Palazzo Barberini

Riallestimento di Palazzo Barberini: nuova immagine per la sezione seicentesca delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Riallestimento di Palazzo Barberini: nuova immagine per la sezione seicentesca delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Palazzo Barberini
Foto di Alberto Novelli

Si vestono di nuovo le Gallerie Nazionali di Arte Antica, con dieci sale dell’Ala Nord totalmente rinnovate nell’estetica e nel criterio espositivo, così come era stato effettuato in aprile per l’Ala Sud. Cinquecentocinquanta metri quadri che vengono restituiti all’area espositiva, a seguito di operazioni di rinnovamento e restauro che hanno riguardato l’architettura, l’illuminazione, la grafica e gli ausili educativi. Ciò ha consentito l’ottimizzazione del palazzo, la valorizzazione dei Barberini e della loro storia, mostrando chiaramente anche l’impatto rivoluzionario che Caravaggio apportò alla pittura italiana ed europea.

Da venerdì 13 dicembre si è così avviato un inedito percorso cronologico e geografico che procede dal tardo Cinquecento al Seicento, seguendo il progetto di allestimento ideato da Enrico Quell. Flaminia Gennari Santori, Maurizia Cicconi e Michele Di Monte hanno curato la mostra, scegliendo ottanta opere da ammirare lungo un itinerario circolare da cui osservare anche i giardini da finestre appositamente riaperte dopo tanto tempo. Un ripensamento degli spazi che congiunge gli assi visivi da un’ala all’altra dello stabile, come gli scaloni del Bernini e di Borromini.

Dalla sala iniziale sul tardo manierismo romano ed internazionale (espresso dall’arte di Pietro Francavilla, Marcello Venusti, Jacob de Backer e Joseph Heintz) alla sala sui veneti del tardo Cinquecento (racchiusi nelle produzioni di Tintoretto e nella Scuola di Tiziano col dipinto di Venere e Adone), si giunge poi alla Galleria: restaurata al fine di rivalorizzare gli affreschi di un tempo, contiene esemplari di pittura di genere, tra i quali tele inedite di Frans Francken il Giovane ed un raro “Diluvio Universale” appartenente alla Scuola di Jacopo Bassano.

Jacopo Bassano, bottega di (Bassano del Grappa 1515-Venezia 1592), Il Diluvio universale, 1580-1590. Olio su tela, 215 x 311 cm

Si procede in una sala minuta, aperta per la prima volta e contenente esclusivamente l’Altarolo portatile di Annibale Carracci, affiancata da una sala altrettanto inedita ricca di affreschi tardo cinquecenteschi e pitture di paesaggi ritraenti i Feudi Mattei per mano di Paul Bril. Ma lo spettacolo maggiore si ha nelle tre sale seguenti relative al Caravaggio: nella prima sala l’inconfondibile “Giuditta e Oloferne” è accostata ad opere di Giovanni Baglione ed Orazio Borgianni, nella seconda sala il celebre “Narciso” è affiancato da opere di Ribera e Simon Vouet, nella terza “San Francesco” meditante si affianca ad opere di Bartolomeo Manfredi e Orazio Gentileschi. Le vaste sale finali concludono la sezione con dipinti di caravaggeschi europei (Bigot, de Boulogne, Serodine, Stom) ed esponenti della scuola bolognese di pittura (Domenichino e Guercino).

Il palazzo originariamente apparteneva agli Sforza, i quali nel 1585 fecero decorare la volta del soffitto dell’attuale sala 19: pittori quali Niccolò Circigliani e Baldassarre Croce raffigurarono il patriarca Giuseppe e gli stemmi dei cardinali per indicare la protezione divina della famiglia ed i successi conseguiti. L’affresco “Carro di Apollo con le quattro stagioni” (1693 circa) dell’odierna sala 20 appartiene a Giuseppe Chiari e ritrae la nascita del giorno con Aurora alla guida del carro del sole, in riferimento al matrimonio del principe Urbano Barberini. La galleria, che adesso corrisponde alla sala 21, era riservata ad Anna Colonna Barberini: le decorazioni, fondate su un disegno di Pietro da Cortona ma realizzato dai suoi allievi, ritraggono in particolar modo le origini mitiche di Palestrina, possedimento del principe Taddeo Barberini, marito di Anna. La sala 23 era invece l’anticamera della cappella, anch’essa decorata per volere degli Sforza: aveva un quadro al centro raffigurante la natività, immagini di profeti e sibille con libri simboleggianti l’avvento del Messia.

Jacob De Backer (Anversa, 1555 ca-Anversa, 1585 ca), Cristo morto sorretto da un angelo, 1580-1585 ca. Olio su tela, 158 x 118

Del resto, tra le opere ivi esposte ve ne sono molte di carattere biblico e mitologico, in un periodo in cui le immagini di culto subivano una minuziosa attività di ermeneutica visiva che incise sulla seguente storia dell’arte. Andiamo ad analizzarne alcune. Il dipinto ad olio su tela di Jacob de Backer “Cristo Morto sorretto da un angelo” (1555-1585 circa) presenta l’immagine elegante del Cristo in una dimensione immateriale raccolto da angeli adoranti che ne incrementano l’icona di culto. “Diana e Atteone”, opera in olio su rame, copia della più nota opera di Joseph Heintz il Vecchio appartenuta all’imperatore e mecenate Rodolfo II, descrive la storia di Ovidio sulla punizione di Atteone che fu tramutato in cervo per aver violato lo spazio sacro alla dea Diana presso la fonte con le sue ninfe. Le due terrecotte di “Mosé” e “Aronne” realizzate del 1585 da Pietro de Francqueville, allievo di Giambologna, sono di chiara ispirazione michelangiolesca: il Mosè assorto fu scelto in accostamento al cardinale Agnolo Niccolini, diplomatico prima e sacerdote poi, parimenti alla figura biblica coinvolta nelle questioni sia temporali che spirituali. La raffigurazione ascetica di “Cristo portacroce” (1561) compiuta da Girolamo Muziano concentra totalmente l’attenzione sulla figura dominante di Cristo, dal volto rassegnato sotto il peso della croce. “Giuditta e Oloferne” (1540-1550) è un dipinto ad olio su tavola di Jan Massijs che ritrae l’eroina biblica in veste di ammaliatrice che inganna e decapita il generale nemico, di cui brandisce la testa con abiti trasparenti e sguardo ammiccante.

Queste sono solo alcune tra le notevoli opere raccolte nel rinnovato sito. Ulteriori progetti di riallestimento sono previsti nel 2020 per la sezione dedicata al Cinquecento e nel 2021 per le sale del piano terra, in vista di una sempre migliore offerta al visitatore, in termini di fruibilità e comprensibilità, garanzie di innalzamento qualitativo.

Palazzo Barberini
Foto di Alberto Novelli

Giorni e orari di apertura: martedì-domenica 8,30-19,00. Chiusura il 25 dicembre e il 1° gennaio.

Biglietto: intero 12 euro, ridotto 2 euro (giovani dai 18 ai 25 anni d’età), gratuito per i minorenni e categorie specifiche di docenti e studenti universitari, giornalisti, guide turistiche, portatori d’handicap e accompagnatori, insegnanti e scolaresche.


Ala sud di Palazzo Barberini

Ala sud di Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento

Ala sud di Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento

a cura di Flaminia Gennari Santori

con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte.

Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini

Ala sud di Palazzo Barberini
Gaspar Van Wittel, Roma, la passeggiata di Villa Medici, tempera su pergamena, cm 22,9x43,6.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Dal 12 aprile 2019 le Gallerie Nazionali di Arte Antica si presentano al pubblico con un nuovo allestimento delle 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini, restituite tre anni fa dal Ministero della Difesa che le aveva in gestione da più di ottant’anni.

Dopo un accurato restauro, l’Ala sud ha accolto da maggio a ottobre 2018 Eco e Narciso, la mostra prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, che metteva a confronto arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali.

Queste sale, per un totale di 750 mq di nuovo spazio espositivo, diventano definitivamente parte integrante del nuovo percorso museale con 78 opere esposte secondo un nuovo progetto allestitivo, un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie. Il tutto al fine di rendere più visibile e leggibile il percorso di visita del museo.

Si potranno vedere le opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme.

Ala sud di Palazzo Barberini Gallerie Nazionali di Arte Antica
Francesco Furini, Giuditta e Oloferne, olio su tela, cm 116 x 151.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Sarà l’occasione per scoprire o riscoprire capolavori che non si vedevano da tempo, opere recentemente restaurate e dipinti esposti raramente come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini, le monumentali tele degli Apostoli realizzate da Carlo Maratti per il cardinal Antonio Barberini, le vedute di van Wittel, appena restituite alla loro originaria, smagliante luminosità.

Ala sud di Palazzo Barberini
Carlo Maratti, San Giovanni evangelista, olio su tela, cm 223x151.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Inoltre alcune sale, in particolare quella della Pittura napoletana e quella dedicata a Pompeo Batoni, saranno oggetto di un avvicendamento semestrale di alcune opere (Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Pompeo Batoni, Pierre Subleyras) al fine di esporre più opere – da ottobre infatti saranno 82 –  senza alterare l’impianto dell'allestimento.

Pompeo Batoni, Don Abbondio Rezzonico, olio su tela, cm 297,5x196,5.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Si potrà ammirare nella sua completezza la raccolta di dipinti donata da Fabrizio e Fiammetta Lemme nel 1998: una serie notevole e coerente di 21 modelli di presentazione (i bozzetti finali che i pittori presentavano ai committenti per l'approvazione, prima dell'esecuzione materiale dell'opera vera e propria) di opere realizzate per alcune tra le più importanti imprese decorative della Roma del XVIII secolo, con opere, fra gli altri, di Giuseppe Chiari, Sebastiano Conca, Domenico Corvi e Pier Leone Ghezzi.

Le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini riacquistano così un nuovo respiro e un rinnovato equilibrio: i visitatori potranno finalmente apprezzarne le opere e gli spazi in tutta la loro ampiezza, da un capo all’altro, dallo scalone di Bernini a quello di Borromini. E questo è solo l’inizio, in attesa di ritrovare così rinnovate il prossimo autunno anche le sale dei pittori caravaggeschi.

Molte le iniziative collaterali previste: visite animate ai capolavori dell’Ala sud per bambini di 5-12 anni e famiglie, tutte le domeniche alle ore 11.30 dal 14 aprile fino al 30 giugno e il 1° maggio, stesso orario. Per info: [email protected]

Inoltre, per tre sabati, il 13, il 27 aprile e l’11 maggio, alle ore 16.30, alcune delle opere esposte saranno oggetto dell’iniziativa Museo Adagio, un progetto di slow art per vivere l’arte con lentezza, contemplazione e condivisione, per osservare i capolavori con maggiore attenzione e consapevolezza. Per info: [email protected]

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