Preservati per migliaia di anni i tessuti di Timna

24 Febbraio 2016

Tessuto tinto di rosso e blu, ritrovato a Timna. Il tessuto utilizzava i diversi colori pelo animale per creare i colori nero e arancio-marrone per le fasce decorative. Credit: Clara Amit, courtesy of the Israel Antiquities Authority
Tessuto tinto di rosso e blu, ritrovato a Timna. Il tessuto utilizzava i diversi colori pelo animale per creare i colori nero e arancio-marrone per le fasce decorative. Credit: Clara Amit, courtesy of the Israel Antiquities Authority

Il sito di Timna, collocato nel Wadi Araba, è noto soprattutto per le miniere di rame, ed è per alcuni il luogo delle miniere di Re Salomone. Il clima arido ha permesso la conservazione fino ad oggi di materiali organici di tremila anni fa, come semi, cuoio e tessuti.
Gli scavi, condotti dal dott. Erez Ben-Yosef dell'Università di Tel Aviv, hanno permesso di ritrovare una vasta collezione di tessuti con diversi colori, disegni e provenienze. Si tratta pure della prima scoperta di tessuti dell'epoca di Davide e di Re Salomone, che getta luce sulle mode di allora e sugli Edomiti, che operavano presso queste miniere ed erano in guerra con Israele. Gli Edomiti erano responsabili della fusione del rame: i loro tessuti sono filati in maniera semplice, ma con decorazioni elaborate: adornavano gli artigiani delle fornaci. Oltre a questi artigiani, rispettati e qualificati, lavoravano qui però pure schiavi e prigionieri. Il rame, utilizzato allora per produrre strumenti e armi, era una grande fonte di potere per l'epoca, e la sua produzione richiedeva conoscenze e abilità.
I piccoli frammenti di tessuto (5x5 cm) sono molto diversificati ma possono ricordare tessuti più tardi di epoca romana. Provengono da borse, tessuti, tende, corde. I tessuti sono anche in lino (che non era prodotto localmente e veniva forse dalla Valle del Giordano o dalla parte settentrionale di Israele), ma per la maggior parte dei casi veniva impiegata la lana. I tessuti sono di alta qualità, e testimoniano come gli Edomiti dovessero essere una presenza importante nella regione. Nomade non significa "semplice".
Migliaia di semi non carbonizzati, appartenenti alle cosiddette "sette specie" bibliche, sono stati pure ritrovati: si tratta di due cereali e cinque frutti considerati unici della terra di Israele.
Link: EurekAlert! via American Friends of Tel Aviv University


Archeologia nella parte nord occidentale dell'Oman

27 Novembre 2015

Archeologi polacchi in Oman

Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Gli archeologi di Varsavia sono tornati dalla ricognizione nella parte nord-occidentale dell'Oman, nella Penisola Arabica. Si tratta dell'inizio di un programma di ricerca quadriennale nella regione nord-occidentale del paese.
Quest'anno, la missione ha condotto rilievi superficiali preliminari in quattro insediamenti e cinque siti relativi a tombe nella vallata montagnosa vicino i villaggi di Bilt e Al-Ayn. Il team di archeologi, guidati dal prof. Piotr Bieliński dall'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia, ha scoperto due siti relativi ad insediamente precedentemente ignoti.
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski

Negli anni a venire, gli archeologi programmano lo studio della necropoli dal periodo della Cultura Hafit (esordi del terzo millennio a. C.) con tombe a torre in pietra. Altro oggetto di ricerca sarà la grande struttura dal primo millennio a. C., la funzione della quale non è stata ancora determinata. Il lavoro verrà anche svolto presso il vicino sito preistorico. "I ritrovamenti di questa stagione accennano al suo essere un sito Neolitico preagricolo, si tratta di un fenomeno molto interessante nel Vicino Oriente" - ha affermato il prof. Bieliński.
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio

La micro-regione di Qumayrah, che è l'oggetto della ricerca, comprende diverse valli montagnose. Finora, non è stata studiata archeologicamente in maniera esauriente. Secondo il prof. Piotr Bieliński, l'area ha attratto l'interesse degli scienziati a causa delle risorse di rame sfruttate per migliaia di anni - la più importante ricchezza naturale dell'Oman. Le rotte commerciali correvano attraverso le valli montagnose in tempi antichi e medievali, connettendo l'interno con il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman. Gli abitanti utilizzavano queste rotte per trasportare sia blocchi di rame fuso, sia prodotti finiti come armi, utensili e ornamenti verso la costa dell'Oman. Erano esportati principalmente verso la Mesopotamia, dove sono stati ritrovati, tra l'altro, nelle tombe dei Re Sumeri (Terzo Millennio a. C.).
Il progetto di ricerca nella regione di Qumayrah è frutto di una cooperazione tra il Dipartimento di Scavi e Studi Archeologici, il Ministro del Patrimonio Culturale e della Cultura, il Sultanato dell'Oman e il Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell'Università di Varsavia. La ricognizione di quest'anno precede la ricerca sul campo programmata per gli anni 2016-2018.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.