Meraviglie. Torna il TV il programma di successo che racconta i tesori italiani

Prende il via sabato 4 gennaio 2020, alle 21.20 su Rai1, la terza edizione del programma condotto da Alberto Angela dal titolo Meraviglie. Quattro puntate che costituiscono un viaggio tra opere, luoghi, sistemi di vita assolutamente particolari che testimoniano la creatività e l’ingegno dei nostri predecessori.

L’Italia è davvero la penisola dei tesori. Ospita, infatti, 55 siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Nessun paese al mondo, a parte la Cina, ha avuto altrettanti riconoscimenti. Il nostro non solo è il patrimonio più ricco, ma è anche distribuito in tutte le regioni e abbraccia tutti i periodi storici. Il merito di tanta ricchezza, di tanta bellezza è tutto nostro, dei nostri padri, dei nostri antenati.

Alberto Angela. Foto: Ufficio stampa Rai1

Quindi, questo programma è anche un omaggio agli italiani, a quanto hanno saputo fare nei secoli e a quanto, tra mille difficoltà, si continua a fare.
La prima puntata di Meraviglie prende il via da un luogo magico: Capri, un sogno fatto isola. La storia, il costume, la moda si intrecciano su questo scoglio al largo del golfo di Napoli. Con Alberto Angela, se ne ammireranno le bellezze naturali – come dimenticare la mitica Grotta Azzurra? - ma anche la storia: da Villa Jovis, la sontuosa abitazione dell’imperatore Tiberio, a Villa Lysis, culla della mondanità, al sentiero dei fortini. Il regista Mario Martone racconterà i suoi primi incontri con l’isola, mentre Violante Placido, impersonando Eleonora Duse, rievocherà il contrastato rapporto della diva con Capri.

Da un’isola di sogno a un palazzo da sogno: il Palazzo Reale di Torino. Alberto Angela, passando da un salone sontuoso ai labirintici percorsi destinati alla servitù, farà rivivere episodi che sono stati alla base della nascita dell’Italia, ma anche le mille curiosità che caratterizzavano la vita di corte. Mentre Aurora Ruffino vestirà i panni della regina Margherita, Arturo Brachetti, abitando proprio accanto, racconterà come ha potuto sbirciare dentro il Palazzo.

Si andrà, infine, a Roma, “la regina delle acque” secondo gli antichi. Il fontanone del Gianicolo, la fontana dei fiumi, la fontana di Trevi, il parco degli acquedotti. E poi, i quasi 2500 “nasoni”, le fontanelle sparse per tutta la città. La storia di Roma, dall’impero al barocco, è in qualche modo scritta dall’acqua. Del suo rapporto con le fontanelle e le fontane parlerà con affetto e divertimento Carlo Verdone, mentre Gian Lorenzo Bernini, autore di tante fontane, sarà impersonato da Massimo Bonetti.


Meraviglie. Ecco il nuovo libro di Alberto Angela

Dopo il grande successo televisivo di “Meraviglie. Alla scoperta dei tesori”, Alberto Angela annuncia l’uscita del suo nuovo libro scritto sulla scia dell'amata trasmissione in onda su Rai 1. Dalle Alpi alla Valle dei Templi in Sicilia, passando per le ricche architetture e opere sparse sulla penisola, frutto dei geni dell’arte che l’Italia ha da sempre ospitato, il noto divulgatore ripercorre le tappe da nord a sud d'Italia alla riscoperta delle meraviglie e dei tesori che ogni giorno ci circondano e che ormai diamo per scontate, abituati come siamo a conviverci. Ma se ci soffermiamo a riflettere, probabilmente, nessun altro stato del mondo respira tanta bellezza come l'Italia. Attualmente ben 55 siti in Italia sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, comprendendo opere di ogni secolo, con una densità che non ha eguali in nessun altro paese del mondo.

Alberto Angela

Il libro di Alberto Angela si propone come viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca delle meraviglie italiane, della nostra identità e alla consapevolezza della responsabilità che ne consegue di proteggere, tutelare e conservare i luoghi in cui abitiamo che raccontano le nostre radici più profonde.

Come afferma il divulgatore più famoso d’Italia dalla sua Fan Page ufficiale su FB, il libro si basa sul lavoro corale che ha impegnato per tanti mesi tante straordinarie professionalità nella produzione del programma e nella sua post-produzione. All’interno del libro ci saranno le foto e le descrizioni dei siti che sono stati esplorati durante la messa in onda del programma televisivo, arricchiti da curiosità e contenuti inediti. Inoltre, vi sarà la possibilità grazie al codice QR, di vedere sul cellulare le immagini relative ai siti in questione. Questi non sono stati inseriti in ordine geografico nella pubblicazione ma sono stati messi in ordine dal punto di vista cronologico, partendo dalle civiltà più antiche che hanno abitato la nostra penisola fino ad arrivare ai giorni nostri.

Con l’acquisto del libro si contribuirà al restauro di un’opera che è stata salvata dal terremoto del 2016 a Castelluccio di Norcia: la Madonna Adorante risalente alla fine del Quattrocento.

 

 


Torna "Meraviglie - La Penisola dei Tesori" con Alberto Angela

Torna Alberto Angela su Rai 1 con il programma “Meraviglie - La Penisola dei Tesori”, in giro per l’Italia alla scoperta dei tesori della nostra penisola, un viaggio tra opere, luoghi, sistemi di vita assolutamente particolari che testimoniano la creatività e l’ingegno dei nostri predecessori.

Dal 12 marzo alle ore 21.15 e per 4 puntate, il conduttore andrà in lungo e in largo per l’Italia anticipandoci anche qualche location: Lecce, Val di Noto, piazza Navona a Roma, Urbino e in cima al Monte Bianco.

Per i quattro nuovi episodi di Meraviglie l’itinerario prevede:

  • Baia e la costiera di Amalfi, Mantova, piazza Navona (prima puntata);
  • Ravenna, Cagliari e il complesso nuragico di Barumini, teatro San Carlo Napoli (seconda puntata);
  • Urbino, Lecce, il Monte Bianco (terza puntata)
  • Parma, Frasassi, Val di Noto (quarta e ultima puntata)
Photo credit : Barbara Ledda

Vi diamo qualche anticipazione sulla prima puntata grazie ad un post dello stesso Angela sulla pagina Facebook Alberto Angela Fan Page ufficiale.

Photo credit : Barbara Ledda

La troupe si è immersa nelle splendide acque del sito archeologico sommerso di Baia, non distante da Pozzuoli dove è possibile ammirare uno splendido sito archeologico romano sprofondato a causa del fenomeno del bradisismo. “Non vi nascondo l'emozione di trovarsi tra i resti delle ville dei potenti di allora, avvolti da alghe e concrezioni. Certo non ci sono edifici intatti ma solo i resti delle loro mura. Tuttavia potete immaginare la sensazione che si prova nel pinneggiare nel silenzio del mare, tra strade, botteghe o terme romane ammirando persino i resti di un ninfeo dove gli imperatori banchettavano. Un luogo impreziosito da statue (ora conservate in museo) le cui copie sembrano figure addormentate nella nebbia del tempo. Straordinari sono i mosaici che emergono dalla sabbia che li ha ricoperti e protetti per secoli, offrendoli poi allo studio degli archeologi e alle cure dei restauratori. È un sito unico al mondo. Un vero gioiello del nostro patrimonio. Vorrei condividere con voi quest'emozione che rimarrà a lungo scolpita nella mia memoria. Una delle tante che vi offriremo a Meraviglie”.

Photo credit : Barbara Ledda

La costa dei Campi Flegrei è un esempio unico al mondo, a causa dello sprofondamento dell’antica fascia costiera e alla conseguente trasformazione del territorio. Quanto vi si conserva sott’acqua rappresenta dunque un patrimonio storico archeologico di eccezionale valore per la sua peculiarità.

« Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis » « Nessuna insenatura al mondo risplende più dell’amena Baia » (Orazio)

La storia di Baia risale a tempi ben precedenti la colonizzazione greca. Molti sono i ritrovamenti sui fondali di ancore litiche datate tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro. Con la fondazione di Cuma e i successivi eventi legati alla storia della Campania, Baia entrò a far parte del suo territorio e della sua egemonia. La sua storia, successivamente, si legò  indissolubilmente alla città di Roma, qui infatti, già in epoca tardo repubblicana, gli aristocratici  si facevano costruire fastose residenze, attratti dal clima mite della costa e soprattutto dalle acque termali.

Photo credit : Barbara Ledda

In età imperiale, anche molti imperatori scelsero Baia come luogo di villeggiatura. Augusto non amò molto questi luoghi e il suo successore Tiberio preferì di gran lunga Capri, molto più appartata e meno caotica. Ma altri imperatori, così come molti personaggi illustri, citati dalle fonti antiche, frequentarono volentieri la regio baiana. Marcello la scelse per cercare di curare i suoi malanni, Caligola per celebrare la sua divinizzazione, tanto che si fece costruire un ponte di barche che traversava tutta la rada per galopparci con addosso le armi di Alessandro.

Claudio lo frequentò assiduamente e Nerone addirittura aveva grandi progetti per questi luoghi, come quello che avrebbe dovuto convogliare tutte le acque termali in un grande bacino unendo Miseno all’Averno. Ma Baia fu anche il luogo dove venne uccisa Agrippina, la madre dell’imperatore, sentita ormai come un enorme ostacolo alle sue scelte politiche e private. Con i Flavi l’ambiente di Baia tornò ad essere austero, ma è con Domiziano che il sito venne riportato alle sue celebri dissolutezze. Baia fu allora all’apice della sua fama che ritornò appieno nel III secolo d.C. con Alessandro Severo che vi fece erigere una lussuosa residenza imperiale per la madre Giulia Mamea.

La fortuna di Baia fu comunque legata a quella dell’impero e nel momento della sua decaduta anche le zone flegree inevitabilmente caddero in miseria. Le guerre gotiche prima e il bradisisma in seguito, portarono al definitivo abbandono dell’area. Tra il VII e l’VIII secolo buona parte della città era completamente sommersa.