Nel Giardino di Boboli nuovi laboratori restauro Gallerie Uffizi

Nel Giardino di Boboli i nuovi laboratori restauro delle Gallerie degli Uffizi

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È stata presentato questa mattina in anteprima ai media – alla presenza di Eike Schmidt (Direttore delle Gallerie degli Uffizi) e di Stefano Casciu (Direttore del Polo Museale Regionale della Toscana) – il nuovo Laboratorio Restauri delle Gallerie degli Uffizi. La nuova sede, che inizierà a funzionare entro la fine del mese di giugno, è situata all’interno del Giardino di Boboli.
“Con il nuovo laboratorio – ha affermato Eike Schmidt – le Gallerie degli Uffizi possono svolgere le funzioni di conservazione e tutela delle opere meglio che nel vecchio spazio al piano terra della struttura delle Reali Poste, dove è rimasto per circa un trentennio. Insieme agli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, e ai restauratori privati di Firenze, la squadra di restauratori statali degli Uffizi garantirà in questo campo il necessario livello di eccellenza”.
Con questa realizzazione trova compimento il progetto di spostamento della sede del
Laboratorio Restauri, avviato anni fa e interamente condotto dalla ex-soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino. Con i restauratori interni e tutte le attrezzature, il Laboratorio ha infatti lasciato gli ambienti presso la Vecchia Posta, nel complesso vasariano degli Uffizi, dove svolgeva da oltre trent’anni la propria attività a favore di tutti i musei e del territorio di giurisdizione della Soprintendenza, per consegnarli a disposizione delle esigenze progettuali dei Nuovi Uffizi; non solo: il bisogno dello spostamento era ormai avvertito da lungo tempo per evidenti necessità di miglioramento, di adeguamento funzionale della sede e, non ultimo, per evitare il rischio, se pur remoto, di nuove alluvioni come quella del 1966 che causò danni solo al piano terra degli Uffizi.

Uffizi: accordo internazionale digitalizzazione 3D patrimonio archeologico

Uffizi: accordo internazionale per la digitalizzazione in 3D del patrimonio archeologico

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Non ha precedenti l’accordo di cooperazione che questa mattina è stato firmato tra le Gallerie degli Uffizi e l’Università dell’Indiana (USA) per la digitalizzazione in 3D dell’intero patrimonio lapideo archeologico greco e romano degli Uffizi, dei musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli. Il progetto di collaborazione garantirà la realizzazione di modelli 3D che saranno resi disponibili online entro il 2020 per scopi sia di studio, sia di tutela. Si tratta di un’operazione che riguarderà circa 1260 opere d'arte – tra sculture, are e sarcofagi -, ovvero oggetti lapidei che vanno da II secolo avanti Cristo al IV secolo dopo Cristo e che costituiscono la più ampia collezione di marmi antichi di un museo statale italiano non romano. Il costo complessivo dell’operazione – circa 600mila dollari – sarà interamente sostenuto dall’Università dell’Indiana.
Raccolta principalmente dalla famiglia dei Medici a partire dal XV secolo, e incrementata successivamente anche dai Lorena fino agli inizi del XIX secolo, la collezione di lapidei comprende capolavori dell'arte statuaria greca (come l’Alessandro morente, la Venere Medici, il Guerriero inginocchiato e il Cinghiale) e romana (come il gruppo dei Niobidi e l’Arianna dormiente che si trova nella Sala 35 della Galleria dedicata a Michelangelo); sono tutte opere di forte interesse per gli studiosi di arte che, grazie a questa operazione, potranno essere meglio studiate e apprezzate da tutti i ricercatori, allargando i confini della conoscenza anche in altri settori e aumentando gli standard di tutela attualmente esistenti in relazione ai marmi antichi.
“La scansione sistematica del patrimonio scultoreo antico degli Uffizi – ha affermato Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi - aprirà prospettive completamente nuove per la ricerca, in quanto permetterà ricostruzioni virtuali delle policromie, integrazioni e restauri virtuali con una precisione finora impensabile. Non solo: essa permetterà un'accessibilità e una fruizione globale, e perfino un rilevamento così particolareggiato da fungere praticamente come 'copia di sicurezza' delle statue antiche”.
“Questo è un progetto storico e altamente ambizioso - ha dichiarato il Presidente dell’Università Michael A. McRobbie -, uno di quelli che genererà opportunità senza confronti per gli studiosi, grazie ad una delle istituzioni culturali leader nel mondo e alle sue leggendarie collezioni. La profonda conoscenza dell’Università in materia di arte antica, assieme alla nostra expertise tecnologica, costituiranno un sicuro vantaggio, che porterà alla luce, anche dal punto di vista virtuale, una collezione di antichità classiche in grado di ispirare alcuni dei più grandi geni della storia dell'arte occidentale”.
Il progetto sarà coordinato da Bernard Frischer, professore di Informatica dell’Università dell’Indiana, direttore del Virtual World Heritage Laboratory dell'Università ed esperto di archeologia virtuale, e da Fabrizio Paolucci curatore delle antichità classiche delle Gallerie degli Uffizi.
All’operazione forniranno il loro sostegno anche il Politecnico di Milano, con un team guidato dal professor Gabriele Guidi (per l’ambito tecnico), e l’Università di Firenze, con un gruppo di lavoro coordinato dal professor Paolo Liverani (per l’ambito umanistico).

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Completata la ricognizione dei depositi di Firenze: gli ultimi risultati in un volume

Completata la ricognizione dei depositi di Firenze: gli ultimi risultati in un volume

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Si intitola Dai Depositi. Nei depositi. Restauri e repertori di opere di opere d’arte dei depositi fiorentini il secondo e ultimo volume edito da Sillabe di Livorno e frutto della pluriennale ricognizione nei depositi dei beni storico-artistici di Firenze.
A quattro anni la pubblicazione del primo volume Dai depositi. Nei depositi. I Fondi Lotto per i restauri e repertori di opere d’arte di alcuni depositi fiorentini, che proponeva solo un primo, parziale censimento del patrimonio artistico fiorentino, la presentazione del nuovo lavoro è prevista mercoledì 11 maggio, alle 17.30 nell’aula dell’ex-chiesa di San Pier Scheraggio agli Uffizi (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili), alla presenza del Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, del Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, Alessandra Marino, e con gli interventi di Cristina Acidini (già Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e sotto la cui guida prese il via questa grande perlustrazione del patrimonio), Timothy Verdon (Direttore del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore), Giorgio Federici (Segretario del Comitato Firenze 2016) e della stessa curatrice del volume, Maria Matilde Simari, funzionario responsabile dei depositi delle Gallerie degli Uffizi e coordinatrice di quelli dei beni di provenienza territoriale.
Come indica Alessandra Marino, responsabile della tutela dei beni storico artistici anche di Firenze, nell’introduzione del libro, “nell’anno in cui ci apprestiamo a commemorare l’alluvione del 4 novembre 1966 credo che questo libro sia da considerare la prima e importante testimonianza di quanto si è fatto (in ragione dell’alto numero di opere alluvionate presenti nei depositi e dei vari restauri che le hanno interessate) e di quanto ancora resti da fare, in uno scenario che comunque ci dice come nulla venga dimenticato, nulla abbandonato, nonostante sia sempre più difficile il reperimento delle risorse necessarie per sopperire alle molte necessità”.
“Questo libro mette fine a tanti falsi miti e leggende urbane sui tesori nascosti nei depositi fiorentini – aggiunge Eike Schmidt -, valorizzando al contempo le vere ricchezze di dipinti e oggetti d’arte che vi sono conservati”.
Infatti, a 50 anni esatti dall’alluvione di Firenze – che si rivelò un trauma enorme per il patrimonio artistico cittadino - si completa quest’azione di inventariazione e catalogazione delle opere d’arte (riferite anche alla Città di Firenze) presenti in cinque depositi - Limonaia di Villa Corsini a Castello, Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi, Villa medicea di Poggio a Caiano, Villa medicea della Petraia a Castello e Laboratori di Restauro della Fortezza da Basso – che dà l’opportunità di rispondere alla domanda che più volte è stata posta dai media e da privati cittadini ai responsabili del patrimonio culturale: “ma cosa c’è nei depositi della Soprintendenza?”.
“Sfogliando questo volume, e il precedente del 2012 – scrive Maria Matilde Simari nel suo testo introduttivo -, si potrà avere la risposta con numeri, dati e immagini. Sarebbe poi auspicabile che, una volta scoperto il contenuto di questi depositi, gli enti proprietari, e non solo loro, si attivassero per restauri e ricollocazioni in luoghi adeguati. Non è raro udire e leggere l’affermazione che ‘la conoscenza è il primo passo per la valorizzazione’”.
Inoltre, la ricerca ha permesso di stabilire con certezza non solo le “presenze” numeriche delle opere nei depositi (quelle riferite alla sola città di Firenze attualmente inventariati sono 1506 tra dipinti, oggetti d’arte, affreschi e cornici), ma anche quelle che nel tempo sono state riconsegnate agli enti proprietari (29) e quelle attualmente in restauro (83).
Firenze, 9 maggio 2016
fonte dati:
GALLERIE DEGLI UFFIZI

 
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
La Galleria degli Uffizi, vista da Palazzo Vecchio, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Samulili (Samuli Lintula).


Galleria degli Uffizi: “Martedì sera al museo” di cultura e spettacolo

Galleria degli Uffizi, iniziativa speciale “Martedì sera al museo” con appuntamenti di cultura e spettacolo

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In relazione al “Progetto nazionale di apertura continuata per tre ore”, dal prossimo 31 maggio fino al 27 settembre 2016 la Galleria degli Uffizi effettuerà un‘apertura continuata il martedì, dalle ore 19 alle ore 22, con appuntamenti speciali dal vivo.
L’ingresso nel museo sarà a pagamento ed è possibile prenotare la visita attraverso il sito web www.uffizi.it oppure chiamando il numero di Firenze Musei 055-294883; da tener presente che l’ultimo ingresso prenotabile è fissato alle ore 20.
Nell’ambito della stessa apertura serale denominata “Martedì sera al museo”, ogni settimana si svolgeranno attività speciali – coordinate con le opere d’arte esposte – di musica, letteratura, danza o teatro. Il calendario dettagliato degli appuntamenti sarà comunicato nelle prossime settimane.

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L’Altarolo di Elsheimer torna per tre mesi a Palazzo Pitti

L’Altarolo di Elsheimer torna per tre mesi a Palazzo Pitti

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Occasione da non perdere nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti. Da martedì 19 aprile fino al 30 luglio, la Galleria delle Statue ospita il Polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer.
L’opportunità di ammirare l’opera è resa possibile in occasione del prestito di due opere di Pontormo della Galleria Palatina allo Städel Museum di Francoforte; grazie allo scambio, i visitatori di Palazzo Pitti potranno vedere l’opera di Adam Elsheimer. L'altarolo, che fu in antico nelle collezioni di Cosimo II dei Medici, sarà esposto con un corredo didattico che ne illustrerà la storia, la sua dispersione e la sua ricomposizione messa a punto sulla base di documenti di archivio.
La mostra temporanea dell’opera è a cura di Matteo Ceriana e Anna Bisceglia ed è inserita nel percorso museale comprendente la Galleria Palatina e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.
“Il prestito del capolavoro di Elsheimer, pittore tedesco che si stabilì in Italia per amore del paese e della sua arte – afferma Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi -, è un ottimo esempio di una politica di prestito virtuosa con uno dei musei più rinomati dell’Europa transalpina”.
QUATTRO SECOLI DI STORIA
Il piccolo altarolo, composto di dipinti su rame argentato con le Storie della Vera Croce montati entro una cornice architettonica (ora perduta), è ricordato già dai contemporanei come opera di grande qualità compositive e sottilissima esecuzione; ricordiamo le lodi, non disinteressate d’altra parte, del pittore Agostino Tassi, l’approvazione del cardinal Dal Monte, la menzione nel Discursos praticabiles del nobilisimo arte del pintura dello spagnolo Jusepe Martinez (scritto nel 1625).
L’opera è elencata nell’inventario redatto dopo la morte dell’artista nel 1610.
Il dipinto passò in seguito nella collezione romana dello spagnolo Juan Peréz nella quale lo vide Agostino Tassi proponendone l’acquisto al Granduca Cosimo II de’ Medici appassionato collezionista anche di piccole, preziose opere fiamminghe. Come si evince dai documenti, l’insieme arrivò a Firenze dopo il 1619 e il 19 maggio 1626 l’opera risulta registrata nell’inventario di corte.
Entrato successivamente nelle collezioni dei duchi di Arundel, forse per un dono o uno scambio, il tabernacolo fu smembrato nei secoli seguenti e i pannelli divisi finirono in varie collezioni inglesi.
Già in possesso di alcune parti dell’opera, nel 1981 lo Städelmuseum di Francoforte riuscì ad acquistare l’ultimo pezzo mancante, riunendole poi tutte in una cornice che riproduce la struttura dell’originale desunta da un disegno dell’epoca conservato nell’Archivio di Stato di Firenze.
Il pannello centrale raffigura l’Esaltazione della Croce in un consesso celeste popolato di santi ed angeli, mentre sullo sfondo, in un virtuosistico gioco di luci, è incoronata la Vergine. L’abile orchestrazione cromatica e la straordinaria sapienza compositiva derivano all’Elsheimer più che dalla formazione presso il pittore e incisore francofortese Philip Uffenbach, dal suo soggiorno veneziano dove poté studiare Tintoretto e Veronese e infine anche da contemporanei modelli romani. Esistono, fatto piuttosto eccezionale per l’artista, disegni preparatori per l’opera. Lo sportello centrale è fiancheggiato da sei tavole che illustrano la scoperta miracolosa e la restituzione dell’autentica croce di Cristo secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, composta nella seconda metà del XIII secolo. In essa si narra che Costantino aveva inviato sua madre Elena a Gerusalemme per cercare la vera croce di Cristo e proprio da tale episodio inizia il ciclo delle tavolette laterali ed inferiori del tabernacolo: procedendo dall’alto a sinistra in senso antiorario, si incontrano la partenza di Elena, l’interrogatorio dell’ebreo, il ritrovamento della croce e la resurrezione di un giovane defunto. Gli ultimi due pannelli hanno come protagonista l’imperatore bizantino Eraclio; per quanto riguarda il programma iconografico, che in alcuni dettagli diverge dalla Legenda Aurea, si può supporre che vi abbiano contribuito anche personaggi contemporanei quali l’umanista e filosofo fiammingo Justus Lipsius e l’erudito cardinal Cesare Baronio.
L’opera, caratterizzata da un’estrema finezza compositiva tipica dell’artista, presenta al tempo stesso soluzioni che evidenziano un confronto attento con la vivace scena artistica romana dell’inizio del primo decennio del Seicento, dove lavoravano anche pittori nordici come Peter Paul Rubens, Paul Brill e Cornelis van Poelenburgh. A causa del formato minuto, e considerata anche la primitiva storia, è probabile che l’opera fosse destinata all’uso privato.
Firenze, 18 aprile 2016
Fonte dati:
GALLERIE DEGLI UFFIZI

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Die Mitteltafel zeigt die Verherrlichung des Kreuzes durch Heilige, Propheten und Engel. Die sechs umrahmenden Szenen erzählen die Legende von der Auffindung und dem Rücktransport des Kreuzes, an dem Jesus gestorben sein, soll nach Jerusalem. Di Adam Elsheimer (TAE1mjxSM0ri8w at Google Cultural Institute, zoom level maximum), da WikipediaPubblico Dominio.
 


Crocifissione dell’Angelico: in San Marco si presenta la storia del restauro

Crocifissione dell’Angelico: in San Marco si presenta la storia del restauro

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Martedì 19 aprile 2016, alle ore 16 nella Biblioteca monumentale di Michelozzo del Museo di San Marco, sarà presentato il volume La Crocifissione dell’Angelico a San Marco quarant’anni dopo l’intervento della salvezza. Indagini, restauri, riflessioni, curato
da Magnolia Scudieri.
Il libro costituisce il primo numero del 2016 della collana “Quaderni dell’Ufficio e Laboratorio Restauri di Firenze” e, oltre alla curatrice, Stefano Casciu (Direttore del Polo Museale Regionale della Toscana) e a Marilena Tamassia (Direttrice del Museo di San Marco), all’incontro interverranno tra gli altri Cristina Acidini (già Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino) e Simonetta Brandolini d’Adda (Presidente della Fondazione non
profit Friends of Florence); a Marco Ciatti (Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro) il compito di concludere la presentazione.
Il volume intende segnare la continuità di un’attività editoriale, da tempo avviata dalla Soprintendenza e ora proseguita dagli Istituti del Mibact che l’hanno sostituita, tesa a rendere noti in modo agile ad un vasto pubblico gli esiti di interventi conservativi di particolare significato, condotti per la conservazione, la conoscenza e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico.
In questo caso non si è voluto presentare solo il risultato, bensì avvicinare il lettore alle problematiche che contraddistinguevano l’opera e farlo entrare nella quotidianità del procedimento seguito, nelle analisi, nelle indagini, nelle verifiche, nelle valutazioni critiche
che hanno guidato l’operatività.
Tale modo di procedere, sempre importante per il coinvolgimento sempre più pieno dei lettori nella dimensione conoscitiva delle opere d’arte, era indispensabile per la Crocifissione dell’Angelico , non solo per lo straordinario valore artistico dell’opera, ma
per la testimonianza che questo affresco rappresenta nella storia del restauro.
La Crocifissione è stata infatti oggetto quarant’anni fa di uno storico intervento che la salvò dal grave degrado allora in atto. Su questo affresco fu applicato un nuovo metodo di restauro, quello detto dell’ammonio-bario, messo a punto dal restauratore Dino Dini e dal
chimico Enzo Ferroni , che consentì di salvarlo lasciandolo sulla sua parete, e che sarà poi diffuso ovunque per la conservazione degli affreschi.
L’ingresso alla presentazione è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Firenze, 13 aprile 2016
fonte dati:
POLO MUSEALE REGIONALE DELLA TOSCANA
Lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici 4 - 50122 FIRENZE

 

Documentazione: Comunicato
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Crocifissione con i santi, foto da WikipediaPubblico dominio (www.wga.hu).

Ambasciatori dell'Arte. Nei musei del Bargello gli studenti diventano guide

AMBASCIATORI DELL’ARTE. Nei musei del Bargello gli studenti diventano guide

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Dal prossimo venerdì 1 e fino a sabato 30 aprile, gli studenti di 20 istituti medi superiori di Firenze e provincia offriranno ai visitatori della nostra città percorsi guidati gratuiti in italiano e altre lingue comunitarie in 19 musei e luoghi della cultura sia fiorentini, sia del territorio.
“Ambasciatori dell’Arte”, questo il titolo dell’iniziativa, è una versione ampliata di “Communicating Art”, progetto iniziato nel 2004  e andato crescendo negli anni per numero di classi aderenti.
Quest’anno coinvolgerà più di mille studenti e, continuando a rappresentare un valido strumento per educare al patrimonio e sviluppare nelle giovani generazioni il “sentimento di appartenenza ad una tradizione culturale comune e di corresponsabilità nella tutela”, si propone anche, in moltissimi casi, come una prima risposta del mondo dei musei all’applicazione del legge della “Buona Scuola” in merito ai percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Tra lunedì 11 e sabato 30 aprile, una quarantina di appuntamenti vedranno impegnati gli “Ambasciatori dell’Arte” nei musei afferenti il Bargello (Museo Nazionale del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati e Museo di Casa Martelli), in vari orari del mattino. Per usufruire degli “Ambasciatori dell’Arte” non è necessaria alcuna prenotazione, ma sarà sufficiente recarsi nei luoghi della cultura nei giorni e negli orari indicati dal programma.
Come nelle ultime edizioni, gli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” cureranno la documentazione dell’iniziativa con riprese video e fotografiche, mettendo a frutto le competenze acquisite all’interno del corso di Grafica Multimediale.

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Aperture pasquali delle Gallerie degli Uffizi, delle Gallerie dell'Accademia e dei Musei del Bargello

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Si riportano i comunicati relativi alle aperture pasquali delle Gallerie degli Uffizi (e per queste, dell'assemblea in data 22-23 Marzo), delle Gallerie dell'Accademia, dei musei del Bargello. Leggere di più


Boboli: 350 alunni alla scoperta del Giardino

Boboli: 350 alunni alla scoperta del Giardino

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Stupirsi davanti a Bacco, ascoltare una filastrocca alla vasca di Nettuno, conoscere il padiglione della Cosmogonia, fare anche il girotondo nel viale dei cipressi dove ci sono le statue delle stagioni. Hanno giocato ma, soprattutto, imparato a conoscere ed apprezzare la bellezza del Giardino di Boboli i circa 350 bambini delle nove scuole fiorentine che stanno partecipando al progetto educativo denominato “L’Officina della meraviglie” ideato dall’Associazione Culturale Teatro Laboratorio di Figure, realizzato in collaborazione con il Giardino di Boboli e sostenuto dall’azienda Caran D’Ache.
Domani, sabato 19, alla Limonaia si terrà la giornata conclusiva del percorso teatrale previsto dall’iter formativo, uno dei 500 previsti da “Le Chiavi della Città”, il ciclo dell’assessorato all’educazione del Comune di Firenze che comprende programmi e attività per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
“L’Officina della meraviglie” prevedeva due fasi: innanzi tutto un corso di formazione di cinque lezioni per i docenti, comprendente anche una visita al Giardino di Boboli (in particolare alla Limonaia) curata dalla direttrice Alessandra Griffo. Per le classi, invece, il programma prevedeva un incontro a scuola (tenuto da un esperto del Teatro Laboratorio Figure) e un laboratorio di pittura (con materiale fornito dall’azienda Caran D’Ache) con matite e pastelli acquerellabili. Poi il percorso teatrale (aperto anche ai genitori degli alunni) e infine, un’attività di pittura en plein air nel Giardino di Boboli, che si terrà a maggio.
La visita al giardino dura non più di un’ora, ma ci si arriva dopo aver lavorato in classe, con gli esperti del Teatro laboratorio: ai bambini è stato chiesto di immaginarsi il proprio giardino incantato e di far lavorare la fantasia prima ancora di aver messo piede a Boboli. Una volta al giardino, gli animatori che suonano il flauto o raccontano fiabe, hanno trasformato il sogno in realtà.
“Unire la possibilità di imparare rimanendo immersi nella natura, – ha detto il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – credo sia il sogno di ogni insegnante e di ogni alunno. Questo progetto si è trasformato in realtà grazie alla sinergia messa in moto da Comune di Firenze e Gallerie degli Uffizi, con cui ci auguriamo che gli alunni di oggi si trasformino in coscienziosi amanti del nostro patrimonio culturale e botanico di domani”.
“Grazie a ‘L’Officina della meraviglie’ – ha sottolineato la vicesindaca e assessora all’educazione, Cristina Giachi – i bambini sono entrati in un museo per guardarlo con occhi nuovi, viverlo attraverso la fantasia, la suggestione. Per riscoprire la bellezza come risorsa contro lo spegnersi della fantasia, la perdita di stimoli e l’omologazione”.
Sempre a maggio, infine, una mostra alla Limonaia riunirà i disegni che i bambini faranno di questa loro esperienza nel corso dell’attività di pittura all’aria aperta.

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Le aperture pasquali della Galleria dell’Accademia

Le aperture pasquali della Galleria dell’Accademia

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Approssimandosi le festività pasquali, la Direzione della Galleria dell’Accademia comunica che domenica 27 marzo (giorno di Pasqua) il museo osserverà il normale orario d’apertura dei giorni festivi, dalle 8.15 alle 18.50
Per il giorno di Pasquetta (lunedì 28 marzo), grazie all’accordo raggiunto tra la Direzione della Galleria dell’Accademia e le rappresentanze sindacali, la Galleria dell’Accademia sarà aperta straordinariamente dalle 8.15 alle 18.50.
È possibile prenotare le visite durante entrambe i giorni di apertura chiamando il numero 055-294883.
Firenze, 17 Marzo 2016
Fonte dati:
GALLERIE DEGLI UFFIZI
Documentazione: Comunicato

 
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
La Galleria degli Uffizi, vista da Palazzo Vecchio, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Samulili (Samuli Lintula).