta quasi al termine, così come gli appuntamenti di questa stagione del Museo delle Religioni, consiglio quindi di tutto cuore la partecipazione agli ultimi due. Il prossimo avrò luogo dal 9 al 12 settembre, sempre presso il palazzo Sforza Cesarini di Genzano e sarà la terza edizione del Festival di Antropologia e Storia delle Religioni “Nella Terra di Diana”; l’ultimo, ad ad Albano, sarà dal 23 e al 25 settembre e avrà come protagoniste Atena e Minerva.


Al via la terza edizione di Storiæ, archeologia e narrazioni

Le Storiæ che ritornano

Al via la terza edizione di Storiæ, archeologia e narrazioni

terza edizione di Storiæ archeologia e narrazioni

La storia torna a essere protagonista della scena culturale dell'isola d'Ischia con la terza edizione del festival “Storiæ, archeologia e narrazioni” (che sostituisce la precedente denominazione di “Arkeostoriæ”), che si svolgerà a Ischia dal 29 agosto al 5 settembre prossimi.
Un programma strutturato in sette sezioni, fitto di incontri, conferenze, presentazioni di libri, tavole rotonde, mostre, visite guidate, laboratori, spettacoli daranno vita ad un Prologo dell’iniziativa che nel mese successivo si dovrebbe consolidare in un'altra serie di interessanti e compositi eventi.

"Il soggetto resterà la Storia nelle sue varie articolazioni, angolazioni, letture e interpretazioni multidisciplinari e, soprattutto, nei suoi diversi protagonismi e nelle sue svariate soggettività",

chiarisce l'archeologa Alessandra Vuoso, ideatrice e coordinatrice del festival promosso dal CEiC - Centro etnografico campano/Istituto di studi storici e antropologici, ente culturale riconosciuto dalla Regione e ONG consulente dell'UNESCO per il patrimonio culturale immateriale.

terza edizione di Storiæ archeologia e narrazioni storiae archeologia e narrrazioni

Come suggerisce il dittongo lasciato nella denominazione del festival, la Storia delle storiografie, quella dei trattati, delle battaglie e delle decisioni dei potenti viene integrata dalla pluralità delle Storie che affollano le memorie della gente comune e delle comunità periferiche.

Sono storie molteplici, spesso tramandate in forma di racconti e di rappresentazioni. Una ricchezza di fonti e di motivi inesauribili, che intendono riproporre la Storia come patrimonio comune al quale riferirsi come una risorsa per il nostro futuro. Un festival, dunque, che racconta e legge il passato come materia utile al divenire di tutti noi.

Si tratta di un messaggio indirizzato soprattutto a quella significativa minoranza di giovani che intrattenendo con la storia (in specie con la materia scolastica) un cattivo rapporto restano impigliati in quelle crisi identitarie che li costringono a vivere in un eterno presente: senza storia e senza futuro. Il contributo che il Festival intende offrire su questi piani operativi, grazie anche alla collaborazione che vorrà offrire l’Istituzione scolastica, resta prioritaria.

 

Foto di Nico Meluziis

Nel programma di Storiæ, archeologia e narrazioni sono ben presenti iniziative rivolte ai giovani e ai bambini con laboratori, workshop, spettacoli, visite guidate, presentazioni di libri per ragazzi come “Le isole sorelle” di Carolina e Michela Malgieri, una “storia del magico incontro fra l’uomo e la natura” ambientata nelle isole di Ischia e Procida.

Centrale è anche il laboratorio "Disegnare la storia" tenuto dal disegnatore Michele d'Ambra sull'illustrazione dei testi, workshop che prende le mosse dal contest di illustrazione lanciato lo scorso mese di luglio e che ha visto il lavoro grafico di Paolina Di Costanzo vincere il concorso (sul tema Ogni uomo non è un'isola) davanti a Giusi Acunzo e Rosaria Di Costanzo, concorrenti premiati alla giuria guidata dal gallerista Massino Ielasi e composta da Michele d'Ambra e dal grafico Luciano Striani. Sempre ai bambini sono riservati i laboratori sul museo di Pithecusa (propedeutico al workshop di illustrazione storica) e quello percettivo sul mare della biologa Stefania Napoleone (2 settembre, ore 18 a Ischia Ponte).

La mostra curata dall'Istituto Europeo del Restauro diretto da Teo Auricchio, documenta il restauro di alcuni sarcofagi e illustra anche il prezioso contributo che la pratica scientifica e culturale del restauro apporta all'interpretazione storica e alla fruizione artistica dei beni storico-archeologici.

Il ruolo svolto dalle isole (minori) nella Storia è il tema dominante di questa edizione del Festival, le cui trame di incontri e di approfondimenti con studiosi e ricercatori hanno lo scopo di contribuire ad esplorare territori storici poco conosciuti.

Nella sezione "Le isole e la storia" vanno segnalati gli incontri con Paolo Giulierini (noto direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ore 19 del 30 agosto all'ex Carcere di Ischia), quello con il famoso storico dell’età moderna Luigi Mascilli Migliorini (parlerà delle isole di Napoleone, alle ore 17,30 del 1 settembre sempre all’ex Carcere di Ischia). le conferenze webinar dell'archeologa subacquea Alessandra Benini (archeologia delle piccole isole del Tirreno, lunedì 30 agosto alle 17 sulla pagina dedicata di facebook) e dello studioso di storia nordica Gianni Glinni (La straordinaria isola di Saarema, alle 20,30 di mercoledì 1 settembre). Di grande interesse anche la tavola rotonda pluridisciplinare dedicata agli aspetti archeologici, geologici, naturalistici dell'isola di Vivara, oasi naturalistica dello Stato da qualche decennio. Il 31 agosto, nel giardino della Torre del Mulino a Ischia ponte, alle 19:00 ne parleranno il naturalista botanico Michele Scotto di Cesare, il naturalista Davide Zeccolella, l'entomologo Costantino D'Antonio, la biologa marina Alice Mirasole, l'archeologa Monica Scotto di Covella coordinati da Denis Trani in questo evento promosso con la collaborazione dell'Area Marina Protetta di Ischia e Procida.

All’interno del programma di STORIÆ, archeologia e narrazioni, la sezione “Charta Canta” presenta le opere editoriali di carattere storico pubblicate da case editrici e da istituti di ricerca. Intorno ai libri di recente uscita si confrontano scrittori e giornalisti, saggisti e storici come il direttore dell’Istituto internazionale di studi pompeiani Umberto Pappalardo (che parlerà del suo libro dedicato a Schliemann a Napoli, edito da Francesco D’Amato editore) o come l’archeologa Laura Del Verme, autrice di un piacevolissimo saggio sulle professioni di cucina nell’antica Roma, evento accompagnato dalle interpretazioni in chiave contemporanea di alcune ricette antico-romane elaborate dal noto chef Giancarlo Lo Giudice (domenica 5 settembre alle ore 20:30 nel giardino del Mulino a Ischia).

Il romanzo storico di Mariano Rizzo (Terra d'ombra) dedicato alla figura del pittore tardocinquecentesco Finoglio, verrà presentato nell'antico chiostro di Forio da Marileda Maggi, esperta di comunicazione che terrà anche una interessante conferenza webinar sulla "sonorità dello storytelling" (diretta facebook alle 15:30 di domenica 5 settembre).

Uno spazio è anche riservato all’approfondimento dei temi legati ad alcuni importanti anniversari che ricorrono quest’anno, con ospiti che raccontano e riflettono criticamente su fatti e personaggi. Segnaliamo l’appuntamento con gli archeologi Tsao Cevoli e Lidia Vignola, che parleranno del Partenone e del mito delle isole greche in occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Grecia (1821) il 4 settembre alle 17:30 alla Torre del Mulino.

Altra interessante novità di questa terza edizione del festival è che in questo Prologo vi sono eventi organizzati in collaborazione o in partenariato con altre associazioni (come A.I.Par.C. associazione italiana dei parchi culturali) e manifestazioni come il festival Forio InChiostro, che si svolgerà a Forio in settembre.

Di non secondaria importanza è la sezione "Gli Spazi della Storia", dove sono proposti diversi percorsi in vari luoghi dell'Isola alla riscoperta del passato, percorsi commentati da guide turistiche ed escursionistiche professioniste.

"Sono visite guidate utili alla riscoperta del contatto diretto con la storia e con le sue testimonianze, con quei luoghi più significativi dell'Isola che rappresentano il patrimonio culturale locale e che rinnovano la vivezza della nostra memoria storica", sottolinea la coordinatrice del festival Alessandra Vuoso.

Ogni giorno è possibile prendere parte gratuitamente a visite guidate nei centri storici di Ischia e di Forio, al museo di Pithecusa, al Castello Aragonese o al Monte Epomeo, in una originale ascesa accompagnata da soste musicali (il 4 settembre alle 17:00, meeting point nella piazza di Serrara-Fontana).

Va segnalato anche che sabato 4 settembre sarà possibile visitare la parte più antica di Villa Rosica a Ischia, la villa dove i fratelli Colucci ospitarono Visconti, Eduardo De Filippo e, si racconta, probabilmente anche Picasso.

Non mancano nel programma gli eventi che concretizzano lo spirito seriamente giocoso con cui la storia può essere interpretata, documentata, narrata.

Riproposti in una cantina di Buonopane ('U Sciliatur') da Denis Trani e Agostino Iacono nel corso di una "tavolata", saranno le storie e i canti che nelle cantine e secondo gli orditi della espressività tradizionale si scambiavano i gruppi conviviali in epoca pre-turistica.

Anche questa, una parte poco nota di una Storia che vuole essere sempre più inclusiva.

Il programma dettagliato potrà essere consultato sul sito www.festivalstaoriae.it e sulle pagine Facebook del Festival STORIÆ e del Centro etnografico campano.

 

IL PROGRAMMA DI

Storiæ, archeologia e narrazioni - terza edizione

Promosso dal CEiC - Istituto di studi storici e antropologici
con il patrocinio dei comuni di Ischia e Lacco Ameno

Storiæ, archeologia e narrazioni
Prologo

Ischia, 29 agosto - 5 settembre 2021

Domenica 29 agosto

Eventi / ore 18:00 / Ischia, Torre del Mulino - sala della Cappella

Ogni uomo NON è un'isola. Contest di illustrazione
Inaugurazione della mostra e consegna dei premi agli artisti

Eventi / ore 19:00 / Ischia, Torre del Mulino - Sala grande

Il restauro e la storia: i sarcofagi egizi
Mostra documentaria a cura dell'Istituto Europeo del Restauro
Presentazione di Teo AURICCHIO (Presidente dell' I.E.R.)

Le mostre potranno essere visitate gratuitamente nel corso del festival tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 21,00

Lunedì 30 agosto

Gli spazi della storia / ore 11:00 / Ischia, corso V. Colonna, 160 / fino al 4 settembre
Tra cronaca e storia
Emeroteca della Fondazione Premio Ischia
Visite gratuite su prenotazione: [email protected]

Le isole e la storia / ore 17:00 / diretta Facebook

Archeologia delle piccole isole del Tirreno
Incontro webinar con Alessandra BENINI (archeologa subacquea)

Gli spazi della storia / ore 17:30

Visita guidata al Castello Aragonese*
a cura di Paolo DE PALMA (guida turistica)
Meeting point: Biglietteria del Castello
il biglietto d'ingresso al Castello è di dodici euro. La visita guidata è gratuita.

Le isole e la storia / ore 19:00 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Stupor Mundi. Il Mediterraneo in trenta oggetti.
Incontro con Paolo GIULIERINI (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Martedì 31 agosto

Laboratori di storiæ / ore 11:00 / Lacco Ameno, Museo di Pithecusa Villa Arbusto
I bambini a Pithecusa
Il museo narrato per bambini e ragazzi*
La partecipazione è consigliata per quanti prenderanno parte al Workshop di illustrazione di M. D'Ambra

Le isole e la storia / ore 19:00 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Vivara: oasi naturalistica e archeologica
Tavola rotonda con: Michele SCOTTO DI CARMINE (naturalista botanico), Davide ZECCOLELLA
(naturalista, collaboratore AMP), Costantino D'ANTONIO (entomologo, delegato LIPU Ischia e
Procida) e Alice MIRASOLE (biologa marina), Monica SCOTTO DI COVELLA (archeologa).
Evento in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Ischia e Procida

Mercoledì 1 settembre

Laboratori di storiæ / ore 11:00 / Ischia, Villa Panoramica / dall'1 al 3 settembre

Disegnare la storia. Workshop di illustrazione*
a cura di Michele D'AMBRA (disegnatore)

Gli spazi della storia / ore 18:00

Visita guidata dal Porto d'Ischia al borgo di Sant'Alessandro*
a cura di Stefania NAPOLEONE (guida turistica)
Meeting point: ingresso Chiesa di Portosalvo

Le isole e la storia / ore 17:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Napoleone e le sue isole
incontro con Luigi MASCILLI MIGLIORINI (Ordinario di Storia Moderna all'Università L'Orientale di
Napoli)

Le isole e la storia / ore 20:30 / diretta Facebook

La straordinaria isola di Saarema
Incontro webinar con Gianni GLINNI (Centro studi Paesi Baltici)

Giovedì 2 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:00
Visita guidata nel centro storico di Forio*
a cura di Ilaria DI MEGLIO (guida turistica)
Meeting point: chiesa del Soccorso, Forio

Laboratori di storiæ / ore 18:00 / Ischia Ponte

Sa di mare. Laboratorio percettivo sul mare*
Laboratorio per bambini e ragazzi a cura di Stefania Napoleone
Meeting point: ingresso Bar Cocò, Ischia Ponte

Le isole e la storia / ore 17:30 / Ischia, Biblioteca Antoniana, Rampe s. Antonio 5

Le isole sorelle. Storia del magico incontro fra l'uomo e la natura
Conversazione con le scrittrici Carolina e Michela MALGIERI
Evento in partenariato con la Biblioteca Comunale Antoniana.

Le voci della storia / ore 21:00 / Cantina 'U Sciliatur, Toccaneto v. A. Migliaccio n.151 - Barano
d'Ischia

Storiæ di cantina.
Enogastronomia, storie e canti
di Denis TRANI. Con Agostino IACONO
Prenotazioni : [email protected] oppure cell. 342 622 6910 (menù fisso euro 25)

Venerdì 3 settembre

Gli spazi della storia / ore 17:00

Hiking al tramonto: sentiero della Bocca di Tifeo, Forio*
a cura di Marianna POLVERINO (guida escursionistica)
Meeting point: campo sportivo di Panza, Forio

Le isole e la storia / ore 18:30 / Ischia, Biblioteca Antoniana

Gli Aragonesi di Napoli. Una grande dinastia del Sud.
Incontro con Giuseppe CARIDI (Ordinario di Storia moderna all'Università di Messina)
Evento promosso dall'Associazione Italiana Parchi Culturali - A.I.Par.C. Ischia

Gli spazi della storia / ore 21:00 / Forio, Chiostro del convento di s. Francesco

Quello che passa il convento - cena spettacolo
Con la Compagnia Artesìa
Spettacolo scritto da Corrado VISONE e diretto da Pierpaolo MANDL
Evento in partenariato con il Festival Forio InChiostro.
Ingresso gratuito su prenotazione: cell. 3477569844

Sabato 4 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:30 / Lacco Ameno, Museo di Pithecusa Villa Arbusto

Visita al Museo di Pithecusa*
a cura di Alessandro LUCIANO (guida turistica, archeologo)
In collaborazione e con il patrocinio del Comune di Lacco Ameno
a seguire

Charta Canta / ore 11:30 / Lacco Ameno, Terrazza di Villa Arbusto

Storie del MANN. I capolavori si raccontano. Guida letteraria.
Incontro con l'autore Alessandro LUCIANO
Gli spazi della storia / ore 17:00
Percorso musicato verso la cima del monte Epomeo *
a cura di Denis TRANI (guida escursionistica)
Meeting point: piazza di Fontana, Serrara-Fontana.

Anniversari / ore 17:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Dal Partenone alle isole del mito
conferenza di Tsao CEVOLI (archeologo e giornalista / SIMERA LAB)
con la partecipazione di Lidia VIGNOLA (archeologa e scrittrice / SIMERA LAB)

Charta Canta / ore 19:00 / Ischia, Terrazza di Villa Rosica a Punta Molino

Schliemann a Napoli
Incontro con Umberto PAPPALARDO (direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani)

Domenica 5 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:30

Visita guidata al centro storico di Ischia Ponte*
a cura di Giovanna FERRANDINO (guida turistica)
Meeting point: ingresso Bar Cocò, Ischia Ponte

Le voci della storia / ore 15:30 / diretta Facebook

La sinfonia narrativa delle parole. Evoluzione e utilizzo delle sonorità universali nello storytelling dall'antichità
all'era contemporanea.
incontro webinar con Marileda MAGGI (Voice-over artist)

Charta Canta / ore 18:00 / Forio, Chiostro del convento di s. Francesco

Terra d'ombra
Romanzo storico. Il pittore Paolo Finoglio nella Napoli del XVII sec.
Incontro con Mariano Rizzo (archivista e scrittore)
Con l'Autore dialoga Marileda MAGGI (Voice-over artist)
Evento in partenariato con il Festival Forio InChiostro

Charta Canta / ore 20:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Coco Optimo. Cuochi, briganti e brigate di cucina nell' antica Roma
Incontro con Laura DEL VERME (archeologa e scrittrice)
Percorsi gastronomici di cucina antico-romana
proposti dallo chef Giancarlo LO GIUDICE
______________________________________________________
* La visita guidata (o la partecipazione all'evento) è gratuita e va prenotata, fino a esaurimento, scrivendo a: [email protected] o alla
pagina Facebook @festivalstoriae
Il programma potrà subire variazioni che saranno comunicate tramite la stampa cittadina, i canali
social e il sito web del festival.

Storiæ, archeologia e narrazioni
È promosso dal CEiC Istituto di studi storici e Antropologici - Ischia
ONG Ich UNESCO

Facebook: @festivalstoriae
www.festivalstoriae.it

Testo dall'Ufficio Stampa STORIÆ, archeologia e narrazioni