espositivi 2021 Bargello Dante

Progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello - 700 anni dalla morte di Dante Alighieri

Il 23 settembre alle ore 10:00, nel Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, sono stati anticipati alla stampa, alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, professor Gaetano Manfredi, i progetti espositivi organizzati per il 2021 dai Musei del Bargello, in occasione delle celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri.

Oltre al Ministro sono intervenuti: Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze; Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; Lugi Dei, Rettore dell’Università di Firenze; Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia dantesca e membro del Comitato nazionale per le celebrazioni dantesche del 2021; e Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello che ha moderato gli interventi dei relatori e presentato i curatori delle mostre programmate per il prossimo anno.

In occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri, i Musei del Bargello e l’Università di Firenze stanno lavorando alla realizzazione di una prima mostra dedicata alla ricostruzione del rapporto tra Dante e Firenze nei decenni immediatamente successivi alla sua morte, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi, e i temi.

Nell’autunno del 2018 è stata, infatti, avviata una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e due dipartimenti dell’ateneo fiorentino, il DILEF (Dipartimento di Lettere e Filosofia) e il SAGAS (Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo), che ha portato nell’ultimo biennio a frequenti incontri tra professionalità del mondo museale e della ricerca, instaurando un serrato dialogo con esperti in ambito nazionale e internazionale, tra le istituzioni che hanno concesso i prestiti.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Laurenziana e la Biblioteca Riccardiana sono tra gli enti promotori della mostra e hanno contribuito in maniera determinante, concedendo in prestito un nucleo significavo di manoscritti. L’Accademia della Crusca e l’Opificio delle Pietre Dure sono stati interlocutori istituzionali fondamentali nell’articolazione del progetto scientifico.

La mostra, dal titolo «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, si svolgerà dal 23 marzo al 25 luglio 2021, e sarà curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis dell’Università di Firenze, con un comitato scientifico di esperti filologi e di storici dell’arte, composto da Andrea De Marchi, Giovanna Frosini, Andrea Mazzucchi, Marco Petoletti, e Stefano Zamponi.

Il Museo Nazionale del Bargello è punto di partenza imprescindibile per la ricostruzione del rapporto tra Dante e la sua città dopo la condanna e la morte in esilio. Al suo interno, infatti, si trova l’affresco che testimonia la sorprendente inclusione del Poeta tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Il dipinto è stato realizzato nel 1337 dagli allievi e collaboratori di Giotto di Bondone e si trova nella Cappella del Podestà, luogo simbolo del connubio tra la giustizia degli uomini e quella divina. Si tratta di una scelta di rilievo pubblico, punto di arrivo della riappacificazione tra Firenze e il suo illustre figlio, con la quale comincia un processo di ricostruzione e invenzione della memoria. Le pitture della cappella, ma anche gli altri affreschi trecenteschi del Palazzo, costituiranno parte della mostra, volta a richiamare l’attenzione sul valore esemplare dei loro contenuti in rapporto alla funzione dell’edificio, quale sede della suprema autorità giudiziaria della città.

La mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante sarà articolata in sezioni, con prestiti di manoscritti e dipinti che saranno allestiti in dialogo con gli affreschi e altre opere coeve, provenienti dalle collezioni del Bargello e da istituzioni italiane e straniere. Si tratta di un itinerario espositivo che ripercorrerà tappe e protagonisti di questo rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera nella prima metà del Trecento, presentando artefici, copisti, commentatori, miniatori e lettori della Commedia intorno all’anno 1337. La mostra intende dare voce proprio a questi protagonisti, i cui nomi sono a volte noti ma più spesso restano sepolti nelle pieghe del passato, ricostruendo così il percorso che avrebbe portato Giovanni Villani a definire Dante «onorevole e antico cittadino di Firenze» e Giovanni Boccaccio a costruire il suo personale monumento cartaceo. Sarà un’occasione straordinaria per approfondire la conoscenza di studi di filologia, paleografia, storia dell’arte e restauro e per mostrare anche al grande pubblico un capitolo unico della storia civile di Firenze che in quel momento assurge ad una dimensione molto più ampia, dando vita al testo vulgato con cui Dante sarà letto e recepito per secoli. La mostra, progettata per consentire livelli di lettura differenziati, non si rivolge solo agli studiosi ma anche al grande pubblico, considerando con particolare attenzione i giovani e le scuole, ai quali sarà dedicato un programma di iniziative collaterali.

La collaborazione tra i Musei del Bargello e l’Università di Firenze sarà inoltre un’occasione formativa per studenti, dottorandi e giovani studiosi, coinvolti nel progetto.

Sempre al Museo Nazionale del Bargello si terrà un secondo evento espositivo dedicato alla fortuna dantesca nella seconda metà dell’Ottocento.

La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista, si terrà dal 23 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 e sarà curata da Carlo Sisi, con il contributo di storici dell’arte e della letteratura di Otto e Novecento che collaboreranno con un Comitato Scientifico composto da Emanuele Bardazzi, Ilaria Ciseri, Flavio Fergonzi, e Laura Melosi.

Nel 1865, ricorrenza del sesto centenario della nascita di Dante, quando il Bargello riaprì le porte come primo Museo Nazionale del Regno d’Italia con una mostra dedicata all’Alighieri, la figura del Poeta si identifica sempre più con l’idea nazionale sancita dagli esiti della politica risorgimentale, per cui Dante è definito “precursore della unità e libertà d’Italia”. Dedicata alla complessa percezione della figura di Dante e della Divina Commedia nel contesto letterario tra Otto e Novecento, la mostra intende presentare una selezione di opere che, dalle correnti naturaliste agli influssi europei del Simbolismo, narrino lo straordinario catalogo di immagini – sublimi, mistiche e oniriche – che il poema dantesco offriva al mondo dell’arte. Articolata in sezioni, la mostra è concepita come una narrazione tematica e interdisciplinare per cui le opere esposte formeranno una stringente sequenza, collegando tra loro dipinti, sculture e i rimandi concettuali e letterari impliciti nella vicenda biografica e poetica di Dante: dalla vigilia del centenario del 1865, alla temperie simbolista e all’importante concorso bandito da Vittorio Alinari nel 1900 per l’illustrazione della Divina Commedia.

Nell’arco del 2021, attraverso i due progetti espostivi saranno ripercorsi i due momenti nodali del legame tra Dante e il Palazzo del Podestà, poi divenuto Museo Nazionale del Bargello, e con la città di Firenze, che il Poeta non avrebbe più visto dopo la condanna del 10 marzo 1302 all’esilio perpetuo e al rogo se fosse tornato nella città gigliata. La presentazione dei progetti espositivi si è tenuta nel Salone di Donatello che, ai tempi di Dante, era la grande Sala dell’Udienza, dove fu emanata la terribile sentenza.

Il Palazzo del Bargello. Presentati i progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Foto di Francesco Bini, CC BY 3.0

Info: www.bargellomusei.beniculturali.it

Testo e video dall'Ufficio Comunicazione e Promozione Musei del Bargello sui progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri


MANN Campus Federico II Napoli

Nasce il progetto “MANN in Campus/Federico II” 

Nasce il progetto “MANN in Campus/Federico II” 

Museo e Università insieme per formazione e ricerca

Lezioni e laboratori all' Archeologico: studenti protagonisti della vita del museo

Giulierini: 'Dalle convenzioni alla didattica nei nuovi spazi

grazie alla programmazione'

Un progetto pilota su antisismica

 
31 ottobre. Da una rete di venti convenzioni già attive tra Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed Università degli Studi di Napoli Federico II nasce il progetto “MANN in Campus/Federico II”: un nuovo modello didattico che prevede lezioni all'interno del Museo, nelle sale delle collezioni, nei depositi e nei laboratori di restauro, come accade all'École du Louvre. 

La programmazione quadriennale del Mann 2019-2023, che il direttore Paolo Giulierini presenterà all'interno del secondo piano strategico del suo mandato, consentirà all'Università Federico II di pianificare a monte l'introduzione, in ciascuno dei corsi individuati, di una parte laboratoriale e 'pratica' per avvicinare gli  studenti al mondo del lavoro nei beni culturali, rendendosi protagonisti della vita di uno dei più importanti musei al mondo.

All’interno del nuovo organico del Museo Archeologico Nazionale è stato creato, infatti, un “Dipartimento di ricerca”: così ciascun docente dell’Ateneo Federiciano potrà contare su un tutor del MANN, che lavorerà come un suo alter ego.

Gli studenti avranno opportunità di seguire, passo passo, l'organizzazione di mostre al MANN o all'estero, la predisposizione ed il monitoraggio annuale del bilancio, gli aspetti della catalogazione del patrimonio, la nascita delle linee editoriali, i grandi progetti del restauro e degli allestimenti definitivi delle collezioni. In particolare, saranno straordinarie le occasioni di studio e ricerca presso i depositi che, in fase di riordino, custodiscono non soltanto materiale archeologico, ma anche disegni e fotografie.

''L'Archeologico di Napoli diventa il cantiere di sperimentazione concreta delle linee guida universitarie, affrontando una serie di tematiche centrali e permettendo di formare, su casi concreti e reali, gli studenti che dovranno affacciarsi a questo mondo - spiega Paolo Giulierini -  La novità è che questa straordinaria esperienza si potrà fare nel Museo che più di tutti gli altri ha relazioni internazionali strutturate, programmazione di lungo periodo ed ora anche spazi''.

 

Grazie all'ampliamento nella fruizione dell'edificio monumentale,  con il rinnovato settore del Braccio Nuovo', sarà possibile coinvolgere, sin da quest'anno accademico, allievi della “Federico II” impegnati in diversi gli ambiti di approfondimento: archeologia; restauro e conservazione dei beni culturali; museologia; gestione dei beni culturali; comunicazione e valorizzazione; rapporti internazionali fra i musei.

Ma non solo:''I cambiamenti epocali in corso in termini di rapporti e di globalizzazione del pubblico - nota Giulierini -  la spinta dei nuovi musei ad orientamenti non solo scientifici, ma anche politici e sociali, permetteranno di sperimentare, in questo contesto, nuovi profili professionali. Penso a mediatori culturali, psicologi, sociologi, esperti di normative europee ed internazionali, figure che devono affiancarsi ai tradizionali inquadramenti  della carta delle professioni museali''.

LE CONVENZIONI - Per il quadriennio 2019-2023, la collaborazione interistituzionale, già basata su una convenzione quadro (a cura della prof. Daniela Savy/Dipartimento Giurisprudenza) e su accordi con singoli dipartimenti e settori di ricerca (da Giurisprudenza ad Agraria, da Studi Umanistici ad Architettura, dal Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale-LUPT al Dipartimento DIST), adotterà una visione complessiva ancora più ambiziosa.

L’accordo quadro con il MANN rappresenta il rapporto tra l’Università e il Museo Archeologico Nazionale. Nell’accordo si collocano, infatti, la tante iniziative che stiamo portando avanti insieme: dai temi giuridici legati allo statuto e al diritto dei beni culturali a quelli più di tipo ingegneristico guardando ai temi della sicurezza sismica del museo stesso e del suo contenuto, ai temi strettamente connessi all’archeologia, alla museologia, alle tematiche tipiche dei beni culturali e delle scienze antiche. È un accordo quadro che ha anche un’implementazione concreta molto importante, consistente nell’apertura di spazi all’interno del Museo, dove possono operare i nostri studenti per attività di formazione, di stage e di perfezionamento. L’idea di portare l’Università nei musei e nei luoghi d’arte insieme ad altre grandi istituzioni culturali è in linea con il nostro obiettivo di integrare l’offerta formativa, dare nuove opportunità ai nostri giovani e, soprattutto, guardare al futuro con lo spirito dell’innovazione”, dichiara il Rettore dell’Ateneo Federiciano, Gaetano Manfredi.

Numerose sono, infatti, le convenzioni che, negli ultimi anni, hanno unito l’ateneo federiciano ed il MANN, seguendo diverse linee operative e di ricerca: se il progetto “Obvia-Out of boundaries viral art dissemination” ha avuto come obiettivo la valorizzazione del brand museale e la creazione di una rete culturale attiva nel territorio cittadino, non sono mancati specifici percorsi di indagine sul management museale e sulle peculiarità del patrimonio archeologico dell’istituto (dalla collezione epigrafica alla statuaria campana, dalla ceramica romana ai reperti di archeobotanica, dagli orologi solari alla classificazione dei reperti); sempre grazie alla sinergia con la “Federico II” sono state supportate la redazione dello statuto e le procedure per importanti bandi pubblici del MANN, è stata elaborata una nuova strategia per la connettività urbana, sono stati definiti più moderni e rigorosi indirizzi per la politica dei prestiti internazionali delle opere.

Le iniziative del MANN si collocano nel quadro di uno sforzo innovativo dei percorsi formativi che il Dipartimento di Giurisprudenza sta conducendo e di apertura al territorio. Questa rimeditazione dei percorsi formativi e dei rapporti con il territorio è segnata dalla interdisciplinarietà, dall’apertura ai contesti nei quali la scienza giuridica ma anche le altre scienze si manifestano. Io credo che si tratti di una grande occasione di arricchimento e di innovazione”, commenta Sandro Staiano, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza.

 

Di particolare rilievo un progetto pilota sull’antisismica in relazione ai beni mobili, affidato al Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura: si tratta di un tema di grande attualità, basti pensare ai danni subiti dal patrimonio artistico del Centro Italia a causa degli ultimi eventi sismici. La convenzione, che ha una durata di diciotto mesi e sta trovando già applicazione nella collezione Magna Grecia, è finalizzata all'ottimizzazione del comportamento sismico dei nuovi allestimenti, nonché  alla definizione di interventi che migliorino la perfomance degli assetti già esistenti. Prevista anche l'esecuzione di prove su tavola vibrante per verificare l'efficacia dei provvedimenti proposti. ''L'argomento rappresenta un tema scientificamente ancora aperto - spiega il prof. Andrea Prota - In questo senso il MANN è certamente, tra i grandi Musei italiani, quello che in modo più sistematico sta affrontando il problema che consiste non solo nel puntare a ridurre i danni alle strutture in caso di terremoto, ma anche a evitare i danni ai preziosissimi contenuti in esso ospitati''.

 

OPEN MANN ACADEMY - In occasione della presentazione del progetto “MANN in Campus/Federico II”, il Museo Archeologico annuncia anche la sua nuova tipologia di abbonamento annuale 'Open Mann Academy': la card è attivabile da tutti gli studenti iscritti a un ateneo o a una scuola di specializzazione (senza limite di età), sia online (www.museoarcheologiconapoli.it; www.openmann.it), che presso la biglietteria.

La Card ha il costo di 5 euro e consente ingressi illimitati al Museo e alle mostre per 365 giorni dal momento della attivazione (primo ingresso).

Tra le prossime mostre in programma al MANN: dal 5 dicembre, “Thalassa. Meraiglie sommerse dal Mediterraneo”, dedicata all'archeologia subacquea nel Mare nostrum e, nel 2020, “Lascaux 3.0”, “Gli Etruschi” e “I Gladiatori”.

OpenMann Academy si affianca alle carte standard Adulti, Family, Young e Corporate. Ogni 5 ingressi al Museo l'abbonato potrà ritirare un cadeau in omaggio.

Testo e immagini dall'Ufficio Comunicazione MANN e dall'Ufficio stampa Rettorato Unina