Una principessa etrusca dell'ottavo secolo da Montalto di Castro

28 Gennaio - 11 Marzo 2016
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La tomba di Montalto di Castro in località Poggio Mengarelli, salvata da uno scavo clandestino grazie all'intervento tempestivo della Soprintendenza assieme all’Ente di Parco di Vulci, si è rivelata essere quella di una principessa etrusca (cioè un'aristocratica) dell'ottavo secolo.
La tomba della giovane etrusca di 13-14 anni presenta un prezioso corredo che viene fatto risalire alla fase dell’Orientalizzante Antico (fine dell’VIII e inizio del VII sec. a.C.). Tra i reperti ritrovati, due scarabei egizi (uno in oro), una collana fenicia in ambra e alcune fibule. Ritrovato pure del vasellame. La principessa era in una sepoltura a cassetta, all'interno della quale vi era il sarcofago. I resti ossei, residuo dalla pira funebre, erano avvolti in un fragile e prezioso tessuto.
La scoperta ha ricevuto rilevanza mediatica internazionale, e testimonia i rapporti tra Vulci e il Mediterraneo.

Link: ANSAIl Messaggero; The Local.itEtruria Oggi; Viterbo News 24 1, 2.
Foto da MiBACT.


Tomba di Vulci salvata dallo scavo clandestino a Poggio Mengarelli

Una Tomba di Vulci salvata dallo scavo clandestino - Montalto di Castro (Vt)

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L’intervento tempestivo della Soprintendenza assieme all’Ente di Parco di Vulci ha permesso in questi giorni di salvare una tomba dall’assalto degli scavatori clandestini. I “tombaroli” hanno agito di notte, in località Poggio Mengarelli, area di importante necropoli soprattutto per le fasi antiche della storia della città di Vulci, lasciando dietro di sé, come tracce del tentativo di un saccheggio evidentemente non andato a buon fine, una grande fossa con terra smossa al suo interno e i resti della copertura in frammenti di una tomba.
Lo scavo di recupero ha svelato che per fortuna non tutto quanto il terreno celava è stato violato. È stata così messa in luce una tomba a fossa “costruita” con blocchi di tufo locale e sono stati salvati diversi materiali del corredo che accompagnava la sepoltura. Tra questi si segnalano un bel cratere baccellato su alto piede, un’olla, alcune tazze baccellate con decorazione a lamelle metalliche, un anello di argento e molti frammenti di bronzo, immersi in un ricco strato di cenere. Considerate le condizioni di giacitura di questo strato si è deciso di continuare lo scavo in laboratorio, dove, con strumenti accurati, si potrà intervenire sulla conservazione dei reperti metallici e comprendere eventuali azioni del rituale di sepoltura salvati dalla distruzione.
I materiali e la tipologia della tomba permettono, ad un primo esame, una datazione all’Orientalizzante Antico (fine dell’VIII e inizio del VII sec. a.C.) epoca importante nella cronologia vulcente poiché nelle sepolture vengono deposti oggetti di corredo scelti per assecondare una crescente volontà di affermazione sociale.

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