Centuripe mostra Segni

Centuripe: inaugurato il primo centro espositivo con la mostra Segni

Inaugurato il primo centro espositivo di Centuripe con la mostra SEGNI. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del '900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe

Centuripe 

Centro Espositivo “L’Antiquarium” – Riparo Cassataro

4 luglio – 17 ottobre 2021

A Centuripe, cittadina a metà strada tra Enna e Catania, sabato 3 luglio 2021, è stato  inaugurato, con la presenza dell’Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità Siciliana Alberto Samonà, il primo centro espositivo con la mostra SEGNI. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del '900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe, a cura di Simona Bartolena, che illustra la straordinaria produzione grafica dei più importanti artisti del Novecento europeo.

Centuripe mostra SegniCenturipe, dall’incredibile pianta a forma di stella, è arroccata su un sistema montuoso che si affaccia di fronte all’imponente mole dell'Etna. Il progetto del nuovo centro espositivo ha l’ambizione di diventare uno dei fiori all’occhiello della nuova politica culturale del paese, un luogo di produzione artistica per le prossime generazione, cosa inimmaginabile fino ad oggi. Lo spazio, storicamente uno dei più interessanti del territorio, è nel chiostro di un ex convento agostiniano, costruito nel Cinquecento, che nel corso dei secoli ha cambiato destinazione ed è stato anche, fino al 2000, sede dell’Antiquarium comunale.

“Sono molto orgoglioso - sostiene il Sindaco Salvatore La Spina - non solo per aver dotato il paese di un centro espositivo comunale ma anche per aver inaugurato lo spazio con una mostra che permette da un lato di poter ammirare le opere grafiche dei più importanti artisti moderni ma anche di valorizzare il nostro territorio. Un progetto che mette in rete tanti attori da ogni parte d’Italia con i nostri giovani di Centuripe, ed è stato reso possibile grazie al supporto di tante aziende del nostro territorio che hanno creduto in noi.  Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una vera rinascita”.

L’idea di questa esposizione nasce non solo per inserire Centuripe nel circuito dei grandi centri espositivi siciliani, ma anche con l’idea di valorizzare il patrimonio culturale ereditato. La mostra ha come obiettivo quello di mettere in relazione i maestri del ‘900 con le importanti testimonianze storiche ed antropologiche del territorio, in particolare con il sito archeologico Riparo Cassataro, fino ad ora sconosciuto, che viene mostrato per la prima volta al mondo, e che custodisce le uniche testimonianze in Sicilia sud-orientale di pitture rupestri preistoriche, fonte di ispirazione per molti artisti presenti alla mostra.

Le opere esposte, 82 opere tutte originali (alcune molto rare, quando non uniche), propongono un percorso nell’opera dei Peintres-graveures (pittori-incisori) dalla fine dall’Ottocento al secondo dopoguerra, con l’intenzione di sottolineare il ruolo delle tecniche di stampa nell’evoluzione dei linguaggi, degli stili e delle modalità espressive dei movimenti avanguardistici europei del secolo scorso e dei loro esponenti. È una sorta di “riassunto” della storia dell’arte del primo Novecento europeo che inizia simbolicamente alla fine dell’Ottocento, con l’opera di personaggi chiave per gli sviluppi dell’arte nei decenni successivi – su tutti Paul Cézanne e Toulouse-Lautrec – per proseguire poi tra i vari movimenti d’avanguardia e i loro principali interpreti: da Picasso Matisse, da Pechstein a Dix, da Kandinskij a Klee, da Miró a Giacometti, da Hartung a Dubuffet, da Vedova a Fontana. Una panoramica esaustiva della scena artistica europea di questo periodo storico, che testimonia, attraverso i fogli di alcuni autori del tempo, l’importanza della stampa d’arte come mezzo espressivo autonomo, uno strumento prezioso nella loro ricerca a cui affidare le sperimentazioni tecniche più ardite e importanti passaggi stilistici.

Gli artisti selezionati per la mostra non considerano la stampa come un semplice mezzo di riproduzione e diffusione di un’immagine ma come un’opera d’arte tout-court. Esiste una definizione, coniata da Ambroise Vollard, che ben identifica gli artisti del XX secolo che hanno prodotto stampe di invenzione e non di riproduzione: Peintres-graveures. E proprio di questo si tratta, di artisti che usano le tecniche di stampa con la medesima mentalità e la medesima intenzione con cui usano il pennello, la tavolozza, i colori a olio. La questione di “proseguire la ricerca oltre alla pittura” è un tema molto sentito dagli artisti che hanno frequentato le tecniche a stampa. Per Picasso, Rouault, Miró, Morandi o il gruppo degli artisti di Die Brücke, per citare solo i primi casi che vengono in mente, la realizzazione di opere a stampa costituisce un momento importante di sperimentazione creativa.

“In Italia, purtroppo, la stampa d’artista è ancora poco considerata dal grande pubblico” sottolinea la curatrice Simona Bartolena. “Vittima di pregiudizi senza fondamento, l’opera grafica è poco raccontata. Le collezioni di molti musei internazionali, ad esempio quella del Moma di New York, vantano una sezione di opere a stampa di migliaia di esemplari, in dialogo con la pittura, la scultura, la fotografia, l’editoria e il design. Questa esposizione offre una straordinaria opportunità di seguire l’esempio internazionale e considerare l’opera grafica come una parte importante, talvolta fondamentale, della ricerca dei maestri del Novecento. La preferenza di una tecnica sulle altre, la scelta di un metodo di stampa, l’approccio stesso alla matrice da incidere e alla carta da imprimere rivelano sfumature interessantissime della ricerca di un artista o del linguaggio di un movimento, offrendo un punto di vista diverso da quello, più noto, della pittura e della scultura. La mostra è quindi uno splendido “viaggio” nella storia dell’arte del Novecento attraverso i suoi protagonisti, ma anche un’occasione per scoprire le tecniche e i processi di stampa e le loro peculiarità. Curarla è stato entusiasmante. Spero lo sarò anche visitarla!”.

Per Centuripe, SEGNI acquisisce, inoltre, un significato speciale, offrendo un ulteriore spunto di riflessione. I massimi protagonisti delle Avanguardie storiche di inizio Novecento si sono ispirati all’arte africana e primitiva, dando vita al fenomeno del cosiddetto Primitivismo. Le pitture rupestri preistoriche del Riparo Cassataro, eccezionale sito scoperto nel 1976, creano un inedito confronto con alcune delle opere esposte, su tutte il celebre Toro di Picasso. La relazione strettissima tra la ricerca di un nuovo codice estetico e i linguaggi primigeni di civiltà diverse e distanti nello spazio e nel tempo, emerge con chiarezza, suggerendo nuovi percorsi di lettura e motivi di approfondimento.

All’interno del Riparo Cassataro, anfratto roccioso costituito dall’accatastamento di enormi blocchi di arenaria, si individuano due serie di pitture: una più evidente in ocra rossa e l’altra più sbiadita di colorazione nera. Quest’ultima, più visibile in foto all'infrarosso, rappresenta un bue con lunghe corna e una figura antropomorfa che abbraccia un tamburello ed è ritenuta la più antica, databile al neolitico sia per lo stile sia per i ritrovamenti ceramici nei pressi della rocca.

La scena in ocra rossa sembrerebbe appartenere a un periodo più tardo, con buona probabilità all’età del bronzo. Si individuano una serie di figure antropomorfe, da sinistra verso destra, con un grado di semplificazione e astrazione crescente. Le figure prima provviste di arti vengono poi semplicemente raffigurate come dei quadrati smussati muniti di testa all'interno. La curiosa forma sembra dovuta ad una stilizzazione di persone oranti o in festa con le braccia alzate. Le figure antropomorfe si distribuiscono attorno ad un grande disegno centrale che ne costituisce il fulcro, molto complesso che al momento non ha fornito elementi chiari di decifrazione. Potrebbe rappresentare una grande costruzione, forse una capanna/sacello oppure una figura importante come una divinità o una persona di rilievo della comunità. Il disegno ha alcuni tratti in comune con le figure stilizzate antropomorfe ma presenta una maggiore ricchezza e complessità dovuta anche ad una struttura a reticolo che potrebbe rappresentare le maglie di una veste.

Nel riparo si distingue una parte del basamento dove è evidente una numerosa serie di coppelle scavate di probabile utilizzo cultuale. Il Riparo Cassataro, custodito all’interno di una proprietà privata, sarà eccezionalmente visibile per la prima volta durante l’intera durata della mostra, previa prenotazione.

La mostra, patrocinata dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana, dall’Assessorato regionale turismo Regione Sicilia e dal Comune di Centuripe, nasce da un progetto di Enrico Sesana, è prodotta da Vidi Cultural srl ed è realizzata grazie al contributo dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) e dell’Assessorato regionale turismo Regione Sicilia. Si ringraziano per la sponsorizzazione LuxEsco e Barbera International,  per il supporto Verzì Caffè e il Consorzio Utenza Acqua “Aragona”, e Crimi per l’edilizia per il supporto tecnico. Si ringrazia infine l’Istituto Alberghiero “Don Pino Puglisi” per il servizio di catering.

 

Testo, immagini e video dall'Ufficio Stampa della mostra.


Centuripe vaso policromo falso IBAM CNR

I ricercatori dell'Ibam-Cnr di Catania riscoprono l'autenticità di un vaso di Centuripe

Grazie alla fisica, i ricercatori dell’Ibam Cnr di Catania sono riusciti a stabilire l’autenticità di un vaso policromo di Centuripe, sequestrato dalla Guardia di Finanza nel 1992 e considerato un falso fino a poco tempo fa. La grandiosa scoperta è stata possibile grazie all’utilizzo dell’innovativo scanner LANDIS-X progettato e sviluppato presso i laboratori dell’Ibam in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Sud (Lns –Infn) di Catania. Lo strumento ha consentito di identificare in modo del tutto non invasivo ed in situ la paletta dei pigmenti caratterizzanti le figure e di riportare alla luce alcuni dettagli della policromia perduta nella scena ormai sbiadita dipinta sul vaso di Centuripe.

Dett_analisi LANDIS-X_Ibam Cnr_03Lo studio su questi vasi è stato affidato al fisico Paolo Romano e all’archeologo Giacomo Biondi che si occupano di stabilirne l’autenticità poiché, se pur esposti in tutto il mondo, di questi vasi non se ne conosce spesso la provenienza. Ad oggi, di 150 vasi policromi di Centuripe, prodotti tra il 250 e il 100 a.C. nella piccola cittadina della Sicilia centro-orientale, solo di una decina si è riusciti a stabilirne l’autenticità.

Questi vasi sono stati spesso oggetto di falsificazione sia per l’alto valore sul mercato, una pisside nel 2000 fu venduta all’asta per ben 171.000 dollari, sia perché le pitture a tempera dei vasi, col passare del tempo, si sono parzialmente o totalmente cancellate e spesso sono state ridipinte. Celebre è il caso di vasi autentici ridipinti in età moderna che finirono in dono a Mussolini e che ingannarono i più grandi studiosi di archeologia e storia dell’arte dell’epoca.

Coniugando scienza e archeologia i ricercatori catanesi sono stati quindi in grado di stabilire l’autenticità di questo vaso conservato come falso nei magazzini dell’ex Manifattura Tabacchi appartenente all’allora Museo Regionale Interdisciplinare di Catania e oggi Polo regionale di Catania per i siti culturali.

Dett_analisi LANDIS-X_Ibam Cnr_03“Il vaso, oggetto di studio - dichiara l’archeologo dell’Ibam, Giacomo Biondi - originariamente si doveva trovare in un’antica tomba di Centuripe, da dove fu sicuramente razziato da scavatori clandestini, che lo immisero nel circuito illegale del mercato antiquario. Vi è rappresentata la scena del rapimento di una fanciulla (verosimilmente allusiva al rapimento di una giovane vita ad opera della morte), in atteggiamento di disperazione, da parte di un aitante giovane tra due figure femminili, una delle quali accorre verso la figura rapita. La particolarità di questi vasi, risiede proprio nelle raffigurazioni, dei veri e propri ‘quadri’ di oltre due millenni fa che anticipano, in alcuni casi, iconografie della pittura pompeiana”.

Centuripe vaso falso IBAM CNR“Solo pochi esemplari di vasi policromi - continua il fisico dell’Ibam, Paolo Romano - sono stati sottoposti ad analisi chimico-fisiche per accertarne l’autenticità. Su buona parte di tali vasi, sparsi nel mondo, grava il sospetto di falsità totale o parziale al punto che, pur rappresentando un’importante capitolo della pittura ellenistica, non compaiono in importanti opere di sintesi come, ad esempio, la recente Cambridge History of Painting in the Classical World”.

Il vaso può essere considerato ad oggi uno dei pochi esemplari al mondo di provata autenticità e senza ritocchi moderni. Purtroppo, a causa della depredazione della necropoli di Centuripe e l’improbabilità di nuovi scavi archeologici in situ, l’opera analizzata assume un’importanza straordinaria per l’alto valore della scena figurata in questa tipologia di vasi e per la conoscenza diretta di alcune tecniche pittoriche utilizzate durante l’epoca ellenistica, epoca a cui risale la realizzazione di questo vaso.

Dettaglio vaso policromo di Centuripe. Foto Giovanni Fragala CNR IBAM