L'artrosi di Michelangelo Buonarroti

3 - 6 Febbraio 2016
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Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, Michelangelo Buonarroti (Marzo 1475 - 18 Febbraio 1564) avrebbe sofferto di artrosi alle mani, in particolare negli ultimi quindici anni della sua vita. Tutto il tempo dedicato alla scultura avrebbe dunque fatto sentire i suoi effetti sulla salute dell'artista toscano.
Non sono state possibili investigazioni dirette, né sono disponibili spettroscopie o immagini ai raggi X. Gli autori dello studio hanno perciò dovuto rifarsi ad altri documenti, e in particolare a tre ritratti dell'artista ormai invecchiato, grazie ai quali interpretare le deformità delle mani. I tre ritratti sono opera di Jacopino del Conte (1535), Daniele Ricciarelli (da Volterra - 1544, probabile copia del primo), e Pompeo Caccini (1595, quindi 31 anni dopo la morte dell'artista). I ritratti mostrano Michelangelo tra i 60 e i 65 anni.
Dai documenti analizzati nella ricerca, risulterebbe inoltre che Michelangelo soffriva di problemi alle articolazioni. A Michelangelo peraltro sono state attribuite varie malattie (gotta e probabile avvelenamento da piombo, oltre a una serie di disturbi di carattere psicologico), ma a colpire le sue mani fu probabilmente l'artrosi. In precedenza, altri studi attribuirono alla gotta questi problemi, ma la nuova ricerca sembra confutare quelle tesi (si tenga anche presente che in passato il termine gotta era usato in senso assai ampio). La diagnosi di artrosi spiegherebbe pure la perdita di destrezza nel tempo subita da Michelangelo che, nonostante l'infermità, continuò a scolpire fino a sei giorni dalla morte.
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Svezia: una cripta nella chiesa di Munka-Ljungby

22 Dicembre 2015
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Durante lavori nella chiesa di Munka-Ljungby, in Scania, l'attenzione pubblica è tornata su una camera sepolcrale con 20 bare, alcune di bambini. Quanto nella cripta potrebbe datare fino a cinquecento anni fa, ed è sicuramente precedente il 1860.
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Link: The Local
La chiesa di Munka-Ljungby, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Ulkl.
La Scania o Skåne, da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da Lokal Profil (Lapplänning (highlighting by Lokal_Profil) - Based on Sverigekarta-Landskap.svg by Lapplänning which was based on SWE-Map Kommuner2007.svg by Lokal_Profil).
 
 
 


Minute decorazioni in oro di epoca Tudor dal Tamigi

24 Dicembre 2015
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Un tesoro, costituito da minuscole decorazioni in oro, è stato ritrovato nel Tamigi. Le si suppone relative a vestiti, o più probabilmente a un cappello (per la maggiore facilità di volar via), di epoca Tudor.
Per la precisione, si tratta di dodici reperti risalenti agli inizi del sedicesimo secolo, ritrovati da otto diverse persone negli ultimissimi anni. I motivi delle decorazioni sono ad anello o a corda, e dimostrano una grande abilità nella realizzazione.
Link: The Guardian; Daily Mail; The History Blog; Lonely Planet
Mary Neville e suo figlio Gregory Fiennes (1559), dipinto di Hans Eworth (Hans Eworth (circa 1520–1574?) - Scanned from Hearn, Karen, ed. Dynasties: Painting in Tudor and Jacobean England 1530-1630. New York: Rizzoli, 1995. ISBN 0-8478-1940-X), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da PKM.
 


Cagliari: i Carabinieri restituiscono alla Chiesa di Sant'Agostino Nuovo la statua del Santo

CAGLIARI: I CARABINIERI RESTITUISCONO ALLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO NUOVO LA STATUA DELL’OMONIMO SANTO

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QUESTA MATTINA, ALLA PRESENZA DEL DOTT. RAIMONDO SPANO, RESPONSABILE DEL FONDO EDIFICI DI CULTO DELLA PREFETTURA DI CAGLIARI E DELLA DOTT.SSA MARIA PASSERONI, FUNZIONARIA DELLA SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI CAGLIARI, I CARABINIERI DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE DI CAGLIARI HANNO RESTITUITO NELLE MANI DI DON VINCENZO FOIS, RETTORE DELLA CHIESA CAGLIARITANA DI SANT’AGOSTINO NUOVO, UNA PREGEVOLE STATUA LIGNEA DEL XVII SECOLO ATTRIBUITA PROPRIO AL SANTO DI IPPONA E FACENTE PARTE DEL PATRIMONIO DI QUELL’ISTITUTO RELIGIOSO.
DELL’OPERA, REALIZZATA CON LA TECNICA “DELL’ESTOFADO DE ORO”, TIPICA DELLA SARDEGNA DEL XVI E XVII SEC., SI ERANO ORMAI PERSE LE TRACCE E DELLA SUA PRESENZA IN CHIESA RIMANEVA SOLO UN FLEBILE RICORDO NELLA MEMORIA DI QUALCHE ANZIANO PARROCCHIANO.
CIRCA UN ANNO FA I MILITARI, DURANTE UN CONTROLLO AMMINISTRATIVO AD UN ESERCIZIO COMMERCIALE DI SETTORE NEL QUARTIERE DELLA MARINA, RISCONTRAVANO LA PRESENZA DELLA SCULTURA SULLA QUALE ERANO IN CORSO, PER CONTO DI UN NOTO PROFESSIONISTA CAGLIARITANO, ALCUNI IMPORTANTI INTERVENTI DI RESTAURO CONSERVATIVO IN ASSENZA, PERO’, DEI PREVISTI TITOLI AUTORIZZATIVI. LE INDAGINI FINALIZZATE A RISCONTRARNE PROVENIENZA E PROPRIETA’ CONSENTIVANO DI COLLOCARE LA STATUA ALL’INTERNO DELLA CHIESA FINO AL 1946. DOPODICHE’ NULLA PIU’.
DURANTE IL CONTROLLO UN PARTICOLARE AVEVA DESTATO L’ATTENZIONE DEI MILITARI: LA MANCANZA DELLE TRE DITA DELLA MANO DESTRA DELLA SCULTURA. STESSA CARATTERISTICA CHE VENIVA EVIDENZIATA IN UN INVENTARIO DEL 1946, ACQUISITO GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON LA PREFETTURA DI CAGLIARI, IN CUI, L’ALLORA SOPRINTENDENTE, ELENCAVA TUTTE LE OPERE D’ARTE FACENTI PARTE DEL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO TRASFERITE, PER MOTIVI DI SICUREZZA, NEL DUOMO DI CAGLIARI.
LA STATUA, SEQUESTRATA A MAGGIO DI QUEST’ANNO E DOPO GLI ESAMI TECNICO-SCIENTIFICI DEGLI STORICI DELL’ARTE DELLA SOPRINTENDENZA CHE HANNO DEFINITIVAMENTE CONSENTITO DI RICONDURLA AL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA, E’ STATA FINALMENTE RESTITUITA AL CULTO DEI FEDELI.
UNA PERSONA E’ STATA DENUNCIATA PER IL REATO DI OPERE ILLECITE.
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Cagliari, 21 dicembre 2015
Fonte dati:
Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Un secondo ritratto nascosto nella Monna Lisa?

7 - 14 Dicembre 2015
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Viene dalla Francia l'ultima teoria sulla Monna Lisa: a proporla è l'ingegnere Pascal Cotte, fondatore della società Lumiere Technology, che attraverso la tecnica Layer Amplification Method (LAM) avrebbe rivelato un secondo ritratto, precedente e nascosto al di sotto di quello che è possibile ammirare oggi.
I due volti si differenzierebbero per alcuni significativi particolari, e in particolare per il sorriso enigmatico, che è assente nell'immagine nascosta. Cotte, poi, affermerebbe che la donna dipinta possa non essere Lisa Gherardini, la moglie del mercante di seta Francesco del Giocondo (e colei che tradizionalmente avrebbe ispirato Leonardo da Vinci per l'opera).
Il Museo del Louvre non si è espresso con dichiarazioni sull'argomento. Il professore emerito di storia dell'arte a Oxford, Martin Kemp, si è detto scettico. Le tesi di Cotte sono esposte in un documentario della BBC.

Link: BBC News; ABC News; Live ScienceRepubblica; Corriere della SeraDaily MailThe Independent; The TelegraphInternational Business Times; Huffington Post; TGCOM 24.
La Gioconda di Leonardo da Vinci, da C2RMF(Galerie de tableaux en très haute définition: image page and one more authorCropped and relevelled from File:Mona Lisa, by Leonardo da Vinci, from C2RMF.jpg. Originally C2RMF: Galerie de tableaux en très haute définition: image page), riportata da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Dcoetzee.


Nuovi dettagli della Cattedrale di Lincoln dalla scansione laser

26 Novembre 2015
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Una potente scansione laser della celebre Cattedrale di Lincoln permette oggi di ottenere una registrazione virtuale e dettagliata dell'interno della stessa, rivelandone nuovi dettagli architettonici. Costruita a partire dal 1088, la chiesa ha subito diverse alterazioni nei secoli.
Lo studio si era reso necessario, in quanto le piantine a disposizione risalivano a più di un secolo fa. In particolare, non esistevano poi per la navata, mentre per il tetto del diciottesimo secolo è noto che questo sia stato alterato, ma non ci sono informazioni sulla struttura in legno originale.
La scansione laser ha permesso così di ottenere in poche ore quello che, con altri mezzi, avrebbe richiesto settimane e mesi di lavoro, e permette pure di compiere un tour virtuale della Cattedrale. Gli studiosi stanno quindi sviluppando un modello 3D della stessa.

Link: University of Nottingham
La navata che guarda ad est nella Cattedrale di Lincoln, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Diliff.
 


‘Riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

27 Novembre 2015

Il ‘riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

Dettaglio dal Bacio di Giuda Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge
Dettaglio dal Bacio di Giuda
Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge

Un raro dipinto medievale, che ritrae il tradimento di Cristo da parte di Giuda, potrebbe essere sopravvissuto alle distruzioni per mano degli iconoclasti del sedicesimo secolo, dopo esser stato ‘riciclato’ per elencare invece i Dieci Comandamenti.

Ora in mostra al Fitzwilliam Museum, Il Bacio di Giuda è una delle opere d'arte più rare del suo genere. Al tempo della Riforma Protestante e durante la Guerra Civile Inglese, i dipinti delle chiese furono distrutti a migliaia. Pochi sopravvissero nel Regno Unito, e di quelli che rimangono molti sono stati deturpati. Si crede che fino al 97% dell'arte religiosa inglese sia stata distrutta durante e dopo la Riforma Protestante.
Il pannello in legno, dipinto briosamente e con dettagli scelti su foglie d'argento e d'oro, data al 1460 circa ed è ancora più sorprendente in quanto ritrae il momento del tradimento del Cristo, ad opera di Giuda Iscariota. I devoti parrocchiani cattolici spesso graffiavano e scavavano l'odiata figura di Giuda, e quindi il dipinto sarebbe stato a rischio da parte delle congregazioni di Cattolici e Protestanti alla stessa maniera, nei secoli intercorsi.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy Ffor in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy For in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
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Individuata la Stradina di Delft

20 Novembre 2015
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La Stradina di Delft (Het Straatje), un olio su tela (53,5x43,5 cm) del 1657-8 di Johannes Vermeer (grafia estesa di Jan), attualmente al Rijksmuseum di Amsterdam, sarebbe stata finalmente localizzata tra i numeri 40 e 42 della Vlamingstraat della cittadina in questione.
Link: RijksmuseumThe History Blog
La Stradina di Deft, di Johannes Vermeer, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da DcoetzeeBot (Johannes Vermeer - YAGJRuPz8yVuRQ at Google Cultural Institute, zoom level maximum).
 
 


Una sorpresa in un quadro di Isack Van Ostade

2 - 4 Novembre 2015
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Una sorpresa si nascondeva dietro il dipinto conservato presso la Royal Collection, un olio su tavola del 1643, opera del pittore Isack (anche Isaac) Van Ostade.
"Fiera del villaggio con chiesa di sfondo" è un'acquisizione di Re Giorgio IV del 1810. Il restauro del dipinto ha rivelato un probabilissimo caso di censura: un cespuglio nell'angolo in basso a destra era stato sovrapposto in epoca recente (si pensa attorno al 1903).
Rimuovendolo, si è ritrovato un uomo accovacciato, coi pantaloni abbassati, mentre rispondeva al richiamo dei propri bisogni naturali.
Link: Royal Collection Trust; Royal Collection Trust - Vimeo; SmithsonianThe History Blog; Observer; Mirror.co.uk; NOS.nl
Isaac Van Ostade, dipinto attribuito a Cornelis Dusart (Museum Boijmans Van Beuningen), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Jan Arkesteijn.
 


Grecia: restaurata chiesa bizantina ad Arta

4 Novembre 2015
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Restaurata la Chiesa bizantina della Natività del Theotokos ad Arta, capitale della regione omonima in Epiro. Datata al decimo secolo, è stata la chiesa di un grande monastero che, in epoca bizantina e ottomana, era circondato da fattorie e vigne. Di grande interesse gli affreschi, datati tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo.
Link: Archaeology News Network via Ethnos.gr
L’Epiro, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da SilentResident (di SilentResident,Philly boy92).