"Divinità dell'Antico Egitto": un'introduzione al pantheon egizio

"Divinità dell'Antico Egitto", manuale a cura di Paolo Marini e Martina Terzoli

"Divinità dell'Antico Egitto" è il terzo volume pubblicato dal Museo Egizio di Torino, preceduto da "Amuleti dell'Antico Egitto" e "Bellezza nell'Antico Egitto", con i quali i lettori vengono condotti alla scoperta dell'affascinante mondo egizio.

divinità antico Egitto manuale
"Divinità dell'Antico Egitto" e "Amuleti dell'Antico Egitto", pubblicati da Franco Cosimo Panini Editore nella collana Museo Egizio. Foto di Gaia Anna Longobardi

Il libro non si propone come un testo di studio specialistico, ma come un utile manuale introduttivo al grande pantheon egizio. Difatti, ciò è dimostrato dalle sue dimensioni ridotte e compatte (13,5 x 17 cm, 192 pagine), per fungere da lettura interessante e di svago per tutti, ma anche come testo da consultare durante una visita al Museo, per poter vivere al meglio l'esperienza della conoscenza.

Gli autori Paolo Marini e Martina Terzoli, curatori presso lo stesso Museo Egizio di Torino, hanno definito la pubblicazione come l'"Atlante delle Divinità Egizie". Infatti, l'organizzazione interna del testo con le divinità disposte in ordine alfabetico, sembra dar vita ad un vero e proprio atlante.

antico Egitto
"Divinità dell'Antico Egitto", a cura di Paolo Marini e Martina Terzoli, pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore nella collana Museo Egizio, sullo sfondo riproduzione moderna su papiro di Iside e Osiride. Foto di Gaia Anna Longobardi

Nonostante il titolo anticipi il contenuto, al suo interno è possibile trovare non solo i dettagli riguardanti  le divinità egizie, ma anche notizie riguardanti la cultura egizia e in particolar modo la religione. Una religione che da secoli affascina coloro che con essa vengono a contatto, a partire dallo storico Erodoto di Alicarnasso nel V secolo a.C., che nelle sue Storie, dedica interamente il secondo libro dell'opera all'Egitto, concentrandosi soprattutto sulla religione e definendo gli antichi egizi il popolo più devoto agli dèi, "assai più di tutti gli altri uomini" (Storie II, 37).

La religione e la mitologia egizia continuano tutt'oggi a suscitare notevolissimo interesse in studiosi e non, e proprio a tal motivo giunge questo testo, che ha inizio con una valida introduzione all'essere religiosi nel mondo egizio. Infatti, nulla viene lasciato al caso, e i dettagli di culti, miti e magie vengono precedentemente introdotti in questa prima sezione, anticipata da una schematica cronologia storica. Si troverà la spiegazione ai molti culti animali, per comprendere poi al meglio le caratteristiche zoomorfe delle oltre sessanta divinità presenti nella seconda sezione, ma anche le caratteristiche del periodo amarniano, della rivoluzione monoteista nella religione egizia.

Da apprezzare, in particolar modo, la volontà degli autori di descrivere l'ambiente ove si svolgevano riti e feste che seguivano l'accesso alle diverse e numerose sale del tempio, ognuna di esse dedicata ad un'azione rituale specifica.

L'ampia introduzione vuole far sì che il tema possa essere apprezzato anche da coloro che per la prima volta entrano in contatto con un pantheon decisamente complesso, numero o mutevole nel corso di tutta la storia dell'Antico Egitto.

A partire dalla pagina 56 ha inizio la vera e propria sezione dedicata alle divinità, ognuna descritta in maniera sintetica ma precisa, riportandone sia le caratteristiche celesti, che quelle cultuali, storiche, delle rappresentazioni antropomorfe o zoomorfe, corredandole da un'immagine esplicativa in alta risoluzione. Inoltre, una caratteristica che colpisce il lettore è la presenza del nome della divinità indicata con il proprio geroglifico,  così da poter calarsi fino in fondo nel mondo dell'antico Egitto.

antico Egitto
Il nome della Dea Iside, in caratteri latini e in geroglifico, dal testo "Divinità dell'antico Egitto". Foto di Gaia Anna Longobardi

In conclusione, questo breve manuale - così come i precedenti - può essere, come detto, utile ed apprezzato da qualsivoglia lettore che, affascinato dalla visita al Museo o interessato all'argomento, desideri leggerne senza inciampare in testi troppo impegnativi e complessi.

divinità antico Egitto manuale
La copertina del manuale "Divinità dell'Antico Egitto", a cura di Paolo Marini e Martina Terzoli, pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore nella collana Museo Egizio.

Warsaw Mummy Project mummia egizia feto

Warsaw Mummy Project: individuata la prima mummia egizia con feto

Warsaw Mummy Project: individuata la prima mummia egizia con feto

L’avanzamento scientifico delle tecniche di analisi su individui mummificati artificialmente sta consentendo al Warsaw Mummy Project di rilevare notevoli informazioni sui e dai defunti conservati nel Museo Nazionale di Varsavia. Infatti, lo studio sulla collezione di mummie egizie del Museo non si è spinto ad una approfondita analisi sui resti umani fino al 2015, anno in cui il progetto ha implementato le sue ricerche oltre lo studio dei materiali fino a studi antropologici.

Warsaw Mummy Project
Analisi radiologiche condotte sulla mummia. Foto Aleksander Leydo/Warsaw Mummy Project

L’ultima scoperta riguarda la presenza di un feto in una mummia dell’élite tebana, rilevato grazie ad analisi radiologiche sul corpo materno, questa rappresenta un unicum nelle ricerche archeo-antropologiche.

Tale nuova individuazione sarà fondamentale per gli specialisti al fine di ricostruire l’ambito, tutt’oggi poco conosciuto, della gravidanza nei tempi antichi, oltre a poter fornire informazioni sulle usanze funerarie egizie e sull’interpretazione della gravidanza nell’antica religione egizia.

Warsaw Mummy Project
Sarcofago e Mummia del caso studio. Foto National Museum in Warsaw and Warsaw Mummy Project

La presenza del feto ha dato una completa reinterpretazione di questa mummia, deceduta tra i 20 e i 30 anni e tra la 26° e la 30° settimana di gravidanza. Infatti, il sarcofago contenente questo individuo conservato in un cartonnage, acquistato da Jan Wezyk-Rudzki e donato all’Università di Varsavia nel 1826, fu realizzato per un sacerdote tebano di nome Hor-Djehuty nel I secolo a.C.

Warsaw Mummy Project
Sarcofago della mummia analizzata. Foto (c) B. Bajerski/Muzeum Narodowe w Warszawie

Inoltre, il luogo del suo ritrovamento rimane incerto, Wezyk-Rudzki scrisse nei suoi appunti che la mummia fu ritrovata in una delle tombe reali di Tebe. In realtà, ciò non può essere comprovato, potrebbe trattarsi di un dato ideato con il fine di aumentare il prezzo d’acquisto della mummia.

Certamente la donna doveva far parte della nobiltà tebana, in quanto la sua imbalsamazione fu effettuata da esperti con estrema cura e materiali di alta qualità. Inoltre, era dotata di un ricco corredo di amuleti e si ipotizza fossero presenti altri reperti purtroppo depredati dagli antiquari nel diciannovesimo secolo.

Warsaw Mummy Project
Dettaglio del bendaggio e della struttura scheletrica della mummia. Foto Warsaw Mummy Project

I risultati delle indagini in corso sono stati pubblicati sul Journal of Archaeological Science.

Link alla pagina Facebook: https://www.facebook.com/1024570907560118/posts/4645678875449285/