Un murales dell’artista cilena Pilar Dominguez dà nuova vita a una parete indistinta

Street art

Un murales dell’artista cilena Pilar Dominguez dà nuova vita a una parete indistinta

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Milano, 23 maggio 2015 – Onde colorate a cingere fiori e definire visi femminili. Si chiama Parole leggere la nuova opera di arte pubblica della visionaria artista italo-cilena Pilar Dominguez, che dona nuova vita ad una parete di oltre 50 metri che fino a pochi giorni fa delimitava, grigia e senza identità, un lungo tratto di via San Mirocle a Rogoredo.

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Cent'anni della Grande Guerra. Mostre, passeggiate e spettacoli al Monumentale a Milano

Anniversario dello scoppio del primo confllitto mondiale

Cent'anni della Grande Guerra. Mostre, passeggiate e spettacoli al Monumentale

Iniziative in programma domenica 24 maggio, dalle ore 10 alle ore 18 nell'ambito di “Cimitero Monumentale: Museo a cielo aperto”

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Milano, 21 maggio 2015 - Milano ricorda il centenario dell'inizio della Grande Guerra. Domenica 24 maggio, dalle ore 10 alle ore 18, il Cimitero Monumentale si apre alla città con concerti, performance teatrali, mostre d’arte e passeggiate tematiche nell'ambito delle iniziative “Cimitero Monumentale: Museo a cielo aperto”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano e dal Cimitero Monumentale ed è realizzata da Fondazione Milano Scuole Civiche, presente con diplomati, docenti e allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

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Dal futurismo al contemporaneo, il racconto di un Museo del Novecento rinnovato

ExpoinCittà
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Dal futurismo al contemporaneo, il racconto di un Museo del Novecento rinnovato

Presentate le due nuove mostre “Un Museo Ideale. Ospiti d’eccezione nelle collezioni del Novecento. Dal Futurismo al Contemporaneo” e “Nuovi Arrivi. Opere della donazione Bianca e Mario Bertolini”

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Milano, 14 maggio 2015 – Sono state presentate le due nuove mostre allestite negli spazi e lungo il percorso del Museo del Novecento: “Un Museo Ideale. Ospiti d’eccezione nelle collezioni del Novecento. Dal Futurismo al Contemporaneo”, che presenta capolavori della grande arte italiana del secolo scorso provenienti da importanti musei italiani poste in dialogo con le opere esposti nelle sale del Museo; e “Nuovi Arrivi. Opere della donazione Bianca e Mario Bertolini”, che rende omaggio a una delle più significative donazioni alle Raccolte Civiche cresciute negli anni proprio grazie a importanti lasciti privati.

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Morandi - Cortile di via Fondazza

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La grande guerra per la prima volta in mostra al Famedio

La grande guerra per la prima volta in mostra al Famedio

Le opere di Tom Porta raccontano il I conflitto mondiale fino al 24 maggio. D’Alfonso: "Un'esposizione che amplia le potenzialità come luogo d'attrazione turistica e culturale a disposizione della città”

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Milano, 28 aprile 2015 – Le porte del Famedio si aprono per la prima volta all’arte. Si inaugurerà infatti mercoledì 29 aprile, e fino a martedì 24 maggio, la nuova mostra di Tom Porta dedicata al centenario della I Guerra Mondiale e curata da Mario Giusti. Un'esposizione a ingresso libero per scoprire come la Grande Guerra abbia influenzato il ‘900, dalla politica all’arte, dal pensiero moderno alla concezione sociale dell’uomo. La mostra, inserita nel programma di “Expo in città”, rientra nella più ampia strategia dell’Amministrazione per la valorizzazione del Cimitero Monumentale quale luogo d’arte e di attrazione turistica.
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David LaChapelle. Dopo il diluvio. Palazzo delle Esposizioni, dal 30 aprile al 13 settembre 2015

Al Palazzo delle Esposizioni torna dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti e vaste retrospettive a lui dedicate. Saranno infatti esposte circa 150 opere di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e  molte di grande formato.
Roma è stata una città fondamentale nella carriera artistica di LaChapelle. Nel 2006 infatti, durante un soggiorno nella Capitale, David LaChapelle ha occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina; la sua sensibilità artistica è scossa dalla bellezza e dalla potenza dell’arte romana che danno il definitivo impulso alla necessità di imprimere una svolta alla sua produzione. Fino ad allora LaChapelle ha preferito che le sue foto viaggiassero sulle pagine di riviste di moda e di cataloghi senza testi. L’obiettivo non è mai stato fermarsi alla mera illustrazione, ma raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile – è questo il suo modo di essere un artista pop – e portare la lettura dell’opera sul piano dello shock emotivo.
LaChapelle ha spinto la sua estetica fino al limite, ma nel 2006 se n’è andato di scena. Ha voltato le spalle alla mondanità per ritirarsi a vivere in un’isola selvaggia, nel mezzo del Pacifico: “Avevo detto quello che volevo dire”.
La mostra è concentrata perciò sui lavori realizzati dall’artista a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie intitolata “The Deluge”, che segna un punto di svolta profonda nel lavoro di David LaChapelle. Con la realizzazione di “The Deluge”, ispirato al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l’unico scopo di esporlo in una galleria d’arte o in un museo, opere non commissionate e non destinate alle pagine di una rivista di moda o a una campagna pubblicitaria.
Dopo The Deluge, la produzione del fotografo americano si volge verso altre direzioni estetiche e concettuali. Il segnale più evidente del cambiamento è la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi che in tutti i lavori precedenti (unica eccezione è The Electric Chair del 2001, personale interpretazione del celebre lavoro di Andy Warhol) hanno avuto una parte centrale nella composizione del set e nel messaggio incarnato dall’immagine, spariscono. Le serie Car Crash, Negative Currencies, Hearth Laughs in Flowers, Gas Stations, Land Scape, fino alla più recente Aristocracy, seguono questa nuova scelta formale: LaChapelle cancella clamorosamente la carne, elemento caratterizzante della sua arte.
Per permettere al pubblico di conoscere le “origini” del lavoro di LaChapelle degli anni precedenti a The Deluge, verrà esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrità del mondo della musica, della moda e del cinema, scene con tocchi surrealisti basati su temi religiosi, citazioni di grandi opere della storia dell'arte e del cinema; una produzione segnata dalla saturazione cromatica e dal movimento, con cui il fotografo americano ha raggiunto la propria riconoscibile cifra estetica e ha influenzato molti artisti delle generazioni successive.
Le opere di David LaChapelle sono presenti in numerose importanti collezioni pubbliche e private internazionali, e esposte in vari musei, tra i quali il Musée D’Orsay, Paris; the Brooklyn Museum, New York; the Museum of Contemporary Art, Taipei; the Tel Aviv Museum of Art; the Los Angeles County Museum of Art (LACMA); The National Portrait Gallery, London; and the Fotographfiska Museet, Stockholm, Sweden. The National Portrait Gallery in Washington, DC.
L’esposizione ospiterà anche una rassegna di filmati che attraverso i back stage dei suoi set fotografici, ci illustrano il complesso processo di realizzazione e produzione dei suoi lavori.
foto: Museum, 2007, Chromogenic Print © David LaChapelle

Per informazioni e acquisto: il sito di Palazzo delle Esposizioni