Piramide a gradoni di Djoser

La Piramide di Djoser ritorna dopo 14 anni di restauro

Dopo circa 14 anni di restauro, da alcune settimane è stata restituita alla collettività la più antica piramide dell’Egitto: la Piramide a gradoni di Djoser, Saqqara, patrimonio UNESCO iscritto come parte della Necropoli di Menfi.

Costruita circa 4700 anni fa da Imhotep, visir e ‘architetto’ incaricato di progettare una struttura funeraria per la sepoltura del sovrano della III dinastia Djoser, indicato come il fondatore dell’Antico Regno, la struttura è alta circa 60 metri ed è composta da sei livelli di gradoni accatastati in pietra calcarea che si elevano su una tomba rettangolare, a sua volta profonda 28 metri e larga 7.

Piramide a gradoni di Djoser

La struttura, inoltre, custodisce al suo interno innovazioni architettoniche realizzate per la prima volta come colonne, capitelli a foglie pendule e grandi padiglioni cerimoniali.

Piramide a gradoni di Djoser

Piramide a gradoni di DjoserPrima piramide costruita in pietra e antenata delle note piramidi di Giza, da tempo riportava danni strutturali causati per lo più da alte temperature e dall’azione del vento del deserto; gli interventi di restauro erano cominciati nel 2006, ma subirono un arresto tra il 2011 ed il 2013 per via della rivoluzione che portò alla caduta di Mubarak. Ripresi intorno alla fine del 2013, i lavori di restauro si sono protratti per altri sette anni, per una spesa complessiva di circa 6.6 milioni di dollari, ed hanno interessato l’intero complesso funerario, dalla facciata esterna della struttura ai corridoi interni che conducono alla camera funeraria, passando per il sarcofago in pietra e le scalinate dei due ingressi.

Tuttavia, la novità più importante è la musealizzazione di parte dei tunnel sotterranei, a partire dall’ingresso sul lato nord per finire al grande pozzo funerario profondo 28 metri, passando per le cosiddette “stanze blu”, un tempo foderate di piastrelle in faience turchese che oggi possono essere ammirate al vicino Imhotep Museum.

All'inaugurazione hanno preso parte il premier egiziano Mostafa Madbouly e il ministro del Turismo e delle Antichità, Khaled El-Enany. "Siamo orgogliosi che le piramidi siano parte della memoria storica dell'Egitto - ha detto il premier -, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che si tratti di un patrimonio mondiale, che ci impegneremo a salvaguardare".

Davvero un peccato non poter essere nelle condizioni di fruire proprio ora della Piramide a gradoni di Djoser e dei suoi sotterranei, dopo tutti questi anni di restauro. Non ci resta che goderne virtualmente, con video e immagini pubblicati al momento dell'annuncio e nei giorni successivi.

Fonti: UNESCO; The Step Pyramid Complex of Djoser; DjedMedu; Storica National Geographic; The Guardian; Repubblica.it; Ary NewsEgypt Independent.

Foto 1, 2 dal Ministero del Turismo e delle Antichità dell'Egitto.


Una barca eccezionalmente conservata ad Abusir

1 Febbraio 2016

Una barca unica, dell'età delle Piramidi, scoperta ad Abusir dalla spedizione dell'Istituto di Egittologia Ceco

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Il Ministro delle Antichità, dott. Mamdouh Eldamaty ha dichiarato un'importante scoperta di una barca dell'Antico Regno presso l'area di Abusir, il cui possessore, apparentemente molto importante, aveva importanti collegamenti con la famiglia reale.
La missione dell'Istituto di Egittologia Ceco (Facoltà d'Arte), dell'Università Carolina di Praga, ha recentemente effettuato un'inaspettata scoperta nell'area Sud di Abusir, che ancora una volta mette in luce l'importanza di questo cimitero di ufficiali dell'Antico Regno. I lavori sono cominciati nel 2009 su una grande mastaba denominata AS 54, seguiti da diverse stagioni di scavi. La sua eccezionale dimensione (52.60 x 23.80 m), l'orientamento, i dettagli architettonici, così come il nome del sovrano Huni (Terza Dinastia), scoperto su una delle ciotole in pietra seppellite nella camera sotterranea settentrionale, indicano l'elevato status sociale della persona seppellita nel pozzo (fino ad ora non localizzato). Sfortunatamente, il suo nome resta ignoto a causa del cattivo stato di conservazione della cappella cruciforme.
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Lo sgombero dell'area a sud della Mastaba AS 54 ha rivelato un'imbarcazione in legno di 18 metri di lunghezza, durante la stagione di scavi 2015. Giaceva su tafla (NdT: sic), coperta dalla sabbia soffiata dal vento. Anche se la barca è situata a quasi 12 metri a sud della Mastaba AS 54, il suo orientamento, la sua lunghezza, e le ceramiche raccolte dal suo interno stabiliscono una chiara connessione tra la struttura e il vascello, entrambi datati proprio alla fine della Terza o agli inizi della Quarta Dinastia (2550 a. C. circa).
Anche se estremamente fragili, le tavole (datate grosso modo a 4.500 anni fa) getteranno nuova luce sulle capacità cantieristiche nell'Antico Egitto. Le tavole in legno erano unite da pioli in legno che sono ancora visibili nella loro posizione originale. Straordinariamente, la sabbia del deserto ha preservato il fissaggio in fibra vegetale che copriva la giuntura delle tavole. Alcune delle funi che legavano insieme la barca sono ancora nella loro posizione originale con tutti i dettagli intatti, il che è una scoperta unica nello studio delle antiche barche egiziane. Tutti questi dettagli minuziosi sono della più grande importanza, poiché la maggior parte delle antiche barche e navi egiziane sono sopravvissute o in cattivo stato di conservazione, o sono state smantellate a pezzi. Durante la stagione del 2016, l'Istituto di Egittologia Ceco lancerà un progetto, insieme ad esperti dall'Istituto di Archeologia Nautica (Institute of Nautical Archaeology - INA) presso l'Università del Texas A&M, per studiare le tecniche utilizzate nella costruzione dello scafo.
I dettagli di costruzione non sono le uniche caratteristiche che rendono la barca unica. L'abitudine di seppellire barche vicino alle mastabe cominciò durante il Periodo Arcaico dell'Egitto. Questo fenomeno è stato ben documentato per le strutture reali, così come per alcune tombe appartenenti a membri della famiglia reale, l'élite della società. Il dott. Miroslav Bárta, direttore delle note della missione: “Infatti, questa è una scoperta altamente inusuale, poiché barche di una simile dimensione e costruzione erano, durante questo periodo, riservate esclusivamente ai membri ai vertici della società, che di solito appartenevano alla famiglia reale. Questo suggerisce il potenziale di scoperte ulteriori durante la prossima stagione primaverile.”
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Gli studiosi dibattono lo scopo delle sepolture egiziane con imbarcazione. Servivano al defunto nell'aldilà, o potevano aver funzionato come barche solari simboliche, utilizzate durante il viaggio del proprietario nell'oltretomba. I sovrani dell'Antico Regno adottarono la precedente tradizione, e spesso hanno diverse barche seppellite all'interno dei loro complessi piramidali. Sfortunatamente, la maggior parte delle fosse sono state trovate già prive di legni, altre contenevano poco più che polvere marrone nella forma della barca originale. La sola eccezione furono le due barche di Cheope che sono sopravvissute, e che furono ricostruite o sono in fase di ricostruzione.
Ad ogni modo, non c'era una barca di simili dimensioni dell'Antico Regno, ad essere ritrovata in un contesto non regale, fino alla scoperta di Abusir. “Si tratta certamente di una scoperta notevole. L'attenta attività di scavo e registrazione della barca di Abusir darà un considerevole contributo alla nostra comprensione dell'antico natante egizio e del suo ruolo nel culto funerario. E dove c'è una barca, ve ne possono certo essere altre.” ha aggiunto il direttore degli scavi, Miroslav Bárta.
La barca presso il muro meridionale della Mastaba AS 54 indica la straordinaria posizione sociale del possessore della tomba. Poiché non è collocata in vicinanza di una piramide regale, il possessore della mastaba non era probabilmente un membro della famiglia reale: sia la dimensione della tomba, così come la presenza della stessa barca, ad ogni modo, chiaramente collocano il defunto all'interno delle élite del suo tempo, con forti connessioni al faraone regnante.
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Egitto: tomba del faraone Khaba della Terza Dinastia da Quesna

20 Aprile 2015
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Scoperta a Quesna, in Egitto, una tomba risalente alla Terza Dinastia, e già saccheggiata in antichità. Nella tomba sono state ritrovate ceramiche risalenti alla Terza e alla Quarta Dinastia, e un sigillo grazie al quale la si è attribuita al faraone Khaba, che regnò per soli sei anni attorno al 2670 - 2650 a. C.
Link: Dr Zahi Hawass; Ahram OnlineArchaeology News Network via Ministero delle Antichità Egizie
Ciotola in pietra recante il nome Khaba inscritto nel serekht (non proveniente dalla tomba qui citata). Petrie Museum, Londra. Foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di Udimu.