Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto di Tiepolo e Bambini

Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Tiepolo e Bambini

ANCE Venezia inaugura la nuova sala appena restaurata - 11 novembre ore 11:30

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini

Nell’ambito del 75° anniversario della sua fondazione, l’Associazione dei Costruttori Edili di Venezia ha promosso un lavoro di restauro artistico e architettonico riguardante la propria sede: lo storico Palazzo Sandi a Venezia. Il progetto ha coinvolto in particolare il salone nobile, con il soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini. Due opere complementari che arricchiscono la sede di ANCE: l’affresco “Trionfo dell’Eloquenza” di Tiepolo e il fregio incorniciato che lo circonda, “Allegoria della lascivia” o “Umanità primitiva”, di Bambini.

Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

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IL RESTAURO DEL “TRIONFO DELL’ELOQUENZA” DI GIAMBATTISTA TIEPOLO

I lavori sull’affresco del Tiepolo sono stati eseguiti dalla ditta di restauro e conservazione Lithos di Venezia.
A una prima analisi, le condizioni del “Trionfo dell’Eloquenza” erano discrete: piccole lesioni, cavillamenti, stuccature incongrue e piccoli interventi, in alcuni casi del tutto superflui, eseguiti con materiali inappropriati.
L’intervento di conservazione è partito dopo l’esecuzione di un fotopiano dell’area interessata e di un monitoraggio dell'intera superficie del dipinto mediante lampada di Wood. Questa tecnica è stata utilizzata nella fase di accertamento dello stato di degrado dell'opera e, più in particolare, nella verifica dell'esistenza e dell'estensione delle parti non originali del tessuto pittorico. I risultati del monitoraggio sono stati graficizzati mediante la mappatura delle rispondenze delle superfici al fascio di luce a ultravioletto. Durante il monitoraggio sono state scattate delle foto di dettaglio esemplificative dell'intera superficie ed è stata realizzata la mappatura delle fluorescenze.
Il restauro vero e proprio è iniziato con una
preliminare pulitura a secco dei depositi superficiali incoerenti, estesa a tutta la superficie, mediante pennellesse morbide. Successivamente si è proceduto al pre-consolidamento della pellicola pittorica nelle aree con problemi d’instabilità. A seguito di battitura manuale delle superfici sono state individuate le aree di intonaco distaccate dal supporto. Sono state quindi eseguite iniezioni di malta fluida premiscelata a basso peso specifico ed esente da sali.

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

Le stuccature ritenute incongrue, poiché degradate o realizzate con materiali non idonei, sono state in alcuni casi rimosse, in altri abbassate. L'operazione è stata effettuata dapprima con l'applicazione a pennello di acetone con giustapposizione di carta giapponese per rimuovere le ridipinture a base sintetica, seguita da impacco con acqua demineralizzata per ammorbidire l’impasto in malta. Infine, è stata effettuata la rimozione meccanica.
Dopo il parere positivo da parte della Soprintendenza, le
ridipinture individuate durante la fase di analisi sono state rimosse mediante impacchi di carbonato d'ammonio in soluzione al 10% dato a pennello con giustapposizione di carta giapponese. La superficie è stata poi sciacquata con acqua demineralizzata e spugne. Il processo è stato ripetuto sino alla completa rimozione delle ridipinture. Le stuccature precedentemente rimosse sono state integrate o nuovamente realizzate dove necessario (in corrispondenza di lesioni, lacune, etc.) con malta idonea per granulometria e cromia con i materiali originari. Infine, per garantire omogeneità di lettura delle superfici, si è proceduto all'esecuzione di reintegrazione (a velatura con acquerello) di cadute della pellicola pittorica o abrasioni e reintegrazione a tono con campitura tratteggiata o puntinata ad acquerello delle lacune e delle stuccature alterate.

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

IL RESTAURO DELL’ “UMANITÀ PRIMITIVA” DI NICOLÒ BAMBINI

Del progetto di recupero del fregio del Bambini e della sua cornice lignea, si è occupata l’architetta Federica Restiani, responsabile scientifica dell'Istituto Veneto per i Beni Culturali e direttrice dei lavori, insieme al restauratore Jean Pierre Zocca e a Monica Rovea, Annalisa Nardin e Anna Zulian.

La decorazione pittorica del salone del piano nobile di Palazzo Sandi - racconta Restiani - è stata studiata finora soprattutto per la presenza del primo affresco a soggetto profano del giovane Giambattista Tiepolo, mentre si è dedicata minore attenzione all’opera attribuita al Bambini, sia dal punto di vista stilistico che della tecnica esecutiva. Tuttavia, per comprendere pienamente le ragioni e il significato dell’intero schema decorativo, che rappresenta un unicum nel panorama della pittura veneziana del XVIII secolo, le opere dei due artisti (e le aspirazioni della committenza) non sono separabili. Il programma iconografico infatti, seppur articolato su superfici differenti, è unitario e si svolge attraverso la narrazione pittorica di due concetti opposti ma reciprocamente connessi: il soggetto principale, nel piatto centrale del soffitto, Trionfo dell’eloquenza, e in contrapposizione, immediatamente sotto, l’Umanità primitiva (o Allegoria della lascivia) confinata entro un lungo fregio dipinto a monocromo che corre ininterrotto sulle quattro pareti della stanza, ove, entro rilievi a stucco, erano incorniciate altre tre tele a corollario della narrazione allegorica. Sappiamo che i lavori di riammodernamento del palazzo furono avviati da Tomaso Sandi in concomitanza delle nozze del figlio Vettor, 1724, è quindi abbastanza ragionevole individuare nella conformazione del telaio architettonico della sala e nel programma decorativo un progetto unico e organico, fortemente legato alle aspirazioni della committenza: non potendo infatti ostentare una nobiltà di antiche origini, il padre di Vettor decide di celebrare la propria casata attraverso l’esaltazione delle virtù, saggezza ed eloquenza, associate all’esercizio della propria professione, l’avvocatura. I Sandi celebrano quindi ‘la civiltà della parola’, regolata dall’esercizio della virtù, che guida l’intelletto dell’uomo e inonda di luce l’intera sala (Tiepolo), relegando ai margini, brancolante nel buio, un mondo primitivo fatto di mostruosità, vizio e sofferenze (Bambini).”

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

La fascia decorativa monocroma contigua al soffitto si sviluppa lungo le quattro pareti del salone nobile, per una lunghezza complessiva di 33 metri lineari e per un'altezza di metri 1,50 con un totale di 50 metri quadri di superficie dipinta. Iconograficamente, il soggetto mitologico dell’Umanità primitiva raffigura l’esistenza primordiale in cui uomini primitivi ignoravano l'uso della parola, erano errabondi, senza vesti: esseri semiumani come centauri, fauni, satiri e pegasi, in lotta tra loro. In assonanza con la crudeltà dell'uomo è raffigurata la feroce lotta tra tori, leoni, unicorni, ippogrifi e altri animali. Il racconto allegorico, nello sviluppo ritmico decorativo, è sostenuto da una forte tensione e un serrato dinamismo. La campitura a tono tendenzialmente monocromo richiama le tenebre in cui visse l'umanità primitiva in contrapposizione al tema del Trionfo dell’eloquenza raffigurato sul soffitto, elevato nella luce.

Il fregio è realizzato con la tecnica del marouflage. Con questo termine, derivante dal nome della colla animale impiegata (marouflé), si indica una pittura a olio realizzata non direttamente sulla superficie architettonica ma attraverso la mediazione di una tela priva di telaio e fissata a mezzo di colla e chiodature. La procedura era già nota in Italia fin dal XV secolo, ma viene codificata con il termine marouflage soltanto tra il Seicento e il Settecento in Francia.

Il fregio versava in condizioni conservative piuttosto critiche, condizionato dalle variazioni microclimatiche del salone: è possibile supporre che per alcuni secoli l’interazione ambientale interna, del salone di Palazzo Sandi (non avendo riscaldamento per 250 anni), sia stata condizionata delle naturali variazioni stagionali in assonanza con il clima umido di Venezia. Verso la metà del secolo scorso, nell’edificio e nel salone del piano nobile sono stati installati i termosifoni, che hanno apportato un importante cambiamento nella variabilità climatica della stanza.

L’altra causa determinante di degrado è da ricercarsi nelle differenti micro-tensioni tra il supporto tessile del dipinto e la struttura lignea sul quale è ancorato. Nel susseguirsi di queste continue contrapposte tensioni sul dipinto, in diverse aree e per lunghi tratti, si sono formati strappi, lacerazioni, sollevamenti del supporto tessile, crettature dello strato preparatorio e del film pittorico e, di conseguenza, diverse cadute della pellicola pittorica. In altri punti, la tela si è distaccata dall’impalcato, probabilmente per debolezza all’origine dell’incollaggio, formando di conseguenza bolle, ondulazioni e grinze. Inoltre, l’opera – come quella del Tiepolo – è stata sottoposta negli anni a numerosi interventi strutturali non sempre ben eseguiti.

Dopo i fondamentali rilevamenti diagnostici e microclimatici e alcuni test di pulitura, si è passati al restauro vero e proprio.

Prima fase

La prima fase operativa è stata rivolta alla riadesione dei distacchi del supporto tessile, del dipinto, all’impalcato ligneo centinato di sostegno, e alla fermatura della pellicola pittorica sollevata. L’operazione di riadesione è stata condotta in modo selettivo, avanzando per settori di un metro quadro lungo ogni lato della superficie del fregio e analizzando la situazione a luce radente. I segmenti di tela staccati e sollevati, per lo più lacerati, sono stati fissati. Gli ondulamenti di tela e le bolle distribuite sulle superfici del dipinto che non presentavano problemi di stabilità del colore non sono stati trattati perché considerati deformazioni stabilizzate, storicizzate e non a rischio per la buona conservazione dell’opera. Dopo alcune prove, il miglior risultato è stato ottenuto dalla “colletta romana modificata”, denominata “colletta Doria” dal nome dell’autore che l’ha formulata. Per addensare la “colletta Doria”, dopo avere sperimentato alcuni materiali, si è preferita – seppur in percentuale esigua - la farina, che viene utilizzata in genere nella colla di pasta per la foderatura. Per conferire la tonalità conforme alla preparazione originaria del dipinto, nella miscela del collagene, sono stati aggiunti due pigmenti in uguali proporzioni: terra di Siena bruciata e terra d’ombra bruciata, sino a raggiungere una consistenza gelatinosa.

In seguito, per risanare un imminente rischio di crollo, si è reso necessario asportare alcune macerie dal tergo dell’impalcato d’angolo ed è stato effettuato lo smontaggio di alcuni segmenti di dipinto dalla struttura di sostegno.

La pulitura

I beveroni a base di colla animale, stesi sulla superficie pittorica in passato, con il tempo si erano alterati virando in un tono giallo-brunastro il colore originario e impedendo una corretta lettura dell’opera monocroma con modulazioni chiaro-scurali di bianchi, neri e grigi.

Per asportare lo strato degradante e recuperare le originarie cromie è stata impiegata una soluzione chelante a base di acido citrico e Tea. La soluzione stesa a pennello, su carta giapponese interposta alla superficie, ha permesso di solubilizzare il collante proteico e assorbirlo nella carta stessa. In seguito, mediante una spugnetta leggermente inumidita con acqua tiepida, i residui sono stati eliminati dalla superficie.

Verniciatura finale

Dopo alcune piccole ma importanti reintegrazioni pittoriche e stuccature, si è giunti alla verniciatura finale.
Prima della verniciatura a spruzzo è stato necessario proteggere tutte le superfici intorno al fregio pittorico, in modo che la nebulizzazione non danneggiasse le opere al contorno. Sia il soffitto affrescato da Tiepolo, sia la cornice dorata di contorno al dipinto sono stati ermeticamente ricoperti da leggeri teli di nylon. La verniciatura finale è stata eseguita con la mescolanza di due vernici. La miscela ottenuta ha permesso di uniformare e migliorare le caratteristiche ottiche della superficie pittorica. Mantenuta tiepida, la vernice è stata spruzzata a nebulizzazione mediante l’ausilio di pistola e compressore. Questa finitura protettiva ha creato una protezione dalle radiazioni ultraviolette, dannose per la conservazione dei colori del dipinto.

Intervento conservativo sulle cornici lignee

Le cornici dorate intorno al fregio si presentavano in pessimo stato di conservazione. Anche in questo caso, dopo le analisi di rito, si è provveduto con un intervento conservativo. Prima di iniziare, lungo le due cornici, è stata realizzata una spolveratura accurata dei consistenti depositi superficiali con pennello morbido e aspirapolvere, prestando attenzione alle parti pericolanti. Dove non è stato possibile eseguire la spolveratura, a causa dei sollevamenti instabili, si è svolto un prefissaggio localizzato delle scaglie. Questa difficile operazione è stata svolta, in modo graduale e selettivo, nel rispetto delle delicate superfici dorate e policrome. Conclusa la pulitura, è stata svolta una prima verniciatura a pennello delle superfici dorate.

In seguito, dopo alcune prove, si è proceduto alla stuccatura delle lacune, in modo graduale, portandole allo stesso livello del decoro originale. Infine, la superficie dello stucco è stata trattata con una leggera levigatura mediante carta abrasiva molto fine e rifinitura a bisturi. Alcune parti di modanature lignee perdute, lungo i bordi delle cornici, sono state ricostruite con inserti di legno adeguatamente sagomati. Dopo accurata riflessione sul metodo, è stato stabilito che, data l’estesa presenza di lacune, l’intervento di ritocco doveva creare una continuità, senza tuttavia arrivare allo stesso tono della doratura.
Le modalità di esecuzione del ritocco:

    • Integrazione pittorica a tratteggio con acquerelli, a imitazione del bolo;
    • Protezione del tratteggio con vernice stesa a pennello;
    • Stesura di un velo di cera con un panno morbido;
    • Finitura a cera per doratura a base di pigmenti metallici a imitazione dell’oro classico, lasciando intravedere il bolo rosso della lacuna, vale a dire la reintegrazione ad acquerello e lucidatura finale con panno di lana.

BREVI BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

Giambattista Tiepolo (Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770) è uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano. La sua formazione avviene a Venezia nella bottega di Gregorio Lazzarini. Nel 1719 sposa segretamente Maria Cecilia Guardi, sorella dei pittori Francesco e Giannantonio, dalla quale avrà 10 figli. A Udine, nel 1726, esegue gli affreschi per la cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo, per il Castello e per il Palazzo Patriarcale dimostrandosi inventore di straordinarie composizioni che lo porteranno a lavorare in tutta Europa: da Venezia, con Palazzo Labia e Ca’ Rezzonico, a Vicenza, dove assieme al figlio affresca Villa Valmarana ai Nani, a Milano, fino alla grande impresa della Residenza di Karl Philipp von Greiffenklau, a Würzburg con le Storie di Federico Barbarossa (1750-53). Tiepolo è anche grandissimo pittore di dipinti religiosi e realizza straordinari capolavori lungo tutto l’arco della sua carriera, dai Gesuati a Sant’Alvise alla Scuola dei Carmini, sempre a Venezia. La sua fama universale lo porta, infine, a realizzare gli affreschi di Villa Pisani a Stra (commissionatigli nel 1760) che precedono la partenza per Madrid dove Tiepolo viene chiamato da Carlo III per decorare le sale del nuovo Palazzo Reale e dove muore nel 1770.

Nicolò Bambini (Venezia, 1651 – Venezia, 1736) è stato un pittore italiano del Barocco. Compie i primi studi a Venezia come allievo di Giulio Mazzoni. Trasferitosi a Roma, diviene allievo di Carlo Maratti. Ha dipinto per la chiesa di Santo Stefano a Venezia subito dopo il suo ritorno da Roma. Ebbe due figli, anche loro pittori, Giovanni e Stefano. Tra le opere principali si ricordano Trionfo Di Venezia (1682, Palazzo Pesaro, Venezia), Ratto Delle Sabine (Musei Capitolini, Pinacoteca Capitolina, Roma), Glorificazione di Venezia e la famiglia Dolfin, (Ca’dolfin, Venezia), Adorazione Dei Magi (Chiesa Di San Zaccaria, Venezia).

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I tre QR code tramite i quali accedere alla visita virtuale delle opere:

https://www.affrescovenezia.it/Confronto/confronto.html

https://www.affrescovenezia.it/TourVR/tourVR.html

https://www.affrescovenezia.it/TourInfo/tour_auto_info.html

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Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini, due pittori, una storia

ANCE Venezia presenta il soffitto affrescato del salone del piano nobile di Palazzo Sandi a Venezia “Il trionfo dell’eloquenza” e “L’umanità primitiva”, appena restaurati.

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

12 novembre, Venezia – Si è svolta all’interno del salone del piano nobile di Palazzo Sandi, sede storica della Associazione Costruttori Edili di Venezia, la conferenza stampa di inaugurazione e presentazione del lavoro di recupero artistico-architettonico della sala e dell’affresco di Giambattista Tiepolo e del fregio di Nicolò Bambini.

Nell’ambito delle iniziative per il 75° anniversario della sua fondazione, l’Associazione dei Costruttori Edili di Venezia ha intrapreso un intervento di restauro dei gioielli della propria sede di Palazzo Sandi a Venezia. L’opera ha coinvolto in particolare il salone del piano nobile che ospita il prestigioso affresco di Giambattista Tiepolo e il fregio monocromo di Nicolò Bambini.

Per noi costruttori edili - sottolinea il Presidente Giovanni Salmistrari - incontrarci periodicamente nella sala del Consiglio e alzare gli occhi verso il soffitto costituisce da sempre una fortuna e un privilegio. Disporre di un patrimonio artistico come le due opere “Il trionfo dell’eloquenza” del Tiepolo e “L’umanità primitiva” del Bambini è altresì una responsabilità. Conservarlo e garantirne le qualità estetiche e tecniche è stato sempre il nostro impegno. Così, in occasione di un anniversario come il 75° dalla nascita di ANCE Venezia, il Consiglio ha ritenuto doveroso investire per riportare all’originale bellezza un’opera forse meno conosciuta ma egualmente preziosa come il nostro affresco. Chi da sempre ama e lavora prestando grande attenzione ai dettagli e alla qualità di opere che oltre che funzionali debbono anche rispondere a canoni estetici, non può che essere estremamente orgoglioso di riportare a nuova vita e mettere a disposizione di tutti un patrimonio come quello che custodiamo.

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

Il restauro si è svolto in due fasi. La prima dedicata al fregio che circonda l’affresco; la seconda invece al recupero dell’affresco vero e proprio con l’obiettivo di intervenire riportando l’opera alla sua qualità originaria. L’affresco, infatti è stato nel corso del tempo oggetto di diversi interventi di restauro, oggetto di teorie diverse, con tecniche e tecnologie differenti, che hanno contribuito a modificarne l’aspetto e i colori originali. L’attuale restauro invece si caratterizza proprio per voler restituire al dipinto quelle caratteristiche cromatiche, di stile proprie del Tiepolo. Questo approccio ha consentito così di riportare a vista particolari che erano stati ricoperti e cancellati. Tra questi una figurina di un personaggio in abiti settecenteschi: probabilmente il committente. Un elemento ricorrente nelle opere del Tiepolo questo di inserire nel dipinto un’immagine della persona che ha reso possibile la realizzazione dell’opera.

La storia dell’affresco è legata a quella del Palazzo che lo ospita. Nel 1724 il conte Tommaso Sandi, erede di una importante famiglia di avvocati e recenti membri del patriziato veneziano, in occasione delle nozze del figlio Vettor, commissionò proprio a Giambattista Tiepolo, un ciclo decorativo di dipinti con soggetti che dovevano celebrare le virtù della famiglia, per arredare il piano nobile della propria residenza veneziana. Oltre all’affresco, il salone ospitava infatti alcune tele – tre dello stesso Tiepolo e due di Bambini – che si ricollegavano all'affresco del soffitto.

“Queste tele - ricorda Salmistrari - sono oggi conservate nella sala della colazione dell’Hotel Hilton a Roma. Ci auguriamo che si possa un giorno ricreare la scenografia della sala completa. In ogni caso, per rendere l’idea di come si presentava il salone nella sua configurazione originaria, abbiamo elaborato una ricostruzione virtuale e interattiva, molto suggestiva, dell’insieme delle opere che abbellivano la sala.”

È abbastanza ragionevole individuare nella conformazione del telaio architettonico della sala e nel programma decorativo un progetto unico ed organico, fortemente legato alle aspirazioni della committenza: non potendo infatti ostentare una nobiltà di antiche origini, il padre di Vettor decide di celebrare la propria casata attraverso l’esaltazione delle virtù, saggezza ed eloquenza, associate all’esercizio della propria professione, l’avvocatura. I Sandi celebrano quindi ‘la civiltà della parola’, regolata dall’esercizio della virtù, che guida l’intelletto dell’uomo e inonda di luce l’intera sala (Tiepolo), relegando ai margini, brancolante nel buio, un mondo primitivo fatto di mostruosità, vizio e sofferenze (Bambini)”. Federica Restiani, Istituto Veneto per i Beni Culturali.

Palazzo Sandi Tiepolo Bambini
Palazzo Sandi a Venezia: nuova vita per il soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini

Testi e foto Foto dall'Ufficio Stampa Mi.La | Alchimie di comunicazione


mostra Tiepolo Milano Venezia Europa Gallerie d'Italia

Gallerie d'Italia a Milano: "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa"

La mostra nel capoluogo lombardo Tiepolo - Venezia, Milano, l’Europa racconta la pittura magnifica del maestro veneto fatta di luce, colore e prospettiva dagli esordi in Laguna all’affermazione internazionale

mostra Tiepolo Milano Venezia Europa Gallerie d'Italia
Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Claudia Musso

Il 28 ottobre ha avuto luogo la conferenza stampa in diretta streaming sul sito gruppo.intesasanpaolo.com la presentazione ufficiale della mostra Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa, allestita a Milano presso le Gallerie d’Italia, Piazza Scala, sede museale meneghina del Gruppo Intesa Sanpaolo, che si preannunciava già nella scorsa primavera come uno dei dieci eventi espositivi più interessanti del 2020.

L’evento è stato organizzato con la collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia ed il patrocinio del Gruppo Intesa San Paolo e curato dagli storici dell’arte Alessandro Morandotti, studioso dell’arte italiana del Sei-Settecento soprattutto dell’area lombarda e docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’università di Torino, e Fernando Mazzocca, anch’egli emerito studioso dell’arte della stessa area ma di epoca neoclassica, Ottocento e primo Novecento, già ricercatore presso la Normale di Pisa e docente di Storia della Critica d’Arte presso le università Ca’ Foscari di Venezia e Statale di Milano, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli. La mostra, aperta al pubblico dal 30 di ottobre 2020 fino al 21 marzo 2021, rappresenta il primo tributo da parte del capoluogo lombardo al grande artista veneto, da lui considerata una seconda patria, in occasione del 250° anno della sua morte.

Durante l’incontro la rassegna è stata entusiasticamente “raccontata” dalla voce coinvolgente di Morandotti, una lectio magistralis che rende omaggio alla straordinaria arte di Gian Battista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770) dai primi anni in laguna alla sua dimensione internazionale con Milano come epicentro della sua attività pittorica. La mostra rappresenta una superba occasione per ammirare settanta opere tra i suoi capolavori, provenienti da collezioni nazionali ed internazionali, e quelli di alcuni pittori a lui coevi come i veneti Antonio Pellegrini, Giovanni Battista Piazzetta, Sebastiano Ricci, il veronese Antonio Balestra e il lombardo Paolo Pagani, quindi “non solo capolavori conosciuti, ma anche opere forse poco divulgate ma comunque di altissima qualità utili per montare un racconto e far emergere autori meno noti ma ugualmente importanti della storia dell’arte” come Morandotti stesso ha affermato.

Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo, ha sottolineato nella conferenza stampa che “l’impegno del gruppo bancario assume oggi un particolare significato alla luce dei drammatici avvenimenti che stanno investendo il Paese e il mondo”, e che “nonostante la difficile situazione provocata dall’emergenza sanitaria, abbiamo deciso di aprire le Gallerie d’Italia di Milano con una grande mostra, per offrire alla cittadinanza, obbligata a ridurre i consueti spazi di vita comune, l’opportunità di ammirare capolavori d’arte, capaci, ci auguriamo, di riportare momenti di serenità e di fiducia”, e nel riferire che questa risulta essere una delle poche grandi mostre che si riescono ad allestire in Italia in questo delicato momento, sottolinea la responsabilità sociale che Intesa San Paolo percepisce nei confronti della cultura, senza il cui valore non c’è ritorno alla normalità né futuro.

mostra Tiepolo Milano Venezia Europa Gallerie d'Italia
Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Luca Rossi

L’allestimento, raffinato nella sua elegante semplicità e affidato ad un delicato colore di veronesiana memoria come l’azzurro luminoso del cielo sereno di Venezia, prevede un susseguirsi di aree tematiche utili al visitatore per comprendere meglio il percorso pittorico del maestro veneto.

mostra Tiepolo Milano Venezia Europa Gallerie d'Italia
Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Luca Rossi

La sezione iniziale è quella rappresentata dai luoghi della vita e della fortuna dell’artista, Le città di Tiepolo: Venezia, Milano e Madrid, dove la Venezia degli artisti di prima metà del Settecento, in particolare i suoi vedutisti Canaletto e Bellotto, qui in presenza dell’artista romano Antonio Joli legato alla tradizione di Gaspar van Wittel, è la più ambita in Europa.

Antonio Balestra, Accademia di nudo virile (1690 - 1695 circa), carboncino su carta bianca filigranata, 430 x 286 mm, Verona, Gabinetto Disegni e Stampe dei Musei Civici. Crediti fotografici: Verona, Museo di Castelvecchio, Archivio fotografico. Foto Umberto Tomba

Con la sala deputata alle Accademie del nudo a Venezia: la formazione di Tiepolo, si chiarisce l’importanza della corretta formazione artistica nella pratica disegnativa del nudo presso un’Accademia, illustrata da una carrellata di pregevoli studi molti dei quali eseguiti da Paolo Pagani, Giovanni Battista Piazzetta, Antonio Balestra e Tiepolo stesso, che in quella di Venezia ebbe modo di confrontarsi con artisti forestieri. Nella Serenissima, che vide rinnovata la sua società con la nobilitazione di nuove famiglie per finanziare le guerre di controllo sull’Adriatico e bisognose di un grande decoratore per autocelebrarsi, Tiepolo eseguì le sue prime opere a partire dal 1715 in un clima storico e politico particolarmente favorevole all’incremento della produzione artistica e letteraria.

Giambattista Tiepolo, Martirio di san Bartolomeo (1722), olio su tela,167 x 139 cm, Venezia, Chiesa di San Stae. Cameraphoto Arte, Venezia

Nella terza, Gli esordi di Tiepolo tra Pagani, Pellegrini e Piazzetta, troviamo alcune opere giovanili dei tre artisti poste a confronto: personaggi storici, mitologici e sacri, capolavori provenienti dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e da collezioni private dipinti da Paolo Pagani, radicato a Venezia ed inventore senza uguali di scorci e figure dinamiche ed elastiche, Antonio Pellegrini suo principale allievo che ne erediterà le caratteristiche, Giovanni Battista Piazzetta dal quale Giambattista assimilerà l’uso del chiaroscuro ma accentuandone la luminosità, e poi le due tele il Martirio di San Bartolomeo di Tiepolo e il Martirio di San Iacopo del Piazzetta, dipinte entrambe nel 1722 per la Chiesa di San Stae e che qui dialogano ancora tra loro come trecento anni fa.

Giambattista Tiepolo, Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede (1724 - 1725), olio su tela, 245 x 520 cm, Collezione Rome Cavalieri. Manusardi Srl - Studio Fotografico - Manusardi.it

Seguono poi gli elementi principali di due grandi cicli di dipinti che impreziosirono i palazzi veneziani di due famiglie: i Sandi, avvocati per i quali Tiepolo esalterà la dote oratoria con Il trionfo dell’eloquenza e l’arguzia attraverso Le storie di Ulisse come monito professionale, e gli Zenobio, usando come avvertimento per non inorgoglirsi della recente nobilitazione, l’immagine della regina orientale Zenobia che sfidò Roma provocando la propria rovina. La prima affermazione a Venezia. Storia e mitologia sulle ali della fantasia è la sezione dove le opere della prima maturità di Tiepolo raccontano la padronanza acquisita nel gestire elaborazioni a tema storico e mitologico in creative e fantasiose composizioni, elemento imprescindibile del suo successo in Europa dove venne chiamato a celebrare l’esaltazione della committenza tedesca e spagnola.

Nella sezione successiva, Venezia e Milano, un antefatto: Sebastiano Ricci, l’attenzione è monopolizzata da 4 tele di un altro grande pittore veneto, il bellunese Sebastiano Ricci (1659-1734), indiscusso precursore del Rococò in Italia e nei più importanti centri europei, da Vienna a Londra, dove contribuì a diffondere l’arte e la cultura veneta. La figura di Ricci all’interno della mostra è in duplice veste: la rivoluzione formale, tecnica, stilistica e di gusto impressa nelle sue opere, fa di lui il naturale precursore della pittura del Tiepolo che a lui guarderà dall’inizio della sua produzione come fonte di ispirazione per le invenzioni aeree, la prospettive correggesche e il caldo cromatismo veneto, ma è anche il simbolo del rapporto speciale tra Venezia e Milano perché è da questa città, dopo aver conquistato grande notorietà tra l’aristocrazia locale, che partì per consolidare la sua affermazione prima in terra veneta e poi definitivamente in Europa, proprio come accadrà allo stesso Tiepolo ed altri artisti veneti.

I primi due dipinti presenti, Apoteosi di San Sebastiano (conservato nella Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano) e Santo in Gloria (proveniente dalla Collezione Molinari Pradelli) sono da porre in relazione con gli affreschi realizzati da Ricci nella cappella-ossario della chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano (1694-1695) la sua più importante opera pubblica cittadina; inizialmente considerati bozzetti preparatori per le apoteosi dei santi realizzate sui quattro pennacchi della cupola, rappresentano invece, per le ampie aperture paesistiche e la grande accuratezza d’esecuzione, quattro modelletti di ricordo (uno risulta attualmente disperso ed un altro è conservato al Museum Of Art of Cleveland) da subito presenti nella collezione del marchese Giorgio II Clerici, antenato di colui che incaricherà Tiepolo di affrescare la galleria dell’omonimo Palazzo meneghino nel 1740. Scelta sicuramente influenzata dalla consistente presenza del Ricci nella quadreria di famiglia, apripista all’ingaggio di un altro veneto che aveva saputo trasformare egregiamente i nuovi mezzi linguistici forniti dal bellunese, come enunciato dal Derschau nel 1922, “Ricci appoggiandosi per primo alla splendida arte del Veronese, fece prevalere un nuovo ideale, quello della chiara e ricca bellezza coloristica: in ciò preparò la via a Tiepolo. […] Tiepolo ha portato i germi prodotti dal Ricci a una ricchezza e a uno splendore tali da oscurare tutto intorno a lui…”. Le altre due splendide tele ovali del pittore bellunese presenti in sala, Bacco e Arianna e Apollo e Pan alla presenza di re Mida, furono invece eseguite poco dopo per il cardinale Agostino Cusani e conservate nell’omonimo Palazzo.

Si prosegue nella sesta e centrale sezione Tiepolo a Milano: la prima tappa dell’affermazione internazionale, dedicata agli anni milanesi dell’artista, periodo in cui il Ducato di Milano, passato dalla dominazione spagnola a quella austriaca degli Asburgo, si trasformò in una capitale politicamente e culturalmente predominante nel panorama tra fine Seicento e metà Settecento: l’elevazione sociale e la nobilitazione di alcune famiglie locali si concretizzò in un breve giro di anni nella completa trasformazione degli ambienti delle dimore patrizie del capoluogo in una foga autocelebrativa quasi sempre rappresentata da affreschi raffiguranti l’apoteosi del capostipite del casato o dei suoi personaggi più significativi.

Giambattista Tiepolo, Apollo tra gli dei dell’Olimpo e altre divinità (1739 circa), olio su tela, 99,1 x 63,5 cm, Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum. Crediti fotografici: Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum

Ecco allora gli interventi in città del maestro veneto risalenti agli anni 1730-1731, 1737 e 1740 per i Casati, Dugnani e Clerici. Per Anton Giorgio Clerici, Tiepolo realizzerà nel 1740 l’affresco Il carro del sole nella Galleria degli arazzi del suo Palazzo (una diretta anticipazione, nei contenuti iconografici e nelle scelte formali, dell'impresa pittorica dell’artista assai più imponente nella sala imperiale e nello scalone del Palazzo del principe vescovo di Würzburg, uno dei vertici assoluti del rococò europeo): in mostra è presente il bozzetto preparatorio del 1739 proveniente dal Kimbell Art Museum di Fort Worth (Texas), raffigurante al centro circondato dalla luce Apollo che ascende verso il cielo tra gli dei, soggetto molto amato nel Settecento in quanto divinità civilizzatrice, alfiere dell’intelligenza e dell’ordine oltre ad alcuni schizzi a penna di dettagli compositivi dell’opera direttamente dal  Metropolitan Museum di New York.

Giambattista Tiepolo, Trionfo delle arti e delle scienze (1731 circa), olio su tela, 55,5 x 72 cm, Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga ©MNAA/DGPC/ADF, Luísa Oliveira

Il bozzetto del “Trionfo delle Arti e delle Scienze” giunto dal Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona, è invece la testimonianza dell’affresco di Palazzo Archinto distrutto dai bombardamenti nel 1943 durante la seconda guerra mondiale, il cui tema allude alla passione del committente Carlo III Archinto per il collezionismo scientifico.

Giambattista Tiepolo, Martirio di San Vittore (1737), affresco staccato e riportato su tela, 360 x 290 x 5 cm, Milano, Basilica di Sant'Ambrogio. Crediti fotografici: Foto di Luigi Parma

Nella sezione possiamo anche ammirare l’unico intervento in ambito religioso eseguito da Tiepolo a Milano: i due affreschi del 1737 staccati dalla Basilica di Sant’Ambrogio in occasione dell’intervento di recupero della pelle medioevale dell’edificio, Il martirio di San Vittore e Il Naufragio di San Satiro, provenienti dalla cappella di San Vittore e la volta della sacrestia dei monaci che illustrano eventi sacri con l’enfasi del narratore storico (l’esposizione simmetrica sulla stessa parete è di potente l’impatto visivo e ne sottolinea la magnificenza).

Giambattista Tiepolo, Naufragio di San Satiro (1737), affresco staccato e riportato su tela 360 x 290 x 5 cm, Milano, Basilica di Sant'Ambrogio. Crediti fotografici: Foto di Luigi Parma

L’affresco allegorico Trionfo della nobiltà e della virtù realizzato per il Palazzo Gallarati Scotti dalla creativa impostazione aerea riproposta in molte varianti su tela in opere successive per altri committenti qui giunte dalla Dulwich Picture Gallery di Londra e dal Museo milanese Poldi Pezzoli.

Giambattista Tiepolo, Trionfo della Nobiltà e della Virtù (1740 circa), affresco staccato, 283 x 283 cm, Collezione privata. Crediti fotografici: Giuseppe e Luciano Malcangi

Le ultime due sezioni della mostra illustrano l’attività di Giambattista Tiepolo in Europa in stretta collaborazione con i figli Giandomenico e Lorenzo e la sezione Tiepolo e la Germania ci presenta il loro trasferimento in quella terra tra il 1751 il 1753. Giandomenico cominciò a produrre disegni per le composizioni del padre impegnato nella decorazione della Residenza del principe vescovo a Würzburg, intervento qui documentato da un bozzetto proveniente dalla Staatsgalerie di Stoccarda. Dalla National Gallery di Londra proviene invece il bozzetto con il soggetto ideato con l’amico Francesco Algarotti, diplomatico, grande intellettuale e procacciatore d’arte, che presentò Giambattista come il nuovo Veronese per l’elettore di Sassonia e re di Polonia Augusto III , una variante sul tema il Banchetto di Antonio e Cleopatra ambientato in una scenografica architettura tipicamente veronesiana che decretò l’accoglienza trionfale di Tiepolo a Dresda, uno dei centri artistici europei più all’avanguardia dell’epoca.

Giambattista Tiepolo, Il banchetto di Cleopatra (1696 - 1770), olio su tela, 46,30 x 66,70 cm, Londra, The National Gallery. © The National Gallery, London. Presented by the Misses Rachel F. and Jean I. Alexander; entered the collection, 1972

L’ottava ed ultima sezione Tiepolo e i figli a Madrid, rappresenta la tappa finale della produzione pittorica e di vita dell’artista sotto la protezione di Carlo III di Borbone a Madrid (dove morì il 27 marzo del 1770). In questo periodo Tiepolo, che porterà con sé disegni e bozzetti relativi alla sua precedente produzione riutilizzandoli per decorare il palazzo reale, mostrerà una maggiore tenerezza espressiva ed una stesura più morbida nel gesto pittorico, frutto dell’intensificarsi della collaborazione soprattutto con il talentuoso Giandomenico: osserviamo l’emblematico confronto allestito per l’occasione tra il San Francesco d’Assisi riceve le stimmate  (1767-1769) del maestro, dal museo del Prado di Madrid, e Abramo e i tre angeli (1773) del figlio, proveniente dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dove la levigatezza del colore e la fredda purezza del disegno prefigura già il nuovo gusto neoclassico.

Giambattista Tiepolo, San Francesco d'Assisi riceve le stimmate (1767 - 1769), olio su tela, 278 x 153 cm, Madrid, Museo Nacional del Prado. © Museo Nacional del Prado

Con un ultimo emozionato sguardo alle opere esposte eseguite da padre e figlio sul tema delle Teste di carattere, ci accomiatiamo dall’ultima sala espositiva consapevoli di aver affrontato un viaggio fantastico, merito della inesauribile vena narrativa e dalla fantasmagorica capacità tecnica nel padroneggiare colori, luci e prospettiva di Tiepolo ma anche della capacità di chi ha messo sapientemente in scena tutto questo.

La sofisticata proiezione degli affreschi di Würzburg e del Palazzo Reale di Madrid sulla volta del primo Salone delle Gallerie d’Italia, è l’espediente escogitato per concedere al visitatore un’esperienza ancor più immersiva nella pittura teatrale e magnifica sia essa allegorica, mitologica, storica, sacra o profana di Tiepolo e con lo stesso tipo di tecnologia al termine del percorso espositivo scorrono le immagini delle opere eseguite dal maestro nel resto della Lombardia, in particolare il ciclo decorativo realizzato nel 1732 nella Cappella Colleoni a Bergamo, incentivando così il pubblico a scoprire quanto ancora dell’artista non è stato documentato in questa sede.

mostra Tiepolo Milano Venezia Europa Gallerie d'Italia
Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Luca Rossi

La mostra è ampiamente illustrata da un catalogo edito da Edizioni Gallerie d’Italia|Skira che contiene saggi dei curatori Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti, oltre a testi di Elena Lissoni, Fabrizio Magani, Andrés Ubeda e schede della scrivente e di Martina Pilone, laureande presso la facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Torino.

In occasione della mostra è stato pubblicato da Edizioni Gallerie d’Italia|Skira anche il libro per bambini In missione con… Giambattista Tiepolo, un percorso per avvicinare i bambini alla vita e all’opera del grande artista veneziano stimolandone la curiosità anche attraverso attività ludico-creative. Il volume è anche un activity book, che affianca alla parte didattica attività di collage, coloriage, disegno, scrittura, nelle quali il bambino mette alla prova, divertendosi e sperimentando, quanto ha appreso.

Purtroppo la pandemia tragicamente in corso dai primi mesi dell’anno, ne ha reso più complicata l’organizzazione sia nel reperire i dipinti ridotti numericamente rispetto a quelli previsti inizialmente poiché provenienti da collezioni o musei esteri, sia nell’allestire materialmente le sale in questi ultimi giorni di recrudescenza del virus e stabilirne le modalità di accesso (attualmente non aperta al pubblico in ottemperanza al DPCM 3/11/2020). Nonostante le innegabili difficoltà incontrate nell’organizzare un evento di questa portata, il risultato non ha certo disatteso alle aspettative, anche se il mio giudizio risulta “di parte” per la mia partecipazione in piccola misura, in quanto schedatrice di due opere del catalogo: ho potuto visitarla completamente allestita e pronta per l’apertura al pubblico e posso assicurare che si tratta di un’esperienza davvero imperdibile (purtroppo da rimandare a tempi più sicuri)!

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Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Luca Rossi

Tiepolo. Venezia, Milano,l’Europa

Milano, Gallerie d’Italia–Piazza Scala

Mostra a cura di Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti

 

Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6, Milano [email protected]
Tariffe, orari di apertura/chiusura consultabili sul sito www.gallerieditalia.com

Attualmente non aperta al pubblico in ottemperanza al DPCM 3/11/2020

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Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Foto di Claudia Musso

 

 

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Presso le Gallerie d’Italia a Milano la mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa". Apoteosi di Scipione. Foto di Claudia Musso

 


21 reperti restituiti dall'FBI all'Italia

25 - 26 Febbraio 2015
Restituiti 21 reperti dall'FBI all'Italia: tra questi vi sono una statuetta in bronzo etrusca di Eracle; un dipinto attribuito a Giambattista Tiepolo, "La Trinità in gloria appare a Papa Clemente"; un sarcofago di marmo con Arianna dormiente, di epoca romana; ceramiche del quinto secolo a. C., affreschi da Pompei.
Link: ANSA; Rai News; Il Corriere della Sera; ABC