Torna l'OpenMANN fest a Napoli

Non sarà la prima volta che il Giardino delle Fontane del Museo, illuminato di sera, si riempirà di note ed allegria: eppure nel concerto “DivertissMANN” (in calendario  sabato 21 settembre alle 21) ad esibirsi come musicisti e cantanti saranno proprio  i dipendenti dell’Archeologico.
L’evento è inserito non a caso nelle Giornate Europee del Patrimonio dedicate, per il 2019, al tema “Un due tre… Arte! Cultura e Intrattenimento”: per due giorni (21/22 settembre), musei ed istituti culturali proporranno al pubblico non soltanto iniziative e visite speciali, ma anche un’apertura serale straordinaria (sabato 21, dalle 20 alle 23) al prezzo simbolico di 1 euro, eccetto le gratuità previste dalla legge.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli entrerà nella rete sinergica degli European Heritage Days, estendendo l’arco temporale delle iniziative in programmada giovedì 19, festività di san Gennaro, a domenica 22 settembre, cittadini e turisti saranno invitati a partecipare alle attività del MANN, tra collezioni permanenti, esposizioni temporanee ed iniziative speciali pensate per diversi tipi di pubblico.
Trait d’union dei quattro giorni sarà l’OpenMANN Fest: soltanto presso la biglietteria del Museo sarà possibile, infatti, sottoscrivere la card annuale a prezzi promo (15 euro per adulti, 10 per giovani tra 18 e 25 anni, 30 per famiglie composte da due adulti over 25). L’abbonamento OpenMANN permetterà accessi illimitati all’Archeologico, per 365 giorni a partire dalla data di prima attivazione.

E' con grande entusiasmo che invitiamo cittadini e turisti alla nostra OpenMann Fest  d'autunno.  La inauguriamo in una giornata cara a tutti napoletani, il 19 settembre, San Gennaro, santo patrono della città, che festeggeremo con l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 e tante sorprese.  Per quattro giorni, fino a domenica 22 settembre, sarà possibile acquistare abbonamenti annuali a prezzo promozionale, ci saranno due aperture serali e tante attività.  Una stagione entusiasmante ci attende, la inizieremo immergendoci  nella archeologia marina con Thalassa, passeggeremo nelle grotte preistoriche di Lascaux, riscopriremo gli Etruschi, ed e' già partito il conto alla rovescia per la grande  mostra Gladiatori . Ma non solo.  Siamo al lavoro per una programmazione interculturale e attenta ai temi dell'attualità  a partire dall'ambiente. Dal 10 ottobre allestiremo una mostra sul cambiamento climatico con National Geographic. Vi aspettiamo tutti  nel vostro Museo, da vivere ogni giorno, con orgoglio e spirito di comunità", commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.

 

Si partirà giovedì 19 settembre: dalle 9 alle 19.30 (ultima possibilità di ingresso alle 19), al MANN il ticket sarà gratuito nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo (la collezione Magna Grecia non sarà visitabile): ogni mille visitatori sarà offerta in dono una card OpenMANN.
Sempre a San Gennaro, dalle 20 alle 23 (la biglietteria chiuderà alle 22), nuova apertura speciale per i giovedì sera (repliche il 26 settembre ed il 3 ottobre) con biglietto a 2 euro: visitabili collezioni permanenti (inclusa Magna Grecia) ed esposizioni in programma (“MANN on the moon”, “Vola alta, parola. Trent’anni di Colophonarte”, “Paideia. Giovani e sport nell’antichità”, “Orogenesi” di J. Cerquiera Leite e “Sotto mentite spoglie” di Luciano e Marco Pedicini). Possibile degustare, nel Giardino delle Fontane, gli aperitivi proposti dal MANNCaffé (le consumazioni non saranno comprese nel ticket di ingresso).

 

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (#GEP2019), sabato 21 settembre (ore 18, sala conferenze), presentazione del libro “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” (Marlin Editore) di Alessandro Luciano; dalle 19, nel Giardino delle Fontane, aperitivi del MANNcaffé, in attesa del concerto “DivertissMANN” (ore 21).
Domenica 22 settembre, alle 11, laboratorio “Archeology for kids: racconti di stelle” per bambini e ragazzi tra 8 e 12 anni: l’evento, organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e la Biblioteca Nazionale di Napoli, è realizzato nell’ambito del progetto “La Giraffa” a cura della prof. Alessandra Pagliano.

Il pubblico sarà invitato a condividere immagini e ricordi delle giornate trascorse al MANN, utilizzando gli hashtag #museitaliani  #EHDs  #GEP2019  #UnduetreArte.


Operazione Antiques Carabinieri TPC

Carabinieri TPC: con l'Operazione "Antiques" beni sequestrati per un valore di € 1.500.000

ESECUZIONE DI PROVVEDIMENTO DI ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

Operazione “ANTIQUES”

La mattina del 26 luglio, al termine di una complessa attività d’indagine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore dott. Giovanni Bombardieri, in Reggio Calabria, Napoli, Brescia, Catania, Torre del Greco (NA), Arzano (NA), Melito di Napoli (NA), Sant’Antonio Abate (NA), Ischia (NA), Castrezzato (BS), Isola del Liri (FR), Grana (AT), i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza, coadiuvati da quelli del Reparto Operativo TPC di Roma, dei Nuclei TPC di Napoli, Roma, Bari, Perugia, Firenze, Monza, Torino, della Sezione TPC di Siracusa e dell’Arma territoriale hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale Ordinario di Reggio Calabria e a 20 decreti di perquisizione, emessi dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di opere d’arte, quali dipinti, sculture in bronzo e marmo, oggetti chiesastici, provento di furto in territorio nazionale ed alla loro esportazione illecita, per la successiva commercializzazione in ambito internazionale.

I suddetti provvedimenti scaturiscono dall’esito di un’indagine, convenzionalmente denominata “ANTIQUES”, svolta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza supportati dai militari del Nucleo TPC di Napoli e coordinata dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e dai Sostituti dott. Giovanni CALAMITA e dott. Alessandro MOFFA.

Le investigazioni, avviate nel novembre del 2015 a seguito di un controllo ad esercizio commerciale d’antiquariato di Reggio Calabria e corroborate anche da attività tecniche e di riscontro mediante l’utilizzo della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, hanno consentito di:

  • acquisire numerosi elementi investigativi di colpevolezza nei confronti dei componenti di un pericoloso sodalizio criminale, con base a Napoli e provincia e con ramificazioni nel bresciano, dedito alla ricettazione di beni antiquariali trafugati sul territorio nazionale e commercializzati anche tramite antiquari calabresi compiacenti ovvero esportati illecitamente per essere venduti presso fiere di settore in Francia, come Avignone e Montpellier;

  • recuperare diverse opere trafugate, alcune di rilevante importanza, nonché un ingente quantitativo di oggetti d’antiquariato esportati in territorio francese, senza la prescritta autorizzazione dei competenti organi del MiBAC.

Nello specifico venivano recuperati beni di rilevanza storico artistica, provento di furto ai danni di abitazioni private del territorio nazionale, tra i quali emerge, per importanza, un dipinto, olio su tela, del ‘700, raffigurante “Madonna con Bambino”, di Scuola Napoletana, trafugato nel 2014 da un palazzo nobiliare di Arcevia (AN) (visibile nel video), nonché di sequestrare, al valico di Ventimiglia (IM), al confine con la Francia, centinaia di beni antiquariali, costituiti prevalentemente da elementi di arredo antico e di pregio, quali sculture in marmo e bronzo, consolle, dipinti su tavola e su tela, suppellettili antichi in argento, ceramica e porcellana, trasportati a mezzo di furgoni presi a noleggio per l’occasione dagli appartenenti al sodalizio criminale (visibili nel video).

Il valore economico di tutti i beni sequestrati è stato stimato in circa 1.500.0000 Euro.

Cosenza, 26 luglio 2019

Operazione Antiques Carabinieri TPC

Video e testo per l'Operazione Antiques forniti dalla Sala Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Giulierini riconfermato a Napoli e il MANN sempre più da record

Una riconferma che già era nell’aria per il direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini. L’annuncio è arrivato in occasione dell’Annual Report 2018 del MANN e alla presenza del Direttore Generale Musei del MIBAC Antonio Lampis. Il dott. Lampis, durante la conferenza stampa, ha annunciato l'avvio del procedimento amministrativo di conferma alla guida del MANN per il Direttore Paolo Giulierini nel quadriennio 2019-2023: secondo il DG Musei, infatti, "Paolo Giulierini  si è dimostrato al top della perfomance sia sul piano annuale che quadriennale e ciò giustifica pienamente la sua riconferma".

Il 2018 è stato un anno record per il Museo napoletano, in cui si sono viste applicate tutte le buone norme per una eccellente politica di valorizzazione e di perfetta adesione agli standard qualitativi e quantitativi stabiliti dalla rete del Sistema Museale Nazionale.

I musei statali italiani offrono alla Nazione un impatto importantissimo del PIL, sostengono il benessere dei visitatori e sono l’istituzione culturale che più contribuisce allo sviluppo culturale della Nazione, fine primario dell’articolo 9 della Costituzione. Non tutti i cittadini ne sono consapevoli e non abbastanza i media, per tale ragione l’obbligo etico di raccontare annualmente quanto si è fatto, con quali risorse e con quali prospettive. Si tratta di un dialogo con cittadini e appassionati fondamentale e totalmente nel respiro del tempo attuale. Nei musei avrà sempre meno valore la conta dei biglietti e sempre di più la conta delle relazioni. Un report annuale di grande qualità come il presente, è parte fondamentale del sistema di relazione di un museo eccellente. La definizione di un apparato programmatico, declinato in un Piano strategico e nei singoli Report annuali, non soltanto è premessa per promuovere la nuova competitività turistica internazionale di ciascun Istituto inserito nella rete, ma è anche un primo e concreto passo verso la condivisione e non sottovalutazione del Patrimonio tra i cittadini europei”, ha dichiarato il Direttore Generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, intervenuto alla presentazione dell’Annual Report 2018.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=tGyZuUW_FQE

 

Il 2018 e i primi sei mesi del 2019, con la grande mostra su Canova, sono stati un periodo molto intenso, ricco di eventi e attività che hanno contribuito a consolidare l’immagine del MANN, sempre più percepito come un istituto altamente dinamico, in grado di sviluppare una politica culturale al servizio dei visitatori in forte crescita e un rapporto sempre più solido con la propria comunità. Entro il 2022 vogliamo un MANN  totalmente accessibile, in grado di valorizzare al meglio le proprie collezioni permanenti, anche quelle da anni confinate nei suoi preziosi depositi. Ad un MANN ‘museo che cresce’  ma anche museo  ‘che viaggia’ abbiamo voluto dedicare questa edizione del Report, che racconta,  con splendide  immagini ‘dietro le quinte’,  la vita e i percorsi dei nostri capolavori,  straordinari ambasciatori  nel mondo della cultura italiana”, ha commentato Paolo Giulierini, Direttore dell’Archeologico.

“Il Rapporto Annuale 2018 del MANN consolida e conferma un percorso di trasparenza iniziato dal Museo qualche anno fa, con la presentazione del Piano Strategico 2016-2019. Questa modalità di comunicazione, ampiamente diffusa a livello internazionale, risulta in Italia ancora troppo poco sviluppata; sarebbe invece importante – a partire dai musei autonomi – che essa diventi una prassi condivisa, in modo da rendere possibili valutazioni e confronti tra i diversi istituti, basate su dati di fatto e non su semplici sensazioni. Questo Rapporto, ancora più ricco che in passato (oltre 380 pagine), restituisce un quadro di attività articolato e consente al lettore di ripercorrere le tante attività svolte dal Mann nel corso dello scorso anno, anche in relazione a quanto previsto dal Piano Strategico. Uno strumento indispensabile, dunque, tanto per la comunità di residenti e per quella scientifica, quanto per lo stesso personale del Museo”, ha sottolineato il prof. Ludovico Solima.

Ecco i numeri del MANN:

Oltre 613mila ingressi (+16% rispetto al 2017), 23 mostre organizzate al MANN e 53 esposizioni realizzate in Italia ed all’estero con 1.450 reperti dell’Archeologico, 23.000 presenze per il FestivalMANN, 1.100 bambini coinvolti in laboratori didattici gratuiti, quattro tipologie di abbonamento annuale “OpenMann” (adulti, young, family e corporate), prima card di fidelizzazione per un Istituto autonomo.

Questi sono solo alcuni dei tanti successi raggiunti dal team di Giulierini e che proiettano il futuro del Museo in un Olimpo sempre più glorioso. Questa è la conferma di un museo che cresce e si arricchisce di esperienze che vanno oltre il territorio napoletano ma che trovano sempre un pubblico fedele pronto ad accogliere ogni evento fuori target “archeologico”, come spesso è stato rimproverato al direttore ma che non mancherà, certamente, di portare la grande archeologia a Napoli già a partire da ottobre con la seconda parte della mostra sugli Etruschi già organizzata a Pompei. Ottimo risultato anche per l’aspetto comunicazione e l' apertura sempre più social verso il grande pubblico del web: 250mila visite al portale in Italia e nel mondo, 33mila like sulla pagina Facebook ufficiale e 36mila followers su Instagram).

Significativi anche i risultati della campagna di abbonamento “OpenMANN”: dal 1° dicembre 2018 al 30 giugno 2019, sono state 5.253 le card vendute, in biglietteria e con i canali online, per tutte le tipologie previste in commercio.

Rosanna Cappelli, Direttore Generale “Arte, Mostre e Musei” del gruppo editoriale Electa che pubblicato l’Annual Report 2018  ha affermato: “Electa ha interagito con la direzione del MANN per interpretarne, nelle forme più coerenti, il progetto culturale. Sono stati messi a punto strumenti, soluzioni, interventi di elevato profilo che riflettessero le scelte di politica culturale e di valorizzazione delle collezioni proprie del Museo,  sui fronti della ricerca  scientifica (attraverso editoria, organizzazione di mostre e riallestimenti espositivi) e del ruolo sociale dell’istituzione (con proposte di comunicazione in linea con un dialogo sempre più inclusivo con i visitatori)”.

Un museo quindi che vedrà lavorare duramente ancora per quattro anni Paolo Giulierini, il cui mandato sarebbe scaduto ad ottobre 2019, e che vede il prestigioso Museo Archeologico di Napoli sempre più accessibile e user friendly, capace di coinvolgere il pubblico più variegato e di emozionare i visitatori ancora con splendide mostre.


Il Parco Archeologico di Ercolano tra i luoghi più visitati dagli atleti delle Universiadi

Non solo sport: il Comitato Organizzatore della 30^ Summer Universiade propone ad atleti e delegati un vasto programma culturale alla scoperta della cultura e delle meraviglie di Napoli e della Campania. Dalla musica alle mostre, e ancora, scavi archeologici, teatro e workshop, gli appuntamenti si terranno in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio durante tutta la durata della manifestazione sportiva.

Fisu ad Ercolano

Il 5 luglio il Parco Archeologico di Ercolano ospita una folta delegazione di responsabili FISU e atleti che potranno visitare le bellezze del sito. Il percorso toccherà le principali domus e monumenti soffermandosi sulle terme Centrali e la Palestra.

Il Parco archeologico di Ercolano – dichiara il direttore Francesco Sirano - è luogo elettivo grazie alla presenza dell’antica Palestra sede delle associazioni degli iuvenes futuri cittadini di Herculaneum e luogo dove si svolgevano allenamenti e gare. La palestra era  dotata di un portico di larghezza doppia rispetto al normale per le corse al coperto, di grandiose sale di rappresentanza e di  culto e di una splendida piscina a forma di croce che aveva al centro una fontana in bronzo raffigurante l’Idra di Lerna, una delle più importanti fatiche di Ercole.  Questo straordinario monumento testimonia di quanta attenzione nel mondo antico venisse dedicata alla pratica sportiva quale momento fondamentale dell’educazione delle giovani generazioni. Sono davvero soddisfatto della scelta di visitare Ercolano e di ricevere una delegazione tanto numerosa di partecipanti a questo evento mondiale, a dimostrazione dell’interesse per i luoghi d’arte che in tal modo hanno ulteriore possibilità di diventare testimonianza di cultura antica ma anche di sana gestione e buona valorizzazione”.​


Conferita la laurea honoris causa in archeologia ad Alberto Angela

Preparazione, carisma e fascino. Alberto Angela continua a ricevere riconoscimenti non solo per le sue trasmissioni di successo ma anche da prestigiose istituzioni universitarie che lo premiano per il rigore scientifico con cui conduce i suoi programmi culturali. E la prestigiosa laurea magistrale honoris causa in Archeologia non poteva non arrivare da Napoli, una delle città del cuore e dall’Università Suor Orsola Benincasa perché “la missione di Angela è sempre stata quella di rendere presente e ‘nostro’ il passato, perché l’archeologia non è un magazzino di materiali, ma è un metodo a tutto campo, un radar permanente, che intercetta storie e senso”.

Alberto Angela con la Commissione di Laurea

“Un appassionato studioso e raffinato narratore del nostro passato, rievocatore di voci e anime appartenuti ai grandi tesori della nostra antichità” come lo definisce il Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro, nell’introduzione della solenne cerimonia ospitata dalla Sala degli Angeli, uno dei gioielli del patrimonio storico e artistico della cittadella monastica di Suor Orsola e dei suoi oltre cinque secoli di storia e di storie. Queste le motivazioni che hanno indotto l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, primo Ateneo italiano ad avviare un percorso formativo sulla conservazione e la valorizzazione dei beni culturali a rilasciare il prestigioso titolo al Dott.Angela.

“Il nostro Ateneo, impegnato, tra i suoi molti settori di elezione, proprio nei beni culturali e nella comunicazione - evidenzia d’Alessandro - ha voluto riconoscere al conduttore di trasmissioni televisive, costruite su una rigorosa ricognizione e indagine documentale, così come allo scrittore di rilevanti monografie dedicate alle civiltà antiche, il merito di aver apportato un importante contributo scientifico e pedagogico attraverso un sapiente lavoro di interconnessione tra la conoscenza e i nuovi metodi della sua trasmissione”.

Alberto Angela con Antonio De Simone

E dal canto suo non si può non riconoscere il forte legame che proprio il presentatore ha con la città di Napoli che più volte è stata protagonista sulle reti nazionali con il suo ricco museo archeologico o con i siti vesuviani appassionatamente raccontati in notturna. E a ricordare il lavoro di Alberto Angela è proprio un caro amico e maestro, l’archeologo Antonio De Simone che lavora con lui da ben 25 anni nella realizzazione di testi dall’alto contenuto scientifico. “La lezione del rigore scientifico con cui Alberto Angela lavora ai suoi prodotti televisivi divulgativi cogliendo esattamente l’essenza gnoseologica della valorizzazione dei beni culturali: conoscere e far conoscere, prendendo per mano qualsiasi tipo di pubblico e portandolo in viaggio negli abissi della storia e quindi della coscienza, perché un cammino nella storia è in sostanza un cammino all’interno dell’uomo e della sua stessa natura”.

La firma di Alberto Angela nel libro delle Lauree honoris causa

In una sala gremita e tra gli applausi fragorosi di docenti e studenti, Angela ha poi tenuto una lectio di ringraziamento dove ha raccontato la sua esperienza sia da studioso che da presentatore, sancendo ancora una volta e in maniera indissolubile il suo forte legame e non solo natio con il nostro Bel Paese, luogo straordinariamente ricco di storia e di cultura e perché no, proprio il più bello del mondo non per retorica ma per evidenze storiche e certificazioni UNESCO.  Un paese che dopo la laurea avrebbe potuto lasciare per raccogliere numerose offerte di lavoro che arrivavano dagli Stati Uniti, racconta Angela, ma che ha scelto “di non abbandonare perché ha troppi tesori da raccontare”. Un racconto dell’antico che guarda, però, sempre al futuro, spiega Angela, perché crede davvero che “il futuro trovi le sue radici e i suoi stimoli nel passato, nell’identità culturale dei popoli”. E allora la scelta che lo ha reso famoso, quella della divulgazione al grande pubblico della televisione, “è stata la scelta dell’amplificatore più ampio possibile per raccontare la storia del nostro Paese che solo attraverso la conoscenza può essere più unito e più forte per le importanti sfide da vincere per il futuro”.


Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)

Per le Universiadi il MANN inaugura la mostra "Paideia"

Il MANN scende in campo per le Universiadi e lo fa inaugurando una nuova mostra dal titolo “Paideia. Giovani e sport nell'antichità",  che aprirà i battenti a breve  anche con lo spettacolo "Patrizio VS Oliva" che ripercorrerà la biografia dell'Ambassador della manifestazione internazionale, il campione olimpionico e mondiale di pugilato Patrizio Oliva.

In programma dal 1° luglio - vernissage alle 17 - sino al 4 novembre prossimo nella Sala dei Tirannicidi saranno presentati al pubblico venticinque reperti, provenienti, in particolare, dai ricchissimi depositi del Museo e non esposti da oltre vent’anni, insieme ad alcune opere del Getty Museum di Los Angeles.

Tra i reperti in mostra ci saranno anfore panatenaiche che nell’Antica Grecia erano il premio dei vincitori nelle gare e contenevano preziosi unguenti, vasi con raffigurazioni di discipline sportive, affreschi provenienti dalle città vesuviane con rappresentazioni di lotte o corse con i carri, sculture di atleti e iscrizioni provenienti dall’antica Neapolis. All’interno del Museo, inoltre, grazie alla presenza di cartelloni speciali, sarà possibile approfondire alcune tematiche relative al mondo dello sport nell’antichità.

Statua di Diadumeno di Napoli Antica (I sec. d.C.)

L’atleta, rappresentato come un kouros giovane e nel fiore della sua vigoria mentale e fisica, aveva un ruolo molto importante nella società e varie sono le raffigurazioni e le discipline che l’arte ci ha restituito per questo genere figurativo. Tra le discipline più praticate sappiamo che ci sono la lotta e il pugilato e non mancano alcune competizioni tipiche della Napoli antica come la corsa con le fiaccole. Inoltre anche le donne potevano essere atlete ma per lo più gareggiavano nell’ambito di cerimonie religiose ed in santuari dedicati alle divinità femminili.

Benvenuta Universiade! Il Museo Archeologico Nazionale si appresta a vivere da protagonista un evento indimenticabile per Napoli e per l'Italia-  dichiara il direttore del MANN, Paolo Giulierini-  Negli ultimi mesi abbiamo  lavorato  in grande sinergia  con l'organizzazione di Napoli 2019- Summer Universiade e con la Regione Campania e oggi siamo orgogliosi ed emozionati: custodiremo la fiaccola, qui nel cuore della città che fu dei giochi Isolimpici, dove da sempre lo sport fa parte della vita. E apriremo le nostre porte ai giovani atleti  di 170 paesi, certi che si sentiranno a casa. In omaggio ai valori dell'Universiade abbiamo pensato a 'Paideia', una mostra preziosa, con reperti 'invisibili' da tempo, dai vasi figurati ai mosaici,  e prestiti importanti.  Ma come è noto sono tante le testimonianze  dello sport nell'antichità nelle nostre collezioni che a luglio si arricchiranno con la 'Magna Grecia'. Vi aspettiamo, il mondo è invitato”.

Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)
Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)

Momento simbolico del gemellaggio con la grande manifestazione sportiva internazionale, sarà il passaggio al MANN della Torcia dell’Universiade: la Torcia, icona di pace, unione e fratellanza, giungerà al Museo Archeologico Nazionale nella serata di martedì 2 luglio, per “dormire” (è questo il termine utilizzato, quasi per indicare la personificazione ed il valore affettivo della fiaccola) al MANN dopo un lungo viaggio nella penisola, le cui tappe emblematiche sono state la partenza torinese e la benedizione in piazza San Pietro da parte di Papa Francesco.

Infine, per vivere a pieno il legame tra sport e cultura, visitando le collezioni museali e l’esposizione “Paideia”, dal 1° al 20 luglio il Museo Archeologico Nazionale di Napoli garantirà ingresso gratuito agli accreditati (delegati, atleti, giornalisti) e volontari Universiade; i possessori di un ticket della manifestazione avranno accesso al MANN ad un costo simbolico di 2 euro.


Geronimo Stilton e il sito UNESCO "Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata"

​​Al via le iniziative rivolte ai più piccoli nei siti archeologici vesuviani
Geronimo Stilton

GERONIMO STILTON

presenta

la guida e le mappe per ragazzi

del SITO UNESCO 829

“AREE ARCHEOLOGICHE DI POMPEI,

ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA”

                                                

 Giovedì 13 giugno ore 10,30

Teatro Piccolo degli scavi di Pompei

Ingresso Piazza Esedra

A un anno di distanza dalla sua prima visita  e dopo un intenso lavoro al fianco degli alunni di 12 istituti comprensivi di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Trecase e Napoli, torna agli scavi di Pompei Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, per presentare le nuove mappe e la guida del sito Unesco 829 “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, dedicate ai più piccoli e ai ragazzi.

Giovedì 13 giugno presso il Teatro Piccolo degli scavi di Pompei sarà presentato il risultato finale delle attività.

Interverranno:

-        Il Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo

-        il prof. Massimo Osanna assieme al Direttore del Grande Progetto Pompei, Generale  Mauro Cipolletta;

-        il Direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano;

-        Laura Acampora del Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali -  Servizio I, Ufficio Unesco del Mibac;

-        Elena Pagliuca dell'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco;

-        Rachele Geraci di Atlantyca​, Responsabile eventi culturali e relazioni con le Istituzioni;

-         e, naturalmente, Geronimo Stilton, protagonista e autore della serie editoriale pubblicata in Italia da Edizioni Piemme e in altre 49 lingue nel mondo e dei cartoni animati in onda su RAI,  qui presente in pelliccia e baffi assieme agli alunni e professori delle classi partecipanti al progetto.

Le mappe saranno in distribuzione presso gli ingressi dei tre siti, assieme alla guida che sarà distribuita in questa prima fase gratuitamente.

L’ingresso all’evento di presentazione è aperto ai visitatori, fino ad esaurimento posti (max. 150).

 

Geronimo Stilton è stato  testimonial d’eccezione del progetto educativo  “Itinerario didattico formativo tra i siti di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Napoli” rivolto ai giovani cittadini del sito UNESCO, finanziato con i fondi della L. 77/2006 (legge per “misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “Lista del patrimonio mondiale” posti sottola la tutela dell’UNESCO).  Il progetto -  svoltosi in collaborazione con l'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco - ha avuto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la sensibilità dei più giovani nei confronti del patrimonio culturale mondiale, anche attraverso l’osservazione delle tecniche di conservazione e valorizzazione.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Atlantyca Entertainment, l’azienda milanese che gestisce i diritti editoriali internazionali, di animazione e di licensing del personaggio Geronimo Stilton.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
via Viale Villa Regina - 80041 Boscoreale (Napoli)

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc

archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia

Archeologia sommersa: tutte le storie che il mare ha da raccontare

Chi non ha mai sentito parlare dei Bronzi di Riace e della loro fortuita scoperta? Tutti hanno bene in mente il loro fisico statuario e le immagini della loro straordinaria perfezione. Ma è un dato di fatto: se non si fossero adagiati sul fondale per millenni, è quasi certo che non sarebbero giunti a noi; pratiche di spoglio e riutilizzo, soprattutto di statue bronzee, è ampiamente diffuso e documentato durante l'antichità basti pensare a quanti pochi originali bronzei greci e romani ci siano pervenuti. Ebbene, questo è il motivo per cui è importantissima l'archeologia subacquea: nonostante possa distruggere e modificare, l'acqua è anche un prezioso scrigno e conserva gelosamente per millenni grandissimi ed importantissimi tesori e storie, la maggior parte di esse testimoni dell'ingegno e del coraggio dei nostri predecessori che, affidandosi puramente ai segni naturali e a pochi accorgimenti empirici, solcavano i mari armati di moltissimo coraggio.

archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia
Strutture sommerse del Porto Giulio. Parco archeologico sommerso di Baia. Foto di Ruthven, CC0

Perchè non illudiamoci, ogni relitto ritrovato che per noi è un grande momento di giubilo dato che "congela" i dati presenti a bordo della nave, parla di una tragedia; dietro di esso si celano marosi, tempeste, urti e momenti in cui la morte era spesso accanto ai naviganti, ma anche momenti in cui venivano messi a rischio mesi di processo produttivo, perchè ciò che spinge l'uomo per mare, sin dal Neolitico, è proprio il commercio.

Alcuni dei più antichi sono infatti i relitti risalenti all'età del Bronzo, età in cui l'uomo si accingeva a conquistare con la scrittura capacità di mettere per iscritto i propri pensieri, eppure già si spingeva in rotte kilometriche in tutto il Mediterraneo. Uno di questi è il relitto fenicio di Uluburun, ritrovato in Turchia, del XIV a.C. e, per essere più precisi, mentre era in vita la regina egizia Nefertiti, visto che tra il vasto carico di anfore, rame, avorii e ori era presente anche uno scarabeo in oro recante il suo nome. Un altro risalente a questo periodo è il relitto del XIII a.C. di Capo Gelidonya.

Modello in legno del relitto di Uluburun. Foto di Martin Bahmann, CC BY-SA 3.0

Tanti altri e tanto diversi sono stati i relitti individuati nel corso degli anni in tutto il Mediterraneo: dal "cimitero di navi" del Grand Conglouè, vicino Marsiglia dove un'insidiosa prominenza rocciosa sommersa ha causato l'affondamento di due navi nello stesso punto a un millennio di distanza l'una dall'altra; la prima è di età classica e la seconda di età ellenistica. Ma è bene citare anche le straordinarie e gigantesche navi di committenza imperiale situate sui fondali del Lago di Nemi, probabilmente templi-galleggianti con ponti mosaicati, edicole in marmi coperte da laterizi recante bollo di Caligola, accessori in bronzo e ogni tipo di opulenza e ricchezza purtroppo andate in fumo a causa dell'incendio causato dai Nazisti in ritirata durante l'avanzata Alleata. Come dimenticare poi il relitto di Mahdia, i due tardoantichi di Yassi Ada e quelli che hanno restituito fortunatamente tanti bronzi: Antikythera che ci ha restituito un fantastico strumento meccanico del III a.C che gli antichi naviganti utilizzavano per calcolare il sorgere del Sole, le fasi lunari, i giorni e i mesi e addirittura i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, oltre ad una serie di straordinari bronzi classici ed ellenistici quali il famoso Efebo di Anticitera e la testa di filosofo.

L'Efebo di Anticitera. Foto di Ricardo André Frantz, CC BY-SA 3.0

Da questo punto di vista, noi non siamo da meno: nel 1992 a Punta del Serrone, Brindisi, Puglia, furono ritrovati una moltitudine di bronzi, successivamente attribuiti a diverse epoche storiche, tutte opportunamente "mutilate" per un più facile trasporto in Italia per essere probabilmente rifuse e riutilizzate, oppure ricomposte per adornare una delle tante villae di equites o di senatori romani.

Non solo relitti, ma anche intere città sommerse principalmente a causa di sommovimenti sismici ma anche per la naturale vita dei fiumi. Alcune di queste sono Baia e Porto in Italia, la zona del porto di Alessandria d'Egitto e così via.

Avviene anche il contrario, ovvero zone un tempo sommerse che ora non lo sono più, eppure conservano tracce di un passato da fondale marino: Marsiglia, in pieno centro custodiva una serie di relitti così come Napoli, Ravenna che era una città lagunare e anche relitti di Pisa che, quando era una potenza marina, aveva il suo porto sull'Arno, che però a causa dei detriti ha mutato via via il suo percorso.

Questi studi importantissimi sono stati condotti da una serie di personalità straordinarie: dal padre dell'archeologia subacquea, l'americano George Bass che in un solo mese consegue il brevetto per immergersi e portare il metodo stratigrafico anche sott'acqua, al francese inventore del rivoluzionario respiratore a membrana e pioniere della moderna immersione, Jean-Jacques Cousteau all'italianissimo Nino Lamboglia, archeologo subacqueo incapace di nuotare ma che ha spinto l'Italia, ahimè solo in quegli anni, a primeggiare assieme alla Francia in materia di Archeologia Subacquea.

La storia della disciplina continua fino ai giorni nostri, al compianto professor Tusa, Soprintendente del Mare dell'unica regione che possiede tale carica, la Sicilia, molto attenta a tutelare e salvaguardare ogni tipo di testimonianza umana proveniente dal mare. L'unica che ha messo in pratica una seria politica di salvaguardia e attenzione al patrimonio umano sommerso, che come abbiamo visto può riservare dei veri e propri tesori scientifici che, se valorizzati, possono anche trasformarsi non solo in oneri ma anche in guadagni economici tramite il turismo e la divulgazione.

A tal proposito, segnaliamo che il 24 maggio alle ore 11, presso il castello di Baia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, con allestimento e curatela realizzati da Teichos: si tratta dell'anteprima della più ampia mostra "Thalassa" che si terrà a Settembre, e ricorderà Sebastiano Tusa, che costituì la Soprintendenza del Mare. È il testamento di un grande professore e un grande studioso ed è un evento che sicuramente renderà giustizia a tutte le storie che il mare ha prima celato e poi raccontato, ma anche di quelle che ancora il mare ha ancora da raccontare.


Campi Flegrei eruzione di Masseria del Monte dei Campi Flegrei

Individuata la terza misteriosa grande eruzione dei Campi Flegrei

Individuata la terza misteriosa grande eruzione dei Campi Flegrei

Campi Flegrei eruzione di Masseria del Monte dei Campi Flegrei
La caldera dei Campi Flegrei vista da nord con la citta di Napoli e il Vesuvio sullo sfondo (immagine da Google Earth)

Attribuita ai Campi Flegrei l’origine di una misteriosa grande eruzione che 29mila anni fa ha ricoperto di ceneri l’area del Mediterraneo centrale. A svelarlo, uno studio condotto da Cnr, Ingv, università britanniche di Oxford, Durham, St Andrews, Cnrs francese e Università di California. Il lavoro è stato pubblicato su Geology

È stata la misteriosa grande eruzione di Masseria del Monte dei Campi Flegrei, sconosciuta fino a oggi, a ricoprire di ceneri 29.000 anni fa l’area del Mediterraneo centrale. A individuarne l’origine, un team internazionale di ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igag), dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle Università britanniche di Oxford, Durham e St Andrews, del Cnrs francese e dell’Università di California. Il lavoro Evidence for a large magnitude eruption from Campi Flegrei caldera (Italy) at 29 ka è stato pubblicato su Geilogy.

“Il materiale vulcanico”, spiega Biagio Giaccio, ricercatore del Cnr-Igag, “proiettato nell’alta atmosfera durante le grandi eruzioni esplosive può raggiungere grandi distanze dal vulcano e, ricadendo al suolo, formare sottili coltri di ceneri che ricoprono enormi superfici, fino a milioni di km quadrati”. Sin dagli anni ’70 un livello di ceneri datato a circa 29.000 anni fa è stato ritrovato nei sedimenti lacustri e marini di un’ampia area del Mediterraneo centrale, fornendo la prova indiretta di una grande eruzione avvenuta nella regione. Nonostante questa considerevole evidenza regionale e la sua relativa giovane età, nessuna prova geologica di un simile evento era stata fino a oggi mai trovata nelle aree vulcaniche mediterranee.

“Attraverso indagini stratigrafiche, geochimiche e datazione di rocce vulcaniche dei Campi Flegrei, rinvenute nella periferia settentrionale di Napoli, è stato possibile identificarne l’origine dell’eruzione che distribuì le sue ceneri nell’area”, prosegue Roberto Isaia, ricercatore dell’Ingv-Osservatorio Vesuviano. “Inoltre, attraverso un’elaborazione al computer dei dati di dispersione delle ceneri, eseguita da Antonio Costa, ricercatore dell’Ingv-Bologna, è stato possibile ottenere un modello simulato dell’eruzione di Masseria del Monte dei Campi Flegrei e la stima della sua magnitudo”. Questi dati indicano che la magnitudo (M) dell’eruzione di Masseria del Monte fu 6.6, quindi molto simile a quella della più recente grande eruzione del Tufo Giallo Napoletano (circa 14mila anni fa, M=6.8) i cui depositi formano uno spesso banco di tufo nel sottosuolo della città di Napoli, cavato e utilizzato fin dall’età classica come pietra da costruzione.

“Quella del Tufo Giallo Napoletano”, continua Giaccio, “è la seconda più grande eruzione della storia eruttiva dei Campi Flegrei, inferiore solo all’enorme eruzione dell’Ignimbrite Campana di circa 40mila anni fa che ricoprì la Campania di una spessa coltre di tufo, e le cui ceneri sottili raggiunsero anche la Pianura Russa, a migliaia di km di distanza”. Con l’identificazione dell’eruzione di Masseria del Monte, si aggiunge quindi un terzo evento di grande magnitudo nella storia vulcanica flegrea, che dimezza il tempo di ricorrenza medio delle grandi eruzioni di questo vulcano.

“Questo studio mette in evidenza come, nonostante la lunga storia di ricerca condotta nei Campi Flegrei, le testimonianze geologiche di questo vulcano possano essere frammentarie, difficili da cogliere e non pienamente rappresentative della storia e intensità degli eventi del passato. Da qui l’importanza di un approccio multidisciplinare, che usa e integra dati da archivi sedimentari distali e delle aree vulcaniche, nonché modelli di dispersione delle ceneri, ai fini di una più dettagliata ricostruzione della storia e stima delle magnitudo e stili eruttivi, e quindi della pericolosità, di uno dei vulcani più produttivi dell’Europa”, concludono i due ricercatori.

 

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Testo e immagine dal Consiglio Nazionale delle Ricerche