Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Inaugurazione della mostra "L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia"

Inaugurazione della mostra "L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia"

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale, la mostra "L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia", in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un reparto specializzato dell’Arma istituito per contrastare i crimini a danno al nostro patrimonio storico artistico.

L’esposizione, allestita nella Palazzina Gregoriana e curata dal Prof. Francesco Buranelli, raccoglie alcuni dei più significativi beni culturali recuperati dal Comando dei Carabinieri in mezzo secolo di attività investigativa, unitamente a opere restituite al patrimonio artistico nazionale grazie all’azione messa in atto di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali.

Erano presenti all'inaugurazione il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Fabrizio Parrulli.

Giorni di apertura:

dal 5 maggio al 14 luglio 2019 nei giorni di martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica. Orario: dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso ore 15.00).

Giorni di chiusura:

- lunedì e giovedì. La mostra sarà chiusa anche dal 31 maggio al 2 giugno 2019.

L'accesso alla mostra non comprende la visita al Palazzo del Quirinale ed è gratuita, previa prenotazione obbligatoria al costo di € 1,50.

Occorre prenotarsi con le seguenti modalità: on line sul sito http://palazzo.quirinale.it, tramite Call Center, tel. 06 39.96.75.57, o presso l'Infopoint, salita di Montecavallo 15.

Roma, 03/05/2019

Testo dall'Ufficio Stampa Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

 

Ulteriori informazioni sulla mostra dal sito del Palazzo del Quirinale - Presidenza della Repubblica qui.

50ESIMO ANNIVERSARIO COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
Mibac, profondo sentimento di gratitudine per il loro lavoro

Oggi (ieri 3 maggio, n.d.r.) il Comado Carabinieri Tutela Patrimonio culturale festeggia il 50° anniversario della sua nascita con la mostra dal titolo L’Arte di Salvare l’Arte. Frammenti di storia d’Italia, allestita nella sede del Palazzo del Quirinale.
In questo mezzo secolo i carabinieri del comando TPC hanno salvato migliaia di opere che altrimenti sarebbero state sottratte al patrimonio dello Stato: oltre ottocentomila beni recuperati, più di un milione di reperti archeologici sequestrati e provenienti da scavi clandestini, circa un milione di opere false sequestrate e oltre sedicimila reperti rubati in Italia e restituiti dall’estero. Il Ministero per i beni e le attività culturali, guidato dal Ministro Alberto Bonisoli,  non può che essere profondamente grato al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e a tutti i carabinieri per questi importanti risultati conseguiti.
La mostra rende omaggio all’impegno, alla passione e al sacrificio di donne e uomini che quotidianamente difendono la memoria dell’identità del nostro Paese da qualsiasi rischio ed emergenza, come criminalità nazionale e internazionale, calamità naturali e conflitti armati. L’esposizione contribuirà a sensibilizzare maggiormente la coscienza culturale sul tema della tutela del patrimonio artistico: una responsabilità che riguarda tutte le componenti della società, dai cittadini ai singoli visitatori.
Roma, 3 maggio 2019
Ufficio Stampa Mibac

 

Documentazione (pdf):

Attività Operativa 2018, Introduzione del Prof. Buranelli, Presentazione del Generale Nistri,
Presentazione del Ministro Bonisoli, Progetto della mostra L'arte di salvare l'arte, Storie investigative.

 

Come da MiBAC, redattore Renzo De Simone

Foto del MiBAC.


Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Importanti recuperi archeologici del Comando Carabinieri TPC

Tre operazioni diverse del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che hanno portato ad un risultato brillante e prezioso: il recupero del nostro patrimonio artistico e archeologico perennemente oggetto di criminali senza scrupoli.

La prima operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, ha fruttato il recupero di due importantissimi capitelli romanici, già provento di furto perpetrato ai danni della cripta di S. Giovanni in Leopardis in Borgorose (RI). Il lavoro del Nucleo TPC ha permesso così il ritrovamento dei due preziosi manufatti tramite il costante monitoraggio che viene effettuato nel settore antiquario e grazie ai capillari controlli amministrativi su tutto il territorio nazionale.

Nel caso specifico, un controllo presso un antiquario umbro ha consentito di localizzare i preziosi capitelli decorati con motivi fitomorfi (foglie di acanto stilizzate con elementi stellari), zoomorfi ed antropomorfi, che sono gli unici superstiti di quanto rimasto intatto di un importante complesso monastico benedettino del Cicolano, menzionato, per la prima volta nella Bolla papale di Anastasio IV del 21 gennaio 1153.

Nel 1981 la cripta fu restaurata dal Comune di Borgorose, ma pochi anni dopo, nel dicembre 1984, subì un gravissimo ed irreparabile danno: ignoti, approfittando del pubblico disinteresse, spezzarono cinque colonne che sostenevano altrettanti capitelli, rubandoli e provocando così il crollo di parte delle volte e la rovina dell’intera struttura architettonica.

Il recente recupero alimenta la speranza di poter ricostruire, anche solo virtualmente, l’intero complesso monumentale, riconsegnando alla pubblica fruibilità di quel territorio, recentemente provato dagli eventi sismici, questi significativi frammenti di storia ed architettura che erano stati barbaramente aggrediti.

La seconda indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, scaturisce da uno specifico servizio di controllo presso un’importante fiera internazionale di antiquariato di Firenze, allorché personale del Reparto Operativo del Comando Carabinieri T.P.C. ha riscontrato che, presso uno stand, tra i vari beni esposti, vi era una scultura in marmo del XVIII Sec. raffigurante una testa di Giove. L’opera è risultata essere quella asportata in data 18.06.2013 presso il complesso monumentale Villa Albani Torlonia di Roma. Le indagini, condotte esaminando i singoli passaggi e la documentazione a corredo dell’opera, hanno consentito di risalire al ricettatore, personaggio già noto ai Carabinieri per fatti analoghi.

La terza operazione, ma non per importanza, si è sviluppata a partire dal 2011, a seguito di attività d’indagine in ambito internazionale, tesa a contrastare il traffico illecito di beni numismatici di provenienza italiana, in particolare attraverso il monitoraggio delle aste di settore. In quell’occasione erano stati individuate persone dedite alla commercializzazione di monete di natura archeologica, soprattutto verso gli U.S.A. e la Svizzera.  L’analisi dei tabulati telefonici di uno dei due soggetti confermava l’ipotesi investigativa, poiché venivano accertati diversi collegamenti con pregiudicati per reati specifici, localizzati in Sicilia.

Lo sviluppo dell’attività investigativa, denominata “Principato”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e dal Ministero Pubblico di Lugano, si concretizzava con la perquisizione delle cassette di sicurezza intestate ad uno degli indagati, presso le sedi della UBS di Chiasso e Zurigo. Le operazioni consentivano di rinvenire materiale numismatico e beni di diversa tipologia ed epoca, in particolare: reperti archeologici di epoca compresa tra il IV Sec. a.C. ed il VI Sec. d.C., monete romane e magnogreche, medaglie, nonché monili in bronzo. Recentemente, a conclusione dell’indagine, militari della Sezione Archeologia del Reparto Operativo, hanno proceduto al rimpatrio ed alla confisca dei beni risultati di sicura provenienza illecita dall’Italia, ovvero: 345 monete romane e magnogreche, 2 fibule in bronzo, 44 medaglie, 1 timbro in bronzo. Il valore dei reperti rimpatriati ammonta a circa cinquecentomila euro.


opere trafugate USA Alberto Bonisoli

Cooperazione Italia-USA su opere trafugate, tornano 3 manufatti di epoca greca

COOPERAZIONE ITALIA-USA SU OPERE TRAFUGATE, TORNANO IN ITALIA 3 MANUFATTI DI EPOCA GRECA

Un piccolo vaso per oli e unguenti, una brocca da vino e una terrina per i cibi, sono questi i tre reperti di epoca greca, trafugati dall’Italia, rintracciati e recuperati grazie alla collaborazione tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e l’FBI, che sono stati restituiti oggi a Washington nelle mani del Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli.
Ad aprile del 2017 i tre manufatti erano stati inseriti in un elenco di oggetti che erano destinati alla vendita in una casa d’aste di New York. Grazie alle indagini portate avanti dai militari dell’Arma e grazie alla collaborazione con il Federal Bureau of Investigation, è stato possibile recuperare questi preziosi oggetti che erano stati immessi nel mercato da due noti trafficanti italiani.
Con questa cerimonia di riconsegna, avvenuta presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington, sono stati celebrati gli oltre 15 anni di collaborazione tra Italia e Usa nel contrasto al traffico illegale di reperti trafugati.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il catalogo “Saving Art Preserving Heritage” e sono stati esposti altri 16 oggetti recuperati grazie alla cooperazione tra i Carabinieri e l’FBI.
«Considero esemplari i risultati conseguiti grazie a questa collaborazione - ha dichiarato il Ministro Bonisoli - e sono fermamente convinto della necessità di proseguire il cammino di cooperazione avviato oltre quindici anni fa tra Italia e Stati Uniti che, oltre all’attività di contrasto al mercato dei beni trafugati, ha offerto svariate opportunità per la ricerca accademica e una più ampia fruizione dell’immenso patrimonio italiano, anche attraverso il prestito delle nostre opere d’arte ad alcuni dei più grandi musei americani. Ringrazio per l'ottimo lavoro i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi che hanno permesso il ritorno in Italia di pezzi importanti della nostra storia.
In questa occasione voglio annunciarvi che, nelle prossime settimane, sarà presentato, in Consiglio dei ministri, un disegno di legge di iniziativa governativa, in collaborazione con il ministero degli Esteri, quello della Giustizia e il dicastero che rappresento, per la ratifica della convenzione di Nicosia sui reati contro il patrimonio culturale. In particolare sarà prevista una riforma organica dei reati specifici, con un inasprimento sensibile delle pene applicate. I beni culturali sono una parte fondamentale della nostra identità. Ciò nonostante, noi contiamo anche sulla comunità internazionale affinchè ci aiuti a proteggerli e preservarli per le future generazioni. È un nostro comune impegno»
«Non deve sorprendere che l'Italia, un paese con un impareggiabile patrimonio culturale, abbia posto la conservazione del patrimonio culturale tra le priorità della sua agenda sia a livello nazionale che internazionale – ha detto l’Ambasciatore Varricchio -. I successi ottenuti in questo campo non si basano solo sulla determinazione del Governo italiano, ma anche sull’efficace cooperazione che abbiamo con i nostri partner e amici in tutto il mondo e in particolare con gli Stati Uniti. Questa sera celebriamo il nostro patrimonio, la nostra cultura e la straordinaria cooperazione che il mio Paese ha stabilito con gli Stati Uniti d'America.»
«L’evento di oggi, la presentazione della pubblicazione, l’esposizione dei beni che sono stati restituiti nel tempo al nostro Paese e quelli che oggi ci sono stati riconsegnati – ha dichiarato il comandante del Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, Fabrizio Parrulli –, rappresentano motivo di orgoglio e soddisfazione per chi come i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e le Agenzie Federali statunitensi, tra le quali in particolare il Department of Homeland Security – Immigration and Customs Enforcement nonché il Federal Bureau of Investigation, lavora per affermare la cultura della restituzione: un impegno che Stati Uniti d’America e Italia, da anni, attuano reciprocamente e diffondono affinché si realizzi, sempre più, quel circuito virtuoso di sensibilità e consapevolezza che è alla base di ogni efficace azione di prevenzione e repressione del traffico illecito di beni culturali»
Roma, 31 ottobre 2018
Ufficio Stampa MiBAC

Come da MiBAC, redattore Renzo De Simone


Lastra in marmo con combattimento di gladiatori torna in Italia

Capena (Roma): I Carabinieri del Comando TPC rimpatriano dall’Olanda un’importante lastra in marmo raffigurante un combattimento tra gladiatori provento di scavo clandestino nell’area archeologica di Lucus Feroniae.

Dopo oltre 10 anni dall’attività investigativa che aveva portato al recupero di dodici lastre costituenti un importante mausoleo funerario oggetto di scavi clandestini condotti a Fiano Romano, viene recuperata a cura del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale un’altra lastra marmorea facente parte del medesimo complesso.

Nel noto sito archeologico di “Lucus Feroniae” a Capena, nel 2006 durante lavori edili, una ditta per il movimento della terra aveva rinvenuto un importante mausoleo romano. I titolari della ditta, guardandosi bene dall’avvertire le competenti autorità, si erano impossessati di numerose lastre con bassorilievi costituenti il monumento e, dopo aver contattato alcuni ricettatori, erano riusciti a piazzare sul mercato clandestino alcune lastre. Venuti a conoscenza del ritrovamento, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, avevano iniziato le proprie indagini e avevano identificato, congiuntamente a personale della Guardia di Finanza, i responsabili del reato. In quell’occasione venivano pertanto sequestrate 12 lastre pertinenti il mausoleo, in procinto di essere cedute a ricettatori operanti in campo internazionale. Lo scavo del sito archeologico, compiuto successivamente dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale, consentiva di portare alla luce il basamento del Mausoleo da cui proveniva il materiale sequestrato, evidenziando la notevolissima importanza scientifica e archeologica del ritrovamento. Ben consci che una parte delle lastre saccheggiate potevano essere state messe in commercio prima del loro intervento, i Carabinieri hanno continuato a monitorare il mercato specialistico.

In effetti nel 2016, il Comando TPC veniva a conoscenza dell’esistenza di una lastra pertinente il Mausoleo di Lucus Feroniae in vendita sul mercato estero. Un collezionista londinese infatti, dopo aver acquistato sul mercato internazionale una lastra marmorea scolpita, spinto anche dalla consapevolezza dei continui controlli svolti dai Carabinieri TPC sulle aste e sul mercato dell’arte in generale, aveva contattato i militari, manifestando la possibilità di restituirla al nostro Paese. Si era infatti reso conto dell’importanza archeologica del bene e della probabile provenienza illecita dall’Italia. La foto della lastra, preventivamente inviata agli investigatori, non lasciava spazio ad alcun dubbio. Grazie alla comparazione fotografica con le altre lastre ritrovate nel 2006 e già ricollocate nell’area archeologica di Lucus Feroniae, veniva accertato che il reperto andava a completare perfettamente le figure dei tre personaggi rappresentati (Allegato 1). Il collezionista, grazie ad una paziente e collaudata attività “diplomatica” svolta dai Carabinieri, decideva di riconsegnare spontaneamente l’opera presso un deposito in Olanda.

Il 22 settembre p.v., alle ore 16.30, presso l’Antiquarium di “Lucus Feroniae”, nel Comune di Capena (Roma) in Via Tiberina al Km 18.500, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno restituito alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma l’importante bassorilievo in marmo, raffigurante una lotta tra gladiatori.

Alla manifestazione erano presenti anche i Sindaci dei Comuni di Capena e di Fiano Romano.

Roma, 21 settembre 2018

Testo e comunicato da Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Amon è soddisfatto: sarà rimpatriato un bassorilievo trafugato da Karnak

Il dio Amon è soddisfatto e stavolta in senso letterale.

Cartiglio col nome di Amenhotep, "Amon è contento". Da Wikipedia

Il Ministero delle Antichità, che tra gli altri suoi compiti ha quello di recuperare i reperti trafugati, esportati e venduti illegalmente fuori dall'Egitto, ha reso noto di aver recuperato un bassorilievo con il cartiglio del faraone Amenhotep I, noto anche come Amenofi I (XVIII Dinastia).

Statua di Amenhotep I come Osiride, dal British Museum. Foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), CC BY-SA 4.0

Il Sovrintendente Generale del Ministero Shabaan Abdel Gawad ha dichiarato al giornale Ahram Online che il bassorilievo in questione fu notato per la prima volta da un archeologo qualche mese fa, quando, come spesso accade, fu messo all'asta a Londra pronto per essere venduto al miglior offerente.

La Cappella Bianca di Senusret I presso l'Open Air Museum. Foto di Markh, CC BY-SA 3.0

A quanto pare l'archeologo capì subito che si trattava dello stesso bassorilievo che fu rubato nel 1988 dall'Open Air Museum, il museo a cielo aperto presso il complesso templare di Karnak, a Luxor. Fece subito rapporto al Ministero delle Antichità egiziano che intraprese tutte le azioni legali e diplomatiche del caso per fermare la vendita di questo reperto e riportarlo sano e salvo in Egitto, nel luogo in cui appartiene.

Attualmente il bassorilievo si trova presso l'ambasciata egiziana a Londra e verrà riportato in Egitto nei prossimi giorni.

La Grande Sala Ipostila a Karnak, foto di Kurohito,
CC BY-SA 3.0

Cerveteri: mostra "Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti"

Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo

e l’Etruria meridionale

 

Dall’Egeo al Tirreno

Capolavori ritrovati di contesti perduti

Inaugurazione della mostra

Venerdì 21 settembre 2018, ore 18.00

Cerveteri, Palazzo Ruspoli

Il recupero dei beni trafugati è tanto più importante quando aggiunge un tassello alla ricostruzione della nostra Storia. In questo senso la mostra “Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti” che inaugura al pubblico a Cerveteri nel Palazzo Ruspoli, il 21 settembre alle ore 18.00, assume rilevanza in quanto presenta al pubblico un significativo gruppo di opere recentemente riacquisite al Patrimonio italiano. Lo scavo clandestino e i traffici illeciti spezzano irrimediabilmente la trama che lega gli oggetti alle società del passato e alle comunità del presente. Solo nei casi più fortunati è possibile riannodare alcuni di quei fili. In quest’ottica ogni reperto conserva la propria voce e contribuisce alla narrazione storica solo se inserito nel proprio contesto di appartenenza. In rari casi, alcuni dei materiali rubati, dopo il recupero, possono ancora raccontare almeno una minima parte della loro storia e aiutarci a immaginare il mondo dal quale provengono.

È questo il caso dei vasi recentemente riacquisiti al patrimonio italiano e esposti nella mostra, che appartengono a due importanti classi di materiali databili tra il VII ed il V sec. a.C. originarie dell’Egeo, ma destinate ad alimentare il lusso delle élites tirreniche e ad esibirne la ricchezza e il potere.

Informazioni e prenotazioni: 06.99552876; [email protected];

www.sabap-rm-met.beniculturali.it

Testo da Ufficio Promozione Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale

 

 

 


Unite4Heritage: proseguono attività addestramento delle forze di polizia dei Paesi a rischio

I Carabinieri della Task Force “Unite4Heritage” (“Caschi Blu della Cultura”), del Comando Tutela Patrimonio Culturale, impiegati nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve/Prima Parthica”, proseguono nelle attività di addestramento delle forze di polizia dei Paesi a rischio

In particolare a:
- Baghdad si è concluso da pochi giorni il III Corso Tutela Patrimonio Culturale per il personale appartenente al «Tourism and Antiquities Security Directorate» del Ministero degli Interni iracheno nonché per funzionari impiegati presso l’«Iraqi State Board of Antiquities and Heritage» del Ministero della Cultura e delle Antichità;
- Erbil si è concluso oggi il I Corso Tutela Patrimonio Culturale per le forze di polizia e per esperti in beni culturali della regione curda.
Continua con successo l’attività della Task Force Carabinieri “Unite4Heritage” (“Caschi Blu della Cultura”) nell’ambito delle attività di cooperazione multilaterale e bilaterale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC). I corsi di addestramento in “Cultural Heritage Protection”, impartiti dal 2016 a Baghdad, vedono ora impegnati i Carabinieri anche con una nuova sessione addestrativa a Erbil.
Dall’1 al 13 luglio u.s., è stato svolto a Baghdad il III Corso “Cultural Heritage Protection” a favore di 23 unità appartenenti al «Tourism and Antiquities Security Directorate» del Ministero degli Interni iracheno, impegnati in attività di intelligence ed investigazioni nello speciale settore, nonché a funzionari impiegati presso l’«Iraqi State Board of Antiquities and Heritage» del Ministero della Cultura e delle Antichità. Questo intervento segue un’ulteriore attività formativa che ha visto la partecipazione dei “Caschi Blu” italiani del TPC: il workshop “Archaeological sites at risk: conservation and management Archaeological topography”, organizzato dall’«Iraq Italian Institute of Archaeological Sciences»,  tenutosi a Baghdad dal 23 al 27 aprile scorso.
Oggi, invece, a Erbil, si è concluso, con la cerimonia di consegna dei diplomi, il I Corso “Cultural Heritage Protection”, organizzato a favore delle forze di polizia curde, di esperti in beni culturali e di accademici locali. Sono state formate 28 unità, sviluppando, attraverso la condivisione della quasi cinquantennale esperienza del TPC nell’affrontare le minacce al patrimonio culturale e nel contrastarne il traffico illecito, peculiari competenze nella difesa dello straordinario patrimonio culturale di quell’antichissima regione.
Durante il corso, l’esperienza diretta dei “Caschi Blu della Cultura”, tuttora impiegati nelle aree del centro Italia colpite dai recenti eventi sismici, ha costituito un esempio concreto per delineare le difficoltà incontrate e le relative soluzioni nella tutela del patrimonio culturale in situazioni emergenziali in cui è stato possibile far rilevare la convergenza tra la protezione e la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di emergenze naturali e le precauzioni e procedure da adottare nei periodi del pre e post conflict e nelle situazioni d’emergenza prodotte dall’uomo.
L’attuale impegno del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in Iraq rientra tra le attività propedeutiche al progetto, in corso di finalizzazione con l’UNESCO e con il Governo iracheno, che prevede l’invio in quel Teatro Operativo, di esperti della Task Force italiana “Unite4Heritage”, al fine di supportare quelle Autorità a prevenire il saccheggio dei siti archeologici e il conseguente traffico di beni culturali, anche grazie alla realizzazione di un database dei reperti trafugati, sul modello della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal TPC.
Alla cerimonia di fine corso, presso la locale Accademia di Polizia, è intervenuto quel Comandante, Major General Muhammad Dilshad, il Comandante della Polizia Regionale Curda, Major General Abdullah Kaylani, il Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, il Comandante del Contingente dell’Esercito Italiano ad Erbil, Col. Stefano Scalabroni, il Console italiano a Erbil, Dottoressa Serena Muroni e rappresentanti dell’Ufficio UNESCO in Iraq.
Roma, 27 luglio 2017

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Carabinieri TPC restituiscono "Madonna seduta" rubata nel 1971

Firenze: i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale restituiscono alla Curia Diocesana di Verona una scultura lignea del XVI secolo raffigurante «Madonna seduta», rubata nel 1971 dalla Pieve di Cisano di Bardolino (VR).


I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno restituito alla comunità di Bardolino (VR) una scultura lignea raffigurante «Madonna seduta», opera di autore ignoto del XVI secolo del valore di circa 35.000 euro, rubata il 31 luglio 1971 dalla Pieve della Natività di Maria, posta nella frazione di Cisano.

La scultura era stata fotografata dai Carabinieri presso un negozio di antichità di Firenze nel marzo 2007, nel corso dei consueti controlli agli esercizi commerciali di settore. La comparazione dell’immagine con quelle informatizzate nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha permesso di accertare che il prezioso oggetto era effettivamente quello sottratto dalla chiesa di Cisano di  Bardolino (VR).
Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma hanno consentito di raccogliere elementi che giustificano il possesso in buona fede della scultura da parte dell’esercente toscano che ha consegnato la documentazione comprovante l’acquisto del bene, avvenuto nel 2002. La ricostruzione dei successivi passaggi, invece, ha condotto all’identificazione di un professionista bresciano, denunciato per ricettazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, che non è stato in grado di giustificare il legittimo possesso della statua lignea.
Al termine delle verifiche per la ricollocazione della scultura nel luogo originario, eseguite unitamente all’Ufficio per l’Arte Sacra della Diocesi di Verona ed alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, l’Autorità Giudiziaria ha autorizzato  la riconsegna del bene che  è avvenuta la mattina del 14 giugno 2017 presso la Pieve della Natività di Maria di Bardolino (VR), alla presenza delle locali Autorità.
Firenze, 14 giugno 2017
Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone

Roma: mostra "La bellezza ritrovata"

LA BELLEZZA RITROVATA

Arte negata e riconquistata in mostra

Roma, Musei Capitolini Palazzo dei Conservatori

2 Giugno / 26 Novembre 2017


Le nostre bellezze artistiche sono continuamente sottoposte a furti, vandalismi e danneggiamenti dovuti a eventi naturali disastrosi ma anche alla mano dell’uomo. L’arte negata, mortificata e distrutta da guerre, furti e catastrofi come i terremoti, può tuttavia rinascere dalle macerie come la fenice, si può rivelare di nuovo grazie alla volontà, l’impegno e la caparbietà dell’uomo nel ricomporre e ricostruire la propria identità attraverso l’arte.

La mostra La bellezza ritrovata. Arte negata e riconquistata in mostra – promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura – intende evidenziare e attualizzare l’impegno delle istituzioni a favore dell’arte con un’esposizione di importanti testimonianze artistiche che, a causa di vicende non sempre trasparenti, sono state, per moltissimo tempo, negate alla pubblica fruizione e spesso dimenticate nei depositi o in altri contenitori non accessibili al pubblico.

L’evento vuole anche porre in risalto il quotidiano impegno da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che opera con dedizione e caparbietà alla ricomposizione e ricostruzione del nostro patrimonio culturale.

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Carabinieri TPC: recuperati 2 milioni di euro di beni d'arte di provenienza illecita

I CARABINIERI DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE DI FIRENZE, NEL 2016, HANNO RECUPERATO BENI D’ARTE DI PROVENIENZA ILLECITA PER UN VALORE DI DUE MILIONI DI EURO

Nel 2016, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), per aderire più efficacemente alle esigenze del territorio e per implementare ulteriormente la sua efficacia operativa, è stato dotato di una nuova articolazione che ha interessato anche il Nucleo di Firenze. Con l’istituzione del Nucleo TPC di Perugia, il Nucleo di Firenze ha perso la propria competenza sulla Regione Umbria, venendo collocato, unitamente agli altri 14 Nuclei operanti sul territorio nazionale, alle dipendenze del neo istituito Comando Gruppo, con sede a Roma.
La Toscana, sulla quale oggi può concentrarsi con maggior efficacia l’impegno del Nucleo di Firenze, risulta tra le Regioni maggiormente interessate dagli illeciti in danno del patrimonio culturale. La strategica posizione geografica e l’elevata presenza di beni diffusi sul territorio si riflette, di fatto, nel numero dei reati consumati prevalentemente in danno di edifici religiosi, ricchi di oggetti facilmente commerciabili, e di abitazioni private. Più di rado, tali eventi  hanno interessato musei, archivi e biblioteche. In termini numerici si sono registrati 55 eventi nel 2015 e 69 nel 2016, con una maggiore incidenza nelle province di Firenze e di Lucca.
Le attività di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura ed il cui valore viene quantificato in circa due milioni di euro. Inoltre, sono state sequestrate opere d’arte contemporanea contraffatte che, qualora immesse sul mercato come autentiche, avrebbero potuto fruttare indebiti guadagni, stimati in trecentocinquantamila euro.
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone