Fare etnografia

"Fare Etnografia. Teorie e Pratiche della Ricerca sul Campo in Contesti Extrauropei"

Fare Etnografia. Teorie e Pratiche della Ricerca sul Campo in Contesti Extrauropei (8-10 novembre 2019, Genzano di Roma)

 

Pubblicato il bando di iscrizione per il prossimo incontro della Scuola di Alta Formazione in Studi Storico-Religiosi promossa dal Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”: Fare Etnografia. Teorie e Pratiche della Ricerca sul Campo in Contesti Extrauropei (8-10 novembre 2019, Genzano di Roma). È possibile iscriversi al corso come “studenti” (50,00 euro) oppure come “uditori” (20,00 euro). Una selezione delle ricerche presentate dagli studenti sarà pubblicata sulla nascente collana di studi “Paideia”, promossa dal Museo delle Religioni. Durante il corso si effettueranno visite guidate gratuite ai musei e ai centri storici dei comuni dei Castelli Romani.

In basso potete trovare il programma nei suoi dettagli e indicazioni puntuali in merito alle quote e alle modalità di iscrizione.

La pre-iscrizione va effettuata entro il 30 ottobre.

 

Bando Scuola di Alta Formazione in Studi Storico-Religiosi

(Sezione: Etnografia Religiosa)

Fare Etnografia.

Teorie e Pratiche della Ricerca sul Campo in Contesti Extrauropei

 

8-10 novembre 2019, Hotel Villa Robinia,

Viale Fratelli Rosselli 19, Genzano di Roma.

Docenti e discussants

 

Igor Baglioni (Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”) - discussant

Stefano Beggiora (Università Ca’ Foscari Venezia) - docente

Alessandra Ciattini (Sapienza Università di Roma) - docente

Stefano Maltese (Università degli Studi di Verona) - discussant

Mariano Pavanello (Sapienza Università di Roma) - docente

Elisa Vasconi (Sapienza Università di Roma) - discussant

 

Lezioni introduttive

Stefano Beggiora (Università Ca’ Foscari Venezia), Ādivāsī, sciamanismo e tradizioni indigene in Sud Asia: appunti per una ricerca sul campo in India

Alessandra Ciattini (Sapienza Università di Roma), Riflessioni critiche sull’etnografia

Mariano Pavanello (Sapienza Università di Roma), Etnografie dei mondi invisibili

Destinatari

La Scuola di Alta Formazione in Studi Storico-Religiosi si rivolge primariamente a laureandi in discipline umanistiche, dottorandi e dottori di ricerca nelle medesime discipline, giovani ricercatori.

Questi potranno iscriversi come “studenti” o come “uditori”.

La Scuola è parimenti aperta a quanti siano comunque in possesso delle conoscenze di base necessarie alla frequenza del corso, pur non rientrando nelle categorie sopra riportate.

Questi potranno iscriversi come “uditori”.

La quota di iscrizione per gli studenti è di 50,00 euro. La quota di iscrizione per gli uditori è di 20,00 euro. Maggiori informazioni alle voci “iscrizione studenti” e “iscrizioni uditori”.

Relazioni degli studenti

Durante il corso gli studenti presenteranno le loro ricerche attinenti al tema dell’incontro, esponendole in una relazione strutturata di 20 minuti che sarà discussa dagli studiosi presenti (docenti e discussants). Una selezione delle relazioni presentate sarà raccolta in volume e pubblicata nella nascente collana di studi della Scuola di Alta Formazione in Studi Storico-Religiosi, “Paideia”, edita dalle Edizioni Quasar.

Visite guidate

Durante il corso si terranno delle visite guidate gratuite ai musei e ai centri storici dei comuni dei Castelli Romani. Il programma delle visite sarà comunicato successivamente con la conferma dell’attivazione del corso.

Finalità

Considerata a lungo un’ausiliaria dell’antropologia e una semplice tecnica di raccolta sul campo, l’etnografia è, in realtà, una pratica di ricerca, interpretazione e scrittura che sta alla base della disciplina. Obiettivo di questo incontro è quello di riflettere sulle tecniche e le metodologie della ricerca sul campo, in particolare in contesti extraeuropei, sulla costruzione della rappresentazione etnografica, sulla complessa relazioni con i propri interlocutori locali, sulla scrittura e l’uso delle finzioni.

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Prima giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla prima giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Giovedì 18 ottobre 2018

ORE 17.00 APERTURA DELLA RASSEGNA

introducono:

Giacomo Caruso

Presidente Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea

Alessandra Cilio, Lorenzo Daniele

Direttori artistici del Festival

intervengono:

Giovanni Verga

Sindaco del Comune di Licodia Eubea

Rosalba Panvini

Soprintendente BB.CC.AA. di Catania

ORE 17.30 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Az, Branko pridivkom Fučić

Nome Branko, cognome Fučić

Nazione: Croazia

Regia: Bernardin Modrić

Consulenza scientifica: Tomislav Galović

Durata: 36’

Anno: 2016

Produzione: Istra Film

Il documentario narra la storia poetica e contemplativa di uno dei maggiori ricercatori croati di iscrizioni e affreschi glagolitici, il cui lavoro ha segnato la storia dell’arte dell’Europa sud–orientale della seconda metà del XX secolo. Fučić è stato uno studioso capace di rendere civiltà ed eventi del passato più vicini a noi, in modo semplice e coinvolgente.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/nome-branko-cognome-fucic/

L’antico teatro di Herculaneum

Nazione: Italia

Regia: Raffaele Gentiluomo

Consulenza scientifica: Domenico Camardo, Mario Notomista

Durata: 8’

Anno: 2014

Produzione: Fondazione Cives - Mav Museo Archeologico Virtuale

Il Teatro, costruito in età augustea, rappresenta uno dei monumenti più straordinari dell'antica Herculaneum, testimonianza dello splendore della città, prima della tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/lantico-teatro-di-herculaneum/

Mésopotamie, une civilisation oubliée

Mesopotamia. Una civiltà dimenticata

Nazione: Francia

Regia: Yann Coquart, Luis Miranda

Consulenza scientifica: Jessica Giraud

Durata: 52’

Anno: 2017

Produzione: Un Film à la Patte

Lontana dalle principali spedizioni archeologiche del XX secolo per ragioni geopolitiche, la Mesopotamia settentrionale è il cuore dell’impero assiro. Per dieci anni, le porte di questo continente si sono gradualmente aperte e i più grandi archeologi del nostro tempo si sono affrettati a mappare, registrare, cercare, analizzare il territorio. Il film racconta un’incredibile avventura archeologica, tra passato e presente, in cui la conoscenza scientifica diventa una risposta alla barbarie.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/mesopotamia-una-civilta-dimenticata/

Le mythe du Labyrinth

Il mito del Labirinto

Nazione: Francia

Regia: Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Durata: 26’

Anno: 2018

Produzione: Tournez S’il Vous Plaît – Arte

Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/il-mito-del-labirinto/

ORE 19.30 INCONTRI DI ARCHEOLOGIA

Inaugurazione della mostra fotografica

Libia. Antiche Architetture Berbere

interviene:

Lucio Rosa, regista e fotografo

La mostra fotografica di Lucio Rosa verrà inaugurata presso gli spazi del museo etnografico di Licodia Eubea.

ORE 19.45 APERITIVO AL MUSEO

Visita guidata all’interno del Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con #aperitivoalmuseo.
Tutti i giorni, tra le 19.30 e le 20.00, il museo civico "A. Di Vita" e quello etnografico "A. M. Coniglione" di Licodia Eubea si apriranno ai visitatori per una visita guidata e un ricco apericena a base di prodotti locali.
I vini saranno gentilmente offerti dallo sponsor del festival, l'azienda vinicola Baglio di Pianetto, attenta nella produzione di bianchi e rossi che raccontino la Sicilia, ma anche sensibile ad attività culturali che la promuovano in ambito nazionale e internazionale.

ORE 21.00 CINEMA ED ETNOANTROPOLOGIA

C’era una volta la terra

Nazione: Italia

Regia: Ilaria Jovine, Roberto Mariotti

Durata: 73’

Anno: 2018

Produzione: Iljà Film – Effendemfilm

Partendo da selezionati articoli giornalistici dello scrittore e saggista Francesco Jovine (1902-1950), pubblicati negli anni Quaranta, il film indaga la realtà contemporanea, alla ricerca del medesimo legame raccontato dallo scrittore, quello che da sempre lega l’uomo alla terra. Ne viene fuori una favola sospesa tra il presente e il passato, dai toni a volte poetici, a volte amari, che ha come protagonisti, oltre lo scrittore stesso, un giovane coltivatore, un professore di geografia, una mandria di vacche, due fratelli indiani e dei ragazzi afghani ospitati in una masseria.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/cera-una-volta-la-terra/

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.


Il lato oscuro della natura umana dietro la Dispersione del Pleistocene?

24 Novembre 2015
Kabloka,_Netsilik-inuit_(7602228786)
Fino a centomila anni prima del tempo presente, i movimenti degli antichi umani erano rimasti lenti e in gran parte correlati ad eventi come grandi aumenti della popolazione o cambiamenti ecologici. A partire da quell'epoca, però, qualcosa cominciò a cambiare, e iniziò una diffusione ben più rapida che superava anche significative barriere naturali. Cosa era cambiato?
Secondo la dott.ssa Penny Spikins, del Dipartimento di Archeologia dell'Università di York, né i cambiamenti ecologici o gli aumenti della popolazione potrebbero spiegare adeguatamente il fenomeno. I resoconti etnografici di moderni cacciatori raccoglitori possono invece aiutarci a comprendere meglio il fenomeno. La dott.ssa Spikins prende ad esempio un caso di dispersione determinata da un allontanamento presso i Netsilik dell'Artico Canadese, alla base del quale vi sarebbero state menzogne e dispute morali. Nonostante la nuova regione fosse una delle più inospitali della tundra, la nuova colonia prosperò. Nuovi contatti tra i due gruppi determinarono pure il riemergere di antiche tensioni (determinate da furti) in maniera ancor più violenta.
Una possibile spiegazione della Dispersione del Pleistocene potrebbe perciò ricercarsi tra le emozioni e nelle relazioni umane. A quell'epoca avrebbero cominciato a diventare rilevanti le dinamiche strutturali relative alla collaborazione e alla dedizione agli altri, al fine della sopravvivenza del gruppo. Al contempo, sarebbe emerso il "lato oscuro" della natura umana.
Questa crescita di complessità emozionale e culturale, che avrebbe determinato problemi morali ed espulsioni dai gruppi (con gli esplusi che avrebbero voluto distanziarsi quanto più possibile dai rivali), può costituire un elemento, per quanto elusivo, di spiegazione della Dispersione nel Paleolitico.
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