Nuovo studio sulla colorazione delle porcellane akae

4 Maggio 2016
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Tra le porcellane Kakiemon sono particolarmente apprezzate quelle chiamate akae, caratterizzate da un colore rosso vivo su sfondo bianco latte.
Le porcellane Kakiemon sono prodotte tradizionalmente a partire dal diciassettesimo secolo nella provincia giapponese di Hizen, nell'attuale Prefettura di Saga. Il processo fu raffinato per tentativi, da parte dei maestri ceramisti.
Un nuovo studio, pubblicato su Applied Materials & Interfaces, ha individuato un metodo semplice per preparare il rosso utilizzato e dunque chiarire e comprendere meglio il meccanismo di colorazione.
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L'architettura maya influenzò quella coloniale religiosa spagnola

31 Marzo 2016

La chiesa coloniale da Dzibilchaltún
La chiesa coloniale da Dzibilchaltún

L'architettura Maya avrebbe influenzato quella religiosa dei coloni spagnoli. Questi i risultati della tesi di dottorato in archeologia di Teobaldo Ramirez Barbosa, che ha confrontato le chiese coloniali spagnole e gli edifici maya nella penisola dello Yucatán, in Messico e Belize.
Sarebbe insomma possibile verificare una ibridizzazione, per cui le materie da costruzione e le forme utilizzate in epoca preispanica continuavano ad essere impiegate anche dopo.
La tesi "Churches, chapels, and Maya dwellings of Colonial Yucatán and Belize. A Postcolonial Approach", di Teobaldo Ramirez Barbosa, è disponibile presso la Göteborgs Universitetsbibliotek.
Link: Göteborgs UniversitetsbibliotekAlphaGalileo via University of Gothenburg


"Per la Ricuperata Salute di Ofelia", una cantata di Mozart, Salieri e Cornetti

16 - 17 Febbraio 2016
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Per la Ricuperata Salute di Ofelia è una cantata, opera di Wolfgang Amadeus Mozart, di Antonio Salieri e di un compositore del quale si sa molto poco, il cui nome era Cornetti. Il libretto fu messo in musica nell'autunno del 1785. Con la composizione gli autori salutavano la ritrovata salute e il ritorno sulle scene di Nancy Storace, soprano inglese a Vienna e interprete apprezzata delle opere di Mozart e Salieri.
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La rara stampa, fino ad oggi considerata perduta, è stata ritrovata presso il Dipartimento di Storia della Musica del Museo Nazionale (Národní muzeum) - Museo della Musica Ceco. La cantata ritrovata è stata pure suonata, dopo oltre due secoli, dal clavicembalista Lukáš Vendl. 
La composizione è pure importante in quanto significativa testimonianza di collaborazione tra Mozart e Salieri. Dietro il nome Cornetti potrebbe invece nascondersi uno pseudonimo. Con la morte di Mozart nel 1791, si speculò che Salieri potesse esserne responsabile, addirittura di avvelenamento. Documenti contemporanei e lettere tra i due testimoniano invece una relazione cordiale e non supportano neppure l'idea di una rivalità. Il figlio di Mozart era pure allievo di Salieri.
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Nancy Storace nacque il 17 Ottobre 1765 a Londra, per poi studiare a Venezia. Fu una grande ispirazione per gli autori della composizione, e un soprano di successo a Vienna. Il 1 Giugno 1785, durante la prima dell'opera scritta da suo fratello, Gli sposi malcontenti, perse la voce, e questo suo stato proseguì per diversi mesi. La cantata celebrò il ritorno sulle scene di Nancy.
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Tema mitologico per l'Anima beata e l'Anima dannata di Bernini?

17 Febbraio 2016
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I due busti in marmo Anima beata e Anima dannata, opera di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), sarebbero state originariamente sculture di carattere mitologico e non religioso.
Queste le conclusioni, pubblicate su Sculpture Journal, di David García Cueto, professore di Storia dell'Arte all'Università di Granada. Per Cueto, le due sculture non sarebbero la rappresentazione dell'anima di cristiani che sperimentano i piaceri del Paradiso o le pene dell'Inferno, ma rispettivamente una ninfa e un satiro.
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Cueto avrebbe sviluppato questa tesi sulla base di prove documentarie dell'epoca, non pubblicate e attualmente presso l'Archivio Storico Capitolino. Il documento suggerirebbe due possibilità: da una parte entrambe le sculture potrebbero essere state concepite come rappresentazioni mitologiche, dall'altra potrebbero esser state prodotte da Bernini proprio con l'intenzione di creare un'ambiguità iconografica, mancando di chiari attributi identificativi.
Le due sculture, risalenti al 1619, sono oggi conservate all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede a Roma.
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Celebrazioni per il IV° centenario della nascita di Mattia Preti

Celebrazioni per il IV° centenario della nascita di Mattia Preti

Mattia Preti - San Sebastiano
Mattia Preti - San Sebastiano

Mattia Preti, esponente di primo piano del Seicento calabrese, è stato celebrato, in occasione del IV° centenario della sua nascita, in Calabria e non solo, con mostre e approfondimenti di ampio respiro.

Mattia Preti - La Santissima Trinità
Mattia Preti - La Santissima Trinità

Salvatore Patamia, direttore del Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria, esprime soddisfazione per le tante iniziative, finanziate dalla Regione Calabria nell'ambito del programma degli eventi celebrativi per il IV° centenario della nascita di Mattia Preti, che hanno fatto conoscere ad un pubblico ancora più vasto Mattia Preti, noto anche come il Cavalier Calabrese.

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Restauro dipinto di Giulio Licinio danneggiato durante il furto al Museo Castelvecchio

Presentazione restauro dipinto danneggiato durante il furto al Museo di Castelvecchio

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Verona. Martedì 9 febbraio 2016, al Museo di Castelvecchio, verrà presentato alla stampa il restauro conservativo, eseguito dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, dell’olio su tavola raffigurante “La Conversione di San Paolo” del sec. XVI.
La tavola, di Giulio Licinio, entrata a far parte della collezione museale nel 1871 con il lascito di Cesare Bernasconi, è stata danneggiata dai rapinatori durante il furto al Museo del 19 novembre 2015. I due frammenti, strappati brutalmente nel tentativo di rimuovere il dipinto dal muro, sono stati portati dapprima nel laboratorio di restauro della Soprintendenza per le operazioni preliminari e poi restaurati in situ; non presentando parti mancanti, si è provveduto al loro riposizionamento, alla stuccatura e all’integrazione pittorica dei lembi di giunzione.
Con il suo accurato intervento la Soprintendenza ha voluto così dare un piccolo contributo per rimarginare una ferita ancora aperta.
Saranno presenti il Soprintendente Fabrizio Magani e la Consigliera delegata alla cultura Antonia Pavesi.

Come da MiBACT, Redattrice Cinzia Mariano
Museo Civico di Castelvecchio, cortile. Foto di Ugo franchini di Wikipedia in italiano, da WikipediaCC BY-SA 3.0.


L'artrosi di Michelangelo Buonarroti

3 - 6 Febbraio 2016
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Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, Michelangelo Buonarroti (Marzo 1475 - 18 Febbraio 1564) avrebbe sofferto di artrosi alle mani, in particolare negli ultimi quindici anni della sua vita. Tutto il tempo dedicato alla scultura avrebbe dunque fatto sentire i suoi effetti sulla salute dell'artista toscano.
Non sono state possibili investigazioni dirette, né sono disponibili spettroscopie o immagini ai raggi X. Gli autori dello studio hanno perciò dovuto rifarsi ad altri documenti, e in particolare a tre ritratti dell'artista ormai invecchiato, grazie ai quali interpretare le deformità delle mani. I tre ritratti sono opera di Jacopino del Conte (1535), Daniele Ricciarelli (da Volterra - 1544, probabile copia del primo), e Pompeo Caccini (1595, quindi 31 anni dopo la morte dell'artista). I ritratti mostrano Michelangelo tra i 60 e i 65 anni.
Dai documenti analizzati nella ricerca, risulterebbe inoltre che Michelangelo soffriva di problemi alle articolazioni. A Michelangelo peraltro sono state attribuite varie malattie (gotta e probabile avvelenamento da piombo, oltre a una serie di disturbi di carattere psicologico), ma a colpire le sue mani fu probabilmente l'artrosi. In precedenza, altri studi attribuirono alla gotta questi problemi, ma la nuova ricerca sembra confutare quelle tesi (si tenga anche presente che in passato il termine gotta era usato in senso assai ampio). La diagnosi di artrosi spiegherebbe pure la perdita di destrezza nel tempo subita da Michelangelo che, nonostante l'infermità, continuò a scolpire fino a sei giorni dalla morte.
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Svezia: una cripta nella chiesa di Munka-Ljungby

22 Dicembre 2015
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Durante lavori nella chiesa di Munka-Ljungby, in Scania, l'attenzione pubblica è tornata su una camera sepolcrale con 20 bare, alcune di bambini. Quanto nella cripta potrebbe datare fino a cinquecento anni fa, ed è sicuramente precedente il 1860.
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Link: The Local
La chiesa di Munka-Ljungby, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Ulkl.
La Scania o Skåne, da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da Lokal Profil (Lapplänning (highlighting by Lokal_Profil) - Based on Sverigekarta-Landskap.svg by Lapplänning which was based on SWE-Map Kommuner2007.svg by Lokal_Profil).
 
 
 


Minute decorazioni in oro di epoca Tudor dal Tamigi

24 Dicembre 2015
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Un tesoro, costituito da minuscole decorazioni in oro, è stato ritrovato nel Tamigi. Le si suppone relative a vestiti, o più probabilmente a un cappello (per la maggiore facilità di volar via), di epoca Tudor.
Per la precisione, si tratta di dodici reperti risalenti agli inizi del sedicesimo secolo, ritrovati da otto diverse persone negli ultimissimi anni. I motivi delle decorazioni sono ad anello o a corda, e dimostrano una grande abilità nella realizzazione.
Link: The Guardian; Daily Mail; The History Blog; Lonely Planet
Mary Neville e suo figlio Gregory Fiennes (1559), dipinto di Hans Eworth (Hans Eworth (circa 1520–1574?) - Scanned from Hearn, Karen, ed. Dynasties: Painting in Tudor and Jacobean England 1530-1630. New York: Rizzoli, 1995. ISBN 0-8478-1940-X), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da PKM.
 


Cagliari: i Carabinieri restituiscono alla Chiesa di Sant'Agostino Nuovo la statua del Santo

CAGLIARI: I CARABINIERI RESTITUISCONO ALLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO NUOVO LA STATUA DELL’OMONIMO SANTO

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QUESTA MATTINA, ALLA PRESENZA DEL DOTT. RAIMONDO SPANO, RESPONSABILE DEL FONDO EDIFICI DI CULTO DELLA PREFETTURA DI CAGLIARI E DELLA DOTT.SSA MARIA PASSERONI, FUNZIONARIA DELLA SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI CAGLIARI, I CARABINIERI DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE DI CAGLIARI HANNO RESTITUITO NELLE MANI DI DON VINCENZO FOIS, RETTORE DELLA CHIESA CAGLIARITANA DI SANT’AGOSTINO NUOVO, UNA PREGEVOLE STATUA LIGNEA DEL XVII SECOLO ATTRIBUITA PROPRIO AL SANTO DI IPPONA E FACENTE PARTE DEL PATRIMONIO DI QUELL’ISTITUTO RELIGIOSO.
DELL’OPERA, REALIZZATA CON LA TECNICA “DELL’ESTOFADO DE ORO”, TIPICA DELLA SARDEGNA DEL XVI E XVII SEC., SI ERANO ORMAI PERSE LE TRACCE E DELLA SUA PRESENZA IN CHIESA RIMANEVA SOLO UN FLEBILE RICORDO NELLA MEMORIA DI QUALCHE ANZIANO PARROCCHIANO.
CIRCA UN ANNO FA I MILITARI, DURANTE UN CONTROLLO AMMINISTRATIVO AD UN ESERCIZIO COMMERCIALE DI SETTORE NEL QUARTIERE DELLA MARINA, RISCONTRAVANO LA PRESENZA DELLA SCULTURA SULLA QUALE ERANO IN CORSO, PER CONTO DI UN NOTO PROFESSIONISTA CAGLIARITANO, ALCUNI IMPORTANTI INTERVENTI DI RESTAURO CONSERVATIVO IN ASSENZA, PERO’, DEI PREVISTI TITOLI AUTORIZZATIVI. LE INDAGINI FINALIZZATE A RISCONTRARNE PROVENIENZA E PROPRIETA’ CONSENTIVANO DI COLLOCARE LA STATUA ALL’INTERNO DELLA CHIESA FINO AL 1946. DOPODICHE’ NULLA PIU’.
DURANTE IL CONTROLLO UN PARTICOLARE AVEVA DESTATO L’ATTENZIONE DEI MILITARI: LA MANCANZA DELLE TRE DITA DELLA MANO DESTRA DELLA SCULTURA. STESSA CARATTERISTICA CHE VENIVA EVIDENZIATA IN UN INVENTARIO DEL 1946, ACQUISITO GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON LA PREFETTURA DI CAGLIARI, IN CUI, L’ALLORA SOPRINTENDENTE, ELENCAVA TUTTE LE OPERE D’ARTE FACENTI PARTE DEL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO TRASFERITE, PER MOTIVI DI SICUREZZA, NEL DUOMO DI CAGLIARI.
LA STATUA, SEQUESTRATA A MAGGIO DI QUEST’ANNO E DOPO GLI ESAMI TECNICO-SCIENTIFICI DEGLI STORICI DELL’ARTE DELLA SOPRINTENDENZA CHE HANNO DEFINITIVAMENTE CONSENTITO DI RICONDURLA AL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA, E’ STATA FINALMENTE RESTITUITA AL CULTO DEI FEDELI.
UNA PERSONA E’ STATA DENUNCIATA PER IL REATO DI OPERE ILLECITE.
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Cagliari, 21 dicembre 2015
Fonte dati:
Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone