Milano accoglie i visitatori di Miart 2018

Art Week

Milano accoglie i visitatori di Miart 2018

Si accende con mostre, iniziative speciali e opening dedicati all’arte moderna e contemporanea.

Milano, 29 gennaio 2018 – Dal 13 al 15 aprile 2018 il padiglione 3 di Fieramilanocity ospita Miart 2018, la 23esima edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano e diretta da Alessandro Rabottini. Per tutta la settimana della fiera Milano si accende con un ricco programma di mostre, inaugurazioni, aperture e iniziative speciali che coinvolgono l’intera città (musei, sedi espositive, istituzioni, fondazioni, spazi non-profit).

A partire da lunedì 9 aprile, saranno molte le opportunità di visitare, conoscere, approfondire i tanti mondi e i diversi linguaggi dell’arte moderna e contemporanea, per i milanesi e per tutti coloro che visiteranno la nostra città in occasione della fiera.

Già aperte al pubblico le mostre “Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001”, “Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art” e “Alcantara e dieci artisti nelle stanze dell’Appartamento del Principe” a Palazzo Reale, Teresa Margolles al PAC | Padiglione d’Arte Contemporanea, “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” alla Fondazione Prada, “Torbjørn Rødland” alla Fondazione Prada Osservatorio, “Giosetta Fioroni. Viaggio sentimentale” e “Non ti abbandonerò mai. Franco Mazzucchelli, Azioni 1964-1979” al Museo del Novecento, “Frida Kahlo” e “Il sogno degli antenati. L’archeologia messicana nell’immaginario di Frida Kahlo” al MUDEC | Museo delle Culture, “Sol LeWitt. Between the Lines” alla Fondazione Carriero, ”Eva Kot’átková. The Dream Machine is Asleep” presso l’Hangar Bicocca, "Kimsooja” presso la Basilica di Sant’Eustorgio, e “Vincenzo Agnetti. Io non dipingo i miei quadri” presso l’Archivio Vincenzo Agnetti.

All’interno di queste, durante tutta la Milano Art Week sono previste visite guidate gratuite, aperture straordinarie, sconti, gratuità e iniziative speciali.

Molte le aperture di nuove mostre, con opening spesso aperti al pubblico come quelli di “Jimmie Durham. Labyrinth” alla Fondazione Adolfo Pini (9 aprile), “Barry X Ball interpreta la Pietà Rondanini” presso la Sala degli Scarlioni al Castello Sforzesco (11 aprile), “The Szechwan Tale. Cina, Teatro e Storia” presso i Frigoriferi Milanesi FM Centro per l’Arte Contemporanea (12 aprile) e “Matt Mullican. The Feeling of Things” all’Hangar Bicocca (13 aprile).

Da martedì 10 inoltre saranno in mostra al Museo del Novecento le opere del “Premio Acacia”, da mercoledì 11 apre al pubblico “Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative. But a Storm is Blowing from Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa” alla GAM | Galleria d’Arte Moderna, da sabato 14 il nuovo allestimento del Design Museum potrà essere visitato in Triennale, mentre domenica 15, in chiusura dell’Art Week, saranno inaugurate le nuove opere del progetto “Artline” a Citylife.

Il linguaggio della performance troverà spazio all’interno della programmazione della Milano Art Week attraverso i numerosi eventi legati all’azione: appuntamenti con grandi nomi dell’arte contemporanea come Christian Marclay per Fondazione Furla al Museo del Novecento nell’ambito di Furla Series 01, Teresa Margolles al PAC, Marcello Maloberti alla GAM, Guido van der Werve presso FuturDome e Will Benedict alla Chiesa San Paolo in Converso. Di particolare interesse la sperimentazione di un dialogo tra linguaggi diversi nella performance “PRISMA” presso il Triennale Teatro dell’Arte, in programma mercoledì 11 aprile e giovedì 12 aprile: una collaborazione a più mani tra il coreografo Alessandro Sciarroni e i video-artisti Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni).

Due novità della Milano Art Week 2018 saranno sabato 14 aprile ”Art Night no profit spaces”, un’intera serata dedicata a inaugurazioni, performance ed eventi appositamente organizzati da spazi non profit; e l’apertura straordinaria delle gallerie milanesi nella giornata di domenica 15 aprile.

Come da Comune di Milano.


Roma: La tempesta di Fausto Pirandello, capolavoro ritrovato

La tempesta (1938) di Fausto Pirandello

Un capolavoro ritrovato

Martedì 29 novembre 2016 alle ore 16.00

alla Galleria d’Arte Moderna

si terrà la presentazione dello straordinario ritrovamento

Interverranno Fabio Benzi e Flavia Matitti

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Da mercoledì 30 novembre a domenica 4 dicembre 2016 la Galleria d’Arte Moderna di Roma espone il dipinto La tempesta (1938), un capolavoro assoluto del pittore Fausto Pirandello (Roma 1899-1975). L’opera, della quale dal 1939 si erano perse le tracce, è stata recentemente ritrovata in una collezione privata italiana. L’eccezionale riscoperta sarà presentata al pubblico in anteprima martedì 29 novembre 2016 alle ore 16.00 da Fabio Benzi e Flavia Matitti, curatori dell’importante mostra antologica Fausto Pirandello. Opere dal 1923 al 1973 in corso a Roma negli spazi della Galleria Russo, fino al 14 dicembre 2016. Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Benii Culturali.

Fausto Pirandello dipinse La tempesta nel 1938, all’apice della sua attività creativa (olio su compensato, cm 150x225, firmato in basso a sinistra: «Pirandello 1938»). Opera di dimensioni ambiziose e impressionanti (è la composizione più grande dipinta dall’artista) è certamente uno dei massimi capolavori non solo della sua produzione, ma dell’arte italiana tra le due guerre. L’opera venne esposta per la prima volta nel febbraio 1939 alla III Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, dove Fausto Pirandello, pittore quarantenne già premiato nella precedente edizione, era stato invitato con una sala personale che fece scalpore. «In questa serenità paradisiaca e in tanta monotonia di purgatorio – osservava acutamente Raffaele De Grada sulle pagine di «Corrente di Vita giovanile» – alcune sale, come quella di Fausto Pirandello, rappresentano l’inferno».

La Galleria d’Arte Moderna, che fino al 4 dicembre ospita l’esposizione dal titolo Roma anni Trenta. La Galleria d’arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931 – 1935 – 1939, dedicata alle prime edizioni storiche delle Quadriennali d’Arte Nazionale, appare dunque la cornice ideale in cui esporre per la prima volta al pubblico questa eccezionale riscoperta.

La tempesta venne poi inviata negli Stati Uniti ed esposta nell’autunno del 1939 al Carnegie Institute di Pittsburgh. Da quel momento il dipinto scompare dalla circolazione. Considerato disperso dagli studiosi, era noto solo grazie alle illustrazioni in bianco e nero pubblicate all’epoca.

«La tempesta – spiega Fabio Benzirappresenta una scena che, come sempre in Pirandello, accentua gli aspetti surreali e drammatici di una realtà scarna, esistenzialmente sofferente. L’idea nasce da una visione di tempesta estiva nella campagna di Anticoli Corrado, il paese vicino Roma dove molti artisti risiedevano. Qui in particolare vivevano Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi, suoi amici e sodali nella prima elaborazione della Scuola Romana. Il tonalismo, che partendo dalla loro ricerca era divenuto il linguaggio giovanile di punta nell’Italia degli anni Trenta, si esprime qui attraverso una ricerca di scavo nella realtà dei corpi e delle cose, che genera un senso di allarme e di inquietudine. Il dramma della tempesta, metafora di un disastro incombente, sembra presagire le distruzioni della guerra che di lì a poco scoppierà, con la fuga disordinata di figure il cui terrore è reificato nelle sottane sollevate che trasformano le donne in lugubri fantasmi, immagini di disperazione e terrore senza volto. Il miracoloso stamparsi di una foglia secca sul nero violaceo della gonna strappata dal vento mostra come a quel terrore sia impassibile l’ineluttabilità della natura. Pirandello dà della scena una soluzione visionaria e inquietante, attraverso figure spatolate, dalle posizioni e dai gesti quotidiani, ma come bloccate in composizioni ritmiche e innaturali: figure dominate da un’ansia immanente, conturbante e surreale. L’artista compone attraverso l’indagine di uno spazio distorto, sempre planato su schemi diagonali e instabili, quegli spazi vuoti che la coscienza non riesce a colmare nel suo rapporto complesso con la realtà. Ci restituisce senza retorica, attraverso una materia scabra e allo stesso tempo sontuosa, una condizione umana dolorosa, di straordinaria forza spirituale».

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Milano: alla Gam “Adolfo Wildt. L’ultimo simbolista" [Gallery] [Video]

Cultura

Alla Gam “Adolfo Wildt. L’ultimo simbolista"

Alla Galleria d'Arte Moderna fino al 14 febbraio sarà possibile visitare le sei sezioni della mostra. Le 55 sculture in diversi materiali seguono la crescita artistica del maestro milanese caratterizzata dalle deformazioni della materia e da concetti immateriali

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Milano, 26 novembre 2015 – E’ stata presentata  alla GAM Galleria d’Arte Moderna la mostra “Adolfo Wildt (1868-1931). L’ultimo simbolista”, attraverso cui la GAM prosegue il percorso di valorizzazione dei nuclei più significativi delle sue collezioni scultoree, inaugurato nel 2015 con la mostra monografica dedicata a Medardo Rosso.

La mostra, allestita nelle sale espositive al piano terra della Villa Reale dal 27 novembre al 14 febbraio 2016, è promossa dal Comune di Milano | Cultura ed è curata da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM, con la straordinaria collaborazione dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi, con cui la rassegna milanese condivide il progetto scientifico e la curatela. La mostra è realizzata nell’ambito della partnership triennale fra la GAM e l’istituto bancario UBS.

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Milano, Museo del Novecento, lectio di Daverio e apertura gratuita dalle 22 alle 24

Cultura

Museo del Novecento, lectio di Daverio e apertura gratuita dalle 22 alle 24

Il 22 settembre il critico d'arte terrà una lezione sull'arte del Novecento dal terrazzo dell'Arengario. Il Museo resterà aperto fino a mezzanotte

Museo del Novecento - Milano, settembre  2012
Museo del Novecento - Milano, settembre 2012

Milano, 18 settembre 2015 - Martedì 22 settembre, alle ore 20.30, Piazza del Duomo ospiterà la prima lezione collettiva d’arte di un maestro d’eccezione, Philippe Daverio, che dal balcone dell’Arengario racconterà al pubblico l’arte del Novecento. Al termine della lectio magistralis il Museo sarà aperto gratuitamente al pubblico dalle 22 alle 24.

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Arturo Noci. Figure e ritratti degli anni romani. Galleria d'Arte Moderna di Roma, fino al 27 settembre 2015

Arturo Noci (1874-1953)

Figure e ritratti degli anni romani

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Fino al 27 settembre 2015

 

Arturo Noci, Estate, 1919
Arturo Noci, Estate, 1919

Allestita nell’ambito dell’esposizione:  “Artisti dell’Ottocento – Temi e riscoperte”,   la mostra è un “focus” di due sale sul pittore Arturo Noci, incentrato sul periodo che precede il  suo trasferimento a New York,  avvenuto nel 1923.  Le opere selezionate sono tra i più bei dipinti di figura che l’artista realizzi in quegli anni Leggere di più


Presentazione del restauro de Il Pastore di Arturo Martini

Presentazione del restauro de IL PASTORE di ARTURO MARTINI
 finanziato dalla Fondazione Paola Droghetti Onlus
 Giovedì 28 maggio 2015 ore 19.30 
 Galleria d’Arte Moderna - Via Francesco Crispi 24 – Roma
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La celebre scultura, capolavoro della collezione capitolina e della scultura italiana del Novecento, è un’opera tra le più suggestive della maturità dell’artista, databile al 1930.
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[Firenze] Picasso e la modernità Spagnola

Dal 20 settembre 2014 al 25 gennaio 2015, Palazzo Strozzi ospiterà la mostra "Picasso e la modernità spagnola", che porterà a Firenze molti capolavori dal museo madrileno Reina Sofia. Oltre a Picasso, in mostra anche opere di Mirò, Dalì, Gris e altri.
Per maggiori informazioni consultare il sito di Palazzo Strozzi.