Da Leonardo a Pistoletto: le Marche d'estate si mettono in mostra

Da Leonardo a Pistoletto: le Marche d'estate si mettono in mostra
Fano, Macerata, Pesaro, Recanati, Urbino

Leonardo e Vitruvio a Fano; Agostino Iacurci a Pesaro; Raffaellino del Colle a Urbino; De Nittis e Pellizza da Volpedo insieme con Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto a Recanati; Bauhaus a Macerata.
Le mostre celebrano quattro straordinari eventi per la cultura mondiale: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, i 200 anni dalla stesura de L’Infinito di Leopardi, i 100 anni della Bauhaus e i 500 anni dalla morte di Raffaello.

Tutta la bellezza dell’arte e dell’architettura in sei mostre eccezionali.

È ricchissimo il programma culturale dell'estate 2019 nelle Marche, con sei occasioni imperdibili da mettere nell’agenda degli appuntamenti d’arte e architettura.
Le splendide città di Fano, Pesaro, Urbino, Recanati e Macerata ospitano sei mostre uniche e di qualità, molto diversificate tra loro, in grado di soddisfare interessi e gusti diversi. Le mostre, prodotte da Sistema Museo, invitano a visitare i luoghi culturali delle Marche, per meravigliarsi ancora una volta con la grande bellezza dell’arte.

Le mostre celebrano quattro straordinari eventi per la cultura mondiale: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, i 200 anni dalla stesura de L’Infinito di Leopardi, i 100 anni della Bauhaus e i 500 anni dalla morte di Raffaello.

Mostre per Leonardo e per Raffaello: Fano, Pesaro, Urbino

"Leonardo e Vitruvio": la mostra a Fano. Foto di Luigi Angelucci

Si inizia con il progetto Mostre per Leonardo e per Raffaello nelle tre città di Fano, Pesaro e Urbino, progetto diffuso e messo in campo di concerto dai tre Comuni nell’ambito delle celebrazioni promosse dal MIBAC, con il sostegno dei rispettivi Comitati nazionali, il contributo della Regione Marche.
Imperdibile la proposta della città di Fano che rende omaggio a Leonardo da Vinci, nei 500 anni dalla sua morte, raccontando per la prima volta il rapporto tra il “genio universale” e l’architetto Vitruvio. Inaugura giovedì 11 luglio, alle ore 17.30, la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell'armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”, presso la Sala Morganti del Museo del Palazzo Malatestiano. La mostra è a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini.
Da Vitruvio a Leonardo, tra architettura e scienza con al centro l'essere umano. I visitatori avranno la rara opportunità di un incontro ravvicinato con cinque disegni originali di Leonardo dal leggendario Codice Atlantico, esposti, per la prima volta nella storia recente, sulla sponda centro-adriatica d’Italia. La bella mostra affronta il multiforme rapporto fra Leonardo (1452-1519) e il testo di Vitruvio (I secolo a.C.) proprio a Fano, luogo della leggendaria basilica attribuita all’architetto romano e su cui si sono misurate intere generazioni di architetti, dal Rinascimento in avanti, da Fra Giocondo ad Andrea Palladio a Claude Perrault.

Marche mostra
"Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio": la mostra a Pesaro. Foto di Luigi Angelucci
Marche mostra
Foto di Lorenzo Palmieri

In continuità con Fano, Pesaro presenta un progetto originale in dialogo tra passato e presente a Palazzo Mosca - Musei Civici con la mostra “Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”. Curata da Marcello Smarrelli, con la consulenza scientifica di Brunella Paolini, la mostra presenta l’arte caleidoscopica di Agostino Iacurci, artista noto in tutto il mondo per i suoi monumentali dipinti murali negli spazi pubblici. A Pesaro Iacurci sperimenta una visione contemporanea del celebre trattato di Vitruvio, esposto in dieci pregiate edizioni.

La mostra su Raffaellino del colle a Urbino. Foto di Luigi Angelucci

Ad Urbino, infine, la mostra monografica curata da Vittorio Sgarbi, “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, omaggia questo delicatissimo discepolo del ‘divin pittore’ a 500 anni dalla morte. Per la prima volta si possono ammirare riunite insieme alcune delle sue opere più significative provenienti da chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Sansepolcro, Urbania, Urbino. Il percorso è introdotto da due opere di Raffaello: una tavoletta con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggifestone.
Le tre mostre di Fano, Pesaro e Urbino sono visitabili fino al 13 ottobre con un biglietto unico.

A Recanati l’Infinito nell’arte

Per chi ha scelto le Marche per le vacanze, immancabile una visita a Recanati, dove proseguono le celebrazioni per il bicentenario dalla stesura de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi. A Villa Colloredo Mels, l’invito è di lasciarsi coinvolgere in un percorso sensazionale dall’epoca romantica ad oggi. Due le mostre appena inaugurate: “La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo” a cura di Emanuela Angiuli e “Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto” a cura di Marcello Smarrelli. In mostra grandi artisti, come Giuseppe De Nittis, Emile René Ménard, Plinio Nomellini, Gaetano Previati, Amedeo Bocchi, Ettore Tito, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto.
Nella sezione a cura di Emanuela Angiuli “La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo” il percorso della mostra si svolge nella rappresentazione della natura, disegnata nei luoghi della campagna, sulle rocce, lungo il mare, nei giardini, paesaggi come scenari di molteplici e variegate espressioni.
La mostra a cura di Marcello Smarrelli si propone di sondare alcuni riflessi che la questione dell’infinito ha prodotto nell’arte contemporanea. La mostra prende avvio da “Metro cubo d’infinito in stanza specchiante” di Pistoletto. L’installazione, realizzata specificamente per gli spazi di Villa Colloredo Mels, propone una nuova lettura di un’opera storica dell’autore, “Metro cubo d’infinito” (1966). “Particolare di Infinito” di Anselmo si compone di numerosi disegni a grafite che riproducono frammenti della parola “infinito”, tentativo utopistico di conferire visibilità e misurabilità al concetto. I due successivi lavori impiegano una delle tecniche più note nella produzione dell’artista, la proiezione. A duecento anni dalla stesura de L’infinito di Leopardi queste mostre, visitabili fino al 3 novembre, diventano una riflessione sull’infinitezza nell’arte, un viaggio attraverso opere straordinarie con lo sguardo rivolto “al di là della siepe”.

Macerata omaggia la storia della Bauhaus

Non poteva mancare, infine, una finestra sull’architettura. A cent’anni dalla sua fondazione, Macerata celebra la Bauhaus, la rivoluzionaria scuola tedesca. La mostra “Bauhaus 100: imparare, fare, pensare”, curata da Aldo Colonetti, vuole recuperarne la memoria storica e ripensarne le influenze nel futuro, individuando ciò che è rimasto di quello spirito rivoluzionario e interrogarsi se eè ancora possibile progettare mettendo al centro “le idee” e non “le cose”. Fino al 3 novembre è esposta ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, con due sezioni a Palazzo Pellicani Silvestri, ex sede della Banca d’Italia, e la biblioteca Mozzi Borgetti. Macerata è il luogo ideale: uno dei pochi italiani che hanno frequentato il Bauhaus negli anni Trenta è Ivo Pannaggi, artista maceratese, poliedrico innovatore. Il percorso a Palazzo Buonaccorsi parte da una suggestiva installazione luminosa ispirata ai colori del Bauhaus e curata da iGuzzini illuminazione, sponsor tecnico, e propone i documenti fondativi originali del movimento, selezionati dalla preziosa collezione di Italo Rota, che ne è anche curatore.

INFORMAZIONI
Fano, Pesaro e Urbino: www.mostreleonardoraffaello.it
Recanatiwww.infinitorecanati.it
Maceratawww.macerataculture.it

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Sistema Museo


Ottocento in Collezione Dai Macchiaioli a Segantini mostre Giuseppe De Nittis Piccadilly

Ottocento in Collezione. Dai Macchiaioli a Segantini: la mostra a Novara

MOSTRA:

OTTOCENTO IN COLLEZIONE

Dai Macchiaioli a Segantini

Novara, Castello Visconteo Sforzesco, ingresso. (Foto Massimo Ardillo)

Nel Castello Visconteo Sforzesco, a Novara in Piemonte, è possibile ammirare dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019 la mostra OTTOCENTO IN COLLEZIONE. Dai Macchiaioli a Segantini.

I. Il Risorgimento nazionale tra epica e cronaca

II. L’Italia delle regioni: scene di città ed episodi di vita contadina

III. La varietà del paesaggio

IV. Il quotidiano familiare della nuova borghesia

V. Uno sguardo oltre il confine: gli italiani a Parigi e la Maison Goupil

VI. Suggestioni dall'antico e dall'esotico

VII. Il lavoro e la nuova sensibilità ai risvolti sociali

VIII. Oltre il reale

Sono le otto sezioni che, accompagnandoci lungo le sale del castello Visconteo, ci illustrano - tramite pitture e sculture - un secolo, l’Ottocento, di guerra, di attesa, di paesaggi baciati dal sole, di vita quotidiana di uomini, di donne, di bambini,  di anziani, di animali, visti anche in interni di private case, povere e ricche. Si affrontano Temi Sociali, afferenti il lavoro, le sue ingiuste condizioni, il precariato, lo sfruttamento minorile, femminile, del mondo contadino, l’artista che diventa portavoce di una denuncia sociale.

ANGELO MORBELLI (Alessandria, 1854 – Milano, 1919). Risaiuole, 1897. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EMILIO LONGONI, (Barlassina, 1859 – Milano, 1932), La piscinina (la piccola apprendista sarta, in dialetto milanese), 1889-1890. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

L’unificazione dell’Italia, dopo il 1868, l’Italia unita, l’Italia delle Regioni, che genera nuovi soggetti pittorici e scultorei: le guerre d’indipendenza, le principali battaglie svolte, la partenza e il ritorno dal fronte, sono i temi storico risorgimentali.

LUIGI NONO (Fusina,1850-Venezia, 1918), La fanfara dei granatieri, 1875 (particolare). Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOACCHINO TOMA (Galatina, 1836 – Napoli, 1891) Piccoli patrioti, 1862. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GEROLAMO INDUINO (Milano,1825-1890), La partenza per il campo, 1866. Olio su tela. Collezione privata (Foto Claudia Di Cera)

 

FRANCESCO PAOLO MICHETTI (Tocco da Casauria, 1851- Franavilla al Mare, 1929), L’incontro, 1887. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il paesaggio naturalista è un genere pittorico che piace ancora al pubblico coevo degli artisti in mostra; la moda del ritrarre il paesaggio era nata un secolo prima, nel Settecento, con i viaggi del Grand Tour, e prosegue nel corso dell’Ottocento, concretizzandosi nelle opere esposte, con una raffigurazione della varietà paesaggistica italiana, con scene agresti e pastorali.

CARLO FORNARA (Prestinone, 1871-1968), Ultimi splendori d’autunno, 1897-1905. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EMILIO LONGONI (Barlassina, 1859- Milano, 1932), Primavera alpina, 1909 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

ANGELO MORBELLI (Alessandria, 1854 - Milano, 1919), Ave Maria, 1914.
Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GUGLIELMO CIARDI (Venezia, 1842 – 1917), Estate, 1872 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Così come osservano la natura per tentare di cogliere gli aspetti più veri del paesaggio, gli artisti osservano e descrivono anche gli aspetti più veri della contemporaneità borghese, tramite la rappresentazione delle figure femminili, queste scene di “genere”, cioè la rappresentazione della quotidianità, spesso con scopi educativi e moralistici, si concretizza in finestre affaccianti il privato interno di case borghesi.

SILVESTRO LEGA (Modigliana, 1826 – Firenze, 1895), La curiosità, 1866 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EUGENIO PELLINI  (Marchirolo, 1864 – Milano, 1934), Pagine d’album, 1894. Fusione in Bronzo. Collezione privata. Particolare. (Foto Claudia Di Cera)

 

VITTORIO MATTEO CORCOS (Livorno,1859 – Firenze, 1933), Leggendo il “Farfulla”, 1887. Pastello su carta. (Particolare). (Foto Claudia Di Cera)

 

Gli artisti viaggiano non solo per l’Italia, ma anche in Europa e in altri continenti. In Europa, Francia, Inghilterra, dove nell'Ottocento Parigi e Londra si contendono il primato della capitale culturale e mondana e dove, da esse, nasce il fenomeno del mercato d’arte che influenzerà anche l’Italia.

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Eleganze ad Hyde Park, Londra, 1876. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Piccadilly (Giornata invernale a Londra), 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Sulla neve, 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il viaggiare in Italia, il viaggiare in Europa, e il viaggiare oltre in nostro continente, nel Medio Oriente, nel Nord Africa, in India, in Giappone, darà luogo al fenomeno dell’Esotismo, che l’aristocrazia e la ricca borghesia nutrirà con la sua curiosità, lanciando una moda, per gli oggetti di arte e arredamento provenienti da luoghi molto lontani. Gli artisti, per creare le loro opere, attingono a temi del repertorio storico, letterario, sacro.

DOMENICO MORELLI (Napoli 1823 – 1901), La Maddalena, 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

DOMENICO MORELLI (Napoli 1823 – 1901), Maometto prega con i soldati nel deserto, 1885-1886. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il percorso espositivo si conclude con la sezione intitolata Oltre il reale, dove gli artisti vogliono rappresentare sia gli aspetti più reconditi del reale sia, passando oltre il reale, attingono da altre arti, come la letteratura, la musica, la poesia, immergendosi  in suggestioni oniriche e spirituali.

GAETANO PREVIATI (Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920), Madonna col bambino e fiori (Trittico), 1916 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

LEONARDO BISTOLFI (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933), Testa dell’Alpe, 1906 – 1910. Marmo. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

LEONARDO BISTOLFI (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933), Testa dell’Alpe, 1906 – 1910. Marmo. Collezione privata. Particolare sulla firma e dedica dell’autore dell’opera. (Foto Claudia Di Cera)

 

CARLO FORNARA (Prestinone, 1871 – 1968), Da una leggenda alpina, 1902. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Lungo le sale e i corridoi del castello troviamo 80 opere, dipinti e sculture, appartenenti a collezioni private, ed eseguite sia da maestri, oggi, famosi sia meno conosciuti:  Mosè Bianchi, Leonardo Bistolfi, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani, Filippo Carcano, Francesco Federico Cerruti, Guglielmo Ciardi, Vittorio Matteo Corcos, Tranquillo Cremona, Sebastiano De Albertis,  Giuseppe De Nittis, Federico Faruffini, Giovanni Fattori, Giacomo Favretto, Antonio Fontanesi, Carlo Fornara, Vincenzo Gemito, Eugenio Gignous, Giuseppe Grandi,  Vittore Grubicy de Dragon , Domenico e Gerolamo Induno, Paolo Ingegnoli, Silvestro Lega, Emilio Longoni, Cesare Maggi, Antonio Mancini, Gaetano Marzotto, Francesco Paolo Michetti, Angelo Morbelli, Domenico Morelli, Plinio Nomellini, Luigi Nono, Filippo Palizzi, Alberto Pasini, Eugenio Pellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Daniele Ranzoni, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Giuseppe Sciuti,  Telemaco Signorini,  Ettore Tito, Gioacchino Toma, Paolo Troubetzkoy, Federico Zandomeneghi.

 

ANTONIO MANCINI, (ROMA, 1852-1930), Saltimbanchi suonatori, 1877. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

PAOLO TROUBETZKOY (Intra, 1866 – Pallanza,1938), Signora al Caffè, 1908 – 1912. Gesso. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOVANNI BOLDINI, (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), Berthe in campagna (Waiting), 1874. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOVANNI BOLDINI, (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), Il cappellino nuovo (Lina Cavalieri), 1900 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Dans les blés, 1873. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

TELEMACO SIGNORINI (Firenze, 1835 - 1901), Ponticello a Portoferraio, 1888 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

 

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE LA MOSTRA: 

OTTOCENTO IN COLLEZIONE. Dai Macchiaioli a Segantini

 

 Dove: Novara, Castello Visconteo Sforzesco, piazza Martiri della Libertà

 

Quando: 20 ottobre 2018 - 24 febbraio 2019

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)

 

Aperture straordinarie:

8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio 2019, 22 gennaio 2019

 

Biglietti:

Intero € 10,00

Ridotto € 8,00 (over 65, under 26, gruppi di almeno 15 persone, soci di enti convenzionati - FAI, Touring Club Italiano, Abbonamento Musei Lombardia)

Scolaresche € 5,00 (gruppi di studenti di scuole elementari, medie e superiori accompagnati dai loro insegnanti)

Gratuito bambini sotto i 6 anni

 

Audioguida € 3,00

 

Catalogo Edizioni METS Percorsi d'Arte € 30,00 (in mostra); € 35,00 (in libreria)

Info e Prenotazioni per gruppi ATL Novara tel. 0321.394059 - [email protected]