Terme Stabiane di Pompei. Importanti novità dalla campagna scavi 2021

Il progetto Terme Stabiane nasce dalla collaborazione tra la Freie Universität di Berlino, l'Università di Oxford e l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale; la quarta campagna di ricerche si è da poco conclusa con interessanti novità che ampliano le informazioni recuperate già tra il 2016 e il 2018 in cui gli archeologi hanno dimostrato che il complesso fu costruito soltanto dopo il 130/125 a. C. nel rispetto degli standard tipici dell’architettura termale romana.
Tre grandi fasi di ristrutturazione hanno interessato il complesso termale: dopo l'80 a.C. quando la città divenne colonia romana dopo l'assalto di Silla, nel periodo augusteo I secolo a.C. - I secolo d.C. circa e ancora dopo il terremoto del 62 d.C. che importanti danni causò a Pompei.
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei
Queste ristrutturazioni seguono un ammodernamento tecnologico che determinò anche una diversa articolazione architettonica e decorativa.
Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei
Come nasce il progetto da cui prende avvio l’indagine presso il complesso termale, quali gli obiettivi e come è stato diviso il lavoro fra le università?

Dal 2015, il nostro progetto si occupa della storia, lo sviluppo, la tecnologia, il programma balneare, la funzione sociale e il contesto urbano delle Terme Repubblicane e Stabiane.

Più precisamente per le Terme Stabiane: Due architetti tedeschi eseguirono scavi e indagini nelle Terme Stabiane, Heinrich Sulze negli anni '30 e '40 e Hans Eschebach negli anni '70 del secolo scorso. Eschebach pubblicò due libri nel 1970 e nel 1979, in cui pubblicò un modello di sviluppo delle Terme Stabiane che è ancora oggi ritenuto un punto di riferimento. Secondo lui nell’area ci sarebbero stati numerosi resti arcaici, soprattutto le fortificazioni (mura e fossa) della cosiddetta Altstadt. Nel V secolo a.C. sarebbe stata costruita una palestra con bagno greco che fu successivamente trasformata in Terme romane nel II secolo a.C.

Questo modello di sviluppo ci è sembrato discutibile sia per ragioni tipologiche che storiche; per esempio, dal 1979 sono noti numerosi bagni greci che non sono compatibili con la ricostruzione di Eschebach e si datano dal IV secolo a. C. in poi, non dal V. Pertanto, nel 2016 abbiamo iniziato a scoprire di nuovo e ampliare i saggi quasi inediti di Sulze e Eschebach per investigare due questioni centrali: l'esistenza della fortificazione della Altstadt e la datazione e la pianta del primo stabilimento balneare. Abbiamo già ampiamente risposto a entrambe le domande e pubblicato i risultati in due articoli nel 2019 e 2020. Non abbiamo trovato nessuna traccia dell’epoca arcaica, né della fortificazione, né di altre strutture. Non abbiamo nemmeno trovato resti di un bagno greco con una palestra dal V al III secolo a.C. Invece, il primo complesso di bagni fu costruito come un tipico bagno romano dopo il 125 a.C., allora al tempo della Pompei Sannitica tardo-ellenistica. Gli scavi e un nuovo studio dell'architettura e delle decorazioni hanno mostrato che si possono distinguere 4 fasi principali per le terme. Dopo la loro costruzione, le terme furono ricostruite e modernizzate dopo l'80 a.C., nel primo periodo imperiale e dopo il terremoto del 62 d.C.

Ma rimangono diverse questioni importanti che volevamo chiarire nella campagna di 2021 (30 agosto – 10 ottobre).

1) La progettazione del muro occidentale della palestra nella fase 1 delle terme: com'era il confine occidentale dei bagni nella prima fase. C'era una serie di nicchie in quel settore delle terme.

2) La datazione e lo sviluppo della casa a ovest delle terme, che fu integrata nelle terme solo dopo il terremoto del 62 d.C. e trasformata nel complesso con natatio (piscina) e ninfei laterali (fontane riccamente decorate) visibili oggi. Abbiamo trovato i resti di una casa che Sulze ed Eschebach avevano parzialmente scavato e ricostruito. Ma la datazione e la pianta della casa restano da verificare.

3) Lo sviluppo dei dispositivi per il riscaldamento e la gestione dell'acqua nell’ambiente VIII: Abbiamo già scavato in diverse aree dell'ala di servizio, ma lo sviluppo esatto e la funzione di una stanza centrale devono ancora essere esplorati; questa e la stanza VIII o cosiddetto cortile di legno.

La Freie Universität e l'Università di Oxford hanno collaborato fin dall'inizio del progetto; Mark Robinson (Oxford), come specialista in archeologia bio-ambientale (bio-environmental archaeology, archeologia preistorica e ambientale), ha lavorato principalmente sulle prime fasi (età del bronzo, età del ferro) e sui resti organici.

Dal 2021, c'è anche una cooperazione con l’Università degli Studi di Napoli L'Orientale, Marco Giglio (specialista per Pompeii, soprattutto case dell’epoca ellenistica e romana).

Nell'ultima campagna, per gli scavi, Robinson si è concentrato sulla Palestra (dove ha già scavato nel 2016 e nel 2018) e Giglio sulla casa sotto l'ala ovest delle terme e sui locali di servizio delle terme.

Ci sono altre cooperazioni (per questa campagna; c’erano altre per campagne passate):

Architettura e decorazione: Dr. Clemens Brünenberg (Technische Universität Darmstadt); Prof. Dr. Jens-Arne Dickmann (Universität Freiburg); Dr. Domenico Esposito (Istituto Archeologico Germanico di Berlino); Prof. Dr. Martin Kim (Hochschule Mannheim)

Numismatica: Dr. Giacomo Pardini (Università di Salerno)

Reperti/ceramica: Dr. Antonio Ferrandes, Alessandra Pegurri (Sapienza Università di Roma)

Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei

Rispetto agli altri complessi termali presenti a Pompei, quali sono le peculiarità delle Terme Stabiane? Quali le caratteristiche strutturali, di novità nel corso delle varie fasi edilizie e di ristrutturazione?

Le Terme Stabiane sono le uniche terme di Pompei che sono state utilizzate dal II secolo a.C. al 79 d.C. e sono state continuamente modernizzate. Le Terme Repubblicane furono utilizzate solo dal 150-30/25 a.C. circa; le altre terme pubbliche furono costruite solo dopo l'80 a.C. o anche più tardi.

Anche al di fuori di Pompei non esiste un solo complesso termale con questo periodo di utilizzo, praticamente dall'inizio dello sviluppo delle tipiche terme romane fino alla formazione dello standard che fu poi vincolante per tutto l'impero romano in tutto il periodo imperiale. Le Terme Stabiane forniscono quindi un'opportunità unica per studiare lo sviluppo della cultura balneare romana nella fase formativa dal II secolo a.C. al I secolo d.C. Si possono distinguere 4 fasi principali per le terme. Dopo la loro costruzione, le terme furono ricostruite e modernizzate dopo l'80 a.C., nel primo periodo imperiale e dopo il terremoto del 62 d.C.

Mentre le Terme Repubblicane erano probabilmente di proprietà privata, le Terme Stabiane furono certamente costruite, gestite e ripetutamente ricostruite dalle autorità pubbliche. Anche dopo la costruzione delle Terme del Foro dopo l'80 a.C., le Terme Stabiane rimasero il complesso balneare più importante e più grande, che inoltre offriva sempre due sezioni separate per uomini e donne (le Terme del Foro avevano solo una sezione per gli uomini quando furono costruite).

Allego uno mio articolo in lingua inglese sulle terme delle città vesuviane, che apparirà in un Oxford Handbook su Pompei nel 2022. In esso, si spera che il significato delle Terme Stabiane sia ancora una volta più chiaro di quanto brevemente delineato qui.

Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei

Quali risultati hanno portato le precedenti campagne di scavo rispetto anche al dato archeologico già noto?

Vedi sopra: Non abbiamo trovato nessuna traccia dell’epoca arcaica, né della fortificazione, né di altre strutture. Non abbiamo nemmeno trovato resti di un bagno greco con una palestra dal V al III secolo a.C. Invece, il primo complesso di bagni fu costruito come un tipico bagno romano dopo il 125 a.C., allora al tempo della Pompei Sannitica tardo-ellenistica. Gli scavi e un nuovo studio dell'architettura e delle decorazioni hanno mostrato che si possono distinguere 4 fasi principali per le terme. Dopo la loro costruzione, le terme furono ricostruite e modernizzate dopo l'80 a.C., nel primo periodo imperiale e dopo il terremoto del 62 d.C.

Per le Terme Repubblicane: costruzione verso 150 a. C.; una grande fase di ricostruzione nel I s. a. C.; abbandonate come terme verso 30/25 a. C.

Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei

È possibile avere già informazioni sulla campagna di scavo 2021 ed eventuali elementi di novità?

Sono stati raggiunti i seguenti risultati (preliminari):

Nell'angolo sud-ovest della palestra, è stata trovata un grande ambiente rotondo con un diametro di circa 8 m, che serviva molto probabilmente come bagno di sudore/sauna (laconicum) nella prima fase delle terme. Vi si accedeva da nord-ovest e veniva riscaldato da un dispositivo (ad esempio un braciere o una caldaia) che si trovava su un grande podio rotondo posto al centro. Il laconicum era delimitato da un corridoio e presumibilmente da una palestra rettangolare con portici su 2-3 lati (nord, est e forse sud). Il ritrovamento è molto importante perché il laconicum non era stato toccato e identificato negli scavi precedenti (1940, 1970) e testimonia la fusione creativa di diversi concetti culturali e funzionali: una palestra "di tipo greco" con un grande laconicum per gli uomini, e un nuovo edificio balneare pubblico "di tipo romano" con sezioni separate per donne e uomini. Il laconicum fu presumibilmente distrutto dopo l'80 a.C. quando due duumviri della nuova colonia romana costruirono un nuovo laconicum (più alla moda) e un destrictarium (sala massaggi/oliatura) e rimodellarono la palestra e i portici. Un grande canale di drenaggio costruito nel periodo augusteo è stato trovato al confine orientale della trincea, che corre da nord a sud. Un secondo grande canale, che va da nord-ovest a sud-est e che taglia proprio la metà settentrionale dell'ex laconicum, fu costruito dopo il 62 d.C. per drenare la nuova grande piscina per gli uomini. Una grande fossa circolare fu scavata tra il 62 e il 79 d.C. nella metà occidentale dell'ex laconicum per estrarre la cenere di pozzolana che serviva per fare il cemento.

Nell’ ambiente VIII delle terme, sono state scoperte diverse installazioni di servizio che possono essere assegnate alle due ultime fasi delle terme. Quando il calidarium degli uomini fu dotato di un'abside a ovest e di un labrum (vasca) con acqua fredda corrente nella fase 3, furono costruite due scale negli angoli sud-ovest e sud-est della stanza VIII. Entrambe permettevano di servire le nuove installazioni sperimentali in superficie e sotterranee. Un canale che correva da est a ovest a nord delle scale drenava l'acqua del praefurnium (forno). Questo canale fu sostituito da un secondo molto più grande più a nord dopo il terremoto del 62 d.C. Lo scavo della sezione di servizio è stato completato e molto arricchito dal lavoro degli speleologi Mauro Palumbo, Mario Cristiano e Marco Ruocco che hanno indagato e documentato completamente per la prima volta tutti i canali d'acqua accessibili, le cisterne e il sistema di ipocausto delle terme. Inaspettatamente, un recipiente con 24 monete e un accumulo di piccoli balsamari (bottiglie per unguenti e profumi) è stato trovato vicino alla scala sud-est. I balsamari possono derivare da attività rituali svolte nella stanza di servizio (che una volta includeva un larario dipinto ormai perduto) o possono essere stati scartati qui dopo l'uso nelle stanze da bagno.

La casa che coesistette con le terme fino al 62 d.C. è stata esplorata scavando la palestra, cinque negozi delle terme (tabernae 2, 4, 54, 60, 61), e due corridoi (59, H’). Sono stati trovati diversi muri rasi al suolo e diversi pavimenti che appartenevano ad almeno otto stanze confinate (diversi cubicula, un vestibolo e altre stanze) e due grandi spazi (forse un atrio e un peristilio). I pavimenti includono esempi di alta qualità di mosaici decorati in opus tessellatum e pavimenti in opus signinum (cemento) negli ambienti chiusi e lithostrota (pavimenti decorativi fatti con piccole pietre irregolari di vari colori) nei grandi spazi. Mentre una data precisa può essere determinata solo sulla base della valutazione completa dei reperti diagnostici, i confronti tipologici dei pavimenti suggeriscono una datazione nel I secolo a.C. Le monete trovate nei riempimenti che servivano a sollevare i pavimenti per le tabernae delle terme possono essere datate al 64 d.C. e confermano che la casa fu distrutta e abbandonata dopo il terremoto del 62 d.C. La casa doveva essere una delle residenze più ricche di Pompei, il che è evidente dalla sua posizione prominente, dalle dimensioni (circa 900 m2), dai ricchi pavimenti e dalla presenza di una grande cantina sotto la sua parte nord.

Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei

Lo scavo si è arricchito della presenza di speleologi. Quale la loro funzione e i risultati delle loro indagini?

Gli speleologi hanno esaminato tutte le fogne (canali di drenaggio) accessibili e il sistema d’ipocausto sotto gli ambienti delle donne e li hanno documentati in modo completo per la prima volta. Questo ha portato a numerose nuove scoperte sulla fattura e il corso delle fogne, sulle riparazioni, sugli incroci, ecc. Nel sistema dell'ipocausto è stato scoperto un bollo precedentemente sconosciuto e un'apertura (di riscaldamento?) altrettanto sconosciuta; il sistema con pilastri di diversa fattura e differenze di altezza può ora essere completamente ricostruito per la prima volta.

La ricerca speleologica è di enorme importanza per la questione dello sviluppo tecnologico delle terme e degli standard tecnici.

Ci saranno future campagne di scavo? E se si, quali nuovi obiettivi pensate di conseguire?

L'esplorazione della casa sotto le Terme Stabiane si è rivelata molto più rivelatrice e riuscita del previsto. Soprattutto le parti della casa scavate nel 2021 sono molto ben conservate e permettono conclusioni di vasta portata. Ma mancano ancora informazioni su aree centrali della casa che non siamo stati in grado di indagare finora: Atrio (impluvium), peristilio, situazione d'ingresso. Pertanto, almeno un'altra campagna è necessaria e auspicabile per indagare queste aree centrali della casa e possibilmente ricostruire l'intera planimetria.

Anche la questione di come veniva usato questo spazio prima della costruzione della casa è ancora irrisolta. Speriamo di poter chiarire questa questione centrale dal punto di vista urbanistico con altri saggi al centro della casa.

Terme Stabiane
Terme Stabiane. Foto: Parco archeologico di Pompei

 

 


Pompei. Ecco i nuovi percorsi di visita tra edifici e giardini storici

Dopo due settimane dalla riapertura, il Parco Archeologico di Pompei si avvia ad inaugurare nuovi percorsi di visita tra edifici e giardini storici. Sempre con attente misure di sicurezza, secondo le norme del Ministero della Salute, dal 9 giugno sarà possibile accedere al sito anche dall'ingresso di Porta Marina da dove sarà possibile, tramite percorsi unidirezionali e differenziati, ammirare nuovi edifici riaperti dopo alcuni interventi di manutenzione.

Proprio da questo ingresso i visitatori potranno ammirare le suggestive Terme Suburbane, un tempo posizionate con vista panoramica sul mare e note in letteratura per la presenza, all'interno dell'apodyterium, lo spogliatoio, di scene erotiche che contrassegnavano le cassette poggia vestiti.

Le scene, raffiguranti un poeta erotico e una serie di atti sessuali di vario tipo, sono collocate al di sopra di capsae numerate ma sul significato da attribuire a questo tipo di scene presenti in luoghi termali ancora si discute molto.

Terme Suburbane

Vari studiosi hanno proposto di riconoscervi un originario sistema di individuazione del luogo in cui erano state sistemate le capsae utilizzate dai bagnanti o ad un'allusione esplicita dei servizi di prostituzione che potevano essere richiesti nell'edificio, come testimonierebbe la presenza di numerosi graffiti di carattere erotico sulle pareti di questi edifici sia a Pompei che ad Ercolano e la presenza di un vasto settore al piano superiore, accessibile anche dall'apodyterium, nel quale si trovavano stanze da letto di varia grandezza.

Inedito e interessante è anche il percorso del verde che si sviluppa dall'ingresso di Piazza Anfiteatro e aggiunge alcune novità rispetto al percorso precedente della fase 1 proposta dal Parco. Si potrà passeggiare nel Giardino della Palestra Grande o dell'Anfiteatro, si potrà attraversare la bella abitazione di Giulia Felice ricca di verde, di alberi e di fiori, o la Casa di Octavio Quartio al cui centro dello spazio verde spicca l'euripo longitudinale la cui restituzione architettonica fu resa possibile dagli approfonditi studi di Spinazzola seguiti da quelli di Maiuri e Pane.

Giardino Nave Europa

Da qui sarà possibile raggiungere la Domus della Nave Europa che per la prima volta riapre il suo vigneto, sul retro dell'abitazione, utilizzato un tempo dai suoi proprietari per la produzione e il commercio della vite. La casa, che prende il nome da un graffito raffigurante una nave chiamata Europa fu scavata nel suo intero complesso nel 1957 ma ancora negli anni '70 fu possibile rilevare, nell'area verde distribuita su due livelli, i calchi di 146 radici.

Di queste molte appartenevano a viti, altre ad alberi da frutto che, dai semi ritrovati, sono stati identificati con fichi, noccioli e mandorli. Ripristinata anche l'antica coltivazione della vite ricostruita grazie ai trattati storici sull'agricoltura di Plinio il Vecchio e Columella, e in epoca moderna studiati dalla grande esperta del verde di Pompei, Wilhelmina Jashemski. E’ restituito al suo splendore anche il giardino interno, grazie al recente progetto di ricostruzione storica, con l’impianto della vite maritata, una tecnica che prevede la coltivazione della vite su altro albero che funge da sostegno, utilizzata fin dai tempi antichi e fino a tutto l’800 nel territorio vesuviano.

Casa del Menandro

“Queste due settimane ci hanno consentito di monitorare l’impatto dei visitatori  e  il rispetto delle  misure sanitarie, registrando un positivo riscontro. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna -  Anche gli accessi al sito, benché’ limitati ai visitatori campani, sono progressivamente cresciuti con alcune giornate di sold out, come il 2 giugno,  a conferma della grande voglia di tornare a godere di questi luoghi.

Vigneto Nave Europa

Con l’apertura dei confini regionali ci aspettiamo un ulteriore incremento dei flussi. In questa nuova fase si aggiungono alcune novità ai percorsi, rese possibili grazie agli interventi di manutenzione e restauro portati avanti durante il lockdown, Abbiamo approfittato per intervenire anche sul decoro degli ingressi, in particolare a Porta Marina e Piazza Esedra, che sono stati oggetto di alcuni interventi di sistemazione. In particolare si è provveduto alla riqualificazione pavimentale del viale delle Ginestre, per migliorare il percorso di accesso al quartiere dei teatri.

Giardino Nave Europa

E sono proseguiti gli interventi sul verde, che in tutta la città antica è oggetto di monitoraggio da parte degli esperti dei giardini del Parco. Se in alcuni casi è stato inevitabile l’abbattimento di alcuni alberi, a tutela delle strutture archeologiche e dell’incolumità dei visitatori, a seguito di indagini fitostatiche, deputate alla verifica della stabilità e delle condizioni di vita delle piante – come nel caso del pino posto all’ingresso del quadriportico, che non è stato in nessun modo possibile recuperare - contestualmente si sta portando avanti il piano di ripristino dei giardini delle domus, con la ricostruzione storica e l’ integrazione delle diverse specie vegetali”.

Carro, Casa del Menandro

Altra novità è costituita dal percorso che conduce ad alcuni ambienti servili della Casa del Menandro dove sarà possibile ammirare un cisium, un carro con ruote alte che in antico veniva utilizzato per poter superare con agilità gli alti attraversamenti stradali nelle vie della città. Il mezzo presenta ancora delle parti originali che sono state oggetto di restauro e che, grazie alla ricostruzione proposta negli anni '30 da Maiuri, restituisce un'immagine perfetta di come doveva essere.

Dall’Anfiteatro è possibile anche attraversare la necropoli di Porta Nocera e visitare l’orto dei Fuggiaschi con il suo vigneto. E lungo via dell’abbondanza visitare la Domus di Cornelio Rufo con il bel peristilio, riaperta di recente.

Villa Regina Boscoreale

Anche i siti minori riapriranno in maniera scaglionata nelle prossime settimane. Si riparte con Villa Regina a Boscoreale che dal 10 giugno accoglierà i visitatori dalle 9,00 alle 19,00 (ultimo ingresso 17,30). Il numero di visitatori per fascia oraria è di massimo 15 persone, ogni 30 minuti al costo di 2€ (più prevendita on-line 1€). L’Antiquarium sarà accessibile in un secondo momento. Il sito resterà chiuso il martedì.

Per info sulle modalità di visita: http://pompeiisites.org/info-per-la-visita/percorsi-dal-9-giugno/

Foto: Parco Archeologico Pompei