Australia: una lunga storia genetica indipendente

25 Febbraio 2016
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L'Australia è stato una delle prime regioni ad essere colonizzate dai moderni umani, attorno a 50 mila anni fa. Le prime prove archeologiche per la presenza umana si collocano attorno ai 47 mila anni fa, e sono ampiamente accettate. Questi coloni, tra i primi ad uscire "fuori dall'Africa", hanno costituito gli antenati dei moderni Aborigeni australiani.
Un nuovo studio, pubblicato su Current Biology, ha sequenziato 13 cromosomi Y da Aborigeni australiani, concludendo che la divergenza con quelli presenti in altri continenti risale a 50 mila anni fa circa. La divergenza rispetto ai cromosomi Y di Papua Nuova Guinea si colloca immediatamente dopo questo evento. Non vi sarebbero invece prove di un flusso genetico maschile dall'Asia meridionale in Australia, per l'Olocene.
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Lo studio dunque confuterebbe l'esistenza di un flusso dall'India in Australia, da collocarsi attorno a 4-5 mila anni fa, e supporterebbe la tesi di una lunga storia genetica indipendente per l'Australia. L'arrivo dei dingo in Australia si colloca attorno ai cinquemila anni fa, e nella stessa epoca si verifica una modificazione negli strumenti litici utilizzati e nel linguaggio. Era perciò sorto il dubbio circa possibili modificazioni genetiche da associare a questi cambiamenti. Due studi recenti proposero di collegarli a un mescolamento con popolazioni indiane di cinquemila anni fa, mescolamento che per il nuovo studio sarebbe però da escludere. Ulteriori studi per spiegare questi eventi - ed altri, come la mancata colonizzazione polinesiana - si rendono perciò necessari.
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Le più antiche ceramiche della Nuova Guinea

2 - 3 Settembre 2015
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Gli archeologi hanno scoperto della ceramica rossa lucida di tremila anni fa, dagli aspri altopiani della Nuova Guinea. Si tratta della più antica dall'area, e sorprendentemente proviene dagli aspri altopiani dell'interno, lontano dalle coste dove c'era contatto regolare con le popolazioni Lapita e le loro ceramiche. La scoperta spinge indietro di diversi secoli le prime ceramiche dell'area, e sarebbe un esempio di diffusione della tecnologia tra culture.
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[Dall'Abstract: ] Le popolazioni che parlavano lingue austronesiane lasciarono il Sud Est asiatico per spostarsi nel Pacifico Occidentale, tra i tremila e i quattromila anni fa, continuando a colonizzare per la prima volta l'Oceania lontana, dove divennero le popolazioni ancestrali dei Polinesiani. La comprensione dell'impatto di queste popolazioni sulla terraferma della Nuova Guinea, prima che entrassero nell'Oceania lontana, è finora sfuggita gli archeologi. Nuove ricerche dal sito archeologico di Wañelek negli altopiani della Nuova Guinea hanno rotto questo silenzio. I dati petrografici e geochimici dalle ceramiche e nuove datazioni al radiocarbonio dimostrano che le influenze austronesiane penetrarono all'interno dell'altipiano prima di tremila anni fa. Un coccio fu fabbricato lungo la costa nord orientale della Nuova Guinea, mentre gli altri furono prodotti da materiali dell'interno. Questi ritrovamenti rappresentano le più antiche ceramiche datate con certezza da un contesto archeologico relativo all'isola della Nuova Guinea. Inoltre, le ceramiche provengono dall'interno, suggerendo movimenti di persone e pratiche tecnologiche, così come di oggetti, in questo periodo. L'antichità delle ceramiche di Wañelek coincide con l'espansione della ceramica Lapita nel Pacifico Occidentale. Una tale occupazione avviene nello stesso periodo durante il quale cambiamenti sono stati identificati nelle strategie di sussistenza nelle registrazioni archeologiche presso la Palude di Kuk (NdT: Kuk Swamp), suggerendo un possibile collegamento tra le due cose.
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