Penny Dreadful: storie di angeli contro demoni

Penny Dreadful è una serie televisiva prodotta dal canale statunitense Showtime. Le tre stagioni sono andate in onda dal 2014 al 2016, ottenendo innumerevoli consensi sia da parte del pubblico sia da parte della critica. Dopo anni dalla fine della terza stagione, Showtime annuncia di aver finanziato uno spin-off dal titolo Penny Dreadful - City of Angels, cambiando completamente cast e ambientazione.

Penny Dreadful
Eva Green come Vanessa Ives nella locandina della seconda stagione di Penny Dreadful, Foto © Showtime Networks Inc. and Showtime Digital Inc.

 

Penny Dreadful: l'origine

John Logan, l'autore della serie, basò il plot su due differenti testi letterari: i penny dreadful (da cui il titolo della serie), libricini di genere horror diffusi durante l'epoca Vittoriana; La lega degli straordinari Gentlemen, nota graphic novel di Alan Moore. Protagonista assoluta è Vanessa Ives (Eva Green) figlia dell'alta borghesia britannica e vittima, in un certo senso, della stessa società in cui vive. I protagonisti maschili che supportano Vanessa, sono Sir Malcom (Timothy Dalton) e l'americano Ethan Chandler (Josh Hartnett).

L'ambientazione è quella dell'età Vittoriana, di fatti i toni e le scelte cromatiche tendono a mettere in risalto l'oscurità e il senso di mortalità che impregnava le strade di Londra. Il filo conduttore delle vicende narrate è il rapporto tra uomo e Dio e, soprattutto, tra bene e male. Questi parrebbero essere temi già trattati, soprattutto nel mondo della serialità televisiva. Tuttavia, Penny Dreadful ha la grandissima capacità di unire il genere gothic (tipico dei romanzi di fine '800) ad una più alta riflessione filosofica sul concetto stesso di umanità.

Durante le tre stagioni, ci vengono presentati diversi prototipi di "mostri": il mostro di Frankenstein (Rory Kinnear), Dorian Gray (Reeve Carney), il licantropo (Josh Hartnett), Dottor Jekyll (Shazad Latif), il conte Dracula (Christian Camargo) la strega Evelyn Poole (Helen McCrory).

Vanessa oscilla continuamente tra il diventare un mostro e il restare umana, rispettando tutti i dettami che delineano la brava donna vittoriana. Il personaggio maschile che le si potrebbe contrapporre, è proprio quello del mostro di Frankenstein (chiamato John Clare in memoria del poeta inglese).  Sia Vanessa sia John si trovano a dover fronteggiare le forze del male esterne, quindi il classico "villain", dovendo, però, affrontare anche i loro demoni interiori che, a volte, prendono il sopravvento. John viene da molti ritenuto un villan solo per via del suo aspetto esteriore, finendo spesso con il diventarlo per far zittire la gente. Vanessa, invece, è spesso posseduta dal demonio che si nutre del suo lato femminile più primordiale.

Back hand of God

Durante la prima stagione, Vanessa è fermamente convinta che la chiesa e i suoi rappresentati potranno aiutarla durante i momenti di possessione e, chissà, magari perfino sconfiggere il demonio che si impossessa di lei. In una delle migliori scene di tutta la serie, un prete incontra Vanessa e le pone la domanda "Do you really want to be normal?"

Qui esplode un'altra importante tematica della serie: la normalità. Vanessa, come ribadisce giustamente il parroco, è stata toccata dalla "backhand of God" quindi, in un certo senso, potrebbe essere una prescelta a cui è stato dato il dono della sofferenza per sconfiggere il male. La normalità, di conseguenza, le impedirebbe di portare a termine la sue missione. La normalità, tanto agognata da tutti i personaggi di Penny Dreadful, viene rappresentata come un ostacolo, come una superficie sotto la quale giace l'angoscia.

 

In conclusione, quello che ha reso (e rende) Penny Dreadful una delle migliori serie della storia della televisione, è proprio l'essenza dell'umanità, un'umanità destinata a vivere al di là del bene e del male.

La presenza costante dell'arte e, in modo particolare, della poesia calca con forza la mano sulle tematiche esistenzialiste. "All sad people like poetry" dice Vanessa a John Clare "happy people like songs". Penny Dreadful è una poesia lunga tre stagioni, contornata da quei poeti che hanno reso grande la letteratura vittoriana (spesso assistiamo a dei veri e propri recitals di Tennyson, Keats, Wordsworth).

City of Angels

Il 26 aprile 2020, Showtime ha rilasciato il primo episodio di Penny Dreadful - City of Angels, spin-off di Penny Dreadful. La nuova serie è ambientata nella Los Angeles del 1938 e si ispira al folklore messicano-americano. Lo spin-off diede il via ad una serie di polemiche già dal rilascio ufficiale di vari trailers durante il 2019. I fan non riconobbero in questo nuovo prodotto le dinamiche e le caratteristiche che hanno reso Penny Dreadful una pietra miliare della televisione.

City of Angels è composta da 10 episodi dalla durata di 45-50 minuti ciascuno. Le tinte che prevalgono sono luminose, in fin dei conti ci troviamo in California, la regia è più morbida e abbandona molti stilemi tipici del genere horror. I ruoli dei personaggi sono decisamente più definiti: ci sono i "buoni" e ci sono i "cattivi". Magda (Natalie Dormer) è la sorella cattiva della Santa Muerte (Lorenza Izzo). La lotta tra le due sorelle dà il via alla narrazione, che porta al centro della vicenda Tiago (Daniel Zovatto) un ragazzo messicano figlio di una sacerdotessa della Santa Muerte.

Tiago diventa presto un detective della polizia e si trova a dover fronteggiare una serie di omicidi a sfondo razziale. Madga, infatti, assume varie forme durante l'intera stagione, portando quel briciolo di malignità che farà soccombere l'umanità in favore del coas. Ad ostacolare Madga, ci dovrebbe essere la Santa Muerte. Scrivo "dovrebbe" perché la Santa Muerte sembra essere un personaggio totalmente assente e decisamente poco sviluppato.

Lo scopo principale di City of Angels è sicuramente quello di denunciare il razzismo e la ghettizzazione di tutte le etnie presenti negli U.S.A. Tuttavia, bisogna tristemente concludere che oltre alla rabbia e al dissenso dei protagonisti verso le questioni razziali (ci troviamo davanti ad ovvie critiche contro la politica di Trump) City of Angels sembra essere incapace di andare oltre e dare respiro alla trama. Alcuni critici hanno giustificato determinate scelte narrative, sottolineando che, sicuramente, molte dinamiche saranno approfondite nella seconda stagione. Sfortunatamente, dato il basso numero di spettatori, la seconda stagione di Penny Dreadful - City of Angels pare che non vedrà la luce.

Un altro elemento che, forse, ha sancito la disfatta di City of Angels è il continuo confronto con la sua serie di origine, una serie superiore sia a livello registico sia a livello narrativo. Non posso esprimermi sulle capacità recitative, poiché in molti hanno commesso l'errore di mettere a confronto Eva Green con Natalie Dormer. Il confronto in questa specifica situazione non dovrebbe sussistere, dato che le due attrici hanno incarnato personaggi decisamente differenti (forse di simile avevano solo alcuni outfit e alcuni tratti fisionomici).

Penny Dreadful è stato recentemente eliminato dal catalogo Netflix ed è solamente disponibile sul sito di Showtime.
Questa serie, a lungo snobbata dai festival (nessuno ha mai capito come Eva Green non abbia nemmeno ottenuto una nomination agli Emmy) pare essere stata dimenticata anche da fan meno accaniti.
Personalmente ne consiglio la visione e spero vivamente che Netflix decida il prima possibile di reinserire Penny Dreadful sulla sua piattaforma.

Penny Dreadful City of Angels
La locandina della serie TV Penny Dreadful - City of Angels, 2020 Showtime Networks Inc. and Showtime Digital Inc.

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La gabbia di vetro di Colin Wilson: matrimonio del cielo e dell'inferno

Infagottato dal tenue abbraccio delle montagne dell'Inghilterra del Nord-Ovest e dai laghi che tanto ispirarono Wordsworth, Coleridge e De Quincey, Daemon Reade vive a stretto contatto con la sensibility del mondo poetico dei Lake District. Il ritiro filologico-spirituale di Reade è volto a isolarsi dalle turbolenze dei grandi centri cittadini britannici e soprattutto a affinare uno stile di vita meditativo, contemplativo e visceralmente legato agli scritti di un leggendario poeta, William Blake.

La tranquillità incantata in cui vive Reade viene improvvisamente turbata dall'arrivo di un poliziotto che sta indagando sul conto di un curioso serial killer: sul luogo del delitto infatti l'assassino lascia diverse citazioni di William Blake. La polizia ha bisogno del più grande esegeta del poeta e Daemon Reade si lascia magnetizzare dal fascino atavico e misterioso di questo cultore di Blake, nonché spietato assassino al pari di Jack lo Squartatore. Perciò si lascia “arruolare” nell'impresa e ricopre i panni dell'investigatore letterato.

"A Suspicious Character". Colin Wilson si interessò durante l'arco della sua vita ai crimini di Jack lo Squartatore. Immagine dall'Illustrated London News, in pubblico dominio. L'immagine fa parte di una serie pubblicata dall'Illustrated London News (13 Ottobre 1888) con il titolo generale "With the Vigilance Committee in the East End".

La Gabbia di Vetro (1966) di Colin Wilson eredita gli stilemi, l'ambientazione e l'architettura narrativa di Riti Notturni (1960) ma si arricchisce di una connotazione alquanto singolare, rifugiandosi in un potentissimo interrogativo: può un uomo che ama e conosce così tanto la poesia essere l'autore di una carneficina? È davvero così malvagio o è il mondo ad esserlo?

Siamo sempre in quella swinging London degli anni sessanta (cfr. Franco Pezzini), tronfia di positivismo borghese e ricca di intrattenimenti vari, dai lucenti locali traboccanti di alcool ai club privati in cui ballare fino all'alba e sedurre chiunque capiti a tiro. Reade si ritrova catapultato in una iper-realtà dei sensi e delle pulsioni dell'uomo, letteralmente schiacciato da questa Sodoma e Gomorra, da questa Londra promiscua e progressista, così agli antipodi alla quiete poetica del nord. Ma non nasce in lui un odio verso questo otherworld metropolitano, bensì una curiosità latente perché in questa gabbia di vetro gli uomini possono vivere tranquillamente quando hanno soddisfatto i loro appetiti, ma diventano letali e famelici quando il richiamo della carne si fa sempre più impellente. E il vetro della cella si incrina, si rompe e l'animale è libero di cacciare. C'è la sensazione che Reade non stia semplicemente indagando per scoprire chi sia il responsabile di questi omicidi, ma che stia costruendo un'esegesi socio-poetica dell'uomo contemporaneo, dell'outsider e dell'uomo qualunque.

Colin Wilson, personificato in Daemon Reade, tratteggia mirabilmente un'antropologia poetica dell'uomo, inteso come ente filosofico, metafisico e particella letteraria. Questa disamina è volta mostrare la natura dualistica della natura umana, da un lato passivo ingranaggio di una società arrugginita e dall'altro forza ferina, struggente e indomabile dell'outsider che usa la sua forza nei modi più grotteschi. È il matrimonio del cielo e dell'inferno, postulato da Blake e reso vivo dal serial killer di Wilson, in costante bilico tra le due forze contrapposte. E badate bene, non sappiamo quale sia l'inferno e il paradiso. Il dubbio è tutto nostro, Wilson ci dona un carnevale di interrogativi. Il bello è proprio questo.

Un libro da divorare in un solo giorno, una storia da assorbire immediatamente e da rileggere per collezionare con calma citazioni, aneddoti e sfumature del mondo poetico ed esoterico di Blake-Wilson. La Carbonio si conferma una realtà editoriale a tutto tondo che offre un catalogo di livello e vario, lasciatevi intrappolare dalla sua gabbia di vetro. Perché non importa dove voi siate, siamo tutti dei prigionieri, nei Lake District o a Londra.

La gabbia di vetro Colin Wilson
La copertina del romanzo La gabbia di vetro di Colin Wilson, edito da Carbonio Editore nella collana Cielo stellato

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.