Nuova Stazione Duomo a Napoli, tra arte e archeologia. Intervista al prof. Cascetta

Nuova Stazione Duomo a Napoli, tra arte e archeologia. Intervista al professor Ennio Cascetta

La metropolitana di Napoli, che vanta già stazioni d'arte come Toledo, definita la stazione più bella d'Europa e Università, progettata dall’artista e architetto Karim Rashid, amplia il percorso artistico con la stazione Duomo presso Piazza Nicola Amore. Infatti, la nuova fermata progettata dal rinomato architetto Massimiliano Fuksas, aprirà a breve ed è stata definita dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris "una tra le stazioni più belle al mondo".

Stazione Duomo
Stazione Duomo Linea 1 Metropolitana di Napoli. Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La sua spettacolarità consiste soprattutto nell'equilibrio tra passato e presente, tra la "Passeggiata dell'astronauta" e le scoperte archeologiche avvenute nel 2004. Difatti, al suo Interno saranno esposti il tempio dei Giochi isolimpici di età augustea (II sec. d.C.) e i numerosi reperti archeologici venuti alla luce.

Stazione Duomo
Tempio dei Giochi Isolimpici nella Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La passeggiata dei viaggiatori nella stazione, al contempo, sarà estremamente suggestiva, con un impianto d'illuminazione che varierà colore a seconda della luce naturale dall'alba al tramonto.

Interno Stazione Duomo Linea 1 Metropolitana di Napoli. Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La redazione di ClassiCult ha avuto la possibilità di porre alcune domande al Professor Ennio Cascetta, Presidente della Metropolitana di Napoli SpA, riguardo il progetto della nuova Stazione Duomo.

La nuova stazione Duomo viene definita stazione-museo, per la presenza del tempio romano per i Giochi Isolimpici di I secolo d.C., rinvenuto nel 2004. In che modo la scoperta archeologica ha influenzato il progetto della stazione?

Il ritrovamento dei reperti archeologici ha comportato una complessità notevole e dunque inevitabili ritardi nella realizzazione dell’opera che ha richiesto una notevole tecnologia e grandi competenze ingegneristiche e archeologiche. Lo scavo della stazione ha raggiunto i quaranta metri sotto il livello del mare con una complessità di lavoro dunque notevole. Allo stesso tempo gli importanti e continui ritrovamenti archeologici hanno fatto lavorare di pari passo archeologi sotto il coordinamento della sovrintendenza e imprese. Inevitabilmente abbiamo ripensato la stazione sia per la parte funzionale che architettonica e il risultato sarà davvero notevole.

Come si è raggiunto l'equilibrio tra passato e presente, in seguito alla necessità di rendere fruibile il bene archeologico?

Massimiliano e Doriana Fuksas hanno sviluppato una nuova proposta progettuale per la stazione Duomo partendo dalle prescrizioni che la Soprintendenza aveva indicato per la copertura vetrata dell’area archeologica contenente il basamento dei giochi olimpici. A livello superficiale la piazza viene riconfigurata attraverso un disegno della pavimentazione che ne evidenzia la centralità e nel contempo la copertura vetrata viene ridotta nelle dimensioni per limitare l’impatto visivo del suo volume sugli edifici che delimitano la piazza. L’area archeologica, musealizzata in un piano sottostante la piazza, nella nuova soluzione, viene messo in comunicazione, attraverso due travi-parete vetrate con il piano sottostante di ingresso alla Metro.

In questo modo la luce naturale attraverso la copertura vetrata della piazza raggiunge il mezzanino della stazione inducendo anche una suggestiva relazione con i reperti archeologi.

Stazione Duomo
Sezione Archeologica della Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

Quali sono le misure di tutela e conservazione realizzate per tale patrimonio archeologico?

C’è stato nel corso degli anni e tuttora un controllo costante della Soprintendenza e numerosi cambiamenti anche nella predisposizione degli spazi dove reinsediare in particolare il Tempio Isolimpico. La realizzazione di un’area museale ad hoc consentirà la valorizzazione, la visione e soprattutto la tutela di questi reperti.

Stazione Duomo
Dettaglio del Tempio Isolimpico nella Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

Oltre al Tempio Isolimpico sono stati rinvenuti altri numerosi reperti archeologici, il progetto comprende una loro esposizione in un percorso apposito all'interno della stazione Duomo? O in caso diverso, si sta valutando un'altra opzione per una mostra di tale materiale?

Come detto è prevista un’area museale di circa mille metri quadrati: nell’area dove è stato ritrovato il Tempio dei Giochi Isolimpici napoletani qui dai tempi dell'imperatore Augusto si sono svolte le Olimpiadi per 400 anni. In pratica i giochi si svolgevano sulla spiaggia perché la linea di costa era più arretrata rispetto ad oggi. E abbiamo ritrovato i tracciati delle piste dove gareggiavano gli atleti e numerose targhe dei vincitori delle gare, così come centinaia di reperti marmorei che si riferiscono al periodo e che andranno a far parte del museo della stazione Duomo.

La stazione nata dal progetto dell'architetto Fuksas, ricrea l'esperienza di una "passeggiata nello spazio". In che modo è stato realizzato questo suggestivo percorso artistico?

Il rivestimento della stazione è realizzato con pannelli in acciaio corten così come l’area museale. Ma le sorprese non finiscono qui, infatti dal piano di sbarco del gruppo ascensori e lungo le discenderie delle scale mobili fino alla banchina di attesa dei treni il viaggiatore sarà accompagnato in un “percorso sensoriale” scandito da una soluzione illuminotecnica che attraverso gli esagoni intagliati nei pannelli di rivestimento e retroilluminati con impianto RGB riprodurranno i colori delle diverse ore della giornata combinando dal celeste chiaro all’arancio del tramonto ed oltre dal crepuscolo alla notte. La luce quindi diventa anche un’opera artistica mantenendo così il target ormai consolidato della Metropolitana di Napoli.

Banchina della Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA
Stazione Duomo
Interno Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

metro Open House Napoli

Un giro in metro con Open House Napoli

Un giro in metro con Open House Napoli: alla scoperta delle periferie

Se vogliamo paragonare la vita a qualcosa, dobbiamo paragonarla a un volo attraverso la metropolitana lanciata a ottanta chilometri all’ora… per approdare all’altra estremità senza più una sola forcina nei capelli! Sparati ai piedi di Dio completamente nudi! Capitombolati a testa in giù sui prati di asfodeli come pacchetti avvolti in carta marrone, incanalati lungo lo scivolo di un ufficio postale! Con i capelli che volano indietro come la coda di un cavallo da corsa. 

(Virginia Woolf, Il segno sul muro, 1917)

In una città proteiforme e unica come Napoli la vita scorre veloce tra i sedimenti della sua storia millenaria; spesso scorre velocissima come una sorgente e poi, d’improvviso, si cheta, e come l’acqua del temporale te ‘nfonne e va.

Ll’acqua fragne ‘nterr’â rena/saglie, sciùlia e se ne va…, recita la Campagnata Napulitana di Ernesto Murolo ma nel 1919, quando la scrisse, non c’era ancora la metropolitana a Napoli a toglierci le forcine dai capelli, come dice la Woolf, e a spararci da un capo all’altro della città alla ricerca di una Nénna, né’.

A Napoli devono aver pensato, allora, che sottrarre la vista e il profumo del mare agli sventurati passeggeri della metro sotterranea dovesse essere in qualche modo compensato e così hanno chiamato gli artisti più creativi dell’arte contemporanea a trasformare le stazioni in scatole di emozioni, luoghi della follia di Muse. Tutti noi conosciamo quelle più celebri e riuscite come Museo, Toledo, Garibaldi, ma, se proseguiamo per i moderni cunicoli borbonici, anziché trovarci tra le domus di Pompei ed Ercolano usciamo a riveder le stelle a Piscinola, Miano o Scampia.

Proprio nelle periferie sono riposte le energie più vitali della Napoli di oggi - come peraltro avviene anche in molte altre città - e qui le azioni della rigenerazione urbana sono più forti perché più convinte e sentite dagli abitanti. Qui, Open House Napoli ci offre l’occasione, il 26 e 27 ottobre, di scoprire luoghi inediti e ricchissimi di un’energia inedita e, finalmente, emersa alla luce del sole.

metro Open House NapoliSul sito di Open House Napoli www.openhousenapoli.org sono indicati gli orari, l’accessibilità, la possibilità di portare gli amici animali, l’eventuale necessità di prenotazione, di 100 luoghi unici dove troverete oltre 400 volontari a guidarvi alla loro scoperta. Ma adesso, siamo al termine della linea 1 della metro e siamo pronti per scoprire come la rigenerazione urbana veda l’arte e l’architettura tra i protagonisti di una società che si rinnova e che, anziché degrado, produce qualità urbana; proprio come quella che scoprirete alla Stazione Metro ANM Piscinola.

Dal 2013 la stazione Piscinola della Metropolitana Linea 1 di ANM - Azienda Napoletana Mobilità è dedicata a Felice Pignataro, maestro muralista e fondatore del GRIDAS di Scampìa. FELImetrò è infatti il nome dell’intervento artistico diffuso negli spazi della stazione ed è composto da dodici grandi pannelli fotografici, dall’atrio della stazione ai corridoi, fino alle scale mobili che conducono in banchina.


A raccontare il progetto artistico e la sua fusione con l’infrastruttura e il territorio sarà presente una guida d’eccezione: la moglie di Felice, Mirella La Magna Pignataro, che racconterà dell’impegno civile e culturale dell’artista scomparso e mai dimenticato, attraverso i suoi murales e le fotografie dei momenti del carnevale del GRIDAS di Scampia riprodotti nelle gigantografie che compongono la grande installazione FELImetrò.

Qui, allora, capiamo come l’architettura della stazione sia fatta, è vero, di matericità, ma anche dell’arte di un grande maestro contemporaneo nonché dalle idee, dalle istanze civili, dalla voglia di riscatto e rinascita portata avanti dal GRIDAS e dagli abitanti del quartiere.

Il GRIDAS, gruppo risveglio dal sonno (qui il riferimento è alla frase di una delle incisioni della "Quinta del sordo" di Francisco Goya: "el sueño de la razon produce monstros"), è un’associazione culturale senza scopi di lucro fondata nel 1981 da Felice Pignataro, Mirella La Magna, Franco Vicario e altre persone riunite dall’intento comune di mettere le proprie capacità artistiche e culturali al servizio del prossimo per un risveglio delle coscienze assopite e per stimolare una partecipazione attiva alla società.

L'opera del GRIDAS si è caratterizzata, in oltre 30 anni, soprattutto con i murales realizzati da Felice Pignataro con gli altri membri del gruppo e con le scuole o i soggetti attivi che si sono rivolti all'associazione per avere un supporto "visibile" alle proprie battaglie sul territorio del napoletano e non solo. Dal 1983 organizza il Carnevale di quartiere a Scampìa con la finalità di dare un supporto creativo e culturale a tutte le realtà in lotta per il rispetto dei diritti dei più deboli (http://www.felicepignataro.org/home.php?mod=gridas).

Info visita:

Via Miano a Piscinola, 8, 80145 Napoli NA

Sabato 10:00 > 11:00

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 30
Accessibilità disabili: parziale
Bambini: si
Animali: si
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=54

metro Open House NapoliDa Piscinola a Scampia sono pochi passi e qui Open House Napoli ha organizzato un’altra visita che, gratuitamente, permette di scoprire realtà che anni addietro spaventavano e che oggi, grazie alla riqualificazione urbana in corso e grazie anche ad opere strategiche come le stazioni della metropolitana, generano la vita di Napoli, dei suoi centri e delle sue periferie. Raggiungiamo, allora, la Stazione Metro Scampìa.

Il nodo trasportistico Piscinola-Scampia è, infatti, la rappresentazione materiale del progetto di riqualificazione attivato dalla Regione Campania attraverso l’EAV - Ente Autonomo Volturno. È un modello di sviluppo territoriale delle periferie che, attraverso arte, luci, colori ed ecologia contribuisce ad attivare processi di inclusione sociale, rigenerazione urbana, innovazione culturale.


L’opera che visitiamo si compone di un nuovo edificio di collegamento tra il quartiere di Scampìa e le stazioni EAV e ANM - Azienda Napoletana Mobilità che, posto ad una quota superiore nel quartiere di Piscinola, realizza l’integrazione tra la linea su ferro e quella su gomma. Ad accompagnare i visitatori, insieme ai volontari di Open House Napoli, saranno anche i cittadini del quartiere e le associazioni del territorio, insieme ai progettisti e ai curatori artistici della stazione per una visita davvero unica.

All’esterno della stazione, all’imbocco di via Piero Gobetti sono i due straordinari murales dedicati a Pierpaolo Pasolini e Angela Davis realizzati dallo street-artist partenopeo Jorit (Jorit Agoch).

Come tutti i ritratti prodotti da Jorit, anche Pasolini e la Davis sono marchiati con strisce rosse sulle guance che, come dice lui stesso: “richiamano i rituali africani, in particolare la procedura della scarnificazione, cerimonia che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è legata al momento simbolico dell’entrata dell’individuo nella tribù”. Il volto, allora, diventa uno strumento per narrare la storia dell’umanità intera, l’espressione della nobiltà d’animo che sconfigge i soprusi della vita: “Non possiamo illuderci che l’arte cambi il mondo, che sia la soluzione ai problemi. Ma la street art è un mezzo per migliorare l’aspetto delle periferie. E per sostenerne il recupero sociale”. Osservate bene i ritratti perché, molto da vicino, potrete scorgere le cripto-scritte che l’artista ha nascosto tra i colpi di bomboletta carpendole dalle voci delle persone che passavano di lì mentre realizzava i murales…

Info visita:

Via Oliviero Zuccarini, 125, 80145 Napoli NA

Sabato 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30 | 15:30 > 16:30 | 16:30 > 17:30 |

Domenica 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30 | 15:30 > 16:30 | 16:30 > 17:30

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 20
Accessibilità disabili: si
Bambini: a partire dai 6 anni
Animali: si
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=55

metro Open House NapoliDalla stazione di Scampìa, attratti dai murales di Jorit, potremmo proseguire su via Gobetti e andare alla nuova Facoltà di Infermieristica disegnata da Vittorio Gregotti, altro pezzo forte delle scoperte di Open House Napoli, ma, visto che seguiamo il fiume carsico delle metropolitane, preferirei fare un salto al cantiere della Stazione Miano, non molto distante.

Quello della stazione di Miano è uno dei cantieri in avanzato stato realizzativo, inserito nell’ambito dei lavori per il completamento della chiusura dell’anello della linea 1 della Metropolitana di Napoli, che prevede altre tre stazioni: Secondigliano, Di Vittorio e Regina Margherita. Il completamento del progetto realizzerà un’unica linea circolare senza soluzione di continuità Piscinola-Dante-Capodichino-Piscinola, inserendo l’aeroporto nel sistema di linee urbane ed extraurbane su ferro, ed eliminando la “rottura di carico” a Piscinola tra il sistema extraurbano (Aversa-Piscinola) e il sistema urbano (linea 1 della Metropolitana di Napoli). Questo è uno dei due cantieri aperti da EAV - Ente Autonomo Volturno per Open House Napoli (l’altro è Monte Sant’Angelo), per far conoscere e toccare con mano la città in divenire.

Dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo, ma tra poco, da Miano potremo tornare alla nostra base con la metro, rivedere il mare e… ritrovare la nostra Nénna, né’.

Info visita:

Via Miano, 212, 80145 Napoli NA
Sabato 10:30 > 11:30 | 11:30 > 12:30

Durata: 60 minuti

Numero di persone per visita: 10
Accessibilità disabili: no
Bambini: a partire dai 13 anni
Animali: no
L’ingresso è su prenotazione

https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=53


METRO&THE CITY. Storie di Napoli e di Metropolitana

Una tavola rotonda con alcuni grandi architetti che hanno realizzato stazioni dell’arte ha aperto la mostra METRO&THE CITY,  inaugurata al MANN ed in programma sino al prossimo 31 dicembre. Una collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Metropolitana di Napoli e Ansaldo STS per raccontare la storia partenopea e i suoi cambiamenti, legati a quella che oggi è la più grande opera pubblica in città.

Dopo i saluti di Ennio Cascetta (Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A.), Giuseppe Gaudiello (Direttore Generale di Ansaldo STS) e Paolo Giulierini (Direttore del MANN), sono intervenuti cinque protagonisti dell’architettura mondiale che stanno lavorando a Napoli, in questi anni, alle stazioni dell’arteIvan Harbour (Rogers Stirk Harbour & Partners, Stazione Capodichino), Hans Kollhoff (Stazione Arco Mirelli), Boris Podrecca (Stazione San Pasquale), Uberto Siola (Stazione Chiaia), Joan Callìs (Miralles Tagliabue EMBT Studio, Stazione Centro Direzionale); la tavola rotonda è stata moderata dagli architetti Alessandro Castagnaro e Ugo Carughi, che hanno curato l’esposizione.

“Con questa mostra intendiamo raccontare come è cambiata la città con i grandi interventi architettonici realizzati per le stazioni della metropolitana. Innovazioni che in molti casi hanno trasformato luoghi anonimi o degradati in nuove bellezze, in altri casi la meraviglia degli interventi ci consente di lasciare ai posteri un patrimonio importante che si va ad aggiungere a ventisei secoli di storia della città che in questi anni si sono intrecciati con la metropolitana delle tre A, archeologia, arte e architettura che rendono questa infrastruttura unica al mondo”, ha commentato Ennio Cascetta.

"Raccontare, al MANN, la metropolitana di Napoli significa non soltanto rinsaldare il legame del Museo con la città, ma anche affermare che la connessione logistica ed infrastrutturale è il primo modo per condividere valori culturali e sociali. Per il MANN, inoltre, la stazione della metropolitana rappresenterà ancor di più, in futuro, uno snodo nevralgico per accedere all'Archeologico, uno spazio valorizzato dal marchio museale", ha dichiarato il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

"L’arte rappresenta una delle risorse più importanti di Napoli e dell’Italia. Queste iniziative, volte a valorizzare la conoscenza del patrimonio storico e artistico cittadino, contribuiscono vivamente ad accrescere lo status internazionale di Napoli come capitale della cultura. Ansaldo STS, per questo motivo, ha caratterizzato le stazioni della linea 6 – opera di cui è Concessionaria–, con la presenza di opere d’arte messe a sistema con i sistemi ingegneristici di trasporto all’avanguardia. Il risultato è la perfetta commistione tra arte e scienza che rende unico questo ambiente metropolitano in un ambiente urbano già intrinsecamente unico”, ha affermato Andy Barr, Amministratore delegato e General Manager di Ansaldo STS.

Le stazioni della metropolitana interessano luoghi che, pur ricchi di stratificazioni, restano legati ad un momento storico prevalente. Tale momento può essere testimoniato dall’aspetto che ancora conservano; oppure da ritrovamenti di particolare importanza che, occultati dalle successive trasformazioni, sono venuti in luce nel corso degli scavi.

Di conseguenza, è possibile riferire più stazioni a determinate aree urbane rappresentative di un preciso periodo storico, considerando la città, con le sue vicende oltre che con le sue urgenze, quale chiave di lettura della nuova infrastruttura urbana. Da qui il nome della mostra.

Così, le stazioni Garibaldi, Duomo e Università sono riferibili alla Città borghese, che trova la sua espressione più compiuta nell’intervento del Risanamento; Toledo e Municipio, ricche di stratificazioni, alla Città vicereale, ancora determinante per l’attuale impianto urbano; Chiaia, Mirelli, San Pasquale, allo sviluppo della città ad occidente; Mergellina, Lala, Viale Augusto, Piazzale Tecchio, di carattere essenzialmente urbanistico, all’ulteriore prolungamento a occidente, a cavallo di Fuorigrotta; Tribunale e PoggiorealeCentro DirezionaleCapodichino, al versante orientale; Museo e DanteMaterdei e Salvator RosaQuattro Giornate e Vanvitelli, all’espansione dell’abitato lungo le colline, partendo dal centro storico.